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Italia dei Valori: Outing Sfacciato e Punti Interrogativi

28 agosto, 2008 di ehimike  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica



E’ da un po’ di tempo che mi trattengo sulla politica. Anni fa non avrei mai immaginato che un simile argomento avrebbe potuto consumare il mio fegato in maniera così abnorme. Anni fa c’era spazio solo per un più che qualunquista “sono tutti uguali”. Oggi non è più così, sto ore e ore a perdere tempo sulle farneticazioni di Repubblica e il Corriere della Sera, in costante aggiornamento sulle evoluzioni dell’agenda del paese.

Il mio metro di giudizio è abbastanza semplice, se delinqui non puoi ricoprire una carica nell’amministrazione pubblica. Chi delinque deve andare in carcere. Chi delinque non deve essere eleggibile. I corrotti devono essere epurati. Niente di trascendentale.
Penso che la questione morale debba essere una priorità per questo paese. Tutto qui.

Detto questo, mi capito spesso, troppo spesso di divorarmi le mani contemplando il fallimento reiterato di una parte politica che sino a poco tempo fa ritenevo la MIA parte politica. Sono a sinistra da sempre, non mi immagino altrove. Dall’altra parte c’è lo stupratore dello stato che si cambia le leggi per non farsi processare, per poter persistere nel monopolio televisivo… Un leader davvero carismatico ed encomiabile, un grande statista insomma. A mio avviso ci vorranno decenni per rimediare al disastro di una nazione che ha subito lo spegnimento dell’opinione pubblica. 30 aprile 1993, un bel po’ di tempo fa la gente inviperita lanciava monetine verso Craxi. Il popolo si beffò del ladro ingordo, “ladro!, ladro!, ladro!”. Tangentopoli e Mani Pulite, per sentenziare la marcescenza del paese. Penso che la situazione sia un po’ cambiata rispetto a quei giorni, se oggi la gente ostenta indifferenza verso un presidente del consiglio che si cambia le leggi per saltare a piè pari la giustizia.

Dunque, a destra il PDL. A sinistra, il PD, creato per superare i limiti di una coalizione troppo eterogenea, e che fallisce clamorosamente nel momento in cui riproduce la stessa eterogeneità convulsa al proprio interno. Per carità, il progetto è condivisibile, un partito a vocazione maggioritaria che si ponga l’obiettivo di migliorare l’Italia. Ma non si può trattenere il conato di fronte ad un fallimento così palese. E non mi riferisco ad una strategia politica suicida, non mi soffermo su sottigliezze di questo tipo. Il fatto è che Walter Veltroni è un segretario blando, e la classe dirigente propinata per l’eternità dal centrosinistra non corrisponde certo alle velleità di rinnovamento più volte sbandierate. Ma sopratutto, il PD non si comporta da partito a vocazione maggioritaria, nonostante i suoi numeri. Questo partito non può essere il baluardo di chi vuole il risveglio di una coscienza critica nel paese. Non può essere il baluardo di chi vuole uno stato veramente laico. Non può essere il baluardo di chi mette la questione morale al primo posto. E questo è un danno enorme, perché una base elettorale così ingente viene sprecata, e con essa sfuma la possibilità i numeri per un’alternativa decente.

Ritengo che si debba uscire da questa situazione. E’ chiaro che si deve agire dal basso, e la rete è un ottimo veicolo per fomentare il dibattito critico e il risveglio dell’idea di giustizia, legalità e onestà. Intendiamoci, non sono un illuso della rete, ho visto un bel po’ di persone che sono rimaste con la loro bella tonnellata di insaccati sugli occhi, nonostante la fruizione intensiva della rete. Penso che la forza del risveglio critico si debba trasformare in forza politica. Per questo ho rivolto il mio sguardo altrove.

E’ da un paio di anni che mi rispecchio nell’Italia dei Valori e in Di Pietro.  Ritengo che la loro azione politica sia quella più aderente al mio sentire. Ma le mie affermazioni finiscono qua, e cominciano gli interrogativi. Non sono il tipo che si sedimenta in un tifo politico immutabile, e se ne vedono di cotte e di crude, perciò non ci si può più fidare di nessuno. Ma nel frattempo mi stupisce il modo in cui Di Pietro affronta le tematiche che mi stanno a cuore. Non voglio continuare a fare un outing, forse sto già esagerando, ma sono stupito, non avrei mai pensato di appoggiare un esponente politico in maniera così piena. E un po’ mi spaventa, sto aspettando la delusione dietro l’angolo. Comunque, per il momento ritengo l’IDV l’unica realtà politica compatibile con il risveglio critico, morale, legalitario di questo paese. Che ne pensate?

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Comments

143 Risposte a “Italia dei Valori: Outing Sfacciato e Punti Interrogativi”
  1. Monica scrive:

    Riporto quanto si legge in rete:

    Italia dei Valori (Idv) IL PARTITO di DI PIETRO.

    Nell’incontro del 2 Aprile a la Spezia,[…], alcuni dei partecipanti hanno chiesto informazioni su Di Pietro e sulle vicende di cui si parla da tempo sui giornali: immobiliari in Italia e all’estero, affitto al partito di due case di sua proprietà, Gestione del finanziamento pubblico, direzione teocratica dell’Italia dei Valori (IDV)….

    Il fatto è questo: accanto al partito Italia dei Valori (IDV), opera un’Associazione costituita davanti al notaio (e anche questo si sapeva) che ha caratteristiche e poteri unici almeno in Europa.

    Infatti nello Statuto c’è scritto:

    L’associazione è costituita da Di Pietro Presidente, da Silvana Mura Tesoriera e dall’avvocato Susanna Mazzoleni moglie di Di Pietro;

    Nel consiglio dell’Associazione si può entrare solo con il consenso del Presidente davanti al notaio;

    Il finanziamento pubblico che lo Stato da all’Italia dei Valori va all’Associazione e non al partito che si finanzia con i soldi degli iscritti;

    La Presidenza del partito è del Presidente dell’associazione, cioè di Di Pietro a meno che egli non vi rinunci;

    La Tesoreria del partito è della tesoriera dell’associazione e cioè della Mura.

    Quindi, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica distribuiscono il finanziamento Pubblico convinti di darlo al Partito Italia dei Valori (IDV) ma li danno ad un’Associazione Privata Impenetrabile.

    Di Pietro Rimane Presidente a Vita del Partito perché né gli iscritti né un eventuale congresso può sfiduciarlo

    e certo non lo faranno la moglie e la Mura. E anche Silvana Mura è nominata tesoriera a vita.

    • Michele scrive:

      Un percorso discutibilissimo, confermo. Però occorrerebbe andare più in profondità. L’impressione che ho avuto, sino a questo punto, è che Di Pietro si sia messo in testa di dirigere il partito da solo, per imprimere un’unica linea senza derive. Anche a me fa storcere il naso. Comunque, ad occhio e croce sembra un’associazione per centralizzare le decisioni sul finanziamento del partito. Per quanto possa essere discutibile, per ora sono convinto che tutti i soldi che arrivano per il partito vadano al partito: visto l’ordine nei conti, e la crescita sia del partito, sia delle iniziative organizzate, non mi sembra che “ci mangi”.

      Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

      • Monica scrive:

        Parlare di democrazia, giustizia e trasparenza e praticarle sono due cose differenti.
        Personalmente mi trovo d’accordo con Di Pietro su alcune importanti iniziative che ho anche personalmente appoggiato (v. Class action) ma non riesco proprio ad avere fiducia in chi predica bene e razzola male.

        Mi torna in mente il prete che dice: <> e mi sembra che questo principio, abusato da molti (tutti) non ci stia portando molto lontano.

        Il criterio che oggi muove le mie decisioni (in ambito politico) è la totale sfiducia (sistematicamente applicata) nelle persone e la totale fiducia nella ricerca e applicazione di metodi che portino alla trasparenza: se mi dimostri con metodi riscontrabili trasparenza nei processi decisionali, nella gestione delle finanze, nell’applicazione del metodo democratico (IDV è pur sempre un partito, o no?), un allineamento nei fatti ai principi fondamentali della carta dell’uomo e della Costituzione, io ti voterò, CHIUNQUE tu sia.
        In alternativa, se devo proprio fare un atto di fede (che non ho alcuna intenzione di fare), preferisco aver FEDE in Dio, lui almeno sì che è perfetto e, come dice Woody Hallen, “mi dovrò pur ispirare a qualcuno!” .
        La fede in un altro UOMO, limitato, fallace e decisamente meno perfetto, al momento non mi interessa e lo trovo un metodo di scelta errato.
        Dall’uomo imperfetto mi aspetto prove sistematiche della sua perfezione.
        Spero di essermi riuscita a spiegare.

    • Gaetano G. scrive:

      L’Itaglia dei Valori Immobiliari

  2. prefe scrive:

    di pietro è un buon uomo, probabilmente un giorno lo voterò…
    rimane il fatto che non è uomo di sinistra.

    prefe post: Yes, we can lose

  3. l’Italia è, come ben sanno coloro che vogliono sapere, il paese dove tutto cambia per non cambiare nulla…la nascita del PD, in questo contesto, è evento risibile e allo stesso tempo deprimente, considerando che il vertice è costituito dai medesimi personaggi di sempre che fra le loro innumerevoli colpe hanno pure quella di avere sdoganato politicamente e legittimato il nano vorace e truffaldino…cosa ci dobbiamo aspettare? Nulla di buono!! IdV? Mah, forse qualcosa di positivo nel suo DNA lo possiede, ma non rischierei di mitizzare…la tendenza sarà, ahimè, quella di perdere colpi e venire via via marginalizzato come mero fenomeno di costume. L’antiberlusconismo alla lunga uccide.

    • Michele scrive:

      Chiaro, la mitizzazione la TEMO. Però secondo me in questi ultimi anni è successo qualcosa che ha cambiato il vocabolario politico: auspicare una giustizia che manda in galera chi delinque (e sopratutto i corrotti) è diventato antiberlusconismo. Parlare di conflitto di interessi è diventato antiberlusconismo. Dobbiamo diventare un paese normale. La gente deve riscoprire la costituzione e la legalità. Tacciare chi parla di queste cose come antiberlusconista non ha senso, è praticamente un complimento.
      Me la prendo con il neologismo finto, ma il tuo discorso è giusto, perchè anni di giornalismo decrepito hanno inventato questo neologismo che serve per sbarazzarsi degli argomenti scomodi con una sola parola. Ma non si può abbandonare la partita per questo.

      Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

  4. Ciro scrive:

    …Il berlusconismo invece brucia i neuroni.
    Meglio morire sano che demente.

    • Oris scrive:

      Io credo che siano tutti e due nocivi allo stess modo… ;)

      • Ciro scrive:

        Allo stesso modo proprio no… ma:
        “Io credo che siano tutti e due nocivi” quoto in pieno ;)

        • Michele scrive:

          Sei in conflitto di interessi? Non sei eleggibile. Hai commesso reati? Non sei eleggibile e vai in galera. Parli con il responsabile delle fiction della televisione pubblica per raccomandare pollastrelle? Fuori. Questa anomalia italiana del marcio ostentato impunemente ai quattro venti rende l’Italia una merda, e non c’è niente di peggio che menarcela con “berlusconismo” o “antiberlusconismo”: la carriera politica di Berlusconi è un insulto ai valori costituzionali e alla morale, non se ne dovrebbe neanche discutere perchè in un paese serio non avrebbe neanche dovuto aver luogo. Scusate la veemenza, non sono riuscito a trattenermi.

          Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

          • Gaetano G. scrive:

            I politici non sono una razza differente ne dalla maggior parte degli italiani ne tanto meno dai dipietristi/grillini e dagli iscritti ai loro circoli ,che lapiderebbero pubblicamente chiunque con una qualsiasi carica pubblica venisse beccato a rubare una briosche
            Tonino&Grillo lo sanno benissimo .Italiani sono e fanno tutti le stesse cazzate degli italiani , parcheggiare i doppia fila , incazzarsi con il vigile che li multa ed anche tirare di coca e andare a puttane se possono permetterselo.

            • simona_rm scrive:

              Che il paese sia in una fase di decadenza morale complessiva è cosa evidente. Già chiara alla maggior parte di quelli che vivono il problema “berlusconi” prima come problema culturale e poi come problema politico. Rimane il fatto che non possiamo continuare a tollerare l’anomalia rappresentata da berlusconi. Proprio perchè, io e te (sono sicura di non sbagliare) non siamo puttanieri drogati e se parcheggiamo in 2a fila lo facciamo solo per estrema necessità.

              • Gaetano G. scrive:

                Simona,

                non è solo l’Italia, è il mondo che è cattivo. Quanto a Berlusconi ,lui non è un problema quanto un sintono ( odio queste frasi fatte) e non si può additarlo come il colpevole di una cultura democratica fragile.Piuttosto bisogna guardare alle origini di questa nostra debole democrazia , considerare come la partitocrazia ,piaccia o no , ha retto il sistema Stato per cinquant’anni e poi chiedersi perche ” quello” sta ancora li

                Ma so per esperienza, che a molti questo discorso non piace e annoia

                • simona_rm scrive:

                  Vivo berlusconi come un problema totale: lui è sintomo e malattia allo stesso tempo. Come un tumore localizzato, va asportato. Dopodichè si deve sottopporre il paese ad una chemio rigorosa che ne possa eliminare gli echi. Non è detto che non si riformi, perchè disonesti ed egoisti ci saranno sempre, ma si deve tentare ogni cura per non lasciare metastasizzare il suo modello.
                  Trovo nefasto l’esempio che lui dà al paese, quello dell’uomo furbo, ammanicato, corruttore, che se la cava sempre. Molti di quelli che lo hanno votato, credono che questo sia l’uomo forte e vincente; per loro la questione morale non esiste, il potente per diventare tale può fare ciò che vuole. E’ un modello d’uomo e di società che non condivido. L’origine della debolezza democratica è proprio qui. Nell’esempio sbagliato di chi pensa solo a sè e non al paese.
                  Sarà anche vero che il mondo è complessivamente cattivo, ma chi avverte questo non può rassegnarsi ad accettare la legge del più forte. Ce poco da guardare “oltre” berlusconi, rischiamo di minimizzare il fenomeno anche stavolta e ritrovarcelo presidente della repubblica.

                  • Iniquo scrive:

                    Berlusconi rappresenta perfettamente la maggioranza degli italioti che lo ammirano proprio per quegli aspetti che lo rendono disprezzabile agli occhi di tutta Europa.
                    Il problema non è lui, ma chi lo vota.

                    • simona_rm scrive:

                      Iniquo, il problema sono entrambe: Votato e votanti. Gli uni senza l’altro non esistono.

                  • Gaetano G. scrive:

                    E’ vero che alimenta quell’imagine stereotipata dell’Italia ,ma il tuo discorso implica che prima di Berlusconi le cose andassero meglio no?Beh , io non sono d’accordo .Lui è cresciuto ed è diventato potente sotto la cosiddetta prima repubblica e la sua entrata in politica e la conseguenza dell’annientamento di quella prima repubblica ad opera proprio di Di Pietro , che se avesse continuato a fare il giudice , invece che dar sfogo al duo IMMENSO NARCISISMO e cedere alle sirene della politica ( in tutti i sensi) il nostro Silvio sarebbe finito col le pezze al culo insieme a mezzo PDS .

                    Parlare di Berlusconi come del demonio , come avesse fatto la marcia su Roma, io credo che faccia comodo a molti ma che non porti a niente di concreto.Io ribadisco che bisogna guardare a monte , a valle , più a fondo .Ma sono pochi , Pd o Pdl , intellettuali o Filosofi che siano a poterselo permettere .

                    Ora , forse ce lo troveremo Presidente della Repubblica o forse no ( io non ne sono così sicuro) ma che vogliamo fare un’attentato? E un poco di pazienza , Simona , il più è andato.Fidati :-)

                    • Gaetano G. scrive:

                      E scusa le asinate , a mia parziale discolpa vorrei dire che anche se è Domenica sera sono molto molto stanco

                      :-)

                    • simona_rm scrive:

                      So benissimo che berlusconi non nasce dal nulla, che è il prodotto peggiore della prima repubblica, degno figlio di craxi. Di tutto quel sistema che mani pulite sembrava aver scoperchiato e ricondotto ad una parvenza di legalità. Ma i sogni di gloria si sono infranti, perchè il sistema era molto più radicato di quello che si credeva, radicato negli italiani elettori appunto!

                      “Parlare di Berlusconi come del demonio , come avesse fatto la marcia su Roma, io credo che faccia comodo a molti ma che non porti a niente di concreto”…….personalmente continuerò ad esternare tutto lo schifo che berlusconi e i suoi degni compari mi suscitano, continuerò a vivere in totale difformità del loro esempio e continuerò a spiegare alle persone (che me lo chiederanno) i motivi per cui li detesto. Farò tutto quello che è nelle mie possibilità. perchè non è più tempo di stare zitti o filosofeggiare sulle cause e i perchè di berlusconi.

                      “il tuo discorso implica che prima di Berlusconi le cose andassero meglio”, Si le “cose” prima di berlusconi avevano un altro presupposto morale, la disonestà quando si palesava, era perseguita. Ora i disonesti……sono poveri perseguitati e i fatti non esistono più, sono sempre macchinazioni giudiziarie…mah! Che triste copione.

                      “E un poco di pazienza , Simona , il più è andato.Fidati”…….non l’ho capita, davvero.
                      Ho terminato la pazienza, soprattutto non ho mai creduto nella provvidenza. La storia è fatta dagli uomini, non da astratti come pazienza, fiducia, ecc.

  5. Francesca scrive:

    la penso come Prefe.
    Sembra impossibile che il popolo di sinistra debba mettersi nelle mani di un uomo che di sinistra non è.
    Forse alle prossime elezioni, se non cambia nulla prima, anch’io voterò per lui ma rimane il fatto che milioni di persone di sinistra vera (non quella del Pd che non considero sinistra) non sono rappresentate in parlamento da una forza di sinistra.

    Forse davvero stiamo scomparendo anche noi insieme a lei?!

    • Michele scrive:

      Siamo in una fase abbastanza “movimentata” per la sinistra. Il vuoto a sinistra l’ho sentito anche io, ma da 15 anni a questa parte, nel momento in cui il centrosinistra sprecava opportunità su opportunità. Rifondazione sarebbe potuto essere un altro approdo, ma recentemente Vendola è stato snobbato e non è stato eletto segretario. Mi dispiace, perchè Rifondazione aveva bisogno di una svolta per diventare un partito di governo, con una chiara idea alternativa del Paese, mentre tuttora (e probabilmente in futuro, vista l’elezione di Ferrero come segretario) vedo Rifondazione e gli altri partiti comunisti troppo involuti verso riti novecenteschi che li emarginano dalla gente, e anche da me. Nel governo Prodi sono stati lealissimi alleati, poco ma sicuro. Però dovrebbero modernizzarsi per affrontare le sfide di oggi, non la rivoluzione proletaria che aveva senso nelle in secoli precedenti al nostro.
      Invece negli ultimi 20 anni è successo altro. L’opinione pubblica, la qualità del senso critico della gente, è precipitata. Per questo è importante riscoprire calori come legalità e onestà: perchè ormai sono valori per niente scontati. Cavolo, corruzione e mafie sono diventate la prassi, il paese va a rotoli, e rotola a gran velocità tra l’altro. Perciò per me cominciano a diventare importanti i fatti e i valori, non la collocazione “ideologica” superficiale. E secondo me questo è un discorso utile per tutto l’elettorato di sinistra, specie per chi ha votato quell’ectoplasma che si chiama PD.

      Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

      • Matteo scrive:

        Mi trovo completamente d’accordo.
        Credo anch’io che ora la priorità dell’Italia sia riscoprire la legalità e l’onestà. Una volta fatto questo si può ricominciare a parlare di quella che chiami collocazione ideologica. Mi riservo anch’io il beneficio del dubbio su Di PIetro, ma al momento (purtroppo?) mi pare la scelta migliore, sia che sia o no “di sinistra”.

      • Francesca scrive:

        Rifondazione fra le altre “sinistre” ha perso perchè ha smesso d’interessarsi al suo elettorato.
        Devono ricominciare ad andare nelle fabbriche, nei call center, devono andare fisicamente, far vedere alla gente che esistono ancora perchè sembrano svaniti nel nulla.

        L’ideologia non conta sono daccordo, a questo punto in cui non si sa dove inizia la sinistra e dove finisce la destra, lo dico soprattutto per il Pd che non ho mai appoggiato, però secondo me la gente ha bisogno di sentirsi rappresentata in un gruppo. E’ sempre stato così. Io sono una donna di sinistra, mi sento di sinistra e voglio un partito di sinistra.
        Non per questo non voterei Di Pietro che, per come sta lavorando, sembra l’unico un pò serio in quel circo che è diventato il parlamento.

        • Fully scrive:

          Mi intrometto per ricordare che esiste una formazione di sinistra liberista, confluita nel PD anche se con scarsa visibilità per cui spesso si tende a dimenticarla. E’ una formazione politica che si batte da decenni per la moralità e la legalità. Sono i Radicali.
          A me pare che corrispondano perfettamente all’identikit della formazione politica che moltissimi da queste parti sembrerebbero apprezzare.
          Perché se ne parla così poco?

          Fully post: Elogio del dubbio

          • Oris scrive:

            Li votavo… sono passato dai comunisti a 18 anni ( il comunismo lo erediti) ai fascisti ( la ribellione a un mondo assistenzialista) e poi ai radicali ( 23 anni: troppa violenza sia a dx che a sx, sono uno che cambia idea :D )…

            Quanto fui contento di Emma ai tempi e quanto rimasi deluso… oggi l’urna la concepisco come roba funeraria…

          • Carlo Fronteddu scrive:

            Scarsa visibilità?! Ma dai! Ho ancora gli incubi da quando ero bambino per quel c**zone di Pannella con un lenzuolo in testa diceva a reti unificate che non gli veniva dato abbastanza spazio per dire la loro. O gli scioperi della fame e della sete, con lui che beve del té travestito da urina(ricordo che Marco Pannella era ed è un goliarda). Quell’ipocrita di Mastella che gli dice sù dopo averlo visto ingozzarsi in campo valtour in Kenya durante un sedicente sciopero della fame. Moralità e legalità?
            Un’altra cosa poi, sono affetti da baldracchite parlamentare acuta, si alleano a manca e a destra a seconda delle promesse che gli vengono fatte, fecero un alleanza con Boselli fondando la rosa nel culo(pugno) per racimolare almeno un paio di seggi ed ultimamente, con fottuta ipocrisia hanno aderito al PD per paura di scomparire.

            Nei seventies hanno fatto delle cose utili, dopo una volta ogni tanto hanno tirato fuori delle cose interessanti, ma ormai sono cacca, in mezzo all’altra cacca del PD indistinguibili, diciamo che sono andati in letargo per un possibile ritorno con una legge elettorale favorevole.

            Carlo Fronteddu post: Anatra Irlandese imbevuta di malto d’orzo fermentato

          • Francesca scrive:

            Sinceramente apprezzo solo la Bonino.
            E poi mi chiedo che pippa centrano con il Pd…?

          • Michele scrive:

            Si, apprezzo anche loro. Loro dovrebbero trovarsi a casa nel PD, ma il PD racchiude TUTTO, perciò qualche parte del PD deve per forza confliggere con i radicali. E chi è l’elemento conflittuale? I teodem, che io mi chiedo cosa cazzo c’entrano con una formazione di centrosinistra. Questi bigotti che minacciano sempre di votare “secondo coscienza”, e che attenagliano il PD sul lato laicità. Fossi il segretario del PD, caccerei i teodem a pedate e annetterei i radicali senza se e senza ma. Subito.
            Ma visto che il lavoro da segretario del PD virtuale l’ho cominciato…
            Allora
            1) fuori i teodem
            2) dentro radicali
            3) fuori Fassino, D’Alema, Rutelli, Veltroni… (insomma, qua urge un’elenco esaustivo della classe dirigente vetusta, nauseabonda e fallimentare del PD)
            4) posizioni nette su giustizia – conflitto di interessi – rete 4
            5) professare la VERA laicità dello stato
            6) (last but not least) ALLEANZA FRATERNA CON L’IDV
            … (tante altre cose da epurare / stravolgere)

            Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

      • lupoalburnino scrive:

        Caro Michele, rifondazione e etc. nel governo Prodi non sono stati lealissimi alleati: sono stati solo i “galli di Renzo” senza il minimo senso dello Stato. Bertinotti non può peremettersi di dire che il governo di cui fa parte e la coalizione che lo ha eletto presidente della Camera sono alla frutta, moribondi. Questa non è lealtà, e’ sfascio! Due volte Bertinotti l’ha fatto. Se questa è la sinistra che auspicate, potete aspettare mille anni…

        • Michele scrive:

          Hanno mangiato tanti rospi quando erano al governo, proprio per non farlo cadere. Se ne lamentavano pubblicamente, perchè gran parte del programma sottoscritto da tutta la coalizione è stato disatteso (con quei numeri esigui non si poteva fare tutto, certo, ma era anche giusto che loro si facessero sentire perchè dovevano dare risposte agli elettori che li avevano votati). Ma al momento delle votazioni si sono sempre sacrificati alle ragioni della coalizione. Bertinotti quando ha parlato di governo moribondo ha detto una cosa vera, perchè il governo traballava ad ogni passo. E questo non è stato offensivo, tant’è che in quel discorso Bertinotti omaggiava la tenacia di Prodi. Inoltre, in quel periodo il governo traballava anche e sopratutto per i capricci della componente centrista della coalizione, cosa che da fastidio se si pensa che il centro rompeva le scatole e i “riformisti” per tutta risposta attaccavano… la sinistra massimalista. Questo intendevo quando ho detto che sono stati leali.
          Per il resto, dico anch’io che quella parte della sinistra è troppo caotica e nostalgica per rappresentare una piena alternativa di governo.

        • Francesca scrive:

          Caro Lupo abbiamo già affrontato questo discorso altre volte e sappiamo già che non la pensiamo nello stesso modo.
          Tutti addosso alla sinistra “estrema” come piace chiamarla.
          Ma vogliamo parlare di Mastella e di Dini per esempio?
          Dini ora fa parte del Pdl, Mastella no solo perchè non l’hanno voluto.
          Mi sembra troppo semplice dare sempre la colpa agli stessi anche se hanno pure loro alcune colpe.

          • lupoalburnino scrive:

            Cara Francesca, non ho mai giustificato Dini e Mastella: anche loro hanno contribuito allo sfascio del governo Prodi. Non mi devi dire, però, che la cosiddetta sinistra estrema se ne è stata con le mani in mano: ha lavorato alla grande alla disfatta del suo stesso governo. E tu sai come!
            I rospi di cui parla Michele sono stati mangiati anche dagli italiani e li mangiano ancora. Quei rospi ce li ho anch’io sullo stomaco. Avrei preferito di no, ma non sono rospi che ha propinato Prodi. Se li è creati la sinistra estrema con certe priorità che potevano aspettare e con i tanti no di Pecorario Scanio, mio compaesano.
            Vi sta bene quello che sta succedendo? Alitalia, P.A., scuola, fra poco giustizia. Cosa dovrà caderci addosso per farvi ricredere?

            • Francesca scrive:

              Lupo guarda che io non gli ho difesi, ho detto che hanno le loro colpe ed anche grandi.
              Ma non sono gli unici.

              Comunque è inutile guardarsi indietro, la disfatta è stata enorme, spero se ne rendano conto e facciano qualcosa dal basso altrimenti sono destinati a scomparire del tutto e con loro anche quelli che li davano ancora il voto.

            • Michele scrive:

              Appunto: lungi da me criticare Prodi. Non c’erano i numeri per dare compimento a tutto il programma. E Prodi ha fatto un lavoro eccellente, viste le condizioni: ovviamente ha dato priorità ai punti più urgenti e con una base di consenso più ampia possibile. E’ stata la cosa migliore da fare. Prodi è stato il politico migliore del centrosinistra negli ultimi quindici anni, un vero signore. Basta vederlo in questi giorni: in seguito alla pubblicazione delle intercettazioni, non ha esitato un secondo a togliersi di dosso la solidarietà pelosa di quelo porco di Berlusconi, dicendo che non ha niente da nascondere, e che sopratutto non avrebbe voluto che tale fatto potesse fomentare un giro di vite dulle intercettazioni. Una dimostrazione di purezza dei valori. Peccato si sia ritirato dalla politica.
              Detto questo, non si poteva pretendere che gli altri partiti della coalizione sopportassero tutti i tagli al programma senza fiatare. Tali partiti hanno il loro elettorato da soddisfare, non possono essere malmenati dal più forte senza dire una parola.

              Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

  6. 1) IDV è solo Di Pietro. Tutto il resto sono numeri e comparse (forse tranne Leoluca Orlando). In campagna elettorale è un vantaggio, in politica, in parlamento è un grosso LIMITE.

    2) Ok, siamo tutti d’accordo con Di Pietro il nano è un delinquente e va esautorato…e poi?
    Idee, concetti, proposte per un futuro migliore dove sono?

    3) IDv è pura destra. E questa è un’anomalia non da poco. Quando il nano sarà a saint-tropez a godersi i suoi soldi chi ci dice che Di Pietro non si allei con Fini o Casini?

    Morale della favola: un Di Pietro meno giustizialista più di sinistra e soprattutto più concreto sarebbe un uomo politico perfetto.

    • Michele scrive:

      Dal mio punto di vista, Di Pietro ha alla sua sinistra solo le briciole della cosidetta “sinistra massimalista”. Di sicuro è più a sinistra del PD. Ma – sempre personalmente parlando – la collocazione “ideologica” sta diventando per me sempre meno importante. Anni di centrosinistra ipocrita hano causato in me una rivalutazione del termine “sinistra”; che senso ha dichiararsi tale e poi disattendere completamente le proprie affermazioni?. Le mie priorità sono legalità, onestà, laicità. Tendo a vedere Di Pietro l’uomo politico più vicino al fu Berlinguer, e tutti questi elementi messi assieme lo rendono molto più “di sinistra” di qualunque altro.

      Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

    • Jakala scrive:

      Direi che esprimi perfettamente il mio pensiero sull’IDV.

      Tutta la loro linea politica puo’ essere riassunta in “arrestate Berlusconi”.

      • Michele scrive:

        Uhm… io no :D
        Inutile dire che guardo spesso il sito dell’Italia dei Valori e di Di Pietro. E posso dire che c’è un’idea completa di come dev’essere il paese. Il fatto che l’agenda politica sia dominata da Lodo Alfano, delegittimazione della magistratura e corruzione fa in modo che gli interventi dell’IDV siano incentrati su questo tema. La percezione che Di Pietro voglia solo arrestate Berlusconi a mio avviso è una pessima conferma del fatto che la vita pubblica e politica del paese è ingolfata da interessi e fatti privati (nonchè guai giudiziari, a cui porre rimedio) del nostro Presidente (bleargh). Non possiamo prendercela di certo con Di Pietro per questo, no?

        Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

  7. Iniquo scrive:

    I partiti personalistici mi hanno sempre fatto storcere il naso.
    IDV è una cosa di Di Pietro, lui sceglie chi va bene e chi no (negli altri partiti almeno certe scelte sono concertate); di liberale ha solo la strenua difesa dell’indipendenza del potere giudiziario, per il resto è in linea con quella che fu Alleanza Nazionale (mi risulta difficile definire positivamente chi vota contro una commissione di inchiesta per i fatti del 2001 che tutto il mondo civilizzato ha aspramente condannato). Tra l’altro lo stesso Di Pietro disse più volte di essere un uomo di destra che sarebbe andato con Fini se non ci fosse stato Berlusconi. Peccato che la destra dell’attuale Presidente della Camera non sia quella liberale europea, ma un’accozzaglia di nostalgici manifesti e nostalgici un po’ più furbi.
    Non mi basta che un partito basi la sua politica su ciò che in una democrazia deve essere condiviso da tutte le forze dell’arco costituzionale, soprattutto perché non è l’unico come invece l’Autore vorrebbe far credere.
    Attenzione anche a farsi unici portatori di una sana morale, è roba da fondamentalisti. La morale è quella del rispetto dei principi della democrazia e – ripeto – non è prerogativa esclusiva di Di Pietro.
    Sulla capacità critica dell’IDV ho accennato all’osceno voto sui fatti di Genova 2001, le altre cose che mi fecero storcere il naso non le ricordo più.

    • Michele scrive:

      Uhm.
      Sul personalismo, posso capire. Dispiace anche a me. Ma mi sono convinto che quello che ha fatto sino adesso sia stato possibile solo attraverso una gestione del partito fatto con il pugno di ferro in guanto… di ferro.
      Su Genova 2001, Di Pietro ha più volte fatto mea culpa. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200711articoli/27248girata.asp
      Non sono stato per niente d’accordo su quella mossa, ma ho preso atto che le motivazioni non erano così assurde (si richiedeva che la commissione indagasse a 360 gradi, sia su eventuali reati da parte dei manifestanti, sia (sopratutto) verso i mandanti politici dell’abominio, oltre che sui reati perpetrati dalle forze dell’ordine), e sopratutto, ho constatato che esiste un politico che può fare ammenda dei suoi errori in modo onesto e trasparente.

      Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

      • Iniquo scrive:

        Sarò malizioso e prevenuto, però a questi ravvedimenti tardivi di chi vorrebbe farsi passare per ingenuo credo poco.
        La mia opinabilissima opinione è che si sia accorto della zappata sui piedi che si era dato (chi lo vota non è un fanatico della repressione armata del dissenso) e che quindi abbia detto «ops, non lo sapevo».

        La gestione con il pugno di ferro non può essere giustificata dalla necessità di fare qualcosa, anche perché non è che ci siano stati dei risultati… Ricordiamoci che i neofascisti usano anche questa scusa per giustificare il pelato appeso per i piedi.
        A ben vedere neanche di pugno di ferro si può parlare, visto che De Gregorio è passato dall’altra parte dietro lauto compenso (di fatto garantire la presidenza di una commissione è un compenso indiretto);
        paradossalmente somiglia molto alla gestione mastelliana dell’UDEUR: lui decide tutto, dai candidati al programma.
        Politicamente è stato intelligente ad appoggiarsi il populismo di Grillo, ma forse avrà dei problemi quando dovrà spiegargli alcuni principi fondamentali delle democrazie: non può bastare un’imputazione per impedire la candidatura, in caso contrario saremmo di fronte ad una sovranità popolare a libertà condizionata; non è “sano” sbraitare vaffa a destra ed a manca senza distinzioni mettendo tutti nello stesso calderone e non approfondendo mai i problemi (parole d’ordine che ricordano troppo il ventennio fascista); i parlamentari non sono dipendenti, ma rappresentanti senza vincolo di mandato (quindi attenzione quando si vota, non è un telequiz e non si può usare il jolly se si sbaglia); etc…

        • Michele scrive:

          Sicuramente si è accorto dell’errore politico ed è tornato sui suoi passi, stiamo dicendo la stessa cosa. Ma se stai dicendo che la sua intenzione era quella di dare un colpo di spugna alle torture perpetrate dalle forze dell’ordine, prima di rimangiarselo, allora non sono d’accordo con te.

          Per il pugno di ferro, penso che il caso De Gregorio possa essere un buon motivo per rendere il controllo sul partito ancora più stretto. Inoltre, qua si rischia di confondere una rigidità di regolamento interno con una deriva fascista, il che mi sembra troppo. Stiamo parlando della gestione di un partito, gestione tenuta rigida perchè si ritiene che questo possa giovare alla qualità del partito. Un mesetto fa hanno fatto tanti degli con gli under 30, mi è sembrata una cosa molto aperta. Tu parli di neofascisti, che hanno una visione decerebrata del vivere civile, non della gestione di un partito.

          Sul populismo di Grillo, penso che in molti frangenti abbia fatto più male che bene a Di Pietro, perchè probabilmente ha respinto molti moderati. Però resta il fatto che ci sono molti punti di contatto, ed è questo che determina il dialogo tra due interlocutori. Di Pietro però è diametralmente opposto a Grillo perchè mi pare voglia portare questi temi nella vita politica, con la politica, dentro le istituzioni, e non emarginarli in un “vaffa”.
          Il populismo di Grillo secondo me è eccessivo in molte occasione. Ma a mio parere occorre:
          1) Filtrare la componente comica e veemente, prendendola per quello che è, compresi i vaffa
          2) Isolare gli argomenti e valutarli con mente critica
          Si può essere d’accordo oppure no, ma non si può criminalizzare sempre il vaffa come scusa per tacciare l’invettiva come irragionevole. Ad esempio, il fatto che i parlamentare siano dipendenti pubblici è VERO. Hanno una carica pubblica e sono pagati con soldi pubblici. Sono rappresentanti senza vincolo di mandato, ma ciò non vuol dire “appena verrai eletto potrai fare i cavoli tuoi come ti pare”, perchè il tuo compito è servire lo stato e chi ti sta pagando lo stipendo. Dunque sei un dipendente pubblico. Come argomento non mi sembra così estremo, anzi mi sembra ragionevole (ovviamente, ripulito dai “vaffa” per non scandalizzare). I politici rispondono indignati perchè il lassismo odierno li ha abituati a farsi i cavoli propri senza rendere conto a nessuno, mentre il bene comune è ormai passato di moda. Però non dobbiamo rassegnarci a questo.

          Ad ogni modo, sono proprio i lati negativi di Grillo che mi fanno apprezzare ancora maggiormente Di Pietro.

          Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

          • Iniquo scrive:

            Siamo d’accordo su molte cose.
            Devo però ribadire che i parlamentari non sono dipendenti.
            Il rapporto di subordinazione implicherebbe obbedienza alle direttive, sanzionabilità, revocabilità… Tutte cose che avvenivano nell’URSS dove il mandato era revocabile (da parte dell’organo politico ai danni degli “amministrativi” e dell’organo politico superiore su quello inferiore) e quindi era facile eliminare i non ortodossi. Assenza di vincolo di mandato vuol dire anche che il singolo parlamentare ha libertà di coscienza nel voto, non può essere costretto dal segretario del partito o dai suoi elettori. Se a questi ultimi la cosa non va bene hanno l’arma della non rielezione, l’unica veramente efficace e compatibile con l’indipendenza dell’organo legislativo.
            Il mandato revocabile funziona in realtà giuridiche e storiche molto diverse dalla nostra come lo Stato della California ed in altre che in più hanno anche il vantaggio del numero contenuto di cittadini (Svizzera, alcune amministrazioni locali degli Stati Uniti).
            Si può usare qualche volta la metafora del dipendente pubblico parlando dei parlamentari (soprattutto per richiamarli alla decenza in fatto di spese), però si sa che le metafore non sono esaustive e spesso confondono le acque. Lasciamo che le usino i demagoghi come Bonaiuti, recordman di metafore.

            • Michele scrive:

              Ok. Vai sul tecnico, e magari ci può stare che i parlamentari non rientrino nella definizione di “dipendente pubblico”. E mi stanno anche bene le cose come stanno adesso, nel senso che la libertà di coscienza e l’assenza del vincolo di mandato sono cose che condivido. Come dicevo prima, per dipendente pubblico ci si riferisce al fatto che il parlamentare è pagato dallo stato e dai cittadini, e lavora per lo stato e per i cittadini. Non si vuole in nessun modo retrocedere la condizione del parlamentare, si vuole tornare alla sostanza delle cose. Quello che mi stupisce è la reazione a tale affermazione. La sensazione è che ormai la situazione sia tale per cui il parlamentare si sente al di sopra di tutto, e avere qualcuno che gli ricorda che ha precisi doveri e deve pensare al bene comune francamente gli rompe un pò le scatole.

              Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

  8. Framaulo scrive:

    “Eh ma Di Pietro è un uomo di destra”.

    Ma nel 2008 riteniamo ancora così importante una distinzione che risale alla Rivoluzione Francese? Cosa ha di destra Berlusconi? Cosa ha di sinistra Bertinotti? Stiamo parlando di categorie desuete, superate, e soprattutto inutili e dannose. L’imprenditore non è nulla senza l’operaio, e l’operaio non è nulla senza l’imprenditore.

    Oggi la distinzione che bisogna fare è tra gli onesti e i delinquenti, tra chi arricchisce la collettività e chi arricchisce sè stesso. Destra e sinistra sono specchietti per le allodole, per fare le coalizioni e per far vendere l’Unità e il Giornale ai soliti aficionados.

    Framaulo post: Il bestiame capta il magnetismo terrestre

    • Oris scrive:

      sì, questo cnetto mi sento di sposarlo… ma molti non ce la fanno proprio, credimi, romanticismo, sapore di impegno sociale… preferiscono cmq seguire una etichetta.

    • Oris scrive:

      *cnetto = concetto (si vede male sovrapposto alla’altro testo..)

  9. ilBuonPeppe scrive:

    Come ha detto Monica, la situazione di IdV e di Di Pietro non sono proprio limpide (per usare un eufemismo).
    Se vuole fare il paladino della legalità e della moralità va benissimo, ma per essere credibile deve applicare prima di tutto a sè stesso questi principi; altrimenti è solo fumo.

  10. mattions scrive:

    1. L’IdV mi sta piacendo come partito, e l’idea di avere dentro gente come Giulietti, Pancho Pardi, Orlando… aver proposto la candidatura a Nando dalla Chiesa (che poi ha rifiutato) mi sembra che possa dare un’idea chiara della possibilità e delle persone in questo partito.

    Nominatemi qualche altro parlamentare decente negli altri partiti.

    2. Di Pietro è un giustizialista ed uomo di destra, io sinceramente non capisco che vuol dire?

    Giustizialista perchè vuole che la legge sia uguale per tutti e che i processi arrivino alla fine e non vengano bloccati con leggi ad hoc? (E se uno blocca un processo con una legge ad hoc, qualche scheletruccio ce l’ha nell’armadio)

    3. Infine capire cosa si intende essere di destra o di sinistra sarebbe anche interessante, perchè se tiriamo giù una botta di cose, tipo:

    a) difesa dei consumatori (class action, proposta dall’IdV)
    b) difesa dei lavoratori (IdV in prima linea per la sicurezza sul lavoro e contro il precariato)
    c) sviluppo sostenibile e rispetto dell’ambiente (proposta sulle energie rinnovabile come fonti primarie) [anche se Di Pietro si è opposto all'impianto eolico off-shore, grosso errore che non gli perdono]
    d) equità sociale, con una dura lotta all’evasione fiscali, la chiusura di enti inutili e il ribilancio delle risorse in maniera oculata.
    e) Informazione libera e svincolata dai partiti.

    Stando all’erta e facendo una botta di calcoli, l’IdV sta andando bene sull’80% delle questioni, commette i suoi errori, ma rimane decisamente la scelta che mi rappresenta di più in questo momento.

    Poi se uno mi spiega perchè viene considerata di Dx, sarebbe anche interessante.

    mattions post: Vero non vero

    • Michele scrive:

      Insomma, torniamo a http://it.youtube.com/watch?v=Y5eJDLyAtOs&feature=related.
      Anche a me capita di non essere d’accordo l’IDV per certe mosse, tipo quella riportata da te. Però mi riconosco nell’impianto e nei principi, quindi…
      E comunque la cosa più incredibile è proprio la centralità di certi argomenti che non dovrebbero neanche permettersi di imbrattare l’agenda politica. Come si fa a discutere di immunità per le più alte cariche dello stato? Rete 4 che ancora trasmette. L’aggravante di clandestinità. 4 militari usati come fantocci in giro per la città. I nostri vicini europei ci sbeffeggiano, noi non siamo mai veramente entrati in Europa, però con la corruzione dilagante ci permettiamo pure di usare parole come “giustizialismo”. Incredibile.

      Michele post: Sentenziare è cosa buona e giusta / 3

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