Scuola. Cossiga Profeta della Repressione.
3 novembre, 2008 - 8:30 di zadig
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
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Devo , il metodo messo in atto dal governo per stroncare la protesta degli studenti non ha niente a che vedere con quello sperimentato nella famigerata scuola Diaz di Genova. Le notizie che arrivano da Roma fanno invece pensare ad una riproposizione, opportunamente aggiornata, del metodo “Kossiga”. Ma c’è qualcosa che non mi convince. Maroni, come noto, è duro di comprendonio, non è mica uno che impara in fretta. Mi risulta difficile pensare che abbia già assimilato – e messo in atto – i consigli generosamente elargiti da Francesco Cossiga.

Le confermerebbero questa tesi. L’ex Presidente gladiatore ha detto cose di una gravità inaudita, spendendo parole che in un paese normale l’avrebbero portato dritto dritto in una cella di isolamento: «Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell’Interno … Lasciar fare gli universitari. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita’, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta … Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra’ sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pieta’ e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta’, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si».
Parole deliranti, ma non penso che Cossiga sia rincoglionito. Credo, piuttosto, che non parli mai a caso. Cossiga non è solo l’ex ministro dell’interno che ha fatto crescere la strategia della tensione provocando l’assassinio di e . E’ da sempre l’interlocutore privilegiato dei servizi segreti, è l’uomo che ha coperto il gli eversori di , è il difensore d’ufficio di , degli intercettatori e dei produttori di dossier contro la sinistra. L’ex Presidente è uno che sa e conosce molto bene certi ambienti su cui esercita ancora la sua nefasta influenza. Quelle parole rappresentano un segnale forse più per i suoi amici incappucciati che per il governo.

Comunque qualcuno deve aver recepito il messaggio perchè a Roma abbiamo assistito alle prove generali della nuova strategia della tensione. La polizia ha permesso a decine di provocatori fascisti, che indossavano caschi e brandivano spranghe e catene, di entrare nel corteo. E li ha lasciati picchiare senza muovere un dito per l’intera mattinata, intervenendo solo dopo la comparsa dei soliti idioti dei centri sociali, giunti sulla scena appena in tempo per prendersi la colpa dei tafferugli. I professionisti della provocazione hanno raggiunto un primo risultato: i media hanno smesso di parlare delle ragioni degli studenti per concentrarsi esclusivamente sulle violenze. E intanto il presidente del consiglio gongola e si permette di affermare che «finora siamo stati di manica fin troppo larga». Lui i consigli sa coglierli al volo. Adesso ha il pretesto per intervenire, realizzando in pieno il disegno di Cossiga.
Temo che la cosa non si fermerà qui, perchè il “grande vecchio” ha previsto un futuro di terrore e morte. Per Cossiga «il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese». Il picconatore non parla mai a caso, se ha agitato questo spettro significa che qualcuno sta lavorando ad una nuova edizione degli anni di piombo. Il terrorismo è da sempre l’arma prediletta dei conservatori, da mettere in campo ogni volta che la sinistra prova a rialzare la testa.
le immagini dei fascisti in azione a Roma sono pubblicate da
Scuola. Cossiga Profeta della Repressione. è di

Ma in questo caso chi sta attuando una strategia della tensione (ammesso che questo non resti un caso isolato, e propendo per la seconda ipotesi) siamo noi popolaccio infame.
Se Cossiga (o Kossiga, o Kossjga, o Kossjgah) avesse davvero voluto dare una direttiva, o consiglio a Maroni (o Marony) e Berlusconi (o Berluskoni) non credo lo avrebbe fatto per vie mediatiche. Cossiga (o Kossiga, ecc ) avrebbe a disposizione mezzi più discreti, come ad esempio scambiare due chiacchiere in senato o altri mezzi che hanno i politici, roba che noi mortali crediamo futuribili in Star Trek.
Trovare due gruppi di idioti che se le danno di santa ragione non richiede alcuno sforzo, basta disinteressarsi di tutto e gli eventi andranno avanti da loro nel verso giusto. Specie in un paese come l’Italia (articolo 1: l’Italia è una repubblica fondata sull’odio e la denigrazione).
Cossiga non ha fatto altro che fomentare la situazione ed ora stiamo qui a pensare a chi fosse l’infiltrato. Era tra i fascisti o tra i comunisti? Era quello con la maglia viola? No? Si? Perchè hanno eliminato il video? Qualcosa puzza.. Andiamogli a spaccare la faccia, non si sa mai.
La dichiarazione pubblica è più sottile, parole al vento ma che possono essere raccolte da chi sa ascoltarle. Preoccuparsi di smentire un 80enne con abbozzo di demenza senile? Cui prodest…come sempre.
Riaprire l’inchiesta sugli assassinii della Masi e di Lorusso no eh? Vista la “confessione”…ma ancora, cui prodest?
Cossiga è rimasto agli anni 70: ancora parla di “infiltrati”, come se certe cose si potessero fare solo di nascosto.
Questi qui sono molto più avanti, non hanno bisogno di infiltrati perchè non hanno bisogno di nascondersi. Mandano in piazza direttamente le squadracce fasciste, alla luce del sole e delle telecamere. Che problema c’è? Tanto gli italiani approvano…
Quella era una “spedizione punitiva” di una squadraccia fascista? Se è così Cossiga e Berlusconi hanno toppato alla grande.
Credo che la vicenda sia molto meno macchinosa: i poteri hanno semplicemente lasciato che gli eventi facessero il loro corso. Il resto è davanti agli occhi di tutti, cioè il blocco studentesco composto da ragazzi ventenni (armati di mazze di bandiera, un manico di scopa, e qualche casco) diventa una squadraccia fascista; dall’altra parte quelli dei centri sociali (armati di caschi, sedie di vimini e roba incendiata) diventano sporchi comunisti. Le fazioni si danno la colpa vicendevolmente. Cossiga semina dubbi su di una rissa pilotata e noi opinione pubblica produciamo merda che da come risultato l’acuirsi del risentimento da una e dall’altra parte.
In quella scaramuccia (perchè il ’68 è altra roba) l’unica cosa pilotata è l’opinione pubblica in un evento nel quale la trasversalità dava parecchio fastidio.
Sono completamente daccordo, ormai il fascismo ha preso piena cittadinanza nel nostro paese. L’unica cosa che mi chiedo è perchè Cossiga possa rimanere dov’è. Non si erano raccolte firme?
zadig, Maroni sarà un pò tardo nell’apprendimento, ma tu dimentichi, e lo dice anche il catechismo, che è più facile commettere un peccato che fare una buona azione.
Quindi Maroni, se ha seguito il consiglio di Cossiga, non ci ha messo molto ad imparare la lezione.
Propendo per una manovra più sottile e più efficace: che si rompano le corna tra di loro, poi interveniamo noi, polizia permettendo…
Infatti, le parole della ragazza intervistata subito dopo il fattaccio sono sacrosante: “Si parlerà più di questa infame azionaccia che dei motivi della nostra bella e pacifica manifestazione”.
C.v.d.
I pacifisti sono troppi perchè gli italiani non si accorgano che ci sono…
Mi auguro proprio di si. E’ tempo che tutti apriamo un di più gli occhi. Non è possibile che tutti ci prendanp per i fondelli, lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e pensionati “normali”.
E dove li mettiamo i disoccupati? Tutti i governi, di qualsiasi colore, dicono che è ora di risolvere questo grave problema, poi appena ottengono il potere via con i tagli.
Che pagliacci! Ma i fessi siamo noi che ci crediamo…
La storia di Cossiga è costellata di frequentazioni e di episodi inquietanti. Ha coperto Gladio, che da organizzazione internazionale per la lotta contro il comunismo si trasformò rapidamente in una centrale eversiva, ha coperto alcune pagine oscure dei servizi segreti italiani mantenedo rapporti con personaggi borderline. E’ abituato a lanciare segnali, parla spesso per metafore “dicendo a nuora perchè suocera intenda”. Può darsi che mi sbagli, ma credo che Cossiga abbia voluto ricordare che certi poteri sono ancora attivi e sono in grado di intervenire in qualsiasi momento. Una minaccia nemmeno tanto larvata. Ma anche un mettere sull’allerta i propri “amici”. Quanto ai fatti di Roma credo che trenta energumeni (non tutti ventenni) che scendono da un camioncino armati di spranghe si possano definire “squadraccia fascista” senza se e senza ma. L’attività di questi peronaggi, come riportano alcune testimonianze reperibili sulla rete, è iniziata molto prima dello “scontro finale” di Piazza Navona. Intorno alle 10 avevano già colpito diversi manifestanti. Si muovevavo in piccoli gruppi, con una tecnica da “guerra per bande”, individuavano la vittima tra chi era più isolato rispetto al corteo, la circondavano, la riempivano di botte e scappavano. Microazioni rapidissime, subito denunciate dagli studenti. La polizia, nonostante fosse stata sollecitata ad intervenire, non ha mosso un dito. Solo una coincidenza? Può darsi ma non mi sembra credibile. L’episodio di Piazza di Spagna è quello più noto perchè in quel caso si è trattato di un vero e proprio scontro. Chi ha risposto alle provocazioni dei fascisti ha certamente sbagliato, anche se posso comprenderne l’esasperazione. Il risultato è stato quello che sappiamo, l’informazione si è concentrata su Piazza Navona oscurando il significato della manifestazione. Si è tornati a parlare di opposti estremismi, di violenze rosse e nere, alimentando un clima di sfiducia verso il movimento. Cossiga non c’entrerà nulla, ma qualcuno deve averlo ascoltato.