Non mi ricordo il nome del ministro Brunetta. L’ho cercato su tutti i giornali, ma non mi risulta. Quando si scrive di lui, tutti dicono solo il ministro Brunetta…Ma dico io, già è corto, ora gli togliete anche il nome, volete proprio farlo sparire?
Forse a volerlo togliere dalla scena politica italiana sono milioni di dipendenti pubblici, perché secondo lui sono loro la rovina dell’Italia. Potrebbero anche riuscirci se preso per il verso giusto. Per adesso è lui a tenere il coltello dalla parte del manico: ah, se gli si ritorcesse contro! Non lo dico io, ma i dipendenti pubblici. Io sono pensionato!

Si dice che gli uomini piccoli si muovono con molta velocità, tanto che le donne del paleolitico preferivano i compagni piccoli perché si muovevano con più velocità tra gli “intrighi” della natura (oggi è un’altra cosa!?) e Brunetta lo sta facendo: subito un decreto legge contro i fannulloni anche se sembra che abbia chiesto scusa ai dipendenti pubblici, dicendo che la frase gli è scappata, preso com’era dalla frenesia di fare presto altrimenti l’Italia andrà in quattro e quattr’otto in malora, mentre lui la vuole salvare dalla catastrofe imminente e dalla presenza pericolosa dei fannulloni.
In effetti il termine “fannulloni” è di un altro illustre professore universitario, nonché giornalista (quanti soldi e da quante parti!), un certo Ichino, ora deputato del PD (ma Veltroni non sapeva che già guadagnava tanto? Ancora più soldi gli doveva procurare?), il quale per colpa di un professore di sua conoscenza (che frequentazioni!) che si assentava dalla scuola per malattia in giorni ben determinati, il lunedì e il venerdì e i giorni di lavoro tra i ponti festivi, ha esteso la “fannulloneria” a tutti i docenti e, poi, è stato gioco facile includere nella categoria dei fannulloni tutti i dipendenti pubblici. Maledetti dipendenti pubblici, perché non passate nel settore privato. Lì si che non potreste fare danni, altrimenti sareste aggiustati per le feste. Così tutti potrebbero respirare aria più pulita: con tutta la “puzza” che si portano dietro per colpa dei lauti stipendi di cui godono hanno infestato e infestano l’ambiente!

Guarda caso, anche Brunetta è un dipendente pubblico, fa il professore universitario a tempo perso (nell’università quanti fanno il tempo pieno?), ma per lui non ci sono problemi: adesso fa il ministro, domani continuerà a fare il “lecca…” di Berlusconi che sta risolvendo tutti i problemi italiani, a partire dalla “mondezza” di Napoli all’Alitalia, dopodomani vivrà di pensione e che pensione!
Il vero problema di adesso è come far fuori i dipendenti pubblici o, per essere più precisi, come renderli innocui e…schiavi, perché solo con la schiavitù, che significa anche paura, si domano i riottosi e più riottoso del pubblico impiego non c’è nessuno.
Mi sono perso un po’ nei meandri della satira, se satira si può chiamare, mentre occorre esaminare anche con qualche considerazione ad hoc le conseguenze del decreto dell’ormai famoso ministro Brunetta.
Intanto, anche oggi, o meglio ieri, il dipendente pubblico poteva essere sottoposto a visita fiscale il primo giorno di assenza per malattia durante una fascia oraria precisa: di mattina, ore 8 - 12; di pomeriggio, ore 17 – 19. Non so se il ministro Brunetta sia a conoscenza di questa norma. Se lo sa intende non porre limiti alla fascia oraria che diventa continua. Quindi anche di notte. Se il medico fiscale soffre d’insonnia per stancarsi prende l’elenco dei dipendenti pubblici in malattia e li visita ad ore imprecisate di notte come fanno i carabinieri che arrestano i ladri quasi all’alba, temendo che possano fuggire con la luce del sole. Il dipendente pubblico potrebbe essere colpito da infarto: bazzecole! Del resto che cosa sono i pubblici dipendenti se non ladri autorizzati? E poi sarebbe possibile, senza la possibilità di controllarli, che essi vadano a divertirsi in una discoteca o in un privè. Di notte… Con lo stipendio che percepiscono (si, si, “percepiscono” come con la sicurezza! Del resto in Italia si vive più di percezione che di realtà) si possono dare alla pazza gioia: bisogna assolutamente impedirlo!
Facciamo qualche esempio per andare un po’ di più sul serio. Per i primi dieci giorni di malattia viene decurtata sullo stipendio del dipendente pubblico una certa cifra per dissuadere i fannulloni dal darsi ammalati (non solo fannulloni, ma anche malati!).
La tutela delle lavoratrici madri riguarda i figli solo fino a tre anni di età. Superata questa fatidica soglia, il bambino diventa adulto! Se, prima del decreto Brunetta, il bambino si ammalava dopo tre anni e un giorno di età, la mamma di solito prendeva alcuni giorni di malattia per se stessa per accudirlo durante la malattia spesso con la complicità del medico di famiglia. Oggi, se dovesse farlo, incorrerebbe in due grosse gravi conseguenza: il licenziamento e la decurtazione dello stipendio. Da noi si dice: cornuto e mazziato!

Un altro caso. Una donna, sempre dipendente pubblica, si trova in stato interessante. Ieri, se la gravidanza fosse stata difficile, bastava andare dal proprio ginecologo che le prescriveva riposo assoluto per evitare un parto prematuro e pericoloso. Oggi, a chi ricorre? Sempre al ginecologo, direbbe Brunetta, ma non solo avrebbe un tot di decurtazione dallo stipendio per i primi dieci giorni di assenza, ma per far valere i suoi diritti deve recarsi successivamente dal medico di base per ottenere il certificato da esibire al proprio ufficio, perché anche il medico di base, a questo punto, intende metterci il naso. Giustamente! Quanti giri viziosi! E se nel frattempo, esasperando la situazione, la povera futura mamma dovesse perdere il bambino per i tanti giri con stress fatti con chi dovrebbe prendersela? Con Brunetta? No, direbbe Brunetta in questo caso. E con chi allora? Con il ca…so. Già le nascite sono quasi a percentuale zero in Italia. Poi? Ci sarebbero solo morti. Che bella prospettiva!
Ho citato due casi emblematici che potrebbero verificarsi come tante altre volte è avvenuto. Ce ne sarebbero tanti, ma per brevità non vado avanti sulle assenze per malattia, perché le assenze, se ritenute false, avrebbero delle conseguenze non marginali: il licenziamento.
Un altro caso neppure tanto strano: in un paesino dell’entroterra salernitano ci sono solo due medici di base, che a vicenda, secondo di chi è il paziente, fanno anche i medici fiscali. Spesso in un piccolo centro i medici locali non vanno d’amore e d’accordo (parlo per esperienza diretta). O sono invidiosi l’uno dell’altro per il numero dei pazienti (e qui scatta un appannaggio diverso, perché come tutti sanno esso dipende dal numero dei pazienti) o perché l’uno è ritenuto più bravo dell’altro o ancora sono di colore politico diverso. A quale santo deve votarsi il povero malato? Arriva il medico fiscale avverso, il quale dice a se stesso, se non è onesto fino in fondo: “Adesso faccio un bello scherzo a quello st…del collega. Non riconosco la malattia al suo assistito!” L’altro a sua volta fa la stessa cosa con il paziente della controparte: una bella catena di S. Antonio! Chi ci va di mezzo? Il malato, che deve augurarsi che il medico fiscale provenga dal più vicino distretto sanitario distante per lo meno trenta chilometri nelle zone di cui parlo. E qui scatta non solo il costo della visita fiscale, ma anche il costo del carburante per i chilometri fatti, andata e ritorno. Anche oggi è così. La spesa raddoppia. Chi paga? Brunetta? Che c’entra Brunetta? Il ministro ha emanato le disposizioni, ai soldi ci pensa pantalone. Così vogliamo una amministrazione pubblica più efficiente? Naturalmente tutta questa organizzazione comporta un aumento del numero dei medici (un po’ di disoccupazione in meno non fa male a nessuno, soprattutto se il ministro o qualche suo amico hanno un figlio medico alle prime armi. E se è alle prime armi come può non confermare una malattia diagnosticata da un altro medico più anziano o addirittura da un luminare?) Mi sto impantanando! Volevo dire che questa mastodontica organizzazione ha un costo elevato? Chi li caccia i soldi? Brunetta? Ma neppure per idea. Lui fa il ministro della funzione pubblica, mica il ministro dell’economia!

In ultima analisi il disegno del ministro Brunetta andrà in porto, perché i sondaggi da una parte gli danno ragione, i mass media dall’altra pure. E pure Virgilio/Alice ha intestato il suo articolo, in prima pagina: “Giro di vite sui furbetti della pubblica amministrazione: è guerra ai malati immaginari”. In fondo alla stragrande maggioranza della popolazione quest’operazione demagogica e dispendiosa piace molto come piace agli elettori di Berlusconi. D’altronde sono gli stessi a ritenere che i dipendenti pubblici sono tutti fannulloni.
P.S.: tutti hanno potuto notare che non ho fatto cenno alla legge n…., al decreto n…., alla circolare n…., all’ordinanza n….A me i numeri non fanno troppa simpatia anche se il mondo si regge sulla matematica. Anche perché mi ricordano l’età anagrafica di una certa persona: ohi, ohi, ohi!
Attenzione! Mi è venuto in mente: il ministro Brunetta di nome fa Renato. Gli ho ridato l’altra metà della sua altezza. Che diamine!
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Tag: Brunetta, fannulloni, Ichino, legge finanziaria, partito-democratico, sanità, satira, scuola, servizi-pubblici, veltroni
lupoalburnino
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23 Luglio, 2008 a12:01
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21 Luglio, 2008 a 8:30
davide
Caro Lupoalburnino,
effettivamente Brunetta sta scherzando col fuoco con i pubblici dipendenti. I pubblici dipendenti non sono poche decine di miliaia come gli zingari, ma milioni e rappresentano la forza elettorale più forte che c’è in Italia. Quanto al licenziamento dei fannulloni in Italia, chi conosce la pubblica amministrazione sa bene che se venissero licenziati dei pubblici dipendenti non sarebbero i fannulloni ma bensì chi ha idee politiche che danno fastidio a chi comanda: sia di destra che di sinistra.
Saluti Davide
21 Luglio, 2008 a 9:11
lupoalburnino
Caro Davide, il post è un ironico e un amaro, perchè ogniqualvolta bisogna battere cassa ci si rivolge al pubblico impiego: i tagli dove possono essere fatti? Gia il tounr over non avviene più. Io in verità sono preoccupato! Molto preoccupato: la disoccupazione, per dirla tutta, viene alleviata anche dai posti nel pubblico impiego, nonostante gli stipendi da fame che lì vengono dati, eslcusi naturalmente i dirigenti.
I pubblici dipendenti sono fannulloni, i lavoratori del settore privato no: questi ultimi sono essenzialmente gli elettori di Berlusconi.
Ecco da dove deriva la mia paura!
ugasoft reply on Luglio 21st, 2008 23:51:
però anche ogni volta che si deve parcheggiare un elettore si ricorre al pubblico impiego….
io sinceramente sono contro i provvedimenti demagogici e insostenibili di Brunetta, ma non contro il concetto che debba esserci maggior controllo e maggiore severità verso chi non fa una mazza.
ilBuonPeppe reply on Luglio 22nd, 2008 14:31:
Sulla necessità di avere controllo e di applicare una certa severità sono d’accordo. Ma ogni volta che si tocce questo argomento ci si dimentica che il problema nasce dalla dirigenza.
La dirigenza del pubblico impiego ha già gli strumenti necessari per far funzionare bene le cose; ma se loro per primi non danno il buon esempio è un po’ difficile che chi sta sotto si accolli qualche responsabilità.
Il guaio è che i dirigenti molto spesso sono diventati tali non grazie al merito ma alle conoscenze, per cui…
21 Luglio, 2008 a 9:36
elena
Il problema è anche che, credendo di attivare un meccanismo virtuoso che valga da deterrente ai fannulloni e procuri risparmi alla pubblica amministrazione, brunetta crea un meccanismo perverso di costi agli enti locali che non sono facilmente calcolabili. Solo due esempi: il personale che predispone le paghe ora dovrà calcolare mese per mese uno stipendio diverso, tenendo conto dei giorni di malattia, che decurtano tutta la parte integrativa dello stipendio (tutto quello che non è stipendio base, per intenderci) ed anche annualmente le cifre ripartite come produttività vanno definite sulla base dei giorni effettivamente lavorati escludendo le malattie.. un meccanismo complesso a dir poco.
E i costi di tutte queste visite fiscali obbligatorie chi le sostiene? Non ne sono sicura al 100% ma temo sempre gli enti locali. Insomma la caccia al presunto fannullone, anche se è solo un’influenza, la paghiamo noi, e magari a discapito di un qualche servizio sociale del nostro comune.
ilBuonPeppe reply on Luglio 21st, 2008 10:41:
Ci sono i programmi per questo. Così anche noi informatici lavoriamo un po’…
Chi paga le visite fiscali? Ma è ovvio! Io e te.
21 Luglio, 2008 a 9:40
F.Maria Arouet
L’assoluta assenza di dubbi circa i meriti e i torti delle parti, Brunetta da una parte, nel ruolo del sergente Garcia, e della Pubblica Amministrazione dall’altra, nel ruolo degli orfani e delle vedove, lascia dubbiosi sulla tua neutralità di giudizio.
Neanche tu avessi fatto il maestro nell’altra vita.
lupoalburnino reply on Luglio 21st, 2008 13:56:
Non solo neutrale, perchè so come si lavora nella scuola per due ragioni:
- ho insegnato;
- sono stato sindacalista.
Quando si parla di scuola non escludio che ci possano essere anche lì i fannulloni (anche se dobbiamo smetterla con questi epiteti oltraggiosi e bugiardi per tutti i lavoratori dipendenti come se l’Italia sia stata retta e si regga su pochi, pochissimi lavoratori, che poveracci, lavorano anche per gli altri, per la stragrande maggioranza di fannulloni!), perchè nella scuola il lavoro è direttamente dipendente da un dato ineliminabile: i bambini e gli studenti. Non si può non lavorare. Un es.: nella scuola per l’infanzia 25/ 30 bambini non si possono “mantenere” dicendo loro semplicemente “state zitti”. Sarebbe un’impresa disperata come lo è per quelle “povere” mamme che si lamentano del loro figlio unico: “Sapessi mio figlio che peste che è. Non mi lascia riposare un pò”.
Lo stesso dicasi per la sanità. I medici e i paramedici lavorano, anche per forza, se proprio vogliamo sottilizzare, perchè ci sono i pazienti. Forse, sempre per estremizzare, non abbiamo una scuola e una sanità d’eccellenza, ma il lavoro certamente non manca.
Per piacere, finitela anche voi di chiamare gli altri fannulloni.
Potrei starmene tranquillo e dire “ma che me ne fotte, io sono un pensionato”, ma so che non è così e mi “ribello” silenziosamente!
21 Luglio, 2008 a 10:13
Comandante Nebbia
Anche io penso che l’analisi non sia stata molto oggettiva.
Lupo sembra ignorare che la gran parte della cattiva fama dei dipendenti pubblici deriva dai pessimi comportamenti che hanno tenuto e che continuano a tenere.
Questo ha offerto a Brunetta & Co l’ennesiam occasione per fare i gradassi.
F.Maria Arouet reply on Luglio 21st, 2008 10:32:
Sottoscrivo.
Da un po’ di tempo in qua sottoscrivo un po’ troppo spesso!
Sara reply on Luglio 21st, 2008 10:49:
Ecco si sono d’accordo!
Però, al di là degli impiegati comunali o mestieri del genere, anche i professori universitari sono dipendendenti pubblici, e i 2/3 dei miei professori sono pagati per 8-10 ore di lezione all’anno. E non perchè sono negligenti e non fanno le altre, ma perchè è proprio previsto così! Quindi urge una razionalizzazione.
lupoalburnino reply on Luglio 21st, 2008 14:05:
D’accordo, anzi d’accordissimo. Anche perchè i loro stipendi sono abbastanza alti. Ma, mi si potrebbe obiettare, i professori universitari sono l’”intelligenza” del Paese. Ma quando mai! Trasmettono il “sapere” e qualcuno i “saperi”. Che cosa si dovrebbe dire dei cosiddetti maestri che lavorano sulla “tabula rasa” di roussoniana memoria dei nostri figli?
Sara reply on Luglio 21st, 2008 15:07:
Sì è vero, anche se alcuni sono proprio dei geni…E trasferiscono il sapere da loro scoperto…
Io per risparmiare nell’università metterei solo una cattedra (massimo 2) per ogni esame (da noi l’80% delle materie sono svolte da almeno 4 professori di ruolo), pagherei a seconda delle ore svolte (per la professione di professore, va a parte il compenso per l’attività di ricerca o clinica), ma soprattutto abolirei tante sedi distaccate inutili e anzi dannose perchè non garantiscono efficienza, spesso il livello e l’organizzazione sono scadenti, e accalappiano soldi inutilmente. D’accordo per una buona distribuzione sul territorio in modo che non sia obbligatorio andare fuori sede per studiare, però senza eccessi…
lupoalburnino reply on Luglio 21st, 2008 14:00:
Caro CN, tu sai come ti stimo, però abbi pazienza: non usare anche tu luoghi comuni. Certo, ci sono anche dipendenti pubblici che tengono comportamenti scorretti, ma non facciamo di tutta un’erba un fascio.
Tanto per essere più chiaro: nella scuola, anche volendo, non si può fare. Si rischia grosso: una denuncia o un “paliatone” non te li leva nessuno!
A buon rendere, CN.
Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 14:58:
Dico solo che quando si esprime un’opinione su una faccenda come questa, ignorare completamente certi aspetti indebolisce la posizione.
21 Luglio, 2008 a 10:44
ilBuonPeppe
Si sta scatenando l’ennesima guerra tra poveri, e il nemico da combattare sono i pubblici dipendenti.
Smettiamola di pensare a Brunetta e soci come se volessero risolvere i problemi di questo paese. A loro non frega niente, i loro obiettivi sono ben altri.
21 Luglio, 2008 a 12:33
Francesca
Come si dice…colpirne uno per….
ma qui mi pare che sia più di uno.
Io sono dell’idea che l’ennesima riforma populista di questo governo per far vedere che loro lavorano, mica come quelli di sinistra!
E poi scusate in un Paese come il ns.in cui esiste l’inps e quindi la malattia pagata, perchè dovrebbe valere per tutti tranne i dipendenti pubblici?
E’ vero che molti di loro si sono fatti beccare a fare la spesa, a prendere il caffè al bar 5 volte al giorno, a pagare le bollette ecc…ecc… però ora non vi sembra un pò esagerato?
Io lavoro nel privato ma ho dei colleghi che ogni due mesi si fanno la loro malattia e quando l’azienda ha mandato il medico, hanno trovato loro sempre in casa quindi ciccia.
Non dico che sia un comportamento corretto, anzi.
Però non credo che così si risolvano i problemi dell’assenteismo e dei costi elevati della P.A., anzi (di nuovo).
lupoalburnino reply on Luglio 21st, 2008 14:12:
Grazie dell’aiuto, Francesca!
21 Luglio, 2008 a 13:07
pacatoegentile
Lupo quello che dici e’ giusto anzi giustissimo, tuttavia cosa accade all’impiegato che lavora nel privato? Penso che sia giusto che il pubblico impiego abbia gli stessi controlli che ci sono nell’industria privata.
Riguardo alla visita fiscale spero che anche nel privato venga eliminato l’orario ufficiale della visita.
lupoalburnino reply on Luglio 21st, 2008 14:18:
Caro pacatoegentile, tu dove lavori? Non per saperlo, ma per dirti: “Guarda che anche nel pubblico ci sono i controlli. Mi è capitato non una sola volta, da sindacalista, di tutelare qualche iscritto perchè minacciato di licenziamento per “assenteismo”, prorpio perchè i controlli funzionavano”. Mi vorresti chiedere: “Come è andata?” Non sempre bene per gli assenteisti anche perchè, quando il caso era palese, non ci mettevo l’anima a difenderli.
pacatoegentile reply on Luglio 21st, 2008 15:06:
Lavoro come libero professionista, precedentemente ero dipendente in una ditta privata.
In tutte le mie esperienze con il pubblico impiego, sia come esterno che faceva consulenze sia come cittadino davanti allo sportello, ho potuto verificare che se davanti a me avevo un “fannullone” potevo fare qualsiasi segnalazione, la persona sarebbe rimasta la’ sicura del suo impiego e del fatto che nessuno gli avrebbe tolto un centesimo dallo stipendio.
Purtroppo questo valeva anche al contrario ossia la consapevolezza che l’aver fatto al meglio il proprio lavoro non lo avrebbe portato alla minima promozione.
Non puoi negare che il posto pubblico non abbia dei privilegi rispetto a quello privato: minor controllo, maggiore sicurezza e minor rischio di licenziamento, lo so che ho appena scritto 3 righe di luoghi comuni e banalita’, ti invito a farmi cambiare idea, io non ce l’ho con il dipendente pubblico pero’ ho da sempre l’impressione che il sistema pubblico “conceda” ai dipendenti molto di piu’ che nel privato.
Carlo Fronteddu reply on Luglio 21st, 2008 16:39:
Concordo con Pacatoegentile, ed il problema stà nel fatto, a mio parere, nella maggiore sindacalizzazione dei dip. pubblici rispetto agli altri, che ovviamente essendo la maggioranza rispetto agli altri iscritti all’interno dei sindacati, fanno gioco forza la voce grossa nelle decisioni, sopratutto a livello di contratti collettivi nazionali, nei quali ricevono maggiori benefici rispetto ad altre categorie, meno rappresentate e dunque meno protette.
Proprio nell’equazione maggior rappresentazione, maggiore protezione stà il guaio, poichè il sindacato che ufficialmente si pone di fare gli interessi di tutti i lavoratori(nei tavoli di discussione è così) nella realtà fà poi gli interessi della parte dei propri iscritti(nei sindacati dip. pubblici e i pensionati sono la maggioranza) per evitare di perdere credibilità ai loro occhi.
Francesca reply on Luglio 21st, 2008 17:45:
“ho potuto verificare che se davanti a me avevo un “fannullone” potevo fare qualsiasi segnalazione, la persona sarebbe rimasta la’ sicura del suo impiego e del fatto che nessuno gli avrebbe tolto un centesimo dallo stipendio.”
Io lavoro nel privato e capita anche qui.
Non fatevi condizionare, purtroppo ci sono quelli col culo parato ovunque secondo me.
Certo nel pubblico la situazione è più estremizzata (o se vogliamo l’hanno estremizzata quegli impiegati non meritevoli)
Finazio reply on Luglio 23rd, 2008 2:43:
Il problema è che invece di concedere le medesime garanzie nel privato (e non parlo dell’impunità ma della sicurezza del posto di lavoro e della tutela della dignità del lavoratore) si cerca di smontarle anche nel pubblico. Anch’io ho colleghi chiaramente fannulloni, ma lo sono anche perchè possono permetterselo, nel senso che hanno appoggi e protezioni che li tutelerebbero anche se al posto di Brunetta vi fosse qualcuno più alto di lui. Qui da noi lavora (lavora?) un medico che alterna un giorno di malattia ad uno di ferie, in un anno al massimo lo si vede una cinquantina di volte. Ha “maniglie” tali (e potete anche immaginare di quale corrente politica) che da due anni il primario non riesce a sbatterlo fuori. La demagogia di Brunetta non cambierà nulla.
Monica reply on Luglio 30th, 2008 17:33:
Concordo con le affermazioni di Finazio.
Il problema non è di far retrocedere a lavoratori senza tutele e diritti i dipendenti pubblici, ma far salire i diritti e le tutele dei lavoratori privati, per non parlare dei precariati vari, la moderna forma di schiavitù.
Chi sa che studiando meglio la storia non ci si accorga che nella Roma antica gli schiavi erano trattati meglio …
Certe conquiste dei lavoratori sono state vere e proprie conquiste di civiltà.
Il riconoscimento dei loro diritti ha permesso ai più deboli della società moderna, i lavoratori e le lavoratrici, di avere una propria dignità, di non essere schiavi controllati dalla paura, dalla paura di perdere il lavoro, dalla paura delle ritorsioni, dalla paura di chi ha solo il proprio lavoro per condurre una vita dignitosa.
Chi approfitta di un diritto andrebbe punito, ma la soluzione non è nell’eliminare il diritto!
Pensiamo solamente per un attimo a chi è veramente malato: trovate giusto che debba vedersi decurtato lo stipendio?
Io personalmente non lo trovo giusto, trovo giusto che il malato abbia le sue garanzie ed il finto malato paghi per i suoi errori.
Potrei fare altri esempi ma il concetto credo sia chiaro: non si può eliminare il diritto ma chi ne abusa.
PS. concordo poi che nella dirigenza scelta del nostro apparato pubblico risieda il cuore del problema (chi dovrebbe controllare non lo fa, chi sa non agisce e copre) e che “i protetti” continueranno ad esserlo a danni di tanti che non lo sono.
Il risultato sarà che chi fa finta di andare al lavoro, chi timbra e va a portare la moglie del capo in giro, continuerà a fare come vuole mentre il malato pagherà.
Comandante Nebbia reply on Luglio 30th, 2008 20:00:
purtroppo il trend è quello opposto a livello planetario.
sono i Cinesi che si adeguano al nostro stile di vita o siamo noi che stiamo diventando come loro?
Monica reply on Luglio 31st, 2008 6:57:
Non posso darti torto ma non sarà perdendo la propria capacità di essere Menti Critiche ed adeguandosi ad una massa che si produrrà un cambiamento.
Vedo la valanga, so cos’è, se posso cerco di fermarla, quando proprio non potrò più far nulla per fermarla mi sposterò, ma mai, mai, sarò io ad andarla ad ingrossare … soprattutto se è una valanga di m..da!
Monica reply on Luglio 31st, 2008 6:59:
PS. Perchè il mio avatar ha questo sorrisetto triste, verde e un po’ sfigato?
Sai come posso cambiarlo?
Non mi rappresenta affatto.
Comandante Nebbia reply on Luglio 31st, 2008 13:02:
vai qui
http://en.gravatar.com/
Monica reply on Luglio 31st, 2008 15:09:
Grazie.
Comandante Nebbia reply on Luglio 31st, 2008 20:16:
di nulla. E’ stato un vero piacere esserti utile.
21 Luglio, 2008 a 15:35
Laura Costantini
Sono figlia di dipendenti pubblici. Mio padre era portalettere, mia madre era (ma solo dai 48 anni in poi) impiegata delle Poste. Ho passato la mia vita a difendere una categoria spesso indifendibile sulla base di due fulgidi esempi di dedizione all’azienda (pardon, amministrazione nel loro caso). Mio padre riceveva pubblici encomi dagli utenti (allora utenti, oggi clienti), si faceva carico di correggere gli indirizzi sbagliati e si impegnava a cercare la corrispondenza smarrita. Non ha mai fatto un giorno di malattia, fino a quando si e’ ammalato di cancro. Mia madre lavorava alla scrivania e non si schiodava di li’ finche’ non aveva lasciato intonso il ripiano. Lei giorni di malattia ne ha fatti, ma nessun medico le ha mai potuto contestare un’artrosi delle ginocchia che alla fine l’ha costretta alla protesi.
Due casi rari? Purtroppo si, perche’ i dipendenti pubblici raccolgono oggi quello che hanno seminato negli ultimi venti, trenta, forse quarant’anni. Io oggi lavoro a tempo determinato, ma nel mio piccolo sono un pubblico dipendente anch’io e finche’ dura il contratto, mi faccio un dovere di essere presente senza badare troppo a raffreddori e febbriciattole. Ma ci sono miei colleghi che hanno aspettato di essere sotto contratto per farsi ricostruire i legamenti del ginocchio con annessa lunga fisioterapia riabilitativa. L’idea di Brunetta di sanare un malcostume tipico dei cosiddetti ministeriali e’ decisamente campata in aria, ma non mi sento di condannarla. Dovremmo batterci tutti per estirpare l’oscena e becera furbizia di cui molti dei nostri compatrioti vanno tanto fieri. La cosa pubblica e’ di tutti, i soldi che vengono pagati ai lavativi vengono dalle nostre tasche. Non dovremmo mai dimenticarlo.
Laura
Oris reply on Luglio 21st, 2008 15:43:
Grazie, questo si che è un esempio.
Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 15:46:
Grazie Laura
Carlo Fronteddu reply on Luglio 21st, 2008 16:27:
Concordo con Laura, mia madre da dipendente delle poste ha fatto per anni i suoi giri a piedi(lasciavano i motorini a marcire perchè nessuno ci metteva la benzina), finchè non ha mollato la consegna della posta per via dell’allontanamento del braccio rispetto alla spalla(per via del borsone del porta lettere). Per ringraziarla del suo servizio a mia madre venne fatto un articolo sul giornale. Trasferita negli uffici (di un paese vicino) ha continuato a lavorare per altri 15 anni come addetta allo smistamento(in realtà factotum), servendo sempre diligentemente, poi a causa di vari infarti(due dovuti alle rapine nelle poste) e vari tumori, pochi mesi fà è dovuta andare prematuramente in pensione. Sò che non frega niente a nessuno di tutto ciò, ma far sapere che esistono persone del genere, come i genitori di Laura è importante per capire che non c’è solo del marcio, nel pubblico, ma anche persone in gamba che molto spesso si ritrovano a dover coprire le mancanze di chi non glie la fà, ho di chi non vuole farcela. Non era mia intenzione ma sono stato un sacco retorico. perdono
lupoalburnino reply on Luglio 21st, 2008 17:44:
Per Carlo Fronteddu.
da un pò di tempo non riesco a farmi capire. Io non difendo gli scansafatiche del settore pubblico, ma posso assicurare che non sono tanti quanti Brunetta e voi, si anche voi credete. La maggioranza fa il proprio dovere e Froteddu, anche con un pò di retorica, l’ha detto.
Anche Laura Costantini è figlia di pubblici dipendenti e dei suoi genitori ha stima e rispetto perchè erano sempre sul posto di lavoro finchè hanno potuto con abnegazione e passione. Ce ne sono tanti come i genitori di Carla, la maggioranza dei dipendenti pubblici.
E’ vero che alcuni privilegi, soprattutto nel passato, ci sono stati. Però, vi manca un elemento molto importante: i dipendenti pubblici devono superare un concorso anche per fare il portalettere. Nel privato non sempre è stato ed è così. E i concorsi sono ostici specialmente per chi non ha santi in paradiso: la stragrande maggioranza non ne ha!
I dipendenti pubblici godono di un particolare privilegio: il sindacato. Per una semplice ragione. E’ più facile essere sindacalizzati nel settore pubblico perchè rappresentano una sorta di grande azienda come avviene alla Fiat. Nelle piccole aziende non è possibile la sindacalizzazione perchè sono i padroncini ad impedirlo sotto la forca caudina del licenziamento, altrimenti anche lì il sindacato potrebbe operare. Bene o male è da vedersi.
La situazione non è tanto semplice come si crede: nel settore pubblico i contartti sono nazionali al contrario delle piccole e medie aziende, quindi più facile spuntarla. Gli scioperi, quando vi si partecipica, riescono meglio nel pubblico impiego proprio per le caratteristiche appena accennate. E’ un mondo del lavoro il nostro molto diversificato. Bisogna conoscerlo a fondo per non dare giudizi affrettati.
Io non mi permetto di chiamare fannulloni i lavoratori del privato. Conosco meno quel mondo. So soltanto che molte volte vi è più disagio!
Ma di qui a dire che nel settore pubblico tutti approfittano del loro stato giuridico, che adesso è molto vicino a quello privato, per fare i propri porci comodi ce ne vuole.
Brunetta pensa che le casse dello Stato possano riempirsi con il danaro tolto ai fannulloni. Che tristezza! Pensi piuttosto a far pagare le tasse ai tanti evasori fiscali che non pagano un centesimo. La guardia di finanza ha denunciato che negli ultimi tempi gli esercizi commerciali rilasciano molto mene gli scontrini, come molti lavoratiri autonomi: medici, avvocati, fiscalisti, meccanici, idarulici, ecc., per cui Brunetta, che lo sa, perchè i voti della destra vengono da quella parte, fa propaganda politica contro il settore pubblico sia con la scusa dei fannulloni sia con i tagli alle spese e al personale. Non vi dice nulla tutto questo?
Vi saluto caramente!
atenomis reply on Agosto 13th, 2008 13:22:
Caro Lupo, concordo pienamente con te!
Sono la prima ad ammettere che per decenni i pubblici dipendenti hanno avuto privilegi ingiusti e che era ora di finirla, ma che adesso si voglia penalizzarci per tutti gli errori del passato, mi sembra veramente assurdo ed insensato!
Il decreto Brunetta mi ha fatto veramente incavolare: per motivi che possono sembrare banali, con il pretesto di colpire i fannulloni (i fannulloni?), alla fine si colpisce sempre l’anello più debole della catena, in particolar modo il vero malato, la persona che ha già la sfotuna di avere una salute non proprio di ferro!
Così, visto che non facciamo niente (offriamo una professionalità ed una disponibilità cmq non adeguatamente retribuite) dobbiamo pure subire l’umiliazione di sentirrci la feccia del paese, il male oscuro dell’Italia!
Colpiti, e questo non mi va proprio giù, sulla cosa più sacra che ancora ci rimane: il diritto alla salute!
Che tristezza! Sono molto preoccupata: so che dietro queste oscure manovre ci aspetta qualcosa di ancora più pesante ed assurdo,… qualcosa che qualcuno sa perfettamente e che sta perseguendo da anni!
Purtroppo il mio non è pessimismo, ma puro senso della realtà!
Che altro dire! Speriamo che la MENTE CRITICA non muoia mai e che anzi prosperi e generi menti nuove!
Grazie di cuore. Atenomis
Francesca reply on Luglio 21st, 2008 17:49:
Grazie Laura ed anche a Carlo per condividere con noi l’esempio dei loro genitori.
E comunque Laura c’ha beccato in pieno, quello da combattere è proprio il “furbismo” di cui gli italiani sono affetti da tempo ormai.
E purtroppo esiste in molti campi, non solo quello della P.A.
F.Maria Arouet reply on Luglio 21st, 2008 18:20:
mi sei piaciuta!
lupoalburnino reply on Luglio 21st, 2008 21:22:
E’ un pregiudizio duro a morire. Se anche voi avete la certezza che i furbi esistano solo nel P.I. Brunetta ha ragione da vendere.
Questa destra governerà in eterno!
Laura Costantini reply on Luglio 22nd, 2008 9:16:
Io non ho mai detto che esistano solo nel pubblico impiego, i furbi. Ma so, e lo sai anche tu, che il pubblico impiego ha fornito e continua a fornire comodi rifugi a parecchi furbetti imboscati. Dirlo non significa essere di destra, io non lo sono. Dirlo significa cominciare a smontare quei paletti che una certa mentalita’ ipersindacalizzata ha eretto per proteggere non chi lavora con coscienza, ma chi approfitta a man bassa della cosa pubblica.
Laura
F.Maria Arouet reply on Luglio 22nd, 2008 10:52:
Questo si era capito dal tuo primo commento.
Questo era quello che mi era piaciuto.
Non riconoscerlo danneggia soltanto quella parte del P.I che fa il proprio dovere
lupoalburnino reply on Luglio 22nd, 2008 14:50:
A Laura e F.Maria Arouet:
credo di non aver mai detto che nella P.A. tutti lavorano indefessamente. Se trovate questa affermazione, prendetemi a schiaffi.
Ho difeso e difendo quella parte, stragrande maggioranza, del P.I. che fa il suo dovere.
Mettere tutti nello stesso calderone è un’operazione che non condivido, perchè significa mettervi anche i genitori di Carla e il padre, se non erro, di Carlo.
Se ci sono i furbi, come da qualsiasi altra parte, vanno eliminati.
Se per il P.I. sono state emanate leggi più comode, la colpa è del legislatore. Perchè attribuirla al dipenedente?
L’ICI non l’ha pagata solo chi ha una sola casa, ma non l’ha pagata neppure chi ha dieci, venti case (mi riferisco alla prima): non è colpa del possessore delle venti case, ma di chi ha approvato la legge.
Io ho avuto il distacco sindacale per diversi anni, ma non significa aver approfittato per non fare scuola, perchè è stato il sindacato a scegliere me. Avrei potuto non accettare e al mio posto comunque sarebbe stato distaccato un altro: io non avrei fatto sindacato!
Conosco lavoratori del settore privato che se la prendono molto comodamente: non generalizzo! Non sono tutti lavativi.
Dare ragione a Brunetta solo perchè si conosce qualche imboscato significa non rispettare chi lavora con dignità e abnegazione.
Nella scuola l’unica carriera e, quindi, l’unico miglioramento retributivo si fanno attraverso il concorso dirigenziale: non tutti lo superano anche perchè sono posti apicali. Per il resto non ci sono retribuzioni ad usum delfini, differenziate, ma solo il contratto quando il miracolo avviene per il personale di ruolo. Gli altri sono precari e seguono il percorso dei precari come dappertutto.
Ditemi voi dove sono i privilegi? Il posto sicuro? Anche nel settore privato il posto è sicuro se l’impresa produce. Se malaguratamente la produzione si ferma avviene la catastrofe: esattamente come nel P.I. quando c’è contrazione di posti.
Ripeto: il vostro è un pregiudizio!
Qualcuno ha detto che è una lotta tra poveri: brutta, malevola, scandalosa.
Guardiamo ai grandi manager che hanno distrutto e continuano a farlo grossi settori pubblici come le ferrovia, l’alitalia, le poste, mentre percepiscono stipendi d’oro: nessuno di scandalizza!
La casta, poveraccia, fa il suo dovere come Brunetta e tutti ci inchiniamo!
Siamo davvero bravi!
F.Maria Arouet reply on Luglio 22nd, 2008 11:08:
Caro Lupo, temo che sia il contrario: se mai è la negazione di certe evidenze che porta acqua al mulino dell’avversario.
atenomis reply on Agosto 13th, 2008 13:24:
Dio ce ne scampi e liberi!!!!!!!!!
22 Luglio, 2008 a 17:50
luciano
Brunetta che tristezza !!!!!!!!
Demagogia , Qualunquismo ,Fascismo , e così il popolo è servito !!!!!
Ma Brunetta ……….sapete da dove viene ??? Craxi vi dice niente???
I dipendenti pubblici negli anni 80 venivano assunti senza limiti……..
Ora si converte alla pulizia : fannulloni,lavativi ,comunisti ,froci,,sindacalisti…………….. Meditate gente meditate……….
simona_rm reply on Agosto 9th, 2008 10:22:
sinceramente “froci”, se la poteva risparmiare.
La fannulloneria non c’entra con l’orientamento sessuale.
22 Luglio, 2008 a 19:11
orangesunset
Lupoalburnino, un grazie sentito per tutto quanto dici (vero - verissimo - stravero al 100%) sul tema. Un grazie da un dipendente regionale che lavora normalmente come la grande maggioranza delle persone normali e non ne può più (per non usare espressioni volgari) della campagna martellante e chiaramente preparata a tavolino - per fare cassa, per spolpare quelli che si presume abbiano meno votato per questo governo: questa è la vera ratio dell’offensiva Brunetta, altro che “moralizzazione della PA” - contro l’impiego pubblico, di Brunetta, dei sapienti e professori con trentaquattro doppi lavori che sputano sul postino che alla sera va ad aggiustare lavandini, del moralismo da quattro soldi di troppi italiani ai quali non par vero avere un ministro che li incita a sfogare i loro livori e le loro frustrazioni su quel punching ball perfetto che è il dipendente pubblico. E quest’ultimo è forse l’aspetto più buio e preoccupante. Se c’è un tale odio sociale in Italia, odio e disprezzo da parte dei dipendenti privati (e dei loro padroni) nei confronti dei loro colleghi pubblici, il motivo non è solo e non è tanto gli sportelli chiusi alle Poste (avete mai pensato che forse una delle ragioni per cui molti sportelli sono chiusi non è il dipendente fannullone o il falso malato, ma il dirigente di ufficio che non sa fare o non gli frega di fare il suo lavoro, o magari i tagli di organico che obbligano tre persone a fare il lavoro di otto?), non solo e non tanto il singolo dipendente sgarbato e maleducato (come se gli sgarbati e i maleducati non ci fossero anche nel privato), ma forse è anche che lo stress imposto dal lavorismo efficientista (fasullo come monete di latta, fasullo dall’A alla Z, fasullo nel linguaggio e nella pratica) nel privato è tale che i poveretti devono trovare un bersaglio, un capro espiatorio, per rifarsi psicologicamente in qualche misura delle loro angustie. E hanno trovato in Brunetta il loro agognato profeta, e di Brunetta sono la massa d’urto.
lupoalburnino reply on Luglio 23rd, 2008 9:10:
Si, ma quello che mi preoccupa non è solo la demagogia di Brunetta, ma anche i giudizi di un’opinione pubblica che, pur di prendersela con il P.I., danno ragione a Brunetta.
I dipenenti pubblici sono…, i dipendenti pubblici non fanno…, i dipendenti pubblici il posto lo hanno…Come se tutte le responsabiltà che sta portando l’Italia alla rovina fosse dei dipendenti pubblici.
Nessuno pensa che i posti pubblici, forse più sicuri per certi versi, fin quando non arrivano i tagli al personale per i tagli dei posti, rappresentino anche occupazione.
E’ non voglio parlare di retribuzione
E’ di queste ore la “rivolta” degli operatori della sicurezza non solo per i tagli, ma anche per gli stipendi molto bassi.
24 Luglio, 2008 a 13:13
lupoalburnino
Chiedo scusa a tutti. Perchè?
Mi sono accorto che, sia in questo commento che in altri, commetto molti errori di grammatica e di sintassi.
Scrivo, come si suol dire, in diretta e premo subito il tasto su invia per paura che mi scompaia tutto senza rileggere ciò che ho scritto.
La mia fretta non giustifica gli errori fatti soprattutto perchè ho insegnato nelle scuole elementari.
Cercherò di stare più attento per il futuro…
24 Luglio, 2008 a 13:19
lupoalburnino
Chiedo scusa a tutti. Perchè?
Mi sono accorto che, sia nel commento precedente che in altri commenti, commetto molti errori di ortografia e di sintassi.
Scrivo, come si suol dire, in diretta e premo subito il tasto su invio per paura che mi scompaia ciò che ho scritto senza “controllare” ortografia e sintassi.
La fretta, in ogni caso, non giustifica gli errori fatti soprattutto perchè ho insegnanto nella scuola elementare.
Mi auguro che per il futuro non si ripeta…
24 Luglio, 2008 a 13:26
lupoalburnino
Chiedo scusa a tutti. Perchè?
Mi sono accorto che, sia nel commento precedente che in altri, ho commesso molti errori di ortografia e di sintassi.
Scrivo, come si suol dire, in diretta e premo subito il tasto su invio per paura che mi scompaia ciò che ho scritto come molte altre volte mi è successo, senza prima “controllare” l’ortografia e la sintassi.
La fretta, in ogni caso, non giustifica gli errori fatti soprattutto perchè ho insegnato nella scuola elementare.
Mi auguro che per il futuro ciò non succeda più…
24 Luglio, 2008 a 13:28
lupoalburnino
Come volevasi dimostrare: tre commenti uguali o quasi…
La sostanza non cambia!
9 Agosto, 2008 a 1:22
GIORGIO FAGOTTO
IL MINISTRO BRUNETTA HA DIMOSTRATO EFFICIENZA E PRODUTTIVITA’ DELL’OPERAZIONE RIVOLTA CONTRO I FANULLONI CHE CI SONO…E FA BENE A SNIDARLI PER IL BENE COLLETTIVO…MA ORA CARO MINISTRO DEVE CONTINUARE AD ESSERE MINISTRO COERENTE E SANARE IL PARLAMENTO DAI MINISTRI ASSENTEISTI…ALTRIMENTI TIENE IL SACCO AI FURBILLI e ne e’ complice. BUON LAVORO…SAPPIA CHE PARTECIPO AL CONCORSO CIRCA LA VIGNETTA che spedirò domenica. ESSENDO LO SCRIVENTE UN ILLUSTRATORE DI LIBRI DOVE DA LA VITA AI PERSONAGGI NELLA STORIA,SENZA FAR MAI CARICATURE CHE RIFIUTA.’ PER FAGOTTO,L’ESSERE UMANO E’ D’UNA SIMPATIA COSI’ GRANDE CHE BASTA SAPERLO OSSERVARE e non serve storpiarlo CON LE CARICATURE PER FARE ALLEGRIA. NON HO MAI GIUDICATO LE PERSONE DALLA STATURA..LEI BRUNETTA E’ VERAMENTE UN GRANDE ,E’ DELLA CLASSE DEL 50 E GIA’ QUESTO DICE CHE ESSENDO FIGLIO DI OPERAI COME FAGOTTO..LA LAUREA SE LA E’ GUADAGNATA..SUDATA. ORA LE AUGURO DI ESSERE COSI’ ONESTO DA COLPIRE L’ASSENTEISMO DEI POLITICI E POI LE FARO’ UN PLAUSO. GUARDATE IL MIO SITO http://www.fagottogiorgio.it CONOSCERETE UN DISEGNATORE SINCERO E VELOCISSIMO NEL TRATTO CHE SA COGLIERE GLI EVENTI E LA PARTE NASCOSTA DELLE PERSONE. INTERPRETA IL SUO SENTIRE SOLO IN DIRETTA SENZA MAI CANCELLARE.DISEGNO IN TELEVISIONE E TRASFORMO IN ARTE ,NELLA MIA ARTE, CIO’ CHE MI EMOZIONA.SONO L’UOMO DELLA STRADA CHE RACCONTA IL QUOTIDIANO CON UNA SEMPLICE MATITA E DI CUI VITTORIO SGARBI HA SCRITTO”GIORGIO FAGOTTO DISEGNA LO SPIRITO”. LA SPIRITUALITA’ CHE SEMPRE SI LEGGE SEMPRE NEI MIEI DISEGNI PERFORMANCES PERCHE’ RACCONTANO SEMPRE IL MIO PENSIERO .VINCE IL CORAGGIO,LA SEMPLICITA’ DI UN LAPIS,LA POESIA CHE C’E’ IN OGNI PERSONAGGIO CHE INTERPRETO.SE VOLETE COMUNICARE IL VOSTRO PARERE SULLA MIA ARTE MINORE DOVE MAI CANCELLO L’ERRORE PERCHE’ VESTIGIA DELLA MIA STADIAZIONE ARTISTICA,SCRIVETEMI AL E-MAIL < niente email grazie - MC>