Quanti i Giornalisti con Migliaia di Euro all’Anno…
20 novembre, 2008 - 7:00 di lupoalburnino
Archiviato in Cronache Italiane, Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani
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Dopo aver letto sul Corriere della Sera del 15 novembre, ho spedito al direttore Mieli la seguente lettera. Mi piace farla leggere anche voi anche per sentire il vostro parere in merito.
Gent.mo direttore Paolo Mieli,
sono un maestro in pensione, unico all’inizio della carriera e di modulo al termine. Potrei esprimere il mio parere sulla doppia esperienza. Non lo faccio per non cadere nelle maglie delle ideologie e della politica, ma è facile capire, nel prosieguo, a quale parte io sia favorevole.
Le scrivo per un’altra ragione, anche se poi la scuola è il tema principale di questa mia, dopo aver letto l’articolo del dr. Angelo Panebianco (credo gli piaccia il dr.) ed editorialista del Corriere delle Sera.
Vede, gent.mo direttore, ogni volta che lo leggo rimango perplesso, cioè non capisco se scrive per convinzione o per obbedire ad una sua idea o parte politica che non conosce la scuola. Non mi si dica che la ministra Gelmini conosce la scuola o la conoscono i suoi consiglieri del Ministero che altro non fanno se non diramare ordinanze e circolari. Né mi si dica che il dr. Panebianco, a sua volta, la conosca non solo nelle sue diverse articolazioni (scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di I e II grado), ma nella sua manifestazione pratica in ogni angolo del nostro Paese.
In questa lettera mi limito a parlare in particolare della scuola primaria, ex scuola elementare, in cui ho operato fino a pochi anni fa. Il dr. Panebianco, accusando il PD, rileva che non capisce come mai la sinistra, ma il PD è davvero solo sinistra?, non veda il bubbone della scuola e non voglia estirparlo. Di quale bubbone parla? Secondo il suo giornalista il bubbone si estirperebbe con il ritorno al maestro unico? Si ricorda il dr. Panebianco come si arrivò al modulo nella scuola elementare? Glielo dico io. Non solo ci fu un grande dibattito pedagogico e culturale, cui parteciparono tutti i soggetti interessati: genitori, docenti, sindacati, pedagogisti, ma anche una estenuante discussione in Parlamento e una sperimentazione sul campo che durò un bel po’ di tempo prima di introdurre l’organizzazione modulare nella scuola elementare. Quindi, un disegno di legge e non un decreto legge. Non fu, come si sostiene da più parti, solo un’immissione in ruolo per imbarcare più insegnanti possibili, ma una precisa scelta didattica e pedagogica perché il maestro unico era, oggi lo è ancora di più, inadeguato a ”rispondere” a tutte le sollecitazioni e le richieste di carattere culturale e di curiosità dei bambini davanti ad una società in fieri attraverso una velocissima evoluzione scientifica e culturale. I risultati sono stati ottimi secondo tutte le verifiche fatte dalle agenzie specializzate non solo in termini di profitto, ma anche di socializzazione, riconosciuta, guarda caso, anche dal dr. Ricolfi, che tenero non è con la scuola in generale. Ma questi signori sono tutti dottori? Che poi non abbia creato dei piccoli geni è un altro paio di maniche. Non mi sembra che dal mio insegnamento di maestro unico sia venuto fuori un genio, dico uno solo di genio. Forse è colpa mia o non sono stato fortunato! Il dr. Panebianco, figlio del maestro unico, è un genio?
Il ritorno al maestro unico significa reinventarsi una “professionalità dispersiva”, dovendo insegnare quasi tutte le materie e perdendo in tempi brevi quella specializzazione intanto acquisita attraverso corsi, aggiornamenti, laurea, di cui nel frattempo gli insegnanti plurimi si sono dotati.
E secondo il dr. Panebianco, tanto per essere prosaico, è proprio tanto “schifoso” pensare al proprio posto di lavoro e a quello dei tanti precari che hanno speso una vita nella scuola con la prospettiva di essere immessi finalmente in ruolo?
L’altra sera ad “Annozero” sono venuto a conoscenza che Stella ha un reddito annuo di 300.000 euro. Anche il dr. Panebianco raggiunge le stesse vette, immagino. Possono questi signori parlare di persone che percepiscono 1200 o poco più di euro al mese? Ne capiscono veramente le esigenze, i salti mortali, le umiliazioni quotidiane per sbarcare il lunario? Sa, gent.mo direttore, qual è la mia pensione mensile dopo quarant’anni di onorato servizio? 1461,62 euro! Mi sento un privilegiato.
Ve li ponete questi problemi, lei, Panebianco, la Gelmini, Brunetta, Tremonti e soprattutto Berlusconi? O scrivete perché non avete null’altro da fare? O pensate che la vostra pancia valga più di quella di questi poveri diavoli di docenti, di cui moltissimi sono plurilaureati e anche precari? Sono questi i privilegi verso cui scagliate i vostri strali?
Non mi risponda, gent.mo direttore! La invito solo a riflettere insieme al suo dr. Panebianco, ricordandogli che non si fa politica sulla pelle dei più deboli per difendere una politica destrorsa che crea solo lacrime e pianti. E non mi chiami demagogo e populista! Ho sempre votato DC, PPI, Margherita e adesso PD. E, poi, la mia tenera età, pensionato, non me lo consente più. Non sono mai stato comunista o della sinistra radicale.
La ringrazio, gent.mo direttore, e le porgo distinti saluti.
Quanti i Giornalisti con Migliaia di Euro all’Anno… è di

Grazie, MC! Il primo commento è il mio: il Corriere della Sera come da me richiesto non ha pubblicato la mia lettera!
Non sono il direttore del Corriere, ma se lo fossi ti avrei risposto così.
Gent.mo signor Lupo,
L’ho letta con molto interesse in quanto rappresentante di quella larga fetta di Italia portata a identificare e confondere, nel senso di mischiare, il proprio particulare con il più vasto generale.
Personalmente sono d’accordo con Lei sul fatto che la funzionalità della scuola debba stare a cuore a tutti, ma penso, all’incontrario di Lei, che i posti di lavoro e gli stipendi di docenti ed affini riguardino in senso stretto i diretti interessati, così come vale per tutti gli altri lavoratori, siano essi edili, chimici o metalmeccannici, e solo in senso lato, per una questione di equità generale, l’intera comunità.
A meno che i lavoratori della scuola non siano più uguali degli altri.
Sull’abolizione del modulo e sul ritorno al maestro unico mi piacerebbe uscire dalle discussioni di principio per parlarne pragmaticamente, magari con un esperto come Lei, in termini di costi e di benefici.
Il delta costo del modulo rispetto al maestro unico ha prodotto incrementi di pari entità nella qualità degli studenti?
Si? No? Come lo misuriamo? Cosa fanno gli altri paesi?
E solo alla fine trarne una conclusione.
Siamo in una fase difficile, tutto il mondo lo é, la coperta é corta, servono soldi per pagare gli interessi del debito pubblico, per correre in soccorso delle imprese, e dunque dei posti di lavoro, per tessere una rete di protezione sociale per coloro che comunque verranno espulsi dal mondo del lavoro, eccetera, eccetera, (ne sprechiamo anche un sacco, lo so, ma non me lo porti come argomento definitivo, perché si somma a tutti gli altri, ma non li annulla), che male c’é, in una fase così, a cercare di ridurre le spese?
In linea di principio, sono d’accordo con Lei, la Scuola dovrebbe essere una delle ultime ad essere toccata, ma la stessa cosa si potrebbe dire per la Sanità, o per la Previdenza, che tuttavia sono state toccate, eccome.
Non é che il casino, mi passi l’espressione, nasca soprattutto dal fatto che mentre gli ammalati e i pensionati, per ovvi motivi, non sono in grado di organizzarsi in gruppi di pressione, gli addetti alla scuola lo possono fare, eccome?
P.S.
Sul fatto che Stella guadagni 300000 euro l’anno e un maestro pensionato un decimo, cosa vuole che le dica, se non suggerirLe di reinventarsi editorialista, oppure saggista, di successo?
E’ il mercato, bellezza.
Ognuno per se, dio per tutti.
Non mi pare d’aver detto questo.
nono era il pensiero che mi è venuto fuori leggendo e associando le vari cose dette su mc… purtroppo non sono così capace di isolare i pensieri e distaccarli dall’insieme degli articoli.
Il fatto è che mi pare che in fondo in questa fase recessiva si sia ancora tutti a guardare il proprio, senza vedere la barca che affonda e che forse sarebbe il caso di cominciare a calare le scialuppe cercando di salvarsi, questo significa collaborare non per mantenere lo status quo il più possibile, ma per affrontare il cambiamento inevitabile con il piglio giusto…
invece si vede che ognuno guarda solo a se e alla sua condizione, non calcolando quelle altrui per questo mi è venuta quella frase…
E’ l’impressione che ho anch’io.
Quel che fatico a digerire, la tolleranza non è una delle mie virtù, è che si confonda l’interesse proprio, o della propria categoria, legittimo, con l’interesse della collettività, che è un’altra cosa.
Non in una democrazia rappresentativa. Che poi gli interessi di alcuni singoli debbano rappresentare gli interessi della collettività ma non lo facciano è un’altra questione.
Mi sfugge il senso.
Per risparmiare posso spegnere i filtri della mia azienda chimica e riversare la diossina nella falda dei paesini limitrofi? Sai c’è crisi, devo ridurre le spese. Sisi, ti assicuro che quando tornerà a tirare l’economia li riaccendo i filtri, anzi ne faccio anche di nuovi vedrai.
E neppure questo.
Perché no? Se la coperta è corta posso compromettere alcune cose ma altre no?
Suppongo sia una domanda retorica.
Però noto un’incongruenza. Da una parte dici che se i tagli sono necessari è giusto farli perché siamo un paese in crisi che deve risparmiare, poi più in giù dici che i tagli devono servire per “per tessere una rete di protezione sociale per coloro che comunque verranno espulsi dal mondo del lavoro”, non si farebbe prima, ove possibile, a mantenere i livelli occupazionali, magari cercando di praticare tagli da altre parti?
So che può sembrare banale ma ritengo che in un periodo di austerity i primi a dover dare l’esempio siano proprio coloro che detengono il potere. Come può un parlamentare lamentare gli alti costi della scuola e lo spreco pubblico e poi aumentarsi lo stipendio di 1500 euro al mese? 1500 x13 mensilità = 19.500, che moltiplicato 645 deputati fa = 18.427.500 euro di spese in più a carico del contribuente. Questo escludendo tutti gli altri aumenti di spesa che ci sono stati sia a livello locale che a livello nazionale. Non è perciò credibile un parlamentare che parla di austerity e tagli con il portafogli ulteriormente rimpinguato da denaro pubblico.
Insomma, posso comprendere che sia necessario tagliare, ma dovendo iniziare da qualcosa siamo proprio ma proprio sicuri che tali tagli dovessero essere effettuati su scuola e ricerca? Qual è stato il criterio? Io ho più di qualche dubbio in proposito.
Sugli sprechi sono d’accordo con te, l’ho già detto nel commento precedente e non ci torno sopra.
Sui tagli, non mi pare d’essere stato incongruente.
Non sono affatto sicuro che i tagli debbano iniziare dalla scuola, anzi, ma sono sicuro che anche la scuola, come tutte le attività pagate con i danari pubblici possa e debba essere presa in considerazione.
I tagli si fanno dove si possono fare, dove producono meno danni, cercando di distribuirli nel modo più equo e più conveniente per la comunità.
Faccio volutamente un esempio che potrà parerti una bestemmia: nessun taglio alla scuola per una questione di principio, quindi nessun risparmio da quella parte, quindi mancanza di risorse per concedere la cassa integrazione, che ne so, all’industria dell’automobile e con ciò rassegnarsi ad uscire da quel mercato. Vale a dire, considerando l’indotto, a perdere per sempre tre-quattrocentomila posti di lavoro. A chi giova?
Io sono invece convinto che i tagli si potrebbero fare su tantissime altre cose prima di arrivare alla scuola. L’elenco sarebbe lunghissimo. Ieri ad esempio ho seguito distrattamente la trasmissione Exit su La7, in cui si parlava dell’alta velocità. Abbiamo speso cifre spropositate, talmente assurde che neanche le ricordo più, in media comunque del 500% superiori a quanto speso negli altri paesi europei. Parliamo di MILIARDI di Euro. Quindi si, va bene che bisognerà pagare la cassa integrazione alla fiat (davvero? ancora…..), ma sono veramente convinto del fatto che l’ultimo posto in cui avrei messo male è la scuola, tanto più che negli ultimi anni ogni Ministro passato dal Ministero dell’Istruzione ha pensato bene di riformare qualcosa, creande spesso enormi danni.
“Non sono affatto sicuro che i tagli debbano iniziare dalla scuola, anzi, ma sono sicuro che anche la scuola, come tutte le attività pagate con i danari pubblici possa e debba essere presa in considerazione.”
Questo è quello che ho detto io.
“Io sono invece convinto che i tagli si potrebbero fare su tantissime altre cose prima di arrivare alla scuola.”
Questo è quello che hai risposto tu.
Che ci sta a fare l’”invece”?
L’invece è rispetto alla seconda parte del tuo commento, quando dici che possa essere presa in considerazione. Ecco, io sono talmente sicuro del fatto che l’entità della spesa sarebbe recuperabile altrove da non prendere in considerazione, almeno per il momento, la scuola. Anche perché, diciamoci la verità, non è che le scuole italiane siano proprio il massimo della vita, anche in termini di strutture e servizi, quindi non oso immaginare come saranno dopo ulteriori tagli. Ma ovviamente entrambi parliamo senza disporre dell’intero quadro della situazione.
E’ vero.
Quindi commettiamo entrambi un errore.
Io nel prendere in considerazione la possibilità.
Tu nel rifiutarla.
Già, è un paradosso ma è così.
Che male c’è ?
1) Che queste dovrebbero essere spese prioritarie dato che l’Italia spende e investe molto poco, rispetto alla media europea, nell’educazione scolastica (soprattutto per le scuole superiori e universitarie).
2) Che Silvio ha dichiarato che contrariamente a quel taccagno di Walter, non vuole spendere 8-10 miliardi di euro per le grandi opere, ma 40 miliardi e quindi in virtù della legge dei grandi numeri lui è 40 / 10 = 4 che, elevato al quadrato per la legge del super-ego, risulta in 4^2 = 16 volte migliore di Walter.
In parole povere vuole raccattare qualche miliardo all’anno dal sistema scolastico (e ricordiamo che da almeno 6-7 anni moltissime università sono assolutamente sotto-finanziate dallo stato che paga molto ma molto meno di quello che dovrebbe dare per legge), qualche altro miliardo dal sistema sanitario e altri miliardi ancora con trucchi vari per poi spendere il tutto in mega-opere che arricchiranno solo chi sappiamo e che non faranno arrivare in orario un solo treno locale decentemente pulito in più, non affronteranno realmente il problema energetico e tantomeno quello dei rifiuti se non con soluzioni peggiori dei problemi stessi.
No, l’obiettivo non sarà quello di ridurre il debito pubblico, ma quello di sgravare lo stato di una struttura considerata un fardello insostenibile, al solo fine di spostare gli oneri nel “mercato” alternativo delle scuole private (che presumibilmente o almeno sperabilmente accoglieranno gli insegnanti in eccesso).
Ma si, forse è meglio così, alla fine mafiosi, camorristi e affini non dovranno più minacciare di morte gli insegnanti affinchè promuovano i loro piccoli protetti, basterà pagare scuole private comprensive e molto compiacenti, per non avere più queste scocciature di fine anno.
Per certe persone i soldi non sono un problema, vero ?
Se bastasse dire che una spesa è prioritaria non si sposterebbe una paglia.
Dai dati che girano pare che il costo della nostra scuola, in particolar modo della primaria, in particolare la parte spesa in stipendi sebbene gli stipendi siano tra i più bassi d’Europa, non sia sotto la media europea. Anzi.
La revisione delle strutture e dei costi non è nel DNA della pubblica amministrazione, ma è prassi consolidata e necessaria per qualsiasi produttore di beni e servizi costretto a stare sul mercato.
Applicarla non vuol dire tagliarsi le palle ma tagliare dove si può.
Se l’obiettivo fosse di togliere alla scuola pubblica per dare alla scuola privata sarei assolutamente d’accordo con te. Ma per adesso è un processo alle intenzioni.
Per quel che è successo fin qua direi che sarebbe stato sicuramente più opportuno partire dall’inutile, per esempio dai trentamila insegnanti di religione.
Sul problema degli investimenti sono assolutamente d’accordo con te che sono inutili se sono fatti male, mentre al contrario possono risultare determinanti se sono fatti bene. Come diceva lapalisse.
P.S.
Sui soldi che non sono un problema chiedere ad altri.
La cosa più triste è che durante il fascismo c’era un certo Gentile, personaggio discusso, ma comunque un luminare, la cui riforma ha gettato le basi per questa scuola che vogliono cancellare.
Invece la Gelmini vuole cavarsela con un DL. Ma chi è questa Gelmini? Solo perché è figlia di una insegnante può fare la ministra (o la minestra)? A me che mi fanno fare allora? Ministro delle attività produttive?
Tu non ti devi vergognare di guadagnare 1400 €, semmai si devono vergognare loro che le paghe degli italiani siano così basse.
Beh, credo che 1400 euro per molti sia un sogno, quindi altro che vergognarsi, Lupo lo dice pure che visto il confronto si sente un privilegiato e questa cosa lo scandalizza.
No, sono scandalizzato io non solo per quello che dice Arouet, ma anche per quello che afferma Oris.
Arouet, io ho parlato di un problema specifico. Ho detto il mio parere su di un articolo di Panebianco che ha definito la scuola “bubbone da estirpare”.
Se mi sono un pò dilungato, chiedo venia a tutti, è perchè ritengo soprattutto quel segmento scolastico molto importante perchè con esso si inzia la vita “culturale” di una società. Ma anche perchè lo conosco bene. Per la scuola elementare passano tutti, dall’operaio al presidente della Repubblica. Credo che per quesi motivi debba avere un pò di rispetto e di considerazione. Poi facciamo tutti i discorsi possibili e immaginabili se funziona bene o no.
Non mi sono permesso di dire che i tagli nella scuola non debbano essere fatti, ma incominciare proprio e solo dalla scuola elementare mi sembra una cosa fatta apposta.
Quindi non è vero che viene tutelata o è capace di difendersi. Se non ci fossero stati gli studenti medi e universitari a manofestare, poichè vi insegnano quasi tutte donne (nessuna offesa per carità), sarebbe stata ignorata.
Sui tagli sei stato incongruente, perchè si propongono e si fanno solo quando ce n’è assoluta necessità non solo nella scuola, ma in ogni settore. Ma in quel segmento i danni sono rilevanti non solo in termini occupazionali, ma soprattutto in termini culturali.
Nel modulo i tre insegnanti sono su due classi e non su di una classe come mi sembra abbiate capito, ma solo per una didattica più rispondente ai tempi dei bambini (qui il discorso andrebbe approfondito). Se poi è ai primi posti nel mondo per qualità non mi sembra ininfluente.
Se anche il CNPI (Consiglio nazionale della pubblica istruzione), il parlamentino di cui la Gelmini è presidente, ha bocciato il suo dl, ora legge, un motivo dovrebbe esserci o no?
E’ crisi? E chi non la vede? La vedo intorno a me ogni giorno, perciò Panebianco, Mieli, Stella e company si rivolgano a chi è responsabile della crisi, ma non a chi fa il proprio dovere. Vi posso assicurare che nella scuola elementare la stragrange maggioranza dei docenti lo fa.
Perchè dici:
“No, sono scandalizzato io non solo per quello che dice Arouet…”
Arouet sostanzialmente dice:
“Personalmente sono d’accordo con Lei sul fatto che la funzionalità della scuola debba stare a cuore a tutti, ma penso, all’incontrario di Lei, che i posti di lavoro e gli stipendi di docenti ed affini riguardino in senso stretto i diretti interessati, così come vale per tutti gli altri lavoratori, siano essi edili, chimici o metalmeccannici, e solo in senso lato, per una questione di equità generale, l’intera comunità.
A meno che i lavoratori della scuola non siano più uguali degli altri.”
E’ questo che ti scandalizza?
Tu dici:
“Sui tagli sei stato incongruente, perchè si propongono e si fanno solo quando ce n’è assoluta necessità non solo nella scuola, ma in ogni settore.”
Mi mostri per favore un solo passo, uno, nel quali io abbia affermato una cosa del genere?
“No, sono scandalizzato io non solo per quello che dice Arouet…”
Arouet sostanzialmente dice:
“Personalmente sono d’accordo con Lei sul fatto che la funzionalità della scuola debba stare a cuore a tutti, ma penso, all’incontrario di Lei, che i posti di lavoro e gli stipendi di docenti ed affini riguardino in senso stretto i diretti interessati, così come vale per tutti gli altri lavoratori, siano essi edili, chimici o metalmeccannici, e solo in senso lato, per una questione di equità generale, l’intera comunità.
A meno che i lavoratori della scuola non siano più uguali degli altri.”
E’ questo che ti scandalizza?
Ti lamenti:
“Sui tagli sei stato incongruente, perchè si propongono e si fanno solo quando ce n’è assoluta necessità non solo nella scuola, ma in ogni settore.”
Mi mostri per favore un solo passo, uno solo, nel quali io affermi che si debba tagliare nella scuola e non in qualsiasi altro settore e ove non ce ne sia assoluta necessità?
Mi scandalizzi tu per quelo che dici e poi ti contraddici.
Scusami, ma io non amo gli sproloqui. Hai fatto uno sproloquio tale che non ci ho capito un gran che. Scusami, io amo la chiarezza e tu non sei stato chiaro tanto è vero che anche altri commenti lo hanno sottolineato. Io sono stato maestro elementare e sono abituato a farmi capire anche dai bambini. Vorrei che, in un certo qual modo, anche gli altri si facessero capire. Mettere tanti argomenti in pentola, quando io invece ho parlato solo di uno, mi sembra tempo sprecato.
Scusami ancora!
Io capisco benisimo sia la tua posizione che quella di F.MAria.
Sarà che anche io non limito la mente a un solo argomento e cerco di vedere il quadro globale.
Comunque noto che stai usando questa argomentazione non solo con me e mi fa piacere.
Significa che di nulla-dicenti qui su mc siamo almeno in due.
Io e F.Maria.
Chi sarà il terzo?
Tertium non datur!
No, no…
tertium datum est: ego
Concordo pienamente su TUTTO quello che ha commentato Arouet (come spesso mi accade, del resto)
Attenti, che come minimo ci danno dei Logggiati P2 anti stato se continuiamo così: non sapete che è vietato a più di due non-dicenti riunirsi in pubblico?
Beh, visto che siamo in tre, potremmo fare un partito!
Si, ho fatto un po’ di casino, ma sostanzialmente non ti ho chiesto che due cose.
a) Quale delle mie affermazioni ti abbia scandalizzato.
b) Dove sarei stato incongruente proponendo tagli alla scuola senza assoluta necessità, escludendone altri settori.
Se non ti è di troppo disturbo ti sarei oltremodo grato per un copia e incolla: mi hai scandalizzato qui e qui, sei stato incongruente qui e qui. Così magari una volta tanto ci capiamo.
Ciao Lupo
ehm, io ho detto solo che mi sembravii scandailzzato dal fatto che la tua pensione ti faccia sentire privilegiato rispetto alla gente che lavora che prende addirittura meno, almeno io avevo letto così la tua lettera.
pensavo che il tuo pensiero fosse, “si rende conto direttore che io che prendo 1400 euro di pensione solamente dopo quarant’anni e che in italia la gente prende addirittura di meno, tanto meno da farmi sembrare un privilegiato?”…
Comincio a pensare che non siete in grado di sostenere una discussione con chi la pensa diversamente da voi su qualcosa perchè poi li “bollate” e ogni affermazione che fanno in seguito ci trovate qualcosa che non va…
Mi spiace, io sono capaccisimo di dare alle discussioni su internet la giusta dimensione, speravo che qui fossi il meno bravo in questo…
Oris, ma chi credi di essere? La mia età è intorno ai settanta anni e posso reggere tutti i discorsi possibili e immaginabili senza spaventarmi perchè gli altri sono o sembrano più intelligenti e elastici mentalmente di me.
Oris, il troppo stroppia!
Chi scrive su internet deve accettare che ci siano pensieri che contrastano con i propri senza sollevare proclami.
A parere mio devi moderarti, dire il troppo stroppia solo perchè esprimo un concetto che non ti piace mi fa pensare che non accetti che si commenti una tua affermazione.
Ti consiglio semmai di non rispondere, piuttosto che alterarti per nulla.
Poi fai come ti pare.
Non sono per niente alterato. Se proprio vuoi saperlo questo tipo di polemiche mi procura solo un senso di fastidio. Con il tuo consenso posso dirlo?
Beh, anche dire “con il tuo consenso posso dirlo” è polemica.
Prima di dare del polemico agli altri, forse dovresti leggerti tra le righe
Probabilmente ho frainteso e quindi mi scuso.
Facciamo parlare anche gli altri, se vogliono!
Sì, ma se dicono cose che non ti piacciono gli ci piazzi sopra un “ma chi ti credi di essere” o “il troppo stroppia”
Lupo afferma che nel passato “Non solo ci fu un grande dibattito pedagogico e culturale, cui parteciparono tutti i soggetti interessati: genitori, docenti, sindacati, pedagogisti, ma anche una estenuante discussione in Parlamento e una sperimentazione sul campo che durò un bel po’ di tempo prima di introdurre l’organizzazione modulare nella scuola elementare. ”
Questo modo di operare, più scientifico che solo prettamente politico-scenografico, ha consentito di operare un riforma di qualità.
I dati che lo confermano, come ho già precisato in un altro post sull’argomento, non sono il famigerato rapporto PISA/Ocse, che è relativo alle competenze dei 15enni, ossia di coloro che stanno per lasciare la scuola dell’obbligo, ma il rapporto PIRLS/Icona/Invalsi.
Se il progetto di riforma fosse partito da quei settori della scuola in crisi (medie- superiori, in special modo) forse le proteste sarebbero state meno, o assenti. Le scuole medie e le superiori sono sicuramente da riportare al passo con i tempi, il problema è che è stata toccata la scuola elementare che forse era l’unica che si salvava.
Per i dati della scuola elementare chiaramente non si possono prendere i dati rivolti ai 15enni, ma i livelli andranno valutati nei diversi paesi alle differenti età, altrimenti rischio di attribuire ad una scuola la colpa di un’altra. Un’analisi che si rivolge alle elementari è il PIRLS/Icona/Invalsi (2006) e i dati che ne emergono sono tutt’altro che scoraggianti, anzi.
L’Italia è stranamente al 6° posto dei paesi monitorati ed al 2° dei paesi europei.
Smantellare quello che funziona non mi sembra né saggio né utile, né economico (sul medio-lungo periodo), e farlo a suon di slogan e, perdonatemi, di movimenti di intestino (ricordi del passato, fiocchetti e bacchette, di “io mi rimembro ancor … “) lo trovo ancora più inquietante, IMHO.
Finora nelle tante discussioni, televisive e no, non mi sembra di aver sentito riportare molti dati precisi, né dei raffronti con l’estero (mi risulta che l’unico paese europeo che potrebbe insegnarci qualcosa è la Finlandia e non ha un maestro unico), così come sono mancate le considerazioni degli esperti del settore (pedagoghi, maestri, psicologi e comp.), ecc.
Non si è visto un quadro coerente, mancano gli obiettivi, le analisi, le strategie. Manca tutto, e quello che si trova spesso contraddice le decisioni prese. (se aveste dati sarei lieta di poterne prendere visione)
Qualcuno si farebbe operare senza che il chirurgo abbia fatto una lastra, una tac, un qualcosa per vedere SE, DOVE e COME operare?
Qualcuno si farebbe operare di tonsille con diagnosticata un’appendicite?
Alcuni dei dati sulla scuola che ho avuto modo di vedere negli ultimi anni si trovano in un lavoro del precedente governo, si chiama Libro bianco e si trova facilmente con una ricerca sul web.
Per concludere l’unico appunto che mi permetterei di fare alla sua lettera riguarda principalmente la caduta sul personale (stipendi, pance, ecc.) degli ultimi paragrafi. Essi aprono il fianco a discussioni di pancia, appunto, e molto poco di scienza, così di nuovo si tralasciano i dati e si ritorna a parlare di personalismi, con gli inevitabili toni polemici e aggressivi che caratterizzano questo genere di discussioni.
Monica, hai perfettamente ragione. Ma io non intendevo far svolgere una discussione sulla scuola in generale, solo sulla scuola elementare, perchè so che gli altri ordini di scuola lasciano a desiderare. Il riferimento al posto di lavoro e alla pancia voleva solo sottolineare che questi signori, politici e giornalisti, che la pancia ce l’hanno più che piena, era rivolto a loro solo per ricordargli che pensare al proprio posto di lavoro non mi sembra poi tanto fuori luogo. Massino Panebianco che ritiene la scuola un bubbone da estirpare mi è sembrato troppo offensivo per un ordine di scuola che, tutto sommato, trova rispetto anche all’estero. Se bisogna sempre accettare le idee e le offese degli altri, basta dirlo. Proprio di Panebianco no.
Forse nessuno ha pensato che la mia era una lettera al direttore di un giornale e non un articolo sulla bontà della scuola. E nella lettera risulta molto chiaro questo aspetto.
Forse ho fatto male a sottopolrla alla vostra attenzione.
Se avessi saputo che avrebbe suscitato tante discussioni ne avrei fatto a meno.
Per quanto riguarda la qualità della scuola primaria non ci sono misteri. Basta leggere le statistiche e le analisi che, anche senza disturbare il PIRLS/Icona/Invalsi (2006), ma hai fatto bene a ricordare che quello di Pisa riguarda i quindicenni, ossia la scuola media di I grado, si trovano su tutti i giornali specializzati e non.
Ecco perchè mi sono un pò “arrabbiato”: esorbitare così tanto mi è sembrato eccessivo.
Non credo tu abbia fatto male a sottoporla qui: io l’ho trovata bella e ti ho risposto con un commento.
Anche per me il sig. Panebianco, definendo la scuola (le elementari toccate dalla riforma seconde in Europa per qualità) un bubbone da estirpare ha decisamente esagerato.
Personalmente ritengo che più grave dell’aver usato un tono esagerato sia il fatto che egli abbia svolto decisamente male il proprio lavoro, un lavoro per il quale, come hai sottolineato, è pagato moltissimo.
Un lavoro delicato, ma che egli, seguendo l’esempio della politica degli ultimi anni, ha svolto in questo caso per mezzo di slogan e di movimenti di pancia. L’articolo trasuda di sana indignazione, ma contiene poca testa, pochi dati, pochi fatti, carenza di informazioni, tutti quegli elementi che dovrebbero essere invece imprescindibili in un articolo che sia degno di questo nome.
Che sia pagato moltissimo in sé e per sé non lo trovo perseguibile; che sia pagato moltissimo e svolga in maniera così approssimativa, e quasi dolosamente superficiale e populista, il proprio lavoro, quello decisamente sì.
Il problema della libertà di stampa è molto presente su queste pagine e quindi è inutile ritornarci sopra ora, anche se estremamente pertinente.
Monica, è vero che giro intorno ai settanta anni, ma darmi del lei…
Quando ero in servizio attivo i colleghi e le colleghe giovanissimi mi davano del tu. Beh!
Fa tenerezza queste lettera, perchè esprime tanta ingenua umanità.
Non è possibile ancora dubitare dle fatto che è un mondo di caste lontanissime e che non solo non c’è la comprensione, ma neppure la VOLONTA’ di comprensione delle differenze
Ed è una situazione trasversale.
Io non riesco a immaginare cosa possa frullare per la testa di una paris hilton – e mi pare, la sua come tante altre, una vita sprecata- altrettanto la signorina (esemplificazione a caso, ovviamente) non sa e non saprà mai che significa stare nei nostri panni più o meno ”normali”, ”medi” o come li vogliam chiamare.
Vogliamo illuderci ancora che questi signori interpretino i nostri bisogni?
E’ una posizione sbagliata, tempo perso.
Significa rimanere appesi e fregati.
L’unica via di cambiamento sta nella rivoluzione dal basso, ma dubito fortemente che in Italia accada.
Ottequi
DC
Concordo.
Sull’ultimo capoverso
Può darsi, cara La Donna Cannone, che la mia lettera faccia tenerezza. Significherebbe che alla mia veneranda età non ho capito nulla della vita e della società. Ma se fosse, non potrebbe darsi che lettere come la mia possano smuovere le coscienze e farle risvegliare. Se a questa gente, che tu ritieni insensibile, si sibila infinite volte nelle orecchie di ascoltare la voce degli altri, non può succedere che finalmente le voci dei più deboli dalle orecchie arrivi al cuore o, meglio, alla mente?
Non è anche questa una rivoluzione dal basso, visto che in Italia sembra essere l’unica via di accesso alle coscienze dei potenti?
Altrimenti o si fa una vera rivoluzione, ma io non ci credo anche perchè a me la violenza non è gradita, o si abdica completamente.
Ci sarebbe il non voto, ma sembra che questa classe politica anche con il 5% dei voti si sentirebbe legittimata: è stato detto anche su questo blog. E tu credi che almeno il 5% degli italiani non vada a votare. Anche io non rinuncio al voto.
Allora? La tenerezza non va bene, altre strade non si possono percorrere facilmente. Allora?
Lupo Alburnino, guarda che il mio commento sulla tenerezza è di apprezzamento, mica ti stavo dando dell’ingenuotto che non capisce nulla.
Forse mi sono espressa male, ma era un apprezzamento, appunto, per l’umanità che ne traspare.
Ti rivolgi a una apocalittica, quindi ho solo domande, risposte crude, previsioni catastrofiche. Non ho risposte da darti.
Secondo me, è fiato sprecato, non credo che arrivi alle alte sfere questo richiamo. Se c’è una ricaduta su livelli ”pari”, già è un buon risultato.
Stavo facendo due passi e pensavo proprio al tuo post, osservando la gente- il riccone nella mercedes e il mendicante che suona all’angolo. Mondi che nemmeno si sfiorano. mi era sorta una riflessione che queste goccioline, di neve o di pioggia? hanno spazzato via.
Quando mi torna alla mente ti riscrivo.
Siamo portatori di idiosincrasie – e quindi pssss. te lo scrivo sottovoce, è ovvio che nel mio piccolo, dalle briciole agli uccellini all’incontro con Maria (cfr vecchio articolo anche qui su mente critica, passando per cooperazioen internazionale), continuo indefessa a cercar di rivoluzionare qualcosa. Ma tu non dirlo in giro ;-p
Grazie, La Donna Cannone, e te lo dico con commozione, non tanto per l’apprezzamento della mia lettera, che pure gradisco molto, ma per la sensibilità con cui avverti anche tu questo problema enorme dell’indifferenza dei cosiddetti potenti verso i bisognosi. Ho già ricordato in altra occasione le parole di Fra Cristoforo: “Verrà un giorno…” Io sono, come dire, dubbioso nell’aldilà, ma desidero con tutto il cuore che ci sia. Forse io andrò a finire nel più profondo dell’inferno, ma sarei in buona (o brutta?) compagnia. Pure là?
Hello…Mi è venuto in mente quello che volevo dirti – che forse la distanza umanamente fra chi sta in cima alle piramidi di potere e ricchezza e chi no, è determinata anche dai rapporti che si vengono a creare.
Ovvero, siccome io non conto nulla, nel senso che non ho potere nè politico nè economico, la gente che mi si avvicina, poco probabilmente è mossa da interessi individualistici e forse ho più probabilità di una persona ricca, famosa etc etc di avere legami dettai da affinità elettive.
Vice versa, chi è ricco famoso potente, è preda facilmente di avventurieri, clienti, donne che professano amore che non provano e simili amenità e credo che questo possa contribuire a far chiudere e distanziare, non comprendere o guardare con sospetto.
Certo, vado giù di affettatrice pesante, e non ho riscontri diretti, sono solo ipotesi formulate osservando il mondo e in ogni caso non sono giustificazioni.
Un salutone cannonico
DC
Ma sei pazza a cercare alibi ai potenti?
Donna Cannone, gli uomini per lo più si muovono nel modo da te descritto. Chi non ha potere nè politico, nè economico ha poche possibilità di crearsi rapporti duraturi, saldi e sinceri. Quelli che ce l’hanno rischiano di invischiarsi in una rete di falsità da cui poi è difficile districarsi. Dovrebbe supplire un pò di intelligenza e molta umanità.
Un esempio personale. Quando facevo sindacato ero bersagliato da telefonate (anche quando ero nel bagno ero costretto a rispondere) e da richieste di incontri anche per stupidate solo per dimostrarmi stima e amicizia. O almeno così sembrava. Poi, il mondo degli amici si è dileguato, squagliato letteralmente, scomparso. Eppure il mio potere era proprio minimo. Però, onestamente lo avevo previsto per averlo sperimentato con altri personaggi che hanno poi perso il potere molto più grande del mio.
Siamo “misere cose”…
Macchè alibi ai potenti. non sono alibi, sono tentativi di comprendere situazioni umane che si possono verificare.
Cerco di non indossare mai i paraocchi e di osservare ciò che succede senza farmi ingabolare da lotte di quartiere aprioristiche.
Buona domenica
DC
Beh, si sono sula stessa linea, ma è un esercizio “pericoloso” da fare di questi tempi, rischi di prenderti del “pancia piena” (anche se magari sei disoccupato/a e esprimi solo delle idee) fino ad arrivare a fascista passando da don gesualdo (e magari prima di “fare” il/la disoccupato/a facevi le chiamate in un call center).
Il clima è caldo, link…tura è a mille e il nemico è il tuo vicino, ragionare pacatamente con onestà intellettuale e anche contro le proprie convenienze è considerato molto male e malvisto oggi.
Vabbè, stavolta ti puniamo con una “voltaire de noi altri”, ma non esagerare.
Non mi è mai importato di come mi potrebbe etichettare la gente – da quando mia mamma mi diceva ‘fai così fai colì chissà sennò i vicini che pensano” le ho sempre risposto che se i vicini non avevano di meglio da fare che badare a etichettare i fatti miei, peggio per loro, io avrei continuato a vivere secondo la mia testa e la mia anima.
Ora che sono anche più vecchia, sono ancor meno tollerante – contro stupidi ingoranti e stronzi, quindi la bocca del cannone spara – ammesso che valga la pena di perdere del tempo ad ascoltare e rispondere.
Detto questo, dalla parte opposta a quanto ho scritto, oggi sentendo che K. Minogue è stata pagata 2 milioni di dollari per suonare mezz’ora all’inaugurazione del nuovo arcipelago artificale a dubai, pensavo che gente così sta totalmente fuori dalla realtà e non potrà mai capire che significano 1 euro, 5, 10, 50, 100, 1000, per gente che non ha nulla e non ha chance nella vita.
Che vogliamo fare?
Io mi vergognerei, se fossi in lei, o quantomeno farei un sacco di ”beneficenza” – ma credo che invece spesso a quei livelli ci sia anche gente tronfia, piena di sè, superba e altezzosa, disumana, cattiva – che veramente si crede superiore.
Il vero merito umano, secondo me, è abbastanza raro. E credo che elle anime più belle si sposi con l’umiltà data dalla consapevolezza di essere sempre e comunque perfettibili e portatori di limiti.
aggiungerei, portatori di incertezze.
Anch’io penso che questo sia il modo migliore.
Quanto alle “lotte di quartiere aprioristiche” segnalo alla lettura questa riflessione di Raffaele La Capria sul “Corriere”. Ricorda da vicino una ormai celebre sequenza di commenti del buon Oris su “Vacuum”.
esperienza ed umanità
sono le due sole parole che esprimono quello che emerge da questo post, ma i nostri governanti se ne fregano…