E’ Solo Una Provocazione Quella Di Brunetta o Sotto Sotto… 18


Non ce l’ho più di tanto con Brunetta, ma quando si atteggia a fare “il piccolo dittatore” non riesco a nascondere la mia irritazione…
Qualche tempo fa scrissi una sorta di filippica contro i sindacati, parlando della mia esperienza personale che è stata gratificante e sgradevole nello stesso tempo: troppi personalismi e troppa lotta intestina. Non mi sono permesso mai di dire: “Buttiamo a mare i sindacati!” Sostenni, al contrario, che se non ci fossero bisognerebbe crearli, perché nessuno deve dimenticare le lotte che hanno combattuto per acquisire e tutelare i diritti dei lavoratori che erano considerati poco più che schiavi dai loro cosiddetti datori di lavoro. Molta strada è stata fatta nel frattempo nell’acquisire diritti, tutele, difesa della condizione di lavoro, ma oggi i lavoratori stanno ritornando indietro, perché non sono pochi i personaggi della nostra politica nazionale ed internazionale e non sono pochi gli imprenditori piccoli e grandi che assumono atteggiamenti da “padroni delle ferriere”.

Vignetta di Emmepi


Uso un’espressione che di solito non compare sulle mie labbra. Dopo aver sentito Brunetta e letto un articolo su di un giornale vicino alla destra, del Nord, mi sono sentito “rivoltare lo stomaco”, mentre una rabbia sorda mi ha stravolto la mente. In questi giorni sono saliti agli onori della cronaca due fatti: l’Alitalia e la scuola. Brunetta e Gelmini. Solo che dell’Alitalia sono piene le pagine dei giornali e i sevizi sulle TV, della scuola solo qualche accenno. I sindacati si preoccupano molto dell’Alitalia, verso la scuola sembrano indifferenti come lo è l’opinione pubblica. Spero di sbagliarmi! La mia indignazione deriva dalle dichiarazioni di Brunetta, il quale, al contrario di ciò che sostengono alcuni componenti della cordata alitalia, minaccia che l’accordo va fatto anche senza il consenso dei sindacati e sul versante della scuola che la Gelmini abbia potuto presentare un decreto legge senza consultare i soggetti interessati alla “controriforma”: docenti, non docenti, studenti, genitori, sindacati.

Se Brunetta ardisce dire che dei sindacati si può fare a meno, credo voglia significare due cose: lo scarso potere contrattuale dei sindacati e la scarsa considerazione che di essi hanno questo governo e l’opinione pubblica. L’impatto è tremendo, se si riesce a capire a pieno il significato di questi fatti. Mi permetto di farlo io, senza la pretesa di convincere chi mi legge. Però, è sotto gli occhi di tutti che questa nostra società e i lavoratori in particolare vengono considerati poco meno di “escrementi” da spazzare perché “puzzano”. Il rischio è enorme, a ben guardare. Stiamo andando, neppure troppo piano, verso una deriva antidemocratica cui sembra non interessare nessuno. Voglio solo ricordare che in ogni dittatura che è nata e nasce i primi soggetti ad essere stati spazzati via sono i partiti, la magistratura, la stampa messa a tacere o aggiogata e il sindacato libero, per crearne un altro di regime. Non mi sembra di essere tanto lontano dal vero. La magistratura è sotto pressione, i mass media sembrano essere stati folgorati “sulla strada di Damasco”, i sindacati messi all’angolo. Forse la magistratura possiede gli strumenti per controbattere, i giornali e le TV, tranne qualche rara eccezione, sembrano appiattiti sulle posizioni di questo governo, felici e contenti, restano i sindacati. Cosa riusciranno a fare? Si faranno mettere il bavaglio dal Brunetta duro e “puro” di turno e dalla Gelmini, che mi sembra una “dolce donzella”, o sapranno reagire con la determinazione di un tempo?

Vignetta di Satirix

Sembra strano che lo dica io: “Il sindacato deve riassumere il suo ruolo di tutela dei diritti dei lavoratori oggi più di ieri. I doveri dei lavoratori sono già scritti nelle leggi, per certi versi anche troppo repressive per moltissimi e permissive per i soliti unti del Signore”. Io sono pronto. Si, anche alla mia età!


18 commenti su “E’ Solo Una Provocazione Quella Di Brunetta o Sotto Sotto…

  • Iniquo

    Encomiabile il tuo spirito di sacrificio per il prossimo quando invece potresti goderti i meritati frutti del tuo lavoro pluridecennale.

    Il più grande sindacato italiano deve slegarsi dal PD e far piazza pulita di delegati e dirigenti che si basano sulle clientele. Conosco la situazione del sindacalismo sanitario di una regione ricca, la CGIL in alcuni posti addirittura non è più il primo sindacato a causa del personalismo di un suo dirigente che gestisce una corte di clienti molto vasta. I problemi spesso hanno nomi e cognomi, si deve partire da lì.

    • missblue

      “I problemi spesso hanno nomi e cognomi, si deve partire da lì.”

      Quoto. E appoggio anche le considerazioni di Lupo sull’attuale potere del Sindacato…sbiadito.
      Proprio adesso..

    • lupoalburnino

      Sono perfettamente d’accordo con te, Iniquo (il tuo nome è tutto un programma!). I motivi per i quali mi sono allontanato dal sindacato del comparto scuola, di cui ero segretario provinciale , sono scaturiti proprio dai personalismi. Posso confidarti, con rammarico, che quel sindacato nella mia provincia non ha più ripreso quota, essendo stato abbandonato da tantissimi iscritti e dirigenti.

  • Comandante Nebbia

    cedo che Brunetta e Sindacato non siano molto diversi l’uno dall’altro, almeno oggi e ad almeno ad alti livelli.

    purtroppo il sindacato in Italia ha confuso concertazione con complicità.

    Magari sono nella stessa pagina del dizionario, ma sono cose diverse.

  • lupoalburnino

    Credo di non esere in contraddizione con me stesso, nel senso che c’è stata un’occasione in cui ho criticato il sindacato per alcuni comportamenti troppo disinvolti, da me fortemente stigmatizzati, e la necessità che esistano. Ci sono state stagioni in cui i sindacati hanno tutelato i lavoratori con impegno e passione ottenendo risultati straordinari e momenti in cui si sono burocratizzati a tal punto che effettivamente nuotavano nella stessa acqua in cui nuotavano i governi che avrebbero dovuto contrastare. Ricordo bene i famosi “colletarismi” o “le cinghie di trasmissione” con i partiti dalle stesse matrici ideologiche.
    Credo, però, che ciò possa capitare a tutti gli organismi rappresentativi di istanze dei lavoratori, se ai vertici ti ritrovi gente che pensa più al suo tornaconto che al bene di chi rappresenta. Mai, però, dire che il sindacato deve essere messo da parte. Sono convinto, invece, che se prende coscienza una buona volta di quello che rappresenta in una società che rischia di essere “schiacciata” dai politicanti, possa avere un ruolo determinante nel contrastare gli abusi e soprusi, le prepotenze e le violenze di cui (i politicanti) sono portatori.

  • lupoalburnino

    Vorrei aggiungere, essendomene dimenticato prima, che ho preso contatto con i lavoratori della scuola nel caso abbiano bisogno di me in questa difficile situazione in cui si trovano. Si, sono a loro disposizione!

    • Doxaliber

      Sotto le vignette c’è il link al blog degli autori, l’ho messo apposta, se vuoi contattarli puoi farlo tramite il loro blog (sempre che mettano a disposizione un contatto, non ho verificato).

  • Babalù

    Vi devo dare ragione per quanto riguarda il fatto che molto spesso “personalismi distruggano il sindacato”, però nella vicenda Alitalia, anche di fronte all’opinione pubblica, si sono tirati “la zappa sui piedi”, o meglio, a livello mediatico quello che è successo non è altro che “l’ennesima barricata contro i fantasmi (riferito all’accordo Airfrance)”.
    Adesso i buontemponi al governo hanno la strada spainata per la ricetta “o mangi la minestra o salti dalla finestra” e soprattutto l’umore della gente si fa sempre più scocciato di fronte ad un organizzazione che fa della politica del bastian contrario una legge (o almeno così esce dal loro comportamento)…
    Come giustamente indicava l’autore del post i sindacati nascono dalla “lotta di classe contro il potere”, adesso è solo “lotta del potere per il potere”.
    Buona vita a tutti!

  • lupoalburnino

    Babalù, non potevi essere più chiaro. E’ successo proprio quello che così esplicitamente hai spiegato. A proposito di Airfrance ci sono state due concomitanze: i sindacati a chiedere l’impossibile a Airfarnce e l’intervento di Berlusconi che promise un impegno pieno e un intervento più adeguato per risolvere la crisi di Alitalia con la necessità di mantenere una compagnia di bandiera che facesse onore alla nostra italianità, sapendo di mentire.
    Lo stesso Prodi si fece irretire. Non so perchè. D’Alema ha detto a Ballarò che per dovere costituzionale, giacchè si era in piena crisi istituzionale, chiamò il dr. Gianni Letta e gli chiese un suo parere sul caso Alitalia che poi è finito così come è finito: lo premiano pure. Dovrebbe guardarsi allo specchio e spurarsi in faccia…
    Mi auguro che la trattativa vada a buon fine per il bene dei lavoratori alitalia. Diversamente è il fallimento totale della compagnia. Però mi domando se è un affare…anche per i sindacati.
    Mi stupisco, però, tutto questo impegno per l’Alitalia di Bonannii e Angeletti (forse per far piacere a Berlusconi) e quasi nulla per la scuola in cui il rischio è ben più grave: sono 150000 i posti a perdere!

    • Babalù

      I fatti da valutare rispetto alla “popolarità” in generale credo sono due:
      Il primo l’impatto mediatico-istituzionale : o per meglio dire, lo “share-galvanico” (lo chiamo io), il governo ha puntato molto sulla soluzione e ora, come per il lodo giustizia, ha la soluzione (che vi/ci piaccia o no), ora la palla passa a chi (i sindacati) voglia decidere se sacrificarsi sull’altare della patria per il bene comune, ricevere le critiche di qualche giorno, perdere qualche iscritto e alla meglio andarsene per un pò dalla scena mugugnando (tanto poi gli daranno qualche zuccherino come dicevi te…) oppure suicidarsi pubblicamente rinnegando il piano del governo e lottando (contro se stessi) ad oltranza…insomma mi sembra un “impasse” difficile da risolvere..se non impossibile..
      In secondo luogo la scuola è un argomento tipo la riforma delle pensioni o quella elettorale..se ne parla si, ma come diceva un saggio “non toccherei questo tasto neppure con un palo da sei metri”..insomma si ritorna sempre lì, chi conta (anche nei sindacati) sta dove c’è il riflettore (vedi gli ultimi TG)…bisognerà pur essere rieletti..
      Comunque come diceva il buon Gian Burrasca “W LA SQUOLA E LA PAPPA AL POMODORO”…

  • lupoalburnino

    Si, Babalù, il governo può sempre riversare la colpa sui sindacati, dicendo: “Io vi ho dato una soluzione, siete voi adesso a decidere”. E non hanno capito che stanno con il cappio al collo. Invece di protestare e dire: “Tu, Berlusconi, sei il responsabile per questa ragione e non noi. Tu ti sei assunto un impegno che non sei riuscito a portare a termine. Tu te ne devi assumere la responsabilità”.
    Vedrai che pur di salvarlo, si piangeranno addosso.
    Per la scuola nulla. Non porta sotto i riflettori! Voglio sperare che ci ripensino.

  • Carmine...

    Io credo che forse Brunetta abbia voluto dire che l’accordo su Alitalia va fatto poichè è l’unica ancora di salvezza per la compagnia. E dopo i veti posti su Air France non è più tollerabile che il sindacato faccia fallire trattative del genere, come sta succedendo adesso.

    • lupoalburnino

      Non convieni, però, che sia un ricatto? O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra. Dopo aver magnificato tanto la famosa cordata ci troviamo con 153 aerei utilizzabili, circa 7000 esuberi, senza cargo, 1000 piloti in meno rispetto ai 2500 in servizio, senza voli internazionali, non mi sembra un buon risultato. La vicenda Alitalia è servita a Berlusconi per poter dire “ghe penso mi” e vincere le elezioni…
      Brunetta dov’è adesso?
      E gli italiani dove sono?

  • Carmine...

    Ho fdimentiato di scrivere qualcosa sulla scuola…
    In questo caso la situazione cambia. Al contrario della trattiva Alitalia, da questo punto di vista è impossibile riformare senza sentire il parere degliesperti. LA scuola è il settor epiù delicato, a mio avviso. Va trattato con i guanti bianchi.

  • lupoalburnino

    Senz’altro quello della scuola è un settore più delicato che va trattato con i guanti bianchi. Ma se solo sento la Gelmini mi vengono i brividi addosso. Cosa dice la Gelmini: “Voglio parlare con i sindacati, però non devono avere pregiudizi nel voler cambiare la scuola. Se dovessero esserci troppi no, sappiano che il governo andrà avanti”.
    Che vuol significare? Trattiamo pure, ma se non sarete d’accordo come me, io comunque porterò avanti il decreto legge.
    Ma questa non è una trattativa, è un’imposizione. E questa sarebbe una repubblica democratica?
    E brava la Gelmini! A 33 anni è già così determinata. Meno male che non è Bossi: l’avrebbe duro pure lei!
    E’ la razza padana, non c’è che dire!

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