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Informazione Italiana: Siamo alla Fase Tre

15 luglio, 2008 di ugasoft  
Archiviato in Cronache Italiane, Informazione



Sconvolgente…

Ciao a tutti, sono ugasoft, è il mio primo articolo su MC. Scrivo con ancora foglie d’insalata tra i denti, ma mi son sentito male durante l’involontaria visione del TG2 delle 13:00 di oggi, Venerdì 11 Luglio 2008.

Cinque minuti son bastati per lanciarmi al computer nel duplice task di condividere con voi il mio imbarazzo e contemporaneamente riprendere le ricerche per la miglior nazione estera dove emigrare (Germania, Spagna, Francia, Paesi Nordici su tutti). L’imbarazzo è motivato da una tripletta di servizi che ha letteralmente sfondato la mia “barriera del tollerabile”. Il primo pensiero è andato ai milioni di italiani che stavano contemporaneamente guardando gli stessi servizi e che, a differenza di me, probabilmente non hanno battuto ciglio. Tutto normale. E’ informazione.

informazione

Andiamo con ordine: di solito non guardo ’sta monnezza. Sia perché il venerdì lavoro, sia perché se la guardo mi rovino il pasto di fronte alla banalità con cui vengono affrontati problemi gravi, fatti politici, assassini spiattellati in prima pagina per non parlar d’altro, servizi ordinati minuziosamente per seppellire nel mezzo l’indignazione per essere il paese che siamo tra l’apertura sui delitti di stagione e la chiusura sulla tenerezza dei “cani che adottano un panda” o degli “scoiattoli che suonano il pianoforte”.

Fatto sta che sto in ferie e son tornato dalle vacanze, sto a casa con la mia ragazza e dopo un giro al supermercato ci siamo organizzati un pranzetto coi fiocchi! Salmone alla piastra con vagonata di cipolle rosse di Tropea ed insalata “lollosa” con dentro di tutto… una bontà! Nel mentre accendiamo “la tele”, quantomeno per vedere se funziona, visto che la usiamo talmente poco, e ci sintonizziamo sul Tiggìddue!

Vabbè, il salmone con le cipolle rosse è qualcosa di fantastico, la mia ragazza è una divinità della cucina, la adoro. Riesco a passare indenne tutti i servizi sul delitto del momento, sul Lodo Alfano, sul delitto di ieri (oggi va di moda Garlasco), su Moretti, sul fatto che fa caldo (cazzo, è estate, che notizia è?), sul papa che non vuole che la ragazza morta da 16 anni liberi il posto letto per far spazio a moribondi che potrebbero salvarsi, con quel posto letto. Mi limito a disapprovare a mezza bocca (piena).

Giunto al momento più bello del pasto, la scarpetta con il sughetto del salmone con le cipolle, arriva la tripletta di servizi che mi hanno gelato il sangue e fatto capire che l’informazione è passata alla “Fase Tre”.

1) Un lavoratore straniero, irregolare è morto di fatica al lavoro. La notizia è passata rapidamente, letta con glaciale indifferenza e seguito da un’intervista a quel comune (Viadana, nel Mantovano) dove la disoccupazione è “la più bassa della Lombardia”. Cazzo, un lavoratore è MORTO DI FATICA, c’è la SCHIAVITU’ in Padania e… tutto qui? Non scoppia la rivoluzione? La scarpetta va di traverso, passo all’insalata con cetrioli, mais, pomodori, peperoncini, rucola, riccia, olive, scaglie di parmigiano reggiano… sono alla ricerca del buonumore.

2) a seguire un servizio sulla mancanza di senso civico degli italiani! Italiani che ormai “parcheggiano in doppia o in terza fila, sulle strisce pedonali o che non raccolgono la cacca del proprio cane”. L’insalata va di traverso, non riesco a starmi zitto ed urlo a bocca piena: “ma siete voi, voi, i principali responsabili della perdita di senso civico! Se non i principali, i secondi dopo i politici!!” E sputazzando pezzi di grana e frammenti di olive interrogo il televisore chiedendogli “perché non fate un approfondimento sul risparmio energetico, sui consumi intelligenti, sulla mobilità alternativa invece di farmi vedere con chi cazzo ha trombato oggi la Winehouse?”. Inutile, come sempre, strillo al muro, combatto contro i mulini a vento. La mia donna mi guarda sconsolata. E’ comprensiva, incazzata come me, ma comprensiva.

(purtroppo non trovo una fonte, il sito del TG2 è in ristrutturazione e la notizia, naturalmente, non è considerata una tale da google)

3) a seguire, senza stacco, come per le pubblicità, un servizio sullo “sport del momento”: Boxe e Scacchi, Chess Boxing! Dare di guantone e poi sfidarsi a scacchi. Un Jab ed un arrocco lungo, la promozione del pedone e la guardia sinistra. Ma cosa è? Uno spot comico di Lillo e Greg su 610 (in edicola “Guantoni ed Uncinetto”)? Mi parli di mancanza di senso civico un secondo prima e poi mi fai un servizio da cerebrolesi del genere? Neanche il dolce va dalla parte giusta, spengo la Tv e corro al PC per sfogarmi, incazzato.

La Fase Uno dell’informazione è durata a lungo, è stata la fase dell’informazione in quanto tale. Quella in cui, come ho già detto, la notizia era la merce ed il cittadino era il cliente, o se vogliamo l’utente. Il prezzo era l’acquisto del giornale, il canone Rai o, e qui cominciano i problemi, l’accettare che la merce sia “mischiata” a “consigli per gli acquisti”.

mike televendite tv e onori

La Fase Due parte dall’assunto che il cittadino, l’ex cliente dell’informazione, ormai ha dimenticato che il prezzo che pagava per essere cliente era l’accettare che la merce fosse “mischiata” a “consigli per gli acquisti”. Per cui al cittadino, ex cliente, l’informazione appare “gratis”. Nascono milioni di Free Press (Metro, Leggo, City, 24 Minuti), l’informazione è gratis. Purtroppo non è gratis: è solo cambiato il cliente e la merce. La merce è ora il cittadino ed il cliente è l’inserzionista pubblicitario, che è l’unico che paga veramente per la merce (esposizione mediatica). Piccola parentesi per ricordare, anche se so che voi amici “vivi” non ne avrete sicuramente bisogno, che nel frattempo, nel passaggio dalla Fase Uno alla Fase Due, il cittadino resta comunque, inevitabilmente, inconsciamente, cliente passivo nelle vesti di contribuente pubblico e finanziatore pubblico all’editoria. Contributi che sono aumentati a dismisura negli ultimi anni con le leggine per i giornali di cooperativa e per i giornali politici. Libero è una cooperativa (!!) ed un giornale politico, del Partito Monarchico (!!!!). Costo totale: 1 Miliardo di euro l’anno (20 euro a persona, neonati e centoventenni inclusi).

vedi anche: La Casta dei Giornali.

Nella Fase Due, l’informazione poteva fare quasi quello che voleva, il suo scopo era massimizzare gli utili, chi se ne frega del resto! L’accontentare chi governava o la chiesa erano dei side effects: se scrivo qualcosa che piace al politico, allora lui non mi rompe le scatole ed io continuo. Se scrivo qualcosa che piace al papa, allora la chiesa non mi rompe le scatole ed io continuo…

La Fase Tre è in arrivo. Forse sta nascendo sulla generalizzazione del fatto che “l’accontentare chi governava o la chiesa erano dei side effects”. Ora forse non sono più solo side effects. Non so definirla bene, mi vien da dire “informazione di regime”, al servizio del potente, in grado di muovere l’opinione pubblica, “pericolosa”, in grado di negare le evidenze. O forse non ancora. Non siamo ancora a quel punto, ma stiamo nella fase di prova, di sperimentazione. L’informazione sa che noi, merce, dimentichiamo tutto in quattro mesi, ora forse due mesi, poi un mese, una settimana.

Ad oggi Lapo Elkann non è mai stato a letto con prostitute, o Grillo non ha mai attaccato la decisione di Visco di pubblicare i redditi online di tutti i cittadini, operazione di trasparenza così perfetta che tra duecento anni, quando sarà cosa ovvia ed accettata da tutti, ci si ricorderà che qualcuno due secoli prima aveva messo la prima pietra.

Siamo nella fase di transizione. Il grande manipolatore (e non parlo solo di B. che potrebbe anche essere il solo esecutore materiale) sta provando a mandare piccole scosse, piccoli segnali, per vedere quanto e come reagisce la popolazione. Di fronte ad un uso violento dell’informazione come ho descritto oggi, una nazione seria si rivolterebbe. Un giornale o un telegiornale  concorrente libero e serio lo direbbe che è una vergogna e l’ordine (inutile) dei giornalisti prenderebbe le distanze, lo direbbe che questa non è informazione! Siamo nella fase di studio. Una fase molto pericolosa.

qualità giornalistica

Facciamo qualcosa, perché non so dove si vuole arrivare. Ricordo la stampa serba quando c’era Milosevic, ricordo la stampa irachena sotto Saddam… ma quelli erano dittatori poveri, di serie B.

Grazie a tutti per l’attenzione e per lo spazio concessomi.

Scusate se l’articolo è lungo, non ho avuto tempo di scriverne uno più corto.

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Comments

117 Risposte a “Informazione Italiana: Siamo alla Fase Tre”
  1. genio753 scrive:

    Grande Uga! ;) Pienamente d’accordo con quello che hai scritto!

  2. carlo scrive:

    beh come primo post niente male, continua cosi.MenteCritica ha bisogno di gente cosi…

    • ugasoft scrive:

      Grazie, grazie mille. Queste parole valgono molto per me.
      Cercherò di scrivere di più, il tempo è tiranno.
      Ma ho tante, tante idee che ho voglia e bisogno di condividere, idee per migliorare, per *fare qualcosa* e tentare, dal basso, di cambiare qualcosa.
      C’è gente viva, non ci sono solo zombie. Saremo 500.000, forse un milione… ma ci sono persone VIVE e possono, anzi DEVONO, fare qualcosa.

  3. luminal scrive:

    Forse non c’è nessun “grande vecchio” dietro, forse è solo la misera e meschina legge del profitto, tanto che in futuro non mi stupisco se come prima notizia apparirà un bradipo e un pinguino che camminano mano nella mano nello zoopark di brisighella e che magari la pulizia etnica che vedremo sotto le finestre di casa nostra non meriterà neanche un Amen…
    Ma tantè, questa è la vita, ce famo dù spaghi e un caffettino e non ci pensiamo più… :D

  4. Francesca scrive:

    Ciao Ugasoft e complimenti per il tuo primo articolo!
    Ma c’avete un segreto nascosto per scrivere così bene?

    Volevo dirti che sono daccordo su tutto a parte il punto 3: secondo me ci siamo dentro da un pezzo a questa fase solo che i più non se ne accorgono o abbassano la testa cosciamente convincendosi che meglio non c’è.
    Secondo me in Italia i giornalisti (escluso qualche caso) sono finiti.

    • roberto scrive:

      si uga… sai quante volte ho provato la voglia folle e l’ansia di emigrare…
      …sono sempre indeciso tra norvegia, svizzera e spagna…
      ma scappare è da vigliacchi, secondo me,
      bisogna lavorare per raddrizzare le cose.
      condividere un bel post come il tuo è qualcosa.
      se l’informazione classica è persa, dobbiamo cambiare metodo
      di divulgare la conoscenza ma, soprattutto, la capacità critica
      di ciascuno.
      penso proprio che la fase tre sia già in atto da un pò di tempo…

  5. Francesca scrive:

    PS. Mi fa’ piacere però che anche a qualcun’altro gli siano drizzati i capelli scoprendo che nel 2008 in un paese super-civile (che anzi si permette a fare la morale agli altri) come il ns. si possa ancora morire di fatica.
    Pare una notizia del 1800 ma non lo è.
    Io ne sono rimasta scioccata…

    • ugasoft scrive:

      se potessimo conteggiare tutti quelli a cui NON si son drizzati i capelli, forse avremmo un quadro realistico di dove siamo.
      se potessimo conteggiare tutti quelli che, nonostante una smorfia l’hanno fatta, si dimenticheranno tutto alla prossima notizia di calciomercato, forse avremmo un quadro realistico di dove stiamo andando.
      Forse, per continuare a sperare di cambiare le cose, è meglio non conteggiare nulla.

      Grazie comunque :)

      • Francesca scrive:

        Pur concentrandomi, non riesco a darti torto.

        Ps. la notizia sul calciomercato è già arrivata nel frattempo….il nuovo miracolo del cavaliere. :mrgreen:

  6. Carlo Fronteddu scrive:

    Il mio parere è che si cerca solo di instillare in tutti una abulia generale, atrofia e torpore etico per mantenere uno status quo ben determinato. Qualcuno ci vuole innoqui per benpensare, forse è il caso di aprire gli occhi a tutti quelli che ci stanno accanto e che ancora “benpensano”, forse è il caso di mostrare che di innoquo abbiamo ben poco. Con questo trattarci da bimbi in fasce, parificano ed annullano qualsiasi differenza, i discorsi sono passati dal “ho fatto questo e quest’altro” ad un predominante “hai visto anche tu, la puntata di.. l’episodio del…” la nostra vita si è ormai trasferita su di un piano astratto abitato da fantasmi, per i quali e con i quali piangiamo, ridiamo e ci arrabbiamo. Forse è meglio ritornare a credere solo in quello che si può vedere e toccare di prima mano, senza intermediari(medium o media).

    • In realtà io penso che dietro non solo non ci sia un “grande vecchio” ma neanche un “machiavellico piano” per addormentare le coscienze. Quelle sarebbero cose da romanzo (da “Il mondo nuovo” probabilmente, devo ancora leggerlo, è che ho paura che mi amareggi anche di più) cose grandiose al loro malefico modo, degne dell’ oscuro signore Sauron (o Melkor, per gli amanti del Silmarillion)
      Probabilmente c’è solo un modo di fare informazione-sensazione basato sui gusti più immediati e meno sofisticati di chiunque (sì, sì, anche miei) che si è naturalmente venuto a creare probabilmente, ma non solo, perchè meno faticoso, in molti sensi (si, sa, la legge del minimo sforzo troneggia in molti campi perchè non ha bisogno di motivi per essere proposta, “si sotiene” per così dire da sè,e in alcuni casi essa è un bene).
      Altrettanto spontaneamente e lentamente, inconsapevolmente forse, singoli articoli vi aderiscono colla lentezza e la gradualità che è tipica dei cambiamenti di costume, dapprima per timide, innocenti concessioni. E’ un moto lento, potente, naturale, tutto sta ad opporvi un’altra grande forza naturale che nei secoli smuove montagne: la curiosità, quella vera. I nostri nipoti forse vedranno come andrà a finire.

      • Temo tu sia in errore…come la moda ci insegna, il gusto può essere pilotato…se si scrivessero articoli veri, la gente avrebbe più attenzione all’aspetto qualitativo.
        Considera chi ha la proprietà dei mezzi d’informazione e quanto la carta stampata (ma non solo) deve essere grata alla politica per i finanziamenti che generosamente elargisce, senza i quali più direttori di testate hanno espressamente detto che non ce la farebbero a campare!!

        • Si tende troppo spesso a dare a colpa a persone o gruppi identificabili, a volte arrivando all’ idea del grande manovratore. Io ho deciso che prima di credere ad una cosa del genere voglio prove schiaccianti. Il gusto può essere pilotato? No, si possono solo incoraggiare o sostenere tendenze culturali o storiche già in atto e il singolo giornale, il singolo giornalista, la singolo impresa, brillano perchè seguono una corrente che, in qualche modo, era preesistente a loro nelle aspirazioni del pubblico, nella cui intelligenza io credo. In parole povere se il giornale propone, ad accettare è sempre il pubblico, e se il pubblico lo segue vuol dire che quel modo di pensare e di agire si era lentamente affermato nella mente dei destinatari.
          Basta dire che qualcuno c’ha fatto il lavaggio del cervello, la responsabilità è di tanti singoli, da una parte come dall’altra

          • PS Anch’io sono convinto che l’aumento dei soggetti attivi (imprenditori) nel campo televisivo combatta di per sè la degenerazione e la perdita di vitalità e ovviamente di varietà. Vedi post sotto

          • “In parole povere se il giornale propone, ad accettare è sempre il pubblico, e se il pubblico lo segue vuol dire che quel modo di pensare e di agire si era lentamente affermato nella mente dei destinatari”…appunto!!
            La moda (e la meno su questo tasto perchè calza a pennello come esempio e perchè ieri sera, mentre mi facevo gli affaracci miei in sottofondo ci stava “Il Diavolo veste Prada”) è questo che fa…induce tendenze, solletica appetiti, plasma gusti, etc…il giornalismo ha cambiato via via faccia, condizionando a sua volta la sensibilità e le coscienze degli italiani…botta dopo botta, bordata dopo bordata…esattamente come tu stesso riconosci.

            • Carlo Fronteddu scrive:

              Non penso che esista un piano predefinito per addormentare le coscienze anche se dopo avere letto il piano di rinascita democratica della P2 inizio ad avere qualche dubbio, ma piuttosto una sorta di connivenza o meglio simbiosi che tutti quelli che raggiungono il potere o che detengono posizioni di potere hanno tra loro e verso il potere, una sorta di scambio di fluidi corporei per tenere in piedi lo status che hanno raggiunto e che hanno una fifa boia di perdere.

            • Veramente volevo porre l’enfasi sul fatto che il gusto, la moda, la tendenza non è creata o indotta dal giornale, ma proposta da esso più o meno insistentemente. E chi aderisce lo fa perchè magari era già ben disposto almeno un poco dall’inizio

              • ugasoft scrive:

                scusa, questo che tu affermi non è sufficientemente pericoloso?
                O quantomeno, lo tolleri passivamente?
                il mio modesto modo di reagire è, al momento, organizzato su diversi punti:
                1) parlarne e cercare qualcuno che, come me, non lo tollera.
                2) cercare, assieme agli altri, una soluzione per opporci civilmente (astensione dalla visione di programmi, astensione dall’acquisto di prodotti pubblicizzati, sensibilizzazione, controinformazione / vera informazione…)
                3) scendere dalle sedie e magari organizzarsi nella “first life” sotto varie forme, sempre civilmente. con forza, ma nel rispetto della legalità, a meno che questa non venga stravolta. Ad esempio Travaglio e tanti altri giornalisti hanno sottoscritto una promessa ad infrangere la legge qualora passasse la norma anti-intercettazioni. E’ illegale ma lo condivido e lo appoggio.

                Bisogna credere che abbiamo i mezzi per fare qualcosa

                • Più che tollerarlo, mi sforzo di ignorarlo. In questo modo il messaggio che mi si vuol mandare fallisce miseramente. Moltiplicare per centinaia di persone per ottenere una sconfitta di questo modus operandi

              • Logico che il giornale è il mezzo.

  7. Posso lanciare una provocazione? In senso buono e solo per far riflettere…

    E se anche internet e tutti questi blog e forum facessero parte del “complotto?”

    Intendo dire: meglio una massa di persone scontente, incazzate, petulanti di fronte al PC a parlare, parlare, parlare, scrivere. scrivere, scrivere, blablablabla… Piuttosto che una massa urlante fuori dai portoni di Montecitorio.

    E se tutti/e qua fossimo, invece che coloro che “si ribellano a questo stato di cose”, solo il risultato finale di quanto, chi gestisce il potere, si attendeva?

    Qualcuno se lo e’ mai chiesto?

    Liberi di parlare ma imbavagliati. Il giorno che decideranno di oscurare il tutto bastera’ per loro premere un pulsante.

    Guardavo dei servizi televisivi in cui si evidenziava che i lavori piu’ scomodi e pesanti, ormai, li fanno solo gli stranieri (non solo gli extracomunitari, ma gli stranieri in genere), perche’ gli italici non hanno piu’ voglia d’impegnarsi. Loro vogliono un lavoro dove possono stare seduti a blaterare e rifiutano la fatica, l’impegno, e le scomodita’ di certi mestieri.

    Forse anche “politicamente” e’ cosi’.

    In Ungheria (il mio Paese) e’ stato sufficiente che il primo ministro Gyurcsány Ferenc mentisse una volta per far scoppiare la rivolta di Budapest nel settembre 2006.

    Cito da Wikipedia:
    “Nel settembre 2006 viene diffusa una registrazione audio di una riunione del partito socialista a Balatonőszöd, nella quale il premier confessa d’aver deliberatamente nascosto ai cittadini la grave situazione e conomica del paese e d’aver, conseguentemente, vinto le elezioni di maggio soltanto grazie alle menzogne. La riunione era a porte chiuse e i partecipanti supponevano che nessuno avesse potuto ascoltare cosa fosse stato detto dal premier. Qualcuno invece inviò la registrazione dei discorsi alla radio ungherese (Magyar Rádió) e alla maggior parte degli organi d’informazione il 17 settembre 2006.”

    • Il tuo nick è “Chiara di Notte”…l’avatar è una sensuale pinup ammiccante…sei ungherese…molto intrigante!! Hai idea quanto questo stuzzicherebbe le fantasie del Silvio?
      Ma questa è un’altra storia…per tornare a quanto dici, credo sia improbabile…ma a priori tutto è possibile…in ogni caso è vitale per tutti noi che vi sia la possibilità di parlare, confrontarci e scambiare idee ed opinioni…inoltre, almeno per quanto di è dato sapere, internet ad oggi rimane l’unico mezzo d’informazione veramente libero e aperto…finchè dura, è uno strumento strabiliante!! Poi vedremo…magari, se dovessero decidere di ingabbiare anche questo spazio, potrebbe essere che si scateni l’ira sommersa dei tanti che non ne possono più…e allora, chissà…

    • Il giorno che premeranno quel pulsante usciremo di casa e andremo in piazza!

      • Per scendere in piazza si deve essere attivi e scattanti. Internet, se non e’ coadiuvato da una bilanciante attivita’ fisica, rende tutti/e appesantiti/e e pigri/e.

        Dopo qualche anno passato a blaterare, parlare, discutere, argomentare e sognare di cambiare il mondo da dietro uno schermo, il giorno che spegneranno tutto ci incazzeremo solo perche’ ci verra’ a mancare il giochino…

        E se fuori piovera’, lasceremo piovere.

        Non so se tu abbia letto l’insostenibile leggerezza dell’essere. Diciamo che per me quel libro e’ qualcosa di speciale. La prima volta (ero una ragazzina) l’ho letto in fotocopie sbiadite che fra studenti ci passavamo perche’ UFFICIALMENTE non era tollerato.

        In quelle fotocopie sbiadite non c’erano solo le macchie di “vita” della gente che l’aveva lette prima di me (impronte di dita, sudore, macchie di bevande), ma c’era l’essenza stessa di quelle persone. Cosi” come quando io ho passato quelle fotocopie ad altre persone, ci ho lasciato qualcosa di me.

        La mia generazione, (parlo della generazione cresciuta in certi Paesi) pur essendo successiva a quella del vostro ‘68, e’ indietro di 20 anni. Ancora si porta dentro determinati valori dei quali, in Italia, ho visto perdere traccia.

        Caro Marco (posso?), purtroppo parlare non basta. E internet alla fine puo’ rivelarsi una barriera a tutti i bei proponimenti di “cambiamento” di cui la gente ama discutere. Proprio perche’ internet e’ un luogo estremamente individualista; ciascuno/a nascosto/a dietro al proprio schermo ama soprattutto parlarsi addosso e far vedere agli altri/e quanto lui/lei e’ capace a discutere.

        Mentre per agire si deve fare esperienza di QUALCOSA in comune, come quelle fotocopie sbiadite con le quali si condividevano macchie, impronte di sudore di dita… odori.

        • Non conti però che proprio per il suo carattere mediato Internet può essere la voce di chi non se la sente (o proprio non vuole) andare in politica, ma non per questo è senza idee. Prima c’erano solo i giornali e i circoli, ma erano decisamente più limitati. Non è che solo perchè si è dietro uno schermo si smette di essere persone e cittadini. Anzi, Internet è una comunità e ha molta, molta memoria.

          • PS Sul fatto che rende pigri io invertirei, probabilmente sto molto su Internet perchè sono pigro da prima, un po’ sfiduciato e abbattuto più che semplicemente pigro…

            • ugasoft scrive:

              Rispondo a quest’ultimo commento ma è una risposta a tutto il thread, specialmente a Chiara.

              Bella discussione, meriterebbe un approfondimento. Anche se sinceramente di metadiscorsi sullo strumento internet. Ne è pieno il web e sinceramente ne ho un pò piene le balls.
              La mia personalissima opinione è che internet è uno strumento FANTASTICO. E’ nuovo, improvviso, ha accorciato le distanze.
              E’ nuovo per tutti noi, anche per chi, come me, naviga da oltre 10 anni. E dopo la fase di “Scoperta dell’america”, dopo la fase di download a manetta di musica, porno, chattate, giochi online, l’umanità sta finalmente iniziandolo ad usandre per creare collettività.
              Siamo ancora allo stato embrionale, ma la sua potenzialità è infinita.
              Diventerà rivoluzionario quando abbandoneremo il concetto di “anonimato” per passare all’”identità”.

              Senza internet, SICURAMENTE saremmo finiti tutti vittime della nostra pancia ed addormentati dai nostri mezzi di comunicazione “one way”. Saremmo tutti dentro matrix (non quello di mentana, quello dei fratelli Wachowski).

              Internet può essere la pillola rossa

              p.s. lo leggerò quel libro ;)

              • “Senza internet, SICURAMENTE saremmo finiti tutti vittime della nostra pancia ed addormentati dai nostri mezzi di comunicazione “one way”. Saremmo tutti dentro matrix (non quello di mentana, quello dei fratelli Wachowski).”

                O forse avremmo letto qualche libro in piu’, ci saremmo incontrati in qualche caffe’, con gli amici e le amiche, avremmo ugualmente parlato di societa’, di politica, di amore…

                Non credo sarebbe cambiato molto, senza internet. Il ‘68 francese, quello italiano, quello di Praga sono eventi che si sono verificati SENZA internet.

                Siamo certi/e che con internet avverra’ qualcosa di quella portata epocale?

                Io non ne sono sicura.

                Che poi sia divertente… beh, questo e’ un altro discorso.

                Solo ultimamente, dopo un primo momento (come dici tu) di scoperta, ed un secondo momento ludico, sto imparando a scoprire le grandi possibilita’ comunicative che internet mette a disposizione, ed e’ una cosa affascinante saper di poter raggiungere ogni luogo della terra e poter comunicare con chiunque, ma ricordiamoci che gia’ nei primi dell’ottocento George Sand raggiungeva i cuori di molta genta (anche al di la’ degli oceani) con i suoi libri.

                Voglio dire che la capacita’ comunicativa di internet non risiede in internet in se’, ma in chi lo utilizza. Esattamente come una penna d’oca intinta nell’inchiostro che, in mano a chiunque altra che non fosse stata George Sand, in quel momento non avrebbe prodotto i medesimi risultati. :-)

                • ugasoft scrive:

                  > O forse avremmo letto qualche libro in piu’, ci saremmo incontrati in qualche caffe’, con gli amici e le amiche, avremmo ugualmente parlato di societa’, di politica, di amore…

                  Prendo spunto dal “caffè con gli amici” e cerco di riassumere in un concetto il mio pensiero:

                  Un tempo, i miei “vicini” erano quelli che “mi abitavano vicino”. Vivendo in un paesino, vivendo in periferia, vivendo OVUNQUE, vicino potrei non aver le persone con cui vorrei condividere, con le quali mi sento di “crescere”.
                  Oggi i miei “vicini” sono le persone con le quali voglio condividere le mie idee e con le quali sento di poter accrescere la mia conoscenza. Possono essere persone indefinitamente lontane dal punto di vista fisico del termine.
                  Questo è possibile solo grazie ad internet.

                  sul 68 il discorso è un pò lungo, ed ho sonno (non sono “Uga di Notte” :mrgreen: ). in breve:
                  - non sono convinto che ciò che ha prodotto il 68 sia stato tutto buono, dal punto di vista della “sostenibilità” delle istituzioni che si andavano istituendo.
                  - sono convinto che l’essere nati e cresciuti nell’agio per poi sprofondare mooolto lentamente nella povertà sia una condizione ben diversa e più difficile da affrontare di quella di essere comunque nati e cresciuti in semipovertà. non abbiamo “gli occhi della tigre” che avevano i giovani 40 anni fa.
                  - sono convinto che l’ingerenza mediatica di allora non era come ora
                  - sono convinto che dopo 20 anni la carta costituzionale abbia ancora un profumo per il quale combattere. Lo sono convinto anche ora che ne ha 60, ma so bene che a tanti non interessa più di tanto. Non più dei diritti della casta di appartenza del papà.
                  - sono convinto, ma spero di sbagliarmi, che finché uno non finisce veramente in basso non farà di tutto per non finirci.

          • Internet e sicuramente una voce straordinaria. E’ uno strumento, pero’, e non un fine.

            Conosco gente che VIVE per internet, anzi vive in internet (parzialmente ci vivo anche io), in una commistione perenne fra realta’ e fantasie, fra verita’ e recitazione, fra personalita’ vera e nickname.

            Bisogna quindi saper distinguere, forse piu’ qui che nella realta’, fra chi usa internet con uno scopo sociale “serio”, e chi ci gioca. Fra chi ha valori reali da trasmettere e chi vive un film del quale desidera essere protagonista. Fra chi (al di la’ dell’avatar) possiede una reale identita’, e chi e’ solo il frutto di uno sdoppiamento di personalita’.

            Internet e’ come una pistola: puo’ essere carica, scarica o caricata a salve… e dipende molto dalle finalita’ di chi, in quel momento, la usa. Se per aggredire oppure per difendersi, oppure per difendere qualcun altro, oppure per suicidarsi…

            Anch’io ho navigato molto in questo mare, Sono attraccata a molti porti ed ho incontrato molta gente. Cio’ che ho visto, a parte un numero ristretto di persone “VERE” (lo metto fra virgolette) e sincere, e’ una massa informe di gente che ammorba il web con le proprie psicopatologie.

            Chiaramente la prima ad esserne affetta sono io :mrgreen:

  8. diabolicoMarco scrive:

    La televisione è un mostro da combattere con ogni mezzo. Vivere senza tv è possibile. Che dico! E’ necessario.

    Bel pezzo Uga e bel pranzo. Peccato rovinarselo con il tiggiddue…

    • Un’altra TV è possibile. Servono altri attori (e non quelli delle fiction) nel settore! Se così non sarà, il mezzo raggiungerà i suoi limiti espressivi, col chiaro sintomo della “saturazione” dell’attenzione del pubblico (la reazione al nuovo stimolo diventa sempre meno notevole se lo stimolo non viene variato. Ci sarà sicuramente chi, colpito da giovane da certe proposte, vi si affezionerà, ma dubito che senza novità la cosa possa essere valida nei tempi lunghi che vanno oltre la vita di un singolo). Internet, se continuerà ad essere uno spazio pluralista, potrebbe prenderne il posto…

  9. genio753 scrive:

    @diabolicoMarco : Non è necessario demonizzare la tv. Tutto dipende dall’utilizzo che ne fai!

    • Francesca scrive:

      devi escludere parecchie cose però…..per non demonizzarla!
      Secondo me ha già fritto più cervelli dei cellulari!

    • diabolicoMarco scrive:

      Ho smesso di credere a questa cosa. La tv non prevede variazioni sul tema dell’utilizzo. Devi stare seduto, passivo, a guardare. Punto.
      Per un periodo mi avevano convinto che fosse possibile guardare la tv con spirito critico. Mi si diceva che con spirito critico si potevano guardare anche i i reality e che questo fosse utile per saggiare il polso della società.
      Ma non è così.
      La tv è come il fumo: non è possibile fare distinguo. O sei un fumatore o no.
      Certo, esistono i fumatori occasionali, quelli che fumano una sigaretta ogni tanto. Ma quanti sono? Quanti di loro, per un motivo o per un altro, prima o poi ricominciano a fumare abitualmente?

      • Francesca scrive:

        No, Marco non credo basti guardare la tv con spirito critico.
        Ti vomitano addosso tutto lobotizzando il cervello in massa o ciò che ne rimane.
        Però se pensi all’utilizzo che se ne faceva quando nacque, uno per tutti l’esempio del programma “non è mai troppo tardi” tramite il quale molti impararono a leggere e a scrivere….
        La tv cubana per esempio avrà mille difetti ma di questo tipo di programmi edicativi ce n’è ancora, per fortuna reality e programmi tipo “l’eredità” non sono ancora stati concepiti e se mai fosse, spero vengano abortiti in fretta.
        Qui programmi educativi come questi non ci sono più da un secolo e rai educational (per me abbastanza valido) lo danno a mezzanotte. :-(

  10. Mi dispiace ma non guardo tg2, io guardo solo tg non faziosi

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