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La Superiorità Intellettuale in Rete

22 agosto, 2008 - 13:00 di  
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La libertà di opinione passa sia dal diritto, con la costituzione e andando anche più in la, con la carta dei diritti umani, sia dal rispetto, inteso come descritto nel De Mauro on-line, nuova bibbia del buon-pensatore cibernetico, al 4 punto (grazie Peppe).




Certo è che siamo umani, con i limiti che ci impone la nostra natura è difficile portare in fondo l’azione di rispettare l’altro, spesso l’altro sfugge troppo alla nostra comprensione, ci innervosisce, con il suo non continuare a non capire che ha torto.

Poi basta sentirlo parlare: un insieme di luoghi comuni, di argomentazioni che stridono come i polpastrelli quando scivolano sugli specchi, un accozzaglia di convinzioni che non hanno nulla di civile. Mentre è chiara la differenza, basta leggere! Il modo di porsi, di argomentare, i richiami forbiti e eruditi… l’ermeneutica… (non so cos’è ma fa tanto fico…).

Ai pensatori in rete vien dato spesso di intellettuale inconcludente. Ma non è così: spesso in rete qualcosa si conclude, un appuntamento con una tipa, ad esempio, un orgasmo a buon mercato, un Iphone taroccato o un pensiero che non si conosceva, ancora, prende forma, si rinnovano consapevolezze e i dubbi spariscono: non siamo soli! Guarda quanti siamo! Tutti la pensiamo nello stesso modo! E giù a indorarsi la pillola nel tepore del nuovo gruppo. Tranquillizzante sentirsi parte di un gruppo.

Chiaro che chi la pensa diverso viene a malapena tollerato, si creano i primi gruppetti, le prime alleanze. E piano piano tutto si uniforma, i “diversi” vanno via, indesiderati, si auto escludono da questo universo, che è iper-selettivo, solo i migliori resistono, solo loro possono rimanervi. Mi chiedo però se questa sia davvero superiorità morale o intellettuale o cosa.

Una persona che abbia una mente aperta, o critica, non dovrebbe esser predisposta a sentire idee diverse, più che uguali alla propria? Se una persona è critica davvero, avere conforto nel prossimo delle proprie convinzioni è una cosa positiva o poco utile?

La superiorità morale, intellettuale eccetera esiste o non esiste allora? Non so, ma a me pare che abbiamo ancora molto da imparare. E non so nemmeno quanto quello che ho scritto sia utile.

E l’antispam mi chiede quanto fa 5+8… azz

Lo sapevo che sto posto non fa per me… :)

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Comments

54 Risposte a “La Superiorità Intellettuale in Rete”
  1. pacatoegentile scrive:

    Una persona che abbia una mente aperta, o critica, non dovrebbe esser predisposta a sentire idee diverse, più che uguali alla propria? Se una persona è critica davvero, avere conforto nel prossimo delle proprie convinzioni è una cosa positiva o poco utile?

    La questione in questo caso non e’ sull’apertura mentale ma su quanto credi in quell’idea e quanto forte la senti dentro di te.
    Sentire altre idee vuol dire mettere in discussione le proprie ed eventualmente vederle demolite o criticate, non tutti sono disposti a farlo e non per tutte le loro idee.
    E questo vale per il mondo reale ed anche per la rete :-)

    pacatoegentile post: Discriminazione Sessuale

    • Oris scrive:

      Vero, ma metterle in discussione non è pericoloso, il farlo non sottindende per forza di vederle soccombere (le proprie idee).
      solo la paura e la frustrazione a parere mio giustificano la presenza di aggressività verbale e la mancanza di onestà intellettuale.

      • Francesca scrive:

        solo la paura e la frustrazione a parere mio giustificano la presenza di aggressività verbale e la mancanza di onestà intellettuale.

        Ne sono convinta anch’io.

  2. oUt. scrive:

    Tutto avrei pensato tranne che parlando d’ermeneutica mi sarei attirato tanta “ammirazione”. Mi fa invece un po’ arrossire il pensiero, indubbiamente frutto della mia superbia e fantasia, che tu, caro Oris, mentre scrivevi l’articolo stessi pensando a me, almeno un pochino. Se c’è pur un pallido fondamento di verità in questo mio deplorevole egotismo, ebbene ti chiedo, con gratitudine, c’è forse una domanda implicita in questo tuo contributo a cui io possa dar risposta?

  3. Francesca scrive:

    Diciamo che richiede un certo impegno, sia intellettuale che fisico (relax tipo joga) ma non è impossibile.

    Per quanto riguarda l’utilità….lo scopriremo solo vivendo! :mrgreen:

  4. maricrizzi scrive:

    Ecco…. mi ha impressionato la parola “tollerato”. Dunque chi mi conosce mi chiama gesù ( non ridete, siete sicuri che fosse maschio? :-) ) e guido la “diomobil” (una Kangoo gialla con cui scorazzo filgi, nipoti, nonna e cane!) sempre con la faccia truce di chi stà per dare battaglia agli altri automobilisti; ma poi non suono il tuonoclacson quando c’è un vecchio con il cappello che mi precede e fa scattare il rosso per partire; oppure non bestiammio in fumettese quando da una mamma si divincola il piccolo diavolo; sorrido dando la precedenze a chi non ce l’ha ma si era distratto per una “palpatina” della fidanzata. Ecco… tolleranza… accettare la diversità non significa condividerla, ascoltare le opinioni degli altri non significa accettarle e confutarle non significa denigrarle; tantomeno cerco conforto nel prossimo per le mie convinzioni che sono “divine” per definizione e quindi incomprensibili al genere umano :-) . Al di là dell’ultima battuta, sono d’accordo con te, abbiamo molto da imparare e nel tentare di convincere l’altro delle nostre opinioni dobbiamo stare attenti a non farlo con arroganza a usare le “parole” giuste e ad accettare che l’altro possa difendere in pari modo le sue idee o non volgia cambiarle. Dal confronto nascono sempre grandi progetti… ne sono convinta.
    Ciao

  5. ilBuonPeppe scrive:

    Ecco, ne ho sentite tante, ma “buon-pensatore cibernetico” non me l’aveva mai detto nessuno :-)
    Ora, capisco che 5+8 sia una mission impossible per molti ;-) , ma ho l’impressione che il tiro sia un po’ fuori misura. Eppure d medaglie nel tiro ne abbiamo vinte…
    Quello che non capisco è se tu ti riferisca ad un evento specifico, se parli in generale di MC oppure se parli ancora più genericamente di Internet.
    Nel primo caso non so qual’è l’oggetto del contendere, quindi alzo le mani. Nel terzo caso sono sostanzialmente d’accordo, ma appunto per questo va sottolineato che MC da questo punto di vista mi sembra una fortunata eccezione.
    Se invece stai parlando in generale di MC, non vedo cosa ci sia da lamentarsi; come ho detto, questo è un luogo libero e civile, dove ci si può anche scontrare duramente, ma solo sulle idee, senza scendere ad insulti e cose simili.
    E’ vero che qui stiamo diventando una (strana) specie di gruppetto, ma che la pensiamo tutti allo stesso modo mi sembra pura fantasia. Siamo un gruppo unito nello stile e nei metodi, non nei contenuti.
    Non si allontana chi la pensa diversamente, ma chi si comporta diversamente; anzi, spesso si allontanano da soli quando capiscono che qui non trovano il loro caos ideale.

  6. Oris scrive:

    Beh, devo dire che a volte mi capita di incavolarmi per strada… :oops:

    Solo che mi fa non poco spavento e tristezza quando si asserisce di essere dalla parte del giusto e in contemporanea si dice che gli altri sono tutti coglioni…. mi pare pericoloso.

    Va bene essere convinti delle proprie idee, ma uno spiraglio al dubbio e al rispetto (punto 4 del De Mauro :) ) a parere mio… andrebbe lasciato.

    E qualcuno lo crede.

    • Ma dai…. Coglioni non e’ un offesa. E’ come un buffetto sulla guancia. Tante volte e’ detto in modo amichevole. Quando s’intravede un tizio che, nel gioco delle tre carte, si fa fregare tutti i soldi gli si puo’ dire coglione, no?
      Non si tratta di demolirgli la certezza della sua convinzione di poter vincere e risolvere la sua vita con le tre carte, ma magari qualcuno che dalle tre carte e’ gia’ stato fregato puo’ dargli del coglione. Lo fa a fin di bene :-)

      Chiara di Notte – Klára post: Il vizio

      • Oris scrive:

        Vero! Specie quando non lo dice Berlusconi…. ;)

      • ilBuonPeppe scrive:

        Il linguaggio evolve come evolve la percezione che abbiamo delle singole parole. Resta il fatto, secondo me, che “coglione” è un’offesa, chiunque sia a pronunciarla.
        Può anche darsi che sia la verità, ma sempre un’offesa rimane.

        • L’offesa sta solo nell’intenzione. Anche le parole “caro ragazzo” in un certo contesto possono essere offensive.

          Almeno cosi’ mi hanno insegnato. Sarebbe duro, adesso, scoprire che non e’ vero. Dovrei scusarmi con un sacco di gente :-)

          Chiara di Notte – Klára post: Il vizio

          • Adetrax scrive:

            Mettiamola così, in linea generale il termine è opportuno evitarlo, però meglio quello che un’autocensura se non si trovano altre parole adeguate ad esprimere un concetto.

            P.S.
            Il linguaggio ruspante non mi dispiace quando è sincero ;-)

  7. Aleks scrive:

    Ascoltare (leggere) le idee e le opinioni altrui, certo, ma per verificare ed eventualmente correggere le proprie secondo un processo razionale: questa è apertura mentale. La definizione è la stessa per il mondo reale e per la rete.
    La parola chiave è la razionalità. Se le obiezioni che vengono poste si basano su presupposti a loro volta privi di fondamento, di conseguenza risulta insensata tutta la costruzione concettuale.
    E qui sta la differenza tra un dibattito dal vivo ed uno ‘scritto’ in un forum od in calce ad un post, come questo. Le idee che si scrivono devono poter resistere nel tempo a tutti i lettori. L’argomentazione deve dunque essere solida e logica, altrimenti crollerebbe sotto il suo stesso peso.

    Ed allora è questa la spia di una superiorità intellettuale, ovvero la capacità di esporre in modo preciso un concetto e di apportare elementi a sostegno in modo razionale.
    Confusione concettuale, imprecisione terminologica, slogan privi di contenuto, ecc. possono andar bene ad un comizio, ma in rete sono mezzucci vuoti che non hanno diritto di cittadinanza.

    Detto questo, è ovvio che ogni posizione sufficientemente argomentata abbia diritto di essere espressa. Questo mette tuttavia fuori gioco tutte quelle affermazioni prive di logica.
    In ogni caso non vedo per quale motivo si debba parlare di ‘tolleranza’: se un’idea è basata su pregiudizi o falsità è giusto che sia demolita impietosamente. Credo sia questo lo scopo di ogni discussione, al di là delle convinzioni personali.

    Tutto ciò deve applicarsi unicamente alle opinioni esposte e soltanto ad esse: non alle persone che le hanno formulate.

    Aleks post: L’Euroidiota ed i nuovi fascisti italici

    • oUt. scrive:

      riporto le ultime due righe del tuo intervento (che per altro condivido interamente):

      “Tutto ciò deve applicarsi unicamente alle opinioni esposte e soltanto ad esse: non alle persone che le hanno formulate.

      Aleks post: L’Euroidiota ed i nuovi fascisti italici”

      Ammetterai che l’ultimo tuo argomeno suona un po’ incoerente :-)

      • Aleks scrive:

        Per nulla.
        Il mio articolo è una considerazione sulla patologia sociale che si manifesta nel razzismo spudorato dei leghisti, non su una opinione. L’argomento non è una qualche idea espressa, ma l’idiozia di un umano(?) e dei suoi simili dalla mente deviata. Credere che quel tizio possa formulare pensieri coerenti richiede uno sforzo di fantasia notevole.

    • Oris scrive:

      mmmm.. ok. Certo.

      Demolire ciò che non viene argomentato in modo convincente.

      Però spesso l’argomentare non passa per la fondatezza dei dati in nostro posesso, anzi, spesso il saper argomentare diventa più importante della fondatezza stessa di quei dati.

      inoltre non possiamo avere la certezza i cosa, ad esempio, pensi Veltroni o Berlusconi, quindi dobbiamo sempre cercare di rimanere nl campo delle ipotesi, non siamo a trovare assiomi….

      • Aleks scrive:

        “spesso l’argomentare non passa per la fondatezza dei dati in nostro possesso”

        Infatti.
        All’inizio ed alla fine del mio intervento ho sottolineato la necessità di basare un ragionamento su presupposti fondati, non su pregiudizi o falsità. Da qui il lavoro di comprensione della realtà e di reperimento delle informazioni necessarie prima di costruirsi una opinione su un argomento specifico.
        L’argomentazione è solo l’ultima parte del percorso, prima è necessario sapere di cosa si parla.
        Ovviamente nessuno può in ogni caso essere sicuro della correttezza del proprio percorso, è per questo che si discute: per verificare e correggere quando necessario.

        L’argomentazione non serve a trovare degli assiomi, tuttavia ogni ragionamento deve necessariamente partire da alcune verità di fondo, delle definizioni, principi, informazioni certe, od almeno ragionevolmente sicure.

        Per usare il tuo esempio, prima di qualunque discussione su Berlusconi, non si può prescindere dalla definizione del ‘chi è’ quel personaggio e dai principi che dovrebbero ispirare un amministratore pubblico.
        Sappiamo che parliamo di un imprenditore settantenne pluripregiudicato che controlla buona parte dei media italiani.
        Sappiamo che in nessun Paese democratico una carica di governo è compatibile con delle condanne penali. In nessun Pese democratico una carica pubblica è compatibile con interessi industriali e finanziari. In nessun Paese democratico è possibile accedere ad una carica di governo da parte di chi controlla mezzi di comunicazione.

        La conclusione logica è che Berlusconi non può avere cariche governative in un Paese democratico. E questa conclusione prescinde da ogni tipo di considerazione personale o politica: si tratta di regole basilari che in Italia sono dimenticate da tempo.

        Come anche la sana regola secondo cui un politico accusato di un qualche reato si debba dimettere dalle proprie cariche fino a procedimento concluso.
        Persino in Pakistan il quasi dittatore Musharraf ha lasciato la sua poltrona presidenziale prima dell’accusa formale di fronte al Parlamento.

        Questa è la situazione italiana. Mi sembra ragionevole quindi considerare gli elettori di Berlusconi – e dei razzisti di Bossi – come complici di un criminale oppure degli stupidi integrali.
        Per usare un’espressione che ho usato in alcuni miei articoli, dei ‘babbei elettorali’.
        Poco importa se in questo modo descrivo metà della popolazione italiana come composta da imbecilli. La realtà è questa, che piaccia o meno.

        • Oris scrive:

          Ti pongo una riflessione, molto spinta lo ammetto, prendila per quello che è…

          Mettiamo che noi potessimo oggi sapere quello che accade tra 100 anni in base a una nostra scelta, senza doverla fare.

          Cioè, mettiamo che si ossa sapere quali saranno le conseguenze a lungo termine di una scelta elettorale PRIMA di doverla fare.

          Mettiamo che con questo nuovo potere si scopra che nonostante il Berlusca sia quello che è (qualsiasi cosa sia) la scelta della sua persona si riveli migliore.

          Tu lo voteresti o non lo voteresti per una questione di principio?

          —-

          Mettiamo che invece di aver la convinzione che il Berlusca sia quello che dici tu ne abbia un’altra, opposta, che si riassume con “ce l’hanno tutti con lui perchè è piccolo e biscione, ma lui si che almeno sa come sistemare le cose, vedi come lo perseguitano, come se tutto quello che non va in Italia fosse colpa sua…”.

          E mettiamo che per ogni nefandezza presunta o fondata che sia, tu abbia una tua personale opinione (perchè di quello si tratta, io non ho veduto con i miei occhi le carte ne l’istruttoria, non ho ascoltato intercettazioni, non so un tubo di più di quello che mi fanno sapere i giornali o internet).

          Tu voti il B. perchè ci credi. (siamo sempre nelle ipotesi).

          Perchè dovresti sentirti peggiore di chi vota altri personaggi che a parere mio sono pure peggiori?

          • Aleks scrive:

            La prima ipotesi è del tutto illogica, poiché il futuro non è conoscibile in anticipo, per cui ogni ragionamento sarebbe costruito su basi assurde. Le scelta sono tali perché compiute senza conoscere il futuro. Per questo, come dicevo, è necessario conoscere meglio possibile il presente ed il passato.

            La seconda è invece basata su falsità. Noi sappiamo che Berlusconi è stato più volte condannato, sappiamo che è un imprenditore e sappiamo che controlla buona parte del mercato radiotelevisivo ed editoriale. Non siamo nel campo delle ipotesi, dal momento che questi sono fatti facilmente verificabili. Chiudere occhi ed orecchie per ignorarli non modifica la realtà, ma porta soltanto a compiere scelte senza tener conto di ciò che sappiamo del presente e del passato.

            Dunque se io votassi Berlusconi sarei un idiota, e non per ragioni ‘politiche’, ma perché sarebbe una scelta del tutto priva di senso, non razionale, basata, come dici tu, su una ‘credenza.
            Sarei un idiota a votare chiunque ‘perché ci credo’: la politica non è una religione.

            Ripeto, se si parla di politica, Berlusconi, semplicemente, non può essere una scelta possibile. Tanto più se tale scelta avallasse la presenza di una banda di xenofobi come i leghisti ad imbrattare le aule del Parlamento.

  8. Oris scrive:

    Proprio perchè siamo in rete, e abbiamo la possibilità di leggere e rileggere che i concetti espressi sono “sinceri”, itendendo con sinceri l’espressione di quello che uno ha dentro, di ciò che pensa in modo profondo in quel dato momento (fortunatamente si cambia idea).

    Internet è già stracolma di posti dove si individua l’”altro” nel coglione acefalo, mi spiacerebbe succedesse anche qui, in futuro.

    Per questo sollevo il polverone :)

  9. Angelika scrive:

    Oris, neanche io come il BuonPeppe riesco a capire dove volevi andare a parare con questo tuo post. Però ho l’impressione che un pò ti riferissi anche a MC, perché già qualche altra volta ti sei lamentato di una certa chiusura. Se così fosse, a me sembra (e ripeto a me), che tu spesso ti sia posto in antagonismo con alcune delle idee che vengono fuori da MC, ma non mi è parso mai che qui si siano formati dei gruppetti o si sia “ghettizzato” in qualche modo qualcuno. Soltanto chi si è divertito a provocare in malo modo è stato allontanato. Ti posso dire, e continuo a parlare per me, che intorno a me, nella mia vita affettiva e personale ci sono persone che la pensano in maniera completamente diversa da me. E naturalmente io ci litigo, anche furiosamente, ma questa diversità di idee non muta il sentimento che provo per loro e la consapevolezza che io le amo e le stimo nella loro interezza. Tu mi dirai: ma io qui non sono conosciuto nella mia interezza! Ed hai ragione, ma mi pare lo stesso che attraverso quello che scrivi sei stato apprezzato in toto, qui su MC. Io almeno la penso così, ed io e te abbiamo opinioni diverse, se ho ben capito!

  10. Oris scrive:

    Mi dispiace di aver fatto trasparire troppo l’aspetto personale del post… sicuramente c’è anche quello ma non è così importante da spenderci parole… ;) .

    Credo che si deve stare molto attenti i giudizi (che sono cosa diversa dalle opinioni) che si scrive, non perchè sia vietato o si subisca una condanna nel farlo, capiamoci, ma perchè a lungo andare creerebbe una sorta di meccanismo che allontanerebbe chi non gode a sentire solo “parlar male” sempre e comunque.

    Esempio: Berlusconi o chi lo ha votato.

    Attenzione non dico che bisogna evitare di criticarlo, spero di non doverlo specificare…

    Inoltre è assolutamente inutile scriverlo di continuo perchè:
    1) è la cosa più diffusa in rete

    2) Chi legge dovrebbe avere i giusti anticorpi per farsi una idea propria e il promuovere i più diversi tipi di epiteti non l’aiuterà in caso ne sia privo

    3) è inutile, se si tralascia il senso di liberazione che prova chi lo scrive che potrebbe benissimo sfogare altrove…

    4) è inutile soffermarsi a insultare gli “altri” ogni volta in una sorta di delirio….

    5) Critica non significa Supponente.

    Su MC non succede, spesso.

    Io vorrei solo che le cose rimanessero così.

    • ilBuonPeppe scrive:

      Infatti non bisogna criticare Berlusconi, che non avrebbe senso, ma le sue azioni.
      Invece purtroppo, e qui hai ragione se ti riferisci ad Internet e alla società in generale, si critica la persona dimenticando le sue malefatte: che poi è esattamente il suo gioco, nel quale i coglioni (quelli veri) cadono sistematicamente.

  11. A parte che non mi considero affatto di mentalità aperta, implicando che nel caso io pensi di aver ragione (e capita spessissimo, perchè, in fondo, se pensassi di aver torto cambierei idea, tornando…a pensare di aver ragione!) non mi faccio problemi a dirlo in faccia alla mia controparte (la quale, ovviamente, ha una certezza uguale e contraria ^_^).

    In ogni caso, per quanto riguarda l’uomo non nominato, ovverossia Berlusconi Silvio, è da una vita che sogno di leggere un manifesto di pensiero completo e argomentato a suo sostegno da parte di un suo elettore…

  12. Oris scrive:

    Dire in faccia alla controparte che si ha ragione è inutile. Esporre le proprie idee alla controparte credo sia più utile e credo sia quello che intendi.

    Qui entra in gioco il modo, se esponi con arroganza riceverai risposte arroganti o di sufficienza, rendendo inutile lo sforzo comunicativo.

    Per quanto riguarda il Berlusconi, trovo molto inutile sia tesi a sua condanna che a sua difesa: siamo arrivati a giudicare ogni sua piccola mossa finendo per vanificare qualsiasi considerazione importante, per saturazione, con il risultato che la gente non ci fa più caso.

    Porre l’attenzione sulle cose importanti va bene, ma quando vedi che la gente ti ignora forse fare una leggera autocritica non farebbe male… io non mi sento di dire a cuor leggero di aver ragione e di essere portatore della verità, semmai sicuramente portatore della mia opinione.

    Avere una opinione e crederla ondata non significa pensare di aver ragione, non confondiamoci.

    • Oris scrive:

      PS. Vorrei essere così pacato anche nella vita “reale”: lì spesso invece sono molto arrogante… :(

      • Pinocchio scrive:

        Per quello che vale la mia parola:-) sei sempre stato molto coerente e obiettivo.
        La vita reale è cosa diversa per quello si chiama reale. Qui è tutto diverso

    • No, no, è proprio letteralmente dirlo, salvo ovviamente spiegarsi ed argomentare se richiesto. Non vedo perchè se sono convinto della bontà delle mie idee debba nasconderlo ostentando una modestia che non ho e dunque scadendo nel buonismo. Se per me uno sta sbagliando generalmente glielo dico in faccia e posso capire che questo mi renda antipatico, ma non dirglielo mi sembra molto simile ad una mancanza di sincerita o ad una concezione veltroniana del dialogo, per cui c’è fondamentalmente uno che “dialoga” di più che va incontro rinunciando a qualcosa verso qualcuno che, di fatto “dialoga” di meno (scusate, è che ho il dente avvelenato da queste cose…)
      Tutti noi se perseguiamo un obiettivo o un ideale, almeno in quello specifico momento siamo ben sicuri di aver ragione, non prendiamoci in giro. Ovviamente ciò è ben diverso (anche se sottilmente) dal credere di aver ragione a prescindere dalle circostanze, il che ci renderebbe tutti incapaci di cambiare idea nel caso servisse

      • Oris scrive:

        Si discute sulla finezza dei significati, ma ribadisco, una cosa è credere di aver ragione sapendo di poter aver torto, laltra è credere di aver ragione e basta, così credo s di averti spiegato meglio cosa intendo per differenza.

        Tale differenza la si trasmette con il modo con il quale scriviamo/diciamo le nostre opinioni.

        Io non sono ben sicuro di avere ragione, sono sicuro di dire quello che so o credo di sapere.

        La differenza non è così impalpabile a parere mio, secondo me è perfino importante il distinguo…

  13. maricrizzi scrive:

    E’ qui che volevo arrivare… perchè su MC siamo diversi dalla vita reale? Capisco dei momenti di “sbandamento” dialettico : epiteti, incazzatura e arroganza. Non dovremmo essere qui ciò che nel quotidiano non riusciamo ad essere… semmai dopo un pò che ci si conosce lo sbandamento su MC dovrebbe essere accettato di più. Se poi questa è una discussione tra fondatori di MC… allora scusate l’intrusione.. Sarà per la prossima volta, quando non prevarranno divergenze sull’origine e l’evoluzione di questo blog.

    • Oris scrive:

      Credo che su MC non ci sia nulla di non aperto e io non sono un fondatore di MC, semmai un fruitore ;)

      • maricrizzi scrive:

        Mi era sembrato che fosse “una discussione” tra vecchie “conoscenze”… Forse mi sbaglio, ma la logica che qui è stata evidenziata, “dal gruppo” si autoesclude l’intruso perchè non trova conferma. Ora rivelo una cosa che a qualcuno non piacerà, nella mia vita di “gruppi” ne ho visti e subiti abbastanza e per certi versi li assimilo ai “branchi”, onde per cui non ho una visione positiva del concetto sociale di “gruppo” stesso. E’ il modo di associare che non condivido: per categorie anzichè per opinioni . Le categorie sono riduttive le opinioni no. Ripenso alla mia tessera PC strappata perchè non accettatevo la “gerarchia”:non votavano mai le mie “relazioni” tutto sommato all’avanguardia. Ne ho di anni! :-) ! Così nel sindacato! Nulla è migliorato democraticamente! Ora in MC io sono esattamente come nella quotidianità: umorale, disillusa, ottimista, tollerante etc…, questo non vuol dire che “fagocito” acriticamene gli stimoli telematici e no che mii “colpiscono” e delle volte ferocemente. Mi prendo tempo e siccome il mio primo difetto è il rispetto verso gli altri stò sempre attenta a come mi esprimo: non sempre ci riesco è chiaro… Non sono Dio! E poi c’è quel briccone di Capitan Nebbia che ti monitora continuamente: non hai scampo.
        Tu dichiari di essere un fruitore di MC, ma proprio i fruitori sono quelli che rendono possibile l’esistenza di MC; e devono assumersi l’impegno di esprimere le proprie opinioni anche se non condivise, accettarne le critiche e prendersi una pausa per metabolizzare i contrapposti, così si cresce e si fa crescerre. Un saluto megalattico

        • Oris scrive:

          Beh, dici le mie stesse cose ;)

          • maricrizzi scrive:

            Meno male… non me ne ero accorta! O fore ti ho confuso con altro commento! :-( ! Che figura! :-( !

            • Oris scrive:

              Colpa mia, non scrivo mai in modo chiaro.

              Ho un modo perverso di esprimermi.

              Solo che qualcuno mi capisce e quindi, essendo pigro, non mi sforzo nel correggermi.
              :(

              • maricrizzi scrive:

                O sono io che sono ottusangola :-(
                Ora basta con le scuse repiroche, perchè non c’è nulla da perdonare, anche se mi chiamano gesù, guido la diomobil e non suono il tuonoclacson!
                :- ) , continua così … e poi dimmi quanto fa 5+8
                Kiss

              • gda scrive:

                Oris, a me sembra che tu scriva in modo chiaro(o magari ti capisco perchè sono farraginosa anch’io! :) ) e semplice, di quella semplicità che è saggezza e bontà.
                Sei simpatico e onesto per quello che traspare dal tuo scrivere…

                Non credo che il diverso alla lunga venga escluso, anzi in molti blog è possibile leggere e partecipare a discussioni stimolanti rese vive da persone con punti di vista diametralmente opposti.
                Accenni ad una eventuale superiorità morale ed intellettuale,(io ne ho incontrata anche di “spirituale”) probabilmente esistono ma di certo non è una perfetta proprietà di linguaggio e scrittura che possono dimostrarle.
                Lamenti spesso una tua presunta”deficienza”letterale e letteraria…embhe?
                Pensi di valere meno solo perchè non usi un linguaggio forbito o perchè non hai una laurea in fisica nucleare?
                Concludo dicendo che in girando nel web è possibile leggere “grandi pensieri”, esternazioni erudite, pillole di saggezza e bontà:
                Sarei curiosa di sapere quanto di concreto c’è dietro!

                Io ringrazio ogni giorno la mia ignoranza, che alimenta la mia curiosità, la voglia di sapere e capire…E chi vuole escludermi non mi merita! :)

                Luna

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