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La “Bolla Informativa”

21 novembre, 2008 di osvitol  
Archiviato in Cazzotti, Informazione



I principali mass media diffondono ormai notizie secondo l’ondata emotiva del momento o, peggio ancora, inseguono anche loro la “bolla speculativa informativa” in quel momento in ascesa.

Fateci caso: nel periodo estivo le notizie che colpiscono l’immaginario collettivo non sono certo economiche o politiche. La gente ha bisogno di svagarsi secondo i mass media e quindi ecco pronto qualche gossip, qualche “giallo estivo”, qualche filone informativo che faccia fine e non impegni come che ne so la pedofilia, gli incidenti stradali, lo sbarco degli extracomunitari, etc.
Negli altri periodi invece “le bolle informative” nascono, si sviluppano ed infine si gonfiano seguendo l’onda di turno per poi sgonfiarsi rapidamente non appena si ritiene esaurita la spinta inflazionistica sull’argomento in oggetto.

Ed ecco perché (dall’immondizia a Napoli al caso Alitalia, dalla malasanità alla crisi economica, dalla meningite al razzismo per finire al bullismo nelle scuole) vediamo dapprima affacciarsi timidamente queste “bolle informative” sulle pagine di retrovia dei giornali, tra i titoli di coda dei TG, poi tutto ad un tratto si impennano, scalano le prime pagine, si gonfiano fino a raggiungere i titoli di testa di tutti i telegiornali e poi improvvisamente, come se nella fosse, di colpo spariscono.

L’argomento non tira più, non interessa più nessuno.

Ma chiedere un’informazione più realistica e meno condizionata dall’emotività e da queste “bolle informative” non è un diritto-dovere di noi cittadini ?

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Comments

8 Risposte a “La “Bolla Informativa””
  1. ilBuonPeppe scrive:

    “Informazione realistica”? Stai scherzando, vero?
    Domenica scorsa, ore 12 circa, in auto ascolto (non in maniera intenzionale!) il GR2.
    Il giornalista (?) dà questa notizia (?): “Ieri sera un’agenzia di stampa ha diffuso la notizia che Berlusconi, durante il G20, ha avuto un malore. Dopo dieci minuti la notizia è stata smentita.”
    Quindi non è vero, deduco io, non è successo niente. Allora che cacchio lo dici a fare? Che notizia è? Perchè devi dare una notizia che tu stesso dichiari immediatamente falsa?
    Nonostante questo, per cinque minuti sono andati avanti a parlare di una notizia dichiaratamente falsa, con le solite interviste (?) ai soliti burattini (!) che si sbracciavano a dire “non è successo niente”. Ovviamente è meglio, per loro, parlare di niente piuttosto che affrontare i tanti problemi che abbiamo.
    Ormai i media, dopo aver tirato il sasso, non si preoccupano più neanche di nascondere la mano: tanto gli italiani si bevono tutto. Gli puoi anche dire “Gli asini volano. Non è vero, ma parliamone un po’”.

  2. tusaichi scrive:

    Una informazione più realistica e meno condizionata dalla emotività è un’informazione difficile.
    Oggi, per esempio, nel parlare di un certo signor villari a cui, poverino, è caduto il superattack sulla poltrona in pelle mentre si sedeva, bisognerebbe anche ricordare a cosa serve la commissione di vigilanza della RAI. Quando è stata istituita e perché.
    Perché i presidenti sono di nomina del governo (infatti a vigilare non hanno voluto un dipietrista)?

    Eppure anche parlare di questo è un escamotage per non parlare di un servizio pubblico, la radiodiffusione, che con l’istituzione della sipra, inizia il suo percorso con l’anomalia italiana del doppio standard di entrate… e poi ci sarebbe da parlare del sistema pubblicistico europeo e il privatistico made in usa, e del fatto che dal 1910 (l’anno in cui è stato stabilito il monopolio di stato sulle tele-comunicazioni) solo nel 1975 c’è stata un’altra legge… in mezzo solo decreti… fascisti peraltro non abrogati… solo allora, capito in quale campo giochiamo, affrontare il problema di cosa vuol dire pluralismo informativo e alla fine, ma alla fin fine, parlare delle scaramucce tra policanti.

    …stò papocchio per dire che l’informazione è difficile.
    Informarsi è difficile. Va spiegato e detto chiaramente.
    La signora Pautasso che va a votare senza aver mai letto un giornale commette, a mio parere, un crimine più grande di villari che non schioda il culo.
    Sperare di avere uno sguardo sul mondo attraverso tg o rg è una illusione di un popolo incolto. Ormai neanche leggendo i giornali ci si informa!!!

    La maggior parte degli italiani non ha alcuna intenzione di “faticare” per informarsi e i giornali devono vendere e i tg essere visti per un puro discorso pubblicitario. ERGO l’informazione è scialba e ridotta ai minimi termini quando non scade nella rissa e nell’insulto.

    IMHO.

    PS stofacendounesamesullaradiodiffusione…chemacello…

  3. Oris scrive:

    Ma il fenomeno che fa cadere tutti gli aerei nello stesso periodo o fa ritrovare tutti i bambini nel cassonetto in un altro, o che fa accadere gli uxoricidi tutti uno di fila all’altro?

    ..è solo una mia impressione?

  4. anna scrive:

    da il SecoloXIX del 20.11.08 pagina 14 : internet e informazioni: Casinelli (PDL) “Niente registrazione per i blog” A leggerlo sembra che “….della sinistra che aveva ipotizzato l’inserimento di nuovi obblighi e di registrazione per i blog. E’ una legge che applica l’at. 21…..” Ahi! mi viene in mente quando qualcuno lottava contro la TV di stato….Ma delle lotte per il softwar libero, chi ne parla? ora sono loro che difendono l’art. 21.
    D’altra parte, il suddetto giornale aveva dato per morto mio cugino invece che mio zio….va bè dai, un semplice errore di stampa…!

  5. Buongiorno! dicesi manipolazione e strumentalizzazione sapientemente condite di censura alla fonte.
    Se non sbaglio staimo al 40° posto al mondo nella statistica di rep. sans frontieres per libertà di stampa.
    La cosa più bella sono le rassegne estere su come è vista l’Italia da fuori.
    Uno sbellico!

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