Speciale Finanziaria 2008/2009: S.O.S. Università
30 luglio, 2008 di Simona Proietti
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Bello della Politica, Il Futuro è nei Giovani
Questo mio avrebbe voluto intitolarsi: L’Asse Tremonti/Brunetta/Gelmini. Ovvero, la supernova che rischia di spazzare via il diritto allo studio degli italiani, mettendo in fuga gli ultimi cervelli nostrani verso paesi in odor di civiltà.
Ma era troppo lungo.
Il giorno 22.luglio.2008 è stato partorito il Lodo Alfano, dopo soli 25 giorni di gestazione e senza neanche un minuto di travaglio, esclusa quella piccola doglia di Piazza Navona dell’8 luglio scorso. Questo nuovo nato ha due grandi responsabilità: la prima è di aver vanificato la sostanza dell’art.3 della Costituzione, che riconosceva i cittadini tutti uguali dinanzi alla Legge; la seconda è aver offuscato a dovere un altro avvenimento in corso alla Camera in questi giorni: la fiducia al D.L.112/2008 perfettamente esposto su MC e finalizzato -tra le altre tragiche cose- allo stralcio occulto dell’ingombrante art.9 secondo cui la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Questa altra partenogenesi ha visto l’impegno sinergico delle luminose teste di Giulio Tremonti e Renato Brunetta, la magnifica coppia. I novelli Franco&Ciccio sono riusciti a scontentare, offendere, umiliare e preoccupare il Paese intero con gesto univoco. Quello proposto all’Italia non è un programma economico, è solo il taglio di tutte le spese statali. Facile! Una manovra così sapevo farla anch’io.
Ho urgenza di entrare nel merito dell’art. 16 di tale D.L. che taglia fondi agli atenei ed alla ricerca senza possibilità di appello, concedendogli come unica via di uscita la trasformazione in fondazioni private. 500 milioni di euro sono il taglio previsto per le università e colpiscono ogni livello. Gli atenei statali si sono già sollevati, da Trieste a Messina, tutti. Alcuni minacciano il blocco dell’anno accademico.
Renato Guarini è Rettore de La Sapienza di Roma, ha convocato una assemblea generale per organizzare la resistenza alla privatizzazione dell’Università. Docenti, studenti, ricercatori, personale tecnico/amministrativo, c’erano TUTTI, anche gli Atenei dell’Emilia Romagna riuniti e collegati telefonicamente . Non era mai successo prima. Moltissimi altri rettori hanno fatto lo stesso ed era prevista una assemblea dei Magnifici per il 24 c.m.
La Sapienza è il più grande ateneo d’Europa ed ora deve programmare il suo futuro sulla base di 160 milioni di euro in meno. Salteranno cattedre, interi corsi di laurea e programmi di ricerca, salterà il turn over che permette ai precari di stabilizzare la loro posizione, salterà l’ingresso dei giovani che non andranno a sostituire i professori pensionabili.
Un rappresentante dei ricercatori ha ipotizzato che forse il progetto del governo è far implodere il sistema universitario pubblico per favorire gli atenei privati (eh!). Luigi Frati -Preside della Facoltà di Medicina I- ha dichiarato che moriranno importanti programmi di ricerca medica e biologica in tutta Italia, la competitività del Paese sarà inevitabilmente danneggiata.
Più in generale questi provvedimenti contro le università statali, finalizzati ad introdurre il modello privato delle fondazioni, portano l’Italia lontanissima dagli obiettivi fissati a Lisbona che invece prevedono di destinare il 2% del PIL all’università ed alla ricerca. Noi siamo allo 0,9%! Inoltre –nota il Rettore- lo si fa sotto mentite spoglie, senza mai nominare la privatizzazione come tale e senza coinvolgere il Parlamento. Insomma, il lavoro sporco si lascia agli atenei.
L’Assemblea ha approvato una mozione e chiarito la propria posizione riassumibile in pochi punti:
- l’università pubblica deve rimanere tale (soprattutto per non incidere sulla prima fonte di sostegno economico: le tasse pagate dagli studenti);
- si chiede alle Camere, la sospensione degli articoli del Decreto che riguardano l’università e la riattribuzione dei fondi bloccati (artt. 16, 66, 68, 69) ;
- si stabilisce che se la sospensione non sarà accolta, la protesta potrebbe procedere alla non accettazione dei bilanci preventivi degli atenei, con conseguente commissariamento e le dimissioni in massa dei Rettori (rivoluzione!)
- si decide –per il momento- di non procedere ad alcuna azione attiva di protesta (come bloccare l’anno accademico o i corsi extra o i programmi con l’estero)
In questo preludio di rivoluzione non ci perviene commento alcuno del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Di lei sappiamo solo che se ne va in giro vagheggiando di una scuola-azienda, con istituti gestiti alla maniera manageriale, dove i capi d’istituto possano assumere e licenziare sulla base di un non-ben-definito criterio di meritocrazia. Ignorando che questo meccanismo non è il preludio ad una scuola di qualità, ma il fondamento del nepotismo.
Uno dei suoi ultimi interventi degni di nota, è datato 10 giugno 2008 e contiene già l’essenza disintegrante dell’istruzione pubblica che il Governo sta profondendo: Mariastella sostiene la causa dei finanziamenti pubblici alle scuole private, con affermazioni -a mio avviso- prive di senso come:
L’istruzione è pubblica anche quando è svolta dalle scuole paritarie [...] penso che si debba andare incontro alle famiglie che chiedono di poter esercitare la propria scelta
Se qualcuno la dovesse incontrare, può dirle da parte mia che “l’istruzione è istruzione” punto e basta. Chi sceglie di formarsi presso una struttura privata, deve farlo consapevole delle spese che affronterà. Senza nulla pretendere dallo Stato, soprattutto in un momento di assoluta crisi come questo. Si ripassi l’art. 33 della Costituzione, è breve, tra un brunch e una messa in piega ce la dovrebbe fare.
Perché questo Governo e questo ministro sono così ben disposti verso la privatizzazione dell’istruzione? Perché vanno promettendo finanziamenti per le scuole cattoliche al Signor Papa in persona? (Gelmini, Gelmini…..questo nome non vi ricorda qualcuno?)
Notizie fresche-fresche ce le dà Radio2 (GR del 24 luglio, ore 9:30): il ministro è impegnato in due provvedimenti prioritari per l’istruzione, ripristinare il voto di condotta e l’uso del grembiule nelle scuole. Insomma, entro settembre 2008, deve tradurre in Legge il libro Cuore!
Mariastella sta cavalcando l’onda della modernità, non può occuparsi dei problemi dei nostri atenei centenari e se anche se ne occupasse, lo farebbe difendendo la linea del Governo e non gli interessi del Paese.
Quando è stato che Governo e Paese sono diventate due divergenze? Dov’è che mi sono persa? Perché è esattamente così che mi sento: arrabbiata e persa.
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Per la gioia delle signore, ho inserito una foto malriuscita della Ministra.
S. mi perdonerà.
Te l’ho detto che era bruttarella, altro che malriuscita! Ammetto però che ho il dente avvelenato!
lo sapevo che vi facevo felici
Comunque è una ciospa, qualsiasi sia la foto.
Tu quando ti fissi su un’idea sei inamovibile
Hai fatto un lavorone di “aggiusto” che neanche un chirurgo plastico….
che bravo.
sulla foto o sul tuo pezzo?
grazie comunque
ha preso una tranvata sul naso? mi ricorda un mio amico mezzo libico che era un genio in matematica e nel mezzo fondo. Antonio perdonami!Merda è uguale. @CN: è proprio brutta, come fai a salvarla? Forse è bella dentro..
non saprei. la foto è malriuscita in effetti
Pregevolissimo articolo che mi vede d’accordo su tutti i fronti con la sua autrice. Quindi, pur occupandomi io di scuola ma a livello più basso (scuola dell’obbligo, almeno finora), sapevo che l’intento di distruzione e la successiva privatizzazione sta avvenendo per tutti i segmenti scolastici. Come dice spiritosamente la nostra autrice, chiamandoli Franco & Ciccio (ma i due attori subiscono un vero affronto ad essere paragonati a Brunetta e Tremonti!), i due ci si sono messi di buzzo buono e nulla sembra fermarli. Le cose che mi sgomentano sono, per ora, due: la prima è che l’opinione pubblica, la gran massa delle persone sembra ignorare questi provvedimenti. Ben presto però si accorgerà della sua portata quando valicherà i fragili limiti del proprio orticello; poi voglio vedere cosa succederà, ma a cose fatte sarà troppo tardi. La seconda è la compattezza della rivolta da parte dei rettori delle nostre Università. Me ne compiaccio molto e poi mi dico: come mai nella scuola pubblica, nelle primaria, nelle scuole medie e superiori a fare protesta sono stati solo i precari e alcuni, combattivi, insegnanti già di ruolo? Come mai i dirigenti della scuola pubblica non solo si disinteressano alla protesta ma addirittura la rifiutano preferendo schierarsi con questi provvedimenti iniqui? Molto presto anche le nostre scuole pubbliche saranno trasformate in Fondazioni, con tutto quel che ne consegue; i dirigenti stessi sceglieranno gli insegnanti e addirittura bandiranno concorsi a livello di istituto. Immaginate cosa accadrà? Se già adesso i concorsi per il reclutamento degli insegnanti che sono a livello nazionale, hanno denunciato qualche broglio (molti concorrenti respinti, fatta la domanda per rivedere il proprio elaborato, hanno scoperto che era quello di un altro!), un concorso per singolo istituto farà sviluppare tali e tante raccomandazioni, che la parola nepotismo e clientelismo rivivrà nuove e più fiorenti stagioni! Ebbene, perchè i miei dirigenti non si sono sollevati come i rettori delle università? Me lo chiedo, ma già conosco la risposta… Scusate la lunghezza del commento, ma sono più che avvelenata!
è vero , rischio di offendere Franco&Ciccio, ma li ho scelti perchè mi sono tornate in mente le loro parodie di film famosi. E ’sti 2 ministri sono la tragica parodia di quello che dovrebbero essere.
Per la Gelmini non sono riuscita a trovare termini di paragone! Mi toglie le parole.
Università e scuola stanno subendo lo stesso trattamento da tanti anni e ’sta mazzata finanziaria, le affossa insieme ed insieme dovrebbero compatterla.
Perchè -secondo te- i dirigenti scolastici languono? Perchè sono allettati dal nuovo ruolo di “capo” che si profila? Il potere gli ha già dato allo testa?
Ku Fù? dal parlamento con furore!
Eh, è molto più semplice “supportare” una scuola (come quella privata) che tutto sommato, grazie alle cospicue rette di frequentanti facoltosi, già di suo non se la passa un gran male…che investire in toto su quella pubblica caricandosene in spalla tutti gli oneri compreso quello di far saltare fuori i fondi in misura necessaria..
Personalmente la vedo peggio ancora: molto più vantaggioso supportare la chiesa cattolica, pardon privata, così hai un ritorno d’immagine molto più vantaggioso, in fase elettorale….
La scuola pubblica, poverina, non ha nessun “pezzo grosso” che la supporti….
Ovviamente!
Si, è proprio così! Il problema vero è che l’opinione pubblica non fa più opinione. Come una massa amorfa accetta tutte le schifezze che fa questo governo. Mi si sta proprio rivoltando lo stomaco. Ma che pecoroni siamo?
Il prof. Frati che ho conosciuto tantissimi anni fa, quando era segretario generale della Cisl-università, quindi ex democristiano anche lui, già allora non le mandava a dire. Oggi mi sembra molto più agguerrito, sostenendo la tesi che questo governo intende togliere i fondi all’università statale per destinarli a quelle private, pur senza nominarle. In tal modo la ricerca, la competività con le altre università straniere non sono realizzabili, quindi è più facile dire poi: “Non è colpa nostra. Sono le nostre università statali che non funzionano”. E subentra il privato. Chiaramente non è una novità, ma è un vero pericolo anche per la nostra immagine all’estero. Ma queste cose possono impensierire questo governo se è stato eletto proprio per dare sempre maggiore peso al privato? Avanti così, a tutta velocità.
Che poi la Gelmini, con quel nome e con quella faccia, si preoccupi solo di grembiulini e voto in condotta la dice lunga soprattutto sulla sua incapacità di essere Ministro dell’Istruzione. Ma facciamo male a pensare che sia lei la colpevole: Berlusconi, Tremonti, Forse Brunetta e qualche forza occulta stanno dietro di lei. Poverina, che rovina!
Condivido pienamente, soprattutto sull’ultima parte: quanti dei ministri che si ha oggi non sono altro che scaldapoltrone esecutori della volontà del presidente leader quasi dittatore? Mi verrebbe da dire Scuola, Pari Opportunità, Giustizia…
Immagina pure il surplus di potere che ne deriverà a tutti i dirigenti, soprattutto ai più frustrati che già adesso amministrano quello che hanno con grandissima incapacità. A questo proposito, mi è tornato in mente un episodio abbastanza recente su una mia dirigente. Ci potrei scrivere su un articolo!
A mia memoria, i direttori didattici e i presidi di una volta, i dirigenti scolastici di oggi non hanno mai partecipato ad uno sciopero di protesta con la scusa che dovevano inviare agli uffici competenti l’elenco degli scioperanti. Una stupida scusa per non scioperare!
Oggi, poi, con la prospettiva di poter assumere e licenziare direttamente o di bandire concorsi a livello d’istituto chi li tocca più?
“Il potere logora chi non ce l’ha”, ha detto qualcuno che di potere se ne intende.
Non voglio offendere nessuno. Da noi si dice: “Pure le pulci tengono la tosse”. Volete vederlo scritto in dialetto, il mio? “pure le polici tenene a tosse”! A significare che il potere, anche se si è incapaci di gestirlo fa alzare la voce all’inverosimile. Al posto della voce metteteci la boria!
Ricordo un convegno di direttori didattici organizzato dal mio sindacato alcuni anni fa. Un direttore prese la parola e disse: “Quando ci daranno la possibilità di assumere e di licenziare?” Tutti i presenti, direttori didattici, rimasero in silenzio, non in segno di dissenso, ma di assenso. Quel direttore didattico fu un buon profeta. Fra non molto il suo sogno si realizzerà. Peccato che forse lui sarà in pensione e si morderà il gomito. Volete sapere il suo nome? Ettore Albano. Per una consonante non si confone con Alfano. Mi auguro proprio che mi legga!
Ah Ah, il privato non vuole pagare nemmeno le tasse, figuriamoci se vuole sovvenzionare una fantomatica università privata.
Già c’erano prima i problemi per chi non aveva i soldi, per andare all’università, figuriamoci oggi. Comunque il programma della P2 è quasi completamente attuato, mancano solo la squadra e il compasso dentro la bandiera italiana. E anche la piramide sulle monete italiane.
Sottovaluti il problema: l’istruzione è business e controllo.
Per questo dovrebbe essere rigorosamente statale e di qualità.
Peccato che la qualità e lo stato in questo paese sembrino inconciliabili.
La teoria complottistica è romantica, ma io credo che sia solo un insieme di interessi convergenti.
La realtà ha delle macchinazioni che superano quelle di Machiavelli
Anche in questo caso l’ingerenza della Chiesa non c’entra nulla?
ma noooooooo, Fra.
Sempre a pensare male…..
ogni promessa è debito…si dice.
ed aggiungerei: si fa’ presto a fare i gay col culo degli altri!
” si fa’ presto a fare i gay col culo degli altri!”
Stefano Ricucci Docet!
diciamo che lui è stato un pò più scurrile e volgare di me…
d’accordissimo con l’autrice dell’articolo.
Ha centrato in pieno la trasformazione della scuola in aziende…
purtroppo c’è anche il problema pubblico della CASTA universitaria tra esimi Prof. ,baronato, spreco di risorse…
good bye
guarda se all’università fermano tutto proprio quando sembra che sono arrivato…
sai che ridere!
complimenti all’autrice dell’articolo.
Eh, allora saremo almeno in 2 sulla linea del “quasi traguardo”……che macello!
Un fotofinish d’autore…..sai che ridere
che poi, visto l’andazzo, tra qualche tempo sarà più dignitoso dire di non essere laureati…
dai che ci dice bene in ogni caso, farem di necessità virtù!
Ma già ho sentito cose del genere nel profondo Triveneto…
a chi chiedeva ai nostri lustrissimi imprenditori che laurea avessero mai preso, si sentiva rispondere “Se avessi preso una Laurea, di certo non sarei qua”
Avevano ragione?
probabilmente sì
comunque fra consapevolezza e ignoranza io non ho dubbi su cosa scegliere.
la BMW non i serve
la BMW no, la casa al mare neanche.
non mi occorrono abiti firmati, anzi, quelli che mi regalano li metto per star per casa ed esco con roba oviesse…
però speriamo di aver i “danà” per le bollette, che è questo in forse.
è ovvio bisogna non dipendere da nessuno.
Ma non si può.
Io non voglio questo.
Uccidere l’università italiana (e chairamente la ricerca italiana) è una cosa semplicissima. Basta non dare più i soldi.
Invece di investirci in maniera cospicua e puntare sulla ricerca e sulle persone (unica risorsa che realmente abbiamo in italia) si distrugge completamente il sistema universitario e si tolgono i fondi.
Io voglio uno che mi dice che gli sta bene così, che è giusto e che era questo quello che voleva quando ha fatto la croce sul PDL.
Da noi s’è sempre fatta ricerca col Ciao, quando tutti gli altri giravano con la moto GP.
Perchè non possiamo anche noi avere una moto GP (o, anche Clienti andrebbe bene… mica team ufficiali..)
io sono andato via dall’università “Sapienza” di Roma, dove facevo ricerca presso il dipartimento Informatica e Sistemistica, la scorsa estate. Sono andato via perché temevo che l’università non mi avrebbe mai dato un lavoro. Sono andato via con dolore ma ho fatto bene.
Sono entrato nel mondo del alvoro, in questo paese. Andrò via da questo paese perché non darà lavoro e stabilità ai miei figli. Andrò via con dolore, ma avrò fatto bene.
………..con dolore
Io mi chiedo ma per davvero per la gente come voi rimane come unica prospettiva l’emigrazione?
Perchè se è così, ve lo consiglio di cuore, almeno fino a quando non raggiungiamo livelli civili..
non so, basta guardarti intorno, entrare in un’Università dove i profe si stravaccano in congressi, missioni e conferenze facendo fare a noialtri il lavoro sporco, o quando vedi che appena passato il confine le borse, gli assegni e gli stipendi di chi fa didattica e ricerca raddoppiano o triplicano… se ti piace far ricerca (in Italia ce la stanno facendo odiare, non solo la ricerca, ma lo Studio e l’Istruzione in generale) penso che questa è l’unica strada. Se mi prenderò questo dottorato di ricerca sicuramente andrò all’estero. E ci resterò. Tanto la ricerca in Italia è morta. Fra 50 anni chiuderanno anche le Università e le scuole saranno tutte o confessionali o corsi di formazione aziendale, che serviranno giusto per produrre e vendere dei gabinetti o dei bidè un pò meglio di quelli made in China, sempre se ci riusciranno.
tra 50 anni o le cose cambiano o non ci saranno proprio più le scuole
no, non “come me”. Io non farò mai la carriera accademica, ho interrotto gli studi 6 anni fa (per complicanze esistenziali), a 4 esami dalla tesi. E quest’anno avevo deciso di ultimarli, perchè ho valutato che buttare alle ortiche la media del 30 era cosa da deficienti! Troppo imbarazzante.
Mi sono ritrovata con la cattedra di tesi soppressa! E con questa BOMBA di finanziaria che non ha ancora finito di esplodere.
Ma la riflessione che faccio sull’università, nasce da un’osservazione non-egoica, iniziata anni fa. Anni in cui di storie come quelle di ugasoft, ne ho raccolte un sussidiario. E fanno sinceramente male.
Anche se potrei dire “chissenefrega”, tanto un lavoro io ce l’ho. Ma non si può. Se dei vandali calano su casa mia, io non sto ferma a guardarli. Se un criminale prende a pugni un mio amico, non sto ferma a guardare.
Per quanto tutto sembri più grande di me, le provo tutte per farmi sentire.
CI proviamo, senno’ non staremmo in questo “posto” che è MC. Sennò non l’avrei e non l’avremmo neanche cercato MC.
L’università e la ricerca erano già “inguiate” prima, ma i presupposti erano altri, erano: vorremmo fare questo e questo, ma ci sono pochi soldi e ci arrangeremo.
ora: non si fa niente, non ce n’è per nessuno. Via, tutti a casa.
E’ un comportamento idiota. Togliere fondi alla ricerca, significa togliere FUTURO al paese. Tutte le nazioni puntano sulla ricerca. Le scoperte scientifiche, le nuove tecnologie non sono solo una medaglia d’oro sul petto del paese, sono fonte di progresso umano e …guadagno! Che non fa schifo neanche a noi topi di biblioteca.
Perchè si tolgono fondi all’università e non ai contingenti all’estero. Perchè un dottore di ricerca deve guadagnare 1000euro al mese e l’ultimo soldato italiano in Iraq 4500?
Non capisco, non mi adeguo.
Ma sono contenta di non essere sola.
inguiate= inguaiate
pardon
Mah Simo, non facciamo confronti tra poveri, non è bello, secondo me.
La verità è che per credere nella ricerca, bisogna avere fede nel futuro del paese.
Questi sono solo dei mariuoli di passaggio, che vuoi che gli interessi del futuro dell’Italia se non si preoccupano nemmeno del presente?
mi dispiace molto, anzi sono arrabbiata. è completamente minato il futuro della ns.società e della ns.crescita.
Bruttissimo e pericolosissimo.
sistemista?
newfs, fsck, netstat -rn, route add
quella roba li?
scherzi?
no, facevo ricerca in robotica ed intelligenza artificiale. siamo anche arrivati terzi assoluti in una importante competizione mondiale di robotica nel 2004.
ora ho avuto l’opportunità di una proroga per la consegna della tesi di Dottorato… ho tempo fino alla fine di febbraio 2009, discussione della tesi in luglio. sempre a luglio mi scade il secondo contratto a progetto in azienda e… vedremo cosa succederà!
uff… ero io… porca paletta