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La Sinistra Italiana e la Cultura del No: No, We Can’t

15 luglio, 2008 - 13:00 di  
Archiviato in Meccanica delle Cose




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Il ponte sullo Stretto di Messina è a mio avviso oggi molto più di un ambizioso progetto di ingegneria.
Esso costituisce infatti il migliore esempio della “cultura del no” che blocca le prospettive del centro sinistra e dei democratici più in generale.




Riconosciamolo, possiamo senza esitazioni in pochi minuti enunciare decine di aspetti negativi relativi a quest’opera; sicuramente la maggioranza degli argomenti “contro” ha importanti fondamenti, ma non è questo il punto. Il punto, o il problema, è che un’opera di tale risonanza, in grado di distinguere un paese per decenni, mobilitandone le risorse di lavoro e progettazione, è stata immaginata dal centro destra e coerentemente riproposta e supportata per anni.

Allo stesso modo, grazie ad un riflesso culturale molto ben esercitato dalla pratica continua, possiamo snocciolare senza imbarazzo le ragioni per i no agli inceneritori in Campania, ed alle nuove discariche nel napoletano. Più difficilmente riusciamo ad indicare senza balbettare un piano per gestire il ciclo della raccolta e dello smaltimento che superi l’emergenza.

Alla domanda di come acquisire un minimo di indipendenza dalle fonti di energia non rinnovabili, rispondiamo che la costruzione di nuove centrali nucleari è senz’altro da escludere, così come le antiestetiche turbine eoliche. Incalzati, ci rifugiamo nel menzionare come possibile rimedio il “risparmio energetico” che le famiglie dovrebbero porre in atto, dopo una campagna di “rieducazione”.
La TAV? Ha un così forte impatto ambientale da alimentare per i prossimi decenni centinaia di comitati per il no. Indicare come spostarsi velocemente in un continente che va verso l’integrazione più spinta è un privilegio lasciato alla destra.

Quando messi a confronto con la pochezza di una strategia culturale solo in grado di “impedire” e non di “costruire”, noi “progressisti” possiamo solo esibire ricette alternative confuse, che mai colpiscono l’immaginazione o mobilitano davvero l’entusiasmo della gente, intesa come insieme di elettori.
In questo senso il governo Prodi ha molto ben rappresentato i limiti culturali della sinistra, ingabbiata da veti incrociati e mancanza di progetti di largo respiro.

Il deserto dell’essere opposizione e minoranza, sarà completamente attraversato solo quando ci saremo liberati di una cultura essenzialmente negativa, basata su distinguo e programmi astratti ed impraticabili, ed avremo acquisito la capacità di pensare in grande, immaginando nuovi traguardi e motivando con questi gli elettori.

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Comments

80 Risposte a “La Sinistra Italiana e la Cultura del No: No, We Can’t”
  1. luminal scrive:

    Pensare in grande significa anche aver coraggio e tirar fuori gli attributi: significa guardare molto più in là del proprio naso, e pensare con una prospettiva a lungo termine, e fare una scelta: pensiamo ancora che costruire ponti di lunghezza record in zone sismiche, scavare gallerie in montagne cariche di uranio, iniziare ora a costruire centrali nucleari quando nel mondo si smantellano (poi, in Italia, dove le scorie chissà dove vanno a finire!), fare opere devastanti come il MOSE a Venezia mai realizzate prima d’ora e collaudate solo con ridicoli modellini, ammorbarci i polmoni con TIR che trasportano mozzarelle uruguayane, pizze australiane o arance neozelandesi in giro per il globo, perchè magari quelle nostre fanno schifo o costa troppo produrle, credi davvero che con tutto questo noi, umanità, possiamo farla franca? Senza pagare nulla? Se proprio la sx vuole essere “altro”, che abbia il coraggio di proporre un’”altro” tipo di mondo, un’”altro” modello diverso da quello iperconsumistico, monetaristico e finalizzato alla sola crescita del profitto, a scapito dei paesi più poveri. Mi chiedo: la sx che non adempiese a questi compiti, che cazzo di sx sarebbe?

    • Francesca scrive:

      infatti….almeno in Italia non c’è.

      Però non sono daccordo con la frase dell’autore:
      “Quando messi a confronto con la pochezza di una strategia culturale solo in grado di “impedire” e non di “costruire”, noi “progressisti” possiamo solo esibire ricette alternative confuse, che mai colpiscono l’immaginazione o mobilitano davvero l’entusiasmo della gente, intesa come insieme di elettori.”

      Non credo sia così. Non credo che la gente di sinistra non abbia idee.
      O per lo meno, se non le hanno i politici che dovrebbero rappresentarci, ciò non toglie che i singoli cittadini le abbiano.

      Ricordo per esempio una puntata di Report dell’anno scorso (credo) del caso di un piccolo comune in provincia di Salerno, il cui sindaco e la commissione comunale (non so se di dx o di sx ma di sicuro progressista) hanno scelto assieme ai cittadini sistemi alternativi come i pannelli solari e le pale eoliche persino per i semafori. Dopo pochi anni hanno già ammortizzato i costi rivedendendo l’energia ai comuni limitrofi.

      Secondo me è fondamentale partire dai comuni.
      Di sicuro è più facile mettere daccordo 10.000 cittadini che 58 milioni…sarebbe una partenza valida ma non tutti sono interessati.

      • luminal scrive:

        Molti non lo sanno, ma in alcuni comuni molte di queste cose esistono già…
        Anche se dove vivo io, in FVG, sono in via di smantellamento, ad es. Renzo Tondo sta togliendo il contributo regionale per la riconversione in energie alternative….

      • Francesco scrive:

        Francesca, condivido tutto del tuo commento; probabilmente sul territorio la “sinistra” ha leader, idee e progetti migliori che sul livello nazionale.
        Ciao,
        Francesco

    • Francesco scrive:

      Per adempiere davvero a questi compiti, evitando di relegarsi in un ruolo di pura testimonianza, la “sinistra” deve conquistare la maggioranza degli elettori. E questo può essere fatto solo promuovendo grandi idee e obiettivi. Naturalmente non intendo lanciare il progetto del ponte tra Civitavecchia ed Olbia, ma solo evidenziare un problema di progettualità politica. Se non ce lo poniamo ora, rassegniamoci a dieci anni di SB.
      Grazie per il commento, Francesco

      • Francesca scrive:

        In questo sono daccordissimo con te, ma ci vogliono volti nuovi, idee nuove. La gente di sinistra si è sentita tradita ed è dura ricostruire un rapporto politico e morale.
        Il vecchiume della casta ormai si è fregato ogni possibilità, non è certo riproponendo le stesse facce che si può innovare qualcosa.
        Ma pare non l’abbiano capito, ancora.

  2. Carlo Fronteddu scrive:

    Ma cosa avrà voluto dire?
    Che il centro-sinistra rinuncia ad essere una valida alternativa al centro-destra perchè non propone opere di largo respiro che pensino e rimangano nel futuro e nella memoria di tutti?
    Pensi davvero che non esistano valide alternative al TAV? Non basterebbe forse cambiare la gestione di Trenitalia e potenziare le linee già esistenti?(invece di ridurre all’osso il personale ed eliminare la maggior parte dei treni a basso costo).
    Il ponte sullo stretto è semplicemente IDIOTA! La totalità del trasporto merci e passengeri è già garantita dai traghetti e dagli aerei(forse bisognerebbe andare in sicilia ad eliminare la mafia, vera piattola D.O.P. dello stato italiano, esportata con successo).
    Posso darti ragione sulla questione delle fonti rinnovabili come le “anti-estetiche” centrali eoliche, ma esiste il modo per ridurre il loro impatto ambientale ed estetico.
    Le alternative esistono, basta saperle proporre e sopratutto applicarle senza sprechi e marchette a destra e a manca.
    Comunque la vecchia questione Kennediana della New Frontier dovresti cercare di superarla, perchè non esiste(una nuova frontiera,forse in Spazio 1999 puoi ancora trovarla) è come la fase orale, solo che non puoi metterla in bocca per assaggiarla.
    E come disse qualcuno: “verso l’infinito ed oltre!”(Buzz Lightyear) che traduco per te:”guarda altrove oltre ai tuoi piedi”.
    Perdonami l’acredine ma sono in piedi dalle 4.

  3. diabolicoMarco scrive:

    Il problema è, probabilmente, di questa sinistra, non della sinistra in generale.
    Per esempio: il ponte sullo stretto. Si capisce subito che non serve a nulla, anzi che è più dannoso che altro. Parliamo di una delle zone più a rischio sismico di tutta l’Italia, zone in cui mafia e ‘ndrangheta la fanno da padrone, zone che non trarrebbero nessun vantaggio economico da un super ponte che finisce nel nulla.
    Se proprio dobbiamo fare un’opera che sia uno sfoggio di ambizione ingegneristica costruiamo delle piramidi, un colosso, dei giardini pensili…

    • Fully scrive:

      DM
      se non “questa” sinistra, quale?

    • ugasoft scrive:

      Se penso che sulla questione Ponte sullo Stretto, che poteva essere archiviata la scorsa legislatura, l’ex ministro dei Lavori Pubblici Di Pietro ha responsabilità enormi… mi vien da pensare che al momento *tutte* le sinistre hanno problemi.

    • Francesco scrive:

      Mi è recentemente capitata in mano una vecchia copia dell’Espresso, in cui Antonio Cederna promuoveva la sua campagna contro la costruzione dell’aeroporto di Fiumicino. Aveva tante buone ragioni, tecniche ed urbanistiche, per stigmatizzare quest’opera. Per esempio, mi sembra di ricordare che una ragione fosse l’instabilità del terreno paludoso della zona, non adeguato alla stabilità richiesta per le piste di decollo. A distanza di decenni, abbiamo un ottimo aeroporto, e nessuno ricorda più le ragioni per cui non si dovesse costruire.
      In un altro Paese, il ponte sullo stretto sarebbe valutato anche per il forte stimolo che un’opera come questa può avere su una economia in declino come la nostra. Dico in un altro paese, in quanto è realistico preoccuparsi dei vantaggi che ne trarrebbe da noi l’economia illegale. Ma questa è una questione (non secondaria) di ordine pubblico…
      Ciao,
      Francesco

  4. simona_rm scrive:

    “Il deserto dell’essere opposizione e minoranza, sarà completamente attraversato solo quando ci saremo liberati di una cultura essenzialmente negativa, basata su distinguo e programmi astratti ed impraticabili, ed avremo acquisito la capacità di pensare in grande, immaginando nuovi traguardi e motivando con questi gli elettori.”

    Mah!…..cultura del negativo…..(?)

    Iniziare a pensare che chi prende la posizione del NO in merito a proposte o decisoni strutturali e/o tecnologiche, sia qualcuno che fa ostruzionismo e basta, mi sembra riduttiva e piuttosto sterile. (Forse non merita neanche questo commento…). I temi snocciolati mi sembrano importanti (il TAV, il ponte, il nucleare) e per quanto mi risulta le persone contrarie a queste opere hanno le idee piuttosto chiare, sostenute da relazioni tecniche di persone competenti e FANNO PROPOSTE alternative. Non si limitano a piazzarsi davanti ad una benna per bloccare i lavori. Il punto è che -tranne qualche politico locale- NESSUNO del Palazzo li sta a sentire per cui se ne guardano bene anche i Media, che diffondono solo immagini di proteste e scontri, senza dare voce a quanto ci sarebbe -e C’E'- di alternativo.

    Vedere la PARTECIPAZIONE ATTIVA dei cittadini alle faccende VITALI del proprio territorio, come infrastrutture, ambiente e salute (non dimentichiamo Chiaiano), semplicemente come cultura “dell’impedire e non del costruire” mi sconforta profondamente, perchè ora ho capito che tutti questi problemi passeranno in secondo piano, ora è PRIORITARIO “creare la cultura fare”…………QUALUNQUE COSA, anche sbagliata, esosa, nociva, purchè si faccia!
    Che gran caz…..ops…sciocchezza.

    • Francesco scrive:

      Cara Simona,
      in generale non ho nulla contro la partecipazione diretta di cittadini avversa a progetti che peggiorino i loro livelli di vita. Quello che mi spaventa è che, in assenza di una progettualità politica della sinistra in grado di coalizzare la maggioranza del paese su un programma progressista, quello che resti è solo la serie di “no” difensivi locali, che lasciano l’iniziativa nelle mani del centro-destra.
      Ciao,
      Francesco

  5. lucaspazio scrive:

    Bell’analisi, sono d’accordo col fatto che il no a priori per tutto quello che dice la parte avversa sia uno dei (tanti) gravi problemi in Italia. Anzi, meglio, piú che un problema é una delle ragioni all’enorme numero di problemi che sono sotto il naso di tutti (sotto gli occhi no, oramai quelli sono foderati da veline e velone)

    Bisognerebbe (ri) iniziare a pensare ad ogni opera pubblica sotto forma di Ritorno dell’Investimento. Mostrare, a chiare lettere, quale é il ritorno di una tale opera per il cittadino. Se l’opera é pubblica, tutti i cittadini la pagano con le tasse, qual’é il ritorno che ne avrá quel cittadino? Avrá dei vantaggi, un benessere incrementato, quale tipo di ritorno gli si prospetta?

    So che questo non é il linguaggio della politica (fumoso ed arbitrario), ma darebbe la possibilitá di prendere decisioni.

    Se si dice, spendi tot, ma ne ricevi di piú in “questo”, “questo” e “quest’altro”, con (poche, ma chiare) cifre a corollario, non c’é parte avversa che tenga…

  6. Alessandro scrive:

    La sinistra estrema, al giorno d’oggi (uso estrema per non far confusione con quella sinistra, vedi PD e IDV, che è tendente più al centro-sinistra, e poco c’azzecca con quella iniziale), è davvero l’esempio migliore del “NO” senza mezzi termini, della chiusura mentale, dell’incapacità di ragionare in termini di costi e benefici.

    Ma nel contempo, la destra da te citata è l’esempio dell’estremo opposto, del fare senza un corretto progetto a lungo termine, del “facciamo le valutazioni domani, oggi tiriamo su”, del totale e completto distacco mentale dalla realtà in cui si trovano

    Gli stessi esempi da te citati, ne sono testimonianza: il Ponte sullo Stretto, ad esempio, opera mastodontica, esagerata, ma creata in un contesto nel quale le normali vie di comunicazioni sono inesistenti, carenti, da rifare; la mania del nucleare, spinto ora in un contesto temporale totalmente errato, inutilmente costoso, privo di una iniziale analisi e opera di ottimizzazione dei consumi attuali, e privo di ritorni nel futuro, quali invece potrebbe essere una corsa verso il solare o le energie alternative, che a scapito di un maggior investimento iniziale, porterebbero ad un vantaggio tecnologico nel medio futuro di non poco conto.

    La sinistra è ferma al no fisso, vero… ma la destra, al contrario, non ha una pianificazione a lungo termine, in quel che fa, totalmente sganciata dalla realtà in cui vive.

    E non posso non reputarli entrambi, disastrosamente dannosi

    • luminal scrive:

      Penso che fai un’analisi un pò semplicistica sul problema energetico, che non è certo questione di radicalismi o prese di posizione irrevocabili, da una parte, oppure di opere mal progettate o mal affidate, dall’altra parte.
      Il problema, a mio modesto parere, è un’altro. Premetto che non sono nè ecologista, nè estremista di sinistra, nè massimalista e tantomeno veterocomunista (anche se fosse, non vedo cosa ci sarebbe da vergognarsi…)
      Credo che non possiamo più andare così, come Pianeta, intendo, non solo come nazione, che stiamo correndo troppo in fretta, che le grandi opere si debbono fare perchè è scontato che non possiamo cambiare stile di vita, perchè crediamo che le risorse siano inesauribili, perchè crediamo che l’economia di mercato sia l’unica e sola strada percorribile, perchè non si possa fare a meno di consumare voracemente nel nord del mondo tanto ci sarà sempre il sud che pagherà sempre la nostra ingordigia. Si, se riteniamo inevitabile questo sistema è vero, ti do ragione: sono necessarie, anzi indispensabili, le grandi opere, altrimenti come faccio a scambiare una mozzarella uruguayana con una pizza kazaca? E’ il mercato, bellezza…
      Se invece si crede in un modello diverso, in un sistema economico diverso, e si comincia a credere che tutto ciò è possibile, i pannelli solari non sono fantascienza, qui da me, nel profondo e freddo nord, ne vedo a bizzeffe, i prodotti a zero km sono anche una realtà, così come i servizi pubblici alimentati a metano e idrogeno…
      Io ancora ci credo. Può darsi che sono una stupida sognatrice, una visionaria utopista, ma comunque mi angoscia molto di più la prospettiva di un mondo che continua a non cambiare direzione… e non durerà molto a lungo, questo mondo.

      • Alessandro scrive:

        Condivido pienamente quanto dici… è necessario un cambio di direzione…. ciò che mi preoccupa, però, è che temo che questo cambio di direzione avverrà, ma solo in seguito ad un evento disastroso….
        Sono poco fiducioso, lo ammetto…. non solo verso i vecchi, ormai troppo chiusi mentalmente, per cambiare idea o modo di pensare, ma anche verso molti, troppi giovani… abiutati a seguire troppo il branco, e a tenere il cervello in naftalina. Spero di sbagliarmi…

        • luminal scrive:

          Invece credo che molti hanno già capito dove stiamo andando… ci saranno quelli che si lanceranno a capofitto nel precipizio, altri, come tu dici, che si fermeranno un pò prima…
          ma ci sono non pochi che si sono già fermati, e nella loro piccola comunità stanno già costruendo un futuro migliore… conosco tanti piccoli comuni che, con un pò di differenziata, pannelli solari, agriturismi e soprattutto spirito di collaborazione stanno cambiando molte cose… che vuoi, lì si ci annoia proprio tanto… e c’è tutto il tempo per fare queste cose (anche senza ADSL!).

    • Silent Enigma scrive:

      no fisso, a priori? della sinistra?
      ragazzi i comitati no tav sono fatti da cittadini, non da politici. ci sono valanghe di documenti sulle analisi di impatto ambientale che sono sconcertanti. analisi che il più delle volte, i governi (qualunque essi siano) non tengono nella necessaria considerazione
      imho

  7. Ok, allora iniziamo a dire anche i sì, che del no sono solo l’altra faccia;in effetti non si capisce perchè la sinistra (quale? Io in Parlamento non la vedo :D …) mostri solo questo scomodo, impopolare lato, sarà che non tutti siamo “grandi comunicatori”…

    No al nucleare, sì al solare e all’ idroelettrico

    No agli inceneritori, sì alla raccolta differenziata sistematica

    No al Ponte sullo Stretto, sì ad un potenziamento più diffuso della rete di comunicazioni anche marittime fra Sicilia e Continente (Mi rendo conto che fa meno effetto, ma è ora di dire basta alla cultura dello spettacolo fuori dal suo ambito, l’ Italia deve funzionare, non stupire i suoi abitanti…bhè, se si riesce a fare entrambe le cose meglio, ma non chiedo tanto.

    No ai soldati nelle città sì a più fondi a carabinieri e polizia (by the way:
    http://www.sap-nazionale.org/ultimaora.php?id=1008 )

    No al bipolarismo coatto à-la-porcellum, sì ad una forma più vicina al proporzionale, e non importa se ci saranno più partiti, non si può barattare rappresentatività per governabilità

    • Francesco scrive:

      Sono assolutamente d’accordo con la sostanza di ciò che dici. Ma osserva il tuo elenco: sei in una posizione di inferiorità, costretto a replicare, con argomenti giusti, all’iniziativa politica degli altri. Non sarebbe meglio uscire dalla gabbia dei “no”, riprendere l’iniziativa progettuale e proporre alcuni grandi obiettivi per il Paese?
      Ciao,
      Francesco

  8. Carlo scrive:

    Perchè spendere miliardi di lire per il ponte quando per attraversare lo stretto ci vogliono in tutto 20 minuti?

    Perchè non investire sulla salerno-reggio calabria che ogni anno fa tante vittime?

    arrivare dal centro alla sicilia con l’auto…. metterci ore e ore di SA-RC e poi solo “pochi minuti” sul ponte…

  9. ilBuonPeppe scrive:

    Sinistra? Cultura del no? Ma di che parli?
    Parlare di destra e sinistra non ha più senso da molti anni. Quanto alla “cultura del no” è solo una delle tante boiate che ci hanno messo in testa a forza di ripeterla ossessivamente.
    Oggi in Italia, e non solo, c’è una cultura dominante: quella che nasce dal neoliberismo, che si fonda sul “cresci, consuma, crepa”, che si nasconde dietro alla religione, che vive nell’illusione della crescita perenne, che aumenta progressivamente la distanza tra i primi e gli ultimi, che non si fa scrupolo di schiacciare con ogni mezzo chi la pensa diversamente. Una cultura che non è capace di pensare al domani, e che quindi non dovrebbe neanche essere considerata una cultura.
    Questa cosiddetta cultura è perfettamente incarnata dalla cosiddetta destra italiana.
    Il problema della cosiddetta sinistra italiana è che non ha una proposta alternativa, ma si limita a scimmiottare la cosiddetta destra. Quindi semplicemente NON ESISTE.

  10. Doxaliber scrive:

    Intanto bisogna rilevare che il centro-destra chiacchiera chiacchiera ma di certo in 5 anni di Governo non ha realizzato alcuna grande opera. Il precedente Governo Berlusconi ha trasmesso una pubblicità (quanto avrei voluto registrarla!) in cui ricordava agli italiani tutte le grandi opere realizzate dal suo Governo. Il problema è che alcune delle opere rappresentate non solo non erano state realizzate ma non erano nemmeno stati aperti i cantieri!

    [Parentesi]
    Tra l’altro, per propinarci questa falsità il Governo Berlusconi ha dovuto emanare un decreto con il quale si decideva l’uso di soldi dello Stato per la realizzazione e la trasmissione di tali spot. Solo che questi spot venivano trasmessi anche sulle reti mediaset, quindi in parole povere Berlusconi Premier ha firmato una carta con la quale prendeva dei soldi dello Stato e formalmente li faceva incassare alla sua azienda. Interessante vero?
    [/chiusa parentesi]

    Quindi, in realtà da una parte abbiamo un Governo che annuncia grandi opere, tra cui anche un portale per il turismo italiano dal costo di 45 milioni di euro, quelli si realmente stanziati (almeno in parte) ma poi non realizza niente. Dall’altra abbiamo un Governo (quello di Prodi) che magari non realizza niente lo stesso ma che almeno non fa proclami.

    Inoltre con quanta semplicità i No Tav, quelli che protestano contro le discariche, contro gli inceneritori, contro le pale eoliche, vengono assimilati alla sinistra? Secondo te la gente che a Chiaiano protesta per le discariche ha votato in massa un partito di sinistra? I NO TAV erano tutti comunisti impenitenti?

    Oppure ancora una volta l’informazione di regime e la stampa ci hanno convinto di questo? Ovvero che chi dice di no e protesta è sicuramente uno dei centri sociali mentre chi realizza è sicuramente uno di destra?

    Sulla questione TAV il governo Berlusconi e quello Prodi hanno reagito allo stesso modo: militarizzando la zona. Sulla base di Vicenza le dichiarazioni sono talmente simili da sembrare l’espressione di un solo governo. Lo stesso per gli inceneritori, anzi, come il Governo Berlusconi anche Prodi aveva chiesto l’aiuto delle Regioni, solo che a suo tempo Lombardia e Veneto insorsero, mentre un rappresentante del centro-destra organizzava incursioni e raid contro le navi spazzatura che arrivavano sull’isola da Napoli.

    Sull’utilità di tali opere comunque valgano le considerazioni di Carlo. Io che vivo nel sud so cosa vuol dire viaggiare su strade e treni dissestati e quando sento un governo che si preoccupa di fare la linea veloce (che si ferma a Roma) o il Ponte di Messina (quando la Salerno- Reggio Calabria ancora è un cantiere aperto) mi incazzo come una iena.

  11. Oris scrive:

    Da me, quando qualcuno non è daccordo deve:
    1) motivare il dissenso con cose pratiche
    2) proporre alternative REALIZZABILI
    3) convincere la maggioranza
    4) coordinarle e realizzarle.

    Se il pnto uno non viene rispettato si viene ignorati e derisi.

    Se il punto 2 non viene rispettato ci si prende di perditempo che non contano fino a 10

    Se il punto 3 non viene rispettato si va avanti con il programma e zitti

    Se il punto 4 non viene rispettato si perde il diritto alla parola per molto molto tempo.

  12. grick scrive:

    Non a caso tratto da “Taccuino dei luoghi comuni”.

    Per rimanere in tema direi anche che Francesco ha “Gettato il sasso e nascosto la mano”: non vedo dove sia il dibattito se l’unico che porta avanti la sua opinione non risponde alle osservazioni dei lettori.

    Speriamo che accetti almeno questa provocazione. Di mezzi d’informazione mono direzionali in italia ne abbiamo gia’ a sufficienza.

  13. Francesco scrive:

    Vorrei prima di tutto ringraziare tutti coloro che hanno voluto commentare il mio articolo.
    Credo sia abbastanza chiaro il messaggio che volevo lanciare, ed è stato colto da quasi tutti. Il ponte sullo Stretto, la questione energetica, la gestione dei rifiuti, mostrano come l’iniziativa politica e progettuale sia nelle mani – e da lungo tempo – dell’attuale maggioranza (chiamiamola pure “destra”), mentre l’opposizione (chiamiamola convenzionalmente “sinistra”), mantiene un atteggiamento di difesa a colpi di “no”. O almeno questa è a mio avviso la percezione prevalente nel paese, inteso come insieme di quegli elettori che, deponendo la scheda nell’urna, decretano alfine da chi saremo governati.
    Qual’è “the next big thing”? Credo sia il federalismo fiscale. Una riforma che avrà degli effetti molto importanti, potenzialmente a mio avviso anche molto negativi, su cui la “destra” mantiene tutta l’iniziativa, mentre la “sinistra” resta a guardare (in questo caso non riesce neanche a dire no).
    Grazie mille per l’ospitalità.
    Francesco

    • Dovere. Grazie a te per il contributo.
      Il tuo pezzo ha stimolato un bel dibattito.
      Spero tu abbia tempo e voglia di dare soddisfazione a tutti i tuoi detrattori :mrgreen:

      • grick scrive:

        Anche perche’ “e diciamolo” non mi sembra abbia tirato fuori nessuna argomentazione per controbattere agli interventi sopra.

        Quest’ultimo commento mi sembra solo un modo educato ed elegante per defilarsi dalla discussione.

        Come dicevo sopra ha gettato il sasso e ritirato la mano. Ora, a debita distanza, ci fa “ciao ciao” con la manina e se ne va’.

        • Francesco scrive:

          Caro Grick,
          quando hai postato quest’ultimo commento, avevo già introdotto altri sei commenti con quelle che io ritengo essere argomentazioni per questo tipo di discussione; ci sono due possibilità:
          a) non gli hai visti; niente di male
          b) gli hai visti e non ti sembrano abbastanza “argomentati”; sarebbe una legittima opinione.
          Posso però chiederti, se ne hai voglia e tempo, di illustrare in maggiore dettaglio la “tua” opinione rispetto agli argomenti trattati nell’articolo?
          Ti ringrazio davvero, anche per gli aggettivi “educato” ed “elegante”, e spero di leggerti.
          Francesco

          • grick scrive:

            Chiedo venia,

            non avevo notato i tuoi commenti sopra!

            Ti diro’ senza offesa che ho apprezzato piu’ le risposte ai commenti che l’articolo in se stesso.

            Oggi sono un po’ sotto pressione a lavoro, mi riprometto di scrivere nella maniera piu’ compiuta possibile il mio pensiero appena ho un attimo di tempo.

            Nel frattempo scusami e spero che non te la sia presa troppo per le mie provocazioni.

            (@DM e CN: no non mi sono incazzato :) ma per qualche motivo questo argomento mi tocca particolarmente.
            La possibilita’ che si perdesse il dibattito con qualcuno con opinioni differenti dalla maggioranza (almeno in questo spazio virtuale) mi ha “costretto” a queste maniere)

            • lo dicevo per sdrammatizzare.
              comunque se ci proponi qualcosa avrai lo stesso spazio di Francesco.

            • Francesco scrive:

              Non me la sono presa affatto.
              In effetti ho ritardato a tornare sui commenti, ma solo perchè mi interessava avere una visione globale delle opinioni, non turbandole con un puntuale ed istantaneo contraddittorio.
              Mi interessa il tuo menzionare “opinioni differenti dalla maggioranza”. In effetti la mia sensazione è che la gran maggioranza degli articoli di MC rifletta perfettamente l’atteggiamento della “sinistra” oggi: siamo prontissimi ad individuare gli “shortcomings” di SB e soci, ma non abbiamo un piano per mandarli davvero a casa.
              Ciao,
              Francesco

              • Sono felice che MC faccia questa impressione. In effetti il mio interesse non è fornire risposte. Di quelle è pieno il web e la televisione. Io punto a fare buone domande e a cercare di capire cosa mi viene detto.

                Credo che se MC aiutasse le persone in questo senso, avrebbe già dato un buon contributo.
                Considerando anche che siamo solo una realtà costituita da dilettanti e puramente volontaria.

  14. Lorenzo scrive:

    Da visitatore esterno, positivamente colpito dalla maggioranza degli articoli che ho qui trovato, resto stupefatto dinanzi ad un’analisi così povera e superficiale sull’argomento grandi opere. Quanta vaghezza, quanta confusione! Innanzitutto bisognerebbe sapere di quale sinistra si sta parlando. Il centro sinistra ed i “democratici più in generale”, obiettivamente, hanno molto poco a che fare con i movimenti dal basso (cosiddetti “del NO”) contro le nocività; tant’è che l’unico uomo politico di rilievo del centrosx che si sia visto ad es. in Val Susa fu, in un primo periodo, Pecoraro Scanio (escludendo Agnoletto e pochi altri). In realtà i progetti del centrosinistra non sono molto meno ambiziosi e granchè diversi da quelli del centrodx, come dimostra il fatto che la TAV è un obiettivo dichiarato anche da loro (e che grazie a loro ha già causato ingenti danni nella zona del Mugello…ma tu non ne parli, chissà perchè); la contrarietà al ponte sullo stretto è invece ovvia e scontata semplicemente perchè si tratta di una oscenità, immaginata esclusivamente per fare un favore alla Mafia, con la quale l’attuale governo parrebbe avere ottimi rapporti (basti pensare alle condanne di un certo sig.Dell’Utri, fondatore di Forza Italia assieme ad un miliardario che i mafiosi li chiama “eroi”).
    Che cosa dunque si vuole dimostrare? Forse “la pochezza di una strategia culturale solo in grado di “impedire” e non di “costruire””? Ma qui siamo a livelli da bar! Con discussioni “elevatissime” su chi vuol fare e chi soltanto disfare, su chi costruisce e chi spacca vetrine… Suvvia! Quella “strategia culturale” non è certo propria del centrosinistra, semmai dei movimenti di cui parlavo, ai quali va però riconosciuto un merito e non certo una colpa: quello di aver saputo costruire una opposizione dal basso, libera dalle influenze di partiti e sindacati, quindi realmente popolare, ad imposizioni e scempi che fino ad oggi sono sempre stati calati dall’alto sulle teste dei cittadini, come dimostrano orrori sparsi sull’intero territorio italiano. E al tempo stesso questi movimenti fondamentalmente critici sono altresì in grado di proporre: se avete dei dubbi perchè non andare a scoprire le proposte dei movimenti su energia, trasporti e rifiuti al presidio permanente NO turbogas, ad Aprilia, da oggi (17) al 20 luglio? Potreste farvi un’idea più chiara e definita di chi siano questi folli nemici del progresso, terroristi no global, ultras, anarcoinsurrezionalisti col passeggino (varie e sempre più buffe le definizioni grottesche dei media di regime) che ostinatamente ricordano l’esigenza drammatica di un cambiamento radicale dimostrando la capacità di una parte di popolo consapevole e stanco di false contrapposizioni dx/sx di spegnere la tv e ragionare con la propria testa, perchè è della propria vita e del proprio futuro che si sta parlando, solo che a qualcuno piace parlare sulle nostre teste ed, ancor più spesso, alle nostre spalle, inventandosi la “cultura essenzialmente negativa” di cui parla Francesco (assieme ad Emilio Fede), che serve unicamente quale comoda scusa per coprire le malefatte e gli intrighi dei soliti noti, quelli dai mille processi o delle scalate alle banche. Tanto poi il tumore ce lo prendiamo noi del NO, mica quelli del SI che se la spassano a Porto Cervo… Mi domando, Francesco, se tu non sia più di dx che di sx, dal momento che vagheggi di “spostarsi velocemente” (mezz’ora in meno: che vantaggio! Ed interessa più a te o alle mozzarelle?) e di “pensare in grande” come se questo significasse – infantilmente – costruire opere grandi, enormi, immense, inimmaginabili. Tutto quel che sta accadendo ci dice che bisogna andare nella direzione opposta! Mai sentito parlare di teoria della decrescita? E di industria culturale (quella che “colpisce l’immaginazione e mobilita davvero l’entusiasmo della gente”…peccato sia foraggiata da poteri & partiti)?
    Va bene che la sinistra è morta, ma se quel che di essa rimane per sopravvivere deve diventare destra anch’essa…forse è questo che vuole Francesco.

    • Lorenzo scrive:

      Forse Francesco dovrebbe leggersi questo…

      Le Grandi Opere attendono il tuo voto
      http://www.pressante.com/index.php?option=com_content&task=view&id=916&Itemid=54

      …e questo:

      Grandi opere: le alternative ci sono!
      http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=127

    • Francesco scrive:

      Rispetto le tue opinioni, ed in alcune parti le condivido.
      Quello che mi preoccupa è che sono “vocazionalmente” minoritarie.
      Ciao,
      Francesco

      • Lorenzo scrive:

        “Vocazionalmente” minoritarie? Francesco, pensavo fosse chiara, da quel che ho scritto, la differenza di mezzi a disposizione del sistema e di chi ad esso si oppone! L’invito era infatti quello di recarsi fisicamente al presidio permanente NO turbogas ad Aprilia per informarsi, dal momento che i NO turbogas – come i NO TAV, i NO DalMolin e tutti gli altri – non dispongono di una televisione o di un giornale per estendere a tutti le proprie idee e proposte e così “colpire l’immaginazione e mobilitare davvero l’entusiasmo della gente”… Per fortuna c’è internet, ma internet non è per tutti, ed anche chi ha la possibilità di fruirne non sempre sa cosa cercare, o ha voglia di cercarlo; al contrario, tv e giornali ci bombardano di informazioni (per lo più errate o distorte) senza che noi possiamo difenderci, se non con la nostra ridotta conoscenza ed il nostro sempre meno diffuso spirito critico.
        La gente crede a quello che gli viene raccontato, anche se è falso. Punto. Finchè non saremo in grado di raccontargli qualcosa di diverso saremo sempre minoritari, questo è certo. Ma la volontà e la vocazione non c’entrano.
        Tutto ciò è reso ancor più evidente dall’improvviso, esponenziale fiorire di siti come questo, che tentano di fornire una informazione alternativa a quella ufficiale. Non abbiamo voce! Figurati se il sistema dà voce a chi vi si oppone in maniera più radicale di altri…

  15. mario albrizio scrive:

    Peccato essermi perso questo post a suo tempo. Aggiungo a futura memoria…:-)

    “Il deserto dell’essere opposizione e minoranza, sarà completamente attraversato solo quando ci saremo liberati di una cultura essenzialmente negativa, basata su distinguo e programmi astratti ed impraticabili, ed avremo acquisito la capacità di pensare in grande, immaginando nuovi traguardi e motivando con questi gli elettori.”

    Straquoto e sono d’accordo. D’accordo sul grande progetto.
    Tuttavia sono andato in Sicilia più volte e veramente l’unica parte dei trasporti che funziona benissimo è quella del traghetto.
    Intervenire prima e dopo, questa sarebbe la grande impresa.

    E se cerchiamo il grande progetto, dare una sistemata alla mafia, e quindi allo Stato, credo ci darebbe più visibilità di una Torre Eiffel piantata tra Scilla e Cariddi.

    Lo so, fare il ponte è un po’ più facile…:-)

    Perciò bisogna che ci

  16. mario albrizio scrive:

    L’ultimo mezzo rigo del precedente post non so da dove venga. Pardòn…

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