Olimpiadi di Pechino: Boicottaggio o Occasione di Dialogo?
8 agosto, 2008 - 7:00 di Carmine F.
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine
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Come quando fuori piove. No, non si tratta di poker. Come quando fuori piove e la nostra attenzione è attirata dai lampi, dalla pioggia che cade e dai rumori che intorno a noi si sentono, le olimpiadi di Pechino rappresentano una grande occasione per rimanere incollati a quella finestra sulla Cina, che tanto ci preoccupa.
Guardando da dietro, infatti, è più facile ragionare, è più facile avere una percezione più critica degli eventi che non stando nel quadro ammirato.
Nessuno nega gli orrendi crimini che la Cina perpetra non rispettando i diritti umani, o nei confronti del Tibet, ma è necessario guardare alla Cina. Guardare e non toccare, ma parlare, dialogare.
L’occasione è delle più limpide e nitide. Un fallimento avrebbe effetti disastrosi. Ma perché si rende necessario tutto questo?
In primo luogo sussiste un fattore di tipo economico. La Cina si sta affermando come potenza mondiale, e gli effetti si sono visti con il . Il mondo che si sta configurando si staccherà (tranne l’Europa) sempre di più dalle dipendenze economiche e sociali degli Stati Uniti d’America, portando stati quali India, Cina ed altri ad assumere un ruolo determinate nella comunità Internazionale che, per altro, si è già manifestato proprio al Doha Round. Il dialogo in questo senso potrebbe servire a stringere patti commerciali assicurando floridezza e stabilità economica (a meno di congiunture sfavorevoli).

Altro fattore che mi porta a vedere l’olimpiade come un occasione da non perdere è di tipo diplomatico. La vetrina offerta dalle olimpiade permetterebbe a milioni di persone di sapere (anche sommariamente) quanto accade, mettendo la Cina in “grave imbarazzo internazionale”. La presenza quindi di leader internazionali di alto calibro potrebbe generare una pressione sui vertici cinesi. E’ tuttavia ovvio che la manifestazione sportiva non può essere e non sarà un panacea, però è molto importante che da essa derivi una prima avvisaglia di apertura. E l’apertura deve venire prima di tutto dall’Occidente.
Se si boicottassero le Olimpiadi, di fatto, si alimenterebbe l’avversione verso il mondo occidentale dei cinesi, e di certo non possiamo proprio permetterci di offrire loro questo assist. Perchè? Semplicemente perchè la Cina ha una crescita demografica dieci volte superiore a quella europea, da sola conta più abitanti dell’intera europa e le sue richieste di energia e materie prime gettano nel panico le produzioni che non possono sopperire a tali richieste. E da una guerra per le risorse, l’Occidente potrebbe anche uscire sconfitto.
In definitiva, credo che il boicottaggio sia da accantonare. E’ più importanti che si guardi alla Cina per spingerla ad essere un po’ più tollerante. E il muro contro muro non serve (quasi mai!).
Olimpiadi di Pechino: Boicottaggio o Occasione di Dialogo? è di

Spingere la Cina ad essere piu’ tollerante. Difficile, molto difficile. La Cina e’ chiusa nei confronti del mondo da sempre. Ha avuto una grandissima civilta’, e’ portatrice di una cultura che dovremmo proteggere. Ma l’atteggiamento dei cinesi nei confronti dell’Occidente rimane quello dei Mandarini: ostile, aggressivo, arrogante… impaurito. Non so di cosa possano aver paura, forse solo di perdere la faccia (niente e’ piu’ importante per un cinese che mantenere intatta la considerazione di se stesso, dimostrando a tutti coloro che lo osservano di non essere sceso a patti). Ma e’ evidente che le loro carenze da un punto di vista strettamente legato ai diritti umani sono tali e tante che non possiamo essere sempre e solo noi occidentali a manifestare tolleranza ed apertura. Resto del parere che i giochi olimpici possano costituire una buona occasione per un piccolissimo passo avanti, ma mi viene da pensare che le Olimpiadi dovrebbero essere concesse ad un paese che abbia dimostrato con i fatti di meritarsele e questo, di sicuro, la repubblica cinese non l’ha fatto. E a chi mi rispondera’ che i diritti umani vengono costantemente violati un po’ dappertutto (anche qui da noi) dico che in Europa sbagliamo, ma di sicuro non giustiziamo la gente con un colpo alla nuca mandando la fattura del proiettile alla famiglia, non coltiviamo l’aborto come contraccettivo esclusivamente a scapito delle femminucce, non soffochiamo le rivolte nel sangue. Fossi a Pechino adesso sventolerei una bandiera con su scritto: FREE TIBET.
Se fossi una sportiva non so.
Se fossi una “comune spettatrice” io non ci sarei proprio andata.
FREE CHINA
Ma è giusto sventalare la bandiera Free Tibet durante un akermesse del genere? Io ritengo di no. Credo che farsi dalla foga per gli atti disumni che in Cina si perpetrano ormai decenni (per non dir secoli) siano da condannare. Ma nelle sedi opportune. L’Olimpiade non può essere strumentalizzata, indipendemente dal fatto che il CIO ha sbagliato ad assegnarle a Pechino. Se guardiamo al gigante asiatico sempre in termini di contrapposizione ne usciamo sconfitti, su qualunque piano. Economicamente: crescono 4 volte tanto l’eurozona egli Stati Uniti messi insieme. Militarmente: pur non detenendo tecniche militari eccellente dispongono comuque di un potenziale enorme: un bacino di utenza di più di 500.000.000 di persone (escluse donne e bambini).
L’unica alternativa è far capire che l’Occidente è disposto a concedere qualcosa, a patto che anche la Cina lo faccia. E l’Olimpiade mi sembra un’ ccasione impeerdibile.
insomma, bisogna cedere di fronte alle cinquecento milioni di baionette?
Aveva ragione LUI che il numero è potenza
A parte gli scherzi, possibile che se 2 miliardi di persone fanno una cosa male, questa cosa diventi fatta bene?
Ti quoto in pieno, Comandante. Tutta ‘sta tolleranza non mi sembra sincera, quanto piuttosto dettata dalla paura del gigante cinese.
Certo che è paura. Tu Laura affronteresti Golia nella lotta greco-romana? Io non credo. Penso che come davide useresti l’astuzia, ed in questo caso l’astuzia sta nel fatto di usare le olimpiadi per parlare di quei temi, portarli a conoscenza creare pressioni sui cinesi. Ma lo scontro diretto è da evitare. E qualsiasi tipo di boicottaggio produrrebbe incidenti diplomatici con consegunze disastrose. Non dimentichiamo che la Cina è anche un menbro permanete (con diritto di veto dunque) del Consiglio di Sicurezza ONU. Bisogna andarci cauti, ma affermando sempre che essa commette crimini inaccettabili.
Atteggiamento sensato e razionale, ma che a me personalmente, costretta ad assumere questo stesso atteggiamento con un sacco di pseudo-potenti da scrivania, continua a dare il voltastomaco. Ma hai ragione Carmine, lo so.
certo, i tibetani non vedono l’ora che accendiamo candele
Silent enigma,
mi permetto di farti (scusa se do del tu) che questi sono gesti simbolici. Personalmente ritengo che siano pco utili, ma simboleggiarle un adesione verso un popolo oppresso può essere un moddo per parlare di quei temi. Quello su cui sono scettico è il risultato che questi gesti possono avere. O meglio. Questi gesti non sono intesi per quello che in realtà sono, cioè dei piccoli simboli per mantenere l’attenzione sulla questione; vengono trascesi e esasperati fino a far credere che possano essere la panacea per guarire ogni formadi male. E con questo atteggiametno che non sono d’accordo, ma rimangono cmq dei simboli importanti perchè accendono i riflettori.
liberissimi di farlo.
liberissimo di considerarli ridicoli.
certamente. ognuno ha le sue opinioni.
Nessuno ha mai detto che la Cina fa le cose per bene. Ho semplicemente detto che a fare il muro contro muro con la cina ci perderemmo noi occidentali, tutto qua. Allora conviene protestare alle Olimpiadi? Secondo se fosse una seria vetrina per inizaire un confronto sui temi sensibili, allora tutto avrebbe più senso.
L’olimpiade non può essere strumentalizzata? E perchèmai? Anzi…
L’olimpiade è comunque strumentalizzata; dalle ragioni economiche, dai rapporti politici, eccetera. Perchè allora non strumentalizzarla anche per i diritti umani?
Perchè dovrebbe essere l’occidente a “concedere qualcosa”? Non è l’occidente ad essere dalla parte del torto ma il governo cinese, quindi tocca a loro concedere. Cosa che non hanno fatto, non stanno facendo e non faranno.
Secondo me andrebbero boicottati semmai tutti i prodotti cinesi e i governi dovrebbero boicottare le relazioni economiche che sino ben oltre le olimpiadi (che torneranno ad essere in Cina chissà quando)
Le olimpiadi sono sempre state strumentalizzate politicamente.
Non voglio discutere se sia giusto o no.
Ma non si può chiedere a degli atleti che fanno quello di mestiere di rinunciare alla propria occasione.
Sapendo poi fra l’altro che sarebbero gli unici a rimetterci, mica i governi!
L’olimpiade non può essere strumentalizzate semplicemente perchè non ha senso. E’ una vetrina imprtante per gli atleti e per la Cina stessa. Portare avanti bandiere polithce in quell’ocasione vuol dire perdere di vista il ver senso che è quello di condivisione e divertimento. Stop. a mio avviso gli atelti non possono caricarsi di responsabilità così grandi, anche perchè potrebbero costare la carriera.
E’ quello che è stato sempre fatto.Dove sarebbe la novità?
Vogliamo parlare delle olimpiadi di Mosca? O di quelle di Los Angelese? E il Sud Africa per quanto tempo non ha potuto partecipare?
Non discuto degli atleti, che fanno bene a partecipare (a proposito: partecipare, vincere e rifiutare la premiazione sarebbe un gesto veramente “forte”) ma di tutto quello che c’è intorno e che con lo sport non c’entra niente.
L’olimpiade è una vetrina per la Cina: esatto. E questa vetrina gli va tolta perchè hanno dimostrato di non meritarla.
Illudersi che lo sport sia il punto centrale è una pura illusione.
Lo sport non è il punto centrale della questione Cina. Lo sport è il pnto centrale della questione Olimpiade.
Per quanto riguarda l’argomento della vetrina: io peno che questo possa un buon di partenza per premere diplomaticamente sulla Cina afficnhè si avvi un dibattito costruttuvo che possa, in un futuro speriamo prossimo, ad una vera transizione democratica. Con gli occhi di centinia di migliaia di milioni di persone puntati addosso, la Cina non può permettersi di fare sciocchezze. Ne tantomeno l’Occidente può permettersi di boicottare tale manifestazione. L’Occidente può iniziare un costruttivo dialogo, pressando ADESSO sulle autorità cinesi.
Le pressioni sulla Cina sono iniziate (relativamente a questa questione) anni fa, quando il CIO ha assegnato i giochi. E’ da allora che si parla di rendere le olimpiadi l’occasione per una apertura della Cina, per la sua democratizzazione, per la diffusione dei diritti civili, eccetera.
Risultato? NIENTE
Però continuiamo a stendere tappeti rossi ai dittatori nascondendoci dietro le belle parole, il dialogo, la prevalenza dell’aspetto sportivo; il tutto per non dire che della Cina a noi intreressa una cosa sola: i soldi.
a noi forse no, ma a chi conta davvero sì.
Perchè frega forse qualcosa a qualcuno dei bambini che muoiono tutti i giorni? Frega qualcosa a qualcuno dei malati di aids che muoiono perchè non possono permettersi le medicine?
Frega a qualcuno che in Africa non ci sia un paese che non abbia problemi di soldi, malattie, guerre, carestie ecc..
Forse a qualcuno sì, ma non a quelli che contano.
Scusa ma è talmente ovvio….
Senza i mercati cinesi, forse, non potresti permetterti nemmeno il computer dal quale scrivi, quindi la questione economica cinese non va sbandierata a caso, ma va ben inquadrata.
Affermi che ci si riempie la bocca di belle parola, ma, perdonami, credo che tu lo stia facendo deprecando i “soldi”, vorrei vederti deprecarli nella realtà.
Fermo restando che i diritti delle persone vengono prima di tutto noè possibile condannare alla cieca l’operato degli stati e delle economie statali. La cina, nel mondo di oggi, è politicamente ed economicamente essenziale.
Io non disprezzo i soldi. Disprezzo l’atteggiamento che ne fa il fine di qualsiasi azione, spesso prescindendo dai mezzi utilizzati per raggiungerlo.
Io i pochi soldi di cui dispongo li uso con attenzione, ma li tratto sempre e solo per quello che sono: un mezzo di pagamento. Così non è purtroppo per tantissime persone, che vedono nell’accumulazione un fine da perseguire anche calpestando i diritti e la vita altrui.
Io condanno l’operato politico ed economico di tanti stati (Cina, USA ed Italia tra gli altri) non alla cieca, ma guardando le porcate che fanno e le conseguenze che queste comportano. Ho invece l’impressione che tu preferisca chiudere gli occhi.
L’olimpiade ormai non gliela togli.
Non dovevano dargliela semmai, che è un’altra cosa.
Se fosse stato un paese meno potente forse sarebbe potuta andare così, anzi certamente sarebbe andata così.
Condivido ma credo sia molto improbabile, se non impossibile.
ok. concordo sul fatto che in questo caso il boicottaggio è controproducente.
ma che dire della situazione attuale, in cui la politica latita, i vari “rappresentianti del rersto del mondo” camminano sul filo dell’ipocrisia travestita da diplomazia, e degli sportivi si dice che “loro devono occuparsi di correre e saltare, alle questioni internazionali deve pensarci la politica”?
non è tutto un po’ ridicolo?
lo sportivo costruisce la sua vita intorno ad eventi come questo, ed è giusto che possa avere una piazza come questa per misurarsi.
quando però fa il “testimonial” per una marca di abbigliamento sportivo non mi pare si occupi solo di correre e saltare…usa la sua immagine per veicolare un messaggio, no? e allora, sempre se ritiene che i diritti umani siamo qualcosa di fondamentale e imprescindibile, perchè non veicolare anche questo messaggio proprio quando i riflettori del mondo sono puntati su di te? perchè a me sembra questa la grande occasione delle olimpiadi cinesi.
(tralascio quello che per me sarebbe il ruolo del politico: parole al vento!)
si è detto molto su queste olimpiadi: non si era scelta la cina proprio per rompere quella frontiera invisibile eretta dal regime e far entrare il mondo occidentale co tutti i suoi valori e significati? e adesso ce ne stiamo sulla soglia in punta di piedi, mentre i cinesi -organizzatissimi!- hanno costruito un “parco giochi ad hoc” ben recintato e regolamentato e per farlo hanno inasprito molte leggi e istituito una “pseudo legge razziale” in concomitanza con i giochi. il tutto sotto gli occhi del mondo, sì, ma silenzioso.
(PS: ho scoperto da poco questo “luogo”: mi piace, bravi! …ma è il mio primo commento, spero di avere bene interpretato lo “spirito” del gioco)
Benvenuta.
Ciao Serena
benvenuta anche da parte mia.
Come scriveva Carmine, il problema del “gesto”: gli atleti purtroppo sarebbero gli unici a rimetterci perchè qualsiasi gesto possibile farebbe parlare, tutto qui, non sfocerebbe in nessun provvedimento dei governi.
grazie per i benvenuta!
gli aspetti sono tanti, e anche più sotto si parla di soldi…e sicuramente è tutto lì. e la politica non fa nulla perchè è diventata il braccio dell’economia, ok.
resta però il fatto che per me gesti o prese di posizione che facciano parlare (vedi la candela per il tibet, ma milioni di altri gesti simbolici, da sempre il linguaggio della gente comune che vuole esprimersi pacificamente) manterranno sempre un enorme valore, perchè c’è ancora troppa gente che ignora, o sceglie di ignorare, o non si interessa o nega l’evidenza. e portare alla ribalta certi temi può solo accrescere la coscienza collettiva e la sensibilità comune. con cui, lo ben so!, non si raccolgono i frutti oggi, ma magari domani…
Mah…forse io sono più pessimista di te.
A livello mondiale ci sono centinaia di associazioni per i diritti umani ma non ne parla quasi mai nessuno o comunque hanno poco risalto.
Invece ora si chiede un gesto straordinario di prese di posizioni ad atleti che si sono fatti un popò così in questi 4 anni per prepararsi alle Olimpiadi.
Non lo trovo corretto.
La gente che sceglie di ignorare continuerà a farlo.
Chi invece non conosceva la situazione, dopo tutte queste polemiche, qualcosa sa’, bisogna vedere se continueranno ad informarsi magari attivandosi.
Concordo con l’autore.
Partiamo dal fatto che, come ho già commentato, l’errore è stata la concessione delle Olimpiadi in Cina a mio parere.
(Anche se a suo tempo furono concesse persino al Terzo Reich, ma era più di mezzo secolo fa’)
Io trovo ridicolo dire agli atleti di boicottare. Per molti di loro questa è l’occasione della vita. Non dimentichiamo che le Olimpiadi avvengono ogni 4 anni che in una carriera sportiva sono tantissimi.
Non credo che tutti gli atleti abbiano forza, coscienza e coraggio per fare un gesto come quello alle Olimpiadi del Messico che costò loro la medaglia.
E forse c’è anche da considerare il fatto che a molti di loro potrebbe non interessare.
Trovo ridicolo pure uscirsene ora con la considerazione dei diritti umani.
Ci sono tantissime minoranze sparse nel mondo che ottengono lo stesso trattamento che avrebbero in Cina, ma nessuno ne parla.
Nessuno quasi mai parla della Cina in altri momenti, si sono svegliati tutti ora. Ipocriti.
Io trovo più obiettivo semmai boicottare i prodotti legati alla pubblicità delle Olimpiadi e soprattutto non comprare prodotti cinesi, mai però, non solo fino alla fine del mese.
Paternali come quella del sig.Bush sono veramente fuori luogo e senza senso.
Tanto più che, come era ovvio, l’unico risultato ottenuto è la chiusura ancora più forte del governo cinese.
Quoto riquoto e quoto ancora e straquoto!
!!!!
ehi ciao!Rientrata dalle ferie?
No! Pero’ dopo pranzo mi sono collegata, e anche adesso dato che e’ il primo giorno olimpico…
Se non ricordo male le Olimpiadi tenute in Unione Sovietica (1980?) furono boicottate dagli Stati Uniti e gli atleti non si tirarono indietro di fronte all’iniziativa. Il fatto che per gli sportivi sia una grandissima occasione sinceramente mi lascia indifferente. Le avete viste le foto dei corpi dei monaci tibetani? Le hanno viste gli atleti? La loro presenza a Pechino ha un senso solo se approfitteranno della ribalta mondiale per lanciare un segnale forte, tipo quello lanciato nel ’68 dall’atleta di colore (anche qui la memoria latita, e’ il caldo) che alzo’ il pugno chiuso sul podio.
Laura
Non è che gli atleti avessero una scelta.
Fu’ tutta la delegazione statunitense che decise di non presentarsi.
Quindi forse semmai la decisione sarrebbe dovuta venire dall’alto e dal gruppo più che dal singolo.
Concordo…
Non credo che a degli atleti si possano deputare compiti così importanti. Non dimentichiamo che (anche se ci sono molti uomini) la maggior parte sono dei ragazzini che hanno impeganno la loro gioventù per questa eccezinale ribalta mondiale e non so se siano disposti a farsi escludere dai giochi per gesti simbolici, certo ma che poi restano sterili. Poichè di certo non sarà qualche pugno alzato dagli atleti a far cambiare idea al governo cinese, o a veivolare una transizione democratica.
Poi va anche considerata una cosa importante. Il gesto fatto alle Olimpiadi messicane è stato fatto da esponenti di una minoranza che non avrebbero mai avuto altre ribalte al di fuori di quelli. Cioè quel gesto è stato fatto da neri per i neri. Non che voglia dire che ognuno debba farsi i fatti propri, pocihè non è possibile rimanere indifferenti di fronte a quanto succede, ma comunque quel gesto va inquadrato in questo senso. Mi pare che nessun atleta bianco (che pur sapeva delle difficoltà dei neri in America) abbia proferito parola.
Purtroppo si tende sempre a scardinare i simboli dal loro contesto originario e questo, amio avviso, esalta situazioni inconsuete come esempi da seguire. Peccato che non si pensi alle conseguenze politiche o diplomatiche di quei gesti.
un monaco tibetano ha la stessa dignità di un bambino afgano o un soldato iracheno o un operaio rumeno, per quel che mi riguarda.
se vogliamo fare i moralisti ipocriti, vai col boicottaggio e free tibet e cazzate varie, se invece vogliamo essere realisti non vedo perché piegarsi alla politica estera americana che fomenta il movimento anti-cinese.
Il quale- tra l’altro – rischia di diventare non una sensibilizzazione contro il governo cinese, ma contro il popolo. E allora sì che la cazzata diventerebbe totale.
imho
@ Silent Enigma: grande! finalmente un commento razionale.
@ Silent Enigma: quindi, fammi capire, per non correre il rischio di appoggiare trasversalmente quelle che sono (o possono essere) le mire degli Stati Uniti, meglio appoggiare la Cina delle condanne a morte, della repressione e degli aborti dei feti femminili? Sinceramente non capisco. Nessuno ha detto che un monaco tibetano valga più di un civile iracheno o di un poveraccio dell’Ossezia (notizia di oggi l’attacco della Georgia). Nel caso specifico, irrazionale che sia, io continuo a pensare che accendere una candela per testimoniare contro la repressione cinese sia comunque un modo per tenere viva l’attenzione su ciò che accade. Fermo restando che sono prontissima a stigmatizzare i prepotenti di qualsiasi nazionalità essi siano.
Laura
no.
queste prese di posizione si traducono in un ostracismo a tutto campo contro qualsiasi cosa che venga dalla cina e sono appoggiate e fomentate dagli stessi sciacalli che hanno interessi nel veder infangata la storia e la memoria di uno stato – e di un popolo – a tutti gli effetti “nemico”.
condanne a morte, repressione dei diritti civili e aborti “clandestini” ne abbiamo anche qui e nei meravigliosi stati uniti d’america. di cosa stiamo parlando?
nel caso specifico, io continuo a pensare che la tua candela non se la fila nessuno, né tantomeno riesce a evitare che il monaco tibetano si veda rastrellare il tempio dall’esercito.
secondo me vi stanno facendo abboccare, spero di sbagliarmi
Nessuno di noi ha una visione completa e chiara della realtà politica ed economica di questo pianeta. Prima o poi abboccare tocca a tutti. E se di questo si tratta, sono felice di abboccare all’amo di una causa che, dietrologie a parte, condanna una situazione oggettiva. Che poi la condanna a morte, la repressione e gli aborti siano anche altrove è la scoperta dell’acqua calda. Ti pare?
ma allora perchè veicolare l’attenzione solo sul Tibet?
E’ questa l’ipocrisia che proprio non reggo.
So che molti non lo fanno con ipocrisia però cavolo le situazioni andrebbero viste nella loro interezza per giudicare, criticare e prendere posizione.
Te lo dico perchè su Cuba esiste parecchia disinformazione.
E anche se so che alcuni diritti sono violati, cono cosciente che l’informazione è veicolata per far apparire Cuba l’inferno e gli usa il Paradiso, per intenderci.
E non è mai così.
Nessun Paese rispetta la carta del diritti umani dell’Onu.
Hai ragione, ma non mi sembra che su Cuba non ci sia attenzione. Se cerchi Gordiano Lupi su Google troverai che sta conducendo una campagna di informazione assolutamente encomiabile e molto seguita.
Qui si parla di Tibet perché la concomitanza con le Olimpiadi ha prodotto questa attenzione. Il Tibet però è in queste condizioni da decenni e non mi pare che qualcuno, prima delle Olimpiadi, abbia speso molte parole. E vogliamo parlare dell’ex Birmania dove Aung Sun Khiy continua a essere tenuta reclusa da un regime che vuole mettere il bavaglio all’opposizione e massacra i monaci e i civili?
Ci sono diversi giornalisti che si occupano seriamente di Cuba e si sforzano di dare informazioni obiettive, per esempio Gianni Minà con la sua rivista Latinoamerica e Gennaro Carotenuto.
Ma io parlo dei media, hai mai visto un tiggì obiettivo su Cuba?
Io no e come si sa’ la maggior parte delle persone è quello che guarda…
Concordo sul fatto che sia giusto parlarne e sempre. Questa è la cosa più difficile.
Della Birmania se n’è parlato ad inizio solo perchè hanno fatto fuori un bel pò di gente ma altrimenti chi ne avrebbe parlato?
L’attenzione è veicolata, purtroppo.
E’ tutto lì caro Carmine: alla fine quello che conta sono solo i patti commerciali, l’economia, i soldi. Del resto non frega un cazzo di niente a nessuno: non dei diritti umani, non della democrazia, non dello sport. Solo i soldi, e quindi il potere.
Senza considerare che questa è la visione di quei pazzi che credono (o magari raccontano senza crederci) che dalla crescita perenne dell’economia possa derivare un benessere diffuso. Questo invece è proprio il meccanismo con cui i popoli (e non solo i cinesi) vengono oppressi e spogliati dei loro beni e del loro benessere.
Dici che il muro contro muro non funziona quasi mai, e probabilmente hai ragione. Ma non è che se io apro la porta di casa al ladro quello si pente e diventa onesto.
Il boicottaggio non serve? Probabilmente no, ma solo perchè non è diffuso e ben indirizzato. Come abbiamo scritto anche qui su MC il boicottaggio dovrebbe colpire il punto sensibile; che, guarda caso, tu hai identificato benissimo: i soldi. Se un numero sufficiente di persone guardassero tranquilli le gare, ma smettessero di comprare i prodotti degli sponsor, stai sicuro che questi se ne accorgerebbero; e sarebbero loro a fare pressione sulle autorità cinesi. Probabilmente con risultati ben diversi.
Infatti la via da seguire è questa, anche se io, a parte una sbirciata alla cerimonia d’apertura noiosissima, lenta e autocelebrativa che manco il 1 maggio sulla piazza Rossa ai tempi di Stalin, non guarderò neanche le gare. Le medaglie d’oro guadagnate in quello stadio gronderanno sangue per quel che mi riguarda. Ho letto proprio oggi un bell’articolo su Repubblica, intervista ad uno scrittore cinese che spiegava come oggi i cinesi, soprattutto i giovani, siano convinti di appartenere al popolo migliore del mondo e quindi, quando hanno visto cosa dicono di loro gli occidentali, si sono incaz…ti dicendo che siamo solo invidiosi. Non è una buona base di dialogo, anche se sono stati catechizzati da anni di regime.
Io guarderò qualche gara, perchè quello è sport. Non guardo la cerimonia di apertura e le altre menate simili perchè quella è propaganda.
E non compro i prodotti degli sponsor.
Nel mio piccolo questo è quello che posso fare.
Perdonami. Ma non comprare lo sponsor non è una punizione inflitta alla Cina. Le aziende che sponsorizzano le olimpiadi sono perlopiù occidentale ed accrescono il nostro Pil. Non comprarli non significa aiutare i tibetani o gli uiguri. Vuol dire semplicemente uniformarsi alla volontà di qualche gruppuscolo no global che vede nella globalizzione la fonte di ogni malanno della società odierna.
Non trovo nulla di utile nel non comprare gli sponsor di Pechino 2008, anzi. Come dicevi, caro Beppe, sarebbe meglio qualche gesto eclatante (qualche protesta sul podio, anche se non sono d’accordo). Dal mio punto di vista anche tutto il mondo potrebbe non comprare quegli sponsor, ma per assurdo ad essere favorita sarebbe l’Asia e la Cina stessa. Fortunatamente ognuno è libero di agire come vuole, almeno in Italia.
Le aziende sponsor sono occidentali ma producono in Asia. Se per ipotesi nessuno comprasse più Adidas (sponsor capofila) l’azienda avrebbe dei problemi e si chiederebbe il perchè; le aziende commerciali sono molto sensibili (è nella loro natura) alle fluttuazioni delle vendite. E ovviamente la pressione che possiamo fare noi singolarmente o in gruppo è infinitamente minore di quella che può fare un’Adidas che dà lavoro a migliaia di cinesi e porta soldi al governo cinese. Si può condividere oppure no, ma questo è il senso.
Quanto ai “gruppuscoli no global” e altre menate sulla globalizzazzione non ti rispondo perchè altrimenti apriamo una voragine che qui sarebbe OT; mi limito a consigliarti (se me lo permetti) di usare un tono meno sprezzante e di informarti sui crimini che in nome della globalizzazione vengono perpetrati.
no post because http://www.pleonastico.it is banned/ignored from CommentLuv
Chiedo scusa se ho utilizzato un tono “sprezzante”. Comunque il senso era che, anche da quanto recepito in questa discussione, chi boicotta orrebbe infliggere un punizione alla Cina. Ma mio parere non è così. si punirebbero aziende che non fanno altro che perseguire lo scopo per cui sono state create, produrre e avere dei profitti. Può essere deprecabile, però funziona così.
Per la globalizzazione, io non sono contro tutto quello che è successo a genova e via dicendo. Chiaramente contro chi rompe le vetrine, chi assalta le camionette della polizia, chi lancia molotov, o cqualunque altra cosa in grado d provocare danni. Io sono per un’apertura globale dei mercati. Questa ha tanti lati oscuri è vero, ma ne ha tanti di positivi.
Produrre e avere dei profitti non è deprecabile; può esserlo il modo con cui si perseguono questi fini. A cominciare dallo sfruttamento di manodopera a basso costo in complicità con un regime dittatoriale.
Quanto alla globalizzazione (ma rischiamo veramente di aprire un discorso che non finisce più) mi sembra che per ora i lati oscuri siano di gran lunga superiori a quelli positivi; e non si vede un’inversione di tendenza. Anzi…
Io al contrario ritengo che siano molti anche i lati positivi. Pensa ad esempio qusta crisi se non ci fosse stata l’apertura dei mercati? Faremmo tutti la fame. Per dire…
Lo scrittore dimetica una cosa. La Cina ha 5000 anni di storia alle spalle. L’occidente nell’età moderna credeva di essere il popolo migliore di tutti perchè aveva ereditato i lasciti dei greci e dei romani, e i tutti gli altri popoli succedutusi nella sua dominazione. La potenza economica ha poi accresciuto questa consapevelozza dell’Occidente, dando vita a colonialismo e imperialismo.
In Cina avviene lo stesso. In questo caso il regime non c’entra. E’ l’immagine della grande Cina, quella dei 5000 anni, quella che cresce al 10-12 percento l’anno, quella che ormai è una potenza regionale e anela a divenire potenza mondiale, che accresce la consapevolezza dei singoli individui di appartenere alla civiltà migliore rispetto a tutte le altre.
E’ la potenza economica a creare tale consapevolezza non l’indottrinamento del regime.
Giusto. Resta il fatto che i giovani cinesi, finalmente arrivati a leggere senza problemi il sito della BBC, si sono rivoltati contro le critiche fatte al loro governo, al loro paese. E’ evidente che c’è qualcosa che non quadra, che non hanno un minimo di spirito critico e questo la dice lunga sulla possibilità, sul breve termine, di aprire un dialogo. O no?
Certo. Però quqntomeno provarci ad aprirlo il dialogo non trovi sia meglio che tentare la strada degli inciedenti diplomatici e cose del genere??
Giusto. In fondo è sempre così: chi tra i due contendenti ha più sale in zucca, è tenuto ad usarla. Anche se dall’altra parte vieni preso solo a male parole, come è successo oggi a una collega del Tg3 che cercava di intervistare cittadini cinesi a Roma sulle Olimpiadi. Dicevano di non parlare italiano ma poi riuscivano perfettamente a dire “vaff…”e la collega voleva solo parlare della cerimonia di apertura, cavolo!
Comunque non credo che si apriranno incidenti diplomatici. E speriamo che il turista americano assassinato resti solo un caso tragico e unico.
GIà speriamo….
che i cinesi non abbiano spirito critico lo trovo un po’ superficiale.
sono tutto fuorché acritici, i cinesi
si? e allora come spieghi che si risentono per i giudizi della stampa occidentale? come spieghi che non parlano (come riportato da Laura, in uno stato straniero) delle oLImpiadi? come mai ritengono che non esista un caso TIbet, semplicemente perchè il Tibet è una provincia cinese? Come spieghi che nessuno parla mai dei maltrattamenti all’etnia uigura?
Scusa, ma mi sembra che ad essere superficiale sia la tua visione dei fatti.
non ti rispondo nemmeno.
diciamo così: punti di vista
Di piuttosto che nons ai cosa rispodere. Diciamo così.
come vuoi, non ho tempo da perdere con te
Ulteriore dimostrazione di quanto tu non sappia cosa rispondere…
bravo einstein
Cento Milioni di Stelle
I cinesi sono un popolo molto disciplinato e attento alle regole.
Io non credo non capiscano i limiti del proprio governo per quanto riguarda i diritti umani ma io credo (perchè così la pensano anche i cubani) che vogliano un processo democratico nel loro paese ma senza alcuna ingerenza da chi potrebbe pensare prima alla trave nel proprio occhio…
Forse sono critici verso l’esterno, non certo verso se stessi. Dovrebbero venire a lezione da noi italiani che siamo bravissimi a riconoscere che siamo uno dei popoli più malmessi della Terra.
Esatto Laura…
Ho appena dato un’occhiata al forum di “24 sata” (giornale Croato) nel quale si diceva che Blanka Vlašić (campionessa mondiale di salto in alto croata) ha ritirato la firma su un’appello per l’autodeterminazione del Tibet perchè temeva che i Cinesi potessero farle qualche brutto scherzo (non specificava a cosa si riferiva, ma magari uno scambio di provette con cinesi dopate o qualche goccia di epo nell’acqua può essere possibile…)
Mi sembra che anche tanti altri atleti italiani hanno ritirato la firma all’ultimo momento da quel documento, firmato solo da una atleta italiana (guardacaso, la prima rivale della Vlašić, Antionetta di Martino), ma in realtà penso che lo hanno fatto per quieto vivere, o più sicuramente per vile denaro o per “migliore ospitalità” garantita dagli organizzatori….
Magari avranno ricevuto anche delle pressioni da parte dei team sportivi…
@ilBuonPeppe
Ritengo che sia di difficile attuazione un boicottaggio degli sponsor. Parliamo di grandi marchi… Un po’ come voler boicottare le compagnie petrolifere.
Ovviamente con ciò non voglio dire che l’idea mi dispiaccia!
Secondo me sembra più difficile di quello che è.
Con il mercato libero che si è creato, la scelta c’è per quanto riguarda i marchi. Non è come per la benzina in cui di fatto c’è un monopolio.
Fidati non è difficile, basta informarsi.
Non dico che sia difficile trovare prodotti alternativi, è difficile riuscire a muovere una massa consistente tale da generare nelle aziende un vero danno economico. Questo secondo me è difficile. D’altra parte, se fosse semplice, sarebbe già accaduto. Non ti pare?
Un po’ come l’astensione alle elezioni. In sè non è una cosa difficile… basta non recarsi alle urne. Di fatto quante persone si sono realmente astenute. Che danno è stato arrecato al sistema politico?
Alle elezioni non conviene mai astenersi perchè comunque i voti che contano sono quelli dentro alle urne e non quelli fuori.
Sì, è difficile muovere masse intere anche perchè nessuno parla di queste cose. Come al solito se non è il singolo ad informarsi e a muoversi…
Però sono tanti singoli assieme che veicolano le scelte.
Io da quando ho letto il manuale al consumo critico ho scoperto parecchie cose e boicottare certi prodotti è soddisfacente!
Capisco che con un prodotto venduto in meno, le multinazionali non vanno in deficit ma questo è quello che, nel mio piccolo, posso fare e lo faccio.
Sono d’accordo con te Francesca. La mia era infatti una constatazione dei fatti. Ognuno di noi, nel suo piccolo, fa la sua parte. Sono anni che è così. Però la realtà è che nulla è cambiato. Le multinazionali sono sempre lì. I capitani d’azienda sono sempre lì. I politici sono sempre lì.
Semplice constatazione dei fatti.
Ciò non toglie che continuerò, nel mio piccolo, a fare ciò che ritengo giusto, a prescindere dal risultato globale.
Questo è il dovere del comune cittadino.
C’è chi non si sente responsabile, io sì.
E preferisco pagare un pò di più un articolo che so in che modo viene prodotto senza lo sfruttamento di persone, animali e natura.
E’ difficile espandere questo pensiero in modo massiccio ma qualcosa negli ultimi anni si è già mosso.
Certamente non abbastanza per smuovere le grandi multinazionali dalle loro potenze.
Questa sì la vedo come la guerra del III millennio.
E non solo: bisogna far capire a tutti che questo conviene! In genere i prodotti “etici” sono di migliore qualità e più salubri di quelli commerciali.
Inoltre: se diminuisco anche gli intermediari della catena, il prezzo prima o poi diminuisce… io ad es. ci ho fatto caso: per certi prodotti (soprattutto cosmetici) preparati con criteri etici ed ecologici, comprati direttamente dal produttore (che a volte può essere anche una bottega che vende prodotti etnici, senza tante pretese…) a volte spendo anche di meno che all’ipermercato, e vi assicuro (contrariamente ai prodotti comprati al centro commerciale) non mi facevano assolutamente male…
eh lo so faccio così anch’io.
Dato per scontato che l’ignoranza non è ammessa, purtroppo non tutti hanno voglia e tempo per farlo.
Triste ma è così.
[quote]se diminuisco anche gli intermediari della catena, il prezzo prima o poi diminuisce…[\quote]
Non è sempre così. Proprio in virù del fatto che questi prodotti non usufruiscono della grande distribuzione hanno un costo molto più elevato, prendi ad esempio i prodotti del commercio equo e solidale, costano il doppio di quelle normali.
>>i voti che contano sono quelli dentro alle urne e non quelli fuori…
Finchè conteranno le elezioni (e gli eletti)
Trovo vergognoso da parte della politica ( vedi le ridicole dichiarazioni di Gasparri) chiedere agli atleti di fare un gesto simbolico( quale non s’è capito) mentre il ministro degli esteri Frattini parteciperà alla cerimonia. Gli atleti sono li per gareggiare, si sono allenati per quattro anni solo per quello.Non devono essere sottoposti a nessun obbligo , non devono essere caricati di responsabilità che non spettano a loro ma caso mai alla politica,rischiando per lo più sanzioni che possono compromettere le loro carriera.
Infatti, trovo molto comode le uscite dell’ultimo minuto di chi poteva fare a meno di parlare.
Tanto per dire “io l’ho detto”…ma va’ va’…
Ci sono atleti e Atleti.
Sono stata una Sportiva praticante, quindi capisco cosa vuol dire realizzare il sogno di una vita intera (e come li invidio, loro…), quello di andare alle Olimpiadi, Solo chi ha praticato uno sport sa cosa vuol dire.
Comunque, sempre se te lo puoi permettere (e penso ad atleti di spicco, non mezzecalzette…) puoi dimostrare al mondo che un’atleta non è solo una macchina per far soldi sottomessa agli sponsor, ma soprattutto un’essere pensante. Penso a Mohammed Alì, a Tommie Smith e Lee Evans a Mexico 68, ad Abebe Bikila… ma quelli erano forse altri tempi… o no?
erano assolutamente altri tempi. allora c’era un movimento mondiale.
decisamente atleti di altri tempi. Allora, come dice il Comandante, la coscienza mondiale era molto più scossa di adesso.
Ora ci si ricorda dei diritti umani solo quando, in modo strumentale, ne parlano i media.
A fine agosto non ne parlarà più nessuno.
Oh ma V. c’è qualcosa che non hai fatto?
Veramente sono stata una emerita schiappa nello sport (giocavo a basket).
Forse per questo ho abbandonato, ma comunque la gioia di quando vinci (provata pochissime volte) è una sensazione indescrivibile, e per farlo ti devi fare un culo così…
Ci credo. E’ per questo che è ridicolo chiedere ad atleti che si stanno allenando da 4 anni bruciare quest’occasione.