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La Triste Storia di Borgonovo e la SLA

13 ottobre, 2008 - 8:00 di  
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Grande commozione ha suscitato la vicenda di Stefano Borgonovo, ex calciatore di buon livello, colpito dalla grave malattia della sclerosi laterale amiotrofica (SLA) conosciuta anche con il nome di morbo di LOU GEHRIG.
Colpisce molto il fatto della strana ripetizione di casi analoghi nel mondo del calcio (Signorini, Lombardi,etc) e pare che l’incidenza sui calciatori sia dieci volte più alta rispetto alla media normale ma non è tanto di questo che volevo parlare.




Tutti i giornali riportano con dovizia di particolari ed immagini la notizia della partita disputata in omaggio al calciatore Borgonovo e la commozione che ha pervaso il pubblico ed i presenti nel vedere le condizioni purtroppo ormai precarie di salute dell’ex calciatore.

Mi è venuto un senso di profonda tristezza nel constatare, come al solito, quanta retorica e quanta “falsa” partecipazione ci sia stata nel descrivere un avvenimento che di per sé poteva essere positivo e dovrebbe servire da insegnamento.

Viviamo purtroppo in un mondo che sembra sdoppiarsi in due parti come un disco dalle due facciate: lato A e lato B.

Nel lato A tutto sembra bellissimo: l’immagine patinata che ci danno i giornali e la televisione rappresenta un mondo di beneficenza e solidarietà, dove tutti si commuovono per tutto e trionfano i sentimenti nazional-popolari; un mondo dove i malati, i drogati, gli alcolizzati, gli emarginati, i disoccupati diventano quasi eroi per un giorno assecondando a turno la vicenda “mediatica” del momento.
Un lato A che rappresenta un immenso caleidoscopio, un recipiente dove tutto viene gettato dentro e rappresenta un prezioso ingrediente di quell’immenso “circo Barnum” che è diventato il nostro mondo sembre più finto e virtuale.

Il lato B rappresenta invece purtroppo la triste realtà quotidiana di tutti i giorni.

Da due anni sono ormai malato di sclerosi multipla ( per fortuna in forma ancora non invalidante al 100%) e ho potuto constatare in maniera sistematica sia la stortura delle varie inefficienze burocratiche, sanitarie, lavorative, assistenziali sia purtroppo l’indifferenza di quella gran parte di mondo che frequenti e conosci (o meglio pensavi di conoscere) sempre più simile ad una società spartana dove il malato, l’invalido, il “diverso” dà solo fastidio ed è diventato un anello scomodo di una catena, un ostacolo da eliminare.

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Comments

6 Risposte a “La Triste Storia di Borgonovo e la SLA”
  1. Condivido pienamente la tua posizione.
    Grazie per averci ritenuto degni della tua personalissima confidenza.
    In bocca al lupo caro O.

  2. L’indifferenza è la vera disabilità.
    In bocca al lupo per tutto.

  3. simona_rm scrive:

    CIAO O,
    mi piacerebbe dirti “sta tranquillo”, ma non posso. La SM è una grandissima str… dalla quale non sai mai cosa aspettarti. Non sai come il tuo fisico reagirà alle cure e alla malattia stessa.
    Una mia amica ne soffre da 8 anni, a volte l’accompagno a fare la RM e facciamo ore di sala d’aspetto. Parlando con le altre persone in attesa viene fuori tutto il mondo che descrivi tu: lato A e lato B. Esattamente così, alcuni sulla scena, alcuni dietro le quinte. Alcuni vivono “normalmente”, alcuni sono usciti di scena e sembrano improvvisamente divenuti “di troppo”, per la società!
    Ho visto però, alcune persone malate da anni, che sono in formissima e la malattia non ha intaccato la loro “normalità”. Continuano a lavorare, guidare l’auto, si spostano da soli, sono totalemte autosufficienti. Generalmente sono uomini. Ricordo un ragazzo in particolare, quando scoprì di avere la SM disse: -io a questa malattia le faccio un culo così!-
    ed a 7 anni dalla diagnosi, stava vincendo lui.
    Ciao O, falle un culo così!
    Simona

  4. ventopiumoso scrive:

    ciao. l’italia è un paese in cui le disabilità sono non-viste dai servizi, e i disabili come peso. nel posto in cui lavoro c’è una ragazza disabile, si rende utile al meglio delle sue possibilità, eppure viene sempre trascurata e “messa da parte” dall’azienda (e, perfortuna in misura molto minore, anche dai colleghi), come dire “sei qui solo perché sei una categoria protetta”. non ha senso. fatele fare cose adeguate alle sue capacità: tanto di guadagnato, no? e invece no, bisogna rompere le scatole alla direzione.. dopo essersi accorti della tristezza della ragazza.
    per quanto riguarda la SM, è incredibile come ne sia invaso il mondo del pallone. e molto bella la testimonianza di simona_rm.
    forza e coraggio, anche se mi sento un po’ un’ameba a dirlo io che non ce l’ho..

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