La “Strategia del Problema Nuovo” Ovvero Come ti Distraggo le Masse
12 luglio, 2008 - 13:00 di Cambiamo Pianeta
Archiviato in Informazione
Condividi La “Strategia del Problema Nuovo” Ovvero Come ti Distraggo le Masse. ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
So benissimo di non essere il solo ad avere avuto questa pensata. Di sicuro parecchie altre persone dotate di un minimo di cranio funzionante saranno giunte alla mia stessa conclusione. Non troverete nulla di originale in queste poche righe. Considerando però che ha lo scopo di raccogliere le mie meditazioni, spesso semplici e magari anche banali, gli sfoghi che altrimenti mi soffocherebbero e quelle che considero vere e proprie proposte programmatiche per migliorare il sistema in cui viviamo, non vedo perché non dovrei riportarvi anche quest’ultima riflessione. A ben pensarci, credo proprio che quello che troverete qui di seguito non sia nemmeno una cosa tanto innovativa, sono anzi convinto che sia vecchia come l’uomo.

Tuttavia, come ebbe modo di dirmi durante il primo anno di Liceo un vecchio professore di Letteratura (che poi per un soffio non mi rimandò a causa di un clamoroso equivoco sul senso della citazione), Repetita iuvant, ergo, meglio certe cose ridirle e ricordarle.
Generalmente un individuo sano, maturo ed equilibrato se posto innanzi ad un problema, si opererà ed impegnerà per risolverlo attrezzandosi affinché il medesimo non abbia modo di ripresentarsi e facendo tesoro dell’esperienza vissuta.
In base a questa semplice valutazione, volendo identificare l’Italia come un enorme unico sistema complesso, un gigantesco essere vivente, viene abbastanza facile concludere che il nostro paese non è né sano né maturo né equilibrato.
Qui da noi infatti antichi problemi si ripropongo all’infinito, molti di essi sono ancora i medesimi da sempre, immutati ed intonsi o addirittura accresciuti dal tempo e dall’inerzia, ben nutriti e ben pasciuti, perché si sa che la tendenza dell’Universo è quella di aumentare il proprio casino interno, figuriamoci quindi se non ci si sbatte nemmeno per finta e ci si abbandona al caso, alla fatalità ed all’apatia.
Ogni tanto però, a causa di particolarissime congiunture socio-economico-politiche, la gente si scuote dal profondo torpore che l’attanaglia, il popolo si desta poco poco, senza uscire dal rincretinimento cerebrofago irreversibile che lo soggioga perpetuamente, agitandosi in maniera scomposta e rumorosa. Non è una cosa bella a vedersi, perché ciò a cui si assiste sono più che altro convulsioni violente, una sorta di epilessia delle coscienze che spinge i più, preso atto della situazione rivoltante in cui sono costretti e della moltitudine disarmante di schifezze irrisolte accumulate ovunque lo sguardo si posi, a chiedersi perché si sia arrivati a tanto e di chi sia la responsabilità dell’abominio.
Bene, è proprio a questo punto che scatta la “Strategia del Problema Nuovo”. Il Governo di turno, vista l’impossibilità di poter mettere mano con successo al pregresso ammucchiatosi nel corso degli anni, valutata l’inettitudine propria e degli organi deputati a supportarlo, appurata l’esigenza innegabile ed improcrastinabile di dare un segno, una risposta alla massa vociante e irritata, cosa potrebbe fare di meglio se non generare, magari non dal nulla ma raccogliendo e sapientemente riplasmando elementi già presenti sul territorio, una nuova emergenza? Un Problema nuovo, appunto, verso il quale convogliare l’attenzione dell’opinione pubblica, distraendola e, perché no, infondendo anche una sana dose di adrenalinica paura, che non guasta mai, anzi coadiuva massimamente lo scopo di risprofondare la platea nell’usuale catatonica condizione, che più si addice ad un parco buoi nuovamente mansueto nel suo pascolare quotidiano. La ricetta è semplice: si pescano qua e là i precedenti utili, si individuano gli indispensabili capri espiatori, si costruisce a tavolino il caso, si esterna con solennità, volto greve ed espressione tirata, quindi si imbastisce una solida campagna di disinformazione. Raffica di notizie e traumatizzante bombardamento mediatico. Il risultato è garantito.

Il Governo si rilassa, dovendo concentrare gli sforzi su quell’unica priorità, lo Stato esce dall’affanno, i cittadini brucano felici e inconsapevoli, abbeverandosi ai titoloni dei TG ed ai .
Occorre dire che siamo ancora dei pivelli, poiché la distanza che ci separa da professionisti del genere come gli Stati Uniti d’America (la storia USA è piena di episodi emblematici…recentemente si osserva l’emergenza terrorismo abilmente messa in atto ed i per l’amministrazione Bush) resta abissale. Noi ragioniamo ancora in termini nazionali, mentre altrove si agisce a livello planetario. I miglioramenti sono però evidenti…stiamo imparando sempre più in fretta e di questo passo fra non molto anche noi arriveremo ai livelli d’eccellenza che altri paesi vantano da tempo.
L’ultimo ricorso a questo sistema geniale è, neanche a dirlo, l’emergenza sicurezza. Non si parla d’altro. Tutti stretti stretti gli uni agli altri spaventati a morte. Il pericolo è grande e ci minaccia da vicino. Dietro ogni angolo può celarsi un clandestino assetato di sangue. Pare che la configurazione più terrifica consti di un rom ubriaco, magari un po’ sporco e maleodorante, che si rolla una canna al volante di un’auto rubata, ovviamente senza patente e con il bagagliaio pieno di refurtiva, in preda ad un insaziabile desiderio sessuale, con il membro ben in vista fuori dai calzoni, ovviamente di scarsa foggia e sicuramente non alla moda come del resto camicia e scarpe.

Si sollecitano utili suggerimenti per il futuro, che di certo servirà aggrapparsi altre volte all’abile e fruttifero stratagemma distorsivo.
P.S.: astenersi dall’indicare la malavita organizzata, che non è e mai potrà essere un’emergenza. Quella anzi si è talmente ben sistemata e integrata nei meccanismi di potere che spesso, se non ci si fa appositamente e malignamente caso, nemmeno la si nota più, quasi fosse divenuta indistinguibile.
La “Strategia del Problema Nuovo” Ovvero Come ti Distraggo le Masse è di

ottima analisi, concordo in toto.
Bell’articolo! Il problema in uno stato è quando la criminalità organizzata è meglio di altri settori…
O quando la criminalità è organizzata meglio
; D
Finalmente qualcuno che la pensa come me!
Ti ho aggiunto ai miei preferiti… così non ti perdo…
Io ho imparato che quando un problema si ripresenta di continuo nonostante gli sforzi per evitarlo significa che i rimedi e i tentativi di arginarlo fatti fino a quel momento sono inutili.
Sembra la scoperta dell’acqua calda ma credo che riflettendoci potrete capire cosa intendo… (aoh! So’ troppo sofista pure pe’ me!).
Insomma,quando un programma non fa quello per il quale è stato scritto, e nonostante tu continui a cambiare righe di codice su righe di codice il bug si riprsenta significa di solito che bisogna intervenire da un altra parte!
Quindi, ciò che si ritiene fosse il problema principale in realtà NON lo è, il problema vero è altrove.
…
ritengo la vita e il mondo “un po’” piu’ complessi di un programma con bug.
Per quanto riguarda l’articolo sono daccordo e estenderei di piu’ il discorso, per ora concedetemi di buttare la’ qualche scheggia (di follia ) .
I problemi ci sono, le soluzioni anche ma talvolta sono soluzioni che impongono al “popolo” in primis di cambiare atteggiamento e magari gli effetti si vedranno in 10 – 15 anni.
Ovviamente essendo soluzioni che fanno “arrabbiare” le persone vuol dire perdere voti e questo vuol dire non essere rieletti la volta successiva.
E’ un problema di politica che pensa alla politica piu’ che di politica per migliorare il paese.
Due esempi facili facili: l’inquinamento da smog ? Basta lasciare a casa l’auto, quanti lo fanno? Ne ho sentite di tutti i colori fino al “Io uso la macchina perche’ pago il bollo ergo la uso anche quando non mi e’ necessaria”
Altro esempio il problema energetico: spegnere i condizionatori, tutto cio’ che non e’ necessario, l’illuminazione cittadina eccessiva ? No meglio costruire centrali nucleari.
beh, credo che tu abbia compreso cosa volevo dire.
Io invece ho capito che il vero errore è proprio cercare di classificare i problemi, stabilendo priorità ed emergenze.
I problemi dovrebbero essere trattati tutti allo stesso modo, è una questione di sensibilità: un poliziotto solo per il fatto che “almeno” è sempre armato non sente l’emergenza sicurezza come un commerciante o una vecchietta che va a prendere da sola la pensione, un impiegato di banca non sente l’emergenza lavoro come un precario di un call center…e cosi via…
Vabbè che poi sono tutte chiacchiere, per vendere più giornali, perchè a conti fatti, siamo sempre a zero….anzi sono indeciso se devo abituarmi al degrado che viviamo in Italia o devo accontentarmi, perchè sembra quasi che i problemi aumentino sempre e non diminuiscano mai.
Ogni giorno un tg pone un nuovo problema, sperando che la gente dimentichi i vecchi, poi ripropone i vecchi sperando che la gente dimentichi i nuovi…
su italia 1 ce uno speciale sulla morte di Funari.Ahime’ mi dispiace per lui sicuro un vecchio leone della tv, ma e’ necessario uno speciale a poche ore dalla morte.Secondo ci sono altri problemi piu gravi che meriterebbero uno speciale anzi tanti speciali
Tipo?
l’economia, berlusconi e le sue leggi, la mafia che controlla il sud e i voti etc.Ti bastano??
In italia va tutto bene, sovversivo. Ma forse tu vivi in Italia…
Partiamo dall’economia.
Stavo leggendo: Telecom Italia: venduti 16.000 I-Phone nelle prime ore di apertura dei negozi Tim…
E’ un aggeggio che costicchia sui 400 euro. A Milano, fuori del negozio TIM, c’era una fila lunghissima e non era formata solo da figli di papa’. C’erano anche persone “normali” (dicono)… Non tutti sono riusciti ad accaparrarselo (le scorte sono terminate) e mi sono venute in mente altre file, quando in un paese dell’Est la mamma mandava sua figlia a far la fila per accaparrarsi (che so…) due salamini… la carta igienica (sono cose vere, non luoghi comuni)…
Rifletto e dico: se queste sono LE FILE ITALICHE, allora sai quanta strada deve essere percorsa ancora prima di toccare il fondo?
Perche’ (e’ un mio umile parere) che fintanto che non viene toccato il fondo, e’ un continuo precipitare e non puo’ iniziare alcuna risalita.
Conosco benissimo quali sono i problemi dell’italico popolo, primo fra tutti un problema di democrazia e di tolleranza per chi italico non e’, ma a leggere certe notizie, oppure altre in cui si indicano milioni di veicoli in fila per raggiungere le spiagge, nonostante il costo del carburante, mi fa riflettere… Riflettere su quanto la crisi (che c’e') sia inconsciamente NEGATA. Non e’ un discorso legato ai mass media, e’ proprio la gente che la disconosce, che non la vuol accettare, che rifiuta di ammettere di essere ormai sull’orlo del baratro.
In Italia si continuera’ a cercare di mantenere un tenore di vita insostenibile per chi (nonostante partecipi ancora al G8) non e’ certo piu’ annoverabile fra le nazioni piu’ ricche del pianeta.
e’ solo apparenza Klara.
E’ solo apparenza purtroppo. le lancette dell’orologio avanzano nonostante le file.
E’ solo apparenza.
Apparenza?
Come l’inflazione “percepita” ? :feliz:
Per quella che è la mia esperienza, i periodi peggiori sono sempre preceduti da perdita delle proporzioni ed atteggiamenti poco dignitosi.
Iphone, un oggetto carino e inutile (detto da me che sono un fanatico apple) che in america paghi $190 e in italia fino a € 500 cioè quasi 7-8 volte di più.
Comunque ti ci asciughi pure i capelli
Credo che l’italico medio ormai si muova solo in base ad un riflesso condizionato. Hai presente il cane di Pavlov?
C’e’ da riflettere su come in Italia la gente paghi per la monnezza importata sottoforma di prodotti inutili, ed allo stesso tempo paghi anche per esportarla (la monnezza-monnezza), con la quale (gli altri) producono energia che poi (pare assurdo) gli italici riacquistano.
Gli operatori economici mondiali sono stupefatti di come “il mercato” abbia potuto produrre un essere cosi’ “bue” come l’italico consumatore medio, disposto a pagare tanto per roba che vale zero solo perche’ “fa figo”. Al punto d’indebitarsi per generazioni.
E se io fossi nel settore vorrei che questa strana anomalia durasse il piu’ a lungo possibile. Non si puo’ dar torto a chi se ne approfitta.
Klara non dire così perchè chi si approfitta di situazioni tipo questa è sempre un “poveretto” (passami il termine non economico).
Cmq io ho pensato la stessa cosa quando ho visto il n° dei telefonini venduti in 3 gg.
Quoto questa frase del Comandante:
“Per quella che è la mia esperienza, i periodi peggiori sono sempre preceduti da perdita delle proporzioni ed atteggiamenti poco dignitosi”
Credo abbia ragione anche se non ho mai passato un periodo del genere, ancora.
“Klara non dire così perchè chi si approfitta di situazioni tipo questa è sempre un “poveretto” (passami il termine non economico).”
Francesca, ma tu credi che a chi e’ al vertice delle multinazionali che vendono la benzina in Italia, facendola pagare il prezzo piu’ caro esistente in Europa, che vendono i medicinali in Italia, facendoli pagare il prezzo piu’ caro in Europa, che vendono l’acqua (da bere) in India facendola pagare il prezzo piu’ caro in Asia, eccetera eccetera, interessi qualcosa di essere considerati dei “poveretti”?
Quelli hanno un solo DIO.
E la mia era una provocazione, of course.
Ma una provocazione solo in parte, perche’ una cosa sono i generi di prima necessita (energia, medicine, acqua, cibo, alloggio), una cosa sono le cazzate inutili (I-phone, le griffe, eccetera).
Non mi sentirei una “poveretta” a vendere I-phone ad una massa di idioti che fossero pronti a pagarmelo non 400 ma anche 1000 euro.
L’analisi è tristemente corretta. La disinformazione rende digeribile qualunque cosa, tipo la promessa di abbassare le tasse e successivamente i motivi per cui non si può fare, la promessa di occuparsi dei più deboli e successivamente tagliare il welfare, l’assicurazione di potenziare le forze di polizia e successivamente lasciarle in braghe di tela, e così via…