L’Insostenibile Peso della Libertà
18 settembre, 2008 - 13:00 di peppemanga
Archiviato in Cronache Italiane
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Quando ho sentito parlare di Roberto Saviano, quando ho letto il suo libro, ho pensato soltanto che fosse una persona da ammirare profondamente, una persona libera, onesta, coraggiosa. Non mi è mai passato per la mente, nemmeno per un istante, che stesse facendo tutto ciò solo per i soldi.
So anche il perché di ciò. Perché questo non rientra nelle mie categorie, nella mia mentalità. E neanche in quella di Roberto Saviano.

Non rinuncerei mai alla libertà di muovermi, di camminare in giro per le strade, di vivere nella mia terra, solo per avere qualche soldo in più. Rinuncerei a tutto questo per prendermi la mia libertà di parlare, di pretendere giustizia, di sognare un futuro migliore.

Tempo fa girando per il web (proprio su Mente Critica) trovai commenti identici alla , Umilio Fido. «Lo fa solo per i soldi. Ha fatto un libro, un film, uno spettacolo teatrale». Confesso che sono rimasto confuso. Poi ho capito. Ho capito che per veicolare un messaggio così importante si può fare un libro, un film, uno spettacolo, una canzone, una manifestazione, una festa, qualsiasi cosa. Ho capito anche su quale terreno prolifera la mentalità mafiosa, su quale persone si appoggia, in quali menti si insinua il virus. Ho capito l’isolamento, le minacce, e l’enorme umiliazione di sentirsi dire certe cose da gente che vale meno di zero. Gente che prende le proprie categorie da mercenario e te le appiccica addosso con lo sputo.
Ho capito l’insostenibile peso della libertà.
L’Insostenibile Peso della Libertà è di

Quindi, giusto per riassumere, secondo l’autore di questo pezzo siccome il signor Saviano è sotto scorta per quello che ha scritto non può essere oggetto di alcuna forma di critica perché, sempre secondo Manga, nessuno rischierebbe la vita per soldi.
Ne prendo atto e rispetto l’opinione di Manga.
Devo dire che, personalmente, la trovo un tantino superficiale e piuttosto integralista.
A questo punto siamo all’infallibilità del Papa e alla scomunica.
Io e il mio sputo ci sentiamo, allegramente, degli apostati.
Stanotte dormiremo lo stesso.
Una maggiore tolleranza delle opinioni altrui e meno preconcetti migliorerebbero la discussione.
Credo tu abbia frainteso.
Rispetto le idee di chiunque, anche se mi risulta difficile quando si parla di Emilio Fede, ma mi sforzo. Ovviamente in casi del genere sento il diritto e il dovere di eprimere anche la mia idea: secondo le mie categorie non si può rinunciare alla liberta solo per i soldi, almeno io non lo farei e non mi verrebbe mai in mente. Credo davvero che non lo farebbe neanche Saviano.
Sarà anche superficiale e ingenuo ma davvero non riesco a fare della “dietrologia” in questo caso.
La camorra e tutte le mafie fanno leva su questa mentalità di sospetto verso chi cerca di combatterle, insomma, così facciamo il loro gioco.
E ti dirò di più, anche se Saviano lo facesse solo per i soldi avrebbe dato un enorme contributo alla difficile lotta contro il fenomeno mafioso.
P.S. Sinceramente non ho compreso l’esempio del Papa.
Secondo il mio modesto parere
Peppemanga va in una direzione, Cn in un altra, e soprattutto Saviano vada in una direzione diversa da quella di partenza .
Mi spiego.
Il post di Manga ha nella premessa la lode a Saviano, ma credo che il fulcro dell’analisi di Manga sia nello sbeffeggiamento di Fede, che in questo video ripreso da youtube è a dir poco vergognoso.
Una critica circoscritta alla mediacità dell’effetto Saviano ci può stare ma da qui a parlare di Saviano come il solito pennaiolo mercenario….Fede non fa che smentire il suo fascino di servo della Casta.
Anche se l’editore di Saviano è il suo Silvio, Fede gli invidia più i soldi che Silvio. Forse perchè i soldi li ama ancora di più di Silvio. Anche lo stesso Silvio questo lo saprà sicuramente. Noi non lo sapevamo, ora lo sappiamo, ma non ce ne frega più di tanto…ma comunque….
Il commento di Cn invece credo che riguardi solo la premessa iniziale, la lode a Saviano che, nel contesto dell’intero post ha un’importanza marginale rispetto all’attacco a Fede che credo sia il vero scopo del post.
La critica di Cn ci può stare a mio parere o ci potrebbe stare se questo post sia solo la classica enciclica di lode a Saviano, ma siccome quest’ultimo viene usato solo come leva per sputtanare il secondo….Cn secondo me non è che sei stato del tutto fuori luogo, ma ti sei soffermato solo su ciò che volevi.
La direzione di Saviano secondo me è tutt’altra, e così cerco di spiegare anche il mio punto di vista su tutta la faccenda.
Fondamentalmente oggi Saviano si trova ad indossare degli abiti che gli stanno un pò stretti, che certo non gli fanno schifo più di tanto perchè a qualcosa potrebbe rinunciare, però credo che nemmeno gli siano tanto graditi.
Saviano vorrebbe continuare a ribadire ciò che pensa, ma oramai si trova ad essere sia l’artefice del “Savianismo” sia la prima, l’ultima e soprattutto unica vittima suicida del suo “Savianismo”.
Partendo dalle origini, e analizzando la nascita del boom Saviano (ho letto i suoi articoli anche su nazione indiana e repubblica, credo di conoscerlo un pò), io giudicherei Saviano:
1) un giornalista sicuramente di talento, perchè anche se leggi solo una pagina di Gomorra o mezza pagina di un suo articolo noti subito che è uno che con la penna ci sa fare
2) poi sicuramente sarà, prima ancora di essere un bravo scrittore e giornalista, un grande osservatore della realtà: sembra che abbia sempre una certa familiarità e un certo feeling con ciò che racconta, ciò di cui parla lo conosce per davvero, e non come tanti pennaroli per “sentito dire”;
3) ultimo punto…. di sicuro sarà stato anche molto coraggioso, perchè erano anni (credo dall’epoca di Siani) che non si accusavano boss in maniera cosi diretta ed esplicita come ha fatto lui nel suo libro, chiamandoli per nome e cognome, ma anche dal palco di quella casal di principe che quel giorno non seppe rispondergli altro che … “BUFFONE”.
Saviano di oggi non è più quello degli esordi, ed e difficile attribuire le colpe di questa inversione di rotta: oggi Roberto Saviano è l’”effetto Saviano”e non il talentuoso scrittore.
Gomorra non è più un libro di denuncia coraggiosa e un fenomeno mediatico, e Saviano da uomo coraggioso è diventato da una parte un condannato a morte come pochi e da una parte un privilegiato come tanti.
I servi della casta come Fede ovvio che focalizzino l’attenzione più sui quattrini che sulle parole di Saviano, sarebbe strano se fosse il contrario.
IO stimo solo il condannato a morte come pochi, dei suoi soldi me ne frego.
SE Berlusconi scrivesse o parlasse di ciò che scrive Saviano, amerei Berlusconi, senza ombra di dubbio, ma Silvio è il successo fatto in persona perchè è un uomo di tante chiacchiere con pochi fatti, LE SUE AZIENDE, che sono la prova dei suoi fatti e del suo successo.
Saviano all’inizio era solo tante chiacchiere,e basta.
Ora è anche una piccola AZIENDA. Non la odia, ma nemmeno gli fa tanto schifo.
La critica alla mediacità di Saviano……
credo che lo scrittore sia stato inghiottito dal sistema, e quando vieni prelevato dal vortice del successo hai dei vantaggi ma anche degli svantaggi.
Diventi un personaggio pubblico, quindi popolare, facilmente criticabile, e soprattutto ricco.
Morale della favola e della mia prolissità:
meglio avere uomini ricchi ma Saviani, che uomini ricchi ma SilviBerlusconi.
60 milioni di Italiani Saviani non so se renderebbero un’Italia migliore ma sicuramente diversa.
60 milioni di Italiani Silviani renderebbero anzi rendono anzi HANNO RESO l’Italia a un colabrodo.
E scusate se è poco.
Chiedo scusa se forse sono stato inutile, o se forse ho annoiato qualcuno, ma stamane avevo voglia di sgranchirmi le dita
Mi sento di sottoscrivere.
l’ho sempre detto io che sei un cinno con la testa sulle spalle!
rieccoti finalmente…dov’ eri finita..uff
tesoro, non vi abbandono mica!
sono stata solo lontana da pc…ho un sacco di pezzi arretrati mo’ da leggermi, spero di starvi dietro! Buona giornata piccoletto!
il Papa inteso nel senso che siccome ha una certa posizione non lo si può criticare.
Comunque io non sono all’altezza di criticare Saviano.
Non so chi sia, che faccia e quali siano le sue intenzioni.
Non mi piace il modo che i media utilizzano per strumentalizzare la sua figura.
Se poi lui lo sfrutta, non lo so e non mi interessa.
Secondo me Saviano ha scritto un’opera magistrale. Tutto qui. Poi che ci abbia fatto i soldi o meno sono fatti suoi.
Glielo auguro ad essere sincero, visto che è difficile che riuscirà a svolgere qualche altro lavoro in futuro.
L’opera lascia un segno importante nella storia della narrativa giornalistica, un po’ come Pulp Fiction nel cinema.
Senza contare il sussulto di dignità che ha indotto suscitando tutto quel clamore.
Penso che l’autore dica solamente che per giudicare e commentare uno “condannato a morte dalla camorra” bisogna starli alla pari, non essere un viscido qualsiasi e sparare sentenze dalla tua TV di propaganda. Perché in Italia funziona cosi: se un giornalista ti sputtana dicendo la verità di chi sei(Travaglio-Schifani), tu non rispondi alle accuse per dimostrare che sei pulito(come in un paese serio) ma attacchi, o fai attaccare dal leccac**o di turno, l’accusatore con fatti falsi(d’avanzo-travaglio). E’ facile commentare quello che dice Saviano ma c’è qualcuno che si scambierebbe di posto? Io tanto coraggio non c’è l’ho e me ne vergogno e ascolto in silenzio, invece chi nella vita lecca il suo padrone amico dei mafiosi si erge in difensore della camorra, visto che discreditando l’accusatore della camorra discrediti le sue affermazioni.
Premetto che non ho letto il libro, non ho visto il film, non ho partecipato allo spettacolo teatrale.
Un plauso sicuramente gli va riconosciuto per aver tirato fuori fatti scomodi. Ma non vedo perché uno non possa averlo fatto per soldi. Non é una critica. Il voler massimizzare il guadagno da ció che si fa é comune a tutti.
Io faccio un lavoro che (in parte) mi piace, mi stimola, ma aggratis non lo farei anzi, mi impegno per guadagnare il piú possibile da ció che faccio.
Guadagno non é antonimo di passione.
Però, scusate, io sono andata a leggermi il pezzo incriminato pubblicato su MC su Saviano (all’epoca me lo ero perso)… ad onor del vero, il dito viene davvero puntato contro i sistemi d’informazione che, probabilmente per aumentre l’audience o vendere più copie, si sono concentrati su questo scrittore in modo pandemico proprio nel periodo vicino al Festival di Cannes.
A sottolineatura di ciò, il paragone portato con “l’altro eroe della mafia”…uno che a Cannes, però, non ha fatto in tempo ad arrivarci.
E per questo quindi, solo qualche foto sbiadita in internet e una manciata di righe d’articolo, quà e là.
Magari sbagliando, ma davvero in quell’articolo non mi è sembrato di aver letto nessun attacco diretto allo scrittore, in sè.
Anche la frase incentrata sullo “strumento(…)per masturbarsi” io l’ho intesa sempre come denuncia al sistema d’infromazione, strumento, appunto.
Infatti io non mi riferivo a quei commenti, non so perchè abbiano inserito quel link.
E poi non si tratta di un accusa a Mente Critica, ma credo sia un’opinione diffusa (purtroppo).
Secondo me il discorso è più complesso, sicuramente non l’ha fatto per soldi, ma sicuramente gode di buona esposizione mediatica, il che in un qualche senso lo “protegge”. Il fatto che sia stato eretto a simbolo dell’anticamorra fa di lui un soggetto strumentalizzato. Tant’è che a annozero hanno “cantato” una canzone su di lui, mancavano la musica e l’arrangiamento, e questa si chiama marchetta. E a lui evidentemente in questo momento fa comodo avere questa esposizione. “fa comodo” non è assolutamente in senso dispregiativo, comunque ha avuto coraggio e comunque è difficile vivere sotto scorta, con la paura per i propri familiari.
“Non mi è mai passato per la mente, nemmeno per un istante, che stesse facendo tutto ciò solo per i soldi.
So anche il perché di ciò. Perché questo non rientra nelle mie categorie, nella mia mentalità. E neanche in quella di Roberto Saviano.”
C’è un errore logico: non è detto che se non rientra nelle tue categorie non rientri nelle sue! Anche se secondo me è vero che non l’ha fatto per soldi, però già che gli sono arrivati non vedo perchè dovrebbe dispiacersene.
“Anche se secondo me è vero che non l’ha fatto per soldi, però già che gli sono arrivati non vedo perchè dovrebbe dispiacersene.”
Hai ragione Sara, ma penso che questo articolo sia prima di tutto una precisa risposta ad un altro scritto sempre qui. Ovviamente, una risposta che parte dall’interpretazione soggettiva che l’autore ha dato all’articolo precedente.
Si si! Mi ricordo l’articolo di mentecritica, non l’avevo condiviso in alcuni punti, ma non ho condiviso alcuni punti neanche di questo! E ciò secondo me è un sintomo del fatto che saviano è diventato un oggetto da strumentalizzare, per cui o sei con lui o contro, si è creata un’entità al di là della persona in sè, un’accezione, un simbolo, e questo io non lo posso accettare, non riesco ne a stare dalla sua parte ne a stargli contro, perchè strumentalizzerei anch’io quest’entità che “trascende” la sua persona e sarei a mia volta strumentalizzata.
P.S. Sono conscia del fatto che forse sono sembrata troppo mistica, ma non sapevo come spiegarmi! Ma al posto di entità si può sostituire sovrastruttura…
Il punto è, secondo me, che con il precedente articolo NON è stato criticato Saviano. Per niente.
Ribadisco che il tema è stato incentrato “sulla manipolazione da parte dei media dell’immagine di Saviano”. LORO lo hanno proclamato eroe, ma non UN VERO eroe…ma il solito “Fenomeno Mediatico”. E questo è brutto, se fossi Saviano m’incazzerei…e farei il possibile per non prestarmi troppo a questo gioco, visto che girare con la scorta non è proprio un gioco.
Appunto, è quello che dico io, per sovrastruttura si intende l’immagine di saviano, non la persona in sè! E criticare o diventari fedeli di quella cosa li secondo me significa farsi strumentalizzare! Fossi saviano ti incazzeresti, giusto, ma lui non si incazza perchè è il male minore, gli fa comodo, lo protegge, la camorra non può rischiare così tanto ammazzando uno a cui tanti vogliono bene, anche ai camorristi importa l’auditel.
“ma lui non si incazza perchè è il male minore, gli fa comodo, lo protegge, la camorra non può rischiare così tanto ammazzando uno a cui tanti vogliono bene, anche ai camorristi importa l’auditel.”
Oddio, sai che non lo so. Glielo auguro. Ma non ci giurerei…anche Borsellino e Falcone erano amati e seguiti, eppure.
Io credo più probabile che lui, adesso, si stia godendo il momento e cavalcando l’onda, come si suol dire.
Ma non mi da fastidio, questo. Ha lavorato, ha OSATO, meglio guadagnarli così i soldi (no?) che indossando bikini nei calendari.
Infatti neanche a me dà fastidio ci mancherebbe! La differenza è che i due magistrati indagavano, lui ha reso pubblici degli atti processuali, non ha l’agendina rossa…E’ anche giovane, è giusto che cavalchi l’onda! Però deve essere consapevole che è strumentalizzato. Infatti ho detto che il fatto che “gli fa comodo” non è una cosa dispregiativa!
Pienamente daccordo.
Perfetto!
Cerco di fare un po’ di chiarezza, questo post non è la risposta a un precedente post di Mente Critica (e non so per quale motivo sia stato inserito quel link).
è solo una risposta a un pensiero diffuso che esiste, ve lo posso assicurare, e le parole di Emilio Fede ne sono l’esempio.
Non ho mai detto che non è vero che ha fatto i soldi, e non trovo ci sia niente di strano o scandaloso, ma non si può accusarlo di essere un mercenario e di aver usato tutti i mezzi che aveva per guadagnare. A mio parere l’ha fatto perchè crede che le cose possano cambiare e sta usando tutti gli strumenti che ha per veicolare il messaggio. Se poi fa i soldi ben venga, se lo merita, sicuramente più di Emilio Fede.
Magarì sarà diventato il simbolo dell’anticamorra e ne ha il pieno diritto. Sarà anche strumentalizzato dalla stampa, ma non è certo colpa sua.
Ma infatti guarda lungi da me colpevolizzarlo, per quello non ero d’accordo col post di mentecritica, è solo che non è colpa sua se viene strumentalizzato, ma certo è che gli può far comodo perchè gli garantisce una certa sicurezza. Poi più di dire che ciò non è inteso in senso dispregiativo…
Ognuno i soldi li guadagna come può e come sa. Quindi non vedo perché i soldi guadagnati con un libro debbano essere migliori di quelli guadagnati con un calendario. Saviano ha messo per iscritto cose che purtroppo erano sotto gli occhi di tutti. Le ha rese più visibili, più pesanti (perché vuoi mettere leggerlo su un libro un omicidio, ha più pathos) e più mediatiche. Ha puntato l’indice e gli è andata bene (economicamente parlando). Non so se rischia veramente la vita, mi auguro per lui che ci sia un tantinello di esagerazione da audience nel fatto della scorta e di tutto il resto. Ma ha fatto il suo lavoro di giornalista (scrittore non direi e non sono la sola, ma questo è un altro discorso) e lo ha fatto dignitosamente. Non vedo minor dignità in una modella che posa per fotografie da calendario se è quella la cosa che le riesce meglio.
Bhè….sono migliori perchè si rischia e perchè in pochi lo farebbero.
Di gente che farebbe calendari ne è pieno il mondo e non contribuiscono a niente, se non a qualche eccitazione.
Quoto.
PS: bentornata..
Grazie carissima Miss.
Buona giornata…
questo io non lo posso accettare, non riesco ne a stare dalla sua parte ne a stargli contro, perchè strumentalizzerei anch’io quest’entità che “trascende” la sua persona e sarei a mia volta strumentalizzata.
Giustissimo, brava Sara.
La verità è che non è giusto nè criticarlo eccessivamente nè lodarlo eccessivamente.
Bisogna conoscerlo e leggerlo. Metabolizzarlo e basta. Punto.
Non esagerare. In tutti i sensi.
Ma purtroppo in ItaGlia un eroe tendi più ad associarlo ad un Costantino di Uomini e Donne che ad un Giovanni Falcone.
Brava Sara!
E’ questo il punto, la direzione in cui si dovrebbe ragionare!
Grazie!
L’argomento del “farlo per soldi” mi è molto familiare.
Nella scena hip hop romana noi SM58 siamo molto criticati (qualche volta persino odiati) perché ci reputano “commerciali”. Cioè faremmo rap per soldi e non per passione, per adesione alla cultura hip hop, perché ci crediamo.
Quando racconto che lavoro per una onlus quasi quasi devo scusarmi di percepire uno stipendio. Stipendio che però è necessario a pagare delle prestazioni che un volontario difficilmente darebbe: una cosa è tenere un banchetto o rispondere al telefono, un’altra è occuparsi di gestire progetti europei.
Ovviamente io so che faccio quel che faccio perché ho trovato le mie strade e le seguo fin dove conducono.
Quindi la mia posizione è “perché no?”. Qual è il problema se facendo ciò che amo, magari anche aiutando gli altri (nei miei ristretti limiti), nel contempo mi guadagno (e con sudore) i miei mezzi di sussistenza?
Non me lo merito?
Non posso?
Quindi sì, certo, sentirsi dire che lo si fa “SOLO per soldi” è offensivo, oltre che falso. Vorrei vedere certa gente a fare le stesse cose gratis
Sinceramente non so se il caso di Saviano sia simile al mio o abbia scritto un mucchio di vaccate per arrichirsi. Non POSSO saperlo. Affermare di esserne certi è processo alle intenzioni.
Che c’è di male se da un libro si trae un film? E’ un altro modo di diffondere il messaggio a chi legge e, sì, è anche un altro modo di fare soldi.
Chi può dirsi certo di quale sia il caso?
Solo Saviano, direi.
Per questo è inaccettabile che certi media lo trattino come un mentitore SOLO perché “lo fa per soldi”: se accade, a mio vedere, si chiama manipolazione dell’informazione.
Si chiama spacciare congetture per fatti.
Che poi quel che scrive sia vero o falso, attaccabile o meno, beh, quello DEVE essere oggetto di discussione, ci mancherebbe: se mente va smascherato ^___________^
Sono perfettamente d’accordo con te.
Quando uno lavora è giusto che guadagni qualcosina, dovrai campare pure tu!Poi se nelle cose ci mette cuore e passione è la persona stessa a guardagnarci secondo me.
Penso che quando Roberto Saviano ha scritto il suo libro non aveva la chiara previsione di sapere che il libro avrebbe avuto il successo che ha avuto e limitato, purtroppo, la sua libertà. Ma il sospetto che sarebbe diventatao un libro molto letto, con le relative conseguenze economiche, deve averlo avuto per forza.
Io sarò di certo impopolare…non ho amato il libro, sia perchè a mio avviso non è un capolavoro di letteratura, sia perchè non ho condiviso l’enfasi che ne è derivata.
Le cose narrate da Roberto Saviano sono cronaca di tutti i giorni e sono cose ben note a coloro che vivono a Napoli e dintorni.
Ma soprattutto si leggono sui quotidiani, a firma di giornalisti eccellenti che non si chiamano Roberto Saviano, ma che tutti i giorni rischiano la loro pelle andando a cercare le notizie che non diventeranno mai un best seller ( vedi per tutti Giancarlo Siani ).
Escludo, quindi, che abbia scritto il suo libro per soldi…ma non mi sento di escludere che non ci abbia pensato. Del resto ha pubblicato con MONDADORI…il pensiero deve averlo almeno sfiorato!
I giornalisti di cui parli tu non hanno nulla in meno di Saviano.
Saviano ha solo avuto la capicità e la fortuna di portare sotto i riflettori delle notizie che altrimenti sarebbero rimaste relegate in fondo ai giornali nazionali o solo una faccenda locale.
Che non abbiano niente in meno di Saviano è certo.
Sulle capacità ho i miei dubbi…così come sulla fortuna,
Ti domando, e mi domando: ma non sarà tutto stato studiato a tavolino?
Studiato a tavolino da chi? E per quale motivo?
Ripeto, la mafia prolifera proprio grazie a questa mentalità di sospetto. Cercando sempre i secondi fini nell’attività di chi combatte la mafia non facciamo altro che il suo gioco.
Senti…non mettermi in bocca cose che non ho detto e non ho neppure pensato. Sei un pochino accecato da un punto di vista tutto tuo che forse non riesci bene a gestire.
Quando dicevo ” studiato a tavolino” parlavo del successo del libro e delle conseguenze economiche.
Si chiama MARKETING non MAFIA!!!!!!!!!
Suvvia….
Cerchiamo di stare su toni più pacati
Forse non sono stato chiaro. Intendo solo dire che non possiamo sempre pensare male perchè così facendo non facciamo altro che aiutare la mafia a isolare chi la combatte.
Mettiamola così: Saviano avrà pure studiato tutto a tavolino per arricchirsi ma a prescindere dai suoi obiettivi ha dato un grande contributo alla lotta contro la camorra. Gli sono grato per questo.
In tutta onestà…a me, se Saviano si è arricchito, non me ne importa niente. Anzi, trovo che abbia anche fatto bene. Ciò che mi importava sostenere è che , a mio avviso, ciò che lui ha scritto è STORIA di tutti i giorni e che tutti i giorni c’è qualcuno che rischia sul campo , pur senza chiamarsi Saviano. E la cosa che mi tortura sono proprio i dimenticatoi nei quali finiscono persone che si impegnano altrettanto, se non di più, a combattere la camorra.
E con questo…concludo qui la querelle
@ piccolo diavolo: grazie di esistere!
….mi fai arrossire.
Grazie a te
illudersi fa bene, non so per quale motivo saviano abbia scritto quel liro, ma di certo pensare che lo abbia fatto per ideali puri e giusti non può che far bene.
Il nostro mondo ha un disperato bisogno di miti (o cielo, mi sembra di parlare come il narratore di batman a proposito di two faces nell’ultimo film, ma bene o male il concetto è quello)
Ha scritto quel libro perché quello è il suo lavoro ed in più ha la fortuna di fare qualcosa che ama.
Continua ancora oggi a parlarne perché crede in quel che ha scritto, ormai i soldi li ha fatti e la scia di vendite che può creare con qualche monologo porta solo gli spiccioli.
Quasi nessuno si può permettere di portare avanti attività professionali a tempo pieno senza percepire uno stipendio, quindi chiedersi se l’ha fatto per soldi, per la gloria o perché è in missione per conto di dio è fuorviante.
Mi ha stupito molto l’accostamento di una discussione articolata ed a più voci al vaneggiamento di una persona che da anni ha perso la dignità e la rispettabilità, l’ho trovato assurdo.
Ho letto il libro e, il mio primo pensiero è stato che era avvincente ma mi pareva un po’ esagerato. Poi con il passare del tempo ho seguito varie inchieste che indagavano questi fatti e ho capito che Saviano nel suo libro non esagerava affatto e mi veniva da dire “Ma questo l’ho già letto in Gomorra”.
Non penso che queste indagini siano partite dalle rivelazioni dello scrittore, però il libro, almeno per me, ha avuto un effetto focalizzante su cose che, da anni molti altri denunciavano , trovando il solo breve spazio della notizia televisiva, quando c’era, che passa e si dimentica subito.
Se i soldi gli sono arrivati, se li merita, più di un calciatore, più di un amministratore dell’Alitalia, sono contenta per lui.
Per quanto riguarda le luci della ribalta, non è la prima volta che finchè restano accese “salvano la vita a chi denuncia”.
Denigrare e far spegnere l’attenzione e l’interesse della gente potrebbe essere un buon metodo per liberarsi del personaggio scomodo, finito nel dimentcatoio come le notizie di cui sopra.
A titolo informativo, il Signor Saviano sta passando per le città Italiane in visita presso le scuole superiori, portando di persona la sua testimonianza.
E’ stato anche nella piccola Vicenza, che ne dite? Non mi sembra un modo lussuoso di godersi i suoi soldi?
Mah…
Mi sembra che ci sia troppa enfasi, da tutte le parti.
Saviano ha scritto un libro. Perché? Perché è il suo mestiere. Perchè sulla camorra? Perchè ci ha vissuto in mezzo. Cosa c’è di strano? Niente.
Ha avuto successo. Perchè? Forse perchè è bravo, forse perchè ha un buon marketing, forse perchè è fortunato. O forse per tutte queste cose insieme. Cosa c’è di strano? Niente.
Ad altri scrittori non succede. Perchè? Forse perchè non sono bravi, forse perchè non hanno un buon marketing, forse perchè non sono fortunati. O forse per tutte queste cose insieme. Cosa c’è di strano? Niente.
Oltre ai soldi del libro ha preso quelli del film, dello spettacolo e di chissà cos’altro. Cosa c’è di strano? Niente. E’ proprietario di qualcosa che vale e lo sfrutta. E fa bene.
E’ un eroe? No, è uno scrittore che ha scritto un libro. E’ come un programmatore che scrive un programma o un centralinista che risponde al telefono.
La camorra lo ha condannato a morte? Allora è un povero disgraziato, e c’è ben poco da invidiare.
Il pezzo di maggio del comandante era fortemente critico sul sistema mediatico, e in questo aveva assolutamente ragione. Faceva inoltre trapelare una critica anche verso Saviano, e questo secondo me è ingiustificato. Ma si tratta di opinioni.
Il fido Emilio dice che… no ragazzi, non scherziamo! Se dobbiamo parlare anche di questo io non ci sto.
Il libro di Saviano lo sto leggendo proprio in questi giorni. E io che non vivo a Napoli lo ringrazio di averlo scritto, perchè avere il punto di vista di chi vive le cose aiuta a capirle, o perlomeno a vederele in un’altra ottica. Senza per questo farne un’eroe.
Ha avuto successo perché ha un buon marketing e racconta un’Italia che i TG non ti fanno vedere, dato che scrive MALISSIMO e la sua prosa mi fa addormentare, mi confonde, e la trovo involuta e scarsa.
In effetti ho notato anche io periodi pesantissimi e prosa poco fluida nel complesso, ma in fondo giudico positivamente il libro proprio per quello che dici tu: ha raccontato cose che i media (ci metto dentro anche moltii giornali) tacciono.
Su alcuni passi non sono neanche d’accordo sui giudizi che dà, ma forse sono troppo duro perchè non vivo quella realtà sulla mia pelle.
Per esempio quando critica chi dice che l’ennesimo 15enne assassino sull’asfalto è solo una grana in meno per la società mi trovo in completo disaccordo con lui; capisco il disagio, capisco la disperazione, ma tutto questo non può farmi piangere per un criminale cronico che finalmente ci lascia le penne. Tanti disagiati e disperati sono stati vittime di quel corpo sulla strada e non penso che la sua dipartita sia per loro motivo di dispiacere.
Anch’io ho avuto difficoltà di lettura in alcuni capitoli….poi tutti quei nomi, me ne ricordo appena un paio.
Però alla fine ho scoperto cose di cui non avevo mai sentito parlare in modo così accurato e lo scopo credo fosse proprio quello.
ITALY ITALIA
Caro Peppe, in genere trovo Emilio divertente, in quanto ridicolo, ma quel giorno non ho riso.
Io ci lavoro con la parola (o ci provo), scrivo, ma quel che Emilio Fede riesce a dire è così basso che ho sempre difficoltà a superarlo in viltà e bassezza (ripetizione voluta).
Ci siamo capiti, vero?
Amo Fede quanto la Vezzali, guarda.