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Non Ci Sono Più i Russi di Una Volta, Dice

13 novembre, 2008 - 13:01 di  
Archiviato in Oltre il Confine, Storia e Memoria




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Che cos’è quella sottile inquietudine, quel filo sottile di ansia che mi prende allorché dalla finestra aperta sento provenire quelle voci che parlano in russo nel cortile di casa mia? Non mi succede lo stesso se sento parlare inglese, arabo o senegalese. E’ un po’ l’effetto che, negli anni settanta, faceva la lingua tedesca ai nostri genitori e parenti ancora memori della guerra.




Me lo ricordo benissimo, al mare d’estate. Se il vicino d’ombrellone teutonico alzava un po’ la voce con i kinder, gracchiando un “strunzachtfunfkunstengeselshafftscheissevierden!”, vedevi il nonno sussultare, aggrottare le sopracciglia e borbottare infine “Boia di tugni’!..” (tedeschi, n.d.t.)
Perché a me capita la stessa cosa oggi con la coppia di badanti della mia vicina, (li chiameremo Ivan e Svetlana), anzianotti e per altro assolutamente inoffensivi (spero)?
Non sono cosacchi e nemmeno usano far abbeverare i cavalli alla fontanella del giardino, eppure mi sorprendo, vergognandomene, a guardarli con sospetto. Non nascondo che si tratta proprio di sindrome da accerchiamento quando lei mi osserva di rimando con una vaga espressione da “io ti spiezzo in due” (ho il vago sospetto che la cosa sia reciproca).

Il motivo di questa reazione non sarà perché sono venuta su in un periodo in cui dire russo significava solo ed unicamente nemico? E per giunta mica un nemico così ma uno che ti avrebbe volentieri distrutto senza dire “ba” con un bel fungo atomico velenoso facendosi una risata molto carasciò.
Non sarà perché guardando quegli emozionanti film di fantascienza americani anni cinquanta sugli ultracorpi non mi era sfuggita, come a tutti gli altri spettatori, la rozza metafora? I baccelloni non sono baccelloni in realtà, sono i russi, che vogliono invaderci e distruggerci, portandoci via tutto ciò che abbiamo.
Ricordate, tanto per dirne una delle più recenti, l’angosciante canzone sfilacciamaroni di Sting, “Russians”, dell’era reaganiana?

Immagine anteprima YouTube

Sono passati tanti anni. Da un giorno all’altro i russi sono ufficialmente diventati amici con i quali fare lingua in bocca, non sono mai stati comunisti (ma quando mai) ed è stato permesso loro di invaderci in forma strisciante, sotto forma di corpulente signore di una certa età che a volte si portano dietro i mariti (sicuramente ex Armata Rossa, forse addirittura ex KGB). A queste Stevlane affidiamo con assoluta fiducia addirittura i nostri vecchi ed amati genitori.

Non ci sono più i russi di una volta, dice.

L’ex canaglia del KGB dalla coscienza foderata d’amianto frequenta i salotti buoni e piscia nei cessi dorati nelle ville dei più virulenti anticomunisti. Con una enorme ed ipocrita spugnona si sono cancellati quarant’anni di guerra fredda perché faceva comodo così.

L’inconscio però è una brutta bestia e l’imprinting un grandissimo figlio di puttana. Non puoi fregarli tanto facilmente. Dopo che hai martellato per anni un concetto nel cervello della gente non puoi pretendere di farlo sparire da un giorno all’altro con una specie di “Se mi voti ti cancello”.
Proviamo a fare dello sporco relativismo. Quei signori badanti, la matrioska e l’ex tovarish, hanno una certa età e, facendo una botta di conti anagrafici, quando sono nati la prima cosa che hanno visto erano i baffoni di Stalin. Altro che Konrad Lorenz.
Chissà quante volte hanno sentito parlare a scuola degli imperialisti, degli sfruttatori del proletariato e si sono sentiti raccontare che gli amerikanski e i loro servi europei li avrebbero volentieri distrutti senza dire “ba” con un bel fungo atomico velenoso facendosi una risata very cool.
Quindi, se noi siamo stati allevati a latte e “maledetti russi”, loro sono venuti su con l’idea che noi eravamo dei capitalisti di merda. E’ un pensiero che dobbiamo accettare, che ci piaccia o no. Ecco perché dicevo che il guardarsi in cagnesco era reciproco.

Va bene ma, che problema c’è? Non sono più comunisti, dicono. Non c’è più pericolo.
Mah, se parli con loro capita molto spesso che venga fuori una certa nostalghija dei tempi andati. Stavano meglio quando stavano peggio, insomma. Allora un pezzo di pane ammuffito ma sicuro l’avevano, oggi nemmeno quello.
Stai a vedere che l’unico modo per riavere una sinistra in Italia sarà dare il diritto di voto a Svetlana ed Ivan. Molto, molto carasciò.

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Comments

19 Risposte a “Non Ci Sono Più i Russi di Una Volta, Dice”
  1. lupoalburnino scrive:

    Chiedilo a Berlusconi che di comunisti se ne intende tanto da vederli dappertutto, specialmente in Italia. Gli fanno tanta paura. Ha ragione, povero Silvio. Potrebbero mangiarsi i suoi figli.
    E Putin? Non è un comunista. E’ un amico!

  2. Max scrive:

    Parlo per esperienza diretta. La mia compagna e futura madre di mio figlio è di Mosca. Ho passato un po di tempo a Mosca a casa dei suoi genitori e posso dire che sono molto più comunista io (nato nella bassa Modenese e nipote di partigiana decorata). E come tale alle ultime elezioni ho annullato la scheda causa attacchi di conato ad ogni tentativo di voto ad un partito di sinistra. Se uno gira per Mosca non sembra di essere in una città ex comunista ( tranne quando ogni tanto incontri una di quelle targhe in bronzo che ti ricorda che li una volta Lenin fece un comizio ). Sei sicura che Svetlana ed Ivan siano russi ? ho imparato che gli unici russi che incontri in Italia sono quei milionari che si vengono a comprare le case di pregio in Toscana. Gli altri che noi crediamo russi in realtà per la maggior parte delle volte provengono dalle ex repubbliche ( i cui abitanti spesso dai Russi sono considerati peggio che i meridionali dai leghisti ).

  3. max scrive:

    E’ che stiamo vivendo momenti irripetibili. Dal momento che i russi si sono trasformati in consumisti in America sono dovuti diventare comunisti nazionalizzando tutte le più grandi banche (poi tra pochi giorno dovranno farlo anche con la General Motors e a quel punto siamo a posto).

  4. Vortexmind scrive:

    конечно, я очень люблю русский язык и девушкы

  5. Pinocchio scrive:

    A volte penso chi sia veramente più democratico.

  6. Nethan scrive:

    Per la mia modesterrima (permettetemi la forzatura!! :) ) esperienza e conoscenza, credo che B. sia semplicemente saltato sul carro del vincitore, e soprattutto sul carro di chi considera eni primo interlocutore a livello commerciale e, soprattutto di chi è un dittatore quasi conclamato, in questi tempi di estrema penuria di risorse..
    P.S. la russia un po’ di risorse le ha…

  7. lucaspazio scrive:

    A quanto mi racconta mia moglie, che sul codice fiscale ha scritto nata in URSS, sebben in regime giá di perestoryka i Russi non hanno mai “parlato male” del altro mondo come gli Americani, semplicemente non esisteva un altro mondo.
    Gli americani volevano atomizzarli, ma non sapevano bene il perché. Non c’e mai stato un fil in cui apertamente si faceva la guerra all’americano come invece succede, all’inverso, in numerosi polpettoni hollywoodiani…

  8. Michail Tal scrive:

    Ciao Luca
    lo stesso vale per me sai? Avere URSS scritto sul codice fiscale da’ delle belle scocciature burocratiche. Da poco l’ho cambiato.

    Comunque Lameduck mi hai fatto ricordare la mia infazia di bambino “starniero” cresciuto negli anni ‘ 80 in pieno reaganismo. E ti garantisco che ancora in quegli anni l’ostilità si percepiva eccome.
    Vedo i russi di oggi e resto strabiliato se ripenso ai cugini ed amici che gioivano per un videoregistratore, per la Nutella, per una Ritmo…
    Da questo atteggiamento nei loro confronti ai giorni d’oggi non posso che dedurre che il soldo livella tutti, il consumismo e l’ostentazione danno subito leggittimità agli occhi anche di quelli che fino al giorno prima ti consideravano uno sfigato pericoloso e inquietante.

  9. Lameduck scrive:

    Mi piacerebbe sapere se oggi che hanno tutta l’oggettistica che desiderano (almeno in teoria), gli abitanti dell’ex URSS sono più felici.

  10. veronica scrive:

    Personalmente non mi fa affatto piacere vedere russi in Italia e vedere che l’Italia coltiva rapporti con i Russi! E’ solo convenienza economica e politica!

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