Sto dalla Parte dei Bambini

3 settembre, 2008 di Il Piccolo Diavolo  
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Non conosco il Ministro Gelmini se non dalle pagine recenti dei giornali, relative alla sua riforma della scuola. Roba da far venire i brividi!
E se penso che sono cresciuta in una scuola che mi ha educata proprio come in buona parte rivuole oggi il Ministro, mi sento assalire da una forte angoscia.

Del resto, in Italia non c’è nulla di più nuovo che ripristinare norme, usi e abitudini ormai abrogate.
Da non studentessa, avevo accolto con gioia la soppressione del voto in condotta, oggi reintrodotto per prevenire, a detta del Ministro, fenomeni di bullismo!
Sono perplessa. Ma non è che forse sarebbe stato meglio andare a capire il “perché” dei fenomeni di bullismo?

Che so…ricercarne le radici nell’educazione familiare, nei disagi nascosti di ogni famiglia, nella repressione in cui crescono buona parte dei bambini di oggi, intimiditi fin dalla nascita con l’idea del peccato originario e che solo il battesimo può eliminare o in quelle forme di terrorismo psicologico del tipo: ” stai attento che se fai chiasso, arriva il lupo e ti mangia in un solo boccone” o nell’idea malata che un bambino debba essere da adulto non ciò che vuole, ma ciò che la società vuole che diventi!

La scuola, oggi, dovrebbe rappresentare ed essere il luogo in cui un bambino possa imparare prima di tutto a crescere libero e a gestire la sua libertà, in ciò supportato da una famiglia a sua volta libera,
non oppressa dal giudizio, dal voto a scuola o da quello in condotta, una famiglia capace di saper concedere a un figlio la possibilità di crescere esprimendo prima di tutto se stesso, senza fardelli preconfezionati e giudizi originari.

Mi piacerebbe consigliare al Ministro Gelmini la lettura di un libro che sul punto è davvero significativo: I ragazzi felici di Summerhill, scritto da Alexander S. Neill.
Mi sento una bambina e sto dalla parte dei bambini.
Che dite…mi darà un voto in condotta che mi boccerà per la vita?

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Comments

41 Risposte a “Sto dalla Parte dei Bambini”
  1. Sara scrive:

    Il voto in condotta alla fine è un indice a discrezione degli insegnanti, ad esempio in alcune scuole della mia città partivano dal 10, nella mia ad esempio dal 9, e fu così che per 3 quadrimestri io ebbi 8 in condotta…Ero la più attiva nelle discussioni, nelle lezioni partecipate, però poi ero attiva anche a parlare!…E questo aveva l’effetto che quando parlavo io sgamavano me, quando parlavano le mie due vicine di banco sgamavano me! Quindi secondo me il lato negativo della faccenda è proprio il rischio ulteriore di diversificazione tra scuole che coinvolgono gli alunni e che effettuano un percorso didattico decente e le scuole che mancano di queste due caratteristiche e quindi magari hanno gli alunni più fuori dal controllo. Il lato positivo però secondo me è che intanto la scuola comincia a prendere provvedimenti, è vero che un ragazzo bocciato per bullismo l’anno dopo ha meno probabilità di andare bene, ma intanto secondo me è giusto prendere un provvedimento. Che poi non risolva il problema alla radice è vero, ma non si può sempre passare tutto.

    Per quanto riguarda la scuola del link, bellissima! Che bello io ho trasferito quei concetti nella mia scuola! Innanzitutto ho scelto il liceo scientifico tecnologico e non lo scientifico normale perchè volevo fare laboratorio e imparare dall’esperienza pratica e poi perchè allo scientifico c’era una puzza di dogmatismo…
    E comunque per la scuola il fatto è: prima il piacere, poi il dovere, che fare il dovere pensando al piacere non ha senso, essere felici per il piacere facendo il dovere invece è tutta un’altra musica! Prima lo sport e la musica al pomeriggio, poi i cavoli miei, poi una sfogliatina ai quaderni, mi imparavo circa i titoli dei paragrafi e poi ci ricamavo sopra! Nelle materie scientifiche tanto mi ricordavo più o meno cos’avevamo fatto in laboratorio e da lì ragionavo, e per le materie un pò più mnemoniche avevo un compagno di classe che era molto fiero di essere un secchione e quindi in corriera la mattina mi faceva un superriassunto delle cose fondamentali! Bellissimo, infatti sono stati anni fantastici! …Devo dire però che questo metodo del fare giusto il minimo per sviluppare creatività, intuito e capacità di fare collegamenti (cioè io in realtà lo facevo perchè mi piaceva fare altro) non ha funzionato con altri miei compagni di classe…

    Sempre per la mia esperienza, devo fare un’altra considerazione: ho molte più amiche che amici che provano una felicità “bambinesca” quando si sentono brave perchè hanno studiato, perchè hanno fatto fatica ma hanno imparato tutto, con molto metodo. Hanno i genitori che ancora dicono loro “devi studiare, è importante”, cosa su cui all’università si può essere d’accordo, ma non ha senso mettere ancora sotto pressione una persona! Il fatto è che secondo me nella società odierna la bambina deve corrispondere alla docilità e alla diligenza, per cui forse qualche ragazza si sente ancora una “brava bambina” se fa i suoi compiti diligentemente. Però magari strippa per gli esami e prende psicofarmaci, ma l’importante è che soddisfi i desideri e le proiezioni dei genitori. In più mi devo togliere un sassolino: non serve studiare a compartimenti stagni e non riuscire a fare i collegamenti! Secondo voi tante scuole addestrano così per non far pensare troppo e per far si che non si notino troppe contraddizioni?

    Sara post: Non ce l’abbiamo fatta. Il calcio è in tv minuto per minuto

  2. Il Gobb scrive:

    Per quanto mi riguarda, credo che il problema della “riforma” Gelmini sia tutt’altro, ne parlo oggi sul mio blog…

    Sul voto di condotta, invece: lo trovo, non so, al meglio inutile, al peggio “pericoloso”.
    Anche perché è solo un motivo in più per i genitori per andare a fare scenate agli insegnanti, come ho anche visto accadere.

    Di palo in frasca: al liceo ho cominciato a sviluppare lo stesso atteggiamento mentale che ho adesso.
    Criticare sempre, criticare tutto, mettere in discussione ogni sapere “scontato” per scoprire da dove viene, se ha contatti con la realtà o si tratta di una interpretazione culturale della stessa, vagliare le opinioni, dire liberamente se ero in disaccordo con i professori…
    Avevo, manco a dirlo, sempre 8 in condotta. Ho sempre evitato il 7 perché avevo voti buoni in tutte le materie.

    Quella di italiano (la mia materia preferita) ebbe il coraggio di mettermi 5 ad un tema politico (si parlava di immigrazione) scrivendo sul retro “non sono d’accordo con te”.
    Portai quel tema dal preside, rpotestai vibratamente, richiesi un voto da un altro prof. di italiano, feci un casino per tutta la scuola finché non riuscii a cambiare quel 5 nel 9 che meritavo.
    Era un buon tema, che vuol dire un 5 per il disaccordo, senza nemmeno spiegare perché la mia posizione fosse sbagliata? Ero stato punito per essermi espresso liberamente.

    Se possono fare questo con il voto di un tema (e uno meno polemico di me non avrebbe piantato quel casino, si sarebbe tenuto il 5), figuriamoci col voto di condotta…

    Il Gobb post: La scuola è finita

    • Sara scrive:

      Ecco, più o meno anch’io ero così, adesso però sono un pò meno polemica…
      A me è capitato che in un tema io abbia preso 6+ perchè era sulla guerra in Iraq. L’avevo scelto perchè la prof ci aveva detto che secondo lei non era giusta la guerra preventiva, allora ho pensato “vabbè siamo d’accordo” e l’ho fatto. Peccato che la mia prof fosse dei radicali, che in quel periodo pensavano tipo “la guerra è sbagliata ma Saddam deve essere “eliminato”. Tutte le correzioni erano tipo: ma cosa dici? Come puoi pensarla così? Era fantastico, nella colonna laterale aveva fatto un tema parallelo! Vabbè ero in quarta quindi non mi interessava più di tanto la media, l’ho tenuto anche se me l’ha abbassata molto…Comunque è vero, anche i miei 8 in condotta erano parzialmente dovuti al fatto che con qualcuno dicevo più o meno cosa pensavo…Ma penso che una persona matura di quello che dice una ragazzina possa interessare poco, cioè giusto per prenderla come spunto di riflessione ma senza prendersela troppo, se no cos’è adulta da fare?
      Ma la migliore era la mia prof di biologia e scienze della terra, era una non sopportazione reciproca, ma quando le facevo delle domande ero curiosa di sapere certe cose che magari non c’erano sul libro…Ecco, lei credeva che io le facessi per metterla in crisi! Aiuto! E questa cosa l’ha anche detta a mio papà ai colloqui, rido ancora!
      Per il voto in condotta non credo funzioneerà da deterrente, ma non metterlo solo per le possibili scenate dei genitori non mi sembra corretto, se no diventa una giungla totale.

      Sara post: Paralimpiadi: le boicottiamo o no?

  3. Il Gobb scrive:

    PS: ieri ho visto in farmacia il test antidroga per famiglie, con lo slogan “quando il dialogo non basta”.
    In un paese così, ci stupiamo che non si faccia nessuna attenzione ai motivi culturali, quindi i più basilari e sostanziali, dei comportamenti delle persone?

    Il Gobb post: La scuola è finita

  4. prefe scrive:

    ovviamente la gelmini mi schifa, comunque io sono a favore del voto in condotta. Non riesco ad appoggiare l’idea secondo la quale la scuola non debba insegnare un po’ di disciplina, e quando non può insegnarla, la faccia rispettare con i voti.

    prefe post: Spiegalo alla Libia, caro Frattini…

    • missblue scrive:

      Quoto.

    • Francesca scrive:

      Ok ma considerarlo un provvedimento unico è parecchio risuttivo e non risolve comunque il problema a mio avviso.
      I bulli rimarranno bulli fuori dalla scuola anzichè anche dentro…

    • La disciplina. Termine aborritissimo eppure il concetto di disciplina e’ fondamentale. Il post e’ ben scritto ed argomentato, ma sinceramente l’idea di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, campando un po’ di rendita sui compagni e su una buona memoria mi sembra atteggiamento condivisibile umanamente, ma estremamente deleterio. Ricordo che prima di cominciare il liceo mio papa’ mi prese da parte e mi disse: “Sei diventata grande e devi darti delle regole ben precise. Per prima cosa, prendi autonomamente le tue decisioni, ma siine responsabile fino in fondo. Che non ti senta mai dire: l’ho fatto perche’ lo facevano gli altri. E poi ricorda che ognuno di noi nella vita ha dei compiti da assolvere, il mio e’ di lavorare per mantenere la famiglia, il tuo, adesso, e’ di studiare per conseguire un diploma che abbia un valore reale, che non sia solo un pezzo di carta.”
      Il voto in condotta non servira’ a risolvere il problema bullismo? Naturalmente. Il grembiule non risolve le sperequazioni sociali? Ovvio. Il maestro unico toglie lavoro e impoverisce l’insegnamento? Forse. Eppure io non riesco a pensarla come pare la pensi la maggior parte degli italiani. Dov’e’ finito il senso di responsabilita’? Dov’e’ finito il senso del dovere? Scriveva il grandissimo Giacomo Leopardi: piacer figlio d’affanno. Cio’ che manca ai bambini e ragazzi di oggi e’ la sensazione inebriante che, appena finiti i compiti e i doveri, ci sia il momento del gioco, del piacere, del godimento. Senza quei doveri da compiere, anche il gioco e il piacere perdono sapore. Cio’ che resta e’ il vandalismo, il bullismo, la distruzione di se stessi e degli altri per affermare la propria esistenza. E qui chiudo perche’ non mi va di passare per una sponsor della Gelmini, tanto meno per una vecchia carampana nostalgica delle bacchettate sulle mani. Guardo le nuove generazioni e le piango. Tutto qui. :-(

      Laura Costantini post: RI-ECCOMI!!!

      • lucaspazio scrive:

        Sono sempre stato un asino in Italiano (tanto per restare in tema scuola), per commentare sto post non riuscivo a trovare le parole giuste…

        Voila il post di commento perfetto! :)

        Riesce a riassumere tutte le mie idee in merito…

        Grazie, mi hai evitato un’enorme fatica!:D

      • missblue scrive:

        “Cio’ che manca ai bambini e ragazzi di oggi e’ la sensazione inebriante che, appena finiti i compiti e i doveri, ci sia il momento del gioco, del piacere, del godimento. Senza quei doveri da compiere, anche il gioco e il piacere perdono sapore.”

        Sono daccordo anche io. Sicuramente quella della Gelmini non è un proposta risolutiva del problema, ma se sia o meno la solita manovra fine a se stessa non è ancora il momento per dirlo… anche x lei, un pò di beneficio del dubbio.

      • Oris scrive:

        Sono con te.

        Aggiungo: è davvero colpa di cose esterne alla scuola di questa situazione?

        Sono i genitori?

        I governi?

        Insomma, chi se la prende la responsabilità?

        C’è qualcuno?

        • Francesca scrive:

          Oris ma lo sai che la colpa è una bella donna che però nessuno vuole? :mrgreen:

          La colpa è della società quindi di tutti, nessuno escluso.
          Quello che mi fa’ dubitare è che pare che ce l’abbiano solo gli insegnanti (che a loro volta saranno anche genitori credo)…

          • Oris scrive:

            Ok, vero, ma almeno la responsabilità?
            Quella di solito chi se la prende fa bella figura…

            • Francesca scrive:

              Qui di belle figure ce n’è ben poche.
              idem come sopra, secondo me.
              nessuno escluso, mi ci metto in mezzo anch’io nonostante non sia un’insegnante e non abbia figli.
              La verità è che sono anni che non diamo un bello spettacolo e questo è l’inizio delle conseguenze.
              Meno male che non siamo in Usa e non è così facile reperire armi…

  5. Francesca scrive:

    La penso esattamente come te.
    Come continuo a ripetere, si prendono provvedimenti che non risolvono i problemi, in Italia funziona così, dall’immigrazione alla scuola dalla sanità alla Pubblica Amm.ne.
    Quando non si vogliono scoprire le vere cause per comodo, le soluzioni sono per forza superficiali e inefficaci. Puro populismo.
    Non sarà uno 0 in condotta a mettere fine al divulgante bullismo ma vedrete che ad inizio anno 2009 diranno il contrario sfornando dati e statistiche che dicono “addio al bullismo”.
    Scommetto un caffè.

  6. F.Maria Arouet scrive:

    Il prerequisito per poter dire di stare dalla parte dei bambini é di sapere qual’é la parte dei bambini. E già qui le cose si complicano, perché la parte dei bambini, potrà sembrare strano, ma non é una sola. C’é la parte dei bambini in quanto tali e c‘é quella dei bambini che domani saranno adulti e dovranno confrontarsi con una società che non sarà verosimilmente disposta a fare loro alcun sconto.
    La scuola concepita come momento di apprendimento giocoso e liberatorio non é una cattiva idea, ma é un po’ la storia della botte piena e della massaia ubriaca. E se non ci si riesce? Cosa si fa, dovendo scegliere tra la giocosità e l’apprendimento: a chi si dà la precedenza?
    Mi par di capire che in situazioni di disagio si dovrebbe

    “…ricercarne le radici nell’educazione familiare, nei disagi nascosti di ogni famiglia, nella repressione in cui crescono buona parte dei bambini di oggi, intimiditi fin dalla nascita con l’idea del peccato originario e che solo il battesimo può eliminare o in quelle forme di terrorismo psicologico del tipo: ” stai attento che se fai chiasso, arriva il lupo e ti mangia in un solo boccone” o nell’idea malata che un bambino debba essere da adulto non ciò che vuole, ma ciò che la società vuole che diventi!”

    Detta così pare una buonissima idea, ma é già successo che solerti indagatori di disagi nascosti si siano ritrovati a tu per tu con famiglie del tutto “normali”, per quel poco o niente che vuol dire “normale”, magari neanche tanto cattoliche, i cui figlioli pur non essendosi mai imbattuti nel peccato originale tuttavia imbrattavano ostinatamente le porte dei cesso e dell’ascensore della scuola con ogni sorta di figurine, dal pecoreccio all’osceno, passsando per il politicamente scorretto. Di nuovo quella cazzo di domanda: che si fa in questi casi? Gli si lascia le redini sul collo in nome della libertà, o si cerca di drizzarli in nome della responsabilità?
    I pareri dei figli (Laura a parte) li ho letti, mi piacerebbe leggere quelli dei genitori.

    • Oris scrive:

      La cosa che mi fa specie, è quella che i docenti se ne tirano fuori, del tutto: non è colpa loro. 8punto).

      • Angelika scrive:

        Devo proprio contraddirti Oris: è chiaro che non immagini che quando ci si trova davanti all’eventualità di bocciare o anche solo di mettere un voto basso ad un alunno, gli insegnanti si riuniscono in riunioni fiume per sviscerare il problema e per capire dove si può porre rimedio. La bocciatura rimane l’ultimissima spiaggia, tanto che è davvero raro oggi che un ragazzino venga fermato. Tu non immagini quante disquisizioni sul proprio operato ogni insegnante è costretto ad ascoltare e a giustificare. Non puoi saperlo, perchè queste sono riunioni solo di docenti e dirigenti (e mi auguro che tali rimangano), senza la presenza dei genitori. Dire che gli insegnanti non si assumono mai la colpa mi sembra veramente eccessivo. Però su una cosa io sono fermamente convinta: la scuola non può prendere il posto della famiglia. Le regole di convivenza sociale, di buona educazione, di incoraggiamento a voler imparare devono iniziare in seno alla famiglia che, in raccordo con la scuola, le porterà avanti. In raccordo, non in sostituzione!

        • Oris scrive:

          Sì, non posso saperlo, ma vedi, io credo che ne passate troppi di ragazzi, quindi vorrei che ne bocciaste di più (mio figlio compreso, altro che sufficiente!) . :)

  7. Oris scrive:

    Il voto in condotta credo possa al massimo servire da spauracchio per i bambini troppo vivaci, ma alle medie… alle elementari lo vedo proprio inutile :) .

    Concordo con franci su quello che dice qui sopra.

    Non concordo con chi dice che i problemi della scuola siano esterni alla scuola e che i docenti non abbiano alcuna responsabilità.

  8. Il piccolo diavolo scrive:

    Una cosa è molto chiara dentro di me: tutti i bambini hanno voglia di imparare, pur sbagliando e commettendo degli errori.
    Nessun bambino sbaglia di proposito e a un errore non si può nè deve rispondere con una punizione ma con un aiuto.
    Il principio base di una società sana e che tutte le persone, di qualiasi età, devono essere trattate con rispetto.
    Il libro che ho indicato chiarisce in maniera , a mio modesto avviso inequivocabile, che se i bambini vengono incoraggiati a prendere decisioni durante la loro vita ascolteranno i consigli con attenzione, rifletteranno su di essi con senso di responsabilità e giungeranno a conclusioni sensate.
    Sono le forme di coercizione e di oppressione che determinano bambini “bulli”.
    Non vorrei sembrare sentimentale, ma escludo che un bambino nasca cattivo o con la predisposizione a fare il ” bullo”.
    I bambini sovente riescono a vedere ciò che agli adulti sfugge.
    Ciò che per un bambino è generosità per un adulto è convenienza, ciò tanto nella famiglia come nella scuola.
    Forse il Ministro Gelmini avrebbe potuto valutare altri aspetti prima di compiere il gesto più ovvio: salire in cattedra e punire.

    • F.Maria Arouet scrive:

      “Sono le forme di coercizione e di oppressione che determinano bambini “bulli”.”

      E’ un’opinione rispettabilissima, ma l’esperienza é lì a dimostrare che i “bulli” crescono benissimo anche in piena libertà. Se sapessimo cosa determina le devianze comportamentali nei ragazzi ci avremmo posto rimedio da un pezzo, una volta per tutte.
      Sostenere che i bambini nascono buoni é estraneo all’esperienza. E’ come sostenere che nascono cattivi. A guardarli da vicino, con occhi disincantati, si vede benissimo che sono tante cose insieme. Un miscuglio di egoismo, necessario a sopravvivere, inscritto nel DNA dall’evoluzione, e di generosità, a sua volta necessaria in quanto individui sociali. Di paura e di coraggio, di astuzia e di innocenza.
      Davanti a una complessità di questo genere che senso ha sostenere che per educare ci vuole la frusta, oppure, al contrario, che basta e avanza il piumino da cipria?

      • Il piccolo diavolo scrive:

        Rispondo al tuo altrettanto rispettabilissimo pensiero con uno stralcio dell’intervista raccolta da Francesco Codello ( pedagogista ) a David Gribble, fondatore nel 1987 della Sands school.

        Domanda:Proprio partendo dalla tua formazione, qual è stata l’esperienza scolastica ed educativa che maggiormente ti ha segnato e colpito e perché?

        Risposta : ” Ricordo un episodio accaduto alla Sands school: tre bambini avevano progettato di fuggire di casa, avevano rubato tutto il denaro dall’ufficio della scuola e si erano recati alla stazione con l’autobus. Sono stati presi lì, perché cercavano di comprare i biglietti per una destinazione remota, ma quando si resero conto che non avevano abbastanza denaro, cercarono di comprare i biglietti per un posto più vicino. Dovetti andare a prenderli alla centrale di polizia. Entrarono in macchina felici perché volevano allontanarsi dalla polizia. Durante il ritorno ho fermato la macchina per tentare di parlare con loro. Ma era semplicemente impossibile. Imprecavano contro di me e urlavano esprimendo il loro odio contro i genitori, me, la scuola e gli altri bambini, senza ascoltare quello che volevo dire. Non sapevo cosa fare, così mi diressi a scuola dove subito chiesero la convocazione dell’assemblea. Volevano raccontare agli altri quello che era successo e non volevano che fossi io a dire “fottute menzogne” su di loro. Fu convocata l’assemblea e tutti parteciparono. I “fuggiaschi” raccontarono la loro storia e poi chiesero: “Avete intenzione di cacciarci via?”. La prima reazione dei bambini era stata di rabbia: avevano raccontato la loro storia senza nessuna vergogna o rimorso. Un membro del personale disse allora che la rabbia non era il giusto modo per trovare una soluzione. Dopo questo intervento nessun adulto parlò più per circa un’ora. L’assemblea chiese ai tre ragazzi le loro motivazioni e poi molti bambini espressero opinioni sull’accaduto. Alla fine venne chiesto ai tre se desideravano rimanere membri della scuola o no. Tutti e tre risposero affermativamente. Si decise di votare e si arrivò a questo accordo: potevano rimanere a scuola a patto di rimanere a casa per una settimana, durante la quale dovevano ritornare a scuola con i loro genitori e incontrare due degli altri bambini e un membro dello staff per discutere l’accaduto e stabilire il loro comportamento in futuro. Io non avrei saputo cosa fare, eppure ero un insegnante con esperienza alle spalle, mentre in un’ora l’assemblea scolastica aveva trovato una soluzione civile e dignitosa. Da questa vicenda ho potuto imparare che ci sono molte più opportunità di trovare una soluzione a un problema se si collabora in quaranta, piuttosto che cercare di combattere una battaglia da solo. Perché i bambini sono più adatti a capire un altro bambino di quanto lo siano gli adulti. Prima di questa vicenda credevo che i ragazzi venissero caricati di troppe responsabilità. Dopo mi resi conto di quanto sbagliassi “.

        So che non è facile comprendere il pensiero dela pedagogia libertaria, forse spaventa…eppure mi dico che lì c’è una soluzione o quantomeno la volontà di trovare una soluzione. In Italia no. Ribadisco: si sale in cattedra con autorità più che con autorevolzza e si punisce.

  9. Angelika scrive:

    Premetto (ma ormai credo di averlo gridato ai quattro venti), che la riforma della Gelmini è solo fumo negli occhi. Il voto in condotta, che alla scuola primaria può essere più pericoloso che di aiuto, alle medie e alle superiori lascerà il tempo che trova. Chi è violento, non avrà alcun timore di un voto basso. Avrete letto, immagino, l’ultima notizia su un gruppo di ragazzotti che ha costruito delle molotov e le ha poi lanciate, così, per passare il tempo? Credete che non sapessero cosa stavano facendo? Credete che non immaginassero che, se scoperti, avrebbero passato qualche guaio? Infatti sono stati fermati, ma non mi pare di aver udito da parte loro parole preoccupate e timorose. Figuriamoci il voto in condotta! Ah, dimenticavo: spesso, gli episodi di bullismo sono capitanati dai cosiddetti ragazzi (e ragazze) di buona se non di ottima famiglia, a cui nulla è mancato soprattutto le rassicurazioni e l’incoraggiamento. Questa è la mia opinione, che nasce perà da esperienza giornaliera. Mi spiace dirlo, ma i genitori di oggi hanno paura di dare dei divieti o di evidenziare e/o punire le mancanze dei propri figli. Vige la cultura che la colpa non è mai dei propri pargoli, ma sempre degli altri (insegnanti, compagni, l’altro genitore se divorziati etc. etc).

    • Oris scrive:

      Angelika, non è una scusante.

      il mondo va verso le la cancellazione della famiglia, i bimbi hanno le baby sitter perchè i genitori per campare fanno le 20 tutti e due e a volte i nonni non ci sono più, vuoi per lontananza vuoi per altro.

      Si parla di affidare i figli anche ai single, si parla di tante cose che non SONO più la familgia come la sottintendi tu.
      Qunidi la famiglia fa quel che può.
      Il punto è che anche tra i migliori che escono dalle nostre elementari è difficile vedere degli alunni che sono capaci di affrontare bene gli impegni futuri.

      Dici che generalizzo?

      Sono opinioni, tu sei contenta di come insegni e del risultato che ottieni? Se sì, fine del discorso, tu fai il tuo che è già abbastanza.

      C’è qualcosa che invece senti ti frena nella tua scuola dallo svolgere bene il tuo compito, cerca di risolverlo.

      Solo questo possiamo fare.

      Il punto è che la scuola non piace alla maggioranza dei genitori che ne usufruiscono indirettamente i servigi, non gli piace come gestiscono i figli, non vedono nessun insegnamento si sentono abbandonati a se stessi, al punto che devi stare a studiare con i figli (tranne poche eccezioni).

      La resa è terribile, su classi di 20-25 alunni solo 4 o 5 hanno da buono in su.
      Il resto tutti sufficiente.

      Mi rendo conto che è una grande responsabilità bocciare qualcuno (come per me dire a qualcuno che è meglio che faccia altro) ma siete chiamati a fare questo: valutare freddamente.

      La freddezza in questi casi è necessaria, valutare insufficiente un alunno che è carente è un obbligo morale verso il suo futuro.
      i genitori si incazzano? Vadano affanculo.

  10. ilBuonPeppe scrive:

    Non vi fate infinocchiare ragazzi: la Gelmini non ha fatto alcuna riforma della scuola. I suoi provvedimenti sono solo fumo negli occhi; positive o negative che siano, le non-novità che ha introdotto sono solo elementi di disturbo per distrarre l’opinione pubblica.
    La vera riforma della scuola l’hanno fatta a giugno Tremonti e Brunetta con il taglio dei finanziamenti, il blocco del turn-over, il taglio del personale tecnico-amministrativo, la privatizzazione delle università. E presto arriverà la privatizzazione tout-cour delle scuole di ogni ordine e grado.
    Questa è la vera riforma: ed è un incubo.

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