Speciale Finanziaria 2008/2009: Impronte digitali, dal Mito alla Realtà
30 luglio, 2008 - 14:30 di pacatoegentile
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La biometria è la scienza che studia l’utilizzo di caratteristiche fisiche per l’identificazione di una persona.
Le impronte digitali come metodo per l’identificazione di una persona sono state a lungo studiate.
Recentemente il governo ha affermato che entro il 2010 le nostre carte d’identità conterranno le nostre impronte digitali per poter meglio identificare le persone e dare maggiore sicurezza.
Purtroppo ciò non è assolutamente vero e nel resto dell’articolo vedremo perché, prima però diamo una breve introduzione ai metodi oggi usati per l’archiviazione e il confronto delle impronte digitali

Qui sopra potete osservare una tipica impronta digitale con i nomi di diverse minuzie ossia i particolari che vengono usati per il suo riconoscimento.
Una volta che tale informazione viene acquisita dallo scanner essa viene archiviata elettronicamente in un database: l’identificazione di un’impronta avverrà elettronicamente con il confronto uno a uno.
È pensiero comune che le impronte digitali siano univoche, ossia ogni persona abbia delle impronte diverse da quelle di un altro tuttavia, scientificamente parlando non è proprio così: la scienza infatti ritiene che la probabilità che due persone abbiano lo stesso dito uguale siano pressoché nulle.
Detto in altre parole: quasi sicuramente non esiste nessuno che abbia l’indice della mano destra uguale al mio, tuttavia potrebbe anche esistere qualcuno che abbia un indice o un altro dito in parte uguale al mio indice.
L’informazione archiviata nel database inoltre, dipende dalla risoluzione usata dallo scanner e dalla precisione con cui l’impronta e’ stata acquisita: se l’impronta era stata presa con la tecnica ad inchiostro è possibile che contenga sbavature per eccesso di inchiostro, oppure che non sia molto leggibile a causa di insufficienza di inchiostro.
Altro problema da considerare è l’eventuale rotazione dell’impronta, per cui l’impronta non è perpendicolare ma può essere ruotata di qualche grado.
A questo aggiungiamo la distorsione data dal trasformare una superficie convessa in un’informazione piana in 2D, un problema familiare a quello presente nelle cartine geografiche.
Tutti i problemi di cui sopra vengono presi in considerazione dal sistema di confronto delle impronte che funziona più o meno così:
- Si prende l’immagine da confrontare e la si porta alla risoluzione standard presente nel database
- Si cercano le minuzie e si calcolano il tipo, l’eventuale angolo di tangente col piano orizzontale e le sue coordinate x,y
- Si confrontano queste informazioni con quelle già presenti nel database.
Il “Match” di un’impronta avviene quando si supera un “threshold” ossia quando il programma ritiene che l’impronta sia abbastanza uguale a quella nel database.
Successivamente starà all’operatore verificare manualmente che il match sia effettivamente tale.
Come potete iniziare ad immaginare la tecnica dell’identificazione delle impronte è ben lungi dall’essere perfetta.
Essa è fortemente dipendente dalla qualità delle informazioni presenti nel database, dalla correttezza di queste, e dalla qualità e identificazione dell’impronta che deve essere confrontata.
Mi spiego meglio: c’è stato un omicidio e la scientifica è sul posto a raccogliere le prove.
Essa trova alcune impronte in vari posti tuttavia alcune impronte possono essere parziali, oppure anziché essere l’impronta del pollice destro potrebbe essere un’impronta parziale dell’alluce sinistro; in questo caso si andrebbe a cercare la persona con il pollice destro simile a una parte dell’impronta dell’alluce sinistro di qualcun altro. In questo caso ovviamente il programma non è in errore, è la raccolta delle prove che è stata fuorviata, tuttavia un innocente potrebbe essere condannato.
Come se questo non bastasse, è abbastanza facile eliminare le proprie impronte digitali con l’uso di acidi ed è altrettanto facile riprodurre impronte di altri, come ad esempio ha fatto il .
Capite quindi che l’introduzione delle impronte digitali come metodo per il riconoscimento di una persona possa essere un’arma a doppio taglio, utilizzabile per far incolpare altri di crimini non commessi o utilizzata per scopi politici denigratori.
Facciamo un esempio a scopo puramente educativo e che vi invito a non fare nella vita reale: avete avuto la fortuna di andare ad un convegno con qualche nostro ministro presente, siete riusciti a bere qualcosa con lui, a dargli un bigliettino, a farvi dare una pacca sulla spalla alla vostra giacca, insomma avete ottenuto la sua impronta digitale (peggio ancora, qualcuno del suo staff o dei suoi nemici ve l’ha venduta)
A questo punto tornate a casa isolate le impronte come si vede anche in CSI, e poi la riproducete su un sottile strato di plastica flessibile .
A questo punto potete andare in giro di impronte del ministro oggetti come:
- una pistola
- una bustina di cocaina
- un coltello
- un bel giornale porno
- un cd ripieno di foto pedopornografiche
- una lettera
- una bomba
E poi spedire il tutto alla polizia, a qualche giornale ecc. ecc. lascio alla vostra immaginazione il seguito.
Come potete vedere le impronte digitali sono facilmente falsificabili, la procedura per il riconoscimento non è esente dagli errori e dai falsi. Si sente parlare dell’, proposta bipartisan e caldamente appoggiata anche dall’Europa.
La scusa ufficiale è la sicurezza, tuttavia dove sta la sicurezza ?
- il delinquente ha un nuovo arsenale di strumenti per sviare le indagini o incriminare altri
- il sistema non previene eventuali atti criminali, serve unicamente dopo che il crimine è commesso
- il cittadino onesto non viene protetto ma è alla mercé di un eventuale mercato nero delle impronte e può essere indagato per crimini a lui completamente sconosciuti.
- lo stato mantiene un database di tutti i cittadini, database che potrebbe essere soggetto ad attacchi informatici, alterazioni, cancellazioni, consultazioni non autorizzate da parte di criminali
Ne vale la pena ? NO
Nota di MC per Pacatoegentile: a piece of cake.
Speciale Finanziaria 2008/2009: Impronte digitali, dal Mito alla Realtà è di

Ci siamo abituati tutti troppo a CSI! Anche io ero convinta che fosse un sistema infallibile. Non basta quindi il mercato degli organi, la falsificazione dei documenti, la clonazione di bancomat e carte di credito! Dovremo tutti girare con i guanti o sprovvisti, non toccare mai nulla. Il ritorno ai guanti non mi dispiace: fare compere mi alletta parecchio (quando posso e in determinate occasioni), ho trovato un altro settore in cui imperversare!
carino l’avatar
complimenti a papà per gli occhi che ti ha progettato
(anche se non sono i tuoi occhi va bene lo stesso
)
Sono proprio i miei! Fosse stato per papà, come ben sai, sarebbero stati azzurri, alla peggio blu. Ma mia madre è prepotente…
molto belli.
complimenti.
Grazie! Arrossisco!
Non ci credo.
Secondo me ci sei abituata.
No. I complimenti di qualunque genere, seppure bene accetti, mi hanno sempre fatto vergognare come una scolaretta. In fondo, sono terribilmente timida!
Ok, allora stabiliamo un cameratesco e professionale regime di lavoro e collaborazione politica.
Nemmeno la faccetta metto.
‘naggia, con questa storia della modestia e del decoro, mi sono preclusa future blandizie!
Riposo soldato.
in realtà la biometria è in soldoni una parte della statistica (parametrica e non parametrica) applicata alla biologia; le tecniche per l’identificazione sono solo uno degli innumerevoli campi di applicazione di questa disciplina (che ovviamente giocando su dei test, dà risultati scientificamente validi entro un margine d’errore).
una piccola precisazione dell’incipit, che ha poco a che vedere con lo sviluppo dell’articolo ma che mi pareva necessaria.
per il resto condivido pienamente le osservazioni di pacatoegentile
azz
vuoi vedere che RDS ha pure lui una formazione scientifica?
per un periodo s’è parlato di Banca del Dna…quella dovrebbe essere utile..correggetemi se sbaglio…
Il Dna dovrebbe avere me no margine d’errore che sappia io.
Comunque qui il problema è un altro come scrive Il Gobb qui sotto.
Ci pigliano per i fondelli anche su questo.
Intanto però le impronte ai rom (bambini compresi) le hanno prese poi da qui al 2010 ne cambieranno di cose…
non solo ai bambini rom.
si dimentica loa prassi di prendere le impronte a tutti gli immigrati regolari in fase di rinnovo del permesso di soggiorno.
è capitato ad una mia amica, tre lauree ed un lavoro eccezionale. non è stato piacevole.
è capitato anche al mio compagno e l’ha trovata una cosa alquanto “anormale”. Soprattutto per come si sono comportati i poliziotti. Molto male. E siamo a Bologna, non a Bergamo!
Non sarebbe denigrante nemmeno tanto il fatto di prendere le impronte in se, se non per il modo.
Un po’ tutte e due le cose secondo me.
Anche quel modo che hanno di dare del tu a tutti.
Con la mia amica c’ero io ad accompagnarla ed è bastata un’occhiataccia per ristabilire l’ordine, ma non sanno trattare con le persone anche perché non sono addestrati a farlo.
Diciamo che la cortesia è l’ultimo requisito del mestiere ma hanno pur sempre a che fare con persone.
Quasi sempre lo dimenticano.
L’ultima volta anch’io l’ho accompagnato e a modo mio ho fatto notare questa mancanza di tatto e umanità.
Purtroppo non esiste dialogo con chi pensa di esserti, per qualche motivo, superiore.
Hai ragione. In Italia chi porta una divisa si sente troppo protetto.
Scansione della retina e DNA!
Senza contare che si possono falsificare pure quelli… è come per il denaro: non importa quanto sia sofisticata la tecnica che usi, di media c’è modo di aggirarla…
Quando capiranno che la sicurezza maggiore si ottiene quando educhi il popolo alla legalità? Vabbè…
Sì appunto.
Bisognerebbe cercare di prevenirle, come per le malattie e invece…
Educare alla legalita’? Giustissimo, necessario, obbligatorio. Ma credo sia piu’ facile mappare il genoma della popolazione mondiale e poi giocare al Lego con gli alleli per vedere cosa ne esce fuori
Laura
p.s. perche’ io non posso avere un avatar carino come Angelika? Sniff, sniff, sob, sob… Buaaaaahhhhh!
Nessuno ha detto che sia una roba facile ma è indispensabile.
A posteriori puoi trovare tutte le soluzioni che ritieni opportune ma la vera sfida è l’educazione. Come coi bambini.
Per l’avatar vai su e segui le istruzioni. Ciao
Ho seguito il tuo consiglio, grazie. Mi sono dotata di avatar, ma qui esce sempre e solo la faccetta brutta… Va beh, non e’ importante.
Cara Laura, io ho fatto così: ho recuperato una mia foto e ne ho ritagliato solo la parte che mi interessava, ossia gli occhi. Un pò per celare la mia identità, giacché mi riprometto di scrivere cose compromettenti per me stessa su MC, un pò perchè il mistero si addice alle donne! E poi, così sembra che stia sbirciando quello che si scrive quassù. Insomma, queste piccole cose mi divertono! Comunque non hai affatto la faccetta brutta, anzi!
Come fai ad educare il popolo alla legalità, quando chi governa il popolo è il primo a vivere di illegalità?
Lo so, è una domanda retorica…
già. si dovrebbe partire dal presupposto che chi è al governo non conosca l’illegalità…ma nel ns.caso parliamo di aria fritta.
il vostro blog è molto interessante!!!
verrò spesso a trovarvi….magari dopo l’estate, nella speranza di entrar a far parte del vostro staff popolare.
intanto vi invito a venirmi a trovare sul mio blog.
ciao
ah dimenticavo.. mi son permesso di inservi fra i link amici, spero sia cosa gradita
ciao ciao
Non posso parlare a nome di tutti, ovviamente, ma penso che sia cosa sempre gradita
Grazie.
Mi fa piacere se ogni tanto voi che siete già del giro mi sostituite nel fare gli onori di casa.
Purtroppo siamo in pochissimi specialmente in questo periodo e la redazione popolare non è ancora partita.
Grazie ancora
Eh, ma davvero? Figurati! Io mi sentivo un po’ in imbarazzo perché in fondo sono un mero ospite, mi pareva di usurpare
Adesso vado in vacanza, ma al mio ritorno sarò felice di prestare qui e lì un po’ di servizio per la comunità
ma che ospite …
buone vacanze
Grazie ti ho scritto.
Pezzo molto interessante S.
Grazie. Ho imparato un bel po’ di cose
Ci vogliono abituare all’idea… si comincia con le fingerprints… appena ci sarà un caso dubbio, o addirittura un eclatante scambio di persona, chiederemo a gran voce il database del DNA e magari il riconoscimento della retina… piano piano cominceremo ad accettare anche l’idea del chip RFID sotto pelle, da tempo se ne parla negli US.
A quel punto il controllo sarà veramente completo. Non potremo fare un passo senza che il Grande Fratello lo sappia, tutte la nostre abitudini saranno schedate, controllate, utilizzate a fini indicibili… speriamo che, tra le tante funzioni, il chip ci permetta di pagare anche il Telepass
le mie impronte non le avranno!
2010? sarò fuori dal paese…
ciao a tutti,
vi scrivo dopo un bel giro lavorativo, spero di avere un po’ di calma ora
voglio rispondere ad alcuni commenti in sequenza :
@dalse: mi sono rifatto agli studi che feci nei corsi di informatica ai tempi, ovviamente il mio e’ un approccio informatico/tecnologico alla questione
@ilgobb: si e’ no, la retina non puo’ essere usata perche’ da essa si possono individuare malattie come glaucoma ergo viola la privacy.
Lo so, fa ridere ma questa e’ la scusa ufficiale, dal lato pratico posso dirti che la scansione della retina – sia in fase di acquisizione del dato per l’immagazzinamento nel database, che in fase di verifica – e’ un procedimento che necessita che la persona stia ferma 30-40 secondi e senza sbattere la palpebra, quindi non e’ molto pratico.
Stessa cosa dicasi per il DNA, a parte il discorso malattia/privacy e’ comunque un procedimento che richiede qualche giorno, quindi non auspicabile nel caso di controllo immediato.
Aggiungo inoltre (ma non ho fonti e sto andando a memoria per cui prendete con le pinze) che neanche il DNA e’ un test sicuro al 100% per via dei legami parentali.
@CN: grazie, spero questa volta la correzione sia stata piu’ facile, ho anche usato la tastiera italiana!
@giu: il chip RFID sottopelle non funziona come idea in quanto il chip poi “migra” o rischia di rompersi (gia’ testato sugli animali) bisognerebbe impiantarlo in un luogo da cui non si sposti e poi rimarrebbe il problema che chiunque potrebbe identificarti a distanza mentre l’idea base e’ che solo lo stato (si spera) possa farlo.
@ugasoft: mi spiace per te ma come vedi dal link sul CCC (chaos computer club) sopra non e’ un’idea italiana ma un qualcosa che al momento viene ipotizzato anche da altri paesi europei
Spero di aver dato un po’ di informazioni utili, lo scopo di questo articolo e’ stato in primis quello di informare, rassegnandomi all’idea che comunque le impronte verranno prese prima o poi, vuoi da proposta italiana o vuoi da direttiva europea, e’ importante che tutti sappiano che non sono sicure e che e’ possibile plagiarle facilmente.
Infomazioni utilissime. Grazie.
grazie.
perdono, ma quanto tu dici riguardo alle impronte vale tale e quale per ogni tecnologia per l’identificazione. Non ho quindi ben capito dove vuoi arrivare.
Quello che dici non e’ tecnicamente vero, esistono sistemi piu’ affidabili delle impronte o comunque sistemi che non permettano una facile falsificazione come nel caso da me presentato, il discorso che da qui si apre e’ lungo e complesso, se ho del tempo libero in futuro cerchero’ di presentare altri sistemi
Quello che mi premeva dare nell’articolo erano nozioni su come funziona il sistema in realta’ e quali problemi abbia, lascio ad ognuno la liberta’ di trarre le proprie considerazioni personali.
“Quello che dici non e’ tecnicamente vero, esistono sistemi piu’ affidabili delle impronte o comunque sistemi che non permettano una facile falsificazione come nel caso da me presentato”
ad esempio? Riconoscimento dell’iride? Dna?
Il valore di una soluzione tecnologica deve essere riferito anche al valore dell’infrastruttura tecnologica necessaria per mettere in atto la soluzione.
Voglio dire, lo scanner oculare è più costoso del relativo dispositivo per impronte digitali e poi l’iride non si può usare in fase di indagini… etc.
come gia’ scritto sopra : “il discorso che da qui si apre ’ lungo e complesso, se ho del tempo libero in futuro cerchero’ di presentare altri sistemi”