La Morte
31 agosto, 2008 - 9:00 di Marechiaro
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Mio caro Caronte, ti scrivo dalla Terra, dove sono col mio mantello nero che nessuno nota perché credono che sia una musulmana integralista. Voglio verificare di persona perché l’umanità è cambiata così tanto ed è già morta quando arrivo io. Sono qui in Italia, il paese di Dante Alighieri, che ha spifferato al mondo cosa c’è nell’aldilà, a vedere dove son finiti i santi, i poeti immortali, i navigatori che traghetterebbero meglio di te le anime, voglio scoprire chi mi chiama anzitempo o mi manda via anche se non c’è più nulla da fare, chi fa morire prima di me, la Morte.

Alcuni prima dell’ultimo respiro mi dicono tutto: sono stati UCCISI o si sono “suicidati” per colpa di conviventi, amici occasionali, maniaci, delinquenti, il più delle volte senza che la legge facesse il suo dovere: Giustizia. No, non è stata le mia falce ad ucciderli. In realtà sono ben pochi gli uomini che trovo ancora vivi. Spesso mi viene il dubbio che qualcuno di questi sfortunati abbia il grosso difetto di pensare, di pensare troppo, e che vada a cercare al di là del suo lavoro e dei rapporti umani anche occasionali qualcosa che deve rimanere invece nascosto, che li ha uccisi solo un sicario. Cosa c’è dentro le pillole azzurre, dentro la droga spacciata per un semplice spinello, dentro beveroni torcibudella, dentro psicofarmaci?

I bruti nascono, crescono bruti o sono solo dei telecomandati? Perché esseri grandi e grossi pagano senza fiatare multe ingiuste, cedono a ricatti e ingiustizie d’ogni genere e poi sfogano la loro violenza con conviventi, i figli e i genitori anziani? Mi sto guardando attorno in questa strada sconosciuta, gente che va e che viene, forse gente in vacanza… no, non è gente in vacanza, non c’è nessuna spensieratezza nei loro occhi, solo quel gruppetto di ragazzi laggiù ride, ride ma in modo strano, le ragazze sembrano oche starnazzanti e i ragazzi emettono suoni gutturali scimmieschi e non c’è nulla di divertente nella loro bocca con gli angoli girati in giù. Ragazzi della loro età in altri tempi si sarebbero spaventati vedendomi, questi hanno la mia faccia stampata sulle T-shirt.
Devo adattarmi ai tempi, partecipare ai loro riti satanici, alle loro corse irresponsabili, ai loro festini, dove sniffano ceneri. Ci sto provando ma sono fuori dal tempo, non riuscirò mai a capirli, mi ci vorrebbe un fantasma che mi aggiorni su come vanno le cose. In quel palazzo austero con la scritta Tribunale ne vedo tanti. Entro col mio mantello nero che nessuno nota perché credono che sia un giudice. Mi appoggio con la mia falce alla scritta “La legge è uguale per tutti” ma nessuno protesta perché crede di veder materializzato il proprio pensiero: la legge uguale per tutti è falciata via ed è già morta, ma non l’ho uccisa io. E nemmeno ho ucciso le vittime dell’ingiustizia, ora diventati fantasmi in questi tribunali, pronti ad accogliere altre nuove vittime. Oh…. sto pensando, sto pensando troppo anch’io….. Ma giuro di dire la verità, solo la verità, nient’altro che la verità: non ho usato io la falce per la scritta “La legge è uguale per tutti”.
La Morte è di

Ma allora é vero che in questo nostro strano paese nessuno é più responsabile di nulla, che la causa di tutto ciò che accade, di qualsiasi cosa si tratti, é sempre altrove, se persino la morte si chiama fuori suggerendo, per ciò che la riguarda, di aprire un fascicolo contro “ignoti”.
Che sia questa l’origine dei nostri guai?
Esatto.
L’origine dei nostri guai: l’assenza di responsabilità.
NOn è vero! La colpa è degli altri! Quindi anche la responsabilità!
Uffa.
Certo. Intendevo la responsabilità degli altri.
E’ ovvio, anzi… è pleonastico (scusate la pubblicità)
Ecco.
Anzi!
La colpa è di Berlusconi!!!
Che culo.
Poetico ritratto della Morte spiazzata dai non-vivi che sempre più numerosi popolano questo pianeta. Spero di non far parte di quelli e di avere ancora la forza di distinguere un mantello nero, una falce e un volto bianco. E di accogliere la morte, quando arriverà, con la dignità e la serenità che questo mondo giorno per giorno ci deruba.
Laura Costantini post:
Così come è rappresentata anche la morte fa tenerezza. Credo che l’autrice del post abbia ragione. Se la morte potesse davvero parlare direbbe di trovarsi in un mondo sconosciuto, di cui ha perso la memoria lei per prima, eppure ne ha viste tante di morti, di ogni tipo: bambini appena affacciatisi alla vita, soldati falciati anche dal fuoco amico, innocenti che si sono trovati per caso lungo la traettoria di una pallottola vagante, uccisi per difendere la propia dignità di esserri umani, assassini che si sono meravigliati che sia toccata anche a loro, derelitti che neppure si sono accorti di morire…
Eppure ad alcune morti non ci sono spiegazioni. Perchè? Perchè tanti giovani giocano con la morte come se giocassero a mosca cieca? Sembrano cercarla! E la morte stessa ne cerca le motivazioni. Eppure il mondo è saturo di antropologi, sociologi, psicologi, psichiatri. Possibile che neppure gli esperti sappiano dirci cosa sta succedendo alle migliaia di giovani che nei fine settimana si danno la morte, così senza un perchè?
Non fa più paura la morte? Io ne ho un sacro terrore. Ci penso almeno tre volte al giorno, come suggerisce L. De Crescenzo. Anche di più. Ma ne ho sempre una dannta paura e non perchè la mia vita si trova a gravitare nella parabola discendente.
Forse è meglio riderci sopra come fa Oris? Beato te, Oris. O lo fai per esorcizzarla?
Ma anche così non mi spiego questa “incuranza” verso di essa dei giovani.
Non possono essere solo i valori ormai dimenticati o l’incertezza del futuro o l’insoddisfazione del presente: è un male oscuro che non trova giustificazioni. Almeno io non so trovarne…
Non ci sono giustificazioni per la lotteria a cui tanti ragazzi giocano ogni volta che tornano ubriachi -giusto per citare un esempio-. L’unica giustificazione che posso trovare è che non gli è stato insegnato il valore della vita…Però io penso che 20 anni siano abbastanza per capirlo no?
Io penso che qualsiasi esperto non possa mai arrivare a capire questi tipi di problemi per due motivi: innanzitutto perchè per capirli iniziano osservando la realtà, poi si chiudono nel loro studio e allora diventa impossibile approfondire le percezioni superficiali che hanno avuto. E poi perchè in queste discipline si tende a guardare le cose dal proprio punto di vista, cioè lo psicologo parla di insicurezza, il sociologo della massificazione, non arrivano a fare 2+2 pensando che sono un insieme di concause. E aggiungo un terzo motivo che è un pò cattivo: se risolvessero il problema non lavorerebbero più per non-risolverlo, non avrebbero più pane per i loro denti. Se tutti fossimo felici o se gli psicologi risolvessero il problema dei tristi non esisterebbe lo psicologo, se -adesso che la tbc è meno diffusa e più benigna di una volta- non ci fossero le sigarette gli pneumologi sarebbero quasi estinti…
Per quanto riguarda la morte, per me ogni volta è incredibile la dicotomia tra la certezza di morire e la coscienza che la vita esiste solo grazie alla morte, che la nobilita in un certo senso, e il pensiero che non dovrebbe succedere, almeno per adesso. E’ praticamente percepita come la possibilità dell’impossibilità. Non capisco come sia possibile che quando si pensa di morte si perde l’identità, o perchè si pensa che possa capitare solo agli altri, o perchè si pensa alle reazioni di chi sta vicino…Si pensa sempre “all’esterno da sè”, non capisco se sono io che ragiono male o se è una cosa che viene naturale. Forse è perchè non sappiamo esattamente qual è la nostra essenza indipendente da questa vita, forse perchè non sappiamo se c’è una qualche parte di noi, magari un’energia nostra eterna, non so proprio.
Sara post:
Verissimo. E’ la stessa sensazione che provo ogni giorno. Sembrano fantasmi dotati di neuroni robotizzati. Spero di non fare agli altri la stessa tragica impressione.
Come dice un vecchio detto dalle mie parti “al mondo sta bene chi c’ha i soldi e chi non capisce una sega”. Se sul primo gruppo nutro forti dubbi e la storia lo ha insegnato e continua a insegnarlo, sul secondo credo sia vero. Ma come si fa’ a farne parte?Si smette di pensare, forse, come suggerisce l’autrice? Non so, è possibile per un uomo/donna smettere di pensare se non alle cose futili?Ogni tanto penso che mi piacerebbe ma mi ridurrei una persona di cui non sopporterei la vicinanza e l’esistenza.
Al giorno d’oggi per un giovane (ma anche per gli adulti) è già un successo non drogarsi, non fumare, non bere e non prendere psicofarmaci.
Putroppo è tutto creato ad hoc per avere la parvenza di un mondo giusto ed equo.
plagio autorizzato su (ultimo brano)per tirarvi su di morale, ma chi ha ucciso “la legge è uguale per tutti?
Quello della morte non è un buon argomento, eppure essa è lì dietro l’angolo di ciascuno di noi.
E. De Crescenzo dice che bisogna pensarci spesso perchè siamo tutti condannati a morte, ma nel contempo per non “impazzire” l’unico modo è distrarsi. Egli ne suggerisce uno in modo particolare, ma non a tutti è concesso accedervi. Allora bisogna ricorrere ai surrogati e qui la gamma è vasta: la fantasia aiuta!
Sulla morte pochi commenti. Pochi davvero al contrario degli altri argomenti di MC.
Avete paura, eh? Le paure si rimuovono parlando. Dite la vostra in molti, non aspettate che siano sempre gli stessi.
La morte naturale fa parte della vita. Qui volevo affrontare il problema della morte della mente, quello della giustizia e la mala morte, diciamo con un termine più preciso dell’eutanasia. Se nulla possiamo contro la morte naturale (e forse è meglio così) dobbiamo chiederci come la morte stessa di questo post, cosa possiamo fare contro l’ingiustizia, la morte “dentro” o meglio “cerebrale” soprattutto dei giovani, contro la sanità che prolungando stati vegetativi pensa solo al suo tornaconto e non alla salute dei moribondo e dei suoi cari. La morte e me non fa paura e quando sono mancati i miei cari serenamente per l’età avanzata me ne sono fatta una ragione. Purtroppo però ho visti altri soffrire inutilmente ed altri che sono morti senza ottenere giustizia, per non parlare di altri morti in guerra… Questa è la morte che mi fa veramente paura e che dobbiamo combattere fin che siamo vivi
LA FINE INGLORIOSA DI UN’UMAITA’ SNATURATA
Gli individui moderni non riescono ad immaginare, neppure per un momento, una realtà diversa da quella che, quotidianamente, conducono. Questo, è il vero dramma. Sempre impegnati a pulire casa con intrugli chimici dai nomi più “pittoreschi” e riversare sull’ambiente, il loro carico di morte e distruzione. Al primo freddo,via con il riscaldamento, a un accenno di caldo, condizionatore a palla. E poi farmaci, pillole di ogni genere, forma e colore, diete , creme, cremine, rassodanti, rigeneranti, snellenti, sbiancanti – una per cagare, un’altra per digerire una terza per dormire, l’ultima per trombare – infinite pillole contro ogni dolore, fisico, morale e psicologico – integratori, vitamine, proteine, anti-ossidanti, ormoni, estrogeni, antibiotici, beveroni magici, intrugli mortali, costosi, inutili e dannosi. Dipendenze e debolezze che caratterizzano l’umanoide moderno, senza volontà e consapevolezza. Il lavacro, poi, sistematico e metodico, del loro corpo,si attesta a paradigma di un luridume interiore che nemmeno cento docce al giorno potranno mai detergere. Come bestie ammaestrate, girano, per ore, intorno alla loro gabbia, alla ricerca di quello spazio insperato, che metterà fine (almeno per una notte) alla commedia tragi-comica del posteggio. Tempo prezioso buttato nel cesso dopo otto ore di lavoro sacrificate sull’altare di un’esistenza svuotata da ogni autentica gioia, unica per cazzonaggine, nella storia dell’uomo. La loro esistenza è frenetica e sudaticcia. Hanno un aspetto malato e malinconico, intervallato da schizzi improvvisi di ilarità che subito dirada, per fare posto ad uno stato depressivo cronico, più consono alla circostanza. Il loro sguardo è allucinato e smarrito in contrasto con l’abnorme numero di parole che la loro bocca è in grado di emettere, senza un vero motivo logico e comprensibile. Parlano di tutto senza dire niente. Hai fatti hanno anteposto le intenzioni, prese a prestito da qualche affabulatore televisivo o rivista di gossip. Trascorrono la loro vita fra un “gratta e sosta” e un “eco pass”. Cappuccino e cornetto farcito di marmellata, la mattina e, per pranzo, il triste e stomachevole panino vegetariano, accompagnato da una triste mezza bottiglia d’acqua. Unico vero momento di relax dove, finalmente appagati e ristorati, si concedono ai succulenti pettegolezzi di uno fra i quotidiani più inutili e stupidi del panorama giornalistico: La Gazzetta dello Sport. E’ questo, di tutta la giornata, il momento più alto e significativo dove, il piacere di esistere, rasenta le vibrazioni dell’orgasmo sessuale.
Un oceano di menzogne, dalle profondità incommensurabili, finalizzate al profitto e al privilegio, riproducono, le sabbie mobili dentro le quali, le società moderne stanno sprofondando.
Vermi aggrovigliati l’un l’altro, dentro un auto-compiacimento morboso e nauseabondo; uomini senza palle – donne senza figli – vite senza vita.
In pochi decenni, l’homo sapiens, si è trasformato in una specie di larva, molle e viscida. Mutazione degenerativa. Migliaia di anni di evoluzione buttati nel cesso – il male, lavora in discesa!
Quella che oggi, chiamano scienza e conoscenza, é il più, estremo atto di profanazione che mai sia stato perpetrato nella storia dell’umanità. L’uomo senza radici del ventunesimo secolo, ha demonizzato e ripudiato quello che era il suo passato, ritenendolo obsoleto, privo di dignità e poco igienico. In verità, non c’é nulla di più lercio e raccapricciante dell’uomo senza radici. Un uomo che ha chiamato libertà la licenza, furbizia l’intelligenza e civiltà la sua schiavitù. Una forma di vita che ha devastato il proprio habitat e incenerito il suo spirito – un essere schizofrenico che espianta gli organi dai suoi simili, per ricucirseli addosso – un imbecille che ingurgita le merendine della pubblicità, fatte, dice, come quelle di una volta!! – un maniaco ossessivo che sa tutto sui pesci, e tutto sui mari quando, di pesci non ce ne sono più e, ì mari, sono cloache a cielo aperto – sa tutto dei ghiacciai, quando gli stessi marciscono e si squagliano – tutto di ogni cosa, quando ogni cosa si estingue – un mentecatto che manda giocattolini miliardari su marte, in nome di qualcosa che chiama progresso, e aggiunge <> – un idiota che chiama conquiste le atrocità, e bombe intelligenti, le armi di distruzione di massa – un paranoico che viola ogni principio etico e si sottopone ad interventi di chirurgia estetica, per colmare il vuoto della sua infinita solitudine – masse di poveri invasati e idolatri sottomessi ai miti dell’intrattenimento, e operai dell’Ilva di Taranto che schiattano di tumore per mille euro al mese, nella più totale indifferenza di tutti. Un Sistema che sa fare tutto, tranne ciò che serve veramente all’uomo – un Sistema cancerogeno che, da 50 anni, chiede soldi ai cittadini per la ricerca, e ti ammazza ancora con il cobalto, la chemio e la radio-terapia. Nessuno vuole sconfiggere il cancro. A sti prezzi!
In un tale mondo, non c’é posto per la giustizia e la libertà poiché, entrambi, possono solo germogliare al sole di quelle società, epurate da ogni potere.
Nel frattempo, la pubblicità mente, la politica mente, la Chiesa mente, la scienza mente, ì giornali mentono, e ì padri mentono ai figli, in un’orgia di relativismo parossistico dove, gli egoismi e le dipendenze, non trovano ragione, e la paura, generatrice di ogni male e di ogni dolore, ebbra di sangue, sancisce il suo trionfo.
Alla tecnologia (che é responsabile di tutta quella montagna di rifiuti mortali che ci sta oramai sommergendo), é dato il compito del suo smaltimento e della bonifica. Sarebbe come chiedere al diavolo, che abbiamo assoldato per distruggere, di ricostruire per il bene comune.
Gianni Tirelli
tutto esatto. Eppure basterebbe fare un’eccezione alla non violenza. giustiziare rendendolo innocuo se si può e se proprio non si può a mali estremi estremi rimedi i responsalibili di tutto ciò. Punirne uno per salvare miliardi di esseri viventi.
IO COMUNISTA? ASSOLUTAMENTE, SI!! – LA SCOPERTA
In una serata fra conoscenti, ho espresso il mio disgusto, su come la modernità abbia ferito a morte l’ecosistema e obnubilato la mente degli uomini.
Mi è stato risposto che sono un comunista. Sono gli altri, gli artefici della nostra vera identità!
Io che, ingenuamente, e per una sorta di spiccato individualismo, ho sempre rifiutato ogni etichetta ideologia e appartenenza politica, mi sono ritrovato, in questi ultimi anni, a fare i conti e a prendere consapevolezza d quel singolare, e fino allora, inedito fenomeno o meccanismo (di stampo relativista), che codifica ogni comportamento, discordante o contrario al “pensiero” berlusconiano, riconducibile alla visione massimalista dello stalinismo. Da ragazzo qualsiasi, ho coltivato l’amore per la musica che, mia madre, eccellente pianista, mi aveva trasmesso, al pari degli inossidabili valori e principi etici, ancorati alle sue forti radici cristiane. Oltre alla Classica (Brahms, Chopin, Verdi, Rossini, Wagner, Claude Debussy, Beethoven Ciaikovski), ero totalmente affascinato e rapito dalle liriche di De André, di Giorgio Gaber e di Enzo Jannacci, ignaro del fatto che, una tale scelta musicale, avrebbe deciso, a priori, la mia futura formazione socio politica. Da allora (grazie a quella circostanza conviviale sopra descritta, dove ho scoperto di essere comunista e a mia insaputa), ho amplificato il mio punto di osservazione e, meraviglia delle meraviglie, ho riscoperto un paese disseminato di illustri comunisti e di persone comuni dai grandi ideali. Tutti personaggi di indiscusse capacità, prolifici, attivi e con un grande senso critico e artistico, riconosciuti e presi ad esempio dal resto del mondo e da gran parte degli italiani. Oggi per me, è davvero un grande onore e, un autentico privilegio, l’essere definito, “comunista”. Come potrebbe essere, diversamente!! Sono comunista come Moravia, De André, Gaber, Jannacci – comunista come Pasolini, Benigni, Dario Fo, Aldo Moro, Gino Strada, Roberto Saviano, Falcone, Borsellino, Pertini e Don Milani – comunista come Milena Gabanelli, come i “Medici senza frontiere”, le associazioni ambientaliste, i comitati contro la privatizzazione dell’acqua e il nucleare – sono comunista perché aborro ogni guerra, ogni infamia, menzogna e ingiustizia – sono comunista come tutti coloro che lottano per i diritti violati e calpestati – per la qualità di una vita sostenibile, per la dignità dell’individuo e per il futuro dei loro figli.
Gianni Tirelli
solo oggi ho trovato pubblicato il tuo commento, e questo fa parte di uno dei tanti misteri della mia casella postale infestata di firmiamo.it sotto vari nomi e la mia sfiga: uno sbalzo di corrente? mi ha distrutto il Pc…bè, scusa il gioco di parole, anche PC nel senso di partito comunista è stato distrutto da parecchi sbalzi di suoi militanti fra i quali il min. biondi che per la cultura…. lasciamo perdere! In politica io faccio un pò come nella vita sentimentale: m’innamoro dell’amore e non della persona, è un pò da stronza lo so ma se l’altro rimane con me a costruire la bella storia è lui che si piglia le coccole, mica l’astratto Cupido! Così nella politica ho i miei ideali che non si chiamano nè partito comunista, nè sinistra critica, nè democrazia nè verdi,nè rossi,nè bianchi, se i miei ideali coincidono con quelli dei comunisti, degli ambientalisti, dei democristiani, bene io sono tutto questo, e potrei assere persino nazionalista se qualcuno invade il mio paese, sono anche leghista quando ci sono degli immigrati prepotenti. Ecco perchè rispetto le persone intorno a me di altre idee. Il problema è che la classe politica attuale è composta da personaggi che assassinano ideali del loro stesso partito, fanno tanto schifo che nemmeno la morte se li piglia.
@ – Marechiaro – é stato un piacere leggere il tuo commento – consapevole, libero e intelligente!
un abbraccio
Mente critica è una pagina davvero molto affascinante e piena di intrighi…
Io…che sono un’appassionata della Morte…ma non nel senso “Morire”.
Per chi ha vissuto l’esperienza Pre-Morte…aver visto la propria vita davanti agli occhi…esserne compiaciuto\a o meno…dipende dalla vita che ha vissuto…chi avrà avuto una vita spensierata e bella…morirà felice…per chi..invece…come me…ha avuto una vita senza sogni e soddisfazioni…vedendo la propria vita in un lampo…dirà: “IO DEVO VIVERE PER CAMBIARE IL MIO DESTINO”
La vita è quella cosa che ti passa davanti agli occhi quando la Morte ti chiama con tetra voce,trascinandoti con soavi parole nel suo mondo…