Non ce la Faccio 62


Non ce la faccio a vederti sfrecciare sulla pista di atletica alla ricerca di quel centesimo in meno che ti garantirà la gloria eterna
Non ce la faccio a vederti concentrato a sparare a quel benedetto piattello che aneli a disintegrare
Non ce la faccio a vederti sfilare orgoglioso dietro la tua bandiera
E non ce la faccio nemmeno a gioire quando, calciando mirabilmente segni il gol più importante della tua carriera
Probabilmente non ce la farò nemmeno a sentirti gridare di gioia, a vederti piangere sul podio ascoltando il tuo inno nazionale
Non ce la posso fare…


…perché quando vedo te vedo me, vedo in te un uomo, e sono un uomo anche io
Ma io e te e centinaia di milioni come noi, siamo uomini fortunati.
Perché i nostri diritti inviolabili ci sono riconosciuti, perché il nostro sangue scorre nelle vene e non sul nostro capo, perché tu come me puoi scegliere se parlare e cosa dire.
Ma sfortunatamente al mondo c’è gente che non gode della stessa fortuna, e altrettanto sfortunatamente il sistema e lo show business se ne fotte allegramente in nome e per conto del profitto

E allora dovresti indignarti insieme a me, perché l’affarismo più becero scende a patti con chi in maniera manifesta viola i diritti dei nostri simili, perché il Tibet è casa nostra, perché la Cina è casa nostra, perché Guantanamo è casa nostra e così via scorrendo il pianeta

E allora, se vorrai che io pianga con te su quel podio dimostra almeno al mondo intero quanto siamo fortunati, battiti con onore e con un gesto, con un messaggio, con una maglia, con un rifiuto grida al mondo intero che l’olimpiade è rispetto reciproco, fratellanza, cooperazione, amore tra popoli.
Siamo tutti uomini, tutti ugualmente degni su questa Terra di vivere una vita dignitosa, e lì dove non arrivano gli organismi internazionali (così presi dalla smania di metter denari in saccoccia) che almeno arrivi la coscienza della gente.