Ho Fatto un Sogno
7 luglio, 2008 di Angelika
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, Informazione
Ho una fantasia molto sbrigliata, di giorno e di notte, ma di notte quello che la mia fantasia imbastisce non posso tenerlo sotto controllo e spesso mi ritrovo la mattina seguente a interrogarmi su quello che ho sognato, a quali inconsci significati devo attribuire gli arzigogolamenti notturni. Ah, ma non mi sono ancora presentata. Questo è necessario per capire il sogno che ho fatto e i pensieri che mi condizionano in questo periodo, più che in altri. Donna, bianca, e…precaria della scuola da alcuni anni ormai.

Già posso vedere i sospiri, le alzate di sopraccigli al cielo, sentire i commenti: “ancora la scuola, ancora i precari, uhhh, tre mesi di vacanza all’anno, fannulloni” etc etc. Perché questo periodo è così diverso dagli altri? Perché siamo a giugno, signori miei, e giugno è l’ultimo mese in cui percepirò il mio stipendio, l’ultimo mese in cui ancora posso dirmi non disoccupata e, cosa per me ancora più difficile, è l’ultimo mese in cui posso guardare e ascoltare le mie colleghe discutere di piani e programmi per il prossimo anno scolastico, di progetti di vario genere, di sistemazioni in quella o in quell’altra classe.
Progetti e piani di cui io non farò parte. Proprio ieri ho assistito ad un collegio del genere e mi sentivo sempre più evanescente. Evanescente è la parola giusta, perché come in uno di quei vecchi film, ero come la protagonista a cui hanno fatto un maleficio e a causa del quale svanirà e diventerà impalpabile di ora in ora, se non interviene l’eroe di turno. E questo non perché io abbia goduto di scarsa stima da parte delle mie colleghe, anzi, mi pare di essere stata molto apprezzata e, come ogni anno, ho anche potuto stringere qualche bel legame di amicizia. Ma è la natura delle cose e dell’uomo: io non sarò più lì con loro l’anno prossimo e perciò sono diventata una di quelle pagine da girare, magari con qualche rimpianto se hai lavorato bene, ma sempre da girare. Torniamo al sogno: mi trovo con due mie colleghe di ruolo a cui mi sono legata quest’anno in un vicoletto in cui si tiene un mercatino, quando all’orizzonte si profila la mia dirigente con un idrante in mano. Io la guardo stupita e lei, per tutta risposta e ridendo scompostamente, aziona l’idrante solo verso di me, spazzandomi via con tutta la violenza dell’acqua.

Mi sento fluttuare, sempre più lontana da tutto, mentre mi chiedo: perché? Poi mi sono svegliata. Ci vedete un significato nascosto voi? Là per là, ancora intontita e con la sensazione di galleggiare non ne capivo il nesso, ma poi sì: il mio inconscio ha costruito per me questa originale evocazione del mio attuale presente lavorativo. Spazzata via, fino a data (se ci sarà, visti i tempi e i tagli) da destinarsi. Ho dimenticato di dirvi anche questo: ho 40 anni, due diplomi, una laurea e sei abilitazioni (ottenute con concorsi pubblici) in diversi ordini scolastici e classi disciplinari. Quando penso a chi pontifica sulla scuola, a chi decide per noi, vorrei tanto proporgli non qualche anno che è troppo (e non lo auguro al peggior ministro), ma alcuni mesi da precario nella scuola, soprattutto alla primaria o alle medie inferiori.

Scommettiamo che la visione della scuola pubblica come ricettacolo di fannulloni e inadempienti sparirebbe ben presto dalla considerazione popolare, dalle colonne degli opinionisti di grido e dalle finanziarie sempre più distruttive? Non gioco d’azzardo mai, non fa per me, ma stavolta sono sicura di vincere.
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Angelika, massima solidarietà!!
Mia moglie, come te, da anni subisce questa massacrante routine da precaria dell’istruzione…condizione assurda e inaccettabile…quindi credo di avere idea di come ti senti. Ho già avuto modo di esprimere su MC il mio parere riguardo la scuola pubblica, ciò che rappresenta, il suo valore sociale, la sua inestimabile importanza e quanto occorrerebbe fare per assegnarle nuovamente il ruolo che necessariamente una istituzione del genere deve avere in un paese sano che intenda investire nel futuro.
Mi associo agli auguri per un sano e formativo periodo di precariato ai nostri cari governanti fannulloni.
Coraggio!!
Ah, il coraggio non ci manca altrimenti non entreremmo ogni mattina in una classe a fronteggiare la progenie altrui, a discutere financo col portinaio della scuola che per un anno intero fa finta di non averti mai visto e ogni volta ti obbliga a presentarti. Potrei raccontarne ancora e ancora…ma temo che tu sia già più che edotto su quello che succede a scuola, grazie a tua moglie. Salutamela caldamente, siamo tutte sorelle (e fratelli) disperati in questa lunga estate torrida!
e purtroppo sempre più vessati. I tagli di quest’anno sono assurdi.
Non si può arrivare ex abrupto ad una situazione del genere.
Mi permetto di segnalare ai nuovi lettori lo speciale scuola di MenteCritica del settembre 2007.
Ad Angelika tutta la mia solidarietà.
Finché le persone che hanno l’importantissimo ruolo di educatori e formatori dei nostri figli verranno trattati in questo modo ogni speranza di miglioramento sarà vana.
Mi sento molto consolata dalle tue parole Diabolico, e questo mi riscaldda il cuore. Resta la rabbia che si alimenta ogni giorno per quello che stanno combinando, mentre la cosa più triste di tutte è che la stragrande maggioranza delle persone lo ignora, per disinteresse o scarsa coscienza o perchè crede davvero che la scuola debba essere riformata in questo modo. Ma se ne accorgeranno a settembre e nei mesi a venire, quando il tempo pieno su cui contano tantissime famiglie verrà spazzato via, quando le insegnanti di sostegno diminuiranno vertiginosamente, quando le classi scoppieranno di alunni e a nessuno potrà essere garantito un equo percorso didattico, quando persino la lingua italiana si insegnerà sempre meno e, senza quasi accorgersene (ma io lo sto predicando da quel dì), la scuola pubblica italiana diventerà come quelle scuole pubbliche americane tanto spesso protagoniste di film alla Sidney Poitier come “Il seme della violenza”. Aiuto, avete aperto il vaso di pandora a farmi parlare!
Aggiungerei alla serie di film americani sulle scuola pubbliche statunitensi “Freedom Writer”, che pare sia pure tratto da una storia vera e che stanno sparando a nastro in questi giorni su sky. Film agghiacciante sia da un punto di vista cinematografico (per fortuna che c’è la magnifica Hilary Swank a tenere alto il morale) che dei contenuti. L’ennesima scuola allucinante, immersa in un quartiere violento…ragazze e ragazzi sbandati, in guerra perenne, senza futuro, nessuna speranza nè prospettive…mortalità pazzesca…niente soldi nemmeno per un libro di testo.
ah, l’ho visto anche io l’altra sera. L’ho trovato ben fatto e ho stentato a credere che possano esistere scuole così negli Stati Uniti. Poi mi sono soffermata a seguire i titoli di coda e ho scoperto che si tratta di una storia vera, che l’insegnante ha fatto davvero scrivere un libro a più mani dai suoi alunni, che poi è diventato un film. Un film bellissimo, ma dove non esistono o non possono esistere insegnanti così eroiche, cosa accade? Questo mi sono chiesta, subito dopo. E ve lo dico qui: questo succederà anche da noi se tutto continua così, senza essere minimamente catastrofica.
Purtroppo lo penso anche io.
Magari con qualche rivoltella in meno.
L’immagine, dal punto di vista letterario, è molto efficace.
Complimenti vivissimi.
Quello che c’è dietro, invece, è una vergogna per l’intera nazione.
Grazie, i complimenti sullo stile fanno sempre piacere. Rimanendo sul letterario, cerco sempre di limare, perché mi è stato insegnato ad avere una prosa il più possibile semplice ed efficace. E questo cerco di insegnarlo anche io ai miei alunni. Però questo post mi è proprio venuto di getto e di getto l’ho inviato, con poche correzioni. A mio discapito, devo però avvertirvi di non darmi troppo spago, altrimenti non la finisco più di chiacchierare!
Propongo, da questo momento in poi, di ignorare nella maniera più assoluta il presente post ed eventuali esternazioni della sua autrice…anche dovesse alzare la voce e compiere gesti inconsulti per richiamare la nostra attenzione.
Ok.
La prosa semplice ed efficace è un mito per tutti noi.
Sullo spago, vediamo.
Se uno ha cose interessanti da dire, MC è un libro dalle pagine teoricamente infinite.
No, no, perchè? Il mio primo post su Mentecritica! Sto adesso adesso stappando lo spumante e voi mi bloccate così? Ignorate le mie ultime frasi, per carità.
Sinceramente spero che tu non abbia tempo per scriverne molti …
Vuol dire che lo farai di notte o di mattina presto, come me
Perchè dopo l’ennesima volta che ci fai notare il rischio che corriamo a darti spago, ho iniziato sinceramente a preoccuparmi.
Scherzi a parte, il tuo post è decisamente ottimo e spero di leggerne altri.
hai ragione, hai ragione. E comunque ne ho appena inviato un altro. Più pruriginoso stavolta.
me lo auguro anche io, però sui post di mattina presto ho qualche dubbio: soffro di pressione bassa
anch’io. ma per digitare sul telefonino (dove scrivo i pezzi mentre viaggio) non ci vuole molta energia.
non sono così attrezzata e poi di mattina presto, specialmente se è brutto tempo, sono di pessimo umore. io devo fare alla vecchia maniera: sedermi alla tastiera e riflettere sul da scriversi.
Perdinci, che piacevole e spiacevole conversazione mi è toccato di leggere. Piacevole perchè i protagonisti sono impegnati non solo culturalmente, ma anche socialmente e umanamente. Spiacevole perchè certe storie fanno venire i capelli bianchi per la rabbia e per la sofferenza che provocano. Come tutti sapete ho fatto il maestro e il simdacalista per lunghissimi anni, ma mai, dico mai, mi è capitato di assistere al degrado della scuola pubblica in così breve tempo.
Angelika, hai perfettamente ragione! Se ciò succede è anche colpa dell’opinione pubblica, forse più di Berlusconi e della Gelmini, che ha sparato contro la scuola con le armi più terribili che esistono: l’indifferenza e la mancata conoscenza di quel mondo! La scuola non va disprezzata come tutti fanno, anche i cosiddetti intellettuali (vorrei sapere quale scuola hanno frequentato per essere così ostili verso di essa), va conosciuta e difesa strenuamente per migliorarla e garantire ad alunni e studenti una scuola all’altezza dei tempi. E non si dia sempre la colpa ai docenti: li si prepari meglio se necessario e li si paghi giustamente, ma soprattutto si attrezzi la scuola a raccogliere idee e programmi nuovi. Non si faccia e non si dica come con le forze dell’ordine: “Facciamole funzionare meglio” e poi manca anche il carburante per le auto. Sono arrabbiato anch’io e molto!