Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "La Politica e il Papato. Non Dovrebbero Essere più Duri con Chi Fa la Guerra?" è stato scritto da lupoalburnino
Gli amici, se non mi prendono bellamente in giro, spesso mi dicono: “Ma tutti quei riferimenti culturali dove li prendi? Hai studiato molto o leggi molto?” Alcuni, pochi in verità, aggiungono: “Sei davvero bravo!”
A questo punto, poiché non mi sento né bravo, né studioso, né intellettuale, ma nemmeno una completa “schiappa”, voglio confidarvi un segreto, che in fondo potrebbe anche non interessarvi.
Io leggiucchio qua e là, un po’ di tutto, e quando mi capita sotto gli occhi una frase che mi piace, una massima, un proverbio o altro, spigolature in fondo, me li appunto e poi, alla prima occasione, li esibisco. Mi piacciono i detti latini, che ho studiato nel mio lontano passato, cui faccio spesso ricorso per dare più “spessore” ai miei ragionamenti. Ve ne ammannisco un paio subito subito ché potrebbero adattarsi a ciò che dirò in seguito: “Vulgus vult decipi, ergo decipiatur” (Il popolo vuole essere ingannato, dunque sia ingannato). L’altro forse più cogente (mamma che aggettivo!) al momento che attraversiamo: “Nulla salus bello” (“Non c’è nessuna salvezza nella guerra”. Virgilio, Eneide, XI, v. 362).
Scritto da Virgilio questo verso ha un significato particolare e straordinario, perché la sua fama non deriva tanto dalle Georgiche e dalle Bucoliche, ma dall’Eneide, un poema in cui, a gloria di Roma, la guerra e il sangue versato la fanno da padrone. Evidentemente voleva lavarsi la coscienza o fu costretto, si fa per dire, a scrivere di cose in cui non credeva, mentre il suo animo propendeva più per una vita serena e tranquilla, bucolica appunto, che per la violenza tout court.
Anche oggi, con una sottigliezza impressionante, quegli uomini nelle cui mani sono i destini del mondo sembrano parlare lo stesso linguaggio, ma hanno comportamenti controversi.

Prima di scrivere questo articolo ci ho riflettuto molto, perché sono sempre più sconcertato da ciò che vedo e sento. Bush che non ama la guerra, i Papi che si scagliano contro la guerra, tutti i nostri uomini politici aborriscono la guerra, ma molti di loro la fanno. Ed io sono sconcertato, deluso, imbestialito e vorrei sbugiardarli, nel mio piccolo. Con quale risultato tutti possono constatarlo. Assolutamente nullo. Ma almeno non vorrei essere preso per i fondelli. Non posso nulla contro questi guerrafondai, ma nessuno mi venga a dire che le guerre sono necessarie, perché, se anche Virgilio non credeva nella loro utilità, dovrei crederci io?
Quando gli uomini del nostro tempo impegnano uomini e mezzi in guerre distruttive e non risolutive dei problemi dei popoli (qualche altra è in procinto di essere intrapresa…), ma poi ripetono ossessivamente la loro contrarietà alle guerre, credo che vogliano anche loro solo lavarsi la coscienza e nello stesso tempo ingannare i popoli che governano. E ciò avviene a tutti i livelli, nel pubblico e nel privato, negli stati laici e in quelli religiosi.
Giovanni Paolo II (l’ho detto già in altro luogo), prima che l’Iraq fosse invaso dagli USA, si spese in tutti i modi possibili perché Bush recedesse dalle sue decisioni bellicose. Probabilmente sapeva che tutte le motivazioni addotte erano false come poi tutti abbiamo saputo. Invece Bush caparbiamente andò fino in fondo e invase l’Iraq con le conseguenze che tutto il mondo conosce: perfino le chiese, comprese quelle cristiane, sono state distrutte e tuttora lo sono. In Iraq nessuno può ritenersi più al sicuro e non si sa quando potrà ritornare un po’ di pace. Mi si può obiettare che Saddam Hussein non era un angioletto e non assicurava alcuna democrazia. E’ vero e non ho nessuna intenzione di non riconoscerlo, ma almeno non era un pericolo per il mondo. Riconosco anche che le mie argomentazioni sono debolucce, ma di qui ad intraprendere una guerra sanguinosissima sul piano generale e nello stesso tempo fratricida al massimo in quel paese, ce ne passa.

Poi, Giovanni Paolo II ricevette in Vaticano Bush con tutti gli onori: rimasi shoccato! Mi aspettavo più coerenza, soprattutto da parte di un Papa, tra “pensiero ed azione” come sosteneva Giuseppe Mazzini.
Ultimamente, tra Benedetto XVI e Bush è scoppiata una sorta di feeling incredibile. Sembra che il Papa lo abbia definito “defensor fidei” (*), un altro “unto” del Signore: non ce ne bastava uno nostrano? Per tornare a bomba, a me sembra più giusto e serio essere “defensor vitae”.
Tutte le argomentazioni circa le relazioni diplomatiche, i rapporti tra capi di stato, gli interessi internazionali, ecc. non mi convincono. Poi, mi chiedo: “Chi sono io per pormi tante domande?” Potrei rispondermi che, oltre ad essere un cittadino italiano, sono un cittadino del mondo. Farei soltanto ridere!
Però, mi sorregge il verso di Virgilio: “Nulla salus bello”.
(*) La redazione di MC non è stata in grado di reperire alcuna informazione a conferma dell’affermazione dell’autore. La notizia, al momento, appare priva di fondamento (N.d.R.)

magra consolazione, il problema è che la guerra è stata risolutiva altrochè, fino alla seconda guerra mondiale, basta chiedere ad Hitler.
i romani dicevano “Si Vis pacem parabellum” da cui la famosa calibro 9.
Però il mondo è cambiato e da una cinquantina d’anni effettivamente le guerre non hanno risolto i problemi ma li hanno esacerbati.
Prima al popolo non importava chi governava o perchè, ora ritengo che la guerra tradizionale sia diventata davvero inutile oltrechè estremamente costosa per chi la fa.
[...] sconosciuto: [...]
Penso che, lasciando perdere i casi patologici, nessuno faccia la guerra per una pura questione di cattiveria irrimediabilmente inscritta nei propri cromosomi, ancorché naturalmente esistano i miti ed i bellicosi, ma piuttosto perché in quel modo pensa di risolvere un qualche suo problema, di cui non é riuscito di venire a capo con altri mezzi meno dispendiosi.
Se due individui, nazioni, entità statuali, popoli, etnie, religioni, mirano allo stesso obiettivo e non riescono ad accordarsi sul modo in cui spartirselo attraverso la politica, non gli resta che confrontarsi sul piano della forza, se vogliono stabilire quale dei due debba rinunciare alle proprie pretese.
Naturale che la soluzione non sia definitiva. Di definitivo non c’é nulla in ciò che ci riguarda. La vittoria di uno dei due servirà solo a definire il titolare della posizione dominante fintanto che all’orizzonte non spunterà un nuovo pretendente.
Bene. Ma dovendo considerare la violenza un metodo da bandire per la risoluzione delle questioni nei consessi civili, volendo individuare degli strumenti utili a fermarla, a cosa fare ricorso?
Scarterei discorsi, epistole, proclami, esortazioni, condanne morali, marce e benedizioni (generi già usati, che non hanno mai pacificato nessuno, se non la coscienza dei loro promotori), punterei sull’opera di un arbitro super partes, dotato della necessaria autorità, volta a convincere i contendenti che lo scontro che hanno in animo di porre in essere non conviene né all’uno né all’altro, considerate le sanzioni che l’arbitro stesso potrebbe infliggere loro.
Se quell’arbitro c’é punterei a rafforzarlo, se non c’é a crearlo.
In assenza di ciò le esortazioni dei capi di stato e di governo e le loro dichiarazioni di principio mi sembrano più che altro aria fritta, per mascherare il vuoto che ci sta dietro
Un arbitro super partes, per avere le funzioni e le capacità che tu richiedi, dovrebbe avere una forza (anche solo potenziale) maggiore di chiunque altro. Quindi bisognerebbe sperare nella sua buona fede … oppure si finirebbe in tirannia
il defensor fidei lo possiamo trovare su questo articolo dell’unita’.Ma da quello che ho capito non e’ stato detto dal papa.
http://www.chiesaincammino.org/editoriali/Segni/Le_due_facce_del_viaggio.htm
Una risposta breve ed un’altra… pure.
A Carlo: sembra davvero che il Papa abbia definito Bush “defensor fidei”. L’ho letto su di un giornale. Se non lo ha detto, l’ha trattato come tale e nella storia della chiesa non sarebbe la prima volta. Un santo che porta il mio nome nella lontana Spagna e nel lontano Medioevo, in nome di Dio, faceva piazza pulita di tutti quegli ebrei che non si convertivano al cattolicesimo. Fu definito “defensor fidei” e proclamato santo.
A F. Maria Arouet: capisco che due popoli (altro che popoli: due capi di stato), due individui, ecc. che mirino allo stesso obiettivo, se nessuno ci riesce con le buone, poi passano alle vie di fatto. Io invece voglio dire un’altra cosa, al di là di un arbitro super partes molto romantico: le guerre, anche quelle prima delle mondiali, in qualsiasi parte del mondo, con rarissime eccezioni, non hanno risolto mai alcun problema. La guerra d’indipendenza americana, la rivoluzione francese, la guerra d’indipendenza italiana siamo sicuri che non si sarebbero risolte con altri mezzi? La diplomazia, per esempio? O non è prevalso il senso di onnipotenza di un uomo e, di conseguenza, di popolo nel dichiarare e poi combattere una guerra.
In Italia, se i coglioni non lo avessero seguito, Mussolini avrebbe potuto fare quello che ha fatto? E con quali risultati?
Davvero allora “nulla salus in bello”.
“La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”.
Proseguirei la citazione di von clausevitz sostenendo che Guerra e Politica sono due forme di gestione del potere, la prima è potere in atto, l’altra è potere in potenza. Per il semplice fatto che una cosa sia in atto, essa si consuma, si spende, si esaurisce. Durante la guerra il potere si riduce, sia per energia che per qualità, e con esso si riducono tutte le risorse fino a un certo punto di equilibrio, che di solito si trova presso la risultante della media pesata dei poteri che hanno originato la guerra, divisa per due… Insomma, da un punto di vista di un osservatore umano esterno, la guerra è del tutto irrazionale dato che alla fine la prendono un po’ tutti nel culo, ma il carattere umano è quello che è, e ci sono altri punti di vista, tra i quali uno la vede come unica igiene del mondo. Tra questi due punti c’è il punto di vista ufficiale della Chiesa Romana che, a ben vedere, non è affatto diverso da quello di una qualunque potenza nazionale che non disponga di armi nucleari.
Non avevo in mente niente di romantico, pensavo a una sorta di ONU rivista e corretta.
Le guerre hanno risolto, come no: come avremmo potuto sbarazzarci del Fuhrer e del Duce, che tu citi, senza la guerra?
Le guerre sono fatte per arricchire i produttori di armi, non per risolvere problemi.
Anzi dopo le guerre, a medio termine di solito i problemi aumentano.
Fin dalla notte dei tempi le guerre si fanno per un motivo solo: l’economia.
Poi vengono spacciate sotto altre definizioni, spesso fantasiose, ma la realtà è terra terra. E se le inquadriamo in questo modo, allora viene fuori una triste realtà: la guerra paga, perchè molto spesso chi la scatena raggiunge il suo obiettivo.
Il guaio è che gli obiettivi di chi decide le guerre sono di solito completamente opposti a quelli dei cittadini.
Maria, io apprezzo le tue idee. Magari si potesse migliorare l’ONU. Molti ci tentano da anni, tutti dicono che l’ONu così com’è non funziona, ma non succede nulla. Le guerre si fanno con fini ideali anche nobili, ma sotto sotto ci sono sempre obiettivi abietti: potere, danaro, conquiste, ma a pagare sono sempre i fessi e per fessi intendo i popoli, che ci rimettono in economia e con la vita. Le guerre sono come i generali. Solo qualcuno muore, per disgrazia, in guerra. In maggioranza muoiono nei propri letti. La strage avviene tra i soldati sempre sotto il tiro delle “armi nemiche”.
A che serve la guerra?
La chiesa che professa di essere contro la guerra dovrebbe, uso una parola forte, scomunicare chi la fa. No, riceve con tutti gli onori i guerrafondai. Perchè? Qualcuno mi dice che deve accogliere anche i peccatori perchè c’è sempre la speranza che possano pentirsi, ma questi sono assassini incalliti. Si fermano con le buone parole?
Dopo l’accoglienza speciale con tappeto rosso riservata a Pinochet da Giovanni Paolo II (dal quale sinceramente non me lo sarei aspettato) non mi stupisco più dell’immensa ipocrisia che regna sovrana anche in Vaticano.
l’Onu così com’è è solo inutile e costoso.