Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Donne: Quando i Lividi non si Vedono…ma Fanno più Male" è stato scritto da Angelika. Ogni autore ha la sua opinione personale che non sempre corrisponde a quella di Gianalessio Ridolfi Pacifici ma a tutti è garantita l'opportunità di esprimersi purché siano rispettate queste regole. Il sito mentecritica.net non ha fini di lucro, è gestito su base volontaria ed a spese del curatore. Il sito non è aggregato a partiti o movimenti e non sostiene nessuna organizzazione politica.
E’ da diverso tempo ormai che ho abbandonato certe posizioni intransigenti da “bianco o nero”. Il tempo, le esperienze mi hanno insegnato che il mettersi nei panni degli altri fa comprendere molti più elementi di una situazione, invece che schierarsi graniticamente su di un pensiero. Perché questa introduzione, a mo’ di excusatio non petita? Perché l’argomento che vado a trattare ben si presta a ferree prese di posizione, a frasi come “ah, se fossi in lei io…”. Nulla è così facile come sembra.

Conoscevo in parte la situazione della giovane donna in questione, ma non mi ci ero ancora rapportata così da vicino come in questi giorni. Là per là, a sentirla parlare non mi ha turbato più di tanto: forse non mi aiutava il luogo (eravamo al mare e il mare non permette riflessioni troppo profonde), né le tante persone intorno a me. Ma a casa ho avuto il modo di rifletterci su e ho capito quanta violenza ci sia in certi uomini.
Eppure, a vedere la coppia, nessuno penserebbe che lui è un prepotente: bravo e amorevole padre, onesto lavoratore, simpatico (?) compagno di gite fuori porta. Invece, anche prima delle confessioni della mia amica, ho potuto notare in lui molti modi per prevaricarla: lei rimproverava il bambino per qualcosa e lui metteva in discussione la sua autorità; lei tirava fuori un argomento e lui era pronto a contestarla. Insomma, piccole note stonate in una coppia apparentemente felice. Mi si potrebbe obiettare che il matrimonio è un’unione quasi contro natura, che è ben difficile conciliare le origini così diverse di due persone che per anni hanno avuto famiglie, esperienze e retroterra culturale estranei ed eterogenei e che ciò che importa è andare avanti superando le difficoltà.

In effetti, ne sono perfettamente consapevole e sono anche d’accordo: unicamente nelle favole si vive “felici e contenti”, la realtà ti mette davanti tali e tanti ostacoli che solo enormi dosi di amore e buona volontà ti permettono di superarli. Amore, buona volontà, a volte quieto vivere e, come in questo caso, rassegnazione. Perché la sostanza è questa: lui non permette che sua moglie frequenti la sua famiglia d’origine, che i genitori di lei possano visitare e abbracciare quando lo desiderano la figlia e il nipotino. Il divieto, se vogliamo, è anche più crudele: lei, se proprio lo desiderasse, potrebbe anche andare a visitare i propri genitori ma senza portarsi dietro il figlioletto, a rimarcare con più forza l’estrema violenza del gesto.
Tutto ciò naturalmente non vale per i genitori di lui, che sono accolti a tutte le ore nella loro casa (badate bene, acquistata come regalo di nozze dai genitori di lei), che possono vedere il nipote quando vogliono e che mai e poi mai subiranno rispostacce e comportamenti sgraziati da parte della mia amica. Allora, mentre lei piangeva narrandomi questi fatti, io le ho chiesto cosa sarebbe successo se lei avesse preso il figlioletto e si fosse recata dai suoi genitori senza tener conto del divieto. E’ seguito un silenzio. Io non credo che quel silenzio intendesse atti di violenza fisica, ma mi ha fatto capire che la vita diventerebbe un inferno in cui neanche il figlioletto verrebbe risparmiato. Mi ha poi raccontato di insulti come “stupida, cretina” (ed altro), quando qualcosa non viene fatta per il verso giusto. Il verso giusto di lui, naturalmente.
Purtroppo, questo non è l’unico esempio che posso fare: conosco una donna, ormai in età avanzata, che ancora oggi quando il marito è contrariato abbassa il tono di voce e modula le sue necessità al volere di lui. Eppure, di lei non direste mai che è una sottomessa e neanche della mia amica. Non credo di stare raccontando nulla di nuovo: il cinema ha sfornato diversi film sulla sopraffazione delle donne, donne che nel lavoro e nella vita sociale mostrano i denti e a casa subiscono anche il non poter frequentare più i propri genitori. Allora mi chiedo: ma cosa hanno dentro questi uomini, quale molla li spinge a piegare ai propri voleri un essere umano che dovrebbero amare? A mortificarlo per quale necessità? A godere di imporre delle regole folli per tutti, tranne che per chi le ingiunge e per chi le subisce? E queste donne, perché non si ribellano mandandoli sonoramente a quel paese, per dirla in maniera graziosa?

Io non so, ma posso comprendere, pur non capendo. Vedo che è una contraddizione in termini, ma è l’unico modo per spiegarmelo. Forse esiste una profonda mancanza di stima in se stesse che fa ricercare questi uomini, ma mi sembra psicologia spicciola e mi fa pure un po’ orrore. Forse è il terrore di creare un caso attorno a sé e allora, un giorno dopo l’altro, si sopravvive alle piccole crudeltà psicologiche. Forse, quando ci sono anche i figli e di solito ci sono, è il desiderio di proteggerli, di creare attorno a loro un ambiente sano. Forse sono tutti questi fattori messi insieme. Quello che proprio non capisco e non comprenderò mai è solo e soltanto questo: perché la razza umana e, mi spiace dirlo soprattutto il genere maschile, si distingue per questa rara crudeltà verso le proprie compagne? Un interrogativo che temo rimarrà senza risposta…
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pompiniaifigli -

Non ho risposte a domande che continuo a farmi da anni. Dici di aver superato la fase delle prese di posizione. Io, purtroppo, ancora no. Proprio ieri ho assistito alla presentazione di un libro-testimonianza su uno stupro subito da una donna da parte di un branco di sette ragazzi. Nessuno di loro ha mai scontato neanche un giorno di carcere.
Il fatto e’ avvenuto 30 anni fa e la riflessione peggiore sorta dal dibattito e’ che da allora ad oggi nulla e’ cambiato. C’erano uomini, in quel dibattito che hanno detto di vergognarsi ma hanno anche avuto il grande coraggio di ammettere che una parte, una piccola parte di quella bestialita’ che spinge alla sopraffazione della donna, se la sentono dentro. Anche in gesti semplici e quotidiani, anche nell’occhiata insistita al pantalone aderente, anche nel rapporto con la compagna e in quel “cretina” buttato li’ per un motivo futile, per l’ammaccatura della sacrosanta macchina, per lo scontro sull’educazione dei figli. C’e’ quella bestialita’, esiste. Forse loro stessi non possono farci niente, creati cosi’ da una selezione naturale che non ha potuto tenere conto della troppo rapida evoluzione della mente dell’homo sapiens. Ma questa non consola. A me, alle volte, la mascolinita’ fa orrore. E riesco a sentirmi in colpa di questo, cosi’ come donne abusate, umiliate e sopraffatte riescono a pensare di essere loro quelle sbagliate. Non e’ cosi’. Non e’ mai cosi’.
Laura
Purtroppo sono ancora troppo pochi coloro che lo ammettono. I piu’ tendono a ribatare il discorso rendendo specularmente ed ugualmente responsabile di varie malefatte, anche la donna.
Ma perché le donne sono innocenti per definizione?
Possibile che per capire chi è buono e chi è cattivo basti dare un’occhiata sotto gli slip?
CN, non e’ una questione di “attributo”, ma di personalita’.
Esistono uomini molto piu’ femminili delle stesse donne, senza che, per quel motivo, siano gay.
Gia’ la comprensione del problema crea molta affinita’ fra le persone anche se non appartengono allo stesso genere, ma la cultura predominante e’ (appunto) predominante.
Non si puo’ discutere del problema se non si dividono le patate dalle carote (ogni allusione e’ sinceramente involontaria
)
Quindi l’associazione giusta non è uomini=cattivi donne=buone, ma mascolino=cattivo femminino=buono.
Ora mi è più chiaro, ma non sono d’accordo lo stesso
Secondo me fare certe distinzioni è sessismo.
CN, se si mischia tutto, non si arriva a nulla. Sei uno scienziato, dovresti saperlo,
La prima cosa da fare e’ separare, distinguere, evidenziare.
Evidenziando con “mascolini” certi atteggiamenti non si fa altro che evidenziare dei comportamenti conclamati e riconosciuti da entrambi i generi.
E’ forse un comportamento femminile (ad esempio) formare branchi pur essendo fisicamente piu’ forti al solo scopo di tormentare o addirittura violentare con la finalita’ di soddisfare la libido?
Lo reputi un comportamento positivo?
Lo reputi un comportamento positivo insegnare alle proprie figlie che “certe cose non si fanno” e poi, la notte, caricare in auto la prostituta che ha la stessa loro eta’?
Il fatto che molti uomini oggi (fortunatamente) si vergognino di un comportamento che (loro sanno) fa parte del proprio essere, anche se latente o represso, e’ gia’ positivo.
Poi, come ho detto altrove, cio’ che e’ mascolino ha anche delle qualita’.
Poche ma le ha :mrgreen”
No certo che non sono cose positive.
però io penso che ci siano donne che vadano a puttani lo stesso dopo aver cazziato le loro figliole. Solo che lo fanno in maniera diversa. Più elegante magari, ma lo fanno.
Sul branco sono indeciso.
Credo che derivi dal fatto che, fino ad oggi, gli uomini hanno fatto la guerra e si sono abituati alla preda ed al saccheggio.
Ora che hanno iniziato anche le donne, non passerà troppo tempo che scopriranno anche loro il “piacere” della sottomissione violenta.
Ne sanno qualcosa i prigionieri di Abu Ghraib. O no?
Tieni anche conto che la violenza sessuale di una donna su un uomo ha impedimenti meccanici non indifferenti.
L’uomo deve essere per forza “felice” altrimenti non c’è penetrazione.
Almeno per quello che ricordo, ma la memoria ultimamente è un po’ labile
Si’. L’impedimento principale e’ che e’ la donna a non desiderare quel tipo di rapporto sessuale. Proprio non ne ha bisogno, proprio non ci pensa, proprio non si eccita… proprio le fa schifo, ribrezzo, orrore.
Altrimenti i mezzi per farlo li avrebbe. Non c’e’ soddisfazione solo nel contatto fisico dei genitali sai?
Magari la donna potrebbe divertirsi in altro modo, anche se lui non e’ “felice”. Potrebbe riunirsi in branco, prendere un uomo e violentarlo… cioe’ utilizzandogli l’orifizio posteriore. Magari un branco di donne incazzate, violente, predatrici, stronze o semplicemente VENDICATIVE, potrebbe farlo, no?
Si riunirebbero in 10, beccherebbero un poveraccio, lo immobilizzerebbero e…
Perche’ spesso e’ quello che fanno i branchi di violentatori alle donne. Ci sono ragazze che sono morte per aver subito violenze del genere con uso di oggetti infilati che le hanno lacerate dentro. E tu dici che questa e’ la rimembranza ancestrale della guerra e del saccheggio?
Pero’ pur avendone la possibilita’ le donne non lo fanno.
E non perche’ lui non e’ “felice”.
Non sono convinto.
Non credo a nessuna forma di predestinazione, nemmeno quella sessuale.
Le torture che descrivi sono esattamente quelle alle quali sono stati sottoposti i prigionieri iracheni dalle soldatesse americane.
Man mano che le donne si libereranno del ruolo che le è stato imposto dalla storia, diventeranno uguali agli uomini anche negli aspetti più deteriori.
Lo ritengo comunque un bene.
Forse quelle soldatesse (anche se non ho visto “branchi” di donne in quelle foto), avevano dentro qualcosa di molto piu’ mascolino di quanto avessero di femmineo.
Ma sono comunque dei casi isolati ed estremi che (appunto) destano piu’ stupore che altro.
Mentre le violenze sulle donne, da parte di uomini, sono fatti di ogni giorno. Ormai neppure destano stupore. La gente dice: “si sa che avvengono”… “forse quella se l’e’ cercata”
Molto “maschili” sono anche il lolitismo e la pedofilia.
Ricordo un film, tanto tempo fà, che vidi con mio padre, su di un gruppo di donne che pigliava dei malcapitati dai bagni pubblici o dai parchi, li addormentava e li evirava chirurgicamente, lasciandogli solo un buchino per poter pisciare seduti. La parità dei sessi comincia con l’educazione di entrambi all’equità nelle comportamenti degli uni verso gli altri, non con una differenziazione di genere, tipo attributi maschili e attributi femminili, ma insegnando ad ogni persona gli attributi suoi personali senza definizioni di genere.
concordo
Anche io ho visto un film dove Hannibal Lecter friggeva il cervello ad uno ancora in vita. Ma di notizie di bande di serial killer femmine che girano per il mondo non ne leggo.
Per quanto riguarda i bei propositi di educare, insegnare, far prendere coscienza, l’equita’, i comportamenti, eccetera, sono d’accordo, ma credo che le cose resteranno sostanzialmente le stesse (nella societa’), e solo chi sapra’ differenziare, escludere e scegliere oculatamente potra’ vivere lasciando i problemi di cui si parla fuori dalla propria esistenza.
La societa’ non puo’ risolvere nulla senza che l’individuo cambi.
CN vorrebbe che cambiassero le donne e diventassero simili agli uomini. Mollando sganassoni. Cosi’ gli uomini potrebbero sostanzialmente restare quelli di sempre.
Io invece, come donna, dico che tale cambiamento deve essere fatto da entrambi i generi in una direzione diversa e nuova.
Ciascuno poi ha la scelta di quando iniziare il proprio percorso.
Mi fai dire cose che non voglio dire. Non è bello.
Vorrei solo che le donne fossero più consapevoli del fatto che essere capaci di difendersi in autonomia è un modo per non dipendere da cavalieri scintillanti.
Questo non vuol dire necessariamente fare a botte.
Basta un Teaser, non è necessario sporcarsi le mani. Stà ai genitori insegnare ai loro figli, che siano future donne o uomini come cercare in loro le qualità che li definiranno come persone da adulti, ed un passo importante spetta alla scuola. Si tratta di un discorso di avvicinamento per capirsi tra esseri umani, che siano donne o uomini non fà differenza ma abbiamo problemi perfino a cercare di convivere più armoniosamente di fronte a problemi molto più sciocchi di questo.
il taser in italia è illegale.
Solo spray al peperoncino.
“il matrimonio è un’unione quasi contro natura, che è ben difficile conciliare le origini così diverse di due persone che per anni hanno avuto famiglie, esperienze e retroterra culturale estranei ed eterogenei e che ciò che importa è andare avanti superando le difficoltà.”
Quanto è vero. Quanto.
Mi nasce una domanda: sarebbe possibile, in qualche modo, “prevenire”?
Questi “mostri” diventano tali solo dopo il matrimonio?
Vorrei davvero tanto arrivare a capire come nascono certe dinamiche..
Io non credo che i mostri (come li chiami tu) diventino tali dopo il matrimonio. Mostri si nasce… anzi no, si cresce; nel senso che dipende molto dall’ambiente in cui cresci.
In fondo il matrimonio non è questa cosa assurda e contro natura che si vuole dipingere. Il matrimonio è solo una tappa di un cammino, non è nè il punto di partenza nè quello di arrivo. Tutto dipende da quello che c’è prima e da quello che si costruisce dopo.
Anche io la penso così, non esistono verità che vengono rivelate solo nel “dopo”.
Su questi argomenti è difficile intervenire essendo un uomo. Si rischia sempre di trovarsi in minoranza.
Ma possibile che, oggi dico, la prevaricazione sia solo maschile?
Non esistono mogli che assoggettano psicologicamente il marito?
Gli uomini sono geneticamente cattivi?
Nel commento che non mi e’ ancora passato, lo dico.
l’ho sbloccato.
No, infatti. Era un’altra riflessione che volevo fare. Credo anche io che il problema si possa tranqullamente estendere.. Una volta, forse, era meno evidente esclusivamente per il ruolo di sudditanza della donna.. ma oggi, proprio no.
La prevenzione dovrebbe risiedere nella capacità di saper “scegliere” che genere di persona si vuole al proprio fianco (uomo o donna che sia), ma è proprio questa incapacità che non riesco a capire da dove nasca e da cosa dipenda..
Ma come si fa?
Si arriva a conoscere così bene qualcuno prima di decidere di viverci insieme?
Secondo me la maggior parte delle volte ci si lancia, spesso spinti dalla passione.
Poi si creano dinamiche di coppia assurde.
Alle volte mi sembra un terno al lotto.
Anche secondo me è così.
Prevenire è impossibile se uno non da’ segni prima della convivenza e quasi mai li danno!
L’importante è capire quand’è l’ora di scappare o comunque di risolvere il problema.
Come non so.
Mah…. Fra, non sono sicura che proprio non diano *nessun* tipo di segno, fino alla convivenza o al matrimonio.
Magari, succede invece che a quei segni si attribuisce poca importanza…
Non so.. .
L’abitudine porta a galla il peggio di un rapporto.
Quando c’è la passione si passa sopra anche alle cattive abitudini.
Lo sapete meglio di me.
Stra-condivido.
Su questo non sono sintonica ne’ con CN, ne’ con Francesca. Passione o non passione, basta che il tipo metta in mostra “certe” sue cattive abitudini, e lo mando in un posto che per trovare l’uscita deve usare il GPS.
Come si dice altrove, parlando d’altre cose, “non siamo animali”.
Anche se, non esserlo, non aiuta il maschio della specie a reprimere certi suoi istinti che (guarda un po’…) gli animali neanche hanno.
In una una personalita’ equilibrata e matura, almeno come la intendo io, la passione deve cedere il passo al bilancio fra lo “stare bene” ed il “soffrire”.
Chi ha come saldo la sofferenza e resta comunque “appassionato/a”, si deve curare… ed anche tanto!
Stavolta non ci credo.
Se uno perde la testa la perde e basta.
GPS o no.
poi se ti va di fare la dura tutta chiacchiere e distintivo liberissima
Ma che ne sai?
Anche un ovetto, se bollito troppo, diventa duro alla fine.
Non tutte le persone affrontano sentimenti ed emozioni con lo stile “latino”.
Il discorso che fai tu… perdere la testa in termine ASSOLUTO, e’ solo una concezione occidentale.
Poi e’ ovvio che oltre alle abitudini ed agli stili di vita entri in ballo anche il carattere.
Ed e’ quello che ti frega… perche’ ce l’ho veramente di m….
E’ possibile anche questo.
Però di solito le storie che si sentono il mostro lo fanno venire fuori dopo magari perchè è così o magari perchè come dici tu non te ne sei accorta.
Quando sei innamorata e quindi cecata certe cose non le vedi, dopo continui ad essere innamorata ma mancando la passione iniziale cominciano a venire fuori i problemi e a non sopportare più cose che magari ritenevi anche “normali”.
L’abitudine e la noia poi danno la mazzata finale.
“Quando sei innamorata e quindi cecata certe cose non le vedi”
Capita, è vero.
No so, ripeto, è un terreno molto difficile e delicato.
Solo che, mi chiedo, è proprio l’amore/innamoramento che porta all’accettazione di subire una mancanza di rispetto grave, verbale o fisica.
Dal mio punto di vista sono arrivata a pensare un pò quello che diceva anche Angelika: probabilmente, ci deve essere una buona mancanza di amor proprio alla base di tutto. E in questo, noi donne, siamo sicuramente molto più ferrate di un uomo.
..scusate, dopo il “verbale o fisica” ci va il punto di domanda
Sì credo anch’io.
C’è il vittimismo di sentirsi ingabbiata ma non si vuole trovare la forza per sgabbiarsi. E in questo c’è certamente poco amor proprio.
Alle donne che si comportano così non farebbero male qualche seduta da uno psicanalista per capire da dove tutto è scaturito…
IL VERO Amore (semmai esista realmente) non contempla questo, nè violenza, nè sopraffazione, e nemmeno l’accettazione di violenze e vessazioni, nè mortificazioni, nè umiliazioni. Se succedono, l’Amore è finito, e non c’è nessun modo di recuperarlo. Bisogna avere sempre il coraggio di chiudere questa storia, e alla svelta, e accettare di aver sbagliato tutto, che ti eri creata una favola, un’uomo idealizzato che non corrisponde a quello che ti sta di fronte… ecco, questa forse è la parte più difficile, ritornare nella realtà e ricominciare… so che nn è facile e so che si soffre tremendamente…
Vero.
E qui sta uno degli errori più tipicamente femminili: accettare i primi piccoli suprusi in nome di un amore che, di fatto, non c’è più.
Da lì poi è tutta in discesa
Su questo non vi è alcun dubbio.
Però dobbiamo tenere conto che ci sono anche persone che non sanno esprimere i loro sentimenti.
Fondamentalmente per come sono state cresciute.
A volte i sentimenti ci possono essere ma non sono espressi nel modo corretto.
E’ qui che secondo me la persona andrebbe aiutata dalla seduta con un professionista.
Attenzione, detto questo, non è che sto giustificando, eh!
Infatti, personalmente conosco più casi di donne che psicologicamente prevaricano il marito.
Però in questi casi non c’è vergogna quindi se ne parla oppure te ne accorgi dai comportamenti dei due.
Nel caso dell’uomo invece, la donna prova sempre una certa vergogna, soprattutto se la prevaricazione diventa anche fisica.
Io non so cosa porta una donna a chinare la testa in questo modo e non sono nemmeno in grado di dire cosa farei o non farei.
Certo il figlio viene prima di tutto ma piuttosto che farlo crescere in una situazione come questa…
Come dice Klara, i bambini studiano i grandi e li copiano.
La mamma dovrebbe pensare a questo prima di tutto: è così che vuole che diventi?
Comunque non è facile comprendere i meccanismi che si creano in una famiglia.
è difficile capire una persona, figurati una famiglia!
Ho cercato di essere obiettiva il più possibile ma forse in quanto donna non ci riesco fino in fondo.
Come diceva Angelika…
Ho notato.
Le ragazze hanno il dente avvelenato in molti casi e questo mi fa capire come vengano recepiti certi comportamenti maschili.
Bhè non è facile essere obiettivi in questi casi…
Soprattutto dopo millenni in cui la donna è stata considerata “cosa x fare” o al massimo “cosa x fare figli”.
L’autodeterminazione della donna secondo me incontra difficoltà anche per questo.
Siamo troppo incazzate (si può dire?) ma a volte ci sfoghiamo nel modo sbagliato o ce la prendiamo col meno responsabile.
Non è questo il caso eh!
Dopo pompini mi chiedi se si può dire incazzata?
sì, infatti
sono proprio fuori!
Mi aspettavo che “pompini” non passasse…e invece…siete troppo avanti!
non sono queste le cose che non mi va di leggere su MC.
sono le offese gratuite, le cose stupide e la frase:”andate a lavorare”. Questa più di tutte.
E chi ha osato tanto?
Comandante in tutti i casi non le darei troppo peso.
Poi dipende sempre da quale bocca esce una frase del genere!
Lascia perdere.
“Andate a lavorare” è l’incipit preferito dai fascistoni.
Vi invito a sfogliare il contenuto di questo lavoro della città di Torino in tema di stereotipi sessisti negli albi per bambini.
La programmazione delle bambine alla sudditanza e ad un essere femminile che coincide con l’essere “asservite ed al servizio” si costruisce con calma fin dall’infanzia, è una programmazione codificata nelle pieghe della società, è avallata dalla tradizione religiosa, dalle lobby di potere tanto politiche quanto economiche.
Ma non vorrei allargare troppo il discorso.
Penso che dare uno sguardo a questo lavoro possa fornire interessanti spunti di riflessione.
http://www.comune.torino.it/quantedonne/documenti/guida_alla_decifrazione.pdf
che bella.
grazie
Questo lavoro è meraviglioso! Bisogna assolutamente diffonderlo.
Grazie per la segnalazione.
Grazie a voi.
Poter condividere le proprie conoscenze e le proprie passioni con qualcuno è una grande gioia.
Spesso quando accenno a questi temi non ho questo genere di entusiastici riscontri!
Per cui ancora un grazie e visto che l’argomento sembra interessarvi vi prometto fin d’ora che riadatterò alcuni lavori svolti sull’argomento per proporli a MenteCritica, come articolo.
In tutta onestà ti dico che non vorrei mai e poi mai inquadrare mia figlia in questo ruolo di “angelo del focolare”. Sicuramente l’esempio che vede in casa sarà importante ma anche questi aspetti lo sono. La prossima volta che le compro un libro sarò molto più attento alle illustrazioni
Ogni promessa è debito. Aspettiamo i tuoi articoli.
Ciao.
Sì grazie.
Ottima idea
Grazie Monica, molto interessante.
Credo che continueremo a parlarne.
Ciao
Certamente chi si fa prevaricare così facilmente può in altre circostanze passare dallo stato di vittima a carnefice. Se si basa il rapporto su presupposti come l’inganno, l’ipocrisia, le continue bugie è naturale che poi l’adrenalina sale al cervello, e se si trova una donna abbastanza remissiva il clima diventa di terrore, e il più forte dei due non potrà far altro che prevaricare l’altro. Se si è felice di avere dei partner così…
Devo dire che (ma non solo ultimamente) l’orrore affascina sempre. A Milano lo spettacolo di un manichino che “frigge” sulla sedia elettrica va a ruba. E sono soprattutto i genitori a portare i loro pargoli ad assistere a questo show nel luna park dell’idroscalo. Se avallo la violenza vuol dire che dentro di me la ammetto, accetto che i rapporti fra persone siano basate sulla sopraffazione, e di conseguenza “per amore, solo per amore” sono disposta a soddisfare le frustrazioni di un povero incapace magari pure impotente, oltre che scemo, come gran parte degli uomini.
@Laura: Non mi sento affatto in colpa per provare orrore verso la c.d. “mascolinità”, io lo grido in faccia, anche se ne ho a che fare tutti i giorni, e spesso mi viene voglia di darci un “taglio” (ma non con il trinciapolli proprio lì, dove meriterebbero!). Posso solo capire che esistono persone che preferiscono vivere nel terrore, obbedire agli ordini di un emerito PDM, non fregarsene un cazzo nè di se stesse nè delle persone che le circondano, fossero pure i loro figli, per poi finire di innamorarsi di un animale del genere e magari snobbare e maltrattare i bravi ragazzi. Preferisco stare alla larga da queste persone, così come dai loro aguzzini. Non c’è migliore schiava di chi è felice delle proprie catene, e una volta libere, sono pronte a infilare anche a te le stesse catene, scambiando buona disponibilità per dabennaggine.
Che dolce
PDM sta per quello che penso io?
Perché poi col trinciapolli? Brrrrrr
Comunque mi sento discriminato per il mio sesso che, tra parentesi, non mi sono scelto.
Qui c’è di mezzo un figlio … ed è già un discorso più complesso … ma negli altri casi: cambiare persona. Sicuramente il mondo è pieno di uomini cattivi e prepotenti, ma ne esistono altrettanti che hanno a cuore le persone che amano e che si comportano di conseguenza. Non ha senso fare sempre di tutta l’erba un fascio.
Certo è difficile, sono sempre situazioni complicate che coinvolgono persone, sentimenti e cose. Però non si può piegare sempre il capo e fare finta di nulla, magari idealizzando persone che di ideale hanno ben poco.
Personalmente, penso non avrei neanche molta stima per una persona che si piega a simili ricatti assolutamente esagerati e crudeli, di sicuro non sarebbe la mia compagna (ammesso che a me passasse per la testa di trattarla in modo così incivile). Se per assurdo capitasse, vorrei che si ribellasse e me lo dicesse in faccia, e mostrasse un po’di carattere.
Questo il mio punto di vista maschile.
Quoto.
Il bambino però è sicuramente l’elemento essenziale.
Sicuramente, però come ha scritto anche Chiara qui sotto è essenziale anche che il bambino non si trovi continuamente a dover sentire il padre che dà della scema alla madre (nella migliore delle ipotesi).
Meno male, un punto di vista equilibrato.
Purtroppo questa è molto spesso la norma. E chi ne paga le conseguenze sono i bambini.
Per fortuna che non ti scegli come compagne persone del genere, ti mangerebbero vivo… per loro esiste solo o l’incudine o il martello.
), dovrebbe vergognarsi ad avere un genitore del genere… non merita la potestà parentale una persona che minaccia di ritorsioni il proprio figlio… soprattutto per certa gente per i quali i figli sono solo un’impiccio (non è colpa loro, sono nati con il cervello al posto del pisello e viceversa, e peraltro di cervello, e anche del resto, ne hanno ben poco
)
Per il resto quoto, a parte che un figlio, pure se maschio (quindi mediamente più scemo
Soprattutto del resto
Evviva.
Gli uomini sono al massimo della popolarità oggi.
La coppia Chiara/Luminal è micidiale.
scusa, quando mai lo sono stati?
che streghe
E questo e’ nulla. Dovresti vedere il casino che accade quando interviene anche qualche mia amica
Scusa, ma oggi sono abbastanza serena, nn mi sento incazzata…
dovresti vedere quando mi incazzo…
scusa ma, Klara o Chiara?
Sono bi… hai la scelta
Ok grazie…temevo di essermi confusa.
ma allora doveva essere Chiara/Carlo
e quindi un po’ cattiva lo sei pure tu.
che soddisfazione:-)
Ma cosa hai capito?
Ho detto bi… nomica
AHAHAAHHA
ed è proprio quello il (loro) problema
Se si mettessero l’animo in pace (consapevoli dei propri limiti) non succederebbero tutti stì casini…
E’ inutile: ce lo puoi spiegare in milioni di modi, ma (loro) sono sempre convinti che sia (solo) un problema di misure…
Infatti…
ANCHE SE (quasi sempre) LO E’.
Ma non e’ il solo problema.
A volte hanno anche la forfora
ti pareva.
ora non posso dire nulla se no passo per quello con la coda di paglia.
Comunque non ho forfora.
Per avere la forfora è necessario avere i capelli
E tu che ne sai?
Che cazzone
Facevo un po’ di disinformazione.
)
(a proposito: ma lo sai che un sacco di gente pensa che quello nella foto sei veramente tu?
spero per lui che sia un pò più affascinante…e meno incazzato!
meno incazzato sicuro.
Perché non sono io?
Mi giunge nuova …
Allora lo vedi che mi dai ragione? Quei quattro peli rosci me li chiami capelli?
mah!
Un desiderio che resta insoddisfatto. E’ proprio in ambienti del genere che si perpetua “l’atto”. I figli maschi impareranno dal comportamento del padre e le figlie femmine, guardando la madre, si porranno come carne da macello.
I figli crescono piu’ “sani” in assenza di uno dei genitori, ma in un clima d’amore, piuttosto che con entrambi i genitori ,ma in un clima di disagio psicologico e di sopraffazione. Nessuno piu’ di loro assorbe l’atmosfera intorno. Quella vera, non quella “apparente”.
I genitori, restando insieme nonostante i forti contrasti, non proteggono i loro figli, ma li condannano.
E’ un interrogativo che io mi pongo da sempre. Di questo ne ho fatto quasi motivo di una mia ricerca personale.
Credo che c’entri la rassegnazione. Non abbiamo tutte lo stesso carattere. Non siamo tutte sicure (o insicure) allo stesso modo. Le nostre esperienze personali sono uniche, e tutto cio’ ci rende diverse, ma esistono comunque delle linee guida nei comportamenti personali.
C’e’ chi accetta e chi non accetta. E poi c’e’ chi si ribella.
E’ ovvio che questo potrebbe sembrare un discorso che non afferisce al genere maschile, pero’ molte volte mi sono confrontata con realta’ in cui la parte prevaricatrice veniva agita dalla donna nei confronti del compagno (in tal caso era la famiglia di lei ad avere privilegi rispetto a quella di lui, in modo esattamente speculare rispetto a quanto esposto nell’articolo).
Una contraddizione?
Non del tutto.
Ho sempre reputato quegli uomini estremamente femminili e quelle donne eccessivamente maschili.
Il contrasto non sta fra l’appartenenza a due generi diversi, ma nella personalita’ che scegliamo (cosciamente o incosciamente) di far prevalere.
Una cosa e’ pero’ indubbia: tutto cio’ che e’ “mascolino” tende a prevaricare cio’ che e’ femminile.
Questione di cultura millenaria? Certamente lo e’ ed il rimedio non e’ che sia dietro l’angolo.
Pero’ un po’ di sano egoismo aiuta: pensare piu’ a se stesse, ed un po’ meno ai figli.
L’intervento mi è apparso molto condivisibile e molto profondo in tutti i suoi aspetti, compreso quello dove metti in evidenza che è l’amoire che fa i bambini e non necessariamente i genitori.
Non sono d’accordo sull’ultima frase, ma forse perché sono un uomo del Sud e non posso pensare nemmeno per un istante che i miei interessi vengano prima di quelli dei miei bambini.
Non sono sicuro che sia giusto, ma è ormai parte del mio DNA.
credo tu abbia ragione.
Loro sono sempre gli incolpevoli che però pagano salato le scelte o le non-scelte dei genitori.
Dovrebbe far parte della consapevolezza di ogni persona che sceglie di diventare padre o madre.
E’ cassazione.
I figli, oggi più che mai, si fanno per scelta.
Già, l’istinto naturale della continuazione della specie si è affossato da qualche parte per gli “esseri umani”…
quoto quasi tutto, e aggiungo che ognuna si determina il destino che più riconosce, ognuna sceglie l’uomo che lei stessa vorrebbe essere. Per loro esistono solo rapporti di forza, determinati dalle persone che a loro vivono affianco. Questa è una scelta di vita, come il velo islamico. Ma da certa gente è meglio girare alla larga, perchè possono essere pericolose sia per se, che per altre, non meno dei loro aguzzini, dai quali hanno preso esempio.
“ognuna sceglie l’uomo che lei stessa vorrebbe essere”
Non ci avevo mai pensato… Ma è una tua opinione o c’è di più?
Questo sarebbe un tema da sviluppare.
Ovviamente se vale per le donne, vale anche per gli uomini.
naturalmente.
E la cosa è reciproca.
Il prob è quello che ci propongono, le scelte che noi possiamo fare, dopo tanti millenni a decidere sono sempre delle tempeste di testosterone, che provocano sempre disastri epocali (dalla guerra di Troja ai giorni nostri). Perciò cervello e organo maschile sono perfettamente intercambiabili. Peccato che sia l’uno che l’altro non servono a niente…
Condivido sulla tua ultima frase.
Però il velo islamico è anche un fatto culturale a volte (più o meno) imposto…
Il mio compagno una volta è intervenuto per prendere le difese di una donna che aveva già beccato un paio di ceffoni dall’uomo che era con lei, presumibilmente suo marito o il suo compagno.
Lei, anzichè ringraziarlo e scappare, ha preso le difese del suo compagno dicendo in malo modo al mio che doveva farsi gli affari suoi.
Io e lui non riuscivamo a credere alle ns.orecchie.
Da allora lui ha scelto di non intervenire più in questi casi (non se sono presente io, però!)
Non vorrei ripetere il famoso luogo comune islamico “Se torni a casa, picchia la tua donna, tu non saprai perchè, ma lei sicuramente lo sa”. Forse qualcosa di vero c’è… basta leggere le Mille e una notte… Una donna che accetta queste imposizioni (perchè il velo, o subire le vessazioni del maschio da noi in occidente, è un’imposizione, hai ragione) è la prima a umiliare il suo uomo, qualora lui dimostra anche un minimo segno di debolezza… ma quando un rapporto è basato sull’oppressione dell’uomo sulla donna, o viceversa, non può avere altro legante che il terrore (maschile) o il subdolo ricatto (femminile)…
“I genitori, restando insieme nonostante i forti contrasti, non proteggono i loro figli, ma li condannano.”
Quoto alla grande.
Ma si può dire cosa avrebbero fatto questi genitori di lei per avere contro tutta questa rabbia?
Il solito mammismo di certi uomini Italiani (e non). Di fronte a una mamma, e perlopiù della propria donna, si sentono quello che in realtà sono… degli inetti, incapaci e buoni a nulla…
Tu presumi….però da qual che ho capito, si tratta di un’amica di Angelika quindi le chiedevo se si poteva dire per avere il quadro completo.
Anche se forse non l’ha detto perchè è una motivazione senza importanza…
non escludo niente, anche il fatto che potesse avere qualche ragione per allontanarla dai suoi genitori… però questo non può costituire in nessun modo un’attenuante, di solito ci si parla, si espongono le proprie argomentazioni… semmai questo signore fosse capace di argomentare o convincere qualcuno…
Andiamo forte anche con i luoghi comuni…
Cara Angelika, conosco una situazione quasi analoga e, ti confesso, non la sopporto affatto. Però, non è semplice per una donna, soprattutto se non è autonoma economicamente, “destreggiarsi” disinvoltamente tra figli, genitori e marito. Spesso deve abbozzare per il “bene” dei figli che in ogni caso sono affezionati anche al padre.
Quando si votò per il referendum sul divorzio ero fortemente schierato per il no, che significava si al divorzio. Insegnavo in una quinta elementare e volli fare la prova anche “maliziosamente” per conoscere la tendenza degli italiani. Li feci votare, spiegando loro il significato del si e del no. Gli alunni erano 21. Il risultato fu: 20 si, 1 no. Chiesi loro se avevano capito bene. Mi dissero di aver capito benissimo, ma essi preferivano le liti in famiglia, alla separazione dei genitori. Per dire che non sempre ci si può “fidare” dei figli, ossia che i figli indipendentemente dalle liti tra i genitori li amano entrambi.
Sono situazioni al limite della paranoia. Provo molto rispetto per queste donne che sacrificano la loro vita fisica e sentimentale per non danneggiare i figli.
Spesso non è sempre facile capire fin dall’inizio il carattere di quello che sarà il proprio marito anche perchè all’inizio è la passione ad appannare gli occhi (il CN lo ha scritto esplicitamente), poi vengono i guai. Ed onestamemnte non so dire come uscirne!
Il problema grosso è che, nonostante gli sforzi, i figli vengono danneggiati comunque. E a volte il danno è maggiore della separazione dei genitori.
Sono figlia di genitori divorziati, e da bambina, non vedevo l’ora che i miei si separassero, non ne potevo più di sentirli urlare e vomitare parole d’odio l’un l’altro di giorno e di notte… ed essere trattata come un ostaggio… mi rasserenai solo quando mio padre uscì dalla mia casa… anche se continuo a volergli un sacco di bene, e per me è la migliore persona del mondo… Lupo, i bambini capiscono molto di più (e forse prima) di quello che i genitori pensano…
Forse hai ragione tu. Io non faccio analisi nè psicologiche, nè sociologiche.
So, però, che di solito, ma non è vangelo, che sono di più i figli dei divorziati ad avere disturbi psicologici degli altri. Sai l’abbandono, il rifiuto, la solitudine, lo sguardo degli altri bambini, i mormorii: sono cose che esistono. Lo dicono anche gli psicologi. Con ciò non intendo disconoscere i diritti dei genitori a separarsi. Ci mancherebbe!
Sai l’abbandono, il rifiuto, la solitudine, lo sguardo degli altri bambini, i mormorii:
Sono nata nel 1981, e negli anni 90, quando è avvenuta la separazione, già nessuno se ne fregava + di tanto… (anche perchè avremmo dovuto tutti guardarci di sottecchi, mormorare fra di noi l’un dell’altro, etc…
)
sono di più i figli dei divorziati ad avere disturbi psicologici degli altri.
Su questo hai perfettamente ragione: difatti eravamo una gabbia di matti…
Perchè no? Ma non ti è rimasto un grande vuoto nel cuore? Te ne accorgevi, ma sono convinto che in cuor tuo non desideravi che i tuoi genitori si separassero. Oggi, dicendo che tuo padre è l’uomo più buono del mondo, in fondo in fondo, quel desiderio era soltanto voglia di pace.
Mia figlia, che oggi ha 40 anni, mi dice: “Quando litigavate tu e la mamma, avevo paura che vi lasciaste”.
Con ciò voglio solo dire due semplici cose:
non tutti i bambini si comportano e pensano nello stesso modo;
tutti i figli non vogliono che i genitori si separino!
Forse, ma ti confesso che poi la mia + grande paura e che tornassero insieme solo per litigare e quello mi avrebbe fatto veramente male, visto che quando erano lontani erano i genitori migliori del mondo (i regali erano sempre doppi e le occasioni per farli multiple, tanto che i bimbi di genitori non divorziati crepavano di rabbia…
)
Non erano affato i genitori migliori del mondo… E i regali, tanti, rappresentavano la faccia egoista e perbenista di due persone che per farsi perdonare le loro malefatte nei tuoi riguardi s’intende, ti riempivano di regali e probabilmente di coccole. Quando stavate tutti insieme a te non pensavano affatto, anzi la loro preoccupazione consisteva a difenderre ciascuno il proprio orticello e considerare te quasi un fastidio. Solo dopo c’eri anche tu…
Scusami la brutalità! Non escludo che siano le persone più buone del mondo, ma come genitori sono stati una frana.
Il discorso può essere esteso a tanti altri genitori di ieri e di oggi…
Penso, per esperienza vissuta (e lo pensa anche mia sorella, più di me) che davvero, a livello materiale ed affettivo, non ci abbiano fatto mancare nulla, che noi eravamo davvero al centro del loro mondo e mai abbiamo costituito per loro un fastidio: piuttosto l’unico fine della loro vita, visto che non si amavano più, anche se son rimasti ottimi amici, quasi fraterni.
Che due persone non si amano più non è una tragedia, succede sempre, anzi spesso non succede esattamente il contrario…
ma hai provato a vivere in casa di due persone che ogni giorno che passa, non si sopportano, non riescono a convivere per i motivi più vari, e preferiscono responsabilmente vivere in due luoghi diversi soprattutto per il bene dei loro figli, piuttosto che recitare una patetica commedia per mostrare a se stessi e agli altri un inverosimile simulacro di famiglia unita e felice…
Non credo che qui si stia centrando il punto.
L’articolo non fornisce tutti gli strumenti per analizzare la situazione di quella coppia. E’ chiaro quindi che facilmente (e naturalmente) si e’ portati a costruire le proprie considerazioni solo sui dati che si hanno a disposizione (anche se evidentemente parziali).
Io non credo che questo approccio possa muovere qualcosa, o spingerci nella direzione giusta per comprendere questo fenomeno.
Tutti, uomini e donne, hanno dei lati sgradevoli che vengono a galla quando ci sono delle conflittualita’ (talvolta anche prima), e nella vita di coppia queste situazioni accadono piu’ spesso, perche’ si vive a stretto contatto.
Ci vuole una grande forza di volonta’ per correggersi nel tempo e migliorarsi l’uno per l’altro, conoscendosi a vicenda.
Puntare il dito con qualche stereotipo contro uomini (aggressivi) e donne (irrazionali) se ci pensate un attimo non fara’ approdare la discussione su nulla di concreto.
Il problema secondo me e’ sempre il solito, bisogna spostare i conflitti dal piano emozionale, il piu’ possibile a quello razionale. Solo in questo modo ci si puo’ muovere secondo regole note e costruire soluzioni che abbiano un fondamento solido e che vengano accettate dalle persone coinvolte con serenita’ e consapevolezza.
Le relazioni umane sono una cosa complessa. Cercare di analizzarle a forza di proclami non credo sia l’approccio corretto.
Sicuramente hai ragione.
Ma usare la razionalità sul piano emotivo, credo sia pressochè impossibile per un essere umano.
E’ difficile essere razionale con chi, fino a un attimo prima, era tutto il tuo mondo (e questo vale anche per voi maschietti…)
Appunto. Cosa che dimostra quanto anche i maschetti possano prendersi delle belle mazzate da hockey nei denti … anzi molto spesso tanti si “imbastardiscono” a causa di cattive esperienze.
Certe volte se le meritano, ma mica fra i denti… (pensavo a un paio di altre cosette)
Non devi applicare la razionalita’ alle emozioni, quanto analizzare i motivi che hanno provocato i contrasti.
La tendenza, una volta che la miccia e’ accesa, e’ quella di seguire i venti del conflitto, ma questo non portera’ mai a nulla ( o meglio puo’ portare una delle parti a far prevalere la propria visione con la forza).
Bisogna ricercare con forza il nodo iniziale che ha causato tutto, e scioglierlo. Sforzandosi di applicare questo metodo, non solo e’ garantita(!) una soluzione (magari non sempre e’ quella che ti aspetti), ma si impara a conoscere meglio la persona con cui si e’ deciso di condividere il proprio percorso di vita.
Corretto, questo io lo chiamo “spezzare la catena” e credo sia giustissimo ma di difficile applicazione…
Sicuramente non e’ facile (non sarebbe piu’ un problema altrimenti), ma bisogna provarci cosi’ come qui si prova a cambiare quest’ ‘i’talia che marcisce.
Pensa che il vantaggio rispetto allo risanare una nazione e’ che tutto il campo di gioco e’ raccolto nelle due persone fisiche della coppia (non devi cercare di spiegare le tue piu’ profonde motivazioni a qualche milione di persone).
Quello che posso dirti con certezza e’ che se c’e’ la volonta’ di entrambi i partner questa e’ una strada sicuramente percorribile.
Per quelle coppie che ritiengono che affrontare la cosa da soli sia troppo impegnativo o fuori dalle proprie capacita’ consiglierei una terapia di coppia.
Su quest’ultimo punto, ho pero’ le mie riserve. La persona/e a cui ci si affida deve avere veramente l’abilita’,l’impegno e la delicatezza richieste per operare su questo tipo di problemi.
sul “se vuoi, puoi” siamo daccordo.
ed anche sul fatto degli incontri di terapia.
Il problema e’ che piu’ passa il tempo, e piu’ le situazioni si “cancrenizzano”.
Le catene andrebbero spezzate al primo segnale o, se proprio si e’ magnanime, al secondo.
Forse questo significherebbe anche perdere qualche bella persona. Ma le belle persone hanno i mezzi per dimostrare la loro buona fede.
E’ quando il partner (o la parner) reitera, che ci sarebbe subito da far le valige (a LUI)… e senza ascoltare piu’ scuse.
Sul valore degli psicanalisti, permettimi di avere piu’ di un grosso dubbio. Ne ho conosciuti diversi, e sono proprio come gli stereotipi raffigurati nei film grotteschi.
Si fanno pagare per ascoltare cio’ che a loro frega un bel niente.
Piu’ la terapia va avanti, cioe’ piu’ la coppia soffre il disagio, piu’ il loro conto bancario cresce.
Hanno un evidente conflitto d’interessi.
Soluzioni al problema non ne vedo, se non (come dico spesso) una diffidenza di default anche nella scelta del partner.
E poi…
Si puo’ vivere benissimo… anzi si vive benissimo anche al di fuori della classica coppia stile “facciamoci del male”.
Il grazioso ministro dell’economia italico dice sempre: “piuttosto che niente, meglio piuttosto”.
Io credo che sia meglio il niente che un rapporto vissuto (male) solo per la paura di restare da sola.
E’ questa paura che poi, a molte donne, fa accettare di tutto.
> Io credo che sia meglio il niente che un rapporto vissuto (male) solo per la > paura di restare da sola.
>
> E’ questa paura che poi, a molte donne, fa accettare di tutto.
Se non era evidente prima nel tuo commento, proprio in queste due frasi puoi vedere come hai accantonato la coppia come soggetto e le eventuali soluzioni ai suoi problemi.
Ti sei schierata per salvaguardare la parte femminile (in cui ti identifichi).
Oltretutto hai implicitamente riportato a galla gli stereotipi e i proclami di cui accennavo nell’altro mio commento. Perdonami se te lo faccio notare (ripetendomi oltretutto…) ma non credo che questo tipo di approcci muovera’ di un millimetro la situazione per chi si trova ad affrontarla o per chi lo fara’.
Come scelta personale la tua e’ comprensibile e condivisibile, ma non credo sia corretta farla passare come una “soluzione”.
Mi pare che tu non abbia letto attentamente il mio commento.
Amo essere precisa, ed un po’ m’infastidiscono coloro che cercano di attribuirmi concetti che non sono miei. Tu scrivi:
Ma la mia scelta personale, caro amico, non e’ la soluzione che propongo. E’ solo una scelta personale.
Infatti io ho scritto (ma forse non hai letto, oppure hai letto in fretta, oppure hai finto di non leggere) che:
Mi pare un comportamento condivisibile quello di porre attenzione. Vorresti contestarlo?
In quanto al fatto che abbia accantonato la coppia e’, da parte mia ma anche da parte di chi ha la mia visione della realta’ (e ti assicuro che non sono la sola) lecito.
La coppia per me non ha alcun significato, ed il problema non si risolve in coppia, ma singolarmente, facendo le scelte giuste.
Dove sta scritto che deve essere salvaguardata la coppia al posto delle entita’ individuali?
Non e’ scritto da nessuna parte. Ognuno deve essere libero di scegliere come vivere i propri rapporti interpersonali. Non credo nemmeno che la scelta della vita di coppia sia la migliore fra quelle possibili, o quella che rende piu’ felici le persone.
Detto cio’, credo che l’articolo parlasse di persone che hanno scelto di condividere il loro percorso di vita con il partner. Capisco che venga naturale presentare altri stili di vita, ma non credo che farlo possa aiutare in qualche modo chi, pure con alti e bassi, crede in questo tipo di rapporto di coppia.
Oltretutto qui si parla di persone che hanno vissuto anni insieme e poi si sono ritrovate in situazioni come queste (tralasciando del tutto il problema figli). Per cercare di dire qualcosa di sensato a riguardo, si dovrebbe cercare di capire il loro punto di vista e cosa provano almeno.
Chi continua a sostenere che “se ci sono problemi bisogna cambiare subito” non credo che abbia compreso appieno la situazione. Il piu’ delle volte queste sono scelte veramente difficili che, in caso di separazione, priveranno entrambi di una parte importante del loro vissuto.
L’approccio “razionale” che proponevo puo’ anche portare ad una separazione, perche’ puo’ succedere che non si arrivi nemmeno ad una soluzione di compromesso. Pero’ perlomeno si sa cosa si sta facendo. Si fa una scelta consapevole. (Pensa a certe coppie che si separano d’istinto per poi, dopo che i brutti ricordi diventano blandi, tornare insieme e riscoprire i litigi. Non hanno mai saputo cosa non andava fra loro.)
Sono d’accordo.
L’articolo parlava di una donna che si e’ confidata con un’amica perche’ non ce la fa piu’ a sopportare le angherie del marito.
In molti/e (qui) abbiamo cercato di dire il nostro pensiero (a che servirebbero i commenti, altrimenti?). Io ho espresso il mio, e mai mi sarei permessa di attribuire, al mio eventuale interlocutore (o interlocutrice), cose che non ha scritto. Ho solo voluto precisare che quella che proponevo non era la soluzione, perche’ NESSUNO puo’ averla, la soluzione.
Si puo’ solo discuterne, apportando ognuno un piccolo contributo ma se si pretende, con un blog, di risolvere questo tipo di problemi… beh, credo si attribuisca al virtuale un potere che non ha.
Pero’… sia le mie opinioni, che le tue, avranno fatto riflettere qualcuno/a che le ha lette che, magari, non sta vivendo quella situazione ma potrebbe caderci da un momento all’altro.
Forse non si potra’ far nulla per il “latte gia’ versato” (come nel caso di molte coppie che ormai hanno voluto aggiungere problemi su problemi alla loro esistenza), pero’ sono certa che qualche piccola cosa puo’ essere fatta per chi ancora e’ in tempo a prendere le dovute precauzioni.
Se, appellandomi alle ragazze che leggono (e che mi pare facciano parte del genere che, come si afferma nell’articolo, e’ il piu’ tartassato da determinati rapporti di coppia “malati”), dico: “alla prima che vi fanno mandateli a f…..lo”, esprimo un mio punto di vista che tu puoi non condividere, ma non puoi dirmi che la prevenzione che propongo e’ un metodo non corretto.
Certo non sara’ corretto per risolvere il problema, ma di sicuro lo e’ per evitarlo alla radice.
Quindi, il succo e’ che, se non si seguono le linee guida che tu proponi non si direbbe niente di sensato?
Io sono una di quelle che lo sostiengono. Intendi dirmi che non ho capito la situazione? Forse…
Ma continuo a sostenere che per tali rapporti (che non avrebbero dovuto mai nascere), la soluzione meno inutile e’ la separazione.
E diro’ anche di piu’: prima sara’ fatta, meglio sara’, per loro e per i loro figli.
Forse non ho capito (come dici tu) la situazione, ma ti assicuro che esperienza nel campo relazionale ne ho a sufficienza per poter esprimere un modesto parere. Per quanto si possa farlo in un commento in un blog.
Quale sarebbe l’approccio razionale che proponevi? Io mica l’ho capito.
Quello di mettere in mezzo uno strizzacervelli?
Suvvia… chi nella vita ha avuto di queste esperienze (con con tutto il rispetto per gli psicanalisti) non puo’ credere che l’inserimento di un elemento “D”, in mezzo ad “A” e “B”, magari dove pure ci stanno i figli “C”, sia una cosa ragionevole.
Lo strizzacervelli, se mai, potrebbe servire dopo (individualmente) a far capire (a lui ed a lei), quali sono i nodi che impediscono loro di uscire dalla coazione a ripetere nella quale, probabilmente, potrebbero essere entrati.
Prima di tutto scusami se ti ho offeso in qualche modo. Dal tuo tono mi sembri contrariata e non volevo in alcun modo offendere qualcuno.
>Quindi, il succo e’ che, se non si seguono le linee guida che tu proponi non si direbbe niente di sensato?
Molte cose sensate! Trovo questo spazio stimolante per le opinioni e le discussioni che trovo all’interno. Purtroppo, devi capire che ho la tendenza di cercare di cristallizzare sempre qualcosa idea concreta quando mi si presenta un problema di fronte (e’ un brutto vizio lo so…).
> Ho solo voluto precisare che quella che proponevo non era la soluzione, perche’ NESSUNO puo’ averla, la soluzione.
Vero non esiste “LA” soluzione, ma una meta-soluzione che funziona sempre e’: “ragionate criticamente sul “perche’” delle cose che accadono”, solo cosi’ potete evitare di ricaderci. Siccome l’onniscenza non e’ di questo mondo poi, e dato che le ragioni che cercate sono spesso nascoste nella testolina del vostro compagno/a, ne viene fuori che dovrete “chiederglielo” (questo dovrebbe essere quel famoso “dialogo” che manca nelle coppie).
Ora, credo che questo sia l’unico modo, per venirne fuori bene in ogni caso.
Purtroppo, spesso e volentieri, perseguire questa strada richiede tempo (in lunghe discussioni), pazienza (nell’ascoltare e capire l’altro/a) e voglia di migliorarsi (ad entrambi!). Se non tenete all’altra persona cosi’ tanto (e vi assicuro che e’ tanto) da sopportare questa strada in salita, o se non riuscite a far ragionare il vostro/la vostra partner in un tempo ragionevole, fareste meglio a seguire il consiglio di Chiara (a cui mi associo) e mandarli/le riccamente a “stendere”.
Buona serata a tutti
Boh, io non ho mai vissuto una storia come quella che descrive Angelika però sono sicura che mollare alla prima occasione non sia la strada corretta.
Certo dipende sempre dal problema che come primo salta fuori.
Sarà che per stare insieme al mio compagno di problemi ne abbiamo dovuti superare parecchi e so per certo che se c’è l’amore si può vincere qualsiasi guerra.
x Tutti:
Siete un pò troppo critici verso gli psicologi, è vero che il conflitto d’interessi c’è però non credo siano tutti uguali, anche questo credo sia un luogo comune.
Ma tu credi che possa esserci amore dove c’e’ conflitto?
Forse per me e’ una cosa diversa, forse non parliamo dello stesso sentimento, ma laddove io vedo il conflitto con conseguenti “problemi da risolvere”, beh… secondo me e’ solo un surrogato del sentimento che immagino dovrebbe riempirci il cuore e la mente.
Passare anni della nostra vita a soffrire, oppure a cercare di risolvere i problemi di coppia (quando non addirittura quelli del partner perche’ ci siamo incaponite di aiutarlo, e di “salvarlo”), la ritengo una pessima gestione dell’esistenza.
Caiascuna/o di noi (dentro) SA cosa significa amare, e SA come vorrebbe essere amata/o. Non mi pare una cosa assurda la ricerca della dimensione desiderata, tralasciando tutte le restanti.
Siamo talmente tanti/e al mondo che le possibilita’ di trovare la persona che si confa’ al nostro modo di sentire sono ampie. Basta guardarsi intorno. Forse se spendessimo quell’energia, che spendiamo per risolvere i problemi di coppia, per aprirci un po’ di piu’ al mondo, sarebbe meglio.
Solo che spesso, per la paura della solitudine, c’e’ chi si accontenta e confonde quell’attaccamento (a volte morboso) per il partner, per amore.
Salvo rendersi conto che, per avere cio’ che realmente desidererebbe dovrebbe operare tutto un lavoro di “ristrutturazione della personalita’” (sua e dell’altro), magari con l’intervento di psicoterapeuti. Roba che, sinceramente, mi sembra assurda.
Meglio cambiar partner alle prime avvisaglie di “guasto”.
Non e’ che la vita dura mille anni. Soprattutto quella di una donna.
Daccordo ma dipende dal tipo di conflitto.
Come ho scritto qui da qualche altra parte, molti amano ma non sono stati abituati (dai genitori) ad esprimere i propri sentimenti o ad esprimerli male.
E a risolvere questo (sempre che l’interessato lo voglia) a volte non si è in grado di farlo da soli e si ha bisogno di un aiuto che io vedo nel partner o al limite nella figura di uno specialista.
Questo nel caso sarebbe il LUI dio questa storia a doverlo fare.
Lei nel frattempo farebbe bene a staccarsi da questa situazione.
I miei problemi non erano chiaramente di questo genere.
concordo sugli strizzacervelli. Il conflitto di interessi è troppo evidente e poche cose tirano più dei bigliettoni con la filigrana!
Chiara:
In questo modo, mi dispiace dirtelo, tu chiudi la porta a tutto.
Lascia stare gli spicologi, citati solo per sostenere una tesi peraltro vera, di cui non tutti sono una masnada di strizzacervelli che pensano solo alle loro tascge.
Il problema è più serio. Quando due persone si mettono insieme, vuoi da sposate con tutti i crismi vuoi da conviventi, e decidono di “mettere al mondo una creatura” devono mettere da parte, in parte, i loro egoismi o la voglia di prevalere sull’altra/o e prendersi delle responsabilità verso il nuovo/a venuto. Altrimenti pensieri di successioni è meglio non porseli.
Gli uomini, lo dice anche la chiesa oggi, non devono procreare per forza, possono stare insieme d’amore e d’accordo lo stesso e non coinvolgere, chi sa perchè poi, i propri figli che non ne hanno colpa.
Può sembrare un’utopia la mia, ma se non ci poniamo dentro di noi forte il senso di responsabilità i figli soffriranno sempre. Ed oggi se i giovani hanno certi comportamenti, a cominciare dalla scuola dell’infanzia, non sempre sono da attribuire alla loro fragilità…
forse bisogna solo scendere nella realtà, e accettare quello che hai di fronte, e se non ti sta bene, mollare tutto… puoi cercare di sbrogliare la matassa se davvero c’è qualcosa di molto forte fra di voi, ma se poi scopri che erano solo tue fantasie, non ti resta altro che mollare e basta…
Concordo, il tentativo va’ fatto se c’è l’impegno di entrambi altrimenti i problemi torneranno a galla subito.
Io penso che ciascun individuo maturo, quale che sia il suo genere, conservi in sè la capacità di sapersi ribellare all’idea del sopruso. Quando utilizzo il verbo “conservare” intendo proprio dire conservare. Si conserva qualcosa per poi poterla riutilizzare all’occorrenza…come la comprensione dei propri errori e la consapevolezza di poter voltare pagina.
Diffido abbastanza di coloro che ” poltriscono” in situazioni di sopruso, sia nell’essere vittime che carnefici, poichè mi riservo la possibilità di pensare che in una società civile ed evoluta esistano modi e rimedi per affrontare le problematiche di una coppia o di una famiglia.
Se solo ci fosse l’umiltà di chiedere aiuto anzicchè lasciarsi solo guardare nella difficoltà, molte cose sarebbero più affrontabili.
Sono molto in sintonia con Piccolo Diavolo.
Ho osservato alcune donne “prevaricate” ed anche alcuni uomini (le donne prevaricatrici ci sono e sono mi-ci-dia-li !). Sono molto frequenti.
Mi domando ogni volta come si possano accettare soprusi -anche solo verbali- e sulla risposta concordo con Chiara: la paura più grande di tutte è la SOLITUDINE, c’è gente ossessionata dal terrore di rimanere sola. Perchè la solitudine è desocializzante, non ti taglia fuori dalla coppia, dal tuo ruolo in famiglia, ma da TUTTO IL SISTEMA. Non sto a spiegare “sistema” perchè sapete cosa intendo.
Molte donne sono il fabbro delle proprie catene: non sono autonome, non si sono create mai i presupposti per l’indipendenza, così “riprendersi” la propria vita rivendicando il rispetto che meritano (che tutti meritiamo) sembra un’azione impossibile, con figli o senza.
Non parlo solo di una autonomia economica, ma sociale. Molte/i non sanno pensarsi come “singoli”, come “numeri dispari”, così accettano qualunque tipo di rapporto. Soprusi, offese, tradimenti.
@angelika
per poter essere di sollievo alla tua amica ed indirizzarla verso una soluzione, ci vorrebbe qualche informazione in più. Ma il fatto che abbia iniziato a parlarne con te credo sia un primo passo. Piccolo ma buono.
Stalle vicina e spronala, Piccolo Diavolo ha ragione sul “torpore” che colpisce chi si ABITUA a subire.
Un abbraccio
Ed io concordo con la tua.
In effetti, a pensarci bene, spesso queste situazioni sono vissute proprio dalle persone che sono meno indipendenti. Del resto detto così sembra quasi lapalissiano … Molti/e hanno una mancanza di fiducia nelle proprie capacità che spesso porta a riporre eccessive aspettative/fiducia negli altri.
Simona:
Spesso le donne con prole non possono proprio per il ruolo di mamme coltivare amicizie, conoscenze ed altro, perchè impegnate a crescere i figli. Insomma, non possono inserirsi nel sistema e, quindi, ne rimangono fuori non per incapacità, ma per impossibiltà materiale. E il sistema, come lo chiami tu, nulla fa per aiutarla. Spesso, anzi sempre, neppure i vicini le danno una mano.
L’indifferenza regna sovrana…
è ora però che ci pensate un pò anche voi maschietti, che ci mettete qualche secondo per “procreare” (non dico mettere figli al mondo, sarebbe una bestemmia!!!), tanto a crescere i figli ci pensa la scema di turno. I maschi hanno ben altre cose da fare, già, sono loro il “sistema” (se non ho capito male, è a quel sistema che si riferiva Simona?)
Come ho scritto prima in qualche mio post precedente, spero che Angelika non faccia la parte della spalla su cui piangere: chi è causa del suo mal, pianga se stesso, e quando una persona è resistente nel volersi liberare delle sue catene, che sia fatta la sua volontà: io non compatisco o consolo certe persone, piuttosto cerco di farle vincere le sue paure, anche mollando qualche ceffone, e se non vuole, meglio stare alla larga: in tal caso, la prepotenza, l’ipocrisia e l’arroganza è la giusta acqua dove possano sguazzare certi pesci.
Lumi, sei diventata Lamù? Molto carina.
ok, chiarisco “sistema”:
il sistema sociale che intendo io è un complesso di meccanismi storicizzati e stereotipati attuato da tutti quegli individui che non possono pensarsi al di fuori di questo. Vuoi per imprintig, vuoi per fobia della solitudine o -come sostiene Adetrax- per motive genetici (!). Per tutti loro non è fondamentale “io sono” bensì “gli altri pensano di me”.
Così si creano i clichè, per cui una donna sola è una poveretta senza futuro, la donna se non è moglie o mamma non esiste; così l’uomo se non è “capo” o socio di qualcosa (una famiglia o un’azienda o anche della boccifila) è solo un signor nessuno.
Personalmente trovo il “sistema” morboso, ma nella maggior parte delle persone questo crea un senso di sicurezza e di appartenenza.
Vortex fa notare che la remissività sembra propria di chi manca di fiducia, aggiungo che trovo molto “allineati” anche quelli che ne ostentano troppa.
In mezzo ci siamo noi: quelli con individualità abbastanza formate (quindi solide) e che continuano a farsi domande perchè non son mai soddisfatti. Siamo delle crepette del sistema.
@lupo
le donne totalmente assorbite dal ruolo di mamme, sono già NEL sistema, non sono quelle rimaste fuori.
Tutto cio: sempre ABUOT ME
Accidenti, un esagono fucsia si è mangiato la mia Mafalda!
Questo posto sta diventando pericoloso.
non capisco perché …
Io l’ho capito. Ma non te lo dico perchè ci faccio la figura PROPRIO
dell’esagono! Ottusa ottusa.
(è stata colpa mia…non è il tuo soft)
ahahahaha
va bene.
per un attimo ho avuto il terrore che l’universo avesse sovvertito le sue leggi fondamentali.
Più che altro la legge “pesce grande mangia pesce piccolo”.
Gli esagoni non mangiano mafalde, mangiano pentagoni (ma non li digeriscono) e vanno ghiotti di quadrati.
Ottime le mafalde. Al pesto o con la ricotta e pomodoro.
Mio nonno le chiamava tripoline.
Retaggi dell’impero.
Santi Numi! Mi assento per due giorni e si scatena il finimondo! 200 commenti: vedo che il tema vi ha appassionato e questo mi fa molto piacere. Per rispondere a Simona, posso senz’altro inserire qualche informazione in più. La mia amica, prima di sposarsi, ha sempre avuto storie sentimentali fallimentari. Tutte, indistintimente. Alcuni uomini erano già fidanzati, ma questo non ha precluso loro la possibilità di avere una storia parallela con la mia amica (come vedete, anche lei sentiva la necessità di impegnarsi in storie dal difficile lieto fine) oppure erano inadeguati per lei a qualsiasi livello (anche qui, un impegno senza sbocco). Infine, ha conosciuto questo tizio. Fin da subito credo che lui non abbia fatto mistero del suo carattere. Devo dire che credo poco alla favola che dopo il matrimonio escono fuori le magagne senza alcun avvertimento preventivo. Dovrebbero essere tutti dei grandi attori. Credo piuttosto che ci si accorga di tutto, ma si sorvola per passione, per amore cieco o, forse, per dabbenaggine. L’attuale marito non è mai stato simpatico alla famiglia d’origine della mia amica, e a ben ragione come sappiamo, e questo non ha fatto che accendere gli animi e far partire gli schieramenti. Da una parte gli amanti osteggiati, dall’altra la famiglia di lei. Lei è riuscita a sposarlo, alla fine, ma i contrasti, specialmente con sua madre, non si sono mai sanati. Allo stato attuale, il marito ha continuato a insultare pesantemente la madre di lei e lei non l’ha mai difesa, perchè credo le porti ancora rancore. Gli ultimi sviluppi, dopo la chiacchierata con me e l’articolo che ne è scaturito, riferiscono di un tentativo di avvicinamento di lei e il bambino al padre di lei, senza che il marito la ostacolasse. Non so come andrà a finire. Non credo che lei lo lascerà mai, soprattutto per il figlio certo, ma anche perchè credo sia profondamente insicura di stessa come persona. Non credo si ribellerà mai, penso che addirittura passi sopra a molti piccoli soprusi perchè si sente, tutto sommato, protetta.
Hai visto che macello! Non stare lontana così tanto tempo! Tu lanci sassi e nascondi le mani
La percezione che la tua amica non voglia uscire dalla sua situazione, mi sembra molto fondata.
Non sono un’esperta di “coppie”, nè di donne maltrattate, ne ho solo osservata qualcuna e danno l’impressione che quello che per noi è anomalo ed inaccettabile, per loro -dopotutto- è la normalità. Le offese e i soprusi sono tutto sommato tollerabili, perchè: o quelli o niente.
La storia sentimentale della tua amica, in effetti, segna il profilo di una persona che si “accontenta”, ha avuto storie con uomini “di altre”. Lei lo avrà chiamato “amore” tutte le volte, io lo chiamo accontentarsi. Facile anche, che voi amiche l’abbiate messa in guardia ed ogni volta lei ci ricadeva. Compulsioni. (o mamma..ora ho un dejavù, mi stanno tornando in mente un sacco di mie amiche!).
Persone dominanti e persone dominate si compensano, riuscendo a tenere insieme un rapporto fondandolo sulle proprie patologie!
A noi che li osserviamo da fuori sembrano mostruosi, ma loro costruiscono un equilibrio emotivo che riesce a durare per decenni.
Non so se le confidenze che la tua amica ti ha fatto possono, considerarsi un tentativo di “strappo” alla sua normalità (perchè è ormai esasperata), o solo uno sfogo momentaneo perfettamente inquadrato nella sua norma. Lo valuterai col tempo.
Credo però sia importantissimo che la situazione non degeneri in violenza “solida” (ci siamo intese), lì temo che sarai costretta ad intervenire: acciuffarla per la camicia, scuoterla ben-bene e svegliarla dal suo mondo per portarla nel tuo. Dove le donne si fanno rispettare. E’ una responsabilità ingombrante. Non ti invidio…ma ti abbraccio di nuovo.
Penso che in molti casi si innestino delle dinamiche legate a cattivi esempi ricevuti e/o a fattori piscologici che spesso scivolano nel patologico.
Uno dei più frequenti potrebbe essere la necessità di controllo che si esplica in speciose restrizioni per essere certi di poterlo sempre esercitare.
Altri fattori di notevole peso possono essere l’assunzione di droghe e in modo speciale di bevande alcoliche che, in certe persone predisposte (dopo anni di consumo e/o abuso), causano spesso un notevole peggioramento del carattere, con reazioni impreviste e violente.
Bisogna anche dire che normalmente i contrasti nascono dalle differenti percezioni di una situazione e delle sue possibili evoluzioni; queste percezioni possono essere o meno fondate ma quello che non fa affatto bene al rapporto fra due persone è la spiacevolissima sensazione causata dall’altrui perdurante irragionevolezza (vera o presunta, naturale o voluta che sia).
Quando situazioni del genere diventano croniche possono nascere sentimenti di risentimento che per qualcuno sono difficili da controllare.
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Non penso che certi atteggiamenti debbano essere legati alla presunta mascolinità o femminilità di una persona, piuttosto contano molto sia le influenze ambientali che in parte certe predisposizioni genetiche.
Lo stesso fenomeno si rileva in parte in certe popolazioni africane, medio-orientali e slave, alcune delle quali, mi dicono, si sono riversate a più riprese fino a queste latitudini.
La maggiore o minore presenza in certi luoghi di tali tratti genetici è ovviamente dovuta alla selezione naturale; ci si chiede perchè in molte zone del mondo gli uomini sono più violenti del normale, forse perchè in passato gli altri tipi sono stati fatti fuori o i più civili se ne sono andati da qualche altra parte ?
Purtroppo, al di la delle considerazioni su giustizia ed equità, se certi tratti permangono, vuol dire che si continuano a riprodurre essendo preferiti ad altri e non sono certo i maschi a preferirli.
Mi ha fatto tornare in mente la storia dell’uomo che ha brutalizzato la fidanzata per tre settimane al quale un giudice tedesco ha ridotto la pena perché “sardo“.
L’idiozia di quella sentenza è risultata offensiva per molti sardi, me compreso, mi ricorda un episodio dei griffin dove peter veniva imbottito di casco, para gomiti, giubbotto di salvataggio e braccioli per non annegare nella zuppa perchè mentalmente ritardato. E’ terrificante scoprire che in molti posti vieni considerato culturalmente o geneticamente “svantaggiato” e dunque incline alla violenza vedi anche il caso dei maori di cui adetrax ha accennato, e consiglieri di guardare anche un film “once were warriors” dedicato proprio a questo argomento.
In fondo non aveva esagerato piu` di tanto rispetto a questo.
Ma che fate …. Incominciate presto la mattina!
Io lavoro troppo.. al diavolo Brunetta!
Comunque, salve ragazzi.. questo è un argomento che mi tocca molto da vicino.
Quando i lividi non si vedono… Fanno più male!
Come si fà ad aiutare una donna che sopravvive in quelle condizioni?
Devono aiutarla le altre donne! Le donne sono una cerchio di mebius e non lo capiscono, si lasciano trascinare da ciò che di più brutto ci sia nell’elenco dei sentimenti umani: gelosia, invidia…: e chi li vince.
Oggi non condivido la distinzione mascolino = cattivo e femminile = buono; sono più propensa alla sola distinzione tra “brutta persona” e “bella persona” e poi esiste anche buoncatti, via di mezzo tra la prima e la seconda.
In realtà la distinzione tra il bene è il male è soggettiva, poi ci sono le regole sociali che ci indicano bene e male in senso oggettivo… e poi tutto quello che avete scritto.
Rammento che i figli, maschi e femmine, sono partoriti da donne a cui compete, per la maggior parte, l’educazione.
Il primo passo è educare ad essere “persone”.. E molto spesso una donna educa in modo inappropriato i propri figli maschi e diversamente le figlie femmine.
Ma, qui bisogna fare un compedio… La questione non è semplice.. almeno io non riesco a vederla semplificata e dai vostri commenti emerge questo e altro e cioè “la rabbia”, “il disappunto”, “l’impotenza”, “la vergogna”, la “delusione” e “la rassegnazione”. Non ho più rabbia, non provo impotenza, non mi arrendo e non cado nella rassegnazione.. Ci provo e ci riprovo fino a quando non ci riesco e fin’ora di “amiche” ne ho “portate fuori” solo 3. Ma quelle 3 non sentono rabbia e ci provano fino a portarne fuori altre : sono “belle persone”.
Approfitto per salutarvi… Domenica parto per le vacanze con una di quelle donne che non sono riuscita a “portare fuori” : mia madre, che è una “splendida persona” oltre ad essere mia madre.
Ciao, buone vacanze.
Allora un grande augurio di ottime vacanze con tua madre.
Ciao Maricrizzi, non credo che la mia amica voglia essere portata fuori. Se mai glielo propronessi, mi guarderebbe come si guarda un marziano. temo che la vita che sta conducendo, sia addirittura una vita felice per lei. D’altra parte, io la vedo dal di fuori e quel che accade effettivamente è ben difficile da comprendere e spiegare. Per questo il mio articolo non presenta prese di posizione, nè giudizi, nè addirittura soluzioni. Solo domande.
Scusa Angelika, se ti rispondo solo ora… Ferie con la mia mamma:)! Ma nel tuo articolo mi sembrava che raccontassi le confidenze di questa tua amica. E come lei prevedesse una vita d’inferno se avesse optato per una libertà d’azione :andare a trovare i suoi genitori con suo figlio. E’ probabile che ti vedrebbe come un “marziano”… ma sarà altrettanto probabile che quel bambino andando a scuola evidenzierà con il suo comportamento il disagio di una famiglia “disarmonica” , in cui prevale il soggetto maschile… Come credi che si relazionerà quel bambino con le sue simili? Nel “salvare” la madre, salvi anche il “figlio”. Il mio è stato solo un colpo di fortuna, fortuna di incontrare sul mio sentiero persone “adulte” sane e gay
, che mi hanno indotta a “ragionare” e a “scoprire” culturalmente la mia storia educativa. Ma non tutti hanno la possibilità di confrontarsi con mestri e professori degni di questo ruolo. Figurati, come è conciata la scuola ora! Non credo di essere una persona “intransigente”, tutti i giorni cerco di “portare fuori” dal suo inferno qualche donna. Ci sono lividi che, appunto, non si vedono e lasciano cicatrici profonde che a cambiere del tempo dolgono ferocemente. Tutte abbiamo il diritto d’essere serene!
Ciao maricrizzi
Study finds genetic link to violence.
Genetic links to violence? E non è pensiero razzista, questo. Pensare che uno sia potenzialmente più cattivo perchè figlio (proprio materialmente, non per cultura e educazione, che lo posso capire) di suo padre e sua madre? O perchè sardo?
Sì potrebbe esserlo.
Però se è un’opinione basata su studi fatti con metodo scientifico ha sempre il diritto ad essere esposta.
Se non altro per essere contestata sul piano scientifico.
Non siamo un po’ troppo cresciuti per fermarci alle posizioni dogmatiche ?
Non è una posizione razzista, significa solo riconoscere che c’è fra lo 0.1 e il 2% di popolazione che può essere preda di istinti e pulsioni non pacifiste con maggiore intensità rispetto alla media; fra l’altro ci sono altri fattori che possono indurre alla violenza, fra cui le dimensioni dell’amigdala nel cervello, ecc.
Non penso ci siano difficoltà a riconoscere che se ci sono delle persone catatoniche o squilibrate o altro ancora, possono esserci anche queste caratteristiche; per questo motivo, visto che non si tratta di pazzia, sarebbe ampiamente auspicabile che i soggetti in oggetto fossero adeguatamente informati e resi consci di queste loro caratteristiche.
In questo modo potrebbero anche attuare un minimo di prevenzione e un adeguato controllo (sperabilmente continuo) sul loro comportamento.
Un’altro spunto sul tema:
Violent Behavior – Learned or Genetic ?
Bisogna dire che i samurai in Giappone hanno fatto parecchio lavoro, mi pare che in molte occasioni, quelli che dipendevano direttamente dall’imperatore potevano punire direttamente sul luogo, spesso in maniera definitiva, chiunque fosse stato sorpreso a delinquere o anche solo a comportarsi male.
Anche in Mongolia e dintorni, a un certo punto della dominazione del ferocissimo Gengis Khan, si raggiunse un notevole grado di sicurezza, pace, benevolenza e armoniosità nei rapporti umani, specie quelli famigliari; dopo le spaventose violenze perpetrate dalle sue orde, Gengis emanò un editto che consentiva solo a lui e a pochi altri diritto di vita e di morte sui suoi sudditi e chiunque violava questo editto esercitando la violenza era immediatamente soppresso.
Confesso di non essere riuscito a leggere tutti i commenti; devo dire però che oltre alle molte cose giuste che si sono dette, ci sono anche tanti luoghi comuni e prese di posizione in stile “bianco e nero”.
Come quella per cui le donne sono superiori e noi maschietti certi argomenti non li possiamo capire. L’ultima volta che ho sentito questo discorso è stato domenica al mare da una mia amica: l’ho mandata a cagare e sono andato a fare il bagno.
Tu Peppe: Grande Saggio. Bravo.
Mi prendi in giro, vero?
no no, fai conto che ero lì con te e l’abbiamo mandata a cagare in coro.
E poi abbiamo fatto il bagno. ciaff!
L’acqua spero fosse leggermente fredda, quella che fa venire un po’ di pelle d’oca, fare il bagno nel brodo mi fa sentire una patata lessa. Le patate solitamente cominciano o terminano le conversazioni con “tu non puoi capire i problemi delle donne”….la prossima volta di’ a questi tuberi che l’unico problema femminile che tu non puoi comprendere sono le “mestruazioni” e se l’assorbente con le ali è più pratico del tampax o no.
E’ la solita scusa di quelle donne (o uomini) incapaci di sostenere le proprie ragioni, visto che se siamo qui è proprio per cercare di capire e farci capire. Hai fatto bene a non discutere con questa scemotta: non credo che avevate nulla da dirvi.
P.S: Quoto Simo e ritengo davvero che io, piccola, petulante e logorroica femmina ho ogni tanto bisogno delle tue “pillole di saggezza” (sono seria, perchè non si vede?)
Senti, facciamo a capirci.
Io già non sono più… nel fiore della gioventù (diciamo); già ho qualche acciacco tipicamente…non adolescenziale (va be’…).
Se continuate a trattarmi come un grande saggio e cose simili, comincio a pensare di non essere più giovanissimo; e poi che gli racconto a tutte quelle donzelle che mi corrono sempre appresso? Che corrono dietro ad un vecchio decrepito ma molto saggio?
ti corrono appresso per recuperare almeno la borsetta?
Che ci vuoi fare? E’ l’unico modo per avere un po’ di attenzione dalle donne…
Cabaret su MC!
involontario purtroppo.
siamo proprio così.
Ciao, ho un blog di satira ma mi sono imbattuto nel tuo post e, lo trovo molto interessante.
Sono un uomo e, al di là delle doverose accuse al mio sesso, vorrei segnalare una caratteristica femminile che aiuta a comprendere il fenomeno.
Le donne spesso non sono autonome.
Primo: economicamente (e non è colpa loro).
Una donna accetta di farsi picchiare o semplicemente tradire perchè in realtà non sa come rispondere, non ha i mezzi per incidere sul comportamento altrui, se non con qualche urlo che, in fin dei conti, è solo fastidioso e poco utile.
“Caro, ti levo l’auto, la casa e 3000 euro sul budget mensile” suona più forte, ve lo assicuro.
Altra motivazione, più psicologica: le donne spesso, per fattori sociali (spero per voi che con gli anni superiate il problema senza farvi contagiare dai nostri), hanno necessità di una guida, di un modello di riferimento.
La donna è meno capace di criticare tale modello e, se questo è il padre o chi si è scelto, il marito, la critica diventa ancora più difficile.
Pensateci.
Sono stato brutale solo per non essere prolisso, scusate.
Un saputello.
http://italyanditalians.blogspot.com/
E’ vero che le donne prendono uno stipendio generalmente più basso degli uomini e per come la vedo io è un’ingiustizia bella e buona, ma non siamo più negli anni ’50 quando quasi tutte erano casalinghe e a carico (Accidenti, com’è triste, questa definizione).
Il fatto è che alla fine questa situazione non fa bene neanche all’ uomo. Da lui ci si aspetta che lavori e ci si aspetta che guadagni parecchio e che pensi alla famiglia, specie sotto il profilo economico. Il punto è che questo è pensiero maschilista esattamente come l’idea che la donna debba essere tutta casa, chiesa e letto. Quello che non sopporto è che c’è chi, fra le donne, vorrebbe i lati positivi del maschilismo (un uomo che sia un punto di riferimento, un sostegno economico forte e che sia sempre sicuro di sè) e i lati positivi della parità tra i sessi, che in questo modo smetterebbe di essere tale (un uomo gentile, che riconosca il diritto all’autodeterminazione della donna, che la aiuti, che si prenda cura dei figli). Le due prospettive sono inconciliabili, non si può prendere un po’ di qua e un po’ di la’…
Tu pensi che se in una coppia lavorasse solo lei e si separassero, a lui li darebbero casa e mantenimento, obbligando lei ad andare in affitto? In teoria sì, in pratica credo di no…
A dire il vero, esistono anche certi uomini che ragionano così: sono femministi a letto (nel senso che è la donna che deve liberarsi di tutte le inibizioni, la deve dar via facile etc. etc…) e maschilisti nel resto della vita (non fanno un cazzo in casa, non si occupano dei figli, e in certi casi si fanno anche mantenere dalle donne…).
Devo dire, molto tristemente, che questo tipo di uomini (almeno qui in Italia) è in forte aumento…
P.S: Non in teoria, ma in pratica la legge sul diritto di famiglia del 1975 (finchè non sarà modificata) non parla di sesso del coniuge, ma di diritti spettanti al coniuge più debole economicamente, in caso di separazione…
In pratica, se (a te sembra che) in queste cause vengano favorite le donne (anche se il giudice è maschio) è dovuto a situazioni familiari tradizionali tipiche del nostro Paese, molto dure a morire fra di noi, che mettono la donna in situazione di debolezza o pregiudizio: vuoi perchè si è sempre occupata dei figli, vuoi perchè il marito è un cialtrone, vuoi perchè si scopava la segretaria, vuoi perchè dilapidava il patrimonio di famiglia, vuoi anche perchè russava, puzzava, aveva la forfora, non alzava la tavoletta del cesso o per altri motivi che non sto qui a specificare, sennò mi censurano (ma ci siamo capite…)
In effetti… altrimenti il blog di questo tizio non si chiamerebbe “italyanditalians”. Un nome un programma. Uno spaccato di cultura e di concetty che si rifanno ai valori tradizionali che hanno portato gli italici al punto in cui sono: ultimi in Europa per il momento. Prossimamente ultimi nel mondo.
Per il resto quoto tutto (soprattutto sulla forfora)
Eh si, è un bel prob…
chissà perchè molti uomini hanno tanta forfora? Sono forse neuroni putrefatti (ammesso che ne siano rimasti ancora?)
Dai luminal… adesso ci bannano
Spero che sia un pezzo di satira (neanche tanto divertente, però…)
Se facevi sul serio, torna al tuo blog di satira
Addio.
Facevo sul serio.
A volte leggo e imparo, sai.
Questa “gente” non scherza mai… purtroppo.
Ma davvero e’ un blog di satira?
Mah… Devo essermi persa qualcosa
Dovresti fare esplicito riferimento alla tua personale esperienza e NON generalizzare, parlando di “Donne”!
1. Quasi mai conseguenze simili hanno necessariamente cause uguali (es.”accetto” di farmi picchiare perchè non so reagire);
2. Ti asicuro che esistono Donne, e sono tante, che non soprassiedono ad un tradimento per paura di alterare il loro tenore di vita;
2. Le Donne, almeno quelle di oggi, non scelgono un uomo per la necessità di avere una guida: ti pare che i post delle donne qui presenti ti lascino, in qualche modo, intendere che dietro al monitor ci siano delle fragili e indifese creature bisognose di un mentore??!!
Fortunatamente ho frequentato solo donne che hanno saputo mandarmi a quel paese quando avevano ragione e chiedermi scusa la ragione era la mia.
Molte donne, comunque, e parlo in generale, hanno questa mancanza, lo riconfermo ( libri di sociologia lo confermano).
Prima che scateno il linciaggio, scusate.
Specifico: mancanza rispetto aciò che ho detto precedentemente (alla capacità di essere autonome, non solo economicamente).
Di chi parli?
Sai… io ho rilevato questa convinzione in molti uomini che parlavano soprattutto della figura femminile rivestita dalla loro madre, e poi, conseguentemente, nella figura della loro partner, che loro sceglievano (immancabilmente) in modo che rispecchiasse tale modello, cosi’ da poter andare nei vari forum e blog a dire esattamente le str… strane cose che dici tu.
La mia mamma è brava, bella e fa il bucato.
Non ho la ragazza. So cucinare da solo.
Se volevi una risposta del genere non sono il tipo, mi spiace.
Amo le donne, le persone, meglio, che sanno rispondere a dovere.
Che sappiano mandarmi a quel paese…
Aspetto, però, gli argomenti, sempre che ci siano.
A presto.
L’argomento e’:
“Di chi parli?”
Piu’ semplice di cosi’
Ti dico la verità, mi hai smascherato.
La dico tutta.
Ho avuto, un tempo, una relazione con Mara, la ministra.
Ho sofferto così tanto che ora sono diventato misogeno.
Non ho paura delle donne, è puro odio.
Capiscimi; con i miei trascorsi (la Mara nazionale)ho tutte le ragioni del caso.
Comprendi?
Scusami, sono pezzi di vita che a volte tornano e…generalizzo, penso che tutte siano come era lei.
Vabbè a presto Chiara.
Ciao.
“Comprendi?”
No… non comprendo. Ho detto che sono tonta.
Comunque non si dice “misogeno”
http://www.demauroparavia.it/70497
Misogino, scusa.
Questa è stata distrazione, tranquille, mentre fino ai 20 anni ho usato bulemico al posto di bulimico.
Quelli sono veri errori, non sapete le figure…
Mi scuso con te anche per quello o basta essermi corretto sul misogino?
Fammi sapere, ci tengo molto.
Sei un pò come la mia prima maestra, sai?
Comunque ragazze siete così simpatiche che quasi quasi ci divento veramente misogIno.
A presto.
“libri di sociologia lo confermano”
Interessate… Quali?
E, soprattutto, quale mancanza?
Ah, scusa, a proposito, mi presento: piacere Klara, una che e’ destinata a mandare in tilt tutte le tue convinzioni (o a rafforzarle in quanto credo di essere assai stronza
Posso farti una domanda?
Tu hai la forfora?
confermo.. è terribile!!!
ahahaahahahahahaah
ma come si fa a mettere le faccine?????
Vai qui:
http://codex.wordpress.org/Using_Smilies
Ciao Chiara, ahha, purtroppo ho un pò di forfora, ma secca, non è grassa, tranquilla.
Libri…ne ho appena letto uno, interessante.
Per tutti.
E’ di Anthony Giddens.
La Trasformazione dell’intimità.
Bellissimo, l’ho dovuto studiare per un esame di Sociologia della Famiglia.
Non conferma niente, sia chiaro, Giddens è uno che ne sa e io non sono nessuno, come tutti noi alla fine, no?
Lui parla di donna codipendente: che cerca l’approvazione di tutte le persone con cui ha contatto.
Non sono “le donne” ma la donna codipendente che ha questo problema.
Tale debolezza è riscontrata maggiormente nelle donne mentre gli uomini, ad esempio, hanno grossi problemi riguardo l’abbandono ( il testo si concentra sulla violenza).
Chiara, sempre un piacere.
Stupiscimi, ok?
Amo le donne intelligenti (ma non sono in cerca, era una frase puramente amichevole visto che dalle risposte…ho paura di essere accusato anche per uno che scrive per cuccare).
PS: per la “mancanza” scusa, è stata mia.
Parlavo di mancanza di autonomia.
Madonna ragazze, ecchè è, le streghe son tornate?
Ciao e grazie per il commento Chiara, non è cattivo ma spitoso.
Il libro è veramente interessante, è nel Programma di molte università.
Ciao.
Non so perche’ ma leggendo questo e, contemporaneamente questo:
non ho potuto fare a meno di mettere in relazione le due cose e di comprendere ancor di piu’ come niente viaggi su binari separati, e come TUTTO sia in qualche modo collegato.
Da una parte si parla di cose politiche, e si indicano le “misure straordinarie” che il governo avrebbe autorizzato oggi in materia di “sicurezza”, e mi sono venute in mente quelle parole, dette da una ragazza che, al tempo dei fatti di Bolzaneto, aveva solo 20 anni, e che si e’ vista MINACCIATA di stupro da chi avrebbe avuto invece il dovere di assicurare la legalita’.
Da agenti di polizia in sgherri, questo trasforma a volte un cambio radicale di clima politico come quello che “potrebbe” avvenire. Tanto piu’ che quelle minacce sono state proferite IN ASSENZA di LEGGI SPECIALI.
Una ragazzina in balia di un branco di maiali con la divisa. Questa e’ l’immagine che ho adesso in mente…
Sono andata OT, lo so. Ma chi se ne frega.
Vedo un gran buio all’orizzonte. Non era mai accaduto in tutta la mia vita di vivere un clima come questo, e non so chi possa avere la forza di contrastare la barbarie che sta arrivando.
Il rispetto per la donna e’ alla base della civilta’.
Leggendo di certi uomini, che giustificano le violenze sulle donne, oppure che ne trovano delle motivazioni sociologiche o psicologiche, non riesco a contenere un conato di vomito. Perdonami.
Ho letto ora Grillo.
Non sei l’unica.
Chiara mi offendi.
Guarda il mio blog e vedi se sono d’accordo su cosa sta succedendo.
L’Italia razzista e sessista mi fa schifo.
Il Ministro alle Pari Opportunità, certo, non vi aiuta nell’ascesa sociale.
Ho appena scritto.
http://italyanditalians.blogspot.com/
Certe donne che non sanno aprire un libro, anche se consigliato con garbo, e mi associano a dei coglioni fascisti e ignoranti, non mi fanno contenere un conato di vomito.
Saluti.
Quando volevi che aprissi il libro?
Lasciami il tempo di acquistarlo… ed anche la voglia di acquistarlo. Mica e’ l’unico che voglio leggere.
Poi, magari (che nes o?) per me e’ troppo difficile da comprendere… sono notoriamente tonta. Piu’ in la’ del gossip non arrivo.
Il gossip? Fantastico, vedi che già mi piaci.
Non acquistarlo, è una palla, interessante ma…
Biblioteca: è gratis.
A presto.
Prendo il commento come un messaggio di pace.
Ciao, a presto.
Ciao missblue, lo sai che faccio oggi (tanto per cambiare)?
Ti quoto
Buona giornata.
Sapevo di poter contare su di te, Klarà.
Klára… l’accento va sulla prima “a”, altrimenti lo confondi ‘sto povero ragazzo.
Non vorrei che i neuroni gli si tramutassero in forfora
ahahahahahahahaha!!!!!!!!!!!!!!! Hai ragionissima! GLI chiedo subito scusa allora
Vai a leggerti il suo blog….
E’ molto educativo.
C’e’ anche un sondaggio: Cosa daresti ad un bambino rom?
Vai a leggere le opzioni che lui ha indicato (sono solo tre), cosi’ potrai renderti conto.
” Sì ad intelligenti O belli”
Vedi Chiara, abbiamo appreso un informazione importante sull’autore.. Adesso tutto si spiega
Missblue sono solo bello, tranquilla.
Sto cercando persone intelligenti in altri blog.
Difficilissime da trovare, veramente.
Chiara sono così preso da me stesso che non riesco più a capire l’ironia degli altri, sai?
Che ne pensi del blog?
Ti fa schifo o lo trovi decente?
Sono nuovo della blogsfera, non so come ci si muove.
Grazie.
In ogni caso è ovvio che i fattori che possono scatenare reazioni non corrette possono essere molti, fra cui, nelle persone predisposte, l’assuefazione, specie nell’età dello sviluppo, a scene violente o altro.
Ma non trovate disgustoso il fatto stesso che gli uomini per fare l’amore vi debbano mettere per forza il coso dentro?
Il lo trovo ributtante. Fanno schifo.
Io avevo trovato un ragazzo e lo avevo abituato a fare l’amore senza penetrazione ma poi dopo 2 anni si è mostrato un patetico bugiardo perchè ha ripreso a provarci. Sono rimasta profondamente delusa. Avevo riposto tutti i miei sogni in lui.
Quando smetterà questo schifo?
A cosa serve? Si possono fare figli anche senza e la maggior parte dei rapporti non lo si ha certo per fare figli altrimenti avremmo tutte 20 figli. Quindi non tirate fuori le solite scuse.
VERGOGNA!
A pensare che ci sono ancora donne stupide che se lo fanno fare mi viene da stare male. Quanta ignoranza. E avete mai visto i media che parlano di questo problema? O nelle scuole? Qualcuno fa qualcosa?
mah
doppio mah! E io che pensavo che ci fosse della poesia in questo…
Certo! La stessa poesia che c’è nell’invadere un paese straniero. Gli uomini che penetrano le donne sono poi quelli che usano gli eserciti, i caccia e i missili per entrare (penetrare) in Iraq o in Afganistan per fare i propri porci comodi con la scusa di esportare la democrazia. Affetto, Amore, Poesia, Democrazia… bla bla bla.
mi sa che qualcuno ci vuole prendere in giro.
Roba da dottor “stranamore”.
Il fatto di etichettare una cosa come “presa in giro” solo perchè non rientra nella tua capacità di comprensione e nella tua sensibilità è tipico ma anche profondamente offensivo.
Chi invece ha la mente un pò più critica (verso se stesso e non solo verso gli altri) di te può leggere, tra le altre cose, qui: http://www.asexuality.org/it/
Le tue posizioni perentorie non sono meno discriminanti ed offensive di coloro che stai criticando, non so se te ne rendi conto, evidentemente no.
Perchè non evangelizzi il terzo mondo con questo verbo ?
A ben pensarci questa linea colpevolista mi affascina.
Scherzi a parte immagino che qui siamo sulla linea del “trinciapolli”.
Ma poi perchè questo nick, “Cerva”? Comandante, penso proprio che la ragazza sia seria e la cosa mi stupisce non poco. Sia chiaro, ognuno decide in prima persona come vivere la propria sessualità, però da qui ad affermare, Cerva, che l’atto sessuale è come invadere l’Iraq, beh, permettimi di dissentire. Lo diventa se si tratta di una violenza e qui sì che si tratta di invasione e sopraffazione. Ma ho l’impressione che tu lo definisca così in toto e a priori. Se a te disgusta e ti fa inorridire, non vuol dire che sia per tutti la stessa cosa, grazie al cielo.
P.S. Se però alla base di questo tuo disgusto c’è una storia di violenza, allora posso comprendere.
Non so come entrare in argomento. Qualcuno che mi conosce bene potrebbe scandalizzarsi. Tu ti sei fermata solo ai preamboli: cosa peraltro bellissima e piacevolissima, ma poi…
Il fatto che la penetrazione sia come l’invasione di un paese straniero, Iraq, Afganistan, su cui sono completamente d’accordo, non spiega le motivazioni da te addotte.
Scusami per quello che sto dicendo: anche gli animali penetrano senza violenza. Solo quando la femmina è in calore. Ha un qualche significato?
Credo di sì. Rientra tra i rapporti tra maschio e femmina, se vuoi tra uomo e donna.
Con questo voglio non dire che hai torto, ma neppure puoi affermare che chi lo fa sbaglia e ti fa schifo.
A te piace così? Va bene! Agli altri no! Che c’è di anormale?
prova di avatar. perdono!
qualcuno mi aiuti!
funziona … funziona
Scusami e scusatemi tutti per l’indebita appropriazione di spazio. Non sapevo come provare l’avatar, giacché commento solo su Mentecritica!