(d)Istruzione Pubblica: l’Italia Privata della Scuola. 69


Prima di entrare nel merito di quanto intendo sviscerare col presente articolo, ritengo indispensabile porvi alcuni semplici quesiti:

Ritenete importante la formazione delle ‘giovani menti’?

Voi genitori, valutate l’istruzione dei vostri figli come un bene inestimabile?

Pensate sia fondamentale che essi abbiano a disposizione tutti gli strumenti possibili per crescere consapevoli, divenendo adulti responsabili e realizzati, in grado di affrontare e superare i problemi e le difficoltà che inevitabilmente incontreranno?

Desiderate che le nuove generazioni siano capaci di comprendere, ponderare ed elaborare le tante informazioni che ricevono, maturando un sano spirito critico che li renda immuni dalle minacce e dalle aggressioni ad opera di un sempre più diabolico meccanismo di omologazione pecoronizzante?

Volete che sviluppino giudizi ed opinioni proprie sui diversi argomenti e sulle innumerevoli problematiche che questo mondo globalizzato inevitabilmente porrà loro innanzi, riuscendo ad operare scelte ed a prendere decisioni autonomamente?

Se la risposta alle precedenti domande è un inequivocabile ‘sì’, allora potete serenamente proseguire con la lettura, altrimenti è probabile che il seguito del pezzo possa non risultare di vostro gradimento.
La formazione di un individuo si compone di un vastissimo elenco di fattori, di un complesso sistema di interazioni, sintetizzabili in alcuni principali macro-gruppi che, per semplicità, catalogherei come componente famigliare, componente amicale, componente socio-ambientale e componente scolastica. Le prime tre sono innegabilmente fondamentali, la quarta è particolarmente critica, poiché in molti punti racchiude caratteri delle precedenti e li integra, li amplia, oltre ad avere fra le sue peculiarità quella di fornire direttamente un oggetto impalpabile e non tangibile, ma dal peso specifico devastante: l’istruzione. In poche parole, la scuola, oltre a trasmettere enormi quantità di informazioni e nozioni, che costituiranno la gran parte, o almeno una parte considerevole, del bagaglio culturale di ogni individuo, frequentemente costituisce luogo di grande aggregazione, ove principiano importanti amicizie, amori, conflitti e altri sentimenti di natura varia, ma tutti con la loro bella importanza nella costituzione dell’identità personale.

Questo è il motivo per cui ho deciso di esprimere il mio pensiero sull’istruzione pubblica italiana, particolarmente sollecitato dal recente incontro del Presidente del Consiglio con il Sommo Dittatore Vaticano, a seguito del quale sembra che il governo elargirà cospicui finanziamenti agli istituti cattolici; per non parlare della vergognosa equiparazione fra scuole pubbliche e private, alle quali giungono sovvenzioni inspiegabili, fatto, quest’ultimo, che mi ha rubato diverse ore di sonno e che ancora oggi non sono riuscito a digerire.
Ci tengo a farvi sapere che sono assolutamente contrario a questa parità scolastica. Dobbiamo stare attenti a non farci fregare, poiché chi ha grandi capacità dialettiche spesso riesce nel suo spregevole intento di infinocchiare gli interlocutori. Non dobbiamo farci soffiare il diritto allo studio, all’istruzione, che tanto ci è costato ottenere, poiché questo diritto è una delle più grandi conquiste di civiltà, risultato di lotte antiche come l’uomo. Equiparare scuole pubbliche e private suona alle mie orecchie come un pericoloso precedente, un punto d’appoggio sul quale si potrebbe agevolmente fare leva per scardinare il sistema scolastico statale, svuotandolo e impoverendolo, e sostituirlo progressivamente con un sistema scolastico privato. Tenete presente, per comprendere meglio il mio timore, quanto vada di moda in questi tempi bui affermare che il privato funzioni meglio e quanto spesso si inneggi alla privatizzazione come soluzione di ogni male.

La privatizzazione avrebbe come primo inevitabile effetto quello di alienare ai meno facoltosi la possibilità di garantire ai propri figli una formazione dignitosa. Esempi in questo senso ve ne sono a migliaia in paesi ‘progrediti’ che hanno fatto anche della cultura e della formazione un business, primi fra tutti i soliti Stati Uniti d’America, e non fatevi ingannare dall’elemosina delle borse di studio ai più capaci: il diritto all’istruzione è di tutti, a prescindere dal fatto che essi siano atleti talentuosi, scacchisti dotati o fenomeni da baraccone in questa o quella disciplina.
Non voglio scagliarmi contro le strutture scolastiche private; diciamo che in linea di principio non ho pregiudiziali nei loro confronti, ma esse devono necessariamente rappresentare un’alternativa valida ad un altrettanto valido sistema scolastico pubblico, e chi desidera usufruire di servizi privati se li dovrà accollare interamente, senza che lo Stato debba erogare rimborsi o finanziamenti pescandoli dalle tasche dei cittadini: i soldi dei cittadini devono andare nelle scuole dei cittadini!

Il fatto che oggi la scuola non funzioni come dovrebbe non può costituire giustificazione per una sua trasformazione in società per azioni: sarebbe come dire, per prendere spunto da un altro settore a me molto caro (ed altrettanto a rischio), che il medico negligente, dopo aver trascurato il paziente, constatato il suo pessimo stato di salute, ne decretasse la soppressione mediante proiettile metallico intracranico da somministrarsi via revolver, per passare poi serenamente oltre. Un sistema pubblico non è intrinsecamente inadatto a funzionare efficientemente ed efficacemente, e l’attuale problema è legato strettamente a coloro che dovrebbero farlo funzionare e tutto hanno fatto, in tanti anni, tranne che preoccuparsi di preservarlo e salvaguardarlo. Invece di cambiare sistema, cambiamo amministratori!

Dobbiamo tristemente prendere atto delle pessime condizioni in cui versano le strutture scolastiche, spesso inadeguate, fatiscenti, sovraffollate e scarsamente attrezzate, nonchè della scarsa spinta motivazionale nel corpo insegnante, e del fatto che la classe docente è sempre più precaria, delegittimata, isolata e malpagata. Non può sfuggirci la trasformazione profonda che da anni si sta impartendo al significato stesso di ‘istruzione’, sempre meno opportunità di formazione e crescita e sempre più meccanismo professionalizzante asettico e standardizzato. Non dobbiamo trascurare inoltre la becera strumentalizzazione e gli intollerabili clientelismi che hanno inquinato a tutti i livelli l’amministrazione pubblica, portandola ad essere un assurdo carrozzone straripante ed in perenne affanno.

Ribadisco con forza concetti che dovrebbero essere, a mio modesto avviso, largamente condivisi:

  1. l’insegnante è, assieme al medico, al giornalista ed al magistrato, una delle figure fondanti di ogni società civile ed evoluta. Pensate solo al fatto che ogni essere umano, in un periodo di vita che va generalmente dai sei ai diciotto anni, quindi cruciale e basilare nella sua crescita, passa per le mani di queste persone;
  2. il mestiere di insegnate è duro, complesso e articolato, esso non può e non deve essere svolto come un qualsiasi altro mestiere, e non può costituire una alternativa fra le tante possibili in un mondo del lavoro sempre più arido e competitivo. L’insegnamento deve essere abbracciato come vocazione e lo Stato deve attivarsi affinché chi sceglie questa strada sia accuratamente selezionato, appropriatamente formato ed incentivato adeguatamente, oltre ad essere messo nelle condizioni di poter espletare il proprio dovere nel migliore dei modi possibili;
  3. le strutture devono essere idonee ed attrezzate per offrire a docenti e studenti tutti i mezzi necessari e indispensabili al corretto svolgimento delle lezioni. E’ vergognoso come spesso le scuole siano strutturalmente così poco consone all’utilizzo a cui sono destinate, oltre ad essere i luoghi più estranei alle tecnologie che ormai sono di uso comune in questa società perennemente online.

Stiamo in guardia, perché chi ci ha mal governato per sessant’anni, disintegrando e spolpando e razziando, oggi ci vuole convincere che la colpa di questo sfacelo è nostra, e che la soluzione, la cura, sia quella di privarci di quanto ci appartiene di diritto. Abbiamo sudato e sanguinato per avere istruzione, lavoro, sanità e giustizia, abbiamo pagato ogni singolo mattone di questa nostra casa comune, di questa cosa pubblica, con sacrifici e battaglie immani: non permettiamo ad una brigata di masnadieri senza scrupoli di sottrarci le nostre inestimabili ricchezze!


Informazioni su Contributo redazionale

A seguito di un attacco hacker il database degli autori degli articoli di MC è stato compromesso. Questo articolo è stato scritto da un contributore di MC, ma non è stato possibile risalire a chi. L'autore, se lo ritiene opportuno e necessario, può richiedere la ri attribuzione del contenuto via contatti del sito.

69 commenti su “(d)Istruzione Pubblica: l’Italia Privata della Scuola.

  • Oris

    Condivido in toto, così dovrebbe essere.

    Ma credo conveniamo tutti che ancor così non è, specie per i tre punti elencati alla fine, nonostante le reticenze di molti a volerlo ammettere.

  • Marco Bastianello

    L’ istruzione, la sanità, la previdenza devono restare pubbliche. Essi sono i tre pilastri dell’ eguale dignità del cittadino nel suo aspetto più concreto. Punto. Abbattere anche solo uno di questi tre sarebbe allontanarsi da una certa forma di democrazia che mi sta personalmente troppo a cuore.

  • tritumbani

    sono assolutamente d’accordo, la scuola pubblica è un bene da tutelare ad ogni costo e le scuole private riservate a chi se le vuole pagare.

    La mia esperienza di insegnante di scuola superiore mi fa notare che i diplomati delle scuole paritarie, pur con lodevoli eccezioni sono in media molto meno preparati dei miei, questo se dovesse essere necessario confermare l’esistenza dei diplomifici.
    Una lodevole puntata di report fu molto illuminante a questo proposito (qualcuno mi può gentilmente dire come mettere un link?) come al solito.

    La tendenza poi ad assegnare ai dirigenti la chiamata diretta dei docenti, secondo me ci porterebbe verso la stessa situazione della sanità (politicizzazione e nepotismo/clientelismo), siamo sempre in Italia dopotutto!
    Mica in Inghilterra ove i docenti sono valutati ed allontanati se necessario e le scuole cercano di attrarre gli studenti per il livello di formazione e non per la facilità di diploma
    come da noi,
    dove le scuole più rigorose perdono studenti,
    dove i presidi ci invitano a non bocciare perchè si potrebbero perdere classi,
    dove si costringono 25, 30 studenti per classe, con ovvie conseguenze per la disciplina ed il rendimento,
    dove le SSIS si sono rivelate una perdita di tempo ed un modo per assegnare lezioni a docenti universitari ed a loro “Clienti”

    • tritumbani

      Aggiungo che ogni docente coscienzioso oggi insegna ciò che sa, non è per niente motivato a tentare nuove strade, nuovi metodi e nuove tecniche, perchè richiederebbe investimenti in termini di tempo ed impegno che non sono riconosciuti.
      Anche si ci sono persone che ammiro che dedicano tutte se stesse alla scuola, ce ne sono altre tutte tese ad arrivare alla fine del mese, che agli scrutini ed agli esami dicono “promuoviamo comunque , così evitiamo ricorsi”.

  • lupoalburnino

    “L’insegnante è, assieme al medico, al giornalista ed al magistrato, una delle figure fondanti di ogni società civile ed evoluta. Pensate solo al fatto che ogni essere umano, in un periodo di vita che va generalmente dai sei ai diciotto anni, quindi cruciale e basilare nella sua crescita, passa per le mani di queste persone;
    il mestiere di insegnate è duro, complesso e articolato, esso non può e non deve essere svolto come un qualsiasi altro mestiere, e non può costituire una alternativa fra le tante possibili in un mondo del lavoro sempre più arido e competitivo. L’insegnamento deve essere abbracciato come vocazione e lo Stato deve attivarsi affinché chi sceglie questa strada sia accuratamente selezionato, appropriatamente formato ed incentivato adeguatamente, oltre ad essere messo nelle condizioni di poter espletare il proprio dovere nel migliore dei modi possibili;
    le strutture devono essere idonee ed attrezzate per offrire a docenti e studenti tutti i mezzi necessari e indispensabili al corretto svolgimento delle lezioni. E’ vergognoso come spesso le scuole siano strutturalmente così poco consone all’utilizzo a cui sono destinate, oltre ad essere i luoghi più estranei alle tecnologie che ormai sono di uso comune in questa società perennemente online”.
    Sono i tre punti che condivido in pieno oltre alle considerazioni espresse molto bene in precedenza e dopo. Vorrei aggiungere solo qualche considerazione sulla scorta della mia espereinza personale fatta nella scuola elementare, che è il segmento più delicato e più complesso dell’inetro sistema scolastico, ma che viene considerato assai poco dallo Stato e dall’opinione pubblica. Basterebbe solo considerare che attraverso la scuola elementare passano tutti senza che nessuno si offenda: dall’operatore ecologico al presidente della Repubblica. Quindi, il medico, l’avvocato, l’operaio, ecc. Ed è nella scuola elementare che si intrecciano le prime delicate trame sociali oltre che culturali. E’ quello il luogo in cui i bambini, che poi diventeranno uomini (!?), imparano ad interagire con gli altri. Eppure i “maestri o le maestre” oggi, tutti regolarmente laureati, sono relegati all’ultimo posto della scala dei valori, anche economicamente. Se poi si considera il divario esistente con i dirigenti, verso cui non nutro alcun motivo di disistima, ma non vedo il perchè di una distanza economica così vistosa, il quadro è chiaro. Ho sempre sostenuto che la scuola, anche e soprattutto quella elementare, è come una piramide: bambini/studenti, docenti, genitori e poi tutti gli altri. Da un bel pò di tempo la piramide si è rovesciata e le responsabilità ricadono tutte sui docenti in tutti i sensi senza alcun contrappeso rilevante, anzi… Qualcuno sostiene che non è importante essere un docente per coprire il ruolo di ministro dell’istruzione purchè sia affiancato da esperti qualificati. Io invece sostengo che non c’è la qualifica dell’esperto se non si fa esperienza diretta, per cui coloro che stanno “accanto alla scuola” solo perchè sono direttori generali o dirigenti scolastici non possono essere esperti della scuola. Possono essere chiamati “studiosi” del sistema, ma non esperti. Finchè la politica non si cala un pò di più nei problemi veri della scuola c’è poca speranza che essa possa cambiare e migliorare. Certo anche economicamente i docenti dovrebbero avere un riconoscimento sostanzioso. Pensate che un docente all’inizio della carriera riceve uno stipendio di 1200.00 euro al mese. La qualità della scuola si misura anche in ciò che i docenti danno, sanno dare, possono dare. Qui il discorso sarebbe lungo, ma spero di poterlo fare con più spazio e più tempo.
    Per quanto riguarda il sovvenzionamento alla scuola privata sono del parere che bisognerebbe dovrebbe essere elargito “cum grano salis”, ossia anche lì con molta attenzione: controlli, controlli, controlli anche sulle retribuzioni degli insegnanti.
    Le ultime notizie non sono positive: un taglio di circa 150.000 doventi non depone bene su quali sono le vere intenzioni di questo governo. Come per la sanità, un altro grosso pilastro della nostra società, ossia dei diritti umani, anche la scuola la si intende privatizzare. E non mi si venga a dire che il “privato è bello. Vi racconterò di un mio viaggio da Roma a Salerno…di questi ultimi giorni: c’è da mettersi le mani nei capelli e solo perchè non sono un violento…non dico altro!
    Cordialmente!

  • Oris

    Il privato è bello quando si occupa di cose non socialmente indispensabili: sanità istruzione e servizi fondamentali, come acqua e addirittura energia dovrebbero essere statali.

    • pio

      grillo, tu hai sempre la risposte a tutto..anche te inviterei a vedere la scuola privata dove stavano rovinando a mia figlia il piacere di una scuola bella che funziona… per fortuna che c’è la destra…con voi sarebbe tutto finito molto molto male..

  • pio

    belle parole….io ti inviterei a vedere lascuola pubblica dove ho mandato mia figlia per una settimana e cambieresti idea sulla scuola pubblica…Dio benedica le scuole private.. Ho uno stipendio e mia moglie non lavora, ma a costo di andare a lavare i piatti se necessario manderei mia figlia alla scuola privata.
    Con queste cavolate che la scuola pubblica è un gioiellino, voi intellettuali di sinistra del menga, avete rovinato l’italia..

    E’ bello sapere che non governerete questo paese per un pezzo

    • Comandante Nebbia

      Se mantieni toni civili sei il benvenuto e i tuoi contributi alla discussione saranno graditi.
      Se sei qui per insultare cambia posto. Qui non abbiamo tempo da perdere.

      • Chiara di Notte - Klára

        Capo, perche’ non scrivi un articolo e ci spieghi i motivi per i quali certa gente pare abbia il cervello fatto con lo stampino?

        Dicono le stesse parole, le stesse frasi, esprimono esattemente gli stessi identici concetti. Questo qui sopra sara il 102.369esimo che dice la “famosa” frase “E’ bello sapere che non governerete questo paese per un pezzo”.

        Io credo che neppure le formiche abbiano questa caratteristica di un comportamento cosi’ identico e di un assenza totale di senso critico individuale.

        Credi che sia un problema legato alle “insicurezze” di chi ritiene di non aver protezione se non rifugiandosi negli stereotipi e nei luoghi comuni, e quindi si affida alla dottrina del branco, compresi gli slogan e quant’altro, oppure e’ qualcosa che ha a che fare con un percorso educativo errato?

        Ieri in TV ho ascoltato il discorso di Bush alla nazione. Devo dire che quell’uomo e’ un gran figlio de p., ma le sue parole in cui ammetteva gli errori dell’amministrazione e la volonta’ di correggere quegli errori, mi hanno colpita in quanto, in effetti, dimostra che alla base di tutto, si potra’ dire quel che si vuole ma c’e’ un’educazione democratica ben diversa da quella esistente in Italia dove se li ascolti (i politici) hai sempre l’impressione che la colpa sia sempre e comunque degli “altri”.

        LORO invece non sbagliano MAI. LORO fanno tutto giusto manco fossero il padreterno. Se qualcuno ha sbagliato e’ sempre il governo precedente, oppure i comunisti, i fascisti, i rom… le puttane.

        • diabolicoMarco

          Le diatribe da pianerottolo sulla destra e la sinistra hanno francamente stancato. Pretendere che noi tutti si adorino le scuole private perché la tua scuola privata è buona è semplicemente assurdo.

          • pio

            non è che io voglia che la mia scuola sia adorata(non è mia e la debbo pagare perchè i vari governi che si sono succeduti hanno rovinato quella pubblica).

            Dovrebbero esserci più scuole pubbliche di qualità e allora io che guadagno poco più di 1000 veuro al mese e ho mia moglie a carico non sarei costretto a mandare mia figlia ad una scuola privata perche in quella pubblica del mio paese ci sono insegnanti che si vergognano di essere chiamate maestre in pubblico e non ti permettono di visitare l’aula …se vuoi tutta la storia leggila sul mio blog http://www.piodalcin.wordpress.com
            io sono troppo amareggiato per fare polemiche, ma quando ho visto che osannavi le scuole pubbliche non ho saputo resistere a raccontare la mia disavventura…credimi, non è stato facile togliere mia figlia da scuola dopo una settimana per mandarla a 15 km da casa con enormi sacrifici economici e logistici…comunque non importa…evviva la tua scuola pubblica che mi costringe a fare il saltimbanco…chi debbo ringraziare secondo te?

          • Neottolemo

            La critica del comandante non è mossa al tuo argomento, ma alle tue argomentazioni, quali: “intellettuali di sinistra del menga” e “E’ bello sapere che non governerete questo paese per un pezzo”.
            Aggiungo di mio che le tue posizioni per me sono interessanti, così com’è interessante il pezzo relativo alla situazione di tua figlia. E’ un peccato rovinare tutto con toni altezzosi (toni che non hai espresso solo tu, non è una questione personale).

          • pio

            e vabbe’ se debbo chiedere scusa per aver alzato il tono critico della discussione con le mie parole ed ho offeso qualcuno me ne scuso ..rimango comunque dell’idea che parte delle colpe di una scuola che fa e fara’ acqua, sia da attribire proprio agli intellettuali di sinistra che con la smania per l’innovazione hanno rovinato una “machinetta scuola” che funzionava anche se con metodi più duri. Ai miei tempi (sono del 1956) non c’eran bulli a scuola e le maestre menavano(non sono daccordo on quei metodi nemmeno, non vorrei che mi si tacciasse di fascismo). La scuola erò funzionava. Ora dopo vari interventi innovativi (dai quali arriva il “del menga”) la scuola pubblica non offre le garanzie che dovrebbe offrire ad una povera famiglia che si affaccia con i propri figli al mondo del futuro.
            Torniamo indietro, con sani principi di insegnamento e selezioniamo i maestri in base alle loro capacità e alla loro passione all’insegnamento e forse avremo figli più istruiti alla vita,

          • Angelika

            L’istruzione alla vita non è compito (non solo) degli insegnanti. Questo è uno dei compiti prioritari della famiglia, vorrei che fosse ben chiaro! Non deve essere la scuola a sopperire alle manchevolezze della famiglia anche se spesso succede, più di quanto si creda. Ma ormai, se un bambino non si comporta come dovrebbe, la colpa è sempre dei maestri, non di alcuni genitori che quando l’adorato figlio porta una nota di rimprovero a casa, si armano e partono per riempire di improperi, se non di botte, l’insolente insegnante del figlio! Avete sentito l’ultima sentenza promulgata ai danni di un professore? Anche dire ” ti boccio” è diventato passibile di denuncia. Proprio l’altro giorno ho fatto balenare questa eventualità ad un ragazzino particolarmente maleducato e svogliato. Povera me, mi aspetto i carabinieri da un momento all’altro!

          • Neottolemo

            Mah, pio, dare la colpa solo alle sinistre mi sembra fuori luogo. I governi si alternano e le gestioni sono state le più svariate. Soprattutto si è sempre riformato in modo criminale sballottando gli studenti verso un’impostazione o un’altra senza preoccuparsi di niente.
            Poi se la scuola è quello che è, per una buona parte è dovuto a quello che dice Angelika (che è un’insegnante ggiovane, e lo si capisce dal cappa 🙂 ), o almeno io la penso così. In secondo luogo ci sono le dirigenze. Posso farti l’esempio della mia esperienza alle superiori: era una scuola dove non si faceva niente, e queste erano direttive della preside che voleva farsi pubblicità per chiamare più iscritti.
            In ultimo luogo ci sono i docenti che devono sottostare a riforme, genitori incazzati, presidi e quant’altro, pagati lo stretto indispensabile (e a volte nemmeno quello) e soprattutto sono i più esposti al giudizio pubblico, quindi possono essere presi come capro espiatorio. Questo non vuol dire che tutti i professori sono competenti e ne ho conosciuti parecchi di docenti che non fanno altro che danno alla scuola, agli studenti e alla loro categoria.

            ‘nzomma, non la facciamo così facile.

          • bibiebibo

            Ho letto il tuo racconto ed a mio parere sei stato un pò precipitoso. La situazione generale della scuola non è fantastica e non lo era neanche ai miei tempi (che sono praticamente i tuoi..anno più anno meno). E poi stiamo parlando di elementari, mica di master post universitario. Tua figlia penso che avrà tutto il tempo per formarsi anche se passa qualche anno in una scuola pubblica; ai miei tempi un terzo del primo anno l’ho passato a fare le aste e sono cresciuto lo stesso. La scuola pubblica sarà più bella ma riguardo ai contenuti non penso che possa garantire il nobel a tua figlia già da subito.E questo con tutto il mio rispetto ed ammirazione per il tuo impegno e l’attenzione che poni per l’educazione di tua figlia.
            a.y.s. Bibi

          • pio

            non hai capito forse….non è che ho mandato mia figlia alla privata per farla diventare più intelligente o istruita dei suoi coetanei alla pubblica, ma per darle un’impressione di una scuola ordinata che possa impressionarla postivamente su quello che sarà un percorso di vita…Penso che un’impressione positiva iniziale sia di gran lunga più importante che un seguito fatto dopo anni a fare aste come dici tu..
            Se non mi avessero dato lo spunto negativo per farlo, probabilmente non sarei neanche andato a vedere com’era fatta la privata, ma quando hanno negato anche il più semplice dei diritti, e cioè quello di condividere un’aula con l’amica del cuore….o le hanno chiesto di riportare a scuola un disegno che aveva regalato alla zia in un impulso di generosità…il mio cuore di papà ha reagito con amarezza e disprezzo, e scegliendo la via del silenzio l’ho spostata dalla pubblica alla privata. Anche se non dovesse laurearsi, o per assurdo neanche diplomarsi, non mi interessa. Quello che volevo era di darle un imput di positività iniziale che è sicuramente mancato dalle maestre della pubblica (guardacaso di sinistra…ma è soltanto un caso)

          • Angelika

            Accidenti, mi stavo appunto interrogando su quali nefandezze potevano aver commesso queste maestre per provocare il fiero allontanamento di un ‘alunna! Un disegno! Il non poter stare con la compagna del cuore! Che criminali! Magari, tanto per cercare una scusante, il disegno serviva per un progetto o era una verifica, che è necessario facciano parte della documentazione della maestra per una successiva valutazione. Il non permettere che le bambine stessero nella stessa classe è dipeso forse dal numero di alunni che deve essere rispettato e non da un capriccio delle maestre o da un preciso intento malefico. Insegnare a socializzare con tutti è proprio una materia d’insegnamento, tanto che è prassi consolidata che e insegnanti spostino di banco gli alunni, a rotazione, per educarli alla convivenza e a fare amicizia con ogni singolo compagno di classe. Ma vallo a far capire a certi genitori! Vagli a far capire che il proprio figlio non è l’unico è il solo in tutta la classe che ha bisogno di attenzioni, cure e istruzione. Ce ne sono altri 25 come lui, con le stesse esigenze. Se la figura dell’educatore è finita come sappiamo, la colpa è anche di certi genitori e della loro cecità ed egocentrismo. Immagino che alla scuola privata la possibilità di stare con l’amichetta non ci sia più, a meno che non l’abbiano iscritte entrambe, per preservare quest’amicizia esclusiva. Ora il papà potrà gioire dei disegni della figlia elargiti a piene mani, e sono certa che se mai subirà dei divieti, convinto com’è che pagando ha diritto a tutto, le maestre tutte si piegheranno ai suoi voleri, com’è d’uso in ogni scuola privata che ho (purtroppo) dovuto frequentare.

    • Chiara di Notte - Klára

      Ho uno stipendio e mia moglie non lavora, ma a costo di andare a lavare i piatti se necessario manderei mia figlia alla scuola privata.

      C’e’ anche chi li lava davvero i piatti, ed e’ fortunato ad avere un lavoro.

      C’e’ anche chi, invece dei piatti lava altro, un po’ meno nobile, ed e’ ugualmente fortunato ad avere un lavoro.

      Poi c’e’ chi un lavoro non ce l’ha proprio, oppure ha un lavoro in cui se la deve sfangare con 800 euro al mese ed ha la moglie che non lavora e di figli ne ha magari 3 contribuendo all’aumento demografico come desiderano il Papa, Casini, e tutta una schiera personaggi attualmente al governo.

      Credi che ce la possa fare a mandare i suoi figli in una scuola privata dove, solo di retta deve pagare tutto il suo salario, se ha la fortuna di averne uno?

      Non ti pare che parlare da posizione privilegiata possa rendere alquanto “di parte” , e non condivisibili da chi non ha la stessa posizione, certe opinioni che esprimi?

      Se invece di pensare ai lodi alfano per non andare in galera, alle impronte digitali ai bimbi rom per far contento qualche xenofobo, alle puttane per strada per rendere felici i bigotti, alla cordata dei capitani coraggiosi per far arricchire i propri amici, ai grembiulini a scuola per buttare fumo negli occhi e non far vedere le reali magagne in cui versa il sistema scolastico, qualcuno pensasse ai reali problemi della gente,, che sono il potere d’acquisto, il controllo dei prezzi, la disoccupazione, forse sarebbe meglio, non credi?

      Anche perche la maggioranza della gente, i quattrini per le scuole private non li ha, e tra poco non li avra’ piu’ neppure per la pasta.

      • Neottolemo

        Guarda Chiara, non so se tu hai letto l’articolo di Pio prima di scrivere questo commento. Se non l’hai fatto ti posso dire che le vostre opinioni non sono poi così diverse.
        Se cerchiamo di tenere toni più cordiali ne gioveremmo tutti.

        Ricordo che lo scopo di MC non è quello di creare un ristretto salottino di “illuminati” ma di aprirsi a tutti e a tutte le diversità. Questo comporta soprattutto mediazione per evitare i battibecchi.

          • davide

            Distinta Chiara,

            “”Non mi pare di essere stata poco cordiale.””

            Come no. Hai detto che noi poveri moderati abbiamo “il cervello fatto con lo stampino”.

            Comunque per questa volta ti perdoniamo.

            Ciao

          • Iniquo

            “Certa gente”, non “i moderati” (che poi non vuol dire una mazza e si usa solo per malcelato senso di superiorità nei confronti degli altri che per logica dovrebbero essere i “facinorosi”).
            Forse “certa gente” indica i berlusfan, forse le forti parole di pio hanno fatto pensare che fosse ascrivibile tra quel tipo di persone, forse chi manda l’esercito in strada ed i macellai a massacrare i cittadini tanto moderato non è…

            Ovunque ci sono scuole pubbliche da brivido, in tal caso in genere si manda il pargolo a quella del paese vicino e non alla privata ideologicamente monolitica e dalla promozione garantita previo pagamento.

          • davide

            Caro amico Iniquo,

            “Certa gente”, non “i moderati” (che poi non vuol dire una mazza e si usa solo per malcelato senso di superiorità nei confronti degli altri che per logica dovrebbero essere i “facinorosi”).”

            Ti confesso che io sono un povero moderato un po’ estremista, ma anche un po’ facinoroso.

            Ciao e un bacio

          • pio

            si l’ho mandata per farla promuovere pagando…in prima elementare non hai capito una mazza di niente ed è per questo che…..meglio che lascio perdere…

      • pio

        mi spiace aver innescato una reazione a catena che non avrei voluto assolutamente innescare..chiedo scusa a tutti coloro che possono essersi sentiti offesi dalle mie parole. Quel che conta però, è che a prescindere dalla nostra posizione politica di dx o di sx quelli che pagano il prezzo di una scuola che non funziona anche se dovrebbe, siamo proprio noi tutti italiani. Se le cose vanno male la colpa è di tutti e anche di nessuno perchè non abbiamo mai il coraggio di cambiare le cose che non funzionano(vedi chi guida ubriaco e uccide che a mio parere non dovrebbe più vedere la patente nemmeno in foto).
        La scuola è solo una delle ragioni per le quali ci confrontiamo e ci scanniamo a vicenda senza accorgerci che sono proprio i politici di dx o di sx, non importa, che ci costringono come i “polli dei Promessi sposi” che tenuti a testa in giu’ dal personaggio che li sta portando in dono da Azzeccagarbugli, si beccano tra di loro, invece di beccare la mano che li tiene in si tale posizione.
        ribadisco che il mio sentimento in queste due settimane è prevalentemente di amarezza, non di rabbia o di cattiveria verso nessuno

        • Angelika

          Non temere caro Pio: la scuola che ci stanno preparando i tuoi governanti è proprio la scuola che auspichi tu. A breve ne vedremo gli effetti. Io, spero di essermi trovata altro da fare, prima che lo sfacelo sia completo. In una scuola del genere, io non voglio più stare!

          • Oris

            Questa faccenda che se uno la pensa diverso su un tema ha come minimo votato berlusconi… stanca.

            Non partecipo più molto a MC.

            Forse ne ho capito la ragione.

          • Angelika

            Ti faccio notare, Oris, che il commentatore a cui ho risposto ha chiaramente espresso la sua opinione politica. Che poi il votante medio di Berlusconi dica sempre le stesse cose e usi sempre gli stessi slogan non è certo una fantasia mia. Diciamo che salta agli occhi, ecco. Anche il tuo non partecipare più a MC è una tua scelta. A me è sempre sembrato che qui chiunque potesse esprimere la propria opinione. Addirittura, qualche tempo fa, il Comandante implorò quasi che qualche votante di destra si facesse vivo per discutere le ragioni della sua scelta. Mi risulta che il sondaggio non abbia avuto l’esito sperato. Forse sei tu che vuoi che ci si uniformi ad un’opinione unica. Comunque, fa’ tu.

          • Oris

            Sì, avete ragione voi.

            Mi limiterò a leggere gli articoli, nei commenti so già cosa ci viene scritto.

          • Iniquo

            Invidio le tue doti divinatorie e mi dispiace che tu perda quella che spesso è la parte più interessante: la discussione.
            Perché se uno dice «con queste cavolate che la scuola pubblica è un gioiellino, voi intellettuali di sinistra del menga, avete rovinato l’italia..
            E’ bello sapere che non governerete questo paese per un pezzo»
            sicuramente ha votato per questo governo e quindi definirlo berlusconiano è una semplice deduzione logica sia per il contenuto che per i termini usati.

            Dicendo «questa faccenda che se uno la pensa diverso su un tema ha come minimo votato berlusconi… stanca» presupporrebbe un’unità monolitica di pensiero che qui per fortuna non c’è, in più non si è mai definito berlusconiano chi la pensa diversamente.

            Considerando la tua costante polemica nei confronti degli “intellettuali di sinistra” che si sentono migliori questa tua supponente presa di posizione stupisce non poco.

          • Oris

            Appena uno motiva un po di più si sente dare di votante del berlusca, il fatto che a un mio commento a francesca poi riponda tu secondo me vuol dire che un pochino hai capito cosa intendo… mi sbaglierò.

            Comunque, la discussione che porta in un unica direzione l’ho già letta, lasciatemi perdere, non avete bisogno di me.

          • Chiara di Notte - Klára

            Appena uno motiva un po di più si sente dare di votante del berlusca

            Dai Oris… io sono assai prolissa ma nessuno mi da’ della votante del berlusca.

            Ah gia’… io forse non argomento abbastanza 😉

            PS: perche’ scrivi “berlusca” con la minuscola? Non sarai per caso un comunista? :mrgreen:

          • Iniquo

            Certo che ho capito cosa intendi, per questo dissento e se fossi uno che se la prende mi sentirei offeso.
            Ho discusso a lungo con te, con lupoalburnino, con Angelika, con il Comandante Nebbia e con chissà quanta altra gente ma non ho mai usato l’appellativo di elettore di Berlusconi e neanche ho letto altri farlo.
            Se uno motiva un po’ viene eventualmente criticata la sua motivazione, se si esprime con veemenza offensiva come pio difficilmente sfugge la battutina di contorno (non come unica risposta quindi) sulla fedeltà al capo e sugli slogan ripetuti come un mantra.
            Quindi quando dici «questa faccenda che se uno la pensa diverso su un tema ha come minimo votato berlusconi… stanca.Non partecipo più molto a MC.Forse ne ho capito la ragione» affermi qualcosa che qui non avviene, banalizzi le opinioni di chi dissente argomentando e dando vita a discussioni interessanti.

          • pio

            stai pure dove vuoi, anche sulla luna o su marte…parli come la classica ex allieva che vuol fare bella figura schierandosi contro… i tuoi commenti non mi toccano, anche tu nonhai capito un tubo se parli come hai fatto nel primo commento (al quale non mi degno nemmeno rispondere).
            Dalle tue parole si vede che sei giovane e hai bisogno di crescere(anche di testa).
            Vedremo se la penserai così quando toccherà a te(forse) di mandare i figli a scuola…bye

        • Iniquo

          Se le cose vanno male è perchè ogni anno si fanno tagli al già esiguo bilancio dell’istruzione e contemporaneamente si fanno regalie incostituzionali alle private (92% circa cattoliche).

          Pio invita a leggere la sua storia, non posso sottrarmi.

          “Quanti quaderni avrebbe portato il primo giorno? Quali libri? A che ora questo? Cosa fare se si ammala? Posso vedere la classe dove passerà i prossimi mesi della sua vita?”

          Perché non sono state fatte queste domande? Ma soprattutto: è una domanda da fare “che fare se si ammala?”? Risposta: la tieni a casa, se ha il libretto delle giustificazioni gliela scrivi lì altrimenti sul diario.
          La classe la vedi semplicemente portandole qualcosa durante l’orario di lezione o andandola a prendere prima.
          Anche non riuscendo a reperire informazioni sui libri e quaderni sarebbe bastato metterne un paio a quadretti ed un paio a righe, un album da disegno e dei colori.
          Non sono un esperto e non ho figli, semplicemente ho unito il buonsenso al ricordo.
          Sulla vicenda delle amichette: la maestra ha segnato i nomi e probabilmente avrà inoltrato la richiesta.
          Ora ragioniamo un minuto, se tutti chiedessero questi favori cosa succederebbe? E` possibile che avessero già fatto le liste definitive degli alunni?

          Peccato. Ci avevo sperato tanto. Un po’ triste e sconsolato sono tornato a casa meditando sull’accaduto; cosa fare? Tornare alla carica? Chiedere unteriori spiegazioni? Andare in direzione a protestare?

          Ho scelto la via del silenzio e della meditazione. Stiamo a vedere, mi son detto.

          Beh protestare perché la propria richiesta di mettere la figlia con l’amichetta sarebbe stato piuttosto buffo, la “via del silenzio e della meditazione”(!?) ha evitato una magra figura.

          In effetti non avevo messo i sei quaderni che comparivano nella lista che mi avevano consegnato; quattro a quadretti, due a righe ecc. perchè non sapevo se dovevo metterli tutti o meno.

          Ah ma allora i libri ed i quaderni da portare sono stati comunicati!
          Quindi si conferma che le domande non poste citate nel primo paragrafo sono state scritte per attaccare pretestuosamente la riunione. Che bella cosa la retorica mal utilizzata!

          Il secondo giorno ho capito che il sistema di comunicazione in quella scuola era il “tam tam passaparola” tra genitori. In pratica, se vuoi saper qualcosa che non sia importante (per le maestre) devi chiederlo alle altre mamme o papà cercando di trovare quelle che hanno i figli in quarta o quinta, con più esperienza, altrimenti ti puoi letteralmente “ATTACCARE AL TRAM”

          Ma guarda un po’ che strano, quando affrontiamo qualcosa di nuovo e non sappiamo che fare ci tocca chiedere a chi già ne sa… Sono proprio delle scansafatiche queste governan… ehm… maestre.

          Mia figlia nel frattempo aveva regalato il disegnino che la ritraeva, alla zia. Il giorno dopo tornando a casa mi disse che aveva pianto, quando la maestra le aveva detto di riportare il disegnino per riattaccarlo sul quaderno.

          In quel caso comprendo lo stato d’animo di una bambina che si trova a dover interagire con una figura “autoritaria” estranea alla famiglia, però non capisco perché il padre non possa spiegare alla maestra che il disegno originale è stato regalato e che quindi la bambina ne farà un altro.

          La scuola privata viene osannata per la disponibilità della segretaria, per il giro turistico e per il test atto ad inserire l’alunno nel contesto più adatto (mai pensato che ciò voglia dire creare classi di bambini ritenuti meno validi solo perché magari non hanno ancora imparato a scrivere?), il parco giochi… Non si considera il fatto che lì voi siete clienti da accontentare a prescindere dai bisogni di vostra figlia (se non siete pedagoghi non li conoscete).

          Peccato che in un Paese moderno e all’avanguardia come l’Italia, un genitore sia costretto ad optare per una scuola a pagamento per poter dare quella serenità e tranquillità che dovrebbero essere garantite dalla funzionalità della scuola pubblica.

          A parte il fatto che l’Italia non è né moderna né all’avanguardia, forse si è dimenticato che il primo giorno di scuola è sempre traumatico per chiunque, è il padre ad essere in fallo visto che non ha spiegato assolutamente niente alla figlia e neanche è andato a parlare con le maestre. Semplicemente ha cambiato scuola, troppa fatica andare a scuola a chiedere ed a parlare.

          Perche non avere un ufficio o una persona ESCLUSIVAMENTE addetta ai rapporti tra scuola e genitori, dove un papà o una mamma con dei dubbi, anche se possono sembrare banali, possano recarsi per ulteriori spiegazioni?

          Esiste la segreteria, non è necessario creare un ufficio di pubbliche relazione proprio perché la scuola non dovrebbe vendere un prodotto rendendolo più accattivante; a quello ci pensano le attività private come le scuole paritarie.

          E se i bimbi sono troppi come accade nella maggioranza dei casi, non resta che aggiungere una o due classi che possano ridurre il numero degli studenti ed aumentare la qualità dell’insegnamento, ma probabilmente classi numerose chiamano più di un maestro ed è forse a causa di questa equazione politica che i nostri figli devono pagare per un’istruzione di qualità.

          Qui il discorso diventa parecchio fumoso: più classi = più maestri, non il contrario. E comunque più di un maestro è necessario comunque, sempre che si tenga alla formazione.

          La chiusura nostalgica sugli “altri tempi” è una conferma dell’incipit: si vuole trovare un pretesto per dire che la Gelmini ha ragione sul maestro unico.
          Nel 1966 non c’erano tutte le materie di oggi e c’era una preparazione ben più approssimativa, voler regredire solo perché lo dice la propria parte politica è davvero triste. Ma in fondo all’Autore che importa, lui alla pubblica buttata alle ortiche mica ce la manda la figlia, scherziamo? Le hanno chiesto il disegnino e non l’hanno messa con l’amichetta!

          • Angelika

            Per una volta siamo d’accordo Iniquo. Vorrei aggiungere alcune cose, visto che il mio lavoro è proprio quello dell’insegnante. Il primo giorno di scuola, in tutte le scuole del regno (ormai), le maestre di prima accolgono con striscioni colorati, cartelloni augurali e classi addobbate allegramente i bambini di prima. Accolgono altresì anche i genitori, ai quali è permesso restare a scuola anche per un’ora o due ad osservare l’acclimatamento dei propri figli e a parlare con le maestre. Nelle settimane successive, sempre alla scuola pubblica del regno, si indice una riunione alla quale sono invitati i genitori di tutte le classi e quindi anche delle prime per spiegare quale sarà il metodo educativo delle maestre, quali le materie e chi le impartirà, cosa dovranno portare i genitori in termini di quaderni, penne colori, merenda etc. la riunione dura almeno due ore ed è aperta a domande e risposte. Tutte le maestre intervengono, anche quella di inglese se è esterna alla classe e quella di religione. vengono illustrate le uscite, i progetti, insomma tutto l’immaginabile. In seguito, i genitori eleggono un rappresentante che farà da raccordo tra loro e le maestre. la richiesta di Pio che si chiede come mai non aumentano le classi e di conseguenza i maestri quando i bambini sono troppi, è bene che lo chieda espressamente al governo che ha votato e in particolare alla gelmini, che intende portare le classi della primaria a 30 alunni con un solo insegnante e per sole 24 ore settimanali. La ragione? I soldi, come dice Iniquo, i soldi che non ci sono e se ci sono devono essere destinati a progetti più alati che non siano l’istruzione pubblica, per carità. Non temesse Pio, per i soldi che deve rimetterci avendo iscritto la figlia alla privata: il denaro che viene tolto alla scuola pubblica, viene destinato tra le altre cose alle scuole private e ai genitori che riceveranno un bonus per l’iscrizione dei figli. Può dormire fra due guanciali Pio. Al contrario di molti altri cittadini che seriamente ancora ci credono ad una scuola pubblica che funzioni.

          • Chiara di Notte - Klára

            Ci sono alcuni campi che ogni societa’ non dovrebbe mai delegare ai privati. Due fra i piu’ importanti sono l’istruzione e la sanita’.

            L’istruzione e la sanita’ non DEVONO MAI diventare imprese in cui gli interessi privati di pochi vanno poi a collidere con quelli pubblici e della gente.

            Chi non lo capisce e’ perche’, egoisticamente, non ha convenienza di capirlo.

          • Iniquo

            Molte cose raccontate da pio erano sembrate strane anche a me, poi leggendo la tua testimonianza ed avendone parlato con chi di scuola ne sa più di me il sospetto che sia tutto un pretesto più o meno gonfiato per dire che la Gelmini ha ragione si fa sempre più concreto.
            La buonafede non si nega a nessuno, però da qui a farsi prendere per il naso ce ne passa…

            La sanità e la scuola DEVONO essere sempre in rosso e DEVONO incidere sensibilmente sul bilancio dello Stato: sono servizi forniti più o meno gratuitamente, avere minori perdite significherebbe tagliarli ai danni dei cittadini.
            Non ci vuole un genio per capirlo, ma ormai sembra un discorso da comunisti anche questo.

          • Neottolemo

            Ma in fondo all’Autore che importa, lui alla pubblica buttata alle ortiche mica ce la manda la figlia, scherziamo? Le hanno chiesto il disegnino e non l’hanno messa con l’amichetta!

            Moderiamo i toni, grazie.

          • Iniquo

            Domanda retorica basata sulle dichiarazioni dell’autore dell’articolo commentato unita a sarcasmo sull’assurdità delle motivazioni addotte per il trasferimento che, a dirla tutta, o sono allucinanti o sono una presa per i fondelli nei confronti di chi legge.
            Quindi niente toni sopra le righe, alzarli mi sarebbe costato meno fatica e meno blockquote.

          • Neottolemo

            Io ho criticato solo la tua conclusione, non all’argomentazione precedente. Argomentazione come al solito puntuale, ma la conclusione è fuori posto. Non credi?

          • pio

            un altro pirla..spero che i tuoi crescano meglio di te..se ne hai ma dubito chetu ne abbia, hai troppo tempo per sparare cazzate

          • pio

            sei veramente uno che non capirà mai un tubo, comunque sei fortunato a non avere figli…con un pirla così per padre sarebbe stata veramente dura

        • Chiara di Notte - Klára

          Ciao Angelika. Grazie.

          E’ che a volte mi arrabbio un po’ e sai perche’? Perche’ l’impostazione che hanno alcune persone, quando partecipano a discussioni di questo genere, sia nel reale che nel virtuale, e’ difendere i privilegi (se li hanno) a prescindere da quali siano esattamente le situazioni a carico del prossimo.

          Mi piacerebbe una volta tanto trovarmi di fronte a chi nella vita fosse partito da una condizione di estrema poverta’ fino ad arrivare ad ottenere un certo benessere, oppure avesse avuto la fortuna di nascere gia’ ricco, avesse pero’ l’onesta’ intellettuale di riconoscere che comunque ogni societa’, dovrebbe per prima cosa inderogabilmente pensare ai piu’ deboli e solo se ci fossero risorse aggiuntive da sprecare dedicarsi a chi debole non e’.

          Invece cio’ che avviene e’ che le opinioni e gli atteggiamenti delle persone cambiano a seconda di come cambia il loro livello sociale. Se erano poveri e si ritrovano ad essere ricchi ringraziano il politico di turno che ha loro permesso di arrivare al benessere e si scordano tutto il resto. Si scordano dei loro simili e delle problematiche che una volta erano anche loro oppure che non hanno mai conosciuto perche’ sono stati fortunati.

          Ogni riferimento a San Francesco e’ voluto, ma sarebbe bello incontrane qualcuno per strada. Non mi piace l’espressione “homo homini lupus”. Mi dispiace non l’accettero’ mai. Sono una sognatrice, affascinata dalle utopie e spero che prima o poi qualcuna si realizzi.

          Buona giornata. 🙂

          • Angelika

            Anche a te Klara, anche a te. Oggi per me non è una buona giornata, anzi non lo è da qualche settimana. Ti confesso che sono molto sfiduciata e arrabbiata. Supereremo anche questo? Sinceramente non lo credo. Non sono mai stata molto ottimista, anche per una forma di…difesa (se prevedo il peggio e capita il meglio la felicità è doppia, al contrario, ero praparata), ma veramente vedo solo nero. Scusa lo sfogo, ma non sono riuscita a tenermelo per me.

  • davide

    Distinta Chiara,

    “”Non mi pare di essere stata poco cordiale.””

    Come no. Hai detto che noi poveri moderati abbiamo “il cervello fatto con lo stampino”.

    Comunque per questa volta ti perdoniamo.

    Ciao

  • Chiara di Notte - Klára

    Di scuola italica conosco poco. Ho vissuto per gran parte della mia vita in un Paese che e’ stato comunista. Ho assistito al cambiamento e ad una “rivoluzione” nel vero senso della parola.

    Posso quindi giudicare le differenze fra un sistema in cui non esistevano scuole private e nel quale l’istruzione di base, quella fino a 14 anni era assicurata a tutti, indistintamente, ed un sistema in cui se non hai i soldi non arrivi neppure a quelle che in Italia vengono chiamate le medie inferiori, mi pare.

    Una volta, in quei Paesi di cui parlo, dopo i 14 anni lo studio era assicurato (e pagato interamente dallo Stato), solo in presenza di requisiti dell’alunno atti a giustificare il suo proseguimento. Lo Stato investiva nell’alunno. Chi voleva proseguire negli studi doveva dar dimostrazione di essere capace (era cosi’ anche per lo sport) ed era sempre sottoposto alla tensione della competizione. Quasi uno stress. Se non si superavano gli esami con il giusto punteggio il destino che attendeva era quello di operai, contadini o comunque in lavori non certo appetibili. Se si superavano gli esami si poteva ambire a lavorare per lo Stato, nell’amministrazione, nell’esercito con gradi avanzati, nell’insegnamento, nella ricerca.
    Vestivamo tutti/e uguali. Le femmine in un modo ed in un altro. Anche l’aspetto estetico doveva rispettare delle regole. Ad esempio noi ragazze, anche a 16 anni non potevamo truccarci o portare capelli sciolti ed eravamo perennemente obbligate alle code, allo chignon o a tenere i capelli tagliati corti. Non c’erano distinzioni di abbigliamento che potevano indicare chi poteva avere un tenore di vita piu’ alto. La divisa era diversa da Paese a Paese, ma il concetto era identico: il figlio del minatore doveva essere considerato esattamente come il figlio di un dirigente di partito e cio’ che contava era cio’ che sapevi fare, non chi eri.
    Tutto cio’ forniva materiale per l’ideologia, ma anche (a mio avviso) un senso d’appartenenza di tipo diverso da quello esistente adesso, in cui l’individualismo sta raggiungendo livelli paranoici.

    Sono stata fortunata ad aver studiato in quel periodo. Oggi, forse, non potrei poiche il ginnasio che ho frequentato, e che per me e’ costato sforzi e notti passate a studiare per essere ammessa, e’ diventato una scuola privata in cui solo i veramente ricchi possono accedere, indipendentemente dalle loro capacita’.

    • Neottolemo

      Credo che quella mentalità era dettata dalla guerra fredda, ne più ne meno. Serviva materiale umano per contrastare gli USA e lo si costruiva spasmodicamente.
      Ma la guerra fredda è stata (vista a posteriori) una grande opportunità.

      • Chiara di Notte - Klára

        Che le motivazioni fossero belliche non lo metto in dubbio, ma a volte, come dice De Andre, dal letame possono anche nascere i fiori.

        Devo tutto cio’ che sono a QUEL sistema. Non e’ un gran che, lo so, ma per me tappresenta molto.

        Per questo, spesso dico, che sono un’anima a meta’. Rimasta sospesa fra le certezze di un materialismo opprimente e le speranze di un mondo che poi non si e’ rivelato sfavillante come credevo.

        • Neottolemo

          Si, era quello che intendevo dicendo che la guerra fredda è stata una gran cosa vedendola a posteriori.

  • Comandante Nebbia

    Discussione vergognosamente degenerata per l’incapacità, da una parte e dall’altra, di condurla attenendosi ai fatti ed evitando ridicoli stereotipi.

    E’ una perdita di tempo avere a che fare con questo modo di ragionare.

    Costa tempo e fatica tenere su uno spazio come MenteCritica e incomincia a sembrarmi uno spreco.

    Discussione chiusa.

I commenti sono chiusi.