La Poca Lungimiranza della Grande Politica di Brunetta
4 agosto, 2008 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Dove può risiedere la grandezza di una persona se non nella ragione? Da nessuna altra parte. Lo dimostra il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Fisicamente molto piccolo, ma molto grande nello spirito. Uno dei pochi che merita stima incondizionata, per quanto sta facendo, sia da destra che da sinistra ed è per questo che Brunetta rappresenta quanto di più positivo ci sia nel governo Berlusconi IV, a mio modesto parere. Il suo disegno, per una PA efficiente ed efficace, si sta lentamente realizzando e questo suscita ammirazione. Nonostante la profusione di cotanto zelo nel determinare un giro di vite su fannulloni ed assenteisti, la politica di Brunetta manca di un piccolo particolare: la lungimiranza.

Un’azione di lungo periodo, che abbia effetti positivi anche per i posteri, non può basarsi solo sulla correzione delle storture del presente, ma dovrebbe, secondo me, essere anche in grado di costruire, mattone dopo mattone, un roseo futuro per l’apparato pubblico. Come fare?
E’ mia intima convinzione che al fianco di queste politiche volte all’eliminazione di comportamenti parassitari dalla PA, bisognerebbe avere un apparato di formazione tale da garantire la prosecuzione di quanto il ministro stia facendo.
L’Italia, infatti, è uno dei paesi con la burocrazia meno preparata ed in grado di essere un supporto per i cittadini, anzi. A volte essa si trasforma in fardello troppo grande da portarsi dietro. I tempi geologici con i quali un documento viene prodotto, potrebbero essere oggetto di studio per l’unicità del caso. Per questo, credo, sia indispensabile promuovere azioni volte a quello che con un termine inglese viene definito “empowering of pubblic administration”. Un miglioramento delle competenze dei singoli burocrati, gioverebbe, di fatto, all’insieme della funzione pubblica. Sarebbe opportuno, quindi, se si ritiene necessario proseguire su questa linea, creare delle apposite istituzioni con questo particolare e delicato compito: formare i burocrati del domani, dare loro un’etica professionale tale da evitare assenteismi e, infine, una maggiore specializzazione del singolo.
Su quest’ultimo punto ho letto e sentito poche discussioni, anche se costituisce un punto cruciale della questione. In primo luogo un accrescimento della specializzazione, provocherebbe una produzione maggiore che in termini “burocratesi” si tradurrebbe in un aumento di pratiche sbrigate, accrescendo, altresì, il livello di efficienza della PA. In effetti però, una maggiore specializzazione è possibile solo cambiando radicalmente il sistema di produzione pubblico. Bisognerebbe, cioè, prevedere delle logiche meno verticali e più orizzontali, in modo da applicare impiegati solo in particolare settori e senza che una pratica passi da tre o quattro uffici per l’apposizione di una firma. Questo, secondo me, ridurrebbe le lungaggini cui siamo soliti assistere.
Altro punto del mio ragionamento è prevedere degli incentivi al lavoro. La sfascio della PA italiana dipende dai disincentivi che provengono dallo Stato, ad esempio un paga uguale, la non esistenza dei bonus di “produttività”, la poca possibilità di fare carriera ed altro ancora. Sono convinto che se si introdurrebbero due accorgimenti tutto questo potrebbe essere evitato. Tali accorgimenti sono: bonus di produttività e il licenziamento per inadempienza o scarso rendimento. Il primo creerebbe una volontà di ottenere più soldi in busta paga che garantirebbe, almeno per una maggior parte degli impiegati, maggior impegno sul posto di lavoro, mentre il secondo renderebbe pressoché impossibile ogni forma di ozio non contemplativo.
dal nostro lettore Carmine F.
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Anch’io sono convinto che se si introducessero almeno due accorgimenti tutto questo potrebbe essere evitato, però circa il bonus produttività bisognerebbe stare parecchio attenti, perchè in passato ci sono state delle formule tipo “contratti a progetto interni” eseguibili dai dipendenti statali, che sono state ampiamente abusate con la collusione della maggior parte del personale in alcune amministrazioni locali, ad es. consentendo di raddoppiare o triplicare lo stipendio iniziale.
Se di bonus bisogna parlare allora per i livelli medio-alti ritoccherei al ribasso gli odierni stipendi e comunque lo limiterei a un massimo di +20% dello stipendio e solo se si sono riscontrati risultati positivi; obiettivamente basarsi solo sul numero di ore lavorate non è un buon indicatore se ci si infilano 3-4 pause caffè al giorno da 30 minuti l’uno.
Certo. E’ chiaro che il bous potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Bisognerebbe oltre a questo prevedere dei criteri per valutare davvero il merito, ma non sono in gradi dire quali…
Io che lavoro per un grosso privato da quasi 10 anni, ho visto che l’incentivo meritocratico porta direttamente ad una gestione “mafiosa” di questo danaro (mafiosa si fa per dire). Puo’ funzionare solo per una specifica categoria, tipo i piccoli capi cosi’ come avviene qua, in modo da tenerli competitivi e allo stesso tempo minimizzare il danno. Sul lavoro laddove ci sono tantissime persone che stanno fianco a fianco, ha di gran lunga piu’ peso il carisma individuale che l’effettivo merito, tanti si fanno in quattro solo per mantenere la propria altezza di 10 cm maggiore rispetto a chi lo guarda, sia a parole che ad azioni mirate agli spettatori. Ma se nessuno li guarda sono i peggiori.
Credo sia una sorta di inferiorita’ somatizzata, se lo fanno senza aver guadagni materiali che succede se in ballo c’e’ un premietto?
Dobre i Svete slove, brati!
(Parole buone e sante, fratello! N.D.T.
)
Aggiungerei che i criteri di scelta di chi lavora nel privato, e i relativi avanzamenti di carriera, sono più basati sul leccaculismo che sugli effettivi meriti. Anche nel pubblico c’è questa antica e fantozziana usanza italiota, ma ci sono norme che, se ben rispettate, garantiscono il merito ad di sopra di ogni altra cosa.
Personalmente rimango alibito di cotanta rassegnazione e pessimismo. Non riesco a capire perchè laddove uno è promosso deve sempre e per forza essere un leccalulo, o un mafioso, o un qualche altra cosa vogliate che sia. Casi come quelli descritti avvengono, certo ma secondo me esistono ancora molti casi dove il merito è premiato in quanto tale. Scusa se mi permetto luminal, vorrei renderti solo nota la mia percezione rispetto a quello che scrivi. Non voglio per tanto essere offensivo o presuontuoso. E’ solo la percezione che ho delle tue parole. Spero non ci siamo malumori per quello che scriverò, ma cercherò di osservare il massimo rispetto.
Da quello che scrivi mi pare di aver capito che lavori nell’ambito della ricerca. Ed evidentemente da quelo che scrivi non riesci ad avere quello che vorresti ottenere. Secondo me si innesca in te un meccanismo di frustrazione che ti porta a pensareche chiunque sia prmosso, assunto a tempo inderminato lecchi il culo dei capi o cose del genere. Ma ci hai pensato che forse, tu, non meriti lo stesso trattamento e per questo non l’ottieni? (perdonami per quello che ho scritto, vorrei solo cercare di farti riflettere sul fatto che la persona umana pensa sempre a se come il migliore di tutti inconsciamente e non razionalmente). Credo che una riflessione su questo ti farebbe valutare la situazione in modo migliore. Cioè, prima di dire che una tua collega o generalizzare prova a cofrontare i risultati ottenuti, o i titoli acquisiti, a volte è possibile scoprire cose che non si conoscevano su chi lavoro al nostro fianco.
Spero di non essere stato in alcun modo offensivo, e qualora lo fossi stato chiedo scusa. A volte la schiettezza però riesci ad aprire gli occhi.
Ti ringrazio per la schiettezza, ma non stavo parlando di me, nemmeno inconsciamente ho pensato alla mia situazione, anzi, io mi considero una fortunata che, nata in un paese straniero con un cognome non molto presentabile”, senza raccomandazioni, nè leccate di culo, e tantomeno altri “mezzucci” che qualche maligno possa aver pensato (non mi riferisco a te, ma a certi miei colleghi…), a 27 anni mi sono laureata, ho vinto una borsa di studio, e sto facendo un dottorato di ricerca, con ottimi voti, Quindi sono forse più oggetto di invidie che soggetto stesso. E’ l’intero mio settore a soffrire di questo deficit, tutti noi, dal primo Emerito Professore all’ultimo Custode del Dipartimento abbiamo vinto un pubblico concorso, e peraltro siamo sottopagati e peggio trattati dei lavoratori privati, ai quali mi riferivo.
Tanto per chiarire, perchè credo che abbia fatto un pò di confusione: rileggiti il mio intervento, e vedrai che NON parlavo di me in confronto alle mie colleghe, ma solo di come vengono reclutati, in certe piccole-medie aziende, certi lavoratori, e come essi fanno carriera e vengono licenziati. Non puoi essere così candido da credere che non succeda così, anche nel pubblico, solo che nel pubblico la legge ci garantisce certi strumenti di tutela, altrettanto non può dirsi nel privato.
azz pure tu dell’80 ? Non fossi fidanzato ti inviterei a una pizza!
Sono del 1981
havel havalim
eh?
ho cercato in rete, in ebraico significa “tutto è vanita’” ?
In cambio ti passo un link, scommetto che ti (at)tira:
http://it.wikipedia.org/wiki/Laibach_(gruppo_musicale)
Dovrebbe esserci un concerto sta estate
Carmine.. da come parli sembra che tu lavori da poco, oppure sei un libero professionista, oppure lavori un un’azienda piccolissima, tipo 2-3 dipendenti. Il punto è chi valuta? Ammessa la buona fede di quest’ultimo, per niente scontata, come fa uno in tale posizione a valutare persone che non lavorano direttamente con lui? La differenza tra “non è malaccio, fa solo difficoltà in certe cose, aiutiamoci a vicenda” e “fa resistenza passiva” la vedi solo col tempo, e solo se condividi mansioni a stretto contatto. Stessa cosa per i protagonisti schizzoidi. Il sentito dire ha molta più forza di quanto credi, e le chiacchiere si sprecano, spesso su base di simpatia.
Immagina di fare un brodo di tutti i commenti pro/contro che vengano scambiati tra 2 persone (e poi riportati a terzi), moltiplicalo per i giorni dell’anno, e numero di colleghi. Chi deve valutare ne viene per forza di cose stordito. Mettici pure le deviazioni del valutante… pronto il shake -.-
No quello che dicevo io è: ma siamo davvero sicuri che va tutto nl senso in cui lo intendiamo. Cioè se un/a nostro/a collega viene promosso/a, perchè tutti siamo portati a pensare che sia leccaculo? O che meritavamo noi quel posto invece che lei/lui? Capisci il discorso è questo.
BIsogna sempre e comunque pensar male, oppure esiste qualcuno che merita qualcosa?
Se capisco bene fra le righe, ti stai ponendo il problema di come si comporta a tuo parere un grosso numero di persone. Un po’ come quando si fa questa affermazione: “se la maggior parte delle persone si butta in un fosso io non-mi-ci / mi-ci butto” (opzione a scelta, ho sentito tutte e 2 le versioni motivate). Beh.. iniziare una frase con “la maggior parte delle persone” o “tutti” a mio parere e’ sbagliato di per se. Un individuo dovrebbe formarsi autonomamente, certo relazionandosi, ma non domandandosi cosa farebbero/fanno gli altri, in bene e in male. Questa e’ una buona giustificazione usata per evadere tasse a propria volta, buttare bottiglie vuote in bosco, usare le uscite di emergenza quando non c’e’ una emergenza, mettersi in malattia abusivamente, non aspettare la propria fila alla cassa o al semaforo se c’e’ un minimo varco (ad esempio…. ecc ecc ecc). Sputtanando tutti quanti, inclusi se stessi.
Tu *di tuo* cosa pensi della promozione del tuo collega? FALLO SAPERE IN GIRO. Rimescola quel gran giochetto shakerato di cui parlavo prima. Tanto se sei in mala fede lo fai gia’ istintivamente, se sei uno “dritto” invece, sei balzato all’occhio di parecchie persone, e bene o male la tua parola anche se isolata una piccola influenza ce l’ha, e col tempo ti ripaghera’.
Io non sopporto sia le malelingue, ma altrettanto chi si complimenta con la promozione per il solo fatto di stringere un certo rapporto con chi ora e’ in una posizione migliore. Sta tutto nella tua capacita’ di valutare la persona in quanto tale, in quanto agli obbiettivi evidenti -e sopratutto quelli nascosti- che di volta in volta si prefigge.
Auguri
ahem, ho dimenticato di specificare che questa attitudine alla analisi critica e’ proprio un obbiettivo di mentecritica.net, siamo qui per questo
Qui lo si fa (o meglio, LO FANNO) sulle notizie, a casa tua lo devi fare sulle singole persone, nessuno ti puo’ aiutare :p
Non è una questione di “spirale del silenzio” per cui se tutti fanno o pensano iuna cosa la penso anche io. E’ piuttosto un pensiero singolo generalizzato, o meglio autodeterminato e comune a molti, che fa si che si pensi sempre a male.
Quello che mi chiedo io è semplicemente perchè c’è sempre da pensare male? Spero di essermi spiegaato meglio stavolta.
Saluti.
nono, avevo capito bene. Per te non e’ una spirale, lo e’ per chi fa l’affermazione che hai preso ad esempio. Intendevo dire che proprio il fatto di porsi questa domanda ti mette in errore, il semplice prenderne atto ti mette nella stessa condizione. Bisogna *cercare* di ascoltare sempre le affermazioni guardando l’individuo, e fare una domandina di approfondimento per capire se lui e’ vittima di questa spirale (bocciato, passare avanti) o se sta esprimendo qualcosa di proprio nel mucchio (cercare sfumature, dare del proprio). E’ una mia opinione personale ^_^ Accetto i VOI (comunisti, o quant’altro) diretto a me solo le prime volte, e per scherzo. Tipo “voi avete fatto passare la legge tot”. In un discorso serio, o se il metodo si fa ripetitivo (identificandomi quindi in qualcosa che non ho fatto di mano mia) rispondo “Voi chi? Mi dai del Sua Maesta’? Grazie ma non serve”
tu dici? Secondo te tutto il mucchio esprime invidia uniformemente? Io non sono d’accordo :p
Che dire, tolte le generalizzazioni e i vittimismi, speriamo vada davvero a fondo togliendo quei dittatorucoli che nulla fanno, dirigenti di se stessi, con compensi da capogiro. Peccato che non raggiungerà di certo coloro che succhiano il sangue sopra un certo livello, ma meglio fare poco e male che non far assolutamente nulla per non scontentare nessuno, come la sx.
“ma meglio fare poco e male”
……………………………..?
Oris tu ti rileggi dopo che hai scritto o dai subito invio?
No, ma stranamente volevo proprio dire meglio fare poco e male che non fare nulla….e cc. ecc.
Sono d’accordo con Oris. Se si fa qualcosa, anche fatta male, si può migliorare. Non fare niente è peggio, poichè non c’è possibilità di miglioramento. Un po’ tautologico, ma spero sia chiaro il concetto.
il con concetto è chiaro e per nulla condivisibile.
Nel “non fare” non c’è possibilità di miglioramento ma nel “fare male” c’è una sicurezza di peggioramento……questo è tautologico.
Esattamente, cara Simo. Quoto!!!
Non propriamente così. Nel fare c’è la possibilità di peggiormaento ma ci sono anche larghe possibilità di miglioramento. Se tu scrivi un post per MC male, poi rileggendo lo migliori o lo peggiori? A volte può anche darsi che una seconda “lettura” sia peggiore della prima, ma in generale da posizioni negative si può anche arrivare a posizione più che positive.
vorrei riportare sia te che Oris sulle vostre parole originarie:
siete parti dal concetto che “fare MALE è meglio che non fare”. O NO?
Ora mi stai parlando semplicemente di “fare”. Trovo una sostanziale differenza tra le due affermazioni.
Chi è contro il “fare male” non è un immobilista/fatalista/menefreghista o altro. E’ -molto più semplicemente- per il “fare BENE”. Ecco la terza opzione. Io sono qui.
Non sono:
A) meglio non fare
B) meglio fare male che non fare (tu sei qui)
sono
c) meglio fare e fare bene (io+missblue)
La lezione di Churchill, sul fatto che la democrazia non sia una forma perfetta di governo, ma semplicemente la meno ingiusta, perchè scontenta il minor numero di persone, credo sia chiara a molti ormai. Anche a quelli come me che Churc. l’hanno solo sfiorato.
Il punto è che a molti non è chiara la differenza tra democrazia ed oligarchia. Parlare di democrazia in questa Italia, mi sembra fuori luogo. (scusa, sono di scuola ateniese)
tutto qua. Baci.
Nel rispetto della tua opinione, permettimi di condividere. O quanto meno: perchè ritieni che l’Italia sia un oligarchia? Se portassi argomentazioni credo si fomenterebbe unna bella discussione sul tema.
Per quanto riguarda il concetto di “fare male”, in esso è contentuto di per sè il concetto si fare. Cioè nel momento in cui si fa male si fa. Che è sempre meglio di non far niente.
Chi non fa non sbaglia.
democrazia: forma di governo in cui il potere è retto dal popolo.
Questa era la situazione dell’Italia prima dell’ultima -oscena- riforma elettorale. Il cittadino (popolo) aveva la possibilità di eleggere (scegliendolo) un proprio rappresentante che demandava al governo (democrazia indiretta)
Oligarchia: forma di governo in cui i poteri sono concentrati nelle mani di pochi.
Pochi che non sono stati scelti dal popolo, ma si sono “scelti tra loro”, ciò chiude il cerchio. Il popolo si è limitato ad esprimere una preferenza “generica” su quanti -di una parte o dell’altra- farne entrare nel cerchio. Non “quali”.
Nel nostro caso siamo ad una oligarchia “avanzata”, in cui una cerchia di persone, detiene il potere delle istituzioni favorendo sfacciatamente i propri interessi particolaristici.
Questi signori -a mio avviso- non rappresentano altri che loro stessi. Non il demos.
Qui mi arrendo:
“Cioè nel momento in cui si fa male si fa. Che è sempre meglio di non far niente.”
sei avvitato su te stesso.
PS: se le definizioni di oligo e demo non ti dovessero soddisfare, prenditela con il “De Mauro”.
Beh, sono argomentazioni assoltamente ineccepibili.
Solo che non c’entrano con il caso specifico, a parere mio, semmai c’entrano con l’insieme delle situazioni, in questo paese.
ma la cosa non cambia.
Per me sono sempre loro a comandare, di dx, di sx, di c… fanno i loro interessi.
Ogni tanto i loro interessi collimano, seppur per pochi aspetti, con i nostri.
Questo pesno posa essere uno di quei casi.
A volte parlar semplice è più effficace di cercare argomentazioni forbite e DEMaurizzate
ma quale argomentazioni forbite Oris!
Questo, secondo te è “parlare difficile”?
Dovresti smetterla di concludere i tuoi interventi con queste osservazioni, fai passare tutti per “atteggioni, stai sempre lì ad insinuare che ci diamo arie da intellettuali.
Oris voglio stupirti: ho studiato da Geometra. Io sono l’antitesi di un intellettuale.
PACE
Beh, se pensi davvero che c’entrassero con il discorso cheido venia…. io non le ho capite.
Probabilmente dovevo studiare per Geometra anche io
no non mi sono avvitato. E’ cosi. Qualcuno che sbaglia facendo il proprio lavoro è qualcuno che fa il proprio lavoro. Capisci?
Oh beh! Secondo me, non dovrebbe essere vista come una gara a chi ha le disgrazie più piccole..
Se è per questo, non dobbiamo necessariamente scegliere il minore dei mali. Possiamo anche non scegliere. E lavorare per offrire un’alternativa che riteniamo più valida.
Carmine/Oris: a vostro figlio fareste bere del latte scaduto da un mese, se come alternativa ve ne fosse uno scaduto da due?
Va beh, se si fa esercizio dialettico… come sempre d’altronde.
Ma non s’impara mai dal passato?
Credo che il non fare sia assolutamente peggio del far male.
Punti di vista.
gli scioglilingua sono esercizio dialettico, Oris.
Imparare dal passato è fondamentale. Il passato che temo maggiormente è quello che nessuno di noi qui ha visto e probabilmente per questo tende ad ignorarlo.
Un passato in cui il potere si è dato tantissimo da fare, perseguendo lo scopo di annichilire il senso critico per impedire le opinioni.
Un passato in cui sono state promulgate leggi (o meglio: editti) ricalcate perfettamente da quelle contemporanee. Se avrai pazienza di andarti a leggere il Decreto sicurezza (92/08) ad esempio, ci troverai esposti ed attualizzati molti dei provvedimenti presi tra il ‘27 ed il ‘39. Che partono dalle leggi “antiurbanesimo” per finire a quelle razziali.
Si è lavorato molto in quegli anni, perlopiù male. E’ stato un problema che non abbiamo superato. A quanto pare, neanche culturalmente.
Se fosse l’unica alternativa penso che anche te sceglieresti quello. Persino la democrazia non è un bene assoluto, ma secondo Churchill era “il meno peggio”. Secondo il tuo ragionamento l’alternativa giusta sarebbe l’anarchia? NOn esistono cose migliori in assoluto, ma solo relativamente. Credo.
Esiste, però, almeno la volontà di provare a renderle migliori. E dire che “le stanno facendo male” non è, automaticamente, sinonimo di lento e progressivo miglioramento. No?
Sì, vero. Ma dopo la volontà deve esserci l’azione, con tutta la fallibilità propria dell’essere umani, guidati dalla convinzione di fare il meglio possibile.
Purtroppo spesso alla convinzione di fare meglio possibile è sostituito “interesse”.
“Purtroppo spesso alla convinzione di fare meglio possibile è sostituito “interesse”.”
Ohh, ecco!!
Beati voi che sapete cosa è giusto e cosa non lo è
Io per adesso mi limito a non fare troppe congetture, non parto da una posizione di consapevolezza, ma credo che qualcosa si debba fare e visto l’immobilismo di molti, ben vengano pochi che fanno.
Se poi voi siete per il fare bene, peccato che non vi mettano nelle posizioni di potere, ne avremmo tutti da guadagnare.
Visto che però in quelle posizioni ci vanno altri, che almeno facciano, così chi sta sotto può decidere se hanno fatto bene o male
Certo. Proprio in relazione alla volontà di renderle migliori le cose fatte male sono migliori di quelle non fatte. Perchè è da lì che parte l’azione di cui oris parlava…
Se non è rimasta altro che l’Anarchia, W l’Anarchia.
(che non è certamente il male minore, ma forse l’inevitabile alternativa, piaccia o no…).
Appunto se non è rimasto altro. Ma per fortuna possiamo ancora contare su una costituzione che determina dirittti e doveri.
Col male minore c’è gente che trova il coraggio di andare alle urne.. o lo usiamo sempre o non lo usiamo mai…
Il poco che si fa, purtroppo, lo si fa sempre contro i più deboli… non credo che mandando il medico fiscale dalle 8 alle 20 tutti i giorni si risolva il problema delle finte malattie, che esistono e son tantissime… si aggravia solo di lavoro, di spese (una chiamata del medico fiscale costa 26€ all’amministrazione!), e soprattutto, chi è davvero ammalato va al lavoro, giacchè è praticamente impossibile usufruire della malattia: dove trovi medici di famiglia che fanno tutte queste visite a domicilio, o in mancanza, un medico di famiglia dalle 13 alle 14?
Non bisogna fare “poco e male” in questo modo le cose: meglio fare le cose giuste!
Luminal ecc.: è ovvio!
Tutti lo sanno che le cose meglio farle bene.
Ma in un mondo reale, come il nostro, le cose non vengono quasi mai fatte bene, vengono fatte bene dopo diversi fallimenti.
Se si aspetta di avere la teoria giusta che accontenta tutti non si fa nulla e oltretutto non c’è nemmeno la garanzia che funzioni.
Esiste un governo, che governa. Che governi e si prenda le proprie responsabilità.
Meglio di un governo che non fa nulla di concreto per cambiare certe distorsioni, che ci sono, o vogliamo negare che ci siano?
Sul fare le cose giuste sono molto d’accordo. Ma siamo sempre sicuri che queste vengano fatte bene?
A mio parere finche’ ognuno persegue il posto fisso per agguantare una scrivania e poi permettersi di fare sempre e solo il proprio comodo, non ne veniamo fuori. Il rispetto delle regole e della cosa pubblica, il convincimento che se ti pagano devi fornire una contropartita che giustifichi lo stipendio, che hai dei diritti come lavoratore, ma soprattutto dei doveri. Chi glieli inculca questi semplicissimi concetti a gente che timbra il cartellino e poi esce per andare a fare la spesa? Avete sentito del museo in Sicilia (un museo che custodisce tesori come una nave punica e la Venere Callipigia, ma non mi ricordo dove si trova di preciso) con 30 dipendenti che si presentavano a lavoro a turno, timbrando il cartellino anche per gli assenti? Hanno intervistato un tipo che, con aria di stupita arroganza chiedeva alla giornalista: Ma veramente? Ma questo succedeva? Ma come mai? e lavora li’. Ecco, io come quello lo metterei in gattabuia cosi’, sulla fiducia.
Laura
Bona Laura, non tutti gradiscono la schiettezza.
Dici? Infatti io carriera zero…
Che dire? davvero scandaloso… Purtroppo il sud detiene ancora una volta un primato negativo in questo caso. Speriamo davvero che le cose migliorino. La tendenza sembra essere quella: ho letto sul corriere di ieri (03/08/08) che a luglio c’è stato un boom di denunce e il fenomeno sembra calato del 40%.
Speriamo non sia solo l’euforia del momento…
Non sono molto fiduciosa, pero’ mi associo alla tua speranza.
Anzichè colpire costoro, e mandarli magari a lavorare a vita nelle saline di Gela, come meriterebbero (in galera a mangiar alle spalle nostre? E chi ci restituisce il maltolto?), colpiscono chi magari non fa comodo, perchè rischia di sfilare la poltrona da sotto al professoruncolo di turno… non so, datemi pure della fannullona e fancazzista, visto che sono pagata con una borsa di studio di 1100€/mese dallo Stato, ma penso che provvedimenti del genere, quali premi di produttività e licenziamenti selvaggi e arbitrari nella P.A., porterebbero solo a un’aumento del mobbing e delle vere (o finte) delazioni. Forse sono troppo maligna…
In una situazione di cancrena, o agisci o il paziente muore. Chiaro che ci sarà da vigilare e stare molto attenti ai soprusi ma siindacati sono vivi, no?
ma brunetta che dichiara guerra ai fannulloni statali non è lo stesso che non era presente quando il governo “andò sotto”? non è lo stesso che come europarlamentare vanta significative ore di assenza?
mi auguro che quando lo definisci “molto grande nello spirito” tu sia ironico (sto invecchiando e la mia mente è sempre meno flessibile) e faccia riferimento ai rantolii di un alcolista, mi auguro che tu non abbia sentito sue interviste, mi auguro che veramente si intuisca il populismo delle sue proposte, che (spero sia evidente) non vanno certo a migliorare la situazione.
lo stato non è un’azienda, e non si può amministrare come tale (ma se anche fosse così data l’inettitudine di molti, moltissimi industriali italiani saremmo nei guai a prescindere)
Ridaje.
Che brunetta non sia una cima lo sanno pure i sassi.
basta guardarlo.
Ma chi non si impegna per primo a migliorare la propria situazione poi non si può lamentare se arriva qualcun altro a farlo, magari male, o magari solo in un modo che non trova giusto…
Mah…
Mi sembra la storia della privacy o della denuncia dei redditi on line: chi si lamenta è evfasore o ha qualcosa da nascondere chi invece era d’accordo era onesto.
Come mai in questo caso invece tutti a lamentarsi a priori?
Se io fossi uno che lavora non sarei certo preoccupato da brunetta…
Sono ingenuo?
Grande nello spirito si riferisce al suo operato da ministro.
Scusate se parlo solo del mio settore, quello della ricerca, che in effetti ha già delle regole del genere, anzi, anche peggio, visto che nel mio dipartimento il 40% di chi ci lavora è precario. Già si vien pagati meno dei manovali, dopo almeno 20 anni di studio, dove si produce un lavoro che rende mediamente 100 volte tanto! Bene, te vorresti introdurre dei premi di produttività, licenziamenti per scarso rendimento, in un settore che è già in via di smantellamento e continua a perdere pezzi già così! Complimenti, io sarò la prima a licenziarmi e magari mi metterò a far la badante, se resterò qui in Italia (lavoro molto più degno e gratificante del mio), oppure farò ricerca altrove, con mio grande e sommo dispiacere (l’Italia, Paese di Leonardo, Galilei, Marconi, Giorgi, Peano e Fermi non merita questa grama fine!)
beh, la ricerca è veramente maltrattata in italia, ma non credo che sia brunetta il colpevole… e che il problema nella ricerca non sia di scarsa produttività… semmai di scarsi investimenti.
Non è un tema diverso?
quoto perfettamente.
Una domanda…
credi che l’intenzione di Brunetta sia quella di avere una P.A. efficiente e funzionale, oppure è quella di smantellare il settore pubblico a forza di tagli? Hai sentito il Banana cosa diceva? Ci aspettano ulteriori tagli alla spesa pubblica, il che vuol dire rottamazione della P.A.
Se ancora credete alle favole di Brunetta, che vuole lavoratori pubblici efficienti come operatori del network marketing, tutti perfettini, sorridenti ed eleganti, lui stesso sa che per definizione non è possibile: la P.A. non vende batterie di pentole e materassi, ma fornisce dei servizi con risorse scarsissime, e quasi sempre in perdita senza alcun fine di lucro. Questo anche nei paesi più ipercapitalistici del mondo.
E voialtri credete che la mancanza di fondi alla ricerca non c’entra niente con Brunetta? Che Brunetta non si occupi anche di questo? Proprio lui, che ha identificato proprio nella Scuola e nell’Università i settori più improduttivi della P.A.? E più pieni di fannulloni e incapaci? Che, peraltro, secondo il suo decreto 112/08, saranno quelli che subiranno i tagli più consistenti.
Mah, io so solo che nulla è eterno, e quindi se lo fanno ne pagheranno le conseguenze.
Per esperienza so solo che molte volte sbaglio, quindi, non voglio certo dire di aver ragione.
Il fatto che il brunetta abia evidenti difetti non mi trattiene dall’accorgermi che molte delle critiche che gli vengono fatte sono aprioristiche, non basate su fatti.
Quando vedrò fatti che dimostrano il contrario allora sarò il primo a denunciarlo.
Chiaro che stia sulle balle, a me sta sulle balle bersani ad esempio, lo trovo un populista becero che ha liberalizzato i taxi…. e le coop
e non ha fatto altro di utile, perchè tutti gli altri interventi che ha fattosono di fatto INAPPLICATI E INAPPLICABILI perchè incompleti (non sto a spiegare il perchè, fidatevi una volta tanto)
Essendo “libero” nel senso di “libero di cambiare idea o di non averne alcuna allineata”, sono certo che tutto ciò che fanno i politici non sia a favore del popolo, in senso stretto, ma sono altrettanto sicuro che la PA andava risistemata a fondo.
Passato il b IV ci penserà il P2D a sistemare le cose.
@luminol:
Secondo me te non guardi in prosepttiva. Cioè, se anche fosse vero che Brunetta stia facendo tutto ciò per i tagli alla spesa (non sono d’accordo, ma cmq) è comunque apprezzabile il suo sforzo. Raggiunger eil pareggio di bilancio comporterebbe molti molti benfici a questo nostro bel paese quale lItalia. E poi in questo modo Brunetta prende due piccioni con una fava: taglia la spesa e rende efficiente la Pa. o perlomeno più efficiente di prima.
ma veramente credete che con le sue misure la P.A. si riformerà a fondo? Credete davvero che spariranno i cosiddetti fannulloni? Mi meraviglio talmente tanto che non riesco a parlare…
Luminal, proprio in queste ore sto accarezzando l’idea, purtroppo poco campata in aria, di cambiare lavoro. Anche io sono una precaria, della scuola pubblica e non della ricerca, ma questo brunetta insieme a tremonti, gelmini e aprea (volutamente con la minuscola, perchè secondo me sono piccoli uomini e piccole donne), stanno efficacemente affossando istruzione e ricerca. Tu dici di fare la badante, io mi riciclerò come donne delle pulizie. Se vogliamo metter su una cooperativa…
Forse il male principale è questa sfiducia di fondo. E’ questo continuo dire: le cose non miglioreranno, non si verificherà mai quello che il politico predica etc. etc. Secondo invece le cose vanno valutate nel tempo. Ora è possibile solo fare supposizioni (anche le mie opinioni suppongono molto).
Secondo me bisognerebbein modo molto diverso davanti le cose. Oggi si è completamente accecati dall’antiberlusconismo, per cui qualsiasi si faccia va sempre male. Le cose negative le ha fatte prodi, le farà Berlusconi, le farà Veltroni (semai andrà al governo!!!).
Quello che voglio dire è semplicemente che non possiamo affermare che la “PA non sarà rimodernata a fondo e che chi ci crede è un allocco” (mi scuso per la grettezza ma il senso dell’intervento era quello).
Poi, aldilà di questo c’è un aspetto mio personale. Guardo sempre con diffidenza le persone che quando discutono fanno intendere di essere supriori perchè non credono a tutte le bugie che si raccontano. Ci sono diverse opinioni e vanno rispettate se sono antitetiche alle nostre.
Caro Carmine,
ho apprezzato sempre molto i tuoi interventi perchè ottimamente argomentati, contrariamente ad altri che sostengono la stessa coalizione governativa. Comunque, ti ricordo, per non andare troppo al di là con gli anni, vari decreti che furono fatti da precedenti governi non solo di sx, volti soprattutto al miglioramento del rapporto fra Pubblico Servizio e Cittadino, come la L. 241/90 (sul procedimento amministrativo, individuazione del responsabile del servizio, pubblico accesso agli atti amministrativi…), il D.lgs. 29/93 (sui contratti nazionali, sulla trasparenza degli atti amministrativi), la L. 675/96 sulla privacy (volta a garantire più il cittadino che la P.A:) la L. 59/97 Bassanini (vera rivoluzione copernicana della P.A., sulla semplificazione amministrativa) e per citare una legge fatta dal precedente governo di dx, mi viene in mente la Legge sull’informatizzazione dei procedimenti amministrativi. Dunque le leggi per migliorare la P.A. ci sono, e sono volte proprio a questo, perchè fare delle leggi punitive e terroristiche verso i pubblici dipendenti che non faranno altro che aumentare la tensione sociale, lo scontro con i sindacati, il muro contro muro mandando tutto il settore pubblico veramente in mona? Ma a questo Brunetta non ci ha pensato o avrà pensato di mandare i militari anche negli uffici pubblici? In sostanza, se si applicassero le leggi, senza usare la mano pesante verso un settore che paga le tasse fino all’ultimo cent, al quale vengono tagliati continuamente i fondi, da dx e da sx, e fa i salti mortali per sopravvivere e andare avanti comunque, e garantire quei servizi essenziali dei quali anche tu sei un fruitore… non ci sarebbe bisogno di pogrom e demonizzazione dei pubblici dipendenti, anzi aumenterebbe la fiducia del cittadino verso il servizio pubblico, così come avviene in tutte le democrazie evolute…
E’ vero le leggi ci sono. Ma ti pongo solo una domanda: con le leggi che hai citato, perchè u giudice ci ha messo ( anni a dare motivazioni per una sentenza? E’ questo che brunetta combatte…a mio parere molto giustamente.
Caro Carmine,
più ti leggo e più penso che tu vieni dal Paese delle meraviglie di Alice, il tuo candore è disarmante:
Ma chi sei, il fratello di fratel coniglietto o il cugino di Bambi?
A parte gli scherzi, se il prob degli 8 anni per emettere motivazioni di sentenze su un processo di MAFIA fosse quello di un giudice fannullone, allora Brunetta potrebbe risolvere anche il problema della connivenza fra politica e mafia!
Che potenza, non ci avevo pensato, è lui, il nono nano Bruttolo, successore dell’ottavo nano Bananolo, a liberarci delle streghe e dai lupi cattivi che ci perseguitano, giusto per rimanere in tema!
Ma questo che c’entra? Pensi che ci siano state dlle connivenze per la questione della sentenza. MI lasci senza parole. In primo luoog se fossero davvero esiste delle connivenze i processo non si sarebbe celebrato, nel senso che una sscappatoia l’avrebbero trovata. In secondo luogo se il giudice fosse stato minimamente connivente non avrebbe nemmeno emesso la sentenza, quantomeno l’avrebbe addolcita. In realtà quella sentenza era molto dura il che a mio aviso esclude dubbi di connivenze e ose simili.
Angelika,
senz’altro faremo una vita più dignitosa, appagante e gratificante di quella che facciamo ora. Poi, con la carenza di manodopera che ci sarà in seguito a espulsioni o fughe volontarie di migranti (conosco alcuni di loro che mi dicono che si viveva meglio a Mogadiscio, il che è quanto dire!), credo che non avremo prob per la domanda di lavoro…
Forse il mio è un fraintendimento e sono sicuro che non erano le tue intenzioni e le mie intenzioni non sono di accendere un flame. Però la vita di noi operai precari è molto più dura di quanto possiate immaginare. E te lo dico, dato che anch’io ho studiato.
Comunque anche la badante ha la sua dignità!
Beh, se intendi per incertezza nel futuro e sensazione che quello che fai non te lo garantisce… ne sanno qualcosa in molti… non solo i precari
Tutto bello, tutto giusto.
Tralasciando la premessa (spot di cui non si sentiva alcun bisogno) sono d’accordo su tutto. E lo dico da dipendete pubblico.
Peccato che Bruttolo stia facendo tutt’altro.
Peccato che il governo vada in tutt’altra direzione.
Peccato che il disegno che si vuole realizzare sia ben diverso.
Peccato.
Vero. Come fa una politica che manca di lungimiranza ad essere “buona”, mah! Sembra un ossimoro. Ciao Pe’
E’ buona perchè ptterà risultati nell’immediato futuro. Per le generazioni presenti, ma c’è da lavorare su quelle future.
Risultati immediati?
1. Scatenare una guerra psicologica contro tutti i dipendenti pubblici, a prescindere che siano fannulloni o meno. “Quello è il nemico”
2. Provocare proteste più o meno forti da parte dei dipendenti pubblici che li (ci) fanno passare per difensori dello status quo. “Il nemico è cattivo”
3. Alzare un polverone per nascondere (ed evitare di parlarne) i veri problemi della pubblica amministrazione. “Concentriamoci sul nemico”
4. Preparare il terreno per interventi più drastici come le privatizzazioni. “Distruggiamo il nemico”
Chi ancora si illude che questi siano degli incompetenti ed incapaci non ha capito niente; e lo stesso vale per chi pensa che queste siano politiche volte a risolvere i problemi. La strategia è chiarissima, e viene portata avanti in maniera scientifica.
Infatti hai ragione Carmine quando dici che ci sono risultati già nel breve periodo e che sia un progetto lungimirante; solo che gli obiettivi sono completamente diversi da quelli che io e te auspichiamo.
Scusami se mi permetto, ma non hai assolutamente capito cosa volevo dire. Io non ho detto che la politica di Brunetta sia lungimirante. Infatti pè questo l’aspetto da cambiare.
Poi trovo nelle argomentazioni come “guerra psicologica”, “distruggiamo il nemico” la frustrazione di chi ha sostenuto un govenro immobile, ch ha malgovernato l’Italia per due anni. Con il solo (grande fra l’altro e va riconosciuto) merito di aver indicato la via per emttere apposto i conti. Vedo la frustrazione di chi ha sostenuto un governo incapace di risolvere i problemi, incapace di essere un vero ed efficace governo, incapace di avere il pugno di ferro.
Mi dispiace, ma io vedo solo tanta tanta tanta frustrazione che ci fa prendere le motivazione più assurde ed inconcepibili per denigrare e screditare chi lavora (e abbastanza bene) ma appartiene all’ altra sponda.
MI dispiace parlare così apertamente perchè forse potrei offendre. Ma preferisco farlo, piuttosto che dire tutto bello tutto giusto.
E vorrei aggiungere che le cose non sono cambiate affatto. Bisogna sempre e comunque andare contro chi non rappresenta il nostro credo politico. Non riusciamo a svincolarci da questi obbligi e ne paghiamo le conseguenze, che sono gravi.
Ti rispondo telegraficamente, ma solo per brevità.
Non ho sostenuto il governo Prodi; questo non mi impedisce di considerare quello attuale infinitamente peggio.
Non sono frustrato da due anni di Prodi ma da decenni di malgoverno.
Che Prodi abbia rimesso a posto i conti non c’è dubbio, ma ci sarebbe qualcosa da ridire sul “come”.
Prodi ha fatto anche altre cose buone come ne ha fatte di scandalose.
Un governo che ha bisogno del “pugno di ferro” in generale non è un buon governo.
Io non denigro nessuno, osservo e valuto; posso anche sbagliare ma non c’è alcuna intenzione denigratoria in questo.
Le cose stanno cambiando, rapidamente ed in peggio.
Io non mi scaglio contro chi non rappresenta il mio credo politico, ma contro chi non opera per il bene comune.
Stai tranquillo, non mi offendo.
Menomale. A volte posso risultare antipatico, o un presuontuoso. Però quello che mi premi è esprimere quello che penso anche se mgari può suscitare malumori. Cerco e cercherò sempre i faro mantendendo il massimo rispeto delle opinioni altrui, anche se non le condivido.
Dimenticavo un particolare…
Tu consideri NON lungimirante la politica di Brunetta, io penso esattamente il contrario.
La politica di Brunetta ha conseguenze immediate ed è anche lungimirante perchè prepara il terreno ai prossimi provvedimenti. Che saranno ancora più devastanti.
Questa è lungimiranza.
Sono un pragmatico: bisogna dire come stanno veramente le cose. Nel settore pubblico, quando un dipendente si assenta per motivi di salute o per altro, non viene sostituito. Solo nella scuola, dalla materna alle superiori, esiste l’istituto della supplenza perchè la classe o le classi non possono romanere scoperte. Nemmeno all’università il prof. viene sostituito perchè può recuperare.
Allora cui prodest?
Caro ilBuonPeppe, non ce l’ho con te. Peccato un corno! Qui c’è un disegno ben chiaro: o sostituire il pubblico con il privato o licenziare.
Perchè solo la pubblica amministrazione?
E’ solo percezione come l’esercito in piazza o qualcuno sta facendo certi conti che gli vanno bene l’Italia cade nelle mani di…
Sono sospettoso o malizioso?
Se interpreto bene, mi sembra che la pensiamo allo stesso modo. Nel commento precedente ho descritto la strategia di cui parli.
Hai proprio capito bene! Non è questione di paura. E’ questione di democrazia o di dittatura dolce. Ma chi c’è dietro? Sempre Berlusconi? Sai che non ci credo. A meno che non stia eseguendo degli ordini.
Tu come la pensi?
Dietro i politici normalmente ci sono i poteri economici che preferiscono agire (finchè possono) nell’ombra.
Berlusconi fa parte dei poteri economici, tanto che fino a 15 anni fa ha fatto i suoi porci comodi indisturbato sotto la copertura di Craxi, che ne era complice, protettore ed esecutore.
Poi Craxi è crollato improvvisamente e Berlus coni si è ritrovato scoperto, per cui non ha potuto fare altro che emergere ed operare in prima persona. L’anomalia Berlusconi è questa: che il potere economico abbia occupato direttamente i centri del potere politico. Sono convinto che 15 anni fa ne avrebbe fatto a meno volentieri, perchè dietro le quinte avrebbe agito in maniera molto più comoda e proficua; poi si è lasciato prendere la mano dal suo carattere e non è stato più capace di rientrare nel suo ruolo.
Ovviamente Berlusconi è solo la punta dell’iceberg.
A livello economico perchè tutto il resto dei poteri economici italiani e stranieri restano dietro le quinte a fare i loro sporchi affari grazie alla sua copertura politica.
A livello sociale perchè l’impatto che ha avuto sulla società è stato devastante; così oggi abbiamo centinaia di berlusconini che si comportano come lui, e milioni di berluscoglioni che non avendo mezzi si accontentano di pensare che lui sia il salvatore della patria.
E' emergenza!
Scusate l’intromissione, vi leggo da un pò e mi permetto di fornire l’opinione di un dipendente pubblico che sta vivendo sulle proprie spalle questa situazione. Forse il mio scritto vi sembrerà un piagnisteo, e probabilmente lo è, ma ne approfitto per sfogarmi un pò con chi, forse, mi considererà una persona e non il “nemico pubblico numero uno”.
Sono un dipendente pubblico, sì, e non me ne vergogno. Anzi, ne sono orgoglioso. Lavoro in un Ente Pubblico Non Economico e quando Brunetta esordì non potevo non essere d’accordo con lui, perché diceva quel che io (con tanti miei colleghi) auspicavo da sempre e perché quel che diceva lui agli inizi la mia Amministrazione lo faceva già da anni. Forse sono fortunato, forse il mio Ente o la mia Sede sono isole felici (pur con tanti problemi), ma non mi sentivo toccato per nulla da questa riforma. Poi ho letto come intende porla in atto e mi sono chiesto come fa un ministro, nell’intervenire a non sapere su cosa interviene, tanto da stupirsi quando gli hanno fatto notare le conseguenze economiche del suo progetto sulle tasche dei dipendenti pubblici (che devono arrivare a fine mese come tutti). Mi spiego, da forse 15 anni una consistente fetta del mio stipendio è legata agli obiettivi, una parte alle presenze ed una parte a progetti ben precisi, tutti volti al miglioramento del servizio reso. In questi progetti sono coinvolti tutti i dipendenti, indicati nominativamente, e funziona, perché se non raggiungi l’obiettivo……. non prendi i soldi. Quindi se un/una collega si assenta (20% di pensionamenti negli ultimi 3 anni) è giocoforza dividersi il suo carico di lavoro, in questo aiutati da una buona informatizzazione (dovremmo essere anni luce avanti alla media dello Stato). Negli ultimi anni abbiamo patito un rallentamento organizzativo, aggravato da diversi aggiornamenti normativi, a causa di una “guerra” tra Cda, Civ, Presidente e Direttore Generale (tutte cariche politiche, faccio notare) tanto che ci siamo sentiti spesso “abbandonati dal centro”. Nonostante tutto questo, siamo riusciti, lo dicono i dati, a migliorare il servizio reso al cittadino. Ebbene, l’anno prossimo il mio stipendio verrà decuratato, si spera solo per il 2009, di un buon 30% perché per Brunetta il salario accessorio è “regalato” e deve regolamentarne la distribuzione. Forse sarà vero in altri comparti, ed è giusto che si intervenga ma, Signor Ministro, le regole “efficienti ed efficaci” ce le aveva già in casa, non lo sapeva o non le è interessato?. Praticamente il ministro, per punire i cani riottosi, sta bastonando tutta la muta ed anche io ora penso che nell’elencare i suoi 4 punti ilBuonPeppe abbia ragione. Non commento altri aspetti della “riforma”, e pure ci sarebbe da dire. Ho notato un aumento della malfidenza, maleducazione, arroganza di chi a noi è costretto a rivolgersi (specifico che se un/una collega si comporta male con l’utente viene richiamato e rimosso/a dallo sportello), lo considero un sottoprodotto della campagna “moralizzatrice” del ministro.
Non mi è di consolazione, ma di amara constatazione, che chi auspica una privatizzazione dei nostri compiti, evidentemente non ha mai avuto a che fare con un’assicurazione privata, ma penso scoprirà presto la differenza..
Chiedo scusa anche per come ho scritto ma, lo ripeto, è per me uno sfogo e come tale l’ho buttato giù di getto.
Un saluto.
Non so quanto possa esserti di conforto, ma comprendo e condivido le tue angosce. Non sono un dipendente pubblico, ma ho lavorato 2 anni per un municipio della mia città e so perfettamente che esistono fannulloni ma anche tanti lavoratori affidabili.
Trovo anch’io che la formulazione “morale” di questa pseudo riforma sia offensiva, perchè manda il messaggio implicito che tutti i dipendenti pubblici sono dei parassiti.
E questo messaggio, serve al governo per creare nell’opinione pubblica il sostegno alla sua politica dei tagli. Quello degli Enti è solo un altro settore a cui si dovevano togliere i fondi, ma serviva una motivazione di copertura. L’hanno trovata sostenendo il luogo comune che gli “statali” sono tutti fannulloni.
Così come hanno sostenuto i luoghi comuni sui rom, sugli immigrati, il populismo pro-alitalia…ecc.
E’ un grande problema culturale. Non tanto il fatto che i politici sfruttino temi qualunquisti per farsi propaganda e giustificare le proprie nefandezze (lo hanno sempre fatto), il problema più grave è che la gente gli creda, che quasi più nessuno si occupi di formarsi un’opinione, accontentandosi di motivazioni pre-confezionate.
La persona che ha scritto questo articolo, per nel suo ottimistico entusiasmo, dimostra di non conoscere minimante la realtà degli enti pubblici (nessun “documento” passa per 4 uffici!) e di non conoscere neanche la “forma” crudele ed indiscriminata con cui i provvedimenti di Brunetta saranno attuati.
Sono sinceramente preoccupata, per te e per me. E per tutte le persone perbene.
Simona
Grazie Simona_rm per le tue parole, mi sono di conforto. Qualcuno c’è che non offuscato dalla caccia all’untore. Grazie veramente.
Mi era sembrato che i dipendenti pubblici si vergognassero di esserlo dopo le bordate di Brunetta. Pochi sono intrevenuti e intervengono nel dibattito o perchè condividono le misure del ministro (stavo per chiamarlo minininistro) o perchè hanno paura. E, guarda caso, mi è sembrato giusto prenderne le difese anche un pò fuori le righe, perchè a me dà fastidio “scaricare” su chi non ne ha colpa tutte le responsabilità di una società che non funziona come dovrebbe. Io sono stato un dipendente pubblico e non solo non me ne vergogno, ma ne sono orgoglioso e, operando da dentro, so quanto lavoro buono ho fatto e hanno fatto e fanno i miei colleghi. E non ho nulla in contrario nel dire che ci sono stati e ci sono anche i fannulloni…, ma sono una sparuta minoranza. Si colpisca lì. Una volta un mio direttore didattico, per colpire un collega che non faceva il suo dovere, incominciò a fare un discorso di carattere generale. Io, e non vi sembri strano, incominciai a sbattere i pugni sul tavolo e gli dissi chiaro e tondo che se aveva intenzione di prendersela con il responsabile lo facesse direttamente senza coinvolgere tutti. Rimase di stucco, gridò dicendomi come mi ero permesso di interromperperlo in quel modo, ma poi mi chiese scusa e mi diede ragione.
Lascio da parte questa specie di difesa d’ufficio e vengo a cose più pratiche. Ma lo sa Brunetta, ma anche l’opinione pubblica, che con i tagli o il mancato tourn over nella P.A. ci saranno tantissimi posti in meno? Cosa vuole Brunetta maggiore disoccupazione? Vuole che il popolo italiano si prostri ai piedi di Berlusconi e chieda pietà per le sue malefatte, non quelle del P.I., ma le sue e quelle di Brunetta? Vuole un popolo di diseredati, di poveracci che devono chiedere l’elemosina al potente di turno? O c’è qualche altra mira da raggiungere?
Quello che mi preoccupa è che la maggior parte degli italiani sono dalla parte di Brunetta, non facendo ragionamenti di questo genere e non prevedendo che domani può toccare a loro.
Rispondono: “Ma io non sono un fannullone!” A me non sembra che siano solo i fannulloni a rimetterci le penne, ma un pò tutti a lungo andare. Poichè però gli italiani non sono abituati a guardare oltre il naso, quando il pericolo sarà imminente saranno presi alla sprovvista e rimarranno con tanto di bocca aperta, sconsolati e disperati. Infatti, i cinque anni di Berlusconi sembra che nessuno se ne ricordi!
Lo tzunami avviene all’improvviso, come i terremoti, ed è tremendo e se non si è previdenti sono cavoli amari. Poi…
Meditate, gente!