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Italiani Dormite Preoccupati: Teste di Cavallo nel Letto

15 luglio, 2008 di Il Gobb  
Archiviato in Democrazia e Diritti



Seguendo bene le vicende mi sono visto l’intervento di Fini, Presidente della Camera, che fa il minaccioso con il popolo italiano.
C’è tutto il repertorio che abbiamo visto in questi anni nei casi di censura sulla satira.
C’è tutta la violenza di un governo che non può permettere il dissenso e chiama sedizioso chi li critica o li sfotte.
Se permettete analizzo alcuni passaggi significativi, visto che in questo come in altri casi una frase può trasmettere molti più significati di quanti ne capiate consciamente.

Fini dice:

Le espressioni oscene nei confronti del Papa, gli insulti al Capo dello Stato sono comportamenti che non hanno nulla a che vedere con la satira, chi se ne rende responsabile non è un comico ma un esibizionista che va trattato come tale.

Mi sembra molto chiaro che Fini qui, affermando che certi comportamenti non sono satira, si arroghi il diritto di definire cosa è satira.

Peccato per lui che il dizionario sia sui miei scaffali a confortarmi e, spero, sui vostri: è un’àncora di salvezza quando questi signori cambiano il significato delle parole.
La satira è un preciso genere letterario e non ha mai avuto problemi ad usare l’osceno e il grottesco come strumento per evidenziare le contraddizioni della società.
Pretendere di sapere cosa sia satira e cosa no meglio del dizionario significa piegare il concetto di “satira” ai propri bisogni, che in questo caso sono di ingannarvi e formare in voi una bassa opinione di chi la fa, in modo che non diate loro retta a prescindere da ciò che dicono, dai loro contenuti. Lo scopo è che voi arriviate a disprezzarli solo per mero fatto che fanno satira, che smettiate di pensare alle loro parole, che smettiate di comprenderle.

Per questo definisce Grillo e Guzzanti come “esibizionisti” (un po’ screditante, non vi pare?) e li minaccia di “trattarli come tali”, il che vorremmo sapere cosa significa.
Le minacce continuano, ovviamente sul tono generico e non querelabile.

È evidente che chi organizza le manifestazioni deve essere cosciente che se si semina vento si raccoglie tempesta.

Credo sia molto chiaro: cosa faranno non lo so, ma questa sembra proprio la minaccia di una ritorsione da parte del governo (o di chissà chi dei loro associati che nessuno potrà PROVARE a loro collegati).
Fini ha inoltre detto di augurarsi

(…) che riflettano su questo aspetto quegli uomini politici che adesso si dissociano e hanno dato modo a questi personaggi di dar corso a tali espressioni, di cui tutti oggi ovviamente sottolineano la gravità.

Il che vorrebbe insinuare il dubbio che chi ha “dato modo a questi personaggi di dar corso a tali espressioni” è un irresponsabile e che dato che si tratta di espressioni “gravi” non dovrebbero essere permesse. Ma quanti avvertimenti. Che gentile. A quando le teste di cavallo nel letto?


Schifani
poi splende:

La libertà, a tutti preziosa, di manifestare le proprie idee non può, in alcun modo, assumere i toni dell’oltraggio volgare, della consapevole falsità, dell’umiliazione vigliacca dell’altro, di qualsiasi altro, e non solo delle figure autorevoli sopra ricordate, quindi anche del più avversato antagonista politico. In questo caso è dovere di tutti condannare con forza le parole usate e coloro che queste parole lanciano con intento distruttivo nelle nostre piazze.

Perché la libertà di manifestare le proprie idee non può esprimersi con l’oltraggio volgare? Può, sarà poi la legge, a seguito di una denuncia, stabilire se si tratta di un reato di vilipendio o meno. Un democrazia forte e serena sa quanto sia utile il dissenso interno, sa cogliere i suggerimenti delel minoranze. Se le zittisce è dittatura.
E poi, dove sarebbero le “consapevoli falsità”?
Che Napolitano abbia firmato il Lodo Alfano è un dato di fatto… è falso che il papa andrà all’inferno? Vabbé, ma se lui dice che ci andranno i gay tutti gli danno retta… perché? Che ne sa lui dell’al di là? È mai morto? Oddìo, dall’aspetto si direbbe di sì.

Vi risparmio il mio solito pistolotto su sciamani, superstizioni e aruspici.
Le “parole lanciate con intento distruttivo” direi scompaiono di fronte un manipolo di avventurieri in odor di corruzione che sta distruggendo lo stato di diritto in Italia, calpestando la democrazia, stracciando la costituzione, garantendosi l’impunità di fronte a qualsiasi crimine abbia commesso e cometterà, un manipolo di persone che ha messo l’esercito nelle strade e che ci metterà poco (massimo un paio d’anni) a farci abituare alla gente che scompare senza lasciare traccia nelle camionette mimetiche.
Dite che sono un catastrofista?

State lì fermi senza alzare un dito, senza dire niente, tirando il carretto e disinteressandovi di tutto quanto non sia fica, denaro e pallone per i prossimi due anni… poi vediamo.

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Il Gobb
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Comments

34 Risposte a “Italiani Dormite Preoccupati: Teste di Cavallo nel Letto”
  1. Oris scrive:

    Mah, di poltici che si impuntano , come di persone comuni che fano altrettanto ne vedo a bizzeffe, da sempre, non è esclusiva del governo con lodo.

    Il “lei non sa chi sono io” è bipartisan coem le indignazioni.

    Quoto tutto tranne le frasi di parte, che come sempre, a parer mio, squalificano i post.

    Ma è un mio parere.

  2. Pierluigi scrive:

    Concordo con il Gobb. Già la gestione del G8 a Genova aveva fatto capire di che pasta sono fatti i nostri attuali governanti. E Fini presidente della Camera e La Russa ministro della Difesa non è che aiutino…
    Secondo me Veltroni dovrebbe smetterla di essere buonista un giorno e populista un altro, e alzare la voce quando si minacciano le libertà fondamentali di ciascuno, nonchè il diritto all’eguaglianza. E’ la tradizione democratica, la tutela dei più deboli e del diritto di espressione sono ciò che caratterizza il centrosinistra da sempre, è lì che il PD può affermarsi tra gli Italiani. Speriamo che Veltroni lo capisca e che D’Alema, Parisi e company invece di pugnalarlo alle spalle inizino a lavorare insieme a tal fine.

  3. “Che ne sa lui dell’al di là?”

    Credo si debba scrivere “aldila’” (tutto attaccato), per il resto concordo su tutto. :-)

  4. tritumbani scrive:

    un manipolo di avventurieri in odor di corruzione che sta distruggendo lo stato di diritto in Italia, calpestando la democrazia, stracciando la costituzione, garantendosi l’impunità di fronte a qualsiasi crimine abbia commesso e cometterà, un manipolo di persone che ha messo l’esercito nelle strade e che ci metterà poco (massimo un paio d’anni) a farci abituare alla gente che scompare senza lasciare traccia nelle camionette mimetiche.

    spero che non arriveremo a tanto, ma è il mio stesso timore a sentirli parlare.
    Silviolo sta spianando la strada a qualcosaltro.

    A proposito di satira persino CONAN il barbaro in alcune storie si rifiuta di perseguire un poeta che rimeggia e complotta contro di lui

    • Francesca scrive:

      Mah….Pinochet in Cile dopo il colpo di stato, cominciò così quatto quatto…e fece non so quanti desaparecidos che tutt’ora non hanno avuto sepoltura. Giustizia forse l’avranno, stanno finendo i processi adesso dopo 40 anni e dopo che Pinochet è morto assolto dai suoi peccati dalla Chiesa e dal Papa in persona.
      Prima che arriviamo a tanto, io scappo e lascio che affondi la nave.
      Scusate ma a volte sono proprio depressa!

      • Adetrax scrive:

        Pinochet …

        Quello che al ritorno in Cile si e` facilmente alzato dalla carrozzina camminando come se niente fosse ?

        Credo che ogni tanto ci si compiaccia nel lasciarsi suggestionare da possibili evoluzioni molto negative della societa`.

        In realta` l’Italia e gli italiani formano un sistema molto strano, che potrebbe essere normale, progredito, giusto, ecc. e quindi rientrare nel ristretto numero delle nazioni piu` progredite e civilizzate ma che invece “gode” (e sottolineo gode) nel passeggiare sull’orlo del baratro, del punto di non ritorno (e sinceramente non riesco a immaginare da dove provenga questo atteggiamento che pare essere un “retaggio” storico).

        Questo non esclude ovviamente che in seguito a un bello spavento (di quelli giusti), magari accompagnato da qualche “drizzone” meneghino, il sistema non decida di incamminarsi speditamente verso punti piu` sicuri.

        Storicamente, specie nei fenomeni sociali, l’Italia ha spesso seguito questo modello (metafora ironica):

        1) l’aereo Italia ha pigramente rollato sulla pista di decollo per un bel po’, attardandosi, compiacendosi del proprio lento incedere, con il pilota che mostrava il dito medio a chiunque gli consigliava di non indugiare oltre il lecito e con i passeggeri che cantavano “o sole mio”, disattendevano le piu’ elementari regole di sicurezza e ridevano in faccia a chi faceva loro notare l’incongruenza di tale comportamento;

        2) il pilota, accortosi del prossimo fine pista con strapiombo sul mare, ha improvvisamente spinto al massimo i motori, godendo delle grida dei passeggeri urlanti “non ce la facciamo, non ce la facciamo”, pur chiedendosi perche` si fosse preso tutto quel rischio agendo in quel modo (per il lulz ovviamente).

        3) l’areo dopo il fine pista ha perso rapidamente quota giu` verso lo strapiombo e ha sfiorato il mare per pochi centimetri, mentre il rombo pazzesco dei motori sovrastava la disperazione dei passeggeri;

        4) solo dopo una lentissima ripresa di quota e velocita`, il pilota ha acceso i post-bruciatori e l’aereo e` facilmente risalito ad alta quota.

        P.S.
        Una volta su tre l’areo si schianta ed esplode in mille pezzi, ma non importa perche` queste azioni sono troppo eccitanti per essere fatte diversamente e poi il pilota, a differenza dei passeggeri, si salva sempre eiettandosi fuori un attimo prima del disastro.

  5. Hyblon scrive:

    Credo che qui nessuno di noi trascorra la propria vita “tirando il carretto e disinteressandosi di tutto quanto non sia fica, denaro e pallone”…per questo la nube scura che si è piazzata sopra le nostre teste da un po’ di anni mi inquieta parecchio.
    Ma cosa possiamo fare per evitare la “catastrofe” se ogni iniziativa o manifestazione di dissenso viene poi svilita e offesa dal sistema mediatico?
    Possiamo continuare a lanciare boomerang che puntualmente ci ritroveremo tra le chiappe?
    Beninteso, quoto in toto… :-)

    • Silent Enigma scrive:

      la stragrande maggioranza di questo paese vive proprio così invece.
      ed è un piano premeditato, secondo me, da quelli che una volta venivano chiamati piduisti

  6. Hyblon scrive:

    Oddio, non ci posso credere, dopo un anno di frequentazione assidua di MC finalmente ho lasciato un commento…

  7. mattions scrive:

    Ed invece lo stiamo facendo.
    Non vogliamo dimostrare niente, vogliamo solo mostrare.

  8. luminal scrive:

    Il Gobb, questo articolo, specie la sua fine, a me personalmente mi angoscia un sacco, perchè mi fa ricordare quando ero adolescente e vivevo in un’altro Paese, qui vicino, che è stato cancellato dalla carta geografica perchè 15 anni fa la gente, come sta accadendo qui, scelse dei gangster come governanti… Sicuramente in Italia non succederanno gli stessi casini, è una storia completamente differente, ma i mafiosi sono capaci di cambiare davvero la faccia di un paese, specie se chi ci dovrebbe difendere da loro ci dà poi ragione… Come vi sentireste imputati in un processo con topogigio avvocato d’ufficio?

    • Il Gobb scrive:

      Non sai quanto questo mi inquieti… la testimonianza di qualcuno che ha visto meccanismi simili in azione e sa già come è possibile che andremo a finire…

  9. Se il contenuto di un messaggio non ti dipinge bene sposta l’attenzione sulla forma. La forma, la stessa forma che punisce (al di là e entro certi limiti a prescindere dalla sostanza) che punisce il nostro reato penale(!) di diffamazione. Già tante altre volte mi sono espresso sull’opportunità di rivederlo e perchè no, in un impeto punk, di abolirlo del tutto almeno nei casi in cui il contenuto (e che la forma offenda pure…) non sia palesemente falso o consapevolmente calunnioso.
    In fondo, sogno una democrazia franca, aperta, in cui ci sia identità fra ciò che si pensa e ciò che si dice, anche qualora ciò implicasse apostrofare il proprio avversario con epiteti non proprio riguardosi.
    Per ora invece il nostro C.P. ragiona apparentemente in modo molto simile a Schifani…

    Avevo letto da qualche parte, mi pare nella “storia dei Greci” di Montanelli, che Aristofane se la prendeva col politico e, pare secondo il giudizio di alcuni, populista Cleone. Oggi Cleone (e non ho idea se l’abbia magari fatto già allora) querelerebbe Aristofane!

  10. ugasoft scrive:

    Concordo al 100% con l’autore.
    Ma ci stiamo chiudendo a Riccio, siamo troppo “Critica” e poco “Mente”.

    Mi ci metto pure io.

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