In Francia non si Pensa….
19 agosto, 2008 - 8:00 di lucaspazio
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En France on ne pense pas…è così che l’altro giorno sono stato redarguito da un …
Per la verità la frase continuava, ma così rende meglio e magari permette al mio primo articolo da esule di passare le forche caudine della pubblicazione.

Lasciamo il paesiello tormentato e spostiamoci istantaneamente a circa una settimanella fa lungo le assolate coste del dipartimento delle ad un’ottantina di chilometri dalla frontiera dove si svolge la storia di cui volevo trattare.
Ogni giorno dato che mi separano soltanto 3 km (in linea d’aria solo 1, ma ci sono un aeroporto ed un golf di mezzo), trovo che sia idiota usare la macchina e poi magari andare in palestra per smaltire i chili di troppo, e poi l’arietta di mare fa bene. Infine in questa stagione sarebbe decisamente un suicidio, normalmente conto tra le 50 e le 70 macchine superate solo quando torno a casa la sera.
Lungo la strada ad un certo punto si para un semaforo. Guardiano di un incrocio a T. L’altra sera, al ritorno dal lavoro, come sempre mi trovo a percorrere il braccio trasversale da sx a dx con la necessità di svoltare a dx sul braccio longitudinale. Tra le anta macchine che mi accingo a superare ferme in coda noto da lontano pure una macchina della Gendarmerie. Non mi faccio problemi a passare col rosso, dato che la svolta a destra non genera problemi, ne per me, ne per gli altri utenti della strada, ne per i pedoni che hanno pure loro il rosso (benedetti i semafori olandesi a sensori di passaggio che danno il verde quando nessuno è sugli altri bracci dell’incrocio).

Data la presenza della macchina della gendarmerie faccio comunque finta di rallentare, di guardare, trovo che sia molto più una presa in giro smontare di sella fare due passi sul marciapiede tanto per lasciarsi dietro il semaforo e rimontare. Non sento sirene spiegate quindi continuo facendomi gli affari miei.
All’improvviso la macchina in silenzio mi raggiunge, mi affianca e mi obbliga a fermarmi.
Scende un Gendarme, impettito, già con la mano sul libretto delle contravvenzioni. Mi squadra dall’alto al basso e con disprezzo mi si avventa addosso verbalmente, non si passa col rosso. Io, col mio francese claudicante ed il mio accento italiano (sia benedetta la mia professoressa di Francese e la sua incompetenza) ammetto la marachella, il gendarme alché capisce che non ne può portare beneficio finanziario alle casse dell’ e toglie la mano dal blocchetto delle multe.
Scena finale: coda di macchine (il gendarme non aveva lasciato spazio alle altre macchine per proseguire), suono di clacson.
Io aggiungo, tentando una timida difesa “ma io pensavo che…”…il gendarme non mi lascia concludere:
“En France on ne pense pas…en France on s’arret avec le rouge” (*)
Rimonta e riparte.
La morale? Non la so, so solo che la prossima volta passerò sul marciapiede facendo due passi e rimontando in sella appena curvato, ma più importante anche se non si fa, continuerò a pensare!
In Francia non si Pensa…. è di

Bel racconto.
Dimostra due cose:
Che una divisa può rendere coglioni chiunque
Che gli italiani sono convinti che la loro concezione adattativa delle regole sia esportabile.
Non mi dire che non hai mai attraversato una strada fuori dalle strisce o col rosso non lontano dai vigili! Non che vada fatto! Ma avendo amici in giro per il mondo (anche dove si usa la bici normalmente) non ho mai sentito di multe fatte ai pedoni o ai ciclisti.
La cosa che volevo dire è che di solito i poliziotti, vigili ecc non guardano nemmeno pedoni e ciclisti lasciandoli piu o meno libiri sulla strada ma si concentrano su tutto quello che un motore.
Forse hai ragione, ma non è ovunque così.
In Italia sicuramente è come dici tu, ma forse da voi in Francia i Gendarmi sono più attenti. Non saprei.
Secondo me voleva solo rompere un po’ ‘sti turisti… o ‘sti poveracci italiani che vengono in Francia per rubare il lavoro ai veri francesi!
Hmmm sto discorso me ne ricorda altri…hmmmm….
Comunque non volevo giustificare il mio comportamento in bici, da multa a norma di legge, anzi, diró di piú, a norma di legge 2 multe mi spettavano in quanto sono salito sul marciapiede per “accostare” come voleva il gendarme…giá ero a filo del marciapiede, che cosa vuol dire “accostare”?
Ma la cosa che mi sembrava un po da “Bue che dice cornuto all’asino” era il fatto che il gendarme s’é messo in mezzo alla via non lasciando spazio agli altri per passare (se mi avesse fermato 10m piú avanti c’era spazio di parcheggio e non poteva neanche dire di non conoscere la via, dato che 100m piú avanti sulla stessa strada c’e la Gendarmerie, dove si sono fermati in seguito). Bloccando di fatto non solo la via, ma pure un incrocio. Con le macchine che suonavano. E nella mia mente passavano immagini di gente a pugni chiusi fuori dal finestrino urlanti improperi….
Non è stato sempre così, negli anni ’70, ’80 e parte dei ’90 c’era molta attenzione al comportamento di ciclisti e pedoni, ora mi sembra che questa attenzione sia diminuita anche se non si è azzerata; probabilmente questo indirizzo non è o non è stato uguale in tutta Italia.
Prove alla mano, in Francia (almeno nella luminosa e grandiosa capitale) i francesi passano con il rosso, altroché se passano. Sia da automobilisti, che da scooteristi, ciclisti e pure pedoni. L’unico paese al mondo dove ho visto un rispetto delle regole del codice della strada che sfida l’ottusità è la Germania. In effetti, io stessa mi sento piuttosto scema quando, in piena notte, mi fermo al semaforo rosso di un incrocio dove non passa nessuno in nessun senso, meno che mai pedoni, e aspetto che scatti il verde mentre quelli che mi arrivano dietro, mi sorpassano, mi apostrofano in malo modo, mi fanno i fari e si dileguano nella notte a velocità della luce.
Un mio conoscente napoletano, dall’alto della sua filosofia di vita, mi disse che in quei caso rispettare il semaforo è criminale. Meglio “sveltire” il traffico.
Laura
infatti, ricordavo di aver letto qualcosa sul tuo blog, ma non ho ritrovato il link.
L’altro giorno da queste parti é stato beccato un “chef d’entreprise” (Industrialotto?) su una moto bmw 1200 che sfrecciava di notte (non ho capito bene se in autostrada, ma piú probabilmente su strada statale) a 256km/hr. Dato che non son riusciti a prenderlo lo hanno aspetato sotto casa.
Questo giusto per sottolineare il rispetto delle regole da parte Francese checché ne dica il gendarme…
C’era il papà della ragazza che faceva parte del programma di scambio a scuola che con la sua Golf non metteva mai la 4a marcia.
Per fare 5 km di strada dovevamo partire mezz’ora prima.
Era quasi imbarazzante ma di sicuro così hanno meno incidenti.
sempre che non siano ubriachi.
A Bruxelles recentemente ho preso un taxi.
Il guidatore andava pianissimo, peccato che a un semaforo si è addormentato. Era ubriaco.
Ero in missione, quindi non ho potuto fare casino, ma c’era da farlo arrestare.
In realtà può anche essere pericoloso stare fermi ad un semaforo isolato di notte, per fortuna da noi li staccano lasciando solo il giallo lampeggiante
Anche a Roma li spengono, ma ci sono incroci particolarmente pericolosi dove rimangono accesi 24h su 24.
Laura Costantini post:
Mi spieghi perchè il gendarme sarebbe un coglione? E’ da coglioni richiamare al rispetto delle regole?
Non si fanno le multe a ciclisti e pedoni? E perchè? A tanti farebbe veramente bene.
Il gendarme ha fatto bene a farmi la ramanzina, ma non vedo perché non sia cosí solerte da andare a fare le multe a tutte le macchine sul lungomare che occupano abusivamente in parcheggio una corsia su due o perché mi abbia fatto “accostare” quando giá stavo a 10cm dal marciapiede, o perché si sia fermato in mezzo alla strada per farmi solo una ramanzina bloccando il traffico…
Non ho giudicato il merito, Pe, ma il metodo.
Se leggi qualche commento più giù ho spiegato meglio
Per la verità non trovo nulla di strano nel comportamento del gendarme. Il codice della strada, anche italiano, è valido per tutti i mezzi circolanti sulle strade, biciclette comprese. Il semaforo rosso obbliga a fermarsi, senza ma e senza se.
Piuttosto l’agente ha mostrato indulgenza evitando una contravvenzione, mostrando quindi un certo buon senso.
La frase è corretta: di fronte alle regole si obbedisce, non si pensa a come aggirarle. Questa semmai è una deviazione tutta italiana, che piaccia o no.
verissimo, però se uno vuole essere veramente professionale o fa la multa o lascia andare con una raccomandazione sulla prudenza senza fare battute evidentemente xenofobe.
In Francia non si pensa, ma si obbedisce vuole anche dire, in Italia ognuno fa i cazzi suoi che il gendarme ha anche il diritto di pensare, ma non di dire quando porta una divisa.
IMHO
A me non e’ parsa una battuta xenofoba. Io credo che il gendarme l’avrebbe detta a chiunque, francese, italico, spagnolo o quant’altro.
Il fatto che in Italia, piu’ che in altri Paesi, la gente si faccia i cazzi propri non e’ un segreto di stato. E’ risaputo. E non da ora. Persino nei Paesi dell’Est esistono barzellette sugli italiani e sull’ atteggiamento che hanno nei confronti delle “regole” (e qui oserei dire che in cio’ contribuisce soprattutto chi calpesta la regola piu’ importante: la costituzione)
Il gendarme era li’ per far rispettare le regole. Ha visto un tizio che non le rispettava e gli ha fatto la ramanzina.
Credo che la faresti anche tu a chi non rispettasse le regole del tuo blog.
può darsi, anche se io in genere non spreco parole e passo direttamente all’azione.
Comunque, sempre che la cosa sia stata riferita bene, per non essere xenofoba la ramanzina doveva essere:
“Lei non deve pensare, si deve limitare a rispettare le regole”
Se ci metti la Francia in mezzo, è ovvio che vuoi far capire che voi etrangers fate un po’ quello che volete in quel casino dove vivete, ma qui rispettate le regole.
Sempre e comunque secondo me.
Nessuna xenofobia, questa è una forzatura. I fatti sottolineati sono due:
1. “tu hai ‘pensato’ di applicare a te stesso una deroga arbitraria ad una legge, cosa che non puoi fare”;
2. “tu sei straniero, di un Paese dove notoriamente ci si comporta in questo modo, a tutti i livelli”.
Fin qui non c’è alcun pregiudizio: sappiamo bene che è la realtà.
La reazione è stata quella di chiarire che in Francia si rispettano le leggi. Può apparire antipatico, ma fa parte del suo mestiere. Del resto ad ascoltare quello che si sente (e si scrive) dei francesi senza alcun motivo qui da noi c’è soltanto da vergognarsi.
Cosa sarebbe successo a parti invertite? Siamo certi di poter discutere della pagliuzza nell’occhio del gendarme?
mah
a questo punto aspettiamo che si colleghi l’autore.
solo lui potrà dirci che impressione ha avuto.
Ok, è innegabile.
Ma magari si da’ il caso che il protagonista potrebbe essere il cittadino con più senso civico al mondo. C’entra poco essere italiano o cileno a mio avviso.
Il fatto di volerlo puntualizzare suona un pò da presa in giro, secondo me.
Il tono della frase lo può solo specificare Luca.
“magari si da’ il caso che il protagonista potrebbe essere il cittadino con più senso civico al mondo”
Teoricamente è vero. Nella fattispecie però il protagonista è appena passato col rosso.
Beh senso civico cerco di averne quant piú possibile, anzi direi pure troppo certe volte…
Certo che quel semaforo “inutile” per quanto ho riportato nel post mi da fastidio non tanto per il tempo che si perde, andando in bici non é che sei ‘mpress ‘mpress…quanto per la fatica di ripartire a pompare sui pedali soprattutto in una afosa giornata estiva…
Per il senso della frase, a me sembrava un tantinello forzata. A parte la sansazione di “bue che da del cornuto alla asino” di cui ho scritto in risposta a qualcuno qui sopra, mi sembrava molto tendente a sottolineare il fatto che io da straniero non posso permettermi le libertá che nel mio “povero ed arretrato” paese mi permetto…
Il punto è proprio questo.
A te un semaforo può sembrare inutile, e persino potresti aver ragione a ritenerlo tale, ma passare è ugualmente una infrazione.
E’ proprio questo ciò che intendo dire, ovvero che le regole non sono state create perché fossero piacevoli, ma perché fossero rispettate. Ed è questo il principio fondamentale che in Italia sembra non essere compreso. Criticare una regola è corretto, addirittura auspicabile, ma solo dopo che la si rispetta.
La frase è certamente un po’ forzata, ma il comportamento ‘all’italiana’ (non si può negare che lo sia) è comunque un’infrazione che merita – almeno – una tirata d’orecchi, se non una contravvenzione.
Aleks post:
Concordo che il mio comportamento era da sanzionare…giá detto da qualche altra parte, ma il senso del post non era di mettere alla berlina il gendarme perché voleva fare il suo lavoro, ma quanto su:
- Anche in Francia il rispetto delle regole é a caso difatti a me mi si ferma mi si fa la ramanzina, ma bloccando il traffico con gente che si mette a strombazzare (se non mi ricordo male gli avvisatori acustici non dovrebbero essere utilizzati in cittá), senza prima aver dato nessuna multa alle macchine messe male sulla strada che aveva percorso in precedenza (e vi assicuro il tono di quel “en france on ne pense pas” un tantinello “militaresco” con sottofondo di clacson stromabazzanti era da “oggi le comiche”)
- Anche in Francia lo straniero é considerato povero idiota
- Gli Italiani hanno una cattiva nomea che li precede anche se devo dire il vero sicuramente ha capito il mio non-essere francese, ma non mi ha detto ” voi italiani….”
Potrebbe essere una svista, fra l’altro anche di poco conto considerando il fatto che era in bici. Non mi sembra un’infrazione così grave.
Un pò difficile ammazzare qualcuno in bicicletta!
Poteva fargli la contravvenzione senza puntualizzare “Ah ma in Francia….”
Boh, sarà che odio questo tipo di campanilismo, da qualsiasi parte provenga.
In fin dei conti che ne sai tu di come sono io?mi conosci, forse?o pensi di conoscermi solo perchè dal mio accento hai capito che sono italiano?
“Non mi sembra un’infrazione così grave.”
E’ un’infrazione. Per di più commessa di fronte a dei gendarmi. L’ammonimento – per quanto solo verbale – è il minimo che ci si potesse aspettare.
La valutazione di ‘quanto’ sia grave non ha alcuna importanza: è il modo distorto che in Italia si ha di fronte ad una legge. Se passare col rosso è proibito, non si può fare, punto. La mania delle deroghe, ufficiali o meno, è il motivo per cui – giustamente – un francese, ma anche un tedesco, un inglese, ecc. ci additano spesso come i ‘tipici italiani’.
Per quanto sia odioso questo genere di ‘campanilismo’, non possiamo fingere d’essere offesi soltanto quando ne siamo ‘vittime’. Da questo punto di vista siamo forse gli ultimi a poterci lamentare. Viceversa siamo i primi ad indicare ipocritamente la Romania come patria dei criminali, e gli stranieri come ‘emergenza sicurezza’, mentre eleggiamo un governo di pregiudicati per mafia e corruzione.
Ripeto, la pagliuzza nell’occhio di un gendarme francese è l’ultima cosa che dovremmo notare.
Aleks post:
Ho vissuto in Olanda ed ora in Francia, tutti ligi alle regole a parole, ma poi nella pratica…
Soprattutto tutti ligi nel far vedere all’Italiano di turno la loro integerrrimitá, anche a rischio di fare brutte figure… come il gendarme di cui sopra
Difatti il mio post non riguardava il “perché”, ma il “come”…
Quanto sia diffuso il rispetto delle regole non ha importanza. Un’infrazione resta un’infrazione.
E da questo punto di vista l’immagine dell’italiano è quella di uno abituato a trasgredire. E questa immagine non è falsa.
Aleks post:
Ok però era molto più pericoloso bloccare il traffico per ‘sta stupidata.
E comunque il gerdarme non sapeva chi aveva davanti.
Ripeto: fai la multa ed evita “battute forzate” come questa che odierei anche se uscita dalla bocca da un italiano.
Sul discorso del “campanilismo”, toglimi dal “noi” e “voi” perchè, a questo livello di generalizzazione, ammetto di non ragionare come la maggior parte degli italiani. Per fortuna.
In sintesi: non è quello che dici, ma come lo dici.
Non mi pare opportuno fare ‘classifiche’ di cosa sia più o meno pericoloso, anche perché non ci sono elementi per stabilirlo. L’unica certezza è l’infrazione commessa, e sarebbe stato assurdo pretendere l’indifferenza dei gendarmi che erano presenti.
La battuta, felice o infelice che fosse, è un dettaglio, per quanto poco gradevole.
“a questo livello di generalizzazione, ammetto di non ragionare come la maggior parte degli italiani”
Nemmeno io, ma non per questo posso sentirmi in qualche modo fuori da queste generalizzazioni. Se l’Italia e gli italiani hanno questa considerazione all’estero, dobbiamo prima di tutto ammettere che le ragioni sono più che fondate. Poi è nostro dovere lavorare per correggere ciò che va corretto.
Aleks post:
Domanda non polemica: cosa si dice e si scrive dei Francesi qui da noi?
Bah, c’è tutto un fiorire di appellativi coloriti e manifestazioni di disprezzo che sento spesso o che leggo nei vari blog. A me pare una traslazione accentuata nella vita reale di recenti rivalità sportive, ma che mi fanno desiderare d’essere altrove.
Forse nemmeno in questo caso si può parlare di xenofobia (che in Italia è pur presente, ma con tutt’altri obbiettivi primari), però si tratta comunque di un’aberrazione priva di senso.
Secndo me é una rivalitá piuttosto commerciale che sportiva, competiamo negli stessi comparti merceologici da sempre…
Un po’ tutto, ma l’origine della rivalità non ha importanza. E lastessa rivalità non sarebbe un problema, anzi, tutt’altro. Io credo che sia tanto più accesa quanto più ci scopriamo simili. E’ la degenerazione cui si arriva spesso ad allarmare.
Questo discorso, però mi pare che porti lontano dalla questione principale.
Aleks post:
Ma dai ,i francesi non sono mai xenofobi ,sono sciovinisti :
razzisti politicamente corretti .
giusto
bella definizione
Ogni popolo ha i suoi “razzisti”. I francesi pure. Magari quel gendarme era pure razzista, e fascista e forse anche un mezzo delinquente, ma posso assicurare che l’italico carattere e’ ormai ben noto e sta ormai sostituendo il cassico: “ammore, pizza a mandolino”.
In questo, dicevo, non e’ estranea una certa immagine che gli italici si sono guadagnati da circa 20 anni a questa parte, ed in questo hanno contribuito (non poco) alcuni capi di governo che, andando in giro per il mondo a fare le “corna” nelle foto di gruppo, oppure a dare del “kapo’” a qualche membro del parlamento di Strasburgo, hanno mostrato una faccia alla quale certi europei (soprattutto nordici) non sono abituati.
Il fatto che in Italia si calpestino a tutti i livelli le regole fondamentali della civile convivenza, dalla Costituzione a quella che impone di rispettare una fila, e’ stato scritto piu’ volte da giornali autorevoli (soprattutto anglosassoni).
Si’ certo, lo so che nell’italico animo, anche chi e’ propenso a criticare certi comportamenti, non accetta che altrove si abbia da ridire, in una sorta di “i miei panni sporchi me li lavo in casa mia. Gli altri non sono accreditati a criticarmi.”, ma ahime’ devo confessare che tale “campanilismo” e’ alquanto fuori luogo.
Sarebbe bene una volta per tutte che gli italici si “specchiassero e iniziasseto a vedere i tanti difetti che hanno… ed allo stesso modo anche quei pregi dei quali (sembra) abbiano perso consapevolezza.
Ovviamente non intendevo dire che in Italia è meglio.
Basta accompagnare un extracomunitario a rinnovare il permesso di soggiorno in questura per farsi venire voglia di denunciare tutto e tutti.
Ho detto più volte che le forze dell’ordine italiane sono, quasi sempre male addestrate e spesso non professionali.
Una volta ho visto un brigadiere dei carabinieri svolgere un’operazione con tale professionalità che alla fine ho sentito la necessità di complimentarmi.
Evidentemente non ci sono abituato.
Sul “razzismo” potrei aprire un capitolo a parte.
In cio’ che e’ stata la mia “occupazione”, ad esempio, credi che se in Italia avessi detto di essere zigana, invece che olandese o altoatesina (come molti credevano fossi a causa del mio accento gutturale), avrei avuto maggiore successo?
Eppure ti posso assicurare che in altri Paesi il fatto che fossi zigana era del tutto indifferente… anzi…
Vabbè
volendo si può essere razzisti anche con gli olandesi.
Ti facevo bruna però.
Lo sono
Solo che “ai tempi” era meglio fossi “meno bruna”
Chiara di Notte – Klára post:
ah bè. Voi donne potete.
anche voi uomini…anche se siete un pò ridicoli col pelo tinto!
Ps.grazie! tu sai…
Volendo si’, ma di fatto gli italici (ma anche i francesi) lo sono di piu’ contro chi e’ “meno biondo”.
E’ un retaggio della famosa “Lebensborn” oppure e’ un atteggiamento ormai radicato?
Ti assicuro che una “zingara”, nonostante sia laureata e conosca 5 lingue trova molta meno attenzione di una platinata velina olandese.
Anche nel piu’ antico mestiere del mondo si assiste a comportamenti razzisti dei clienti che molte ragazze rumene o moldave preferiscono dire che sono russe.
E le russe dicono di essere svedesi.
No,
secondo me è solo ricerca del diverso.
quando sono stato in Russia, Svezia o Islanda le ragazze mi guardavano perché ho la pelle scura e sono scuro di capelli.
Le ragazze che lavorano negli altri uffici sono sempre “più bone” di quelle che hai nel tuo stesso ufficio.
E’ che la natura, nonostante le cazzate che si sentono in giro, incoraggia l’incrocio delle etnie perché la figliolanza ne risulta rinforzata.
Quindi fa in modo che si sia sessualmente attratti dai diversi e meno attratti da quelli che ti sono vicini (tranne casi da psichiatra).
Sul comportamento nel sesso a pagamento non mi pronuncio.
E’ un campo che non conosco e poco comprendo, ma non giudico. (sempre che sia tra maggiorenni perfettamente consapevoli e non sfrutti una condizione di schiavitù. Se no, per me, i clienti li metterei in galera)
Se lo fosse le russe non dovrebbero (o almeno ai tempi non dovevano) fingersi svedesi. Invece il “cambiare” nazionalita’ rappresentava per loro un “non sentirsi giudicate” in base al bisogno che spinge una “morta di fame” (perche’ ai tempi le ragazze dell’est erano considerate morte di fame) a prostituirsi.
Invece, fingendosi svedesi, o olandesi o altoatesine, i clienti stavano al “loro posto” e non fiatavano sul compenso. Perche’, si sa, una morta di fame deve accettare il “favore” che qualcuno la paghi.
Alla base c’era quindi un “pregiudizio” che derivava dall’appartenenza a talune etnie erano considerate piu’ “morte di fame” di altre.
Per una zingara sarebbe stato impossibile proporsi come “modella”, tantomeno come prostituta, perche’ i clienti italici avrebbero tenuto costantemente d’occhio il loro portafogli, arrivando finanche a pensare alla sporcizia, alle malattie, e a tutta una bella serie di controindicazioni che ancor oggi fanno parte dello stereotipo che contraddistingue gli zingari.
Invece (pareva) che le olandesi (o le svedesi) non fossero ne’ sporche, ne’ malate… ne’ ladre.
Almeno accadeva cosi’… ai tempi.
Oggi di sicuro e’ tutto cambiato. Io non sono piu’ coinvolta quindi non lo so. Di sicuro il progressivo “degrado” in cui e’ caduto l’italico popolo negli ultimi venti anni non gli lascia piu’ il diritto di “giudicare” coloro che arrivano dall’Est come dei morti di fame tout court. Anzi oggi essere russe, o ceke , o ungheresi e’ quasi un motivo in piu’ per essere “richieste” sia come modelle, sia come “altro”.
Unica eccezione la fanno pero’ (ahime”) ancoro coloro che provengono dai paesi veramente poveri, come la Macedonia, la Romania, la Moldavia. Nei loro confronti esiste sempre quel sottile razzismo legato ai “morti di fame”, arretrati, sporchi, malati… e soprattutto LADRI.
Gli italici non possono dare “lezioni” di anti razzismo a nessuno, te lo posso assicurare perche’ certe problematiche c’e’ chi le ha vissute sulla propria pelle. E non parlo di gente che frequentava la “Corte dei Miracoli”, ma di belle ragazze istruite ed educate che, per il solo fatto di provenire da certi Paesi erano trattate (e forse lo sono ancora) da “inferiori”.
Sono un’accanita sostenitrice di quanto affermi. Piu’ di una volta ho scritto articoli contro una certa “marmaglia” di clienti che, mossa solo in base alla pulsione di quel misero neurone che ha in mezzo alle gambe, era orientata verso un certo “genere” di ragazze. Molto spesso troppo giovani per essere pienamente consenzienti, se non addirittura controllate e schiavizzate dai trafficanti di esseri umani.
La prostituzione deve essere eticamente accettata solo in presenza di fondamentali requisiti, che’ altrimenti, chi ne usufruisce, e’ un criminale.
ok alla luce di quello che dici sono d’accordo con te
soprattutto con l’ultima parte del commento
Ciao Comandante
sarebbe bellissimo se tutti ascoltassimo la natura che c’è dentro di noi anzichè le cavolate che si sentono in giro!
Io ti avrei riempito di domande, è una cultura che mi affascina un casino.
Eppure anch’io sono italiana (forse).
So’ che l’atteggiamento verso lo straniero in generale è negativissimo, lo dico per esperienza, però io ho assistito a certe scene con degli anziani ed anche alcuni ragazzi che mi hanno fatto tenerezza e mi sono dovuta ricredere anche se per poco.
Non so, a volte anch’io parto un pò prevenuta.
E’ bello ricredersi qualche volta.
Per quanto mi riguarda criticare , ripeto , questo razzismo più o meno camuffato non vuol dire negare le proprie magagne ne cercare alibi. Potrei citare la vicenda della ragazza peruviana scambiata per una prostituta che sentitati offesa sporge denuncia ma trova lo stesso poliziotto che l’arresta per tutta la notte con al scusa dei documenti. O le dichiarazioni del prefetto di Roma Carlo Mosca che vedrebbe bene i ragazzini rom a fare i sciucià davanti ai supermercati. Becerume fasistoide latente che In “qualche” altro paese non sarebbe passate in sordina e magari avrebbero provocato un mezzo scandalo.
Ma quello che mi da fastidio è questa idealizzazione “dell’estero “.Definire come scriveva Michele Serra su Repubblica di giovedì scorso, tutti i giornali anglossassoni autorevoli qualsiasi cosa scrivano sull’Italia ( spesso considerazioni superficiali e cazzate ) e segno di provincialismo ,di un complesso di inferiorità.
Pss pss lo volete sapere un segreto? I corrispondenti stranieri le notizie sul nostro paese le ottengono dai loro colleghi italiani e da Tv e giornali .
E’ vero,
spesso idealizziamo l’”estero”, ma questo non deve essere motivo per adagiarci sui nostri problemi.
Almeno credo
Certo che no, le due vicende che ho citato sono gravissime .Ma per risolvere i nostri problemi non serve rifarsi a paesi completamente diversi dal nostro.
Va da se’, pero’ che dovremmo cercare sempre di “cogliere” il meglio in ogni “bosco”.
Per esempio certi Paesi nordici hanno una cultura per certe cose che, se in parte assorbita, potrebbe migliorare di molto la situazione italica. Ed in Italia esistono determinate cose che al nord mancano completamente.
Ci si arricchisce “scambiando” e non restando fermi su posizioni granitiche.
In questo articolo si parla di “semaforo rosso” e di regole da seguire ed in questo campo (ahime) gli italici non e’ che brillino per educazione civica.
Se l’articolo parlasse invece di alienazione e di alcolismo, allora sarebbe tutto un altro paio di maniche.
Chiara di Notte – Klára post:
Verissimo.
Grandissimo Gaetano! Posso farti una standing ovation?
ciao Laura ,
ma certo che puoi..
Ci sono paesi in cui le regole valgono per tutti…
A me in Spagna è capitato che in un fast food (là ce ne sno molti oltre il macdonald) ci fosse una “fila” scomposta di persone davanti al banco dei panini, e a me sembrava che stessero sceglendo il panino perchè erano più a mucchio che in fila, e poi c’erano ai lati due casse senza coda. Io dovevo solo prendere una maglietta in promozione, ho visto che non c’era fila e sono andata in cassa. Tempo due minuti e un signore mi aveva già urlato dietro perchè non avevo rispettato la fila, al che io che non capivo ho provato a spiegare che secondo me la fila era davanti alla cassa…E invece li civilmente sono tutti a mucchio ma ognuno rispetta il suo turno, e poi la coda centrale si divide per andare alle due casse…
A prescindere dal fatto che era un pò sclerotico e che io ho fatto tutto in buona fede, rimane lo stupore (piacevole) del rispetto delle regole e degli altri.
E comunque non so come spiegarlo, ma gli italiani ce l’hanno addosso la manipolazione politica, si riconoscono lontano un miglio in un paese straniero…
La spagna e gli spagnoli hanno certo alcuni problemi, non è un paese perfetto, ma lì lavorano per risolverli, si danno tutti da fare (e Valencia è un pò come la nostra Sicilia dal punto di vista geografico), ed è impressionante vedere che anche in autobus sono solo persone, le famiglie sono solo famiglie, non sono “facenti-funzione-di” in mano alla politica e alla dittatura. E per dittatura intendo la dittatura del conflitto d’interessi. Che crea una differenza abissale tra il nostro paese e la spagna.
Cavolo, quanto ti quoto.
Provenendo da un Paese che mi ha abituata a rispettare le file, dovrei avere l’idiosincrasia per un certo “ordine prestabilito”, invece la ritengo una delle (poche) cose buone che ho imparato.
ma sei tornata pinguina?
Si!
Sono tornata credo uno o due giorni prima di ricominciare a commentare qui!!! Ti piace come unità di misura?
Più che unità di misura sarebbe l’origine del sistema di riferimento.
Non farmi fare il professore
Ben tornata.
Ok, Ok! Grazie.
Secondo me ha voluto solo fare un pò lo “sborone” con quella frase che è un pò tipico di chi porta una divisa, che sia della Gendarmerie o dei Carabinieri.
Certo, ricalcando “In Francia” ha voluto sottointendere che…
Secondo me è chiaro come un lago senza fango.
Nel piccolo comune in cui abito una volta ho visto il capo dei vigili fare una multa ad un mio amico in bicicletta perchè non aveva rispettato il limite dei 20 km/h.
Il mio amico poi decise di far ricorso ma non so come finì perchè l’ho perso di vista.
Ne sono rimasta scioccata.
Il portare la divisa trasforma spesso l’agnello in lupo.
Esistono anche persone che portano la divisa onorandola, ma ahime’ nella maggioranza dei casi la divisa fa sentire parte del branco. E quando l’uomo fa “branco” quasi mai e’ una bella cosa.
Chiara di Notte – Klára post:
Buon pomeriggio a tout le monde
Concordo appieno con il CN.
Una notte, mentre rientravo a piedi da lavoro, saranno state l’una l’una e mezza di notte, mi ritrovo davanti ad un semaforo (che a quell’ora aveva il giallo lampeggiante) un turista vietnamita con una crisi di panico, vedendomi, gli si illuminano gli occhi ed in inglese mi chiede cosa diavolo dovesse fare, gli dico che deve attraversare la strada se non vede macchine, lui di rimando mi chiede se ne sono sicuro, se non c’è pericolo di una qualche contravvenzione da parte della polizia, gli faccio capire che le regole in Italia, si rispettano molto saltuariamente e solo quelle che non da troppo fastidio rispettare, a braccetto attraversiamo. Mi ringrazia e stizzito per il nostro scarso rispetto per le regole mi dice che da lui cio che è vietato è vietato. Lo saluto e me torno a casa.
Pare che abbiamo da imparare da molti e soprattutto da chi non ci aspetteremmo mai di avere qualcosa da imparare, poi, di ricevere un insegnamento extra notturno da un vietnamita ancora meno, non avevo mai conosciuto un vietnamita prima.
Buon pomeriggio
Vedi,
nulla accade per caso
Anche a Cuba per esempio anche se non c’è nessuno ti devi fermare alle strisce pedonali.
Se non ti fermi, multa, anche se non c’era nessuno.
Eppure è un paese del terzo mondo. Ma il livello di stress non può considerarsi uguale e nemmeno n° auto per abitante.
Però dai ragazzi, non siamo tutti uguali.
Tante persone hanno uno spiccato senso civico solo che davanti al furbo in questione ragionano “se lo fa’ lui, lo faccio anch’io”.
E questo fra l’altro si rispecchia in molti aspetti della vita.
L’Italia dei furbi è anche questa però io odio le generalizzazioni.
ps. Buon pomeriggio!
Qualcosa di simile mi è accaduto riaccompagnando a casa una ragazza francese in Italia tramite progetto Erasmus.
Sono passato sotto un semaforo con la luce gialla accesa. Lei era quasi scandalizzata perché diceva che da lei ci si ferma anche in quel caso.
Non ha gradito la mia battuta secondo cui in Italia col giallo di solito si accelera…
Aleks post:
Anche questa cosa…boh!
Il codice della strada dice che se si ha una velocità per cui non ci si possa fermare (a meno che non inchiodi rischiando di essere tamponato oppure finire oltre la linea dello stop) e si sta attraversando l’incrocio col giallo DEVI tirare dritto.
E’ chiaro che se accelleri a 100 metri dal semaforo, è un altro discorso.
Tutte ste generalizzazioni, a mio avviso, lasciano il tempo che trovano.
Io ultimamente quando vedo il semaforo giallo, mi fermo subito, ma solo perchè ho scoperto che in giro stanno istallando rilevatori x chi passa con il rosso 6 punti e 132 euros…. a buon intenditore e comunque anche le bici e i pedoni devono rispettare il CdS.
Esistono degli studi relativi ai sinistri stradali che avvengono sulle strade, in relazione a questi studi vengono date precdenze, istallati cartelli e impianti semaforici. Di conseguenza se in quel punto è stato messo quel semaforo un motivo ci sarà e anche se può sembrare assurdo chiunque transita deve fermarsianche per il rispetto degli altri che non sono meno furbi……
Volendo aggiungere qualche altro aspetto al discorso, la fermata dell’agente in una zona che ostruiva la viabilità può essere stata una scelta deliberata, per rendere massimamente evidente l’atto sanzionatorio dell’infrazione commessa.
E’ una tecnica tipica e benchè possa non piacere, è abbastanza efficace come deterrente per gli altri utenti della strada.
mai come 20 nerbate inflitte sul ciglio della strada mentre gli altri passano silenziosamente.
la punizione corporale ha i suoi sostenitori.
LOL
:):)