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L’ATM non Assume Donne in Gravidanza?

13 giugno, 2008 di finazio  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani



E’ notizia di qualche giorno fa: l’ATM, l’azienda dei trasporti di Milano, ha licenziato 9 tranvieri fannulloni. Uno aveva addirittura adattato un bene dell’azienda in falegnameria per fabbricare cucce per cani. Un altro, in orario di servizio, andava ad ubriacarsi al bar. Altri erano assenti da mesi dal lavoro senza nessuna giustificazione. Queste incredibili scoperte sono state fatte grazie a blitz a sorpresa del presidente ed amministratore delegato Elio Catania. L’input dato dal ministro Brunetta ha trovato sponda facile in un’azienda pubblica dell’efficientissima e filogovernativa Milano. L’efficientismo dell’azienda, sacrosanto nei casi appena descritti, però rischia di travalicare le norme del più banale rispetto della democrazia e parità di diritti. Mi spiego subito.

L’ingegnere V.D. è una donna giovane ed in carriera. Lavora per un’azienda importante ma scopre che ATM è in cerca di giovani e motivati ingegneri. Inoltra il proprio curriculum e dopo un po’ è convocata per un colloquio preliminare. Si discute di ambizioni, competenze, motivazioni. A questo segue un altro colloquio, sempre con esito positivo e poi un giorno di training on the Job. A V.D. è fatta una proposta economica al di sotto delle proprie aspettative, e soprattutto al di sotto dello stipendio che già percepisce presso l’azienda presso la quale attualmente lavora, e così declina l’offerta.

Ma all’ATM evidentemente V.D. serve perché è richiamata dopo pochi giorni per un altro colloquio, durante il quale le si propone una retribuzione molto più appetibile. L’accordo pare concluso quando V.D., per onestà, e prima ancora di accettare la proposta economica, si sente in dovere di informare la controparte, costituita anche da una donna, rappresentante dell’ufficio del personale, di essere in gravidanza. Nella stanza scende il gelo. V.D. è liquidata con un generico le faremo sapere.

Dopo appena 20 ore (rapidità ammirevole) le fanno sapere. Il posto di lavoro non è più disponibile. V.D. è una donna combattiva. Accusa il funzionario di politica discriminatoria verso le donne ed inizia una battaglia a colpi di lettere di fuoco spedite alla signora Moratti, che in quanto sindaco di Milano è responsabile anche dell’ATM. Ovviamente nessuno le risponde. Scriverà presto anche alla Carfagna, ma non spera in una sua risposta.

Del resto due donne importanti come il ministro delle pari opportunità e la sindaca di Milano hanno cose molto più importanti da fare. La prima, a giudicare dalle sue dichiarazioni su donne ed omosessuali, pare vivere nel paese dei balocchi e crede di avere la possibilità di occuparsi prima di prostituzione, argomento che pare toccarla molto, e poi delle famiglie vere o di fatto. La seconda è presissima dall’organizzazione miliardaria dell’Expò.

Dal canto suo l’ATM, se chiamata in causa, replicherebbe senz’altro che il motivo della mancata assunzione non ha nulla a che fare con lo stato di gravidanza di V.D. ma che i motivi sono sicuramente altri, e che in ogni caso tra le due parti non è mai stato messo nulla nero su bianco.

V.D. avrà una splendida bambina, la quale farà felici gli splendidi genitori che ha. E l’ATM si è lasciata scappare un’ingegnere dalle enormi potenzialità, con buona pace di Catania, Brichetto in Moratti, Carfagna e Brunetta.

Sul sito dell’Atm hanno ripubblicato l’offerta di impiego: la scadenza per l’invio dei curricula è il 31 luglio ma di fatto stanno cercando un ingegnere da novembre. L’ufficio competente si chiama ATM-DTSE. Se continuano con questa celerità per Natale forse troveranno qualcuno. Quando V.D. avrà già partorito.

Efficientismo milanese.

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Comments

18 Risposte a “L’ATM non Assume Donne in Gravidanza?”
  1. diabolicoMarco scrive:

    Di storie del genere se ne sentono tantissime, troppe.
    Ad una ragazza trentenne dopo un colloquio “tecnico” andato bene chiesero: “progetti futuri nella vita privata? Figli… “. Dopo un attimo di naturale esitazione dovuta allo stupore gli rispose:” la mia vita privata è appunto privata”. “Bene, grazie. Le faremo sapere”…

    Il sistema è talmente radicato nel sentire comune che proprio ieri, mentre parlavo al telefono con una donna che aveva risposto a un annuncio di lavoro mi sono sentito dire “non so se è un problema, io ho un figlio di 4 anni…”
    8O

    E menomale che tutti i politici fanno a botte per occuparsi dei problemi delle famiglie, che sono sempre al centro dei loro pensieri..

  2. Iniquo scrive:

    Terribilmente ingenua a comunicare il suo stato interessante, ma avendo l’ATM ripubblicato il bando probabilmente riuscirà ad ottenere qualche risultato ed un risarcimento (chissà tra quanto).

  3. Francesca scrive:

    Purtroppo non sarà la prima e nemmeno l’ultima.

    x Iniquo
    Sarà stata ingenua ma ci sono persone che vogliono essere tranquille con loro stesse, anch’io sono come lei e di badilate in faccia ne ho ricevute ma la notte dormo sonni tranquilli.
    Esistono ancora delle italiane (e certamente anche italiani) che preferiscono al correttezza alla solita furbizia.

    Quoto assolutamente l’ultima frase di diabolico Marco, evviva l’ipocrisia della politica populista!

  4. Vortexmind scrive:

    Purtroppo non è un’eccezione.

  5. Francesca scrive:

    PS. Complimenti Finanzio per la scelta della foto, molto bella.

  6. Finazio scrive:

    Cara Francesca, grazie per i complimenti ma la bella foto è stata scelta dagli amici di MenteCritica. Sul mio blog ne avevo messa una molto più brutta e scontata. Ad Iniquo vorrei specificare che seppure V.D. (continuo ad usarne solo le iniziali per non metterla in imbarazzo nei confronti dell’azienda per la quale attualmente lavora) avesse omesso di comunicare il proprio stato di gravidanza avrebbe dovuto superare i sei mesi di prova, durante i quali la gravidanza si sarebbe evidenziata in maniera naturale. Ed immagino che tu sappia bene che durante il periodo di prova si può essere llicenziati anche senza giusta causa.

  7. Iniquo scrive:

    Beh allora visti i sei mesi di prova ha fatto bene a mettere subito le carte in tavola, si è risparmiata una perdita di tempo ed una frustrazione più grande.

    Rispondo a Francesca dicendo che non è furbizia tacere un fatto della propria vita privata, ai datori di lavoro devono (dovrebbero) interessare solo le qualità professionali del candidato all’assunzione. C’è una legislazione che tutela queste vicende ma è anche facilissimo eluderla, quindi è interesse del lavoratore evitare di facilitare ulteriormente le cose con slanci di altruismo nei confronti del futuro e aleatorio datore di lavoro.
    Per esempio se ho problemi di salute che sicuramente mi portano via un mese all’anno è mio interesse che il datore lo scopra solo a cose fatte, perchè in caso contrario l’assunzione sfumerebbe.

    La visione corporativistica che tanto piace ad una parte politica (e pure all’altra) vorrebbe una collaborazione tale da far ricadere il rischio di impresa anche sulle spalle dei lavoratori con richieste di sacrifici e di lealtà che sanno tanto di anni trenta.
    Gli interessi sono e devono rimanere contrapposti, non facciamoci abbindolare da locuzioni come “interesse del Paese” che nascondono (male) gli interessi del padrone.

    Mi rendo conto di aver scritto di getto e di aver divagato, ma questi argomenti mi infervorano particolarmente.

  8. Francesca scrive:

    In effetti hai ragione per la foto, complimenti a MC allora.
    A te per il post, di solito di questo tipo di discriminazione se ne interessano solo le donne…

  9. Francesca scrive:

    x Iniquo
    Io lo dicevo appunto per la prova anche se di solito credo duri meno di sei mesi….Facendo i calcoli ha scritto che a dicembre sarà già nata….

    E comunque hai ragione, io non ho mai considerato gli stessi interessi fra lavoratore e datore come voleva far credere pure Uolter (“siamo sulla stessa barca”, remember?).
    Non possono e non potranno mai coincidere ma purtroppo so di storie che non sto qui a raccontare ma la dicono lunga sul ns.sistema di assunzioni che fa continuamente leva sulla disperazione della gente.
    Diciamo che l’ingegnere in questione alla fine è stata quasi fortunata e comunque aveva una scelta.
    C’è chi non ce l’ha.

  10. Mi permetto di segnalare questo bellissimo servizio sui servizi (e disservizi!) di ATM.

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