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La Nuova Dittatura Dovrebbe Preoccupare Anche i Vincitori

20 giugno, 2008 di lupoalburnino  
Archiviato in Informazione



Anche in Sicilia la vittoria del centrodestra è stata schiacciante ed eclatante: ormai l’isola è tutta nelle mani di Berlusconi! Qualcuno si consola dicendo che c’è stata una scarsa affluenza alle urne. Magra consolazione! Nessuno si domanda perché? Non lo voglio fare neanch’io: non sono un analista politico, né mi intendo di flussi elettorali, né sono siciliano! Desidero solo esprimere la mia preoccupazione per la luna di miele di Berlusconi con il proprio elettorato.

Tra l’altro temo che durerà a lungo con queste continue verifiche, seguite da affermazioni sonanti, nonostante i primi passi del suo governo, che per me sono inquietanti. Nel proseguo del mio ragionamento cercherò di spiegarne i motivi, se ci riuscirò. E’ un pensiero molesto che gira tra le spire del mio cervello vorticosamente e mi procura una sorta d’ansia che non mi abbandona già da prima del voto siciliano. Adesso è addirittura assordante, ma non mi riesce facile esprimerlo con le parole. E’ come quando sei assalito dall’angoscia, di cui non ti sai spiegare l’origine, ma la senti tutta nella tua anima e sulla tua pelle, rabbrividendo. In una democrazia compiuta (ma la nostra lo è?) ci sono pesi e contrappesi, paletti contro paletti, in modo tale che un potere non diventi assoluto. Il Parlamento legifera, l’esecutivo applica le leggi, la magistratura le fa rispettare, mentre il Capo dello Stato rappresenta la nazione.

Sono poteri che, pur interagendo tra di loro, sono autonomi ed indipendenti. Grosso modo, scoprendo l’acqua calda, questa è la situazione italiana, anzi così dovrebbe essere, perché ciascun potere deve avere il massimo rispetto verso gli altri. Piaccia o non piaccia! Da sempre, un po’ di più qualche volta, un po’ di meno in altre, uno dei poteri in Italia ha cercato di prevaricare gli altri a cominciare dal Capo dello Stato. In questi ultimi tempi la situazione sta degenerando con punte vistose e pericolose di interferenza nei ruoli altrui, credendo o facendo credere che queste intromissioni siano “autorizzate” dal popolo, attraverso il consenso elettorale, con la famosa massima: “Il popolo è sovrano!”

Non voglio far ricorso alla Costituzione che stabilisce ciò che rappresenta il popolo e ciò che può fare: è un discorso scontato. Il popolo non può autorizzare chiunque a violare la legge, ad ergersi a sovrano degli altri poteri, a raggirare lo stesso popolo, altrimenti la legge non sarebbe uguale per tutti. “Quis custodiet custodes?” Fatta questa premessa, scontata anch’essa e semplicissima, voglio cercare di evidenziare la mia preoccupazione in merito alla schiacciante maggioranza che si è determinata nel nostro paese e che dovrebbe far preoccupare anche coloro che l’hanno votata. Il programma del PDL su cui ha chiesto il voto Berlusconi è quasi la copia conforme di quello precedente, evidentemente non realizzato, altrimenti avrebbe cambiato almeno i titoli del nuovo programma di governo. Però, a qualche mese dall’insediamento a Palazzo Chigi, sta già turlupinando gli italiani con la presentazione di decreti legge e disegni di legge nuovi di zecca, ma che riguardano al solito la difesa della “sua sacra persona”: blocca processi e rompighiaccio per il lodo Schifani, inseriti nel decreto sicurezza, cui sono completamente estranei.

E per avere l’approvazione del paese si veste da vittima e ricomincia a delegittimare la Magistratura, ricusando addirittura il giudice Nicoletta Gandus, che sta conducendo un’importante indagine sul suo conto. Sembra che abbia detto ai suoi: “C’è un accanimento di certa magistratura contro di me ed io vado avanti. Il paese capirà, è con me come dimostra anche lo straordinario risultato in Sicilia. Ho le prove, volevano condannarmi per partito preso. So che c’è chi ha sentito due di quei magistrati “lo condanniamo a cinque anni, così non può fare il premier”. Senza, però, portare uno straccio di prova. “Vae victis”: il vincitore è lui. “Il prossimo passo”, sostiene Pecorella, un altro avvocato del suo staff, “sarà l’immunità. Chi è al governo non può essere ostaggio”. Tutto il resto: Class Action, esercito a presidiare le città, tagli per gli enti locali a carico poi dei cittadini, visite fiscali a tutte le ore, blocco del tourn over, stop alla stabilizzazione dei precari soprattutto nella scuola, ecc.

Questi ultimi provvedimenti possono non incidere sulla democrazia del nostro paese, ma sono un segnale tangibile della volontà di trasformarlo a sua immagine e somiglianza.

Sono preoccupato, ma dovrebbero esserlo anche i suoi amici se credono nella democrazia, perché nei paesi dittatoriali il primo potere ad essere colpito è stata sempre la Magistratura. Durante il fascismo i giudici erano asserviti al potere, perché i processi fanno paura soprattutto quando sono basati su fatti concreti. Se Berlusconi non ha “peccati” sulla coscienza di che ha paura? Anzi dimostrerebbe un’onestà cristallina, apprezzabilissima, se si sottoponesse con tranquillità a qualche processo. L’ha fatto Andreotti per reati più gravi, Forlani per fondi occulti alla DC e tanti altri, di cui molti sono stati condannati e molti assolti. Craxi, suo amico, non accettò la condanna e scappò come un coniglio. Ma Craxi non aveva il suo seguito, altrimenti avrebbe scatenato una guerra. Ma forse no. Forse aveva più senso dello Stato e della democrazia.

Una per una le trappole di Berlusconi stanno scattando: dentro non ci saremo solo noi che non lo abbiamo votato, ci saranno, e mi dispiace molto per loro, anche i suoi amici elettori. Ma sarà una dittatura morbida, per cui “è dolce naufragar in questo mare”.

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Comments

21 Risposte a “La Nuova Dittatura Dovrebbe Preoccupare Anche i Vincitori”
  1. ilBuonPeppe scrive:

    Una per una le trappole di Berlusconi stanno scattando: dentro non ci saremo solo noi che non lo abbiamo votato, ci saranno, e mi dispiace molto per loro, anche i suoi amici elettori
    Dentro ci siamo tutti, ma non mi dispiaccio affatto per i suoi amici elettori; anzi sono contento. Lo hanno votato, gli sta bene quello che gli capita. Mi dispiace invece per noi e per tutti quelli che non lo hanno votato.

    Ma sarà una dittatura morbida, per cui è dolce naufragar in questo mare
    Morbida? Dolce? Chiedilo a chi ha preso le loro manganellate a Napoli, o a Genova nel 2001 (stesso governo, stesso metodo).
    Esiste la democrazia ed esiste la dittatura: non credo più alle vie di mezzo.

  2. JP scrive:

    Esiste la dittatura, ed esiste la dittatura camuffata da democrazia. Neanche io credo più alle vie di mezzo.

  3. Oris scrive:

    L’ho scritto qui, altrove, anche io dichiaro ufficialmente di aver cambiato idea:

    siamo in pericolo democrazia, la dittatura avanza, l’appoggio al dittatore è di tipo bulgaro, l’informazione non c’è.

  4. Iniquo scrive:

    I suoi elettori cominciano già ad accorgersene.
    Per esempio ho sentito l’intervista ad uno dei ragazzi “volati” da un muretto a Chiaiano nella quale ammetteva di aver fatto un grande errore nel votare Berlusconi.
    Ma come, finchè lo votano per manganellare gli altri (zingari, neri, sovversivi, gay…) va tutto bene ma quando anche loro prendono un po’ della medicina storcono il naso? Un po’ di coerenza, cribbio!

  5. Oris scrive:

    Ehehe va beh, quello è molto Italiano, lo sai com’è…

    Non c’è da stuprsene.

    E quel pentimento non sarebbe nemmeno attendibile… ma purtroppo deriva da cose a parere mio fondate… molto fondate.

    A me i ladri hanno rubato in casa il poco oro che avevamo, che dite, devo preoccuparmi?

    Non è che tra poco, quando mi verrà chiesto l’oro della patria e io non potrò produrlo, mi troverò purgato?

  6. herrycellophan scrive:

    Tu ci credi?

    2008-06-20 16:32
    Berlusconi: ‘ci sono toghe sovversive
    Non lo permettero’. Stop processi per tutti, io non ne usufruiro’
    (ANSA) – BRUXELLES, 20 GIU – Ci sono ‘pm e giudici che, infiltrandosi nel potere giudiziario, vogliono sovvertire la democrazia in Italia’, denuncia Berlusconi. Da Bruxelles il premier annuncia per la prossima settimana una conferenza stampa per denunciare queste iniziative. E premette: e’ una cosa che ‘non permettero”. Berlusconi torna quindi sulla sospensione dei processi per ribadire: ‘Non esiste una norma salva-premier ma e’ salva-tutti. Sono indignato e diro’ ai miei legali che io non voglio approfittarne’.

    O credi, come me, che questa dichiarazione del cavaliere andrà al solito in cavalleria?

  7. Oris scrive:

    Beh, è un cavaliere…

  8. Iniquo scrive:

    Questa dichiarazione andrà in cavalleria perchè non tocca direttamente i suoi elettori.
    Dovesse rimandare i manganellatori a reprimere una protesta altri prenderanno coscienza (e botte).

  9. marina scrive:

    Non sarà ora che intervenga la sanità? magari con una bella camicia di forza? Quest’uomo è un pazzo con manie di onnipotenza e ci porterà tuti nel baratro se non lo fermiamo.

  10. F.Maria Arouet scrive:

    Io starei attento a gridare alla dittatura.
    Da una parte c’é il signor B., che fonda un partito, con cui ottiene la maggioranza, che usa per confezionarsi delle leggi su misura, atte a trarlo in salvo dagli innumerevoli guai in cui naviga.
    Dall’altra un popolo che l’ha votato (2001), l’ha visto all’opera e l’ha rivotato (2008). Probabilmente é lo stesso popolo, in termini di qualità, che davanti alla proposta di Pilato di liberare Gesù, in occasione della festa, grida: “Crucifige!”
    E’ sicuramente così.
    Sicuramente é da rigettare l’ingenuo concetto secondo cui vox populi vox dei.
    Ma che facciamo?
    Abdichiamo al concetto secondo cui il potere risiede nella volontà popolare? Sosteniamo che sarebbe meglio se il popolo tacesse e lasciasse la parola ai migliori che sono in lui, ai più onesti e competenti?
    O non é questa piuttosto, storicamente, la domanda più tradizionale del repertorio antidemocratico, di destra e di sinistra?
    Non é forse il caso di accettare che le carenze di ciascuno si riverberano necessariamente nella qualità della democrazia nel suo complesso e divengono i limiti di tutti? Che sarà pure allettante, ma che non é possibile chiamarsi fuori, far parte per sé medesimi, fomentare estraneità, anche se solo del tutto a chiacchere?

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