Il Pd non Morde. Il Cavaliere Ringrazia 3


L’annoso problema delle intercettazioni sarebbe presto risolvibile qualora si usasse un po’ di buon senso. Il vero problema e che c’è di mezzo sempre la politica a complicare le cose, quando invece, le criticità, dovrebbe risolverle. I media a sinistra stanno facendo di tutto in questi giorni per cercare di attaccare il neo-nato governo del Cavaliere cercando di «pungolare», allo stesso tempo, l’opposizione del Partito Democratico che un pochino latita. Gli strali verso il ddl, o dl, o il «m.c.l.d.f. (Minchia Che Legge Dovemo Fà)» sulle intercettazioni, che sta vedendo il governo tornare più volte sui propri passi per poi ripensare anche quelli, sarebbe senza dubbio uno «dei posti più morbidi dove metterci il naso» per una qualsiasi opposizione capace di intendere e di volere.

Invece il Partito Democratico nicchia e, guarda caso, si spacca la suo interno, con Veltroni che lancia strali a destra e a manca, e D’Alema che invece tentenna, non disdegnando di fatto una presa di posizione sulla regolamentazione (che comunque va fatta per scongiurare gli usi poco consoni) dei vari «Grandi Fratelli» che non si fanno gli affari propri.

Per Massimo D’Alema il disegno di legge in effetti cadrebbe a «fagiuolo», visto che la procura di Milano ha appena inviato a Strasburgo i celeberrimi brogliacci del caso Unipol.
In molti però fanno anche notare che alla fine le intercettazioni della «cosa rossa» non sarebbero il vero nodo del problema. La vera criticità consisterebbe invece nella ormai infinita diatriba fra componente «diessina» e «resto del mondo» all’interno del Pd. In molti infatti sostengono che Veltroni stia dando addosso al disegno di legge del PdL solo per far torto a D’Alema, alimentando quel braccio di ferro di leadership che dovrebbe vedere fine subito prima (o subito dopo) le europee del 2009.

Facendo quindi le dovute modifiche (Alfano ha parlato di estendere la possibilità di intercettare anche per i casi di corruzione), il percorso parlamentare del disegno di legge potrebbe riservare qualche sorpresa, senza curarsi troppo delle varie polemiche in atto in questi giorni, proprio grazie ad una sponda insperata di alcuni componenti della opposizione. La discesa in campo dei dalemiani risolverebbe capra e cavoli, facendo inacidire (e non poco) Veltroni e «l’erudito» Di Pietro, sempre più alla disperata ricerca di visibilità in un bipartitismo che inizia a stargli stretto.

E mentre Berlusconi si mangia mani per aver messo sul cammino del governo una «buccia di banana» alla vigilia del provvedimento più importante del governo, e cioè la legge di bilancio, il Dpef e gran parte della finanziaria, il Pd continua ad auto-flagellarsi facendosi sfuggire l’occasione di attaccare (politicamente s’intende) il Popolo della Libertà.
Il rifiuto di Rutelli all’adesione dei prossimi eurodeputati del Pd al gruppo Socialista di Strasburgo torna alla ribalta. Un problema mai risolto e che adesso sta battendo inesorabilmente cassa. Per questo, e non solo per questo, Walter Veltroni avrebbe intenzione di «convolare» a congresso il prima possibile per far si che le correnti avverse si plachino. E’ lo stesso Senatore del Pd, Giorgio Tonini, in un’intervista al Corriere della Sera a fugare qualsiasi dubbio:« Se qualcuno pensa, legittimamente, che la linea di Walter ci ha condotti fuori strada ha il diritto di dirlo, ma allora dobbiamo fare un congresso subito e non nel 2009 e mettere in campo aperto le differenze strategiche […], in effetti c’è un elemento di stranezza che è questa associazione di parlamentari della fondazione dalemiana, Italianieuropei. Non esiste in Europa un esempio in cui, da una associazione culturale, si parte per fondare una corrente. Questo elemento di ambiguità andrebbe chiarito.»

Se Berlusconi sta cercando di risolvere il problema di tenere buone le due anime interne al PdL (Lega ed An), per lo meno può stare tranquillo rispetto ad una opposizione inesistente, spaccata al suo interno e con la quale potrà avere molti punti d’incontro, non solo sul disegno di legge delle intercettazioni, ma per esempio sul prossimo rinnovo del Cda della Rai, prezioso oggetto di scambio. Il PdL, sentitamente, ringrazia.


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3 commenti su “Il Pd non Morde. Il Cavaliere Ringrazia

  • Iniquo

    Prima gli ultrà cattolici confluiranno nell’UDC – loro collocazione naturale viste le idee politiche – meglio sarà per tutti. L’immobilismo del PD di fronte ai provvedimenti razzisti ed ora alle ipotesi di stupro della giustizia è terribilmente dannoso per il sistema democratico. Questo partito di plastica non è riuscito (ad essere meno buono: non ha voluto) a mobilitare mezza persona in risposta della deriva che sta prendendo la nostra già storpia democrazia.

  • Sara

    Beh…Anche nel periodo fascista l’opposizione non aveva arginato il problema e la chiesa aveva di fatto dato il beneplacito…E anche il re non era poi così contrario, dato che dopo la marcia su roma ha incaricato mussolini di formare un nuovo governo…Coincidenze?

  • asfodelo

    Democrazia?! Politica???!!! Qualcuno si ricorda il senso di queste parole?
    Destra e sinistra sono solo due direzioni, ormai.
    Possiamo fare mille battaglie su ogni singola legge, ma il punto non è, non può essere questo.
    C’è una classe politica, peggio ancora una classe dirigente, che ha costituito un sistema di potere affaristico, clientelare che si autoalimenta e si autotutela. Con leggi apposite.
    Di questo si tratta. E su certi punti è evidente che c’è accordo, al di là degli sterili dibattiti apparenti.
    Ma questo accordo lo abbiamo accettato, ratificato, votando.
    Come se ne esce? Non lo so.

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