Martin Kippenberger – Lo Sberleffo della Rana Colpisce Ancora! 76


Martin Kippenberger è stato un grande artista tedesco il cui vissuto è stato caratterizzato da forti tensioni interiori e tormenti esistenziali. E’ morto 11 anni fa, ad appena 44 anni, lasciando un discreto patrimonio di opere. Una di queste raffigura una rana crocifissa, con un boccale di birra in una mano ed un uovo nell’altra. L’autore l’ha definito un autoritratto nato da un periodo buio ma nel tempo il messaggio dell’opera si è evoluto diventando simbolo del mitteleuropeo tipicamente ubriacone e blasfemo in privato ma integerrimo cattolico in pubblico.

Insomma l’artista non intendeva creare un’opera blasfema, al contrario si scagliava contro l’ipocrisia di chi bada più all’apparenza che all’essenza delle cose. Chiunque colga il significato dell’opera non può che essere d’accordo con lui. Si tratta quindi di un’opera in difesa della religione nel senso più puro, non contro di essa. Ma per cogliere il significato dell’opera bisogna, per l’appunto non fermarsi all’apparenza ma al contenuto, interpretare il significante per giungere al significato. Impresa che appare per l’appunto disperata per una parte ben definita dei cattolici che l’artista ben conosceva.

In questi giorni c’è stata l’apertura in grande stile del nuovo Museion, il museo d’arte moderna della città di Bolzano, costato 30 milioni di euro. Nell’atrio dell’ingresso è stata collocata proprio l’opera di Kippenberger raffigurante la rana crocifissa. Per i vertici del museo era forse una scelta obbligata accogliere i visitatori con un’opera di uno dei massimi artisti della regione, che in questo caso ha anche una connotazione auto ironica. Ma apparentemente, complice anche l’imminente visita del Papa in città, nessuno ne ha colto (o voluto cogliere) il senso.

Il presidente provinciale Luis Durnwalder ha chiesto la rimozione dell’opera: “Si tratta di un’offesa”, lasciando anche intendere che l’artista era in realtà completamente pazzo: “Si tratta di un grande artista il cui vissuto è stato però caratterizzato da forti tensioni interiori e in questo caso sembra che egli abbia passato il segno”.
Il presidente del consiglio regionale Franz Pahl addirittura minaccia lo sciopero della fame.
L’assessore provinciale alla cultura Sabrina Kasslatter Mur invoca: “Toglietela, ci offende, non siamo a New York“, tanto per far comprendere dove bisogna spostarsi perchè l’arte abbia la libertà d’espressione.
Giuseppe Betori, segretario della Conferenza episcopale, ha detto: “Siamo rammaricati per la fine del dialogo tra mondo dell’arte e mondo religioso”. Ma certo, in fin dei conti siamo nel paese della Pietà di Michelangelo, della Cappella Sistina e dei musei vaticani, per la Chiesa il dialogo col mondo dell’arte consiste in: io ti pago e tu produci.

Il vescovo Wilhelm Egger ha affermato “I sentimenti religiosi hanno il diritto di essere rispettati. La rana crocifissa esposta al nuovissimo Museion d’arte moderna ha stupito tanti visitatori del Museion e li ha feriti nei loro sentimenti religiosi. Una mostra di opere simili non aiuta alla pace tra le culture e le religioni”.
Il presidente di An Alessandro Urzì parla di “atti blasfemi da parte degli autori”.

Dal canto suo Il Giornale, come sempre distinguendosi con l’analisi più approfondita, chiede provocatoriamente perchè, come al solito, si sfotte la religione cattolica e non quella islamica. Domando: forse perché gli altoatesini che voleva sfottere Kippenberger sono cattolici?

I vertici del museo hanno cercato di correre ai ripari prima contornando l’opera con una serie di schede esplicative nel tentativo di spiegarne il simbolismo recondito, ma quando hanno poi capito che le schede andavano prima lette e poi comprese si sono arresi all’evidenza dei fatti ed hanno coperto l’opera con dei giornali, simbolico pietoso velo sulla libertà d’espressione e sulla possibilità di avere una mente critica, dando indirettamente decenni dopo, inequivocabilmente ragione al pensiero di un artista forse tormentato ma sicuramente lucido. Perchè gli artisti sono sempre più lungimiranti dei politici e dei cattolici ipocriti. Se poi le due cose corrispondono …


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76 commenti su “Martin Kippenberger – Lo Sberleffo della Rana Colpisce Ancora!

  • Comandante Nebbia

    Volevo ringraziare il nostro caro Finazio per un paio di motivi. Il primo è per avermi dato modo di scoprire un artista che non conoscevo. Il crocifisso con la rana è una bella provocazione, ma guardando le immagini delle opere in rete, ho l’impressione che Martin Kippenberger vada molto al di là di questa rappresentazione un po’ particolare del malessere della vita.
    Poi sono felice di essere venuto a conoscenza di un fatto che mi era sfuggito, probabilmente perché la stampa nazionale lo ha posto in secondo piano.

    E’ la dimostrazione che la battaglia per la laicità si combatte quotidianamente ad ogni latitudine del nostro sfortunato paese, purtroppo con esiti non soddisfacenti.

    “Non siamo a New York”. Ce ne siamo accorti signora Sabrina Kasslatter Mur. Siamo a Teheran e, nonostante tutto quello che ci raccontano sulla guerra all’integralismo, a lei sembra far piacere.

    Edit: Complimenti I., una storia raccontata molto bene, aggiungerei. Anche se il mio parere conta pochissimo perché io faccio un mestiere che con arte e scrittura c’entra come i cavoli a merenda. Comunque bravo.

      • Comandante Nebbia

        ehm
        l’ho scoperto quando ho cercato i riferimenti di stampa per il pezzo che, purtroppo, ne era privo.

        Sono certo che se ne sia parlato, ma forse il rilievo non era sufficiente per attrarre la mia attenzione o sto semplicemente svoltando le ultime curve :mrgreen:

    • Finazio

      Ti ringrazio per l’apprezzamento, sono sinceramenrte commosso. Volevo solo specificare, per gli altri commentatori, che è vero che la notizia è circolata sul web anche su portali importanti (Corriere, Repubblica), ma questi si sono limitati, per lo più, ad amplificare le polemiche e le voci di dissenso, ho faticato per trovare una voce fuori dal coro che spiegasse esattamente di cosa si trattasse. Del resto, se si vuole leggere qualcosa di davvero interessante ed eticamente corretto bisogna rivolgersi a testate indipendenti, come questa.

  • zippole

    Bellissima segnalazione.
    Mi domando se l’offesa venga recepita nel significato dell’opera, cioe’ come dici tu, come critica nei confronti della fede quando ipocrita, e quindi implicitamente dichiarando che la fede sia una diffusa maschera,
    oppure sull’associazione cristo = rana che ci porta a un cristianesimo idolatra. Dai miei dialoghi con persone comuni che si autodefiniscono cattoliche, io propendo piu’ per la seconda.

    Di certo, avere un assessore provinciale alla cultura di questo livello e’ a dir poco deprimente.

    • missblue

      Mah, penso che l’ offesa per, questo assessore, risieda esclusivamente nell’impatto visivo dell’opera: una rana inchiodata ad un crocefisso. Punto. Per eventuali altre interpretazioni, come scrive anche Finazio, avrebbe dovuto documentarsi leggendo le schede esplicative..
      Questo, è esattamente il tipo di bigottismo denunciato dall’opera: non importa il significato, basta l’apparenza.

      • zippole

        Mi viene in mente un episodio:
        A 18 anni entro in caserma per presentarmi alla visita di leva a La Spezia. Un giovane militare estremamente annoiato e lento in portineria mi prende impronte digitali e dati, tra cui la domanda “religione?” Al che, con un certo azzardo, rispondo deciso ateo.
        Avreste dovuto vedere la girata di capo, per la seconda volta mi guarda negli occhi (per tutto il tempo stava col viso sugli incarti) e mi guarda con faccia attonita. Non ricordo esattamente se mi ha risillabato “ateo?”, gli anni passano, ma se anche non fosse c’e’ mancato veramente poco.
        Garantisco agli agnostici presenti, che l’azzardo di dire ateo ne valeva la pena 🙂

        Ora vien da chiedersi quante volte all’anno andasse a messa, tanto per dirne una, o se quelle poche volte le vivesse con un certo entusiasmo o partecipazione.

        Sursum corda!

  • zippole

    aggiungo:
    se la rana fosse al centro di un’installazione, direi che svolge la sua funzione egregiamente:
    il messaggio convalida il suo significato nelle reazioni dei “partecipanti”.
    Ora ci manca solo qualche telecamera piu’ o meno nascosta, e poi esponiamo le reazioni su 1000 minischermi affiancati a Londra!
    Qui ci facciamo i milioni, ci pensi tu CN? 😀

    • ilBuonPeppe

      Non vedo cosa c’entri il concetto di “repubblica”, tanto meno quello di Italia.
      Mi sembra molto più azzeccato “regno vaticano”

        • Matteo

          in un paese dove si pratica l’ aborto e dove divorziare ha assunto la pratica semplicità di comprare delle mentine non credo che il Vaticano abbia tutto questo potere.
          Sincereamente

          • Francesca

            Il Vaticano ha un immenso potere in questo Paese perchè tutti i governi che si sono succeduti per interesse hanno lasciato che ingerisse negli affari sociali che sono competenze dello Stato.

            La possibilità di abortire è stata raggiunta dopo un referendum (quando valevano ancora qualcosa) come il divorzio: volere del popolo.
            La Chiesa ha un pò ovviato al problema disseminando in strutture anche pubbliche, medici obiettori che possono a loro discrezione non praticarlo come non prescrivere la pillola del giorno dopo che sembra essere diventata più inaccessibile di qualsiasi altro tipo di medicina.
            …Se ti pare poco?!

          • Matteo

            “La possibilità di abortire è stata raggiunta dopo un referendum (quando valevano ancora qualcosa)” : quali sono i referendum che non valgono? quelli in contrasto con le tue idee?

            “La Chiesa ha un pò ovviato al problema disseminando in strutture anche pubbliche medici obiettori ” : è la stessa legge che lo prevede, una legge dello Stato…

            “medici obiettori che possono a loro discrezione non praticarlo come non prescrivere la pillola del giorno ” : i medici hanno tutto il diritto personale di praticare l’ obiezione di coscienza, forse ti sei dimenticata che viviamo in un paese libero e la libertà vale per tutti anche per chi la pensa diversamente da te?

            “dopo che sembra essere diventata più inaccessibile di qualsiasi altro tipo di medicina” : ????????

          • Francesca

            I referendum sono stati validi nel passato perchè la gente partecipava in quanto pensava ancora di valere qualcosa.
            Sarà strano che ora le % non vanno oltre il 30/40 %. La gente non crede più nella politica e di conseguenza nemmeno nelle idee.

            Sarà strano che di fatto la maggior parte dell’emancipazione e autodeterminazione femminile sia passata attraverso sacrosanti (e ripeto sacrosanti) referendum?!

            Io non tolgo la libertà ai medici di essere obiettori però deve essere necessario che in ogni turno di lavoro e in ogni struttura (almeno pubblica) ci sia un medico non obiettore per ogni medico obiettore. Altrimenti si chiama discriminazione. Cosa di cui la Chiesa non vuole certo macchiarsi, o sbaglio?
            Parli a me di libertà?Io non la voglio negare a nessuno. Mi pare proprio il contrario.

          • Francesca

            “dopo che sembra essere diventata più inaccessibile di qualsiasi altro tipo di medicina” : ????????

            Cosa intendi????????

    • Adetrax

      Sarebbe meraviglioso se accadesse, comunque non dimenticare “una e trina”.

      Scherzi a parte, non capisco questa acredine contro la religione in se stessa quando gran parte degli inciuci sono fatti da persone che di fatto sono o si comportano come atei devoti per interessi che hanno ben poco a che fare con le ragioni spirituali.

      Non sorge il dubbio che manchi qualche tassello, necessario per poter comprendere appieno l’intera situazione ?

    • gda

      Ultimamente sono sempre più convinta che ci sia una strumentalizzazione della chiesa da parte della politica e non il contrario. I politici fanno delle promesse (con le quali si pubblicizzano) contando sull’obiezione della gerarchia per non mantenere quanto è stato detto, risparmiando tempo e denaro su questioni per le quali non nutrono alcun interesse: quale vantaggio otterrebbero nell’investire sulla cultura,scienza, sulla medicina, sui diritti di persone (omosessuali nella fattispecie)? Vorrebbe dire contribuire alla nascita/crescita di un paese libero, autonomo, in grado di valutare e discernere.
      Vedi cosa è accaduto durante il governo Prodi. Nel programma elettorale, per esempio, erano previsti i Dico, non appena assurti al potere hanno archiviato il tutto sulla base di una presunta “sollevazione” da parte del mondo cattolico (cosa non vera visto che negli ultimi sondaggi fatti quello dei Dico è l’ultimo pensiero dei cattolici…)archiviando il tutto, lavandosene le mani lasciando cadere, per giunta, la responsbilità sulla Chiesa contro la quale la gente (incapace di vedere) si è rivolta contro.
      Neanche durante il periodo della Democrazia Cristiana era stata tollerata una simile ingerenza da parte della chiesa (non per niente sono di quel periodo le leggi sull’aborto e sul divorzio).

      Vi invito a rivalutare la situazione del nostro paese da questo punto di vista, secondo me non sono poi tanto lontana dalla realtà: la casta ci abbindola, promette, non mantiene facendo ricadere la responsabilità sulla gerarchia (che altamente se ne frega visto che viene ripagata…e per giunta con i nostri soldi!!!)

      Luna

      • Francesca

        Sì anch’io credo che sia una strumentalizzazione a vicenda per questione di comodo.

        Nella storia dei Pacs, poi Dico, poi Nada però devi ammettere che qualcosa il Vaticano ha fatto sapere…in tutti i casi come hai detto tu sono situazioni di comodo e super-interessate a comandare.

        E’ incredibile che lo stato era più indipendente 40 anni fa’ e con la DC al potere! Come siamo messi….

  • simona_rm

    Grazie Fin,
    Hai corretto una mia convinzione errata: credevo che nella mano dx della rana ci fosse una borsetta!!!! E così avevo afferrato un senso dell’alfa e dell’omega errato (=dall’uovo cosmico alla società frivola dei consumi…pensa te!). Sono una zucchina.

    Avevo letto dei soliti (ahi noi) problemi seguiti all’esposizione dell’opera, ma non sapevo che il museo avesse deciso di provvedere al semi-occultamento. E francamente non mi sembra affatto male!
    E’ contornata da articoli di giornale che parlano di LEI, è come averne moltiplicato la presenza non trovi?
    Inoltre, piazzata dietro ad un pannello, l’opera non sbatte in faccia al visitatore me “costringe a cercarla”….è un modus non frequente nell’arte contemporanea, ma esiste fin dall’antichità: si chiama “percorso di fruizione”.

    Non entro nel merito dell’offesa alla sensibilità cattolica, da atea ex-cattolica non mi meraviglio che abbia infastidito e disgustato molti, ma non mi sento di giudicare. Invece esprimo il mio favore ai curatori del museo, mi sembra siano stati molto abili. Bravi, 7+.

  • pacatoegentile

    Visto il caso precedente delle vignette satiriche danesi e della relativa reazione di calderoli mi aspetto che ora lo stesso calderoli faccia lo stesso per la rana

    • Marco Bastianello

      Ovvero esponga il suddetto anfibio su una canottiera da muratore durante una visita a Benedetto XVI, con corollario di scuse-smentite-reinterpretazioni della vicenda da parte di Silvio Belusconi. Anche all’inopportunità c’è un limite?

  • Carlo Fronteddu

    Probabilmente metterà su una t-shirt offensiva nei confronti delle rane senza dio, comuniste e immigrate, ma probabilmente se la prenderà con le rane musulmane. Non centra un cazzo ma il primo simbolo cristiano era un pesce, dai pesci alle rane ci vedo una sorta di Darwinismo.

    • pacatoegentile

      beh era il pesce come simbolo per un preciso motivo… ai curiosi la gioia di cercare tutte le motivazioni 🙂

      Ribadisco il concetto pero’ e lo girerei anche al “giornale”: perche’ alle vignette danesi sono spopolati i commenti tipo , liberta’ d’espressione, forma d’arte, etc. etc. e qua invece silenzio mostruoso da parte di tutti ? Qual’e’ la differenza tra questa rana e le vignette umoristiche ?

      Sento puzza di parabola “pagliuzza-trave” e se si continua cosi’ tra un po’ le travi inizio a toglierle dagli occhi dei cattolici per mettergliele da un’altra parte … alla faccia di “pacatoegentile” 🙂

  • TIZIANO ASTOLFI

    Una domanda impossibile all’autore della rana in croce esposta al Museion di Bolzano.
    Come si sa, l’arte moderna non dà delle risposte ma pone delle domande. Sì, l’arte moderna ci insegna questo, sta all’osservatore rispondere o interpretare cosa vuol dire e qual è il messaggio che l’artista lancia attraverso le sue opere. L’ artista, nella nostra società moderna è libero di pensare e quindi di esprimersi come meglio crede, esattamente come recita l’art. 33 della Costituzione italiana, salvo poi intoppare nell’art. 21 dove sono vietate le manifestazioni contrarie al buon costume: si tratta allora di stabilire cos’è il buon costume e oggi, partendo dalla programmazione televisiva sia privata che, ancor peggio, quella pubblica di stato, è abbastanza difficile capire o stabilire cos’è il buon costume. Quindi libertà di pensare, di esprimersi, di chiedere e libertà di rispondere se si ha il coraggio o si hanno le idee chiare per spiegare onestamente il proprio pensiero. E’ ovvio che il clamore e la diffusione mediatica sulla esposizione della rana crocefissa (datata 1990) hanno prodotto effetti che vanno ben oltre le intenzioni dell’autore dell’opera. D’altra parte ci sono molti visitatori e anche qualche critico d’arte che, a torto o a ragione, ritengono che l’opera sia una simpatica e astuta mossa pubblicitaria studiata a tavolino o un ottimo spot per il Museion (forse più probabile). Se fosse questa seconda ipotesi, il valore dell’opera starebbe proprio in questo concetto. Evviva la “genialità” dell’artista! ma penso che sia difficile che ora Martin Kippenberger, l’autore dell’opera, possa ammetterlo. Personalmente tutto questo non mi interessa, vorrei andare oltre il semplice ma contorto quesito riguardante l’opportunità o meno di esporre l’opera, eventualmente questo aspetto riguarda esclusivamente il gallerista o il direttore di un museo. Io l’opera l’ho osservata attentamente e ho cercato di rispondere alle domande che mi ha posto. Mi sono avvicinato all’opera, ho teso l’orecchio per sentire bene le sue domande e mi sono sentito chiedere: “Credete che questa rana crocefissa sia il ritratto di Gesù secondo le ricerche religiose dell’autore o semplicemente sia l’autoritratto dell’autore dell’opera, come egli stesso amava definirla?”. Sinceramente non ho saputo rispondere anche perché non ho mai visto nè “fotografie” dell’epoca di Gesù né ho mai visto l’autore dell’opera. Ora mi piacerebbe chiedere all’artista chi dei due volesse rappresentare, a meno che non ce l’avesse con le povere rane, ma… attenzione, se fosse questa terza ipotesi allora interverrebbe immediatamente il WWF. Purtroppo l’autore dell’opera è morto ormai da undici anni e non mi può rispondere ma forse qualcun’ altro per lui … mi risponderà.

    TIZIANO ASTOLFI (Bolzano)

  • Matteo

    Salve a tutti, premetto che ho letto con molto interesse questo post che devo dire essere molto chiaro e favorire un dibattito serio se non altro perchè espone le intenzioni dell’ artista nel realizzare la sua opera. Ma proprio partendo da queste intenzioni non posso dirmi d’ accordo con quanto espresso, infatti se si vuole colpire l’ ipocrisia dei cattolici (giudizio che reputo razzista perchè va non a distinguere certe persone di cui si hanno le prove provate di incoerenza ma indistitamente ridicolizza un gruppo che si riconosce in una fede religiosa) perchè ridicolizzare la figura di Gesù ? perchè scendere fino allo sfregio di una persona che ha segnato la storia e il Cui insegnamento ha parlato solo di amore, fratellanza, perdono dei nemici ?
    Per ultimo lasciatemi la perplessità sui vostri commenti in favore della libertà di pensiero, che è qualcosa di veramente serio e non va confusa con la “presunta” libertà di dileggiare, offendere, ridicolizzare la religione.

    • Francesca

      Ciao Matteo,
      l’autore dell’articolo colpisce i cattolici ipocriti quindi non generalizza su tutti i culturi di fede cristiana.
      L’opera non ridicolizza Gesù, se ne vuoi sapere di più leggi i link segnalati.

      In quanto alla libertà, ci burliamo sempre dei musulmani quando hanno reazioni serie come nel caso dell’artista olandese e poi alla fine non ci rendiamo conto che i fondamentalismi sono tutti uguali.
      Dovremmo smetterla di criticare e basta.

      Ciao

      • Matteo

        Ciao Francesca,

        credo che la tua risposta abbia centrato il “problema” che alla fine credo sia quello di dove possa spingersi la libertà di espressione dell’ arte in particolare riguardo alla religione. Tu fai anche riferimento alla vicenda delle vignette danesi e dici ci espressamente : “ci burliamo dei musulmani …”, in quella vicenda io personalmente pur **condannando** in modo fermissimo le violenze seguite alla protesta, condividevo le posizioni dei musulmani che giustamente si sentivano oltraggiati nel veder dileggiato il loro profeta, al contrario li ho espressamente criticati in seguito alla rivolta scoppiata dopo la lectio magistralis di Benedetto XVI a Ratisbona. Dove sta la differenza? nel secondo caso ci troviamo difronte al tentativo di censurare una
        dotta discussione su un testo storico, una brutale reazione fisica che sostituisce il confronto serio e colto che invece dovrebbe seguire, perchè ovviamente tutti hanno il diritto della propria opinione, tutti hanno il diritto di criticare la Chiesa, l’ Islam, Gesù, i Santi, Maometto, Buddha etc… se lo ritengono necessario ma sempre nel rispetto e nella consapevolezza di cosa essi rappresentano per milioni di persone.
        Spero di aver chiarito la mia posizione,
        Ciao!

        • Francesca

          nel secondo caso ci troviamo difronte al tentativo di censurare una
          dotta discussione su un testo storico,

          In questo caso è la stessa cosa, censurare l’arte anzichè una dotta discussione per me non fa nessuna differenza.
          La differenza la fa’ la parola libertà.
          Che offese procura ad un cristiano la statua della Rana?Ha forse paura di mettere in crisi la propria fede, il proprio Io?

          Io ho un amore profondo verso il Chè per esempio che vedo stigamtizzato in gagdets e magliette per cui provo conati di vomito. E allora che dovrei fare denunciare i produttori?
          So che per un cristiano paragonare Gesù e il Chè è un’eresia ma per me non è lo è. E ci sono milioni di persone che la pensano come me.

          Seguendo il tuo ragionamento dovremmo censurare un sacco di cose, come appunto a suo tempo fece la Chiesa e che tutt’ora tenta di fare.

          • Matteo

            E’ strano il tuo ragionamento, prima dici :”Che offese procura ad un cristiano la statua della Rana?” e poi : “Io ho un amore profondo verso il Chè per esempio che vedo stigamtizzato in gagdets e magliette per cui provo conati di vomito” quindi ti offende vedere il Chè rappresentato su una maglietta mentre fatichi a comprendere perchè un cristiano sia offeso dalla rana crocefissa :-/
            comunque seguendo il mio ragionamento non si deve censurare nulla almeno fino a che non offenda il buon cosutme (come recita la Costituzione) e il sentimento religioso di alcuno, questo vale per tutti e anche per l’ arte.

          • Francesca

            Non mi sento offesa, mi disgusta ma non mi straccio le vesti per questo.
            Ci sono tante cose che mi offendono nella vita molto più di questo, vedi la fame, la povertà, lo sfruttamento.

            E poi non mi pare che la rana rappresenti Gesù Cristo col boccale di birra in mano.
            In quest’opera Gesù non è presente.

          • Matteo

            ma scusa quando vedi la rana tu cosa pensi? a Michel Schumacher? a Umberto Bossi? a Stalin? (per stare con persone più diciamo in sintonia con i tuoi colori), la gente comune pensa a Gesù come puoi vedere dalle polemiche, se poi l’artista voleva raffigurare l’ ipocrisia ecc… perchè non colpire con una rappresentazione quelli che sono effettivamente ipocriti? invece di dileggiare una figura così importante per miliardi di persone? gli artisti hanno il diritto di pensiero e di rappresentare cioè che vogliono *nel rispetto* però del sentimento religioso delle altre persone.

          • Francesca

            Matteo, facciamo a non capirci.
            Allora perchè non promulghiamo un editto in cui si dice a tutti gli artisti come fare il loro lavoro e chiudiamo la questione.
            Il MedioEvo e la caccia alle streghe negli altri Paesi sono finiti, rimaniamo solo noi.

            Fra l’altro secondo me la Chiesa si tire la zappa sui piedi a mostrarsi sempre meno tollerante e più chiusa.
            Lo dico sinceramente.
            Io vedo una rana crocifissa con un boccale di birra in una mano e un uovo nell’altra, quello che dovrebbero vedere tutti.
            Prima di straccirsi le vesti, bisognerebbe leggerne l’interpretazione.
            Questa qui sotto di Luna per esempio è molto azzeccata a mio avviso.

            Ps. Lasciamo stare Stalin per cortesia che con me non c’entra nulla.

          • Matteo

            Evidentemente non ci capiamo, io penso che gli artisti abbiamo tutto il diritto di esprimersi liberamente senza però entrare nel dileggio e nella offesa di simboli religiosi.

            Spero di aver chiarito la mia posizione una volta per tutte.

          • Francesca

            Come limiteresti l’arte per far sì che non offenda (secondo te) simboli religiosi e facendogli mantenere comunque libertà di espressione (per cui senza l’arte non esisterebbe)?

  • gda

    Dato che “L’opera d’arte è di chi la osserva”, io mi tiro fuori dalla polemica e provo ad interpretare l’autoritratto di Kippenberger.

    L’autore, nel periodo buio della sua esistenza, crocifigge se stesso, la rana rappresentata nella sua opera che nelle fiabe è l’animale capace di “trasformarsi” in un uomo grazie al bacio di una principessa.
    Sembra che Kippenberger voglia palesare l’attesa di “qualcosa”, del “bacio”(fede?Spiritualità? ricerca di senso?…) capace di trasformare la vita di un uomo in qualcosa di più grande, o altro…
    tra le mani della rana un boccale di birra a rappresentare l’ubriacatura del mondo moderno (qualunquista e capitalistico)e l’uovo, simbolo della vita.
    La croce si presta ad una duplice interpretazione: nella sua accezione negativa rappresenta la “condanna del reietto”( nel mettersi in croce l’autore potrebbe voler manifestare il desiderio di rinnegare quanto, in lui, immagina “sbagliato”)nell’ accezione positiva (propria del simbolismo religioso) rappresenta la “rinascita” (su quella stessa croce Kippenberger potrebbe voler manifestare il suo desiderio di cambiamento, rinascita…).
    Questa la mia personale interpretazione.
    Non vi trovo nulla di blasfemo, in quell’opera, secondo me, è rappresentata l’esperienza di un uomo, il suo tentativo di risolvere un conflitto interiore.
    Coprirla significa, secondo me, imporgli il silenzio, non voler ascoltare.
    Purtroppo non è una novità…

    Luna

  • gda

    p.s. aveva ragione Kippenberger nell’ affermare che spesso guardiamo più all’apparenza che all’essenza delle cose.
    Quanto è accaduto in seguito all’esposizione del suo autoritratto ne è la triste conferma.

    Luna

  • marco

    capitato su questo forum quasi per caso vorrei complimentarmi con tutti per l’ottimo livello della conversazione. Lieto di incontrare menti libere e colte (quindi ce ne sono in questo Paese…..).
    Vorrei contribuire modestamente con la mia opinione.
    1 L’opera a mio avviso e’ esteticamente brutta. E questo potrebbe non essere un problema. L’arte moderna puo’ essere brutta, quello che conta e’ il messaggio
    2 Il mondo cattolico ha perso una bella occasione per meditare sulle proprie ipocrisie. Le stolte reazioni ignoranti rappresentano proprio il mondo che l’opera sberleffa .
    3 complimenti ai saggi consiglieri del museo bolzanino che hanno dimostrato di essere culturalmente liberi.
    4 No comment ai politici ed ai prelati (in massima parte la vera palla al piede di questo paese).
    5 Non occorre essere atei per stigmatizzare l’ipocrisia della Chiesa Cattolica. La chiesa si e’ arrogata il diritto di fungere da tramite tra Essere umano e Divinita’. L’ha fatto benissimo dal suo punto di vista .

    • simona_rm

      “L’opera a mio avviso e’ esteticamente brutta.”
      Vero. Ma come puntualizzi, l’arte contemporanea non si preoccupa di esser bella o brutta.
      Secondo me non si preoccupa neanche del messaggio.

      benvenuto.
      🙂

  • Anna

    l’opera d’arte di Martin Kippenberger,il Cristo anfibio umanizzato al nuovo Museo d’Arte Moderna di Bolzano ha sollevato molte polemiche, che sia un’opera sfacciata, dissacrante, sconvolgente è pur vero ma non più della versione donna del Cristo crocifisso…provate a collegarvi a questo link……
    ke mi dite?

    si tratta di un opera molto forte e significativa che racchiude l’espressione di un artista che vive un conflitto interiore profondo

    attendo vostri commenti….

  • Jakala

    Damien Hirst uno dei piu’ famosi (e pagati) artisti inglese contemporanei ha allestito una mostra dei suoi lavori in India.
    Sembra che stia spingendo per vendere molte delle sue opere secondari e no che non riescono a trovare sbocco sul mercato inglese.
    Una delle gallerie che lo sostiene la White Cube pare abbia un invenduto pari a circa 20 mil di sterline.

    Per pubblicizzare meglio la sua mostra tra le opere esposte c’e’ Love’s Paradox, in cui una mucca tagliata a meta’ e’ conservata in formalina.
    Chiaramente gli Hindu, lo hanno preso come un insulto alla loro religione, ma il messaggio di marketing e’ comunque passato.

    Perche’ e’ di marketing che bisogna parlare, cosi come nel caso del meteorite di Cattelan.
    Marketing che permette a questi artisti di venderci opere fatte dalle loro factory (citando Warhol), quando invece bisognerebbe parlare di un sistema industriale di opere d’arte.

    Conclusione: noi parliamo e discutiamo di liberta’ di espressione, loro invece trovano un mercato per le loro opere d’arte.

    Jak

    Jakala post: Postcards from Surrey

  • Gabbiano

    ma guarda…. se il SIGNIFICATO fosse così chiaro probabilmente NON ci sarebbero stati equivoci…..

    se uno dice una cosa equivoca è logico che ci sarà chi parteggia e chi denigra.

    e non ci sarebbe una gran fetta di persone costrette a dire a propria difesa “IO DI ARTE NON CAPISCO NIENTE” per non fare brutte figure….

    magari se tanta “arte” con la A maiuscola invece di infilarsi nei controsensi, per avere bisogno poi di un Demiurgo che spiega alla plebe, che “quello che si vede NON E’ …. perchè il significato è un’altro (stabilito dal demiurgo, ovviamente)… allora non ci sarebbero questi casi da prima pagina, fatti da verginelli che strillano per la “censura alla libera espressione”….

    magari un po’ meno chiacchiere e soprattutto OPERE che vogliano dire qualcosa, invece che a creare queste sterili polemiche…

    magari si sentirebbe dire qualcuno in meno “io di arte non capisco niente…”
    in questa torre di babele che vuoi capire?

  • Fabio Padovan

    ho appena visto quest’opera in un museo a monaco di baviera, indubbiamente irriverente. Perchè comunque usa una simbologia forte, molto sentita dai cattolici. E’ normale che la fraintendano. Quest’opera era inserita in una sala dove altre opere rappresentavano un cristo non certamente canonico tipo “piss christ” foto: http://lickerish.files.wordpress.com/2007/12/serrano-andres-piss-christ-1987.jpg, ormai è normale denunciare la condizione di ipocrisia dei cristiani. Per me non produce scandalo.

  • Luigi Bufalino

    Vorrei invitare il signor Martin Kippenberger a cimentarsi anche con interpretazioni altrattanto artistiche con soggetti di altre sensibilità religiose.
    Ne apprezzerei di più il coraggio. In una Società strutturata come la nostra…gli piace vincere facile!!!!

  • angelo lazzano

    sono convinto della buona fede dell’artista,e anche se non lo fosse,la libertà che sprigiona dalle idee deve sempre prevalere.Il conformismo e il buon gusto uccidono la creatività,come gli stili e i gusti in mano ai cretini generano cretinaggine.

  • Maurizio Faleni

    gli artisti veri sono sempre avanti col pensiero.lnon è necessario ricondurre l'opera allo scandalo affinchè possa avere visibilità, manovra mentale superata. E' il tempo della riflessione sulla società contemporanea. L'opera di Martin è attuale.

  • Maurizio Faleni

    gli artisti veri sono sempre avanti col pensiero.lnon è necessario ricondurre l'opera allo scandalo affinchè possa avere visibilità, manovra mentale superata. E' il tempo della riflessione sulla società contemporanea. L'opera di Martin è attuale.

  • Maurizio Faleni

    gli artisti veri sono sempre avanti col pensiero.lnon è necessario ricondurre l'opera allo scandalo affinchè possa avere visibilità, manovra mentale superata. E' il tempo della riflessione sulla società contemporanea. L'opera di Martin è attuale.

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