Italy: Where “Berlusconi” Happens 47


In questi giorni ho tentato di raccogliere informazioni, dati, commenti e giudizi provenienti prevalentemente dall’elettorato pidiellino e leghista, quindi orbitanti nella così detta galassia di “Centro-Destra”, allo scopo di chiarirmi le idee su quali fossero i meccanismi di pensiero dominanti nell’elettorato di parte a me avversa. Questo esperimento si è reso fondamentale poiché, alla luce degli ultimi disdicevoli avvenimenti (stop alle intercettazioni, militarizzazione delle città, blocco dei processi, rinuclearizzazione e via così) non potevo rimanermene lì frastornato ad annegare nel mio sgomento e sdegno, sentendo forte l’esigenza di scuotermi da un incalzante sconforto, indebolito dall’ostile ambiente circostante, sempre più stanco e affannato e incredulo.

In sostanza ho avuto il desiderio di capire se almeno loro, ovvero quelli che al Silvio lo hanno votato, fossero soddisfatti di come egli sta operando. Ho sperato, così facendo, di imbattermi, frugando qua e là nella rete, nel parere illuminato di qualche fiero berlusconiano in grado di ampliare l’orizzonte del mio meditare e di togliermi questa orribile sensazione, che provo ormai da troppi anni, di essere parte di una minoranza sana accerchiata da corrotti malfattori ignoranti.

Sfortunatamente la ricerca ha dato esiti disastrosi, producendo l’effetto contrario e sprofondandomi ulteriormente in una prostrazione disperata. Distillando il materiale raccolto, setacciando le esternazioni e le affermazioni recuperate, vagliando gli articoli letti è emerso un quadro raccapricciante del paese. L’Italia che i miei concittadini di “Centro-Destra” vorrebbero, basandosi su quanto essi stessi hanno avuto modo di sostenere, è una Italia menefreghista, collusa, opportunista, miope, egoista e gretta, concentrata unicamente sui confini del giardinetto di casa e sulla consistenza del proprio portafoglio, senza la minima considerazione di un bene più vasto e condiviso, dei grandi problemi che affliggono la nazione e nessuna aspirazione verso qualcosa di più grande. Una Italia permissiva, che accetta ben volentieri e consapevolmente di appostarsi ai bordi della ricca tavola, fastosamente imbandita, del potente di turno, sperando di essere investiti da una copiosa pioggia di briciole (epica ed estremamente significativa la frase “non mi importa se si occupa degli affari suoi, l’importante è che faccia anche i miei” più volte proferita da degni individui di quella parte politica). Un popolo di disperati senza più scrupoli, pronto a saltare sul carretto del vincitore per farsi trascinare lontano, obnubilati da due pericolosi assiomi:

  1. che Berlusconi sia un vincente
  2. che se ne fa tanti per lui necessariamente ne uscirà qualcosa anche per noi

Ma chi l’ha detto, giusto per fare un esempio, che un abile rapinatore di banche debba essere anche un filantropo? Insomma, per farla breve, la loro Italia è un’Italia misera e grigia, priva di slanci e di aspettative, carente di idee, arida di prospettive nella quale io non riesco e non desidero riconoscermi.

Essi trasudano voglia di cambiamento e votano la continuità che Berlusconi rappresenta con la peggiore tradizione politica ed affaristica italiana. Parlano di sicurezza, ma non colgono le profonde contraddizioni insite nelle recenti mosse governative. Sbandierano concretezza e raccolgono proclami. Auspicano un più equo trattamento fiscale e alzano al cielo il sommo evasore. Chiedono a gran voce attenzione ai problemi reali e ottengono soluzioni impalpabili, guaste, inefficaci, spesso viziate dal solito dubbio. Qui in particolare si giunge al parossismo del paradosso, forse causato da un evidente equivoco fra elettori ed eletto. Gli unici provvedimenti presi dal Governo pare rimedino esclusivamente alle grane di un singolo individuo, ai “problemi reali” di una sola persona, che non a caso di quel Governo è il Presidente, il leader maximo, l’imperatore. Ai miei stolti concittadini non suona sospetto che i primi atti della maggioranza che hanno insediato nulla abbiano a che vedere con le solide, granitiche, tangibili difficoltà che il loro paese sta attraversando?

Berlusconi ha trasformato il Parlamento in una sorta di dependance, una specie di pied-à-terre dove il Cavaliere discute, con la schiera di sottoposti, collaboratori e stipendiati, degli affaracci suoi e di come porre fine ai grattacapi che ancora lo assillano. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è divenuta, nelle sue mani, un salvacondotto tramite il quale aggiustare le molte magagne derivanti accumulate, assieme ai quattrini, lungo un’esistenza fatta di azioni scellerate, oscuri traffici e amicizie losche. Berlusconi ha vinto alla lotteria il diritto di occuparsi di sé, di prendersi cura della propria persona, donando in cambio piccole regalie e luccicanti orpelli. Egli è il grande conquistatore venuto dal mare con bauli di perline e collane colorate e noi i selvaggi abbagliati dalla lucente sua armatura che gli doniamo i nostri averi più preziosi, i nostri gioielli, il nostro oro.


Informazioni su Contributo redazionale

A seguito di un attacco hacker il database degli autori degli articoli di MC è stato compromesso. Questo articolo è stato scritto da un contributore di MC, ma non è stato possibile risalire a chi. L'autore, se lo ritiene opportuno e necessario, può richiedere la ri attribuzione del contenuto via contatti del sito.

47 commenti su “Italy: Where “Berlusconi” Happens

  • carlo

    mha mi era scomparsa la voglia di andare via…ma ultimamente mi assilla sempre di piu’.Il brutto e che l’universita’ mi deprime sapendo che non avro sbocchi professionali o meglio i famosi cocopro.Poi ogni volta che sente un telegiornale, un giornale o un giornale online mi scende una depressione.Ormai ogni due giorni su tre mi informo su quale paese emigrare

    • lucaspazio

      La Francia non é male ma sará per il posto dove vivo adesso…l’Olanda fa schifo tranne che dal punto di vista salario…
      ma tutto dipende dai punti di vista! 😉

        • lucaspazio

          Hmm ci si potrebbe scrivere un libro…il tempo mitiga il ricordo ed é per questo che ogni volta che ci torno per lavoro mi sento a casa, ma i 13mesi vissuti su sono stati un mezzo incubo…
          Sanitá distrutta. Ovvero modello americano (se vuoi avere la salute paghi,l’assicurazione sanitaria ha un costo micidiale) con casta di dottori piú o meno ignoranti della materia. Facciamo il caso reale. Ogni famiglia deve avere un’assicurazione sanitaria obbligatoria (circa 1000€ a persona l’anno). Ogni famiglia ha un dottore di famiglia che é competente di tutto, sa tutto e decide tutto. Ovvero senza il suo accordo non si puo fare nessuna analisi, nessun intervento. Difatti le ambulanze in Olanda vengono utilizzate solo in caso di infarto (o incidente). Il dottore no si muove dal suo ufficio per cui in caso di emergenza si deve andare da lui (caso reale bambino con 40 di febbre portato dal dottore in inverno in bicicletta). Ogni visita dal dottore costa ~30€. Il dottore ti visita e ha l'”obbligo” di dirti, non ti preoccupare passerá, se non passa entro 2 settimane torna e si vede (provato!!). Normalmente devi andare 3 volte a supplicare il dottore di farti fare le analisi prima che scriva la lettera all’ospedale (non te la da, la scrive e la invia lui). Solo allora puoi chiamare l’ospedale per l’analisi che sará fatta secondo una lista d’attesa fissata dallo stato (per dubbio tumore secondo tale lista la visita verrá effettuata dopo 10 mesi). Infatti molti olandesi (quelli che possono) si fanno visitare in belgio o germania.
          Tempo schifoso (temperatura massima in estate ~18gradi) con pioggia assidua, normalmente orizzontale (difatti gli ombrelli non esistono).
          Tasse a livelli elevati (che tutti pagano peró – o quasi – per fortuna mia il mio lavoro era de tassato in quanto tempo determinato in organizzazione internazionale) diciamo che si parte da 50% da quello che ho sentito.
          Inesistenza di cibo “naturale” al supermercato, solo roba condita da tanti Exxx da coprire l’intera scatola…niente biologico quindi. Spesa da fare al mercato settimanale di paese (aspetto positivo).
          Costi dei trasporti a livelli allucinanti (esempio reale treno per 5km 2€ – non perché biglietto “metropolitano” – autobus piú elevato)
          Tassa di possesso di macchina diesel (alfa 147 1.9) intorno ai 1000€ l’anno (per questo il gasolio costa – al 10/6 – 1.3€/l che é 20cents in meno che nel resto d’europa)
          Tentativi di estorcere soldi in ogni modo (un enormita di scontrini errati in ogni tipo di negozio); infatti si narra che gli unici che sono capaci di fare soldi dal commercio con gli scozzesi sono gli olandesi…

          Sicuramente ho dimenticato qualche altra magagna, sicuramente ci sono aspetti positivi come la luce che c’é nelle giornate soleggiate peró in complesso il bilancio che ne ho tratto é fortemente negativo!

          • Comandante Nebbia

            Avevo sentito parlare del problema sanitario in Olanda. Quello che mi dici mi conferma ciò che avevo letto altrove.

            Scusa la richiesta abbastanza sfacciata: non è che te la sentiresti di scrivere in maniera un tantino più diffusa la tua esperienza con la sanità privata olandese in modo che proponiamo un articolo su MC?

            Credo che sarebbe utile per chiarire le idee a tutti e specialmente a tanti “liberisti” dell’ultima ora maniaci della privatizzazione che andrebbero quantomeno avvisati degli effetti secondari del capitalismo selvaggio.

            Fammi sapere Luca, se sei d’accordo ti scrivo una mail e facciamo questo piccolo lavoro.
            Ti ringrazio in ogni caso.
            cn

          • lucaspazio

            Ci si puó provare, ma il mio rapporto con la lingua italiana é conflittuale da sempre! 😉

          • ugasoft

            Sinceramente avevo mitizzato l’Olanda ed eletta ad una delle possibili mete di emigrazione. Mi tocca cancellarla dalla lista.

            rimangono: Germania (in pole position), Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Austria, San Francisco (non USA… san Francisco e basta!)

            come seconde scelte: Canada, Australia, Francia, Inghilterra, Irlanda

            comunque Grazie mille per il resoconto, sarebbe proprio utile un blog dove raccogliere esclusivamente “recensioni” di italiani all’Estero, bonus e malus di ciascuna nazione possibile…

  • lupoalburnino

    Quando dico che non mi fa paura Berlusconi, ma “la sua filosofia” di vita, si fa per dire, non lo dico tanto per costruire anch’io una filosofia. Sono convinto di tutto quello che il post contiene e sono preoccupato perchè gli italiani, non so perchè o forse lo so anche troppo bene, abbiano nei riguardi di Berlusconi un così alto senso di stima e di considerazione. E mi fa paura quello che mi viene in mente e che, purtroppo, so essere vero: B. è riuscito e riesce a far emergere l’aspetto più abietto delle persone, quei vizi, senza virtù, che gli italiani non hanno mai evidenziato come in questo momento. Ma mi meraviglia di più che uomini di alto livello morale (almeno tali dovrebbero essere per il ruolo che rivestono) gli diano il loro consenso. Faccio il nome più grosso che mi viene in mente: il Papa. Eppure il Papa ha scritto e detto molto sui pericoli dell’edonismo. E chi è il maggiore rappresentante dell’edonismo in Italia? Non sono un moralista. Ciascuno è padrone della propria vita, ma elevare a norma di vita gli istinti più bassi dell’uomo è la strada sicura per dimenticare la nostra essenza e coltivare soltanto “il nostro orticello”, facendoci diventare egoisti e meschini. Solo così si capisce il consenso su ogni iniziativa che Berlusconi prende per se stesso, sperando che qualche briciola possa cadere dalle nostre parti. Anche B. un giorno lontano dovrà lasciare questa valle di lacrime, ma resta il suo seme ed è un seme avvelenato. Possibile che nessuno se ne accarga?

  • ilBuonPeppe

    L’Italia che i miei concittadini di “Centro-Destra” vorrebbero […] è una Italia menefreghista, collusa, opportunista, miope, egoista e gretta, concentrata unicamente sui confini del giardinetto di casa e sulla consistenza del proprio portafoglio, senza la minima considerazione di un bene più vasto e condiviso, dei grandi problemi che affliggono la nazione e nessuna aspirazione verso qualcosa di più grande.

    Sembri sorpreso…

  • Francesca

    Un’altra frase che sento spesso dai “difensori d’ufficio” (come se ne avesse bisogno!) di B. è “voi parlate così perchè siete invidiosi”.
    Mi fa andare giù di testa!
    Questa è l’ultima frase spiazzante davanti a cui, almeno io, rimango con l’occhio vitreo e la lingua secca.
    Sinceramente?Un pò mi sono stancata di cercare di capire le altrui ragioni in questo caso, io super tollerante, certi discorsi rimasticati non li affronto più perchè ho capito che purtroppo non portano da nessuna parte.
    E non perchè gli elettori di B. siano ignoranti o egosti ma perchè, come i comunisti dell’epoca che proprio loro odiano tanto, non sono critici e pensano di avere la verità in tasca.
    Credono che B. sia uno di loro e che pertanto faccia anche i loro interessi, una volta sistemati i suoi.
    Qualsiasi cosa tu possa dire, la risposta:
    – di meglio non c’è.
    – sei invidiosa.
    – che fa di male?ne approfitterebbero tutti nella sua posizione.
    – con le sue amicizie altolocate, è così ben visto all’estero!

    Cosa si può rispondere?Tutti i suoi elettori pensano di avere il diritto e il dovere di difenderlo. Per me possono continuare a farlo.

      • Francesca

        Bella domanda.
        Io se fossi stato in lui (visto che sono invidiosa) mi sarei già comprata un isolotto da quache parte in qualche oceano e sarei già sparita da un pezzo.
        Ma c’è chi non si accontenta, per denaro, per orgoglio, perchè il potere arriva a farti pensare veramente di essere un unto del Signore e che il tuo destino è rimanere al capo del Governo.
        In quale altro Paese ci sarebbe stato un Berlusconi?

  • Oris

    La sanità deve essere pubblica, come l’istruzione, per farle diventare di qualità basta premiare chi lavora bene e eliminare chi lavora male, come succede a quelli che vivono nel mondo reale.

  • Marco Bastianello

    Molti procedimenti d’indagine da parte di un convinto sostenitore di una certa politica su elettorato avverso non colgono il punto non perchè chi lo fa non abbia sotto gli occhi l’oggetto della sua ricerca, ma perchè soffre di una prospettiva non neutrale fin dall’inizio. Se l’obiettivo poi è vedere quali sono i meccanismi mentali del berlusconiano tipo, ci è richiesta un’apertura mentale non comune. Mi piacerebbe qualcosa di serio: analisi statistiche, un ampio campione, un compilatore autenticamente apolitico (ecco perchè lo potrebbero fare davvero in pochi)

    • Cambiamo Pianeta

      Certo…ovvio.
      Attendo smentite, critiche, idee e altro.
      Domanda: ma tu non sei curioso di capire in che barca sei? Non vorresti un confronto con altri membri della tua fazione per constatare se sei allineato con pdl-pensiero e degno sostenitore di Silvio?…o hai paura di scoprire di essere circondato da una massa di lestofanti e provare profondo disagio nel trovarti in pessima compagnia?
      Perchè non buttare giù a più mani una cosa fatta bene…sicuramente MC e Comandante Nebbia sarebbero della partita.
      Io fremo dalla voglia di essere contraddetto e dover tornare mestamente sui miei passi…sono pronto anche a chiedere scusa per le mie esternazioni, a tratti offensive, all’eventuale maggioranza “silenziosa” di onesti, integerrimi, disinteressati, altruisti e genuini elettori del Berlusconi.

      • Marco Bastianello

        Mi sa che mi hai frainteso. Non volevo correre in difesa del cavaliere. Il punto è che neanche io non ho mai capito perchè loro votano Berlusconi e mi piacerebbe una analisi scientifica da parte di un pensatore equidistante. E’ davvero troppo ovvio sentire un elettore di sinistra elencare i difetti degli elettori di destra. Il berlusconiano e la sua ideologia per me sono un mistero. PS Sulla stessa barca di Berlusconi io? No, ora tutta l’Italia

        • Cambiamo Pianeta

          Se ho frainteso, chiedo venia!!
          Sappi comunque che ormai mi trovo ad essere solo casualmente elettore di sinistra…tempo fa ero molto più convinto e determinato…riuscivo, sebbene non comunista, a trovare diversi elementi di identificazione nel vecchio PCI…poi tutto ha iniziato a turbinare vorticosamente…ed eccoci qui con Tex Ualler e la combricola dei mah, beh, forse, ni e so…e votare rifondarolo non è che poi mi appagasse granchè.
          Il mio voto di questi ultimi tempi è stato più che altro di ostruzione…mi immaginavo che votando a la parte politica a me più vicina avrei creato, assieme a tutti gli altri, una diga abbastanza robusta da impedire al nano e ai suoi scagnozzi e taglieggiatori di assurgere a padroni indiscussi del paese, ma ho preso, assieme a tutti gli altri, una raffica di abbagli e relative delusioni da spezzare il fiato ad un ghepardo!!
          Comunque, le mie idee le spolvero e le olio tutti i giorni…le mie convinzioni le porto a passeggio più spesso ceh posso per tenerle allenate…vedremo!!

  • carlo

    Comunque a parte le colpe di molti, secondo me le prime colpe sono da addosarsi a noi che si ci indignamo per le malecose, ma non facciamo niente per contrastarle.Come dice mia mamma tutto fumo e niente arrosto…..

      • carlo

        si ma sono anni che parliamo,che tentiamo di parlare senza attuare qualcosa di concreto….

        • Comandante Nebbia

          Credo che con il crollo della rappresentanza parlamentare di sinistra, sia maturo il tempo per la creazione di una nuova forza di opposizione al sistema partitocratico italiano.

          Secondo me ci siamo molto vicini.

          • Marco Bastianello

            Per me invece siamo lontani. Finchè per opporti ai partiti ti serve un partito, bhè, il “sistema partitocratico” è ben vivo (è come quel filosofo che contestava che chi è contro la filosofia deve argomentare quel che dice e … far filosofia!
            Se ti riferisci a Grillo, bhè, per me è troppo esagerato. Tante belle idee, ma non fa del tutto politica, per sua ammissione.

          • Comandante Nebbia

            No, non mi riferisco a Grillo. Nel suo caso non si capisce mai bene dove finisce lo spettacolo e inizia la politica. Penso sia questo il suo limite peggiore.

            Per il resto hai ragione. Credo che in Italia andrebbe riscoperta la forma di aggregazione movimentista che è stata fondamentale per l’approvazione di alcune leggi laiciste e che, non necessariamente, si trasforma in partito.

            L’obiettivo dovrebbe essere la lotta alla partitocrazia, non la conquista del potere.

  • Iraiscoming223

    Non hai citato una cosa che, purtroppo, non è da trascurare. Sempre più nel mondo che mi circonda (universitario) sento gente dire cose tipo “eh sai io non so chi votare ma voto il berlusca perchè ha detto che compra il tale calciatore per il milan, almeno lo ringrazio!”… E tu ti limiti a “corrotti malfattori ignoranti”? (credo ti riferissi non solo alla classe politica ma anche ad alcuni elettori¹).

    Pur non condividendo del tutto le tue idee politiche (nel caso fossi interessato – ma ne dubito fortemente) sono coscente che stiamo andando incontro ad uno sfascio di dimensioni storiche. E guardo quasi con “invidia” (notare le virgolette) al Giappone, quel Giappone dove se fosse successa una cosa del genere, sarebbe stato lo stesso premier a sentire un forte desiderio di suicidio, prima ancora che arrivasse agli elettori. (qui manco ci arriva a quanto pare o.O)… Incrocio sempre più le dita, dal momento che sono costretto in Italia, nella speranza che – prima o poi – qualcosa succederà!

    Scusa il lungo commento, ti faccio comunque i complimenti per l’articolo (me lo son letto tutto d’un fiato) e credo che potrei linkarlo dal mio modestISSIMO blog, sempre che non ti dispiaccia! 😉

    Ah, comunque non sono nemmeno un berlusconiano convinto, se mai ti fosse balenata per la testa quest’idea leggendo “non condivido le tue posizioni politiche”. 😉

    ciao,
    Marco

    1. Con “alcuni elettori” intendo coloro che votano giusto per mantenerne il diritto o perchè deviati dalle idee di amici/conoscenti/predicatori e soprattutto senza un minimo di autocritica o – per lo meno – curiosità! Non voglio fare un “flame” su questo, per piacere non fraintendete! 😉

    • Marco Bastianello

      Ma perchè proprio il Giappone? PS per 1) non c’è bisogno di andare a votare per mantenere i diritti politici. Propongo una legge: a chi non vota per tre elezioni successive vengano tolti i diritti politici per la quarta (lo so che è un filo anticostituzionale, ma anche no)

      • Iraiscoming223

        Scusa, hai ragione, mi sono espresso male e in maniera incompleta… Essendo io non (ancora) laureato, penso a coloro che vogliono intraprendere la carriera di avvocati/giudici, carriera che potrebbe essere “sporcata” dal fatto di non aver votato… O almeno così sapevo io… 🙂

    • Cambiamo Pianeta

      Certo che mi interessa il tuo parere e la tua posizione…apprezzo quello che fdici e lo condivido in buona parte…se poi dovessi decidere di linkare il mio pezzo, ne sarei onorato.

  • Marco Bastianello

    Rilancio: un’indagine statistica organizzata per capire il pensiero dei berlusconiani. Domande a risposta a croce da distribuirsi ad un campione statistico ampio

  • ugasoft

    per me si può votare B. solo se sussiste una delle seguenti condizioni:
    1) si è stupidi e creduloni: teledipendente, grandefratellizzato, mariadefilippino, fedarolo (o fedain)
    2) si è maligni: medioimprenditore, piccoloevasore, speculatore ediliziofinanziario, piccolodelinquente o aspirante delinquente.
    3) si è disperati a vuoto: raccomandabili, mortidifame breveperiodati, incercadilavoropubblico, lotteriomani, tossicoindipendentisti

    la cosa che mi fa male è che queste categorie sommate superano il 50% degli italiani, dei miei “connazionali”.

    Emigrare, alla svelta.

I commenti sono chiusi.