Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "I Misteri Buffi della Mente di una Dirigente Scolastico: Vita da Precari" è stato scritto da Angelika. Ogni autore ha la sua opinione personale che non sempre corrisponde a quella di Gianalessio Ridolfi Pacifici ma a tutti è garantita l'opportunità di esprimersi purché siano rispettate queste regole. Il sito mentecritica.net non ha fini di lucro, è gestito su base volontaria ed a spese del curatore. Il sito non è aggregato a partiti o movimenti e non sostiene nessuna organizzazione politica.
L’episodio che vado a narrarvi è accaduto ormai un anno fa. Non è particolarmente grave, né particolarmente buffo, però può darvi la stima di come si comportano alcuni dirigenti con gli insegnanti, soprattutto precari (pare che ci distinguano da quelli di ruolo per una specie di lettera scarlatta alla Hawthorne), e di come impieghino il loro potere e il loro tempo quando avrebbero di meglio e di più costruttivo da fare. Nessuno mi toglie dalla testa, allo stato delle cose, che se la scuola pubblica va avanti non è quasi mai merito dei suoi capi.

L’anno scorso perciò, avevo preso servizio in questa scuola grazie ad un incarico annuale, cioè un contratto di lavoro conferito dall’ex Provveditorato agli Studi, da settembre a giugno. In questa scuola, per un miracolo della sorte e contrariamente al solito, ci ero approdata già dal 1° settembre, perché in genere gli impiegati ci mettono moltissimo a stilare e pubblicare le graduatorie da cui si attinge per queste supplenze. Avevo quindi conosciuto la dirigente, una placida signora sui sessanta anni, bionda e con qualcosa nella boccuccia e nel vezzo di spostarsi i capelli della Monroe, Marilyn Monroe. Sono abituata a conoscere i dirigenti una prima volta e poi a non vederli quasi più per il resto dell’anno, se non alle riunioni e ai collegi dei docenti. Noi precari, in genere, non rivestiamo nessuna di quelle funzioni che abbisognano di contatto stretto con i capi e i loro luogotenenti e se veniamo convocati, non è quasi mai per darci una bella notizia o per godere della vista della nostra affascinante persona!
La signora, all’atto della presentazione, quasi non mi fece accomodare, chiedendomi con aria annoiata dei miei trascorsi lavorativi e illustrandomi brevemente le classi che mi sarebbero state assegnate. Boh, sono abituata anche a questi modi poco urbani, che volete farci, è il duro mestiere della precaria. Addirittura una volta una preside, affibbiandomi un orario già compilato, mi avvertì minacciosamente di non farlo cambiare alle mie colleghe (che ancora non avevo conosciuto), altrimenti se la sarebbe presa con me. Ero entrata in quella scuola da dieci minuti neanche!
Comunque, tornando alla vicenda, subito mi premurai di avvertire la bionda dirigente che avrei partecipato ad un corso di formazione, organizzato e gestito dal Ministero della Pubblica Istruzione, per cui se qualche volta mi fossi dovuta assentare era per quel fondato motivo. Lei alzò un sopracciglio, ma non mi chiese né quale fosse il corso, né in cosa intendessi formarmi. Semplicemente, non le interessavo. Mi congedò, con un cenno quasi regale delle corte dita ingioiellate, per far passare l’insegnante successiva.

Passarono i mesi, avevo stretto ottimi rapporti con le mie colleghe, seguivo il corso senza troppe difficoltà poiché si teneva il sabato pomeriggio e proseguivo nel mio lavoro a scuola. Un martedì però, a causa di uno dei professoroni del mio corso, l’intero calendario venne stravolto e costui mise una lezione fondamentale il lunedì seguente dalle 15.00 alle 19.00. Tragedia! Era proprio il giorno in cui facevo lezione il pomeriggio e non solo, perché era anche quello in cui la mia dirigente aveva deciso di fissare le riunioni per scrutinare gli alunni. Non potevo assentarmi dal corso, pena l’esclusione agli esami e non volevo far mancare la lezione ai miei alunni. La mancata presenza agli scrutini non sarebbe stata un gran guaio perché, come mi avevano confermato le mie colleghe, quel giorno avevo solo una classe mentre tutte le altre nei giorni successivi, per cui sarebbe bastata una semplice relazione. Mi attivai immediatamente, chiedendo alla mia collega un cambio turno in virtù del quale gli alunni non avrebbero perso la lezione con me e presentando subito domanda alla dirigente in cui specificavo il cambio e i motivi della mia assenza del pomeriggio. Il venerdì, poiché non mi era giunta nessuna nuova, chiamai in segreteria per sapere la sorte della mia domanda: tutto a posto, mi venne risposto, tutto approvato. Ahhh, la vita era bella quando ogni cosa coincideva perfettamente! Il lunedì quindi andai a scuola di buon mattino, feci la mia lezione e il pomeriggio andai al corso, come da impegni presi.
Si giunse al martedì. La mia coscienza era pulita, anzi specchiata, neanche un’ombra di turbamento o di premonizione offuscava la mia serenità: non soltanto non mi ero assentata dal corso ma, cosa più importante, non avevo fatto mancare la lezione ai miei studenti e avevo presentato una bella relazione agli scrutini. Quel giorno, avendo finito le mie lezioni alle 13.30 e poiché alle 14.30 sarebbero iniziati i successivi scrutini, invece di andare a casa che era un po’ distante, mi ero concessa un’ampia fetta di pizza e mi ero trasferita nella sala insegnanti a ingannare il tempo, leggendo qualche circolare qua e là. All’improvviso uno squillo sul cellulare. Il numero era quello della mia segreteria scolastica! Mi accinsi a rispondere prendendo un po’ in giro la simpatica applicata e facendole notare che ero lì a due passi, ma mi accorsi ben presto che il suo tono era troppo formale: “ Se è già qui, venga subito che la Preside vuole vederla”. La faccenda mi persuase all’istante che c’era qualcosa che non andava, ma cosa? Nel breve percorso del corridoio, non mi venne proprio nulla in mente. Appena entrata in segreteria, la dirigente con un’espressione poco benevola e la bocca con un broncio esagerato, era intenta ad attorcigliarsi i boccoli con nervosismo.
“Buongiorno Preside”
“Come mai lei ieri non era presente agli scrutini?” Così, damblè, senza un saluto.
Immagino che la mia espressione attonita l’abbia fatta imbufalire ancora di più, credendo che mi stessi arrampicando sugli specchi per cercare una scusa. In realtà, la mia faccia era dovuta al fatto che la domanda che avevo prodotto per giustificare il cambio turno e conseguente assenza dagli scrutini era stata da lei stessa letta e firmata! Nulla poteva passare senza la sua piena approvazione! Ancora con l’involucro della pizza in mano le feci notare la faccenda, chiedendo manforte ai due applicati lì presenti. Ma loro se ne stavano rigidi ai loro posti facendo finta di lavorare, in realtà con le orecchie ben tese e i visi sfuggenti.
“Mi scusi, signora Pina – chiesi all’applicata – può farmi avere la domanda che la Preside ha approvato?”
“Ma quale domanda e domanda – sbottò la preside – lei l’ha presentata per il cambio turno, non per l’assenza dagli scrutini di ieri!”
Per un attimo la mia mente vacillò e credetti di trovarmi in un paese straniero di cui non conoscevo la lingua. Allora, pensai bene di spiegarle quello che immaginavo fosse chiaro per tutti: non avendo io il dono dell’ubiquità, non avrei potuto in nessun modo essere presente al corso e pure agli scrutini. Le leggi della fisica me lo vietavano. In parole povere, se avevo chiesto un cambio turno alla mia collega per non privare gli alunni della mia lezione pomeridiana e per poter partecipare al corso, chiaramente non sarei nemmeno potuta essere presente agli scrutini!

Con gli occhi roteanti nelle orbite e i boccoli come le spire della Gorgone, la preside esplose: “Lei crede di poter fare quello che desidera, lei pensa di essere un cane sciolto, libero di non presentarsi agli scrutini, ma dico, agli scrutiniii (urlato con crescente parossismo)!!!”
“Ma preside – replicai io – non ho mai pensato di poter fare quello che voglio, sono anzi fin troppo ligia alle regole! Appunto per questo ho presentato domanda, che lei ha firmato, informandola che sarei stata al corso dalle 15.00 alle 19.00, proprio nell’ora in cui si tenevano gli scrutini”.
“Non dica sciocchezze! La sua domanda si riferiva al cambio turno e all’orario del corso, non agli scrutini. Lei ha fatto come le è piaciuto!”
Il mondo, privato delle sue naturali regole di buonsenso, roteava intorno a me: “Preside, nella mia domanda era implicito che la presenza al corso avrebbe impedito la mia presenza agli scrutini, mi pareva chiaro.”
“Sarà chiaro per lei, ma non per tutti gli altri. Lei si è presa una grandissima libertà che le farò pagare a caro prezzo. In questa scuola, se lo metta bene in testa, lei non può fare come vuole. Anche l’abitudine di ricevere qualche minuto prima i genitori, ai colloqui, lei se la deve togliere”.
“Preside, io ho tanti alunni, così ho più tempo per parlare con i genitori di tutti e trascurarne meno possibili. Non tolgo nulla a nessuno anzi, impiego il mio tempo che non verrà retribuito!”
“Non è questo il punto, io devo sapere quello che fa: da questo momento in poi voglio avere il calendario con i minuti precisi che intende dedicare ai genitori. Non sono permessi i cani sciolti in questa scuola! Per farglielo capire meglio, le scriverò immediatamente un avvertimento disciplinare!”
In quel momento, la dea della furia mi prese e alle labbra mi salì una rispostaccia. Ma mi contenni, dicendole: “Faccia quello che vuole, buongiorno” e infilai la porta.
Dopo una mezz’ora la rividi agli scrutini. Pareva avesse dimenticato tutto, però era come se io fossi diventata più invisibile di prima. L’anno è trascorso così come era iniziato. Non mi è stato mai recapitato nessun avvertimento disciplinare.
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sì,
si incontrano persone piccoline ad ogni angolo della nostra vita…
però devo dire che sono stato educato da un fantastico insegnante di lettere, poi divenuto mega dirigente scolastico, quindi mi sento in dovere di spezzare una lancia in favore della categoria…mi è capitato di incontrare persone di livello super fra gli insegnanti, e sono convinto che ce ne siano tanti…
Il problema semmai è, al solito, un paese così arretrato che invece di ritenere gli insegnanti una ricchezza da coltivare li ritiene dei paria da umiliare perché lavorano poco, guadagnano poco e, soprattutto, danno un cattivissimo esempio di gente che si guadagna da vivere lavorando e studiando (e guadagnando poco -lo studio non paga, con le fellatio si va a fare il ministro e dopo 5 anni si ha la pensioncina a carico dello stato…).
E voi donne se avete un bel sorriso ricordate che la cosa migliore è cercare chi vi mantenga.
eeefoorzaitaaaliaaaa (repeat sfumando)……..
per me scioglierai questi misteri quando anche tu sarai diventata una dirigente
elogio alla e.logica
Non diventerò mai dirigente, essenzialmente perchè non lo desidero. Non ho mai avuto questo obiettivo e non ho mai avuto l’ambizione di diventare un capo. Se poi diventare dirigente significa vessare i cosiddetti “più deboli” e mettersi a pancia all’aria mostrando la gola a poteri più forti, no, questo proprio non fa parte di me. Nel corso dell’anno scolastico, per tua informazione G.Nuovocolle, ho potuto assistere ad altri penosi siparietti, stavolta non riferiti a me, che mi hanno disgustata nel profondo.
Il potere è cosa aberrante. Soprattutto se va in mano a gente (mi scusi se mi permetto) “tarda”. Mi sembra alquanto improbabile ch una normale persona dotata delle più elementari facoltà mentali non possa capire che se dalle 15 alle 19 si è impegnati, non si può essere agli scrutini.
Vada sempre avanti nel rspetto delle regole, e non si preoccupi di questi personaggi. Ha dimostrato dignità e fermezza in questo episodio, degni di una personalità matura e forte. Non si scoraggi. A presto.
Grazie Carmine! Questo articolo voleva essere solo una testimonianza di quel che succede quando gente non adatta viene ammantata di poteri forti che non sa governare.
E’ vero. Però purtroppo stando in quelle posizione possono disporre di facoltà che, avolte, rendono ai sottoposti la vita impossibile. COntinua così mi raccomando..
Che esistano persone di questo genere e’ cosa nota. Ma ogni successiva e impietosa conferma e’ un pugno nello stomaco. Non capisco come tu abbia potuto mantenere il controllo. Io sarei esplosa anche a fronte della necessita’ che tutti abbiamo di mantenerci il precario posto di lavoro. Dalle mie parti persone come la preside pseudo-marilyn abbondano, fluttuano, galleggiano nei corridoi e nelle stanze come meduse dalle quali devi girare alla larga con grazia e senza troppo parere. Gente frustrata, spesso degli ignoranti e anche degli incapaci che hanno accaparrato una scrivania e che da li’, come dal ponte di comando del Bounty, tartassano la ciurma. Anelo il giorno dell’ammutinamento!
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Cara Laura, mi sono trattenuta non per la paura di perdere il posto, sapevo bene di non aver commesso nulla di male, ma perchè non sono fondamentalmente un’attaccabrighe. Mi è però capitato, qualche rara volta, di arrabbiarmi davvero ed è una sensazione di spaesamento e di sdoppiamento, che mi ha lasciato disorientata. Questa dirigente non si meritava la mia perdita di controllo. Si merita di essere quello che è: un’emerita imbecille!
Sei saggia. Io non ci sarei riuscita.
No, non sono saggia. Sono poco aggressiva. Non so perchè, ma in certe situazioni, come in questa, dentro di me sentivo che non ne valeva la pena, che era tutta rabbia sprecata. Tuttavia, come vedi, mi è rimasto impresso l’episodio. Forse dovrei esplodere di più e non vergognarmi di fare piazzate quando servono!
Infatti le piazzate, una volta ogni tanto, servono per chiarire a quel genere di persone che non possono permettersi piu’ di tanto.
IO ci leggo solo la vicenda di una persona che non avendo la possibilità di far capire n altro modo che copre la posizione di “comando” (vuoi per incapacità vuoi per impossibilità), non vedendo rispettatata la burocrazia (che pensi che chiedere un permesso per una cosa non implichi calcolare che c’era l’altra?) ha sbraitato “qui comando io!” tra l’altro senza conseguenze…
Nel mondo reale ste cose succedono spessissimo, nessuno se ne lamenta.
Non ti capisco Oris: che vuol dire “nel mondo reale”? Forse che il mio mondo non è reale quanto il tuo? O peggio, che il mondo che frequento io si trova in una dimensione ovattata dove certe cose non accadono e quando accadono, mi meraviglio a sproposito? Vorrei ricordarti, se già non l’ho detto da qualche parte, che sono un’insegnante. Per quel che credo, il mondo che frequento è uno dei più reali esistenti, terribilmente reale. In secundis, non ci sono state conseguenze non perchè la dirigente abbia avuto pietà di me, ma perchè non avrebbe potuto comminarmi proprio nessun avvertimento disciplinare, essendo io pienamente in regola con tutte le scartoffie. Aggiungo che, poichè era stata sabotata agli scrutini da diverse altre insegnanti, e sapendo come ragiona la sua piccola testa, si sarà fatta dare l’elenco delle docenti e tra queste ha scelto quella che riteneva più debole rispetto al suo potere. Perciò mi meraviglio, eccome se mi meraviglio, perchè se non ci si stupisce che un cosiddetto capo d’istituto o un dirigente di qualunque istituzione, possa permettersi certe bassezze allora, come si dice qui a Roma “le chiacchiere stanno a zero”. Io continuerò a meravigliarmi e a indignarmi, tu, fa un pò quel che credi Oris.
Sì, per l’amor di dio vosto, indignati e meravigliati ci mancherebbe.
Solo che è inutile.
L’unico rimedio è non fare altrettanto quando se ne ha l’occasione.
“nel mondo reale”……..hai capito Ange’ ?
che si deve sentire. Pardon, leggere.
Non raccolgo.
Puoi, oltre che provocare, argomentare?
E’ un modo per dimostrare la mia solidarietà ad Angelika, per tutte quelle volte che incontriamo persone -che in modo più o meno esplicito- ti fanno sentire come se fossi scesa da Venere o coinquilina di una fata del bosco incantato. Credo che pochi come i precari sono “presenti” nella contemporaneità. E a mio avviso hanno tutto il diritto di stupirsi (ed indignarsi e sfogarsi) quando anche la realtà supera le proprie previsioni di possibilità.
Se avessi voluto provocare avrei commentato sul tuo intervento.
Brava Simona, non avrei potuto scrivere meglio!
veramente dovresti essere tu, Oris, ad argomentare cosa vuoi intendere con “nel mondo reale”. Mi pare di avertelo già chiesto. Forse non te ne sei accorto, ma con questa frasetta che è spesso sulla bocca di chi si sente superiore, puoi far salire la mosca al naso. A me è salita.
OK.
Semplice.
Le persone sono persone, non dirigenti o docenti.
Le persone non sono perfette.
La mattina magari si sono alzate male o bene, e questo influisce sul loro comportamento.
Le rende irascibili o tranqulle o..altro.
Le persone, nel mondo reale, sbagliano, a volte poco a volte tanto.
Le persone fraintendono, sottintendono, ignorano.
Il mondo reale.
Spesso fanno soprusi, spesso subiscono.
Non e farei una questione di stato solo perchè dirigono.
Mi rendo conto che uno si senta frustrato ma in TUTTE le situazioni avvengono certe cose e NON sono cose che dipendono dalla politica e nemmno dalla educazione civica, dipendono dalle persone, i momenti e il tipo di rapporto che instaurano.
Il mondo reale insomma.
Ne mondo reale quando si sveglia un precario non solo deve correre, ma tacere, ingoiare, subire, essere ridicolizzato/a, e l’umore, ti assicuro è quasi sempre più nero che allegro, e si alza di solito più male che bene.
Nel mondo reale un dirigente può arrivare quando vuole, e come vuole, può decidere, sulla base dei suoi deliri di onnipotenza, quale persona valga più o di meno, chi e quando favorire e chi e perchè attaccare e trattare senza rispetto, sia se si sveglia bene che si sveglia male, anzi, chi è accecato/a dai deliri di onnipotenza, a volte prova un piacere quasi erotico nel vessare le persone, quando lo può fare. Naturalmente NON tutti i dirigenti sono così, come non tutti i precari son trattati male.
C’è persona e persona, Oris.
Ma c’è anche Dirigente e Precaria, e ti assicuro, la vita dei precari è spesso come la ha descritta Angelika, specie quanto ti trovi questo tipo di dirigenti.
Lo devo fare anche io ogni giorno, anche se olte a quello ci sono anche le insoddisfazioni.
Non colpevolizzo gli altri della mia condizione, è la mia condizione, a volte godo, avolte soffro, a volte faccio godere a volte faccio soffrire….
Nulla è dovuto, purtroppo.
azz. l aprima frase voleva essere oltre alle insoddisfazioni ci sono acnhe le soddisfazioni…
Nella pubblica amministrazione non bisogna mai fare assunzioni implicite, tutto deve essere esplicitato per iscritto, la formula corretta sarebbe stata:
chiedo formale permesso per … dalle ore x alle ore y, pertanto non potrò essere presente agli scrutini che si svolgeranno nello stesso orario.
Seguono spiegazioni plausibili e precauzioni prese affinchè non si verifichi alcun danno in seguito a questa assenza.
Presumere che l’altro pensi e faccia 2 + 2 quando è normalmente occupato in più alti pensieri è considerato un gravissimo attentato (un inganno) al potere costituito.
Vedere anche definizione di burocrazia
Allora avevo azzeccato il problema!
Vedi, anche senza averci lavorato… anzi no: 9 giorni da operatore ecologico bastano?
Caro Adetrax, ho già risposto ad Oris in merito alla burocrazia. La mia domanda era perfettamente in regola. Cercava solo un capro espiatorio. In effetti, il succo dell’articolo è questo.
Questo l’avevo capito, ma una delle regole non scritte è che non si deve assumere che un capo sia iper-sveglio, ovvero se questo si accorge che certe cose gli sono sfuggite di mano (contrariamente alle sue aspettative) allora un evento del genere può capitare (soprattutto se qualcuno gli/le ha fatto notare che le cose non stanno affatto andando come dovrebbero).
Quello che voleva dire Oris è che se questi eventi sono occasionali e rari allora , nonostante siano spiacevoli e seccanti, bisogna incassarli; purtroppo l’equilibrio e la meritocrazia sono merce rara di questi tempi, coraggio.
Invece è proprio qui il problema secondo me. Non soltanto bisogna evidenziarli anche quando sono “occasionali e rari”, ma l’esperienza e l’andazzo mi fanno temere che diventeranno sempre meno isolati. Io, se posso, ne parlerò sempre!
Ne fai una questione di principio?
Come te dici, “qualcuno lo ha fatto notare”
Adetrax, nelle PP.AA., dove lavoro, questo succede quasi sempre. Un dirigente, di solito, non fa queste sparate perchè la mattina si è alzato male. E’ perchè qualcuno può aver “segnalato” il problema. Magari arrampicandosi sugli specchi e tirando fuori cavilli regolamentari di ogni tipo. E’ questa un’altra perversione erotica di certi amministrativi. Soprattutto quelli che non hanno modo di sfogarsi altrimenti
Scusa se mi permetto. Ma se te chiede chiedi un permesso dall’ora x all’ora y anche non specificando in quella stessa ora si tengono gli scrutini, una volta che ti viene accordato il permesso in quell’orario sei automaticamente impossibilitato a fare tutto ciò che c’è da fare. Non si tratta di fare 2 più 2 semplicemnte di rendersi conto che l’ubiquità non è un dono della razza umana.
Ti dico come la penso io.
Mi metto nei panni della “cattiva dirigente” (mi piacciono i panni scomodi) e vado a tastoni, perdonatemi le inesattezze…
Allora io sono una cattiva dirigente, frustrata e incapace (questo per accontentare il pubblico
), penso ai cassi mia e cerco di fare il mio lavoro nel modo in cui i miei pochi neuroni permettono.
I permessi li firmo, spesso, senza leggerli, in quanto i docenti sono persone grandi e vaccinate e quando li chiedono sanno quello che fanno, si auto organizzano, (inoltre probabilmente quei permessi non si chiedono a me direttamente).
So che il tal giorno ci sono gli scrutini e sapendo che molti docenti me li vogliono boicottare/bigiare mi raccomando con tutti di ESSERCI.
Ho un docente che è veramente impossibilitato a partecipare agli scrutini, ma non me lo dice il motivo, si limita a mandarmi il foglio da firmare tramite l’ufficio/persona che se ne occupa.
Io che ho altre cose da pensare oltre a questa, mi faccio sfuggire la coincidenza temporale.
Poi… si veda l’articolo…
Le chiavi di lettura sono sempre più di una.
Ah, lungi da me accusare Angelika o difendere il capetto di turno… solo preferisco pensare che le persone sono tutte uguali, chi più o chi meno, e tutte potenzialmente buone o cattive, e forse con il dialogo VERO, si risolverebbero molti problemi…
Chi non fa questo tipo di distinzione non dovrebbe meravigliarsi quando le generalizzazioni lo colpiscono direttamente.
un plauso per oris che ha centrato il problema e contemporaneamente trovato una soluzione.
e da adesso il mondo è già un po’ migliore
elogio alla e.logica
Mah, puoi pure sfottere, oramai su MC si fa solo questo, si sfotte, si snobba.
Si cercano alleanze contro…
Comunque ritengo che leggendo meglio si possa capire anche il possibile punto di vista dell’altra persona, e che non c’è soluzione ne problema, solo mancanza di dialogo e preconcetti.
porca miseria, oris, sono costernato.
perdono, non volevo si leggessero note di ironia nel mio messaggio.
è la sfortuna della comunicazione in internet.
quello che ho scritto è quello che intendevo: cioé che hai scritto ESATTAMENTE la soluzione al problema. insomma ero SINCERISSIMO
il dialogo è la soluzione. la comprensione è la soluzione.
le frignette si fanno dal parrucchiere, che se hai qualcosa da dire e ti è sfuggita l’occasione è meglio stare zitti e, tra il difendere la propria posizione e l’incazzarsi, ci sono un bel po’ di possibilità nel mezzo.
gli indiani non hanno il detto di mettersi nelle scarpe degli altri
elogio alla e.logica
Nuovocolle, ora mi hai stufato! Usi termini e locuzioni che non mi piacciono: “le frignette si fanno dal parrucchiere” lo vai a scrivere da qualche altra parte e non a me. Ho illustrato una situazione non per lamentarmi e cercare la comprensione di chi mi legge, ma per rendere noto che a tutti i livelli ci si scontra con persone poco degne e per nulla preparate a rivestire un ruolo dirigenziale. Non ho scritto nulla di nuovo, lo so da me, ma di nuovo sotto il sole non c’è più nulla da diverse migliaia di anni. Sai però qual è il guaio? Che da qualche tempo, chi finisce sui giornali dileggiato e spogliato della propria dignità sono soltanto gli insegnanti, che per la maggior parte il loro lavoro lo fanno egregiamente. Mai letto di qualcosa di male a proposito dei dirigenti. Eppure, fanno anch’essi parte della scuola, rivestendone la carica più alta. Come mai???
Effettivamente quando si parla di scuola si parla solo di insegnanti… on vengono toccati nei gli operatori scolastici ne i dirigenti.
Io credo dipenda anche dal fatto che gli insegnanti SONO la scuola nell’immaginario della massa, essi sono coloro con i quali la massa dialoga, sono le facce della scuola.
Quando ricordi la scuola ricordi i professori o la professoressa (alcune ti fanno partire la testa…. ma questa aè un altra storia).
I giornali, venditori di fumo e di finte notizie non possono fare altro che adeguarsi, credo.
Una conseguenza ingiusta del posto di rilievo che l’insegnante occupa nella società.
mmmhhhh
non sono d’accordo Oris, secondo me ultimamente sei un po’ pessimista su MC.
Renditi conto che stiamo andando avanti ad effettivi ridotti e il dibattito è quello estivo (sempre un po’ basato su fesserie).
Ho voluto mantenere inalterato il ritmo di mc per non fare come Veltroni che rimanda tutto a ottobre, ma non è semplice farlo al massimo dei livelli quando il contributo è condizionato dalle ferie.
Forse ho fatto un errore, ma l’ho fatto perché volevo dare un segnale politico. La situazione richiede che non ci si fermi per le ferie e lo sto facendo.
Poi, giustamente, solo chi fa può sbagliare.
@Nuovocolle, non c’è soluzione, solo accettazione dello stato nel quale siamo, persone appunto, mi scuso ma avevo letto sul tuo blog che volevi ridurre la settimana come soluzione e ho frainteso: il dalogo appunto. Speso il capo ci sta sulle balle, dovergli spiegare le cose ci fa sentire come se accettassimo l’autorità. Allora magari lo scriviamo su un foglietto, che lui mette tra i molti che firma senza leggere (sbagliando). Voglio credere che parlando e spiegando il capo l’avrebbe fatta pesare (è il capo) ma avrebbe concesso il permesso, sono stufo di essere “finto rivoluzionario”, la vera rivoluzione è accettare e comprendere non condannare a priori.
@MC Non è questione di effettivi è di atteggiamento,
, ma è inevitabile, succede dovunque, non ne farei un cruccio.
>mi scuso ma avevo letto sul tuo
>blog che volevi ridurre la settimana
>come soluzione e ho frainteso
eddaaaaii, prima di tutto preciso che il link all’ultimo post del mio blog viene messo automaticamente, perché come contenuti non c’entra nulla con la presente discussione, non pensare che abbia messo quel link per spiegare chissà cosa…
eppoi… è un post giocoso, misto a qualche ragionamentino serio nella sua banalità. non certo nel ridurre il mese si troverebbe soluzione al problema, ma c’è una certa abitudine a nascondere un problemone importante con falsi problemi la cui soluzione in effetti sarebbe immediata, ma ormai c’è più questo vezzo di lamentarsi del problema piuttosto che trovare la soluzione. un’abitudine destinata a distruggerci.
>sono stufo di essere “finto rivoluzionario”,
>la vera rivoluzione è accettare e comprendere
>non condannare a priori.
adesso che hai capito che non sono ironico posso dire che per me HAI CENTRATO il punto alla grande!!! questo serve, questo cambia il mondo in meglio
>Nuovocolle, ora mi hai stufato!
>Usi termini e locuzioni che non mi piacciono:
>“le frignette si fanno dal parrucchiere” lo vai a
>scrivere da qualche altra parte e non a me.
WOW. l’avessi tirata fuori con il capo questa grinta… accidenti: sempre e solo quando non serve. comunque meglio di un ‘Nuovocolle, dì quello che ti pare, buongiorno. slam!’
>Ho illustrato una situazione non per lamentarmi e
>cercare la comprensione di chi mi legge,
faccio fatica a convincermene, in fondo la tua reattività è solo nei confronti di chi non ti dà comprensione, ma ti propone punti di vista alternativi. le uniche risposte accettabili a questo post sono ‘caspita che cattivi questi dirigenti’, ‘ce l’hanno tutti con noi poveri dipendenti’ ‘è un’ingiustizia però’. quindi comprensione, coccole e vittimismo.
vuoi darmi/ti prova del contrario? prova a scrivere qualche motivazione che possa giustificare il comportamento della controparte. non ne trovi? allora ho ragione. alla grande.
elogio alla e.logica
Nuovocolle, mi dai proprio l’impressione di uno che parla perchè ama il suono della sua voce, in questo caso perchè ti piace vedere scritte le tue parole. Comunque, non hai letto con la dovuta attenzione nè il mio articolo, nè le mie risposte ai commenti. Ripeto allora, come si fa a scuola quando c’è un alunno più riottoso alla comprensione: la grinta l’ho tirata fuori anche durante il rimprovero della dirigente, tanto è vero che quella con gli occhi di fuori e i capelli ritti era lei e non io (hai presente, la Gorgone, c’è tanto di immagine). Non è necessario strillare per far valere il proprio punto di vista: io non ho mai strillato, lei sì. Sono io che me ne sono andata lasciandola in preda all’ira, non è stata lei a mandarmi via. Per quanto mi abbia fatto dispiacere il rimbrotto gratuito, quello che mi è spiaciuto di più di tutta la faccenda è vedere la sua piccineria. Non me lo aspetto mai da chi ha non solo più anni di me, ma anche più esperienza e concorsi dirigenziali all’attivo. Ho anche scritto che al di là del mio fatto personale, la signora durante l’anno ne ha fatte ben di peggiori e non nei miei confronti. Ho spiegato anche il perchè del suo comportamento di quel giorno: aveva deciso di rivalersi con chi riteneva più debole. Se ti sembra questo un comportamento degno di un capo di istituto e giustificabile in qualche maniera, allora sì, hai ragione tu, tutte le ragioni! Sono convinta che a certi uomini un pò di soddisfazioni bisogna dargliele!
Suggerimenti?
con la fantasia un migliaio, diverso dall’essere lì. neanche a te viene in mente niente? ma che è una malattia quella di capire solo le proprie ragioni? contagiosa pare. pericolosissima certo. te ne lascio un paio di fantasia e l’esercizio di continuare da solo a casa
1. voleva mettere alla prova il carattere dell’insegnante perché si stava chiedendo, visto tutte le altre notevoli doti, se poteva proporle un posto di maggior responsabilità
2. aveva fatto una scommessa con la segretaria che anche questa volta sarebbe riuscita da aver ragione contro ogni evidenza
più credibile è il racconto di oris poco sopra
elogio alla e.logica
Non c’è soluzione, solo accettazione dello stato nel quale siamo, persone appunto, mi scuso ma avevo letto sul tuo blog che volevi ridurre la settimana come soluzione e ho frainteso: il dalogo appunto. Speso il capo ci sta sulle balle, dovergli spiegare le cose ci fa sentire come se accettassimo l’autorità. Allora magari lo scriviamo su un foglietto, che lui mette tra i molti che firma senza leggere (sbagliando). Voglio credere che parlando e spiegando il capo l’avrebbe fatta pesare (è il capo) ma avrebbe concesso il permesso, sono stufo di essere “finto rivoluzionario”, la vera rivoluzione è accettare e comprendere non condannare a priori.
Oris, mi permetto di dirti che continui a non capire. Innanzitutto, ma questo puoi non saperlo, ogni domanda, ogni richiesta passa per le mani del dirigente scolastico. Il dirigente non può ignorare o non conoscere quello che avviene nella sua scuola o le richieste che gli vengono fatte dai suoi dipendenti o dai genitori degli alunni. Ecco perchè tutto deve sottostare alla sua firma. Infatti, il dirigente può anche non concedere, in determinati casi un’ assenza o una richiesta di qualunque natura. La signora in questione non ignorava affatto la mia domanda, nè il suo contenuto nè i motivi dell’assenza. Era tutto ben scritto e chiaramente! Quando sono stata convocata, io ho cercato comunque il dialogo, ma è stato impossibile spiegare (e se fossi stata più aggressiva non avrei dovuto spiegare proprio nulla!). Il preconcetto, all’epoca, non era da parte mia ma lo era fortissimamente da parte della dirigente. Quella volta è andata così. Tuttavia non sono così chiusa da pensare che non ci siano validi dirigenti. Il difficile è incontrarli!
Avevo letto che gli avevi solo scritto… cmq ti ho risposto sopra del perchè la pesno in questo modo.
Secondo me però non è un buon motivo per sentire il mestiere di insegnante come un mestiere da non fare, i dirigenti cambiano…
Oris, e dove avrei scritto che l’insegnante è un mestiere da non fare???
Stai facendo un pò di confusione. Semmai, ho scritto che non è mai stata una mia intenzione diventare dirigente, questo sì. Però era una risposta ad un commento (di Nuovocolle), non era certo nell’articolo. Su, su, vatti a prendere un bel caffè!
Non rispondevo a te, ma in generale. Se leggi i commenti (tutti) da questa vicenda è nata una condanna della scuola.
Se la scuola sia da condannare o da riformare o il mestiere di insegnante non sia possa più fare perchè succedono cose come questa… permettimi di dire che lavorando ne succedono di ben peggiori.
E avrei tralasciato il commento finale sul caffè
Sembra intolleranza.
La miseria dei capetti in un sistema svuotato di valori e sostanza e riempito di forma e burocrazia…di questo passo rimarrà veramente poco ed anche i valorosi si scoraggeranno…tremo al pensiero che tutto ciò sia nelle mani, libere d’agire, di alcuni ignoranti, cafoni furfanti senza scrupoli.
e saranno sempre di più. Almeno nella scuola, dal prossimo anno scolastico, il potere di assunzione sarà tutto nelle mani dei presidi. Lascio alla vostra immaginazione…
Ehi MC, ma la smettete di pubblicare i miei articoli quando sono fuori casa???
Pare che lo facciate apposta!!
Nel pubblico, purtroppo, la forma è sostanza.
E l’esercizio del potere, anche se solo ipotizzato, è la norma a prescindere dal fatto che vi siano o meno motivi oggettivi per manifestarlo.
Per questo nessuna riforma del pubblico impiego potrà avere la minima conseguenza pratica, se non parte dall’alto: si devono “rieducare” i capi, segandone un bel po’, per poi procedere scendendo di livello.
PS: queste cose non succedono solo nel pubblico
per ora hanno cominciato a segare la parte più debole del mondo lavorativo: i precari!
Ho avuto modo di leggere solo ora con calma la storia. Non mi meraviglia troppo. Solo una puntualizzazione alla simpatica e irascibile Laura Costantini. Anch’io sarei esploso. Anzi sarò più esplicito: In passato sono esploso senza alcun timore delle conseguenze per ben tre volte.
E ho cambiato lavoro.
L’ultima volta che sono esploso, mi sono solo trattenuto dal rovesciare la scrivania del”diretur”… ma non mi è servito. Ho cambiato lavoro. E già che c’ero anche città.
Se si potesse cambiare lavoro facilmente molti direttori e dirigenti avrebbero la vita meno facile. E molti lavoratori non dovrebbero abbozzare per paura di non avere più alcun reddito.
Gunnar
Credo che episodi del genere accadano in tutti i settori sia pubblici che privati. Perciò è stato “inventato il mobbing”.
A dire il vero non vorrei intervenire, ma desidero raccontarvi un episodio che la dice lunga sui comportamenti dei cosiddetti dirigenti.
Quando ero di ruolo, si diceva così ai miei tempi, ora a tempo indeterminato, nella scuola, ero piuttosto turbolento, nel senso che non la mandavo a dire, agivo di persona. In una delle tante occasioni di scontro, mi giunse una proprosta di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale da parte della mia capa. Al provveditorato non pareva vero. “Finalmente”, dissero “ce lo togliamo dai cabasisi”. E giù una serei di visite ispettive.
Caro gunnar caravella, se non fossi stato più che a posto, mi avrebbero mandato in Sardegna, non percgè non mi piaccia, ma per punizione: trasferito contra meam voluntatem!
Solo perchè la capa non ammetteva contestazioni. Oggi potrebbe capitare di peggio per come si sono messe le cose. Se non chini la testa, ti mandano a casa! A chi è già dentro, ai precari “vietato l’accesso”.
Sì, hai ragione Gunnar. Io non ho fatto seguito all’ira che mi stava montando dentro, soprattutto perchè non amo perdere il controllo di me stessa. Come scrivevo a Laura, le poche volte che mi è capitato, mi sono poi sentita disorientata. Tuttavia, tu mi confermi che sei esploso e per ben tre volte: questo non ha impedito però che tu cambiassi lavoro o addirittura città. Questa è la cosa ingiusta, che ci abbia perso tu, se in realtà hai perso qualcosa. In compenso, puoi stare più che in pace con la tua coscienza!
…vorei solo lasciare una massima che una volta ho letto da qualche parte.. non ricordo (mi pare fosse il mio diario di scuola, era un comix anno 2005 credo) che più o meno diceva così: l’uomo arrabbiato è difficilmente ragionevole, l’uomo ragionevole è difficilmente arrabbiato.
Non volgio assolutamente dire che ci abia perso le staffe sia “irragionevole, anzi. Solo ribadire un concetto già espresso: secondo me angleika ha fatto benissimo. La dirigente aspettava un suo cenno per sbatterla fuori (non so se è nei suoi poteri, ma cmq). La calma è la virtù dei forti… oh oggi sono in vena!?!?!
MA penso che proverbi per oggi ossano bastare.
Vicenda imbarazzante, hai tutta la mia solidarietà Professoressa Angelika.
La scuola è ormai alla frutta, non è più possibile ambire ad insegnare.
Se mi passate l’espressione, è il classico caso di: “dai un piccolo potere ad un piccolo uomo, ed avrai una grande …… testina”.
Purtroppo ce ne sono diversi di casi così Angelika, ed il tuo comportamento civile era l’unica cosa possibile (io non ne sarei stato capace). Per fortuna, almeno per la mia esperienza, sono pochi, ma quei pochi risaltano enormemente per il danno che fanno ai comuni mortali.