Non Mandiamo in Ferie i Nostri Neuroni, Riflettiamo sull’Esempio di Ghandi
23 agosto, 2008 - 13:00 di Carmine F.
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Si dice che in Estate anche i neuroni vadano in vacanza, che le riflessioni si fermino durante la settimana di Ferragsto. C’è spazio solo per il divertimento e la spensieratezza, per il riposo e niente più. Beh, sarò anormale, avrò qualche problema, ma i miei neuroni (cioè l’unico che mi è rimasto) lavorano a pieno ritmo. Mi fanno riflettere, pensare e a volte a anche capire qualcosa.
Così la mia attenzione è stata attirata da una pubblicità, strana per la verità. Al centro l’immagine Ghandi. Cammina verso una casa diroccata ed una voce fuori campo, sopra quello dello stesso Ghandi, annuncia che è stato ritrovato l’audio originale di un discorso tenuto ad una conferenza di delegati asiatici. Per la lettura del testo integrale la pubblicità . Io ci sono andato ed che ho trovato molto singolare.

Per prima cosa sul sito si dice , a mio avviso erroneamente, che il testo parla della differenze tra i popoli. In realtà per quello che ho letto Ghandi parla delle differenza tra India ed Occidente, in senso lato potremmo dire tra Asia ed Occidente, tuttavia questa è un evidente forzatura. Secondo Ghandi il dominio inglese ha reso culturalmente (e non solo politicamente) schiava la sua India, tanto che tutte le fonti storiche o culturali in genere sono inglesi o più specificatamente Occidentali. Non c’è spazio per la cultura indigena dell’India nella quale Ghandi è cresciuto. Per cui l’India risulta nascosta, la vera India è celata dietro la patina Occidentale che il Mahatma (spero di averlo scritto bene) detesta. Dunque, l’unico metodo per liberarsi da questo dominio è cercare di conquistare l’occidente con la cultura indigena asiatica, con l’amore e con la verità. Messa in questi termini, la conquista sarebbe accettata anche dagli stessi occidentali.
Dicevo in precedenza che lo ritengo un discorso strano. Non conosco affatto a storia di Ghandi, ma la sua portata morale è indiscutibile. Allora mi chiedo, perché un uomo che ha predicato la non violenza, la disobbedienza pacifica, predica in un discorso un atto di violenza seppur culturale? Premesso che il colonialismo è da condannare, ma perché conquistare l’Occidente?
L’idea che personalmente mi sono fatto nel leggere questo discorso è che ci fosse bisogno di parlare alle coscienze sopite degli indiani, degli asiatici in genere. Per troppo tempo succcubi di un colonialismo ingiustificato e latore di danni, nella maggior parte dei casi, gravissimi. Nel testo, infatti, Ghandi parla della “vera India” che nessuno risce più a vedere, che nessuno conosce più. Suo intimo desiderio, dunque, diventa quello dell’Indipendenza culturale prima che politica, poichè solo così l’immensa fonte di cultura che è l’India possa salir alla ribalta.
Ma qual’è la vera grandezza di Ghandi? A mio avviso, la sua immensità rimane nei metodi. L’amore come sublimazione della dolore e della frustrazione di un popolo oppresso, la verità strumento per scongiurare soprusi gravissimi come la dominazione straniera.
La conquista dell’Occidente, quindi, non si pone come un atto di violenza, bensì come il mezzo per il veicolare il messaggio d’amore di cui il mondo ha un estremo bisogno. La bomba atomica, la secolarizzazione, le guerre e tanti altri fenomeni comportano la perdità del senso d’amore he dovrebbe sempre avvolgerci e che dovremmo sempre mettere in atto. La verità, poi è l’atto attraverso il quale noi possiamo dare manifestazione all’amore, alla volontà di amore che, si spera, si apresente in ognuno di noi.
Non mandiamo in vacanza i nostri neuroni, cerchiamo di riflettere sull’esempio di un uomo che ha speso la sua vita per l’amore e la verità.
Non Mandiamo in Ferie i Nostri Neuroni, Riflettiamo sull’Esempio di Ghandi è di

Non entro nel merito delle considerazioni, comunque interessanti, di Carmine.
Cerco ancora di capire cosa c’entri Telecom con Ghandi e perché uno che manda bollette voglia per forza farci sembrare che stia lavorando per la pace nel mondo quando, secondo la mia personalissima opinione, fa solo i suoi affari e fa anche bene a fare solo quelli.
capo!!! Che è successo al tuo avatar?
Sembri uscito da una novella di E.A.Poe!
Il “diabolico” Fully sta facendo scuola….
bella foto eh?
Si, bella. E poi qui ti riconosco.
ahahaha
vorrei proprio vedere
purtroppo non fa solo i suoi affari… dimentichi forse Tavaroli, Cipriani, i dossier Telecom…
giusto
Comunque l’intento era discutere il testo, che sfortunanamente ho potuto consultare solo attraverso quel sito. Non ero interessato alla Telecom e comunque nemmeno lo capisco cosa c’entrino i vari Tavaroli Trochetti etc etc…
Forse perchè Gandhi ha messo in comunicazione le coscienze di tutto il mondo, e la telecom vuole provare a dare una voce a queste coscienze.
Metaforicamente parlando. OVVIO.
CogitoergoVomito post:
è una possibilità
l’avevate già letto il post di attivissimo a proposito?
ciao!
sempre dello stesso:
buona lettura
accurimbono post:
Come al solito, quando c’è da vendere fumo, Telecom non è seconda a nessuno.
Condivido la perplessità di CN su cosa diamine c’entri Gandhi con la Telecom e ovviamente (come CN) sono consapevole che sia solo un modo di costruirsi una immagine “buona” da parte di un’azienda che dal punto di vista etico ha lasciato parecchio a desiderare.
Premesso ciò, vorrei sfatare il mito Gandhi. Ebbene si. Perché solo chi non conosce “affatto la storia di Gandhi”, può considerare indiscutibile la sua portata morale.
1) Gandhi è stato figura politica piuttosto contraddittoria; ha avuto momenti di coerenza solo negli ultimi anni della sua vita, quando non aveva più –ormai- un ruolo politico, ma spirituale. Era il punto di riferimento per gli indiani che vedevano in lui un aggregante per l’identità nazionale. Identità e senso di unità che l’India non aveva mai avuto prima dell’arrivo degli occidentali; il sentimento nazionalista si è formato solo nel momento in cui l’India ha iniziato ad identificarsi in un “unicum”, confrontandosi con l’Altro, l’Occidentale, nello specifico la Gran Bretagna che è stata il costruttore dell’unità territoriale indiana.
Es. di contraddizioni politiche di G. rilevate dagli storici occ.:
- durante la 2a G.M., Gandhi effettuò una tournè di reclutamento per invogliare i giovani indiani ad arruolarsi al fianco della Corona Brit. Con la motivazione principale che la guerra avrebbe avuto una finalità pedagogica! Avrebbe insegnato loro, il senso del sacrificio per una giusta causa. Ecco….questo fece G., in evidente contrasto con la sua teoria dell’ A-himsa (non-violenza);
- inoltre: G. pretendeva di parlare ai più umili e derelitti, ai pària dell’India che lo osannavano in ogni sua apparizione pubblica, ma negò loro il diritto al voto……perché essendo questi analfabeti, non li reputava in grado di una scelta politica consapevole. In pratica negò il diritto al voto a quasi il 90% dell’India…..il 1° ad opprimere un popolo oppresso! (anche nel “discorso” in questione si riferisce a loro come un “concentrato di saggezza”….,ma questi saggi non li voleva votanti!! Chissà perché!)
Per gli storici indiani invece, Gandhi è un santo e non si discute.
2) cit: “Non c’è spazio per la cultura indigena dell’India nella quale Ghandi è cresciuto. Per cui l’India risulta nascosta, la vera India è celata dietro la patina Occidentale che il Mahatma (spero di averlo scritto bene) detesta. Dunque, l’unico metodo per liberarsi da questo dominio è cercare di conquistare l’occidente con la cultura indigena asiatica,” […] Per troppo tempo succcubi di un colonialismo ingiustificato e latore di danni, nella maggior parte dei casi, gravissimi. Nel testo, infatti, Ghandi parla della “vera India” che nessuno riesce più a vedere, che nessuno conosce più”
L’India in realtà conquistò ampiamente l’occidente: gli studi sancriti e tamilici nascono grazie agli occidentali rapiti dalla sua cultura millenaria. Proprio gli occidentali (inglesi e tedeschi tra i primi) hanno saputo valorizzare e strutturare questa cultura, restituendola splendente agli indiani, che l’avevano per lo più ignorata! Senza l’Occ., l’India non avrebbe mai avuto consapevolezza della sua cultura, che sarebbe rimasta esclusiva della casta bramanica per altri secoli e secoli. La “Compagnia” fonda dei colleges per formare il personale indiano e questi divengono il modello scolastico per l’India (che conosceva solo università monastiche) diffondendo l’alfabetismo tra gli indiani e riuscendo a far convivere l’India indù con quella mussulmana. All’uscita di scena della G.B. queste 2 anime dell’India si spaccheranno, originando delle atrocità politiche bagnate dal sangue.
Per quanto riguarda le “atrocità” del colonialismo, l’India è riuscita a farsi più male da sola che sotto il governo britannico. E per ciò che concerne i “danni”, il “caso India” è l’unico (al momento) riconosciuto dagli storici come quello che ha apportato più benefici che oppressione (ovviamente letto in un’ottica contemporanea e viene denominato “paternalismo”). Il colonialismo britannico in India ha avuto sicuramente alcuni episodi atroci, ma senza questo non esisterebbe l’India contemporanea e probabilmente sarebbe ancora una terra frammentata in tanti principati e tormentata da lotte intestine.
Lo stesso Congress Party (quello di Gandhi, Nerhu, Indira, Sonia, ecc.) nasce per interessamento e volontà di un piccolo funzionario della Compagnia, tale Hume
In conclusione il vero artefice dell’identità e indipendenza indiana è la G.B. prima ancora di Gandhi. Quest’ultimo diviene manifesto della sua identità ed oggi di lui si rammentano solo il concetto di non-violenza e ricerca della verità. Non so se è meglio così…..è proprio da questa accezione totalmente positiva del ricordo di Gandhi che si perpetrano queste stupide strumentalizzazioni pubblicitarie.
PS: maha+atman = mahatman > trad.: grande essere (spirituale)
Le lotte intestine ci sono ancora adesso nonostante il colonialismo (che semmai le ha fomentate) e Gandhi stesso.
Il fatto che esitano ancora le caste ne è una testimonianza, oltre alle lotte fra differenti religioni che è un altro problema.
Dissento dalla tua opinione: probabilmente l’India oggi non sarebbe quello che è se non ci fosse stato il colonialismo.
Secondo me è molto difficile poterlo affermare…e poi anche se fosse?
In fondo cos’è l’India oggi, se un paese poverissimo in via di uno sviluppo non equilibrato e a scapito della gente e dell’ambiente?
In tutti i casi il colonialismo secondo me è da condannare sempre e comunque.
Ho un libro sulla biografia di Gandhi che mi aspetta sulla libreria da qualche mese ed ora mi è proprio venuta voglia di leggerlo.
Riguardo alla casta degli intoccabili: Gandhi adottò una bambina che dimostrare che le caste sono state un’invenzione razzista e discriminatoria.
Della pubblicità invece non so che dire. Hanno strumentalizzato la sua figura e la trovo una cosa orrida.
Comunque qualcuno avrà dato il permesso a Telecom e questo è ancora più orrido.
Le uniche lotte “intestine” all’India attualmente, sono per l’appunto quelle che vedono contrapposti indù e mussulmunani e sono concentrate nel kashmir. Non me ne risultano altre.
Le uniche lotte intestine in cui ci fu ingerenza e quindi -ragionevolmente- anche fomento da parte dei colonialisti, furono le cosiddette “guerre del Karnatiko”, in cui francesi e inglesi si contrapposero per avere il controllo di alcuni territori e per farlo appoggiarono 2 principotti locali che usavano scontrarsi tra di loro. NB: mentre in India avveniva tutto ciò, in Europa i fatti venivano pesantemente condannati, così come in GB veniva condannato il colonialismo stesso….., perchè l’anima più coerente della GB considerava il colonialismo una condizione politica inaccettabile, per un paese che in Europa era il faro del parlamentarismo.
Anch’io trovo il colonialismo esecrabile, soprattutto nel 21°sec.; ma c’è stato, non possiamo negarlo. Tutto quello che possiamo fare è valutarlo nel modo più oggettivo possibile. La storia -vera- non dà giudizi, la storia racconta i fatti.
PS: ho un po’ di confusione tu sei francesca “di sempre” o sei nuova?
No Simo sono sempre io, solo che devo collegare l’avatar al mio nuovo indirizzo….visto il tempo che ci ho messo l’ultima volta, appena ho 10 minuti lo faccio.
Io considero lotte sociali anche la questione delle caste che in India è davvero un muro insormontabile come l’apartheid in Sud Africa.
Nonostante sulla carta non esista, il problema c’è.
Sulle colonialismo ce ne sarebbe da dire…ovunque nel mondo pongo il mio sguardo, non riesco a trovare il lato positivo.
E meno male, non sapevo se prendermi delle confidenze scherzose oppure no!
Mamma mia, tu ora mi fai parlare dell’India e io ci sto’ tutto il pomeriggio!!! Sfondi una porta aperta!
Il “problema casta” in realtà in India non ha mai dato origine a lotte, la condizione castale viene vissuta come ineluttabile; vista da ovest (da noi) la faccenda è inaccettabile, in India invece è ordinara quotidianità; anche in questo ambito i primi a sollevare il problema sociale sono stati proprio i britannici…ebbene si!
Hanno proibito parecchie brutture che in India erano di uso corrente. Ad esempio hanno impedito per legge i matrimoni sotto i 12anni o la “sati”, il rituale per cui una donna rimasta vedova doveva immolarsi sulla pira funebre del marito….e bruciare viva! O avrebbe vissuto tutta la vita da reietta. Hanno dovuto combattere e perseguire i fanatici della dea Kali, che giravano nottetempo per le strade sgozzando dei malcapitati (solitamente poveri che dormivano in strada), perchè il culto della dea pretendeva sacrifici umani!!
Questo ha comportato una ingerenza notevole nelle “tradizioni” dell’India, quindi -in un certo senso- una violenza, ma senza questa “violenza” l’India forse non si sarebbe ancora affrancata dai suoi orrori.
Il “muro” castale in India oggi, si è abbassato notevolmente e proprio perchè mitigato dall’influsso occidentale che ha imposto il proprio parametro sociale. Il vero male endemico dell’India è la sconfortante povertà di quasi tutte le zone rurali, dove chi nasce povero pensa di non potersi affrancare dalla propria condizione. Ed è questo il retaggio grave della mentalità castale: pensare la propria condizione di nascita come non-modificabile. Per il resto -nelle città- è aumentata notevolmente la classe media e la condizione di tanti è migliorata.
Per quanto riguarda lo sviluppo sconsiderato dell’India (soprattutto verso l’ambiente), anche qui -secondo me- la “colpa” e nell’esempio occidentale: lo sfruttamento selvaggio delle risorse, non possono che averlo preso da noi!
In bocca al lupo per la bio di gandhi, io lessi una raccolta di suoi discorsi pubblici e sono quasi morta dalla noia (confesso di non averla neanche terminata!)
Simo puoi prenderti tutte le confidenze che vuoi!
Vedo che l’India ti attira parecchio. Io confesso di saperne poco, quello che so è riportato dalle mie cugine adottate dai miei zii da 4 anni ormai.
Ti consiglio se non l’hai già visto il film “Water” di una regista indiana: fa’ capire molto bene che la situazione delle caste e dei matrimoni di minorenni esiste ancora, purtroppo, sebbene sulla carta siano state condannate.
Hai visto al tiggì i fondamentalisti indù cos’hanno combinato?
L’hanno fatto vedere solo perchè ci sono in mezzo dei cristiani ma risulta che contro i musulmani siano all’ordine del giorno.
Anche qui sui fondamentalismi e gli eccessi c’è ancora da lavorare parecchio.
Fra religione, povertà e sviluppo economico ad ogni costo la gente vive ancora mendicando, senza casa e senza fogne, gli orfanotrofi sono pieni di bambini di ogni età.
La situazione secondo me è abbastanza catastrofica, più di quello che molti s’immaginano.
PREMESSA…TARDIVA:

chi non è disposto ad annoiarsi, non legga quanto ho scritto sopra
(i miei neuroni invece, se la meritano un po’ di vacanza….ma quando arriva settembre?)
Cara Simona, ho letto con interesse e attenzione queste tue notizie su Gandhi. Devo ammettere la mia ignoranza: non ne sapevo nulla! Tuttavia, ho sempre avuto il sospetto, basandomi su quel poco che conosco della storia inglese, che il colonialismo in India non sia stato del tutto negativo. Non ho mai espresso il mio pensiero perché non ho dalla mia una solida preparazione sul tema che potessi tirar fuori all’occorrenza e anche perché temevo di sembrare filo-imperialista! Insomma, ci avevo quasi azzeccato senza, come si dice, saper leggere e scrivere! Grazie di queste interessanti notizie che mi andrò a spulciare con più cognizione di causa.
“ci avevo quasi azzeccato”
Ange, sarà perchè una formazione umanistica e sesto senso femminile, non portano mai lontano dall’oggettività storica.
OT:
volevo postarlo, ma non ci sono articoli adatti ultimamente, e il tema Ghandi suona come meno peggio.
Questo BLU (credo sia di Bologna, ma forse mi sbaglio) se ne va in giro per il mondo a fare graffiti etici, ed ha esposto in gallerie d’arte. Se vi colpisce l’idea, potete approfondire sul suo sito
Io son rimasto a bocca aperta riguardo certi lavori
I video poi sono una roba splendida
mi ha fatto piacere che sei andato a vedere. Si il film MUTO e’ quello che me lo ha fatto conoscere (e che gli ha dato un certo eco online), ma poi son rimasto molto colpito anche dai “drawings” ( , lo sketchbook 1 e’ il migliore *a mio parere*). Ora tramite i feed vedo di giorno in giorno un nuovo edificio obbiettivo, 2 o 3 istantanee di lavoro, e il risultato in quasi “diretta”. Fantastico!
ora che ci penso, forse qualche immagine dai sketchbook si potrebbe usare nelle illustrazioni di MC (ad esempio quella a sinistra qui: ) Tanto per dire BLU permette la ripubblicazione del film MUTO a patto che non sia per fini di lucro. Dalle opere chiaramente e’ a favore della diffusione dell’informazione su internet.
Che ne dici CN, gli facciamo un fischio? Sempre se puo’ servire al nostro obbiettivo di conquista del mondo, ovviamente
Ciao, BLU sono un collettivo
Cari amici miei neuroni ogni tanto funzionano (C.N. faccina che ride a crepapelle, grazie!), vi rimando a questo sito in cui sono spiegate in modo esuriente le ragioni per cui Telicom = Ghandi
Per quanto concerne l’attività di Ghandi, è vero la sua azione politica è stata piena di contraddizioni e,a volte, disastrosa. Ma era ed è un essere umano soggetto ad errori di valutazione e di “estrazione” sociale e quindi alle valutazioni storiche contemporanee, come d’altronte è toccato a Marx, Lenin, Mao….Gesù e i vari Papi. Ciò che oggi prevale, per me, della sua filosofia politica, non sono le azioni, ma il messaggio finale : ci sono modi diversi dalla violenza per raggiungere un’obiettivo sociale ( non -volenza, disobbedienza fiscale, etc). Ecco perchè continuo ad ammirarlo e proiettare nel 2008 il suo metodo comunicativo semplice ed efficace: non parlo più ai potenti ma solo alla gente.
Ciao
La differenza tra eroi e carnefici dipende dall’inchiostro che usano gli storici.