Comodo per Brunetta Prendersela con il Pubblico Impiego… 87


Il Ministro Brunetta ci si è messo di buzzo buono per educare gli italiani, per l’esattezza i dipendenti pubblici, perché la rovina dell’Italia sarebbero proprio loro: i famosi fannulloni alla Ichino!

Borrelli diceva: resistere, resistere, resistere. Brunetta e prima di lui Ichino, adesso onorevole del PD (che perfetta sintonia!), ripete ossessivamente: licenziare, licenziare, licenziare. Gli vorrei fare una semplice domanda: “Caro Ministro, lei non ha preso neppure un leggero mal di testa? Dovesse averlo avuto, nulla di male. Come professore universitario avrebbe potuto o potrebbe, se ancora insegnasse, recuperare i giorni o le ore non lavorati, perché il suo orario è solo di dodici ore settimanali. Ma gli altri con trentasei ore settimanali possono farlo, anche volendo? A meno che non recuperino la notte e le feste comandate”.

Ma questa è un’inezia nel panorama della giungla delle leggi della Pubblica Amministrazione. Per cui parliamo un po’ più ampiamente dei dipendenti pubblici. Chi sono, cosa fanno, come sono assunti, ecc.

Non ho molta esperienza di tutto il settore del Pubblico Impiego. Conosco bene il mondo della scuola, in cui ho lavorato per circa quaranta anni. Le assunzioni avvengono per concorso anche se in alcuni periodi, per demagogia, vi sono state immissioni in ruolo ope legis che significa semplicemente senza sostenere alcuna prova di concorso, ma i docenti assunti a tempo indeterminato non venivano scelti a caso, bensì con un servizio alle spalle di qualche anno. Erano i precari del passato, mentre i precari di oggi hanno sulle spalle concorsi, specializzazioni e tanto servizio che li rende professionalizzati in maniera quasi ottimale. Gli altri dipendenti pubblici sostanzialmente sono stati e vengono assunti anch’essi attraverso selezioni, concorsi o test, abbastanza complessi che li rendono idonei a svolgere i compiti inerenti il loro ruolo. Anche qui, naturalmente, con qualche eccezione. Se poi svolgono con competenza il loro lavoro spesso non dipende dagli impiegati, ma dall’organizzazione di ogni singolo ufficio. Un esempio: mi reco spesso nei vari uffici postali della mia zona e mi accorgo della differenza che passa tra un ufficio e l’altro. In alcuni l’efficienza rasenta la perfezione, in altri regna un caos totale, eppure sono uffici della stessa amministrazione.

Voler dare addosso ai dipendenti pubblici perché ritenuti fannulloni o assenteisti è una cattiveria bella e buona. Non vorrei essere maligno nel mettere in risalto la “malformazione fisica”, si fa per dire, di Brunetta che sembra accettarla con disinvoltura (anche Berlusconi viene chiamato psiconano!) Anch’io non brillo per altezza, ma dalle mie parti si dice: “Guardati dai segnalati miei!”. Lo avrebbe detto Gesù, non so quando e non so dove. A significare che Brunetta intende scaricare sugli altri le sue frustrazioni, che io credo più psicologiche che fisiche.

Con ciò non voglio dire: “Cari ex colleghi del pubblico impiego, assentatevi quanto e quando volete. Ne avete il diritto”. Ci mancherebbe altro! Vorrei solo dire che le malattie, quando sono vere, non vengono durante il periodo delle ferie, che sono sacrosante e vanno tutelate. Infatti se un dipendente si ammala durante le sue ferie, ha il diritto di recuperare i giorni di malattia perduti in altra data. E se dovesse succedere, per una qualsiasi ragione, che un dipendente pubblico abbia bisogno di un giorno per un suo proprio servizio, recarsi in banca per esempio, può aspettare il sabato quando la settimana è di cinque giorni lavorativi? Ma le banche di sabato sono chiuse e spesso il dipendente pubblico lavora anche di sabato. Oppure a scuola perché chiamato a causa di qualche marachella del figlio? Come fare? Vorrei chiederlo al ministro Brunetta, perché questi sono spesso i motivi di assenteismo. Non cose eclatanti come vengono presentate dai nostri rappresentanti politici che vivono nella stratosfera. Ma la conoscono davvero la vita quotidiana degli italiani i nostri ministri? Mi sembra proprio di no. Forse se si abbassassero un po’ a livelli della “plebaglia” di fannulloni del pubblico impiego, la loro visuale o visione dei problemi sarebbe più comprensibile. Eppure Brunetta, nonostante…


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87 commenti su “Comodo per Brunetta Prendersela con il Pubblico Impiego…

  • ilBuonPeppe

    Se si volesse fare qualcosa di serio per la pubblica amministrazione si dovrebbe cominciare ad abolire quelle non necessarie (provincie in testa) e a strizzare le palle ai dirigenti. Invece non si farà nè l’una nè l’altra cosa, a dimostrazione di quanto siano strumentali queste posizioni del ministro (e non solo lui).
    Condivido in pieno l’articolo, ma la verità è che i fannulloni (che pure ci sono) non c’entrano niente.
    L’obiettivo è lo smantellamento totale della pubblica amministrazione; operazione che consentirebbe di privatizzare tutto, e di gestire quindi in maniera molto più comoda e redditizia tutto il baraccone.
    Naturalmente a guadagnarci saranno i soliti noti, e a farne le spese i dipendenti e i cittadini.

  • Francesca

    La penso come ilBuonPeppe.
    Credo che lo scopo ultimo sia la distruzione del pubblico a favore del privato come sta accadendo anche per la scuola e fra poco per la sanità.
    Comunque rimane chiaro il fatto che esistono le classi anche per i fannulloni, la A è detenuta da quelli seduti in parlamento, per gli altri è andata bene fino ad ora ma penso che a rimetterci non saranno solo i veri fannulloni che credo la minoranza.
    Anche questo è solo pura strumentalizzazione e populismo.

  • Oris

    Mia moglie è operaia.
    Quando era incinta è rimasta a casa, non a preso l’aspettativa oltre il periodo obbligatorio, tornando al lavoro prima possibile, lavora dall’80, nello stesso posto, credo abbia fatto una 20 di giorni di malattia, in tutto, ultima operazione compresa, non perchè non abbia avuto l’influenza ma perchè se poteva andava.

    Certo la salute e la tempra forte l’hanno aiutata, ma non penso sia l’unica su quest terra che possa tenere un comportamento simile.

    Io, da libero lavoratore, costretto a cambiare lavoro sulla soglia dei 35 (e nessuno ti vuole) a reinventarsi, una sola busta paga in vita mia: me ne vanto.

    Trovo che oggi i diritti dei lavoratori, di certe categorie di lavoratori abbiano passato il segno, diventando Soprusi, come molti diritti in italia, usati e chiamati in causa sempre in malo modo, generando storture: peggio la toppa del buco.

    Tutto questo garantismo nei confronti dei “poveri” lavoratori a busta paga, ha generato una sorta di guerra tra piccoli imprenditori e impegni da mantenere per garantire questi diritti…

    Io stesso ho preferito invstire in formazione e in informatica, creare network tra professionisti per eliminare i costi della segreteria, che a fronte di 15400 euro anno dati alla segretaria divenivano un costo da sostenere per me di euro 32000 (diconsi TRENTADUEMILA, ma le tasse non le paga chi ha busta paga?), soldi che IO dovevo trovare il modo di tirare fuori e quindi di guadagnare.

    Si sta eccedendo nel modo?

    Si sta esagerando, in modo populista?

    Beh, a parere mio, per eliminare una esagerazione ce ne vuole un altra, ben venga.

    Non credo che le persone come mia moglie ci rimetteranno, un pò come quando si parla di intercettazioni: chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere, no?

    O forse per i lavoratori deve essere diverso?

  • Iniquo

    Oris giusto per non parlare di aria fritta, quali sarebbero questi diritti dei lavoratori subordinati che ritieni addirittura soprusi?
    Quello di cui ti lamenti parlando della tua esperienza lavorativa si chiama rischio di impresa.

  • Matthias

    Scusate ma avete mai avuto a che fare con i pubblici impiegati?
    Siete mai andati a presentare un modello intra in dogana e tentare di contattare il direttore per oltre un mese senza avere nessuna risposta?
    Avete mai telefonato in provincia chiedendo cosa bisogna fare per avere l’autorizzazione all’emissione in atmosfera e non avere risposta se non un ma lei chi è?
    Avete mai ricevuto la visita di due agenti della forestale che vi multavano leggendo una specie di bignami delle leggi senza ssapere in realtà che stavano facendo?
    avete mai ricevuto la visita di un funzionario dell’arpav che con fare arrogante vi diceva che vi avrebbe fatto chiudere se non spostavate entro 3 giorni un pezzo di plastica?
    si si un pezzo di plastica…….e io riciclo plastica….un demente
    La mia esperienza(parziale certo) mi porta a dire che negli uffici pubblici sono assunti una marea di incompententi che non riescono nemmeno ad usare il computer e grazie alla loro superiorità(ti faccio chiudere)sono intoccabili……
    siete mai andati a chiedere l’allacciamento alle fogne e un responsabile dei servizi pubblici vi richiede opere per circa 200.000 euro…..scusi ma io ho un fatturato di 1milione di euro……togli le spese…..togli le tasse…..utile 70mila euro….tassali ancora del 30%…….
    scusate lo sfogo…..
    Tutto questo era per dire che chi non lavora non ha un diritto allo stipendio,pubblico e privato che sia

    • Marco Bastianello

      E’ giusto togliere diritti e garanzie a chi è dipendente perchè alcuni ne approffittano in un modo per cui tali diritti non erano concepiti o ci sono incompetenti? Io dico di no. Per dirla coi proverbi è come chi ragiona dicendo “per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno” o ancora meglio come il prete che rimprovera chi è venuto a messa per via di quelli che non sono venuti

  • Francesca

    Ok Matthias nel tuo caso che dire?
    Hai ragione dicendo che si merita uno stipendio solo chi lavora ma fare di tutta un’erba un fascio come sta facendo Brunetta e come è abituato a fare il popolo delle libertà (condizionale, come dice Travaglio) cercando consensi dalla gente, mi sembra alquanto esagerato.
    In ogni azienda che si rispetti c’è il fannullone di turno, basta beccarlo e nel caso di giusta causa licenziarlo.
    Però da lì a dire che i dipendenti pubblici non fanno nulla tutto il giorno mi pare esagerato.
    Io abito in un comune di 10.000 abitanti in provincia di Bologna e ti assicuro che le impiegate dell’ufficio Urp del Comune sono sempre in ufficio e disponibili e gentili.
    Vedi, ho dato un altro esempio…

  • Oris

    Beh, tante volte si fa di tutte l’erbe un fascio, specie verso altre categorie… che non hanno ferie, non si possono permettere la malattia, e che per questo dovrebbero guadagnare di più…E quando non succede? Cassi loro.

    Bene, lo accetto, non cambierei mai il mio modo di pensare.

    Ma sinceramente, mi stanno sulle balle chi invoca diritti, ferie, malattie in un momento come questo, deformazione professionale.

    Il lavoro è un diritto o un dovere?

    Per me la seconda.

    Il lavoro deve esser garantito?

    Sì, nelle favolette… bisogna costruirlo ogni giorno!

    Quali sono i diritti/soprusi?

    Io coglio poter assumere e licenziare, esattamente come fanno i miei clienti con me: se gli vado bene mi pagano se no mi mandano in domo.

    Le ferie?

    Ti metti i soldini da parte e te le paghi, come me, naturalmente io non ti do più 1000 euro al mese ma te ne do 1700, risparmio una barcata di soldi lo stesso, e tu ti paghi i tuoi contributi, in maniera meno invasiva, il sindacato lo prendi se ti va e se no no, l’assicurazione te la fai integrativa, tanto se no non ti tocca, la liquidazione te la sogni.

    Questo in tutto il settore terziario e del piccolo commercio, e anche nello stato.

    Nelle situazioni “grandi” e nell’industria potete lasciare così.

    Semplificando molto, chiedo venia per non entrare nello specifico.

    • Marco Bastianello

      Anche trattare i dipendenti come se fossero tanti piccoli imprenditori che fanno impresa, come stai facendo tu, è deformazione professionale. Capisco che uscire dalle proprie preoccupazioni e dal proprio punto di vista sia cosa più degli dei che degli uomini, ma se in Italia chiunque ha un’impresa ragiona così, bhè, certi modi di pensare diventano non solo possibili ma persino naturali, come appunto forzare un dipendente a diventare libero professionista e aprir partita iva ma di fatto con i problemi e magari anche i vincoli del dipendente ma con molti rischi della libera impresa…
      E se un piccolo imprenditore come te ha queste idee e ha questa visione del lavoro così “di categoria”, allora cosa dovrebbe pensare Berlusconi? (infatti…)

      • Oris

        Io preferisco non “dipendere” e anche quelli che lavorano CON me, nessuno lavora PER me. 🙂

        Berlusconi secondo me invece ama molto la figura del dipendente, tra imprenditori c’è molta meno unione di quanto credi tu.

  • Iniquo

    Oris sai perchè non puoi licenziare a tuo piacimento? Perchè i lavoratori subordinati non possono vivere alla giornata per soddisfare i tuoi capricci.

    Sai perchè le loro ferie sono pagate? Perchè così come non li rendi partecipi degli utili così non puoi pretendere di accollare loro periodi di ferie durante le quali vedi la produttività diminuire.

    I tuoi clienti ti commissionano lavori, se non saranno soddisfatti non si rivolgeranno più a te. Tu puoi assumere in prova e se soddisfatto stipulare un contratto a tempo indeterminato.

    La tua visione del lavoro-dovere e dell’imprenditore libero di gestire le vite (perchè di questo si tratta) dei subordinati era superata già all’inizio del secolo scorso, per cortesia aggiornati.

    Ripeto, rischio di impresa: non è colpa dei dipendenti se le cose non vanno come vorresti.
    Il problema dell’Italia sono le miriadi di piccole e piccolissime imprese che nascono e chiudono nel giro di pochi anni e persone che pur di avere il proprio piccolo orticello vivono sull’orlo del fallimento (tanto intestano ai figli, chissenefrega). Questa gente lascia a casa i dipendenti e a bocca asciutta fornitori e committenti, avevano troppi vincoli anche loro?

    In sintesi: tu hai deciso di avvalerti di manodopera altrui per ricavare utili investendo il tuo capitale, non sei il signorotto della zona che decide arbitrariamente chi licenziare senza avere alcun motivo o causa.

    Superando la parentesi storica (la visione di Oris dell’imprenditore è ottocentesca) confermo che nella P.A. è pieno di incompetenti messi lì da politici locali o amici che hanno fatto in modo di truccare i concorsi, ma da qui a dire che sono tutti così ce ne passa. Tra l’altro la stessa incompetenza spesso la trovo anche quando mi rapporto con i dipendenti di alcune grandi società.

  • ema aka mascherabianca

    il lavoro è un diritto il lavorare bene e quanto viene richiesto è un dovere. Sul vado a lavorare anche se ho la febbre/influenza/malattie non è da fare in quanto si mette a rischio la propria salute, si lavora peggio quindi al datore di lavoro si rende meno. Se uno va con la febbre su un’impalcatura il rischio che cada di sotto non è maggiore? Per tornare alle morti bianche. Questa mentalità del lavorare ad ogni costo anzi si deve lavorare più possibile fregandosene delle malattie e perchè no dei divieti e degli obblighi per fare di più e più in fretta è ora che venga messa in pensione…

    Sul settore pubblico è vero che non si può fare di tutta l’erba un fascio ma c’è una gestione a monte del personale che è pietosa… Ci sono uffici stracarichi di lavoro e uffici in cui vanno si e no dieci persone al mese a chiedere certificati o che altro… Spero che l’intenzione sia quella di migliorare la gestione del pubblico anche se è una speranza vana in un’Italia che punta sempre di più allo “splendore” dell’america!!!!

  • Angelika

    E per quale motivo non si dovrebbero invocare diritti e ferie ed altro “in un momento come questo”, egregio Oris? Siamo già diventati una nuova Cina (e anche la Cina si sta svegliando dal punto di vista del diritto del lavoro, anche se di tempo ce ne vorrà)? Io lavoro nel pubblico impiego, nella scuola per essere precisi, la tanto vituperata scuola che è sulla bocca di tutti, soprattutto di chi non la frequenta affatto. Tu parli di mettere da parte i soldini per pagarsi le ferie, per pagarsi un’assistenza sanitaria, per pagare addirittura i contributi previdenziali. Vuoi sapere quanto percepisco io al mese? Esattamente 1187 euro, tolte tutte le tasse, che io pago. E come pensi che io potrei assolvere a tutti gli oneri economici di cui parli, con il mio stipendio? Ti dico papale, papale come stanno le cose e te lo dico con esempi concreti, di vita vissuta da me e da colleghi nella mia stessa situazione: ti privi di tutto, specialmente quando non hai la fortuna di possedere una casa di proprietà e devi pagare anche l’affitto. E ti faccio anche un altro esempio, per tornare al tema del post: io, di fannulloni nella scuola, ne ho visti pochissimi per non dire nessuno del tutto. Tu mi potrai obiettare che sono di parte, posso anche concedertelo giacchè non mi conosci, ma la cosa che mi fa arrabbiare davvero è che la scure cala sempre su chi guadagna meno, su chi non ha yacht ormeggiati al sole, su chi deve fare i conti non mese per mese, ma giorno per giorno. Non discuto, i fannulloni vanno licenziati, ma anche quelli ad alti e altissimi livelli, quelli che pontificano e decidono per noi senza aver mai fatto un giorno di lavoro “serio”, quelli che solitamente ottengono buonuscite stratosferiche anche se hanno fatto colare a picco un’azienda. E di poche ore fa la notizia che il figlio 19enne di un imprenditore e imprenditore egli stesso, ha fatto fuori un suo impiegato egiziano perchè costui si era visto decurtare dalla busta paga soldi che gli spettavano ed era andato a protestare. L’assassino, si farà qualche anno di galera (forse), ma l’altro ha perso la vita perchè non gli è stato riconosciuto neanche il diritto di essere pagato quanto pattuito. Chiudo qui per ora: mi ribolle troppo il sangue per le ingiustizie sociali a cui sto assistendo di ora in ora.

  • Oris

    lasxiamo perdere, quando invece di avere qualcno che vi da uno stipendo 8e vi paga pure le tasse) dovree cercarvi i lavoro e inventarvelo allora ne riparliamo, siamo in due mondi diversi. Ingiustizia sociale, ….pfu!

  • Oris

    gli imprenditori non hanno tutti lo yact, parliamo di realtà… io purtroppo nell’ottocento ci vivo, quindi… e fortunatamente sono riuscito a non avere più dipendenti… e anche gli imprenditori hanno le stesse spese, e non tutti navigano nell’oro.

    Essendo io tra questi, mi ritengo una categoria molto più debole dei poveri stipendiati pubblici, tra l’altro, con molte meno garanzie. Ecco perchè certi discorsi mi alterano.

    • Nello

      Vedi Oris io sono dell’idea che non tutti hanno le doti per essere imprenditori, c’è anche chi non è tagliato, ma ciò non toglie che sia un buon lavoratore degno di stima. Forse ostinarsi ad intraprendere senza averne le doti è da incosciente, in particolar modo perchè i tuoi errori si riperquotono sugli altri dipendenti o fornitori che siano.
      Quindi se come imprenditore non ti senti realizzato forse saresti un buon dipendente, ma dico forse.

      • Oris

        Beh grazie, apprezzo lo spirito.

        Non toglie però forza alle mie ffermazioni 😉

        Il pubblico impiego non punisce adeguatamente chi non produce.

        A noi imprenditori invece la punizione in quel caso è certa, quindi non cercherei i fannulloni tra noi 🙂

  • Oris

    L’esempio dell’egiziano è talmente triste e lontano dalla realtà di tutti i giorni che sto perdendo tempo a commentarlo.

    Signori: non c’è più trippa per gatti!

    Ora si lavora, tanto e magari ancora di più sottopagati.

    Non vi torna?

    Vi suona male?

    Va contro i vostri principi?

    Se vi chiude la ditta nella quale lavorate, nnostante le famose trattative sindacali, che fate: andate in piazza a gridare:” lavoro, lavoro!”…

    In un momento dove moltissime persone perdono il lavoro e sono costrette areinventarsi a età non propio comodissime, parlare di ferie e di mal di testa per non andare in ufficio, portando come esempio il muratore che muore perchè cae dall’impalcatura… insomma, un pochino di misura, riflettiamo!

    Le ferie, e tutto il carrettino, sono privilegi (non diritti) che sono sostenibili solo se la trafila tiene: lavoro-costi-produzione-guadagni-investimenti deve continuare a girare, anche nel sociale.

    La scuola, lavora bene? Non mi pare.

    Non è colpa dei docenti?
    Non voglio colpe vorrei rimedi.

    La sanità, idem, pochi soldi?

    ne siamo sicuri?

    Tutto va controllato e ridimensionato, non c’è più graso che cola, anzi non ce n’è mai stato.

    Io fossi in voi mi preoccuperei di mantenerlo il lavoro, altro che ferie e mal di testa…

    Ma io vivo nell’ottocento.

  • Iniquo

    Cercando di estrapolare dei concetti dal triplice sfogo dell’imprenditore arrabbiato perchè la sua impresa non va bene (colpa di chi?) ritrovo quelli del precedente intervento e non leggo la coscienza di cosa sia il rischio di impresa.

    Sicuramente la scuola non ha lavorato bene se si ignorano le motivazioni del perchè ci siano certi diritti (non privilegi, si rassegnino i padroncini del vapore di oggi) e se non ci si rende conto che non c’è grasso che cola a causa di scelte macroeconomiche che hanno da sempre penalizzato proprio sanità ed istruzione.

    Se quando si discute con gli altri si ignorano il presente ed il passato difficilmente si riesce a portare avanti con efficacia i propri argomenti.

  • Oris

    beh, dire che la mia impresa non va bene è un po azzardato 🙂

    Cmq capisco il modo di vedere è troppo diverso e il mio modo di ragionare torppo basso… lascio a chi conosce la realtà meglio di me.

    Secondo em nei miei interventi c’è mlta più realtà di tutti i giorni di quelli di altri, ma sai com’è… sperem..

    • Marco Bastianello

      Insomma, possibile che dopo tanto tempo per avere condizioni di lavoro che siano stabili e umane ancora si debba ragionar così? Oltre a tutto lo stato non è un datore di lavoro come un altro, esso quasi nasce per fornire garanzie o comunque servizi alla comunità. Se tutti dovessimo essere in balia dell’ imprevisto e non ci fosse garanzia per alcuno potremmo anche tornare alle caverne: se ti va bene, campi. Se qualcosa va storto rischi di crepare e non necessariamente in modo eclatante come uno che cade dall’ impalcatura, ma anche semplicemente di fame (va bene, esagero, ma si è capito…) A me non sembra un progresso e in fondo si sente che un sistema che funzionasse così non piacerebbe nemmeno a te

  • Neottolemo

    Quelli di Oris, come già detto da Iniquo, mi sembra semplicemente uno sfogo. Ma non un’esternazione che lascia il tempo che trova, non è nemmeno l’insofferenza di un qualcuno che non vuole accollarsi “il rischio d’impresa”. A me sembra semplicemente il segnale che bene o male siamo tutti sulla stessa barca.

    Così come la frustrazione fa dire cose “ottocentesche” ad un (piccolo, per quello che ho capito) imprenditore, allo stesso modo non mi sembra che Oris non possa essere chiamato un padroncino (altro termine ottocentesco) dato che (altra cosa che mi è sembrato di capire) in questo momento non ha nemmeno dipendenti. E se non li ha, non è perché ha una mentalità perversa e allora “se non posso sfruttarli li butto in mezzo ad una strada” ma perché non ce la fa. Ed in questo lo stato dov’è? Ogni replica in questa discussione ha tirato in ballo i diritti dei lavoratori, però (e suppongo di nuovo che questo è quello che Oris ha provato a spiegare tra la rabbia), anche lui è lavoratore, ed anche lui ha diritto alle ferie, alla malattia e a tutte le altre garanzie che (sulla carta, ovviamente) sono concesse ai dipendenti. Nel passato gli operai hanno avuto i sindacati, gli imprenditori la marcegaglia (senza maiuscola ovviamente) ma solo quelli che gestiscono la ferrari o la mediolanum, gli altri sono stati abbandonati alla mafia perchè si ostinavano a voler pagare il pizzo.

    Quanto l’ho fatta lunga. Per concludere, mi sembra inoltre di cogliere un certo senso di colpa in tutti i pipponi ( :mrgreen: ) di Oris.

    Rubo solo per questo commento il ruolo di MC: non esistono questioni di principio

    imprenditore=yatch e dipendente=fancazzista non è quasi mai vero.

  • Oris

    Bè, la mia ditta non va male solo perchè lavoro dalle 9 alle 21, con piccola pausa pranzo e assorbo sulla mia persona molti costi aziendali, per cercare di fare qualcosa che dia lavoro anche agli associati (già, noi siamo davvero tutti sulla stessa barca).

    Il sabato lavoro, ci mancherebbe, non lo farò quando potrò permettermelo!

    Se vuoi creare qualcosa oggi, o evadi o corri.

    Se paghi corri,e a volte non basta.

    Per andare in banca, come detto nel post, non importa essere assenteisti, basta chiedere il permesso, credo che non verrebbe negato.

    Ma il problema non è nemmeno quello, se uno lavora, con impegno, nessun “padron ottocentesco” penserà per un momento a licenziarlo…

    Se uno ha bisogno di dipendenti, si presuppone gli servano per produrre, quindi…

    Che poi molti lavori oggi si basino sullo sfruttamento, purtroppo, è palese, ma mi sembra che questo sistema sia preso in prestito perfino da qualche cooperativa…

    Insomma, più che farne questioni di principio ne farei una questione di decenza quasi.

    Oggi il posto “fisso”, per ch ce l’ha, è un lusso.

    Che si abbia almeno la decenza di non lamentrsene, non per quelli come me, ma per chi non ce l’ha e probabilmente non l’avrà mai, che oggi sono la maggioranza delle persone.

    Speriamo che cambi.

    E speriamo che tutti si smetta di guardare troppo in “alto” i problemi di tutti i giorni, quelli veri, non ascoltano sermoni o teorie complottistiche, ti cadono tra capo e collo e devi risolverli, tirandosi su le maniche.

    Il resto è roba da salotto buono, che a me sinceramente non interessa.

  • lupoalburnino

    Cari amici, non pensavo di creare tutto questo putiferio, onestamente. Ho parlato di Brunetta perchè mi sembra il caso più eclatante di scarso interesse per i lavoratori dipendenti, pubblici o privati che siano. In tutti i settori ci sono i fannulloni, li si colpisca duramente dopo accurati controlli, ma non li si minacci solo perchè si vogliono creare altre forme di lavoro. Un governo di centrodestra ha come scopo precipuo di favorire il privato e ci stiamo arrivando. Non si può, però, senza suscitare allarmismo. La scuola e sanità sono un esempio lampante. Non parliamo di stipendi. Con tutta onestà per il lavoro che vi si svolge, e nessuno si scandalizzi, le ore di servizio sono anche troppe.
    Io non ho molti esempi da portare, essendo un maestro in pensione, ma uno mi sembra illuminante. Vi siete rivolti alla TIM, alla WIND, ecc.? Quanti mesi per avere una risposta ed un servizio? Chi non ha peccati scagli la prima pietra, ma infierire è da terzo mondo: noi ci stamo andando!

  • Francesca

    Oris, oggi il posto fisso è un lusso di sicuro ma non dobbiamo prenderla come una cosa “normale” perchè non lo è, segue solo le logiche di sfruttamento più che di elasticità come ci hanno voluto far credere.
    Tu dici che il lavoro è un dovere più che un diritto, secondo me lo sono entrambi senza contare il primo articolo della ns.calpestata Costituzione.
    Ferie e malattie non sono “privilegi” ma diritti come per la gravidanza, non siamo macchine, siamo uomini e donne che hanno anche una vita (che dovrebbe essere il pensiero principale) oltre il lavoro.
    Sembra quasi che con il concetto “che siamo sulla stessa barca” si voglia dire che il lavoratore dipendente dovrebbe accollarsi le stesse responsabilità (compreso di ore di lavoro, andare con il mal di testa o la frebbre) del datore di lavoro, ma scherziamo?
    Se le cose vanno male ci rimette anche il dipendente magari perdendo il lavoro, ma se le cose vanno bene, lo stipendio del dipendente rimane uguale a quello del mese prima quindi basta dire che siamo sulla stessa barca.
    La scelta di essere un imprenditore l’hai fatta tu, non credo che nessuno ti abbia puntato la pistola in testa quindi è giusto che ti dedichi alla tua azienda anche il sabato e anche la domenica se necessario.
    Cos’è, dovrebbe farlo un dipendente per caso?
    Sicuramente siamo sulla stessa barca in questa crisi e fame di lavoro che va avanti da qualche anno ma la differenza è che quella dei lavoratori dipendenti è un gommone!
    Sicuramente ci sono fannulloni nel pubblico, non credo sia difficile individuarli e licenziarli con giusta causa: al patto che non divebti un’inutile caccia alle streghe!
    Ma secondo me i veri fannulloni (concordo con Angelika) sono quelli che aprono le ditte prendendo magari i finanziamenti europei e un anno dopo dichiarano fallimento, oppure i manager che lasciano buchi di debito in grosse aziende con uscite miliardarie, il caso Alitalia è l’esempio perfetto.
    I veri fannulloni sono questi, non quelli da 900 euro al mese!

  • Oris

    Concordo con le ultime frasi, ma non ho mai detto che il dipendente deve fare lo stesso lavoro dell’imprenditore, ci mancherebbe, mi scuso per averlo fatto intendere.

    D’altronde non posso fare a meno di notare che se dovessi pagarmi come un dipendente, con le ore che faccio, probabilmente dovrei avere fatturati milionari… 🙂

    Quindi un pò mi sento sotto pagato.

    Un dice: l’hai voluto tu, certo, lo so, non preoccupatevi, difficilmente mi vedrete in piazza a lamentarmi, non perchè non ne abbia motivo ma perchè sono abituato a NON contare sullo stato, a non aspettarmi nulla da questo, mai sono stato aiutato dallo stato, semmai vessato e subissato di impegni che mi impediscono la crescita.

    avete un attimo riflettuto sulle cifre da me esposte per pagare la mia ex segretaria?

    avete riflettuto sulla differenza tra quanto lei percepisce e quanto io pagavo per mantenerla?

    Siete sicuri di poter dire che le sue tasse le pagasse Lei, come amate sostenere?

    Andiamo avanti, la questione qui è il pubblico impiego.

    Io credo (spero) che coloro che lavorano nel pubblico impiego non verranno toccati da interventi “punitivi”, ma anzi, vedranno le loro condizioni lavorative migliorare, magari con riconoscimenti!!!

    Se qualcuno di questi non lavora bene, anche solo per incapacità, a casa, come succede per tutti gli italiani che lavorano nel mondo reale, quello SENZA privilegi.

    Quelli che voi chiamate diritti sacrosanti sono limitati a una parte solamente della popolazione, una parte destinata a asottigliarsi in modo molto importante, ve ne siete resi conto?

    Poi possiamo anche disquisire in discorsi nei quali potremo far vedere più o meno la nostra “levatura”, ma credo che sarebbe inutile, se non dannoso.

    Quando alcuni hanno diritto ed altri no, questi diventano privilegi, in pratica.

  • Francesca

    Certo, come i “privilegi” che hanno gli etero rispetto ai gay o quelli che hanno chi decide di sposarsi rispetto a quelli che vogliono convivere.
    La questione non è togliere diritti ad alcuni per far sì che per gli altri si possano chiamare “privilegi”.
    La questione è che il mondo del lavoro grazie alla globalizzazione e al neo-liberismo è diventato un macchinario in cui le ossa di molti lavoratori (dipendenti o no, pubblici o no) rimangono stritolate in mezzo, i diritti più normali e assodati sono diventati privilegi.
    Ma chi c’ha sempre guadagnato fino ad ora sono stati i grandi e medi imprenditori magari con tasse evase o eluse da anni, con le loro politiche di contratti co-co-co, co-co-pro e a tempo determinato rinnovati di settimana in settimana con l’articolo 18 per mezzo affossato.
    Ma come si può vivere così?
    Come dipendente io lascio per le tasse circa 1/3 dello stipendio, non so cosa paghi per me l’azienda ma se prendo nemmeno 1100 euro non so chi ci rimette di più. Scusa ma faccio fatica a credere che sia l’azienda.
    Mi fa piacere che almeno abbiamo concordato sul fatto che fare di tutta un’erba un fascio è sempre sbagliato, al di là di chi sia il soggetto.

  • Comandante Nebbia

    Oris visto che vuoi fare i conti:

    Se lo stato non avesse preso niente la tua segretaria lavorava per 32.000 euro all’anno e li prendeva tutti lei, ma senza nessuna forma di tutela sociale.

    32.000 Cioè 2700 euro al mese x 12 mensilità

    Se uno vuole comprare casa ci vogliono 1000 euro al mese di mutuo per vent’anni. Una vita
    500 euro al mese per la vecchiaia
    200 euro al mese da parte per la salute
    500 euro per mangiare e vestirsi modestamente.
    200 al mese tra trasporti (pubblici) e bollette

    se uno se ne rimane a casa senza andare al cinema, con la tv spenta e senza niente da leggere gli rimangono 300 euro al mese.

    Secondo me le tasse le pagava lei. Poi vedi tu.

  • Iniquo

    L’argomentazione “ormai pochi godono dei diritti da posto fisso, quindi sono privilegi” è la stessa usata da Ichino & soci per abbassare le tutele ed i diritti con la scusa che i precari non ne godono; penso sia una cosa lampante per chiunque pensare “ed invece garantire a tutti gli stessi diritti che ieri avevano i nostri genitori no?”. Non vale neanche la scusa del periodo di crisi, in passato di certo non si viveva nell’età dell’oro.
    I precari non hanno le ferie pagate, ne’ la maternità, ne’ la malattia ed in caso dovesse stare a casa per uno di questi motivi il termine del contratto non viene prorogato. Che progetti possono fare queste persone per il futuro?
    E non è neanche una questione di principio, ma di equità e giustizia.
    Se quel che prospetta Oris fosse realtà come avrebbe fatto l’ingegnere di qualche post fa, essendo ella incinta? Avrebbe dovuto prima mettere da parte i soldi per i mesi necessari alla tutela del bambino visto che la maternità secondo alcuni illuminati è solo un privilegio?
    I lavoratori dell’ottocento non avevano garanzie e se qualcuno stava male o rivendicava qualche diritto il datore di lavoro lo lasciava a casa prendendo un altro disperato, tanto erano tutti fungibili. Per questo nacquero i primi sindacati, per rivendicare diritti e un salario minimo in modo che il datore non potesse giocare al ribasso (c’è sempre qualcuno più disperato di te disposto a lavorare un’ora in più per una moneta in meno).
    Gli interessi del datore e dei lavoratori sono contrapposti, altro che stessa barca! Il primo ha interesse a pagare di meno e far lavorare di più spendendo meno soldi per la sicurezza, i secondi tutto il contrario.
    Il discorso che vorrebbe tutti con gli stessi interessi fu portato avanti dal corporativismo fascista che coprì il tutto con la favoletta dell’interesse nazionale, mentre alla fine era solo quello degli imprenditori. E come mai i lavoratori stavano buoni? Semplice, tutti i sindacati erano sciolti e ne restava solo uno “farlocco” per ogni categoria, guidato da gente approvata dal regime e commissariabile in ogni istante. Ah, erano stati reintrodotti i reati di sciopero e serrata.
    Nel mondo occidentale l’iniziativa economica è libera, cosa ben diversa dal dire che è un diritto. Quindi i cittadini sono liberi di aprire e portare avanti imprese, ma lo Stato non deve loro niente essendo gli aiuti statali distorsivi della concorrenza e sanzionabili dall’Unione Europea.
    Invece, per ovvi motivi, il lavoro dipendente è un diritto (altrimenti come si potrebbe portare a casa la pagnotta?) e ad esso sono collegati altri diritti che ne tutelano le varie fasi e varie situazioni. Ovviamente il lavoro è un diritto per tutti, anche per chi oggi fa l’imprenditore e si rende conto di non riuscire a competere o magari crede di poter guadagnare di più come dipendente.

    Anche in questa discussione è tornato il leitmotiv dell’intellettuale da salotto lontano dalla realtà. Possibile che quando certe persone finiscono gli argomenti tirino fuori sempre la solita litania? Cos’è, disprezzo che nasconde un malcelato senso di inferiorità?

  • Oris

    nono, non abbiamo il senso di inferiorità!

    Lo siamo proprio!

    😀

    TU resta con le tue chiacchere, io ho da lavorà.

  • Oris

    @MC, credo che se una segretaria è giusto prenda 32mila euro io devo guadagnarne 150mila.

    Così non è, la segretaria non lavora, e la papera non galleggia.

    Risultato, ne faccio a meno e i 32mila li uso per campare me 🙂 e per fare tuti quei conti che hai fatto tu.

    E i posti di lavoro calano.

    Quando non ci saranno più, la gente oltre a lavorare sottocosto con copropropopro ecc. cosa si adatterà a fare?

    Salute.

    Salute.

  • Iniquo

    Non solo intellettuali da salotto, ora anche nullafacenti chiacchieroni…

    Che bieca retorica a nascondere l’incapacità di portare argomenti (non hai risposto a nessuna obiezione).

  • Oris

    Perchè non c’erano obiezioni, iniquo.

    A volte mi chiedo se lavori e dove.

    se lo fai sei in una realtà sicuramente diversa da quella che vivo io.

    Il distinguo (io intelligente tu idiota ottocentesco) non l’ho proposto io, è chiaro che non mi metto a interloquire con chi ha preconcetti.

    Le mie sono osservazioni di vita reale, non ho la pretesa di esporle come se stessi facendo una tesi.

    Il punto che a me sembra ovvio è che se un sistema non permette a chi da lavoro di dare lavoro i diritti uno alla fine se li caccia… perchè semplicemente NON lavora più.

    Prendiamo un esempio: spesso una ditta chiude, i suoi dipendenti (magari un centinaio di persone) va in piazza, fa i sit-in, protesta.

    Poi la ditta chiude e tutti si trovano a fare i conti con la realtà, e cominciano a reagire, alcuni trovano lavoro altrove, alcuni si inventano il lavoro, altri si ciucciano il dito…

    funziona così.
    Ma una volta che questi 100 operai si mettino insieme, formino una cooperativa e prendano in gestione la ditta fallenda?

    Parliamo di me e del mio presunto ( da te) fallimento

    Quello che non hai capito di me è che io vorrei fare di più di guadagnare bene (non tantissimo ma non quanto una a busta paga, se no sarei pure fesso), vorrei creare strade, svilupparmi, andare oltre.

    Quando propongo a altri di fare la mia stessa strada, offendo assistenza, formazione, e finanziandoli trovo quasi sempre gente che non è disposta a investire NULLA su SE STESSA.

    Ho provato a formare 29 persone, ne sono rimaste 5, dei quali 4 divenuti SOCI.

    e molti hanno smesso pur guadagnando di più.

    La segretaria di cui sopra infatti, fu convertita ada ssociata, a fare il nostro stesso lavoro e indovina indovinello: guadagnò di più in quei tre mesi!!!

    Ma però smise, andando a lavorare in un call center di una ditta.
    Sai perchè?

    Perchè tutti vogliono lavorare per vivere e non vivere per lavorare, quindi faccio le mie ore e poi fine, volgio essere pagato un tot al mese, anche poco ma quello!
    Il nostro lavoro non funziona ad ore, non sai mai quanto durerà la giornata…devi darti una disciplina, devi sempre impegnarti.. un mese guadagni 1000 un altro 100 e un altro 0…devi essere formica.

    Quindi mi spiace, non è vero che un dipendente farebbe qualsiasi cosa per guadagnare di iù, un dipendente vuole fare le stesse cose e guadagnare di più.

    Ti svelo una cosa: è impossibile.

  • Iniquo

    Sarei grato che non venissero distorte le mie parole per passare per vittima: non ti ho mai dato dell’idiota, ti ho solo fatto notare che la tua “corrente di pensiero” è ferma all’Ottocento.
    Non ho parlato di tuo fallimento, ho solo constatato che le cose non vadano come vorresti dalle tue lamentazioni.

    TU hai la visione del vivere per lavorare, le persone normali nel mondo lavorano per avere soldi sufficienti per nutrirsi, vestirsi, migliorarsi e coltivare interessi quando si può.

    Forse rimproveri alla tua segretaria di non aver avuto i tuoi stessi interessi ed il tuo stesso scopo, magari aveva altre priorità. Chessò, una famiglia (serve uno stipendio fisso su cui contare) o magari semplicemente più tempo per se stessa.
    Non colpevolizzare chi non vuole investire tempo e denaro nel TUO progetto.

    Investire su se stessi non significa associarsi in impresa, quello è investire denaro.

  • Francesca

    Non credo non esistano dipendenti che si accontentano.
    Ci sono, una è qui che scrive. La proposta è stata 9 ore al giorno (anzichè le attuali 8), 4 ore al sabato (giorno in cui non lavoro) una volta ogni mese e mezzo circa e reperibilità telefonica, tutto per 300 – 350 euro in più al mese con disponibilità a trattare per un livello più alto.
    Io ho detto ciccia e sai perchè? Perchè, come hai detto tu, io faccio parte di quei lavoratori che lo fanno per campà, non vivo per lavorare.
    E ti assicuro che quei soldi in più mi avrebbero fatto molto comodo ma nella vita si fanno delle scelte secondo le proprie esperienze, le proprie possibilità e i propri obiettivi.

    Di fare una cooperativa di ex dipendenti di una ditta in fallimento l’ho visto in Argentina dopo la crisi del 2001 e sono ancora vivi e lavorano più di prima.
    Questa è una bella idea secondo me e dovrebbe essere maggiormente perseguita in questi casi.
    Ma ognuno fa le proprie scelte vedi sopra.

  • Oris

    Bene, queste persone normali dipendono da gente come me, purtroppo per loro.

    Investire su se stessi significa diventare qualcuno che sa fare qualcosa e che può fare da solo qualcosa per se stesso, senza aspettare altri.

    Io ho una famiglia e riesco pure a camparla, sono un anormale?

    Certi modi di vedere la vita, sono modi poco attuali, a parere mio, per poterseli permettere dovrebbe essere possibile trovare lavoro “fisso” ad ogni angolo.

    Se è così, non me ne sono accorto.

    Ecco perchè quando sento preoccuparsi delle ferie e della malattia mi domando se ci si renda conto di come siamo messi.

    La maternità, le ferie, e tutto il castelletto qualcuno deve mantenerlo. Queste cose, che il sottoscritto non vuole togliere (e nemmeno potrebbe) e il doverlo specificare mi fa pensare che a una sindrome da “riccio”, per esistere hanno bisogno di un sistema che permetta a chi investe di avere i ritorni.

    Nello stato, per tornare finalmente al topic, ci sono sprechi immensi, sia a livelli dirigenziali, sia a livello di cose inutili mantenute in piedi per dare “lavoro” in cambio di voti, sia perchè molti (non pochi) non fanno il loro dovere.

    Molta gente entrata volenterosa a lavorare per lo stato si è trovata in poco tempo demotivata, dal sistema, dai colleghi, da come vanno le cose e è diventata suo malgrado, complice di un meccanismo che rende la macchna statale inefficiente.

    Questa è realtà, non luoghi comuni.

    Quelli che vogliono lavorare spesso sono isolati, e non hanno vita facile se non si adeguano.

    Poi è chiaro che ragioniamo in termini di esperienza personale, ma io lo stato lo frequento spesso, per lavoro, da averne abbastanza da farmi questa idea, suffragata dalle affermazioni e lamentele degli stessi impiegati statali con i quali sono entrato in confidenza.

    Alla mia segretaria non rimprovero nulla, io vivo bene, non ho bisogno di lei, se volessi una segretaria non avrei che da cercarla e avrei un centinaio di curriculum da valutare nell’arco di un mesetto di monster et simila, è solo per comunicare un modo di essere: c’è chi si aspetta dei diritti e chi cerca di renderli concreti, cercando di realizzarne le condizioni e il distinguo tra le due figure, a parere mio, non è imprenditore/dipendente ma persona responsabile o parassitaria.

  • ema aka mascherabianca

    Quelli che vogliono lavorare spesso sono isolati, e non hanno vita facile se non si adeguano.

    non posso che quotare questa frase. In ambiti pubblici (non scolastici che da quello che ho visto anni fa quando andavo alle superiori i prof sono poco pagati e ricolmi di obblighi e responsabilità) solo le raccomandazioni fan salire di grado e il saper rimanere al proprio posto senza inventiva e senza far proposte; ovvero senza mettersi troppo in mostra che a far così quell iche stanno più in alto sentono il terreno che gli cede e quindi cercano di evitare di perdere i propri privilegi…

    Domandina per Ortis ma se lavori dalle 9 alle 21 come fai a rispondere a questi post in orario lavorativo di giorni feriali? o.O

  • Oris

    effettivamente oggi sono stato molto libero, la gente era al mare si vede, alla facci amia e della crisi 🙂

    Però lavoro anche domani e pure stasra, anche se in ambito diverso 8devo sistemare dei file che ho salvato in utf 8 risalvandoli in utf 8 no bom perchè dannoproblemi con le sessione del mio gestionale auto-sviluppato).

    Il giorno coglione, la sera pure.

    😀

    cmq oggi mi sono riposato, mio malgrado.

  • lupoalburnino

    Ho letto di privilegi. Quali per favore? Le vacanze per la scuola? Le ferie per i dipendenti pubblici e privati? I diritti acquisiti quando si è in malattia? Le ore di lavoro? Quali sono questi privilegi oggi? E’ un privilegio per un precario lavorare, quando gli va bene, per sette o otto mesi all’anno per un salario intorno ai mille euro? E gli altri mesi senza stipendio e senza contributi cosa fa? Si gratta la pancia? E se ha una famiglia la manda ai semafori a chiedere l’elemosina? E sarebbe un privilegio avere un posto fisso con una busta paga da fame? E poi viene il Brunetta di turno, castigamatti dei fannulloni, e ti dice: “Tu devi essere sempre presente anche quando hai la febbre a 40° o quando hai un figlio malato o hai bisogno di andare in banca anche se di sabato è chiusa o…o…o…, altrimenti ti licenzio”. E Brunetta cosa faceva e cosa fa? Era sempre presente a Bruxelles o il più delle volte restava in Italia, altrimenti come faceva ad essere presente a tante trasmissioni televisive per trasmettere il suo verbo tanto apprezzato dagli italiani che acclamano: “Dagli agli untori”? Ma mi faccia il piacere…

    • Oris

      Rispondo solo per “la famiglia” : io ho famiglia e molti professionisti, come me, hanno famiglia.

      Non abbiamo certezze, ce le costruiamo sperando di riuscirici.

      Le certezze non esistono nemmeno per chi ha il posto “fisso”, non credi?

      Su ragazzi, svegliamoci da questo sogno irrealizato!

      In italia il problema è che MANCA il lavoro!

  • Oris

    Non c’è peggior sordo.

    Inalberarsi, sbattere i piedi per terra, non cambia la realtà delle cose.

    Beh, lasciamoci aspettando di incontrarci per strada, assieme, ad urlare proteste contro la vita 🙂

  • lupoalburnino

    Oris, la realtà è quella che ho descritto. Non so cosa fai, ma gira un pò di più per i marciapiedi e parla un pò di più con la gente comune. Tutti ti diranno la stessa cosa anche se poi hanno votato e votano Berlusconi. Sono d’accordo di incontrarci per strada, non ad urlare, a discutere.

    • Oris

      Mi sono espresso male, con la mia frase che tu hai ripreso intendevo dire “ci troveremo assieme a protestare e ad urlare” disperati per le condizioni di vita che dovremo subire se continuiamo ad aspettarci i diritti invece di costruire le condizioni per mantenerli… insieme, nelle piazze, contro i palazzi del potere, sprangati.

  • Oris

    Per strada c’è una marea di gente senza lavoro, specie giovani, altro che ferie e malattia.

    Molti fanno lavori e lavorini, si arrangiano.

    Molti statali fanno anche il doppio lavoro, quelli che hanno dipinto la mia facciata ad esempio 🙂

    La realtà è che io sono in mezzo alla gente comune tutti i giorni, la gente comune sono i miei clienti.

    E la realtà è che molti di loro, me compreso, non avranno la pensione di stato.

    La realtà è che le generazioni prima della mia hanno rovinato l’italia e ce l’hanno messa sulle nostre spalle: le mie, quelle di mio figlio e quelle del mio futuro nipote.

    Il resto, ripeto, a parere mio sono chiacchere da salotto buono.

  • Iniquo

    E vabbeh, chi analizza la situazione e ricorda la giustificazione di DIRITTI elementari fa chiacchiere da salotto buono; chi semplifica prospettando soluzioni illiberali è un uomo del popolo che sente ciò che la gggente vive.
    Infatti è risaputo che chi studia lo fa solo per poter pontificare in salotto e non per analizzare e prospettare soluzioni…
    Mi arrendo.
    Si stanno ripetendo le solite cose e non si va oltre ad affermazioni che indicano come cause dell’attuale situazione i pericolosi “privilegi” di quei cattivoni che per ottenerli rinunciarono anche a mesi di retribuzione.

  • Oris

    Sì, arrenditi, perchè con tutto quello che sembri aver studiato hai l’elasticità della ghisa…

    Il punto non sono i diritti acquisiti, il punto è che se chi lavora non fa il suo dovere ci ciucciamo tutti i diti: gli statali sono ra coloro che hanno la percentuale più alta di nullafacenti, non puoi cercarla tra i piccoli imprenditori no?
    Al limite li ci cerchi gli evasori fiscali.

    Entrambi sono dannosi, ma se per l’evasione fiscale qualcosina si è fatto, mai si era fatto qualcosa per lo stato e le sue storture.

    Sicuro di non essere prevenuto?

    Speriamo che la spiegazione terra terra ti arrivi 😉

  • lupoalburnino

    Caro Oris, non so cosa tu faccia nella vita. Mi sembra di aver capito che fai l’imprenditore. Auguri! Vorrei dirti che la realtà è quella che ho descritta. Posso permettermi un consiglio? Frequenta un pò di più i marciapiedi, parla con la gente, contatta i giovani e i meno giovani e ti accorgerari che i problemi sono soprattutto quelli del lavoro, almeno dalle mie parti. La sicurezza viene dopo…
    Incontriamoci per strada, ma non per urlare, per discutere, anche sulla vita…che non è solo politica!

  • Oris

    beh, lupo, allora diciamo la stessa cosa, solo che io scrivo in aramaico antico.

    Me ne scuso.

  • lupoalburnino

    Caro Oris, non sono io il sordo. A dire il vero non sento bene da un orecchio, mentre con l’altro soffro di acufeni. La realtà è quella che ho descritta. So che sei un imprenditore. Ti auguro tutto il bene possibile. Ma vorrei darti un consglio: frequenta un pò di più i marciapiedi, parla con la gente, con i giovani e i meno giovani del Sud soprattutto. Forse avresti un quadro più chiaro della situazione. Sono d’accordo di incontrarci per strada, non per urlare, ma per discutere. Potresti anche convincermi…

  • lupoalburnino

    Non so cosa stia succedendo, perchè quando scrivo un commento non lo trovo subito e sono costretto a riscriverlo. Me ne scuso con tutti. Ma giacchè mi trovo, vorrei dire ad Oris da quando ho cominciato ad insegnare mi sono trovato sempre davanti la stessa solfa: gli insegnanti non lavorano (oggi si dice sono fannulloni). Una suonata sempre sulla stessa nota. Non intendo dire che sia stonata: non esiste proprio! Non voglio dire quante sono le vere ore di lavoro di un docente. Sono tante quanto nessuno immagina. No, voglio fare un altro discorso che facevo tanti anni fa. Quando un bambino incomincia la prima elementare non sa nè leggere, nè scrivere, nè far di conto. E’ vero? Dopo un anno scolastico tutti i bambini di prima elementare scrivono, leggono, sanno far di conto. E le mamme a rallegrarsi: “Sapessi come legge bene mio figlio”, come se fossero state loro. Avviene un doppio miracolo: la mente del bambino che si apre a nuove esperienze, la professionalità del docente che è riuscito a sviluppare le capacità intellettive del bambino. E’ lavoro questo? Ditelo voi. E non vorrei estendere il discorso al pubblico impiego…

  • Oris

    MI rendo conto della tua nostalgia, ma mi dispiace contraddirti: gli insegnanti non lavorano più, gli è passata la passione.

    Non correggono più i compiti a casa, non li consegnano ai ragazzi.

    Le ricerche le fanno fare su internet e portare a scuola stampate, il ragazzo viene a casa, digita qualcosa su google, trova una pagina e la stampa, magari anche più di una, per gli amici: ricerca fatta.

    Da una parte i genitori che li criticano per qualsiasi rimprovero facciano ai loro figli, dall’altra la mancanza di capacità di insegnare di persone che non sono li per merito, ma per punteggio.

    Vedi Lupo, sono convinto che tu sei legato a un ricordo, ma forse per la strada a vedere cosa succede, dovresti scenderci tu.

    La scuola dei miei tempi, almeno per quello che fino ad ora ho visto (elementari e medie), era molto diversa da quella odierna ma per paradosso quella di oggi le assomiglia troppo!

    Ogni scuola dovrebbe adeguarsi ai tempi nella quale opera, quella i oggi opera ancora come ai miei tempi in tante cose..

    Ora, se ai miei tempi quella era una scuola eccezionale, che svolgeva benissimo il suo compito rapportandosi a ragazzi che potevano aver letto qualche libro e visto la tv in bianco e nero, oggi si rapporta con ragazzi che hanno una maturità sociale e dei bisogni molto avanzati rispetto ai nostri di quel tempo che fu.

    Ma gli insegnanti sono gli stessi, scelti ancora con criteri obsoleti, garantisti dei diritti degli insegnanti non degli alunni.

    Se la scuola funzionasse il 90% della gente non se ne lamenterebbe, se ne lamenterebbe il 10%.

    Così non è, e la percentuale i cui sopra io invece la posso estendere al pubblico impiego.

    Se è vero che la concorrenza migliora il mercato perchè il lavoro dipendente, specie quello statale deve essere esonerato da meccanismi concorrenziali che mirino a premiare chi lavora meglio e quindi al miglioramento del servizio?

    Lupo, scendi per strada e senti quante persone sono contente della scuola. 😉

    • Oris

      con questa frase “La scuola dei miei tempi, almeno per quello che fino ad ora ho visto (elementari e medie)” intendo dire le scuole che fino ad ora ha frequentato mio figlio.

      • lupoalburnino

        Caro Oris, si ripetono gli stessi slogans di una volta… Non è da poco tempo che si ritiene i docenti fannulloni e impreparati. Già cinquant’anni fa si pensava e si diceva la stessa cosa. Perchè per la maggioranza della gente il lavoro consiste solo nel tempo che si vede, quello fatto a casa in preparazione, in aggiornamento, in correzione di compiti (non è vero che i compiti non si correggono più a casa. Sei male informato!) chi lo considera? E quello delle riunioni non è lavoro, è perdita di tempo. Come vedi i tempi, ossia le opinioni sulla scuola, non sono cambiati. E non è vero che vivo di nostalgia. Ti sembra strano, ma io frequento ancora la scuola da vicino, anzi dentro, al contrario di tanti altri che ne parlano senza neppure sapere come è fatta un’aula. E tu, Oris, avrai pure i figli a scuola, ma non la conosci nemmeno un pò. Ne parli per sentito dire, come se ne parla sui tram e nella strada. Qualcosa è cambiata da tanto tempo fa: Internet. E perchè non dovrebbe essere usato? Non sai che ogni scuola, anche la più sperduta, è fornita di tanti PC, collegati tra di loro e con molte altre scuole? Ma certo che lo sai!
        E i docenti non superano solo un concorso, frequentano masters, corsi di aggiornamento e, guarda caso, fanno esperienza sul campo, che è la “scuola” più importante.
        Nessuno è contento della scuola non solo da ora, dai tempi di Matusalemme. Ma ciò non vuol dire che non funziona. Certo potrebbe funzionare meglio, ma forse non sai che le risme se le portano da casa i docenti. E’ una banalità?
        Quale tipo di concorrenza vorresti per la scuola? Quella privata? Lo sai come funziona? Ci sei mai stato? Gli studenti bighellano nei corridoi, mentre gli insegnanti cercano di raccoglierli in un carto qual modo, mentre i responsabili di quelle scuole se ne fregano: alla fine importano solo la loro promozione e la retta che i genitori pagano perchè i figli siano promossi per poi ritornare alla scuola statale. I docenti, caro Oris, non vengono retribuiti, almeno da queste parti. Solo i contributi per la pensione che qualche volta si pagano da soli. Questa è la realtà.
        E per la scuola statale i genitori una buona volta cessino di fare i sindacalisti dei figli: ne guadagnerebbero tutti, gli uni e gli altri e la società.
        Oris, la scuola di ieri e di oggi la conosco molto bene. Non vivo di nostalgia neppure per altre cose…
        Un’ultima cosa ti dico: dopo quarant’anni di servizio la mia pensione è di…, quasi mi vergogno a dirtelo, è di euro 1462.00.
        Ti basta?
        Forse c’è un altro aspetto che sicuramente ti farà piacere sentire: anche nella scuola qualche fannullone c’è! Ci penserà Brunetta!

        • Oris

          Io non prenderò 1462 euro, mio padre dopo oltre quarant’anni di lavoro al telaio ha una pensione di 800 euro, e ancora lavor aaiutando mio fratello (74 anni), e la scuola fa schifo.

          Mi dispiace ma la tua difesa non vale niente, sei di parte e interessato, per dire un eufemismo… 🙂

          Nella scuola ci sono molti computer, con windows 95, account di posta che non vanno, hardware obsoleti e non vengono praticamente usati. Fanno i disegni geometrici con paint.

          Lascia perdere le arringhe.

          • Oris

            Per i genitori che fanno i sindacalisti dei figli invece hai super ragione, ma la scuola e la maggiooranza dei docenti oggi lascia molto a desiderare.

            D’altronde, basta vedere i risultati nei nostri giovani…

          • lupoalburnino

            Oris, ma quale arringa e quale interesse! Caschi proprio male! Ho ben ragione a dire che tu per quanto riguarda la scuola sei un orecchiante.
            Tu pensi che sia sempre colpa dei docenti se non funziona? Hai citato qualche esempio di malfunzionamento. E’ colpa dei docenti e, quindi, si devono anche inventare il mestiere di tecnici dei PC?
            Poi, quando dici che la maggioranza dei docenti “oggi lascia molto a desiderare” cosa vuoi significare? Porta qualche esempio. Aprire solo la bocca e sputare sentenze, questo sì che vuol dire fare arringhe.
            Tu pensi che dopo quarant’anni di “onorato servizio” nella scuola servizio, senza fare nulla, come tanti ritengono, euro 1462.00 di pensione siano troppi? Il superfluo per vivere devo darlo in beneficenza: per farti contento!
            E quando sostieni che la “scuola fa schifo” a chi ti riferisci? A te stesso?
            Io non mi permetterei mai di dire che il lavoro di tuo padre fa schifo, anzi probabilmente lo rispetto più del mio.
            Mio padre ha fatto il muratore per oltre cinquan’anni. Tutto, dai muri con le pietre vive preparate ad hoc dagli stessi muratori, non con i blocchi di cemento, oggi benvenuti, ai pavimenti, alle pareti, ecc. per circa 500.000 lire al mese. Pensi forse che vivesse meglio di tuo padre? Come ha fatto a farmi studiare? Non rubando. Ho studiato in seminario che una volta costava una miseria, poi…
            Non ho mai disprezzato il lavoro di mio padre: l’ho benedetto, perchè era fatto di sudore vero, quotidiano, lungo tutto il percorso della sua vita a cominciare da nove anni quando rimase orfano di padre. Egli da tanti anni non c’è più. Ma è sempre nel mio cuore come tanti anni fa.
            Oris, non voglio dirti “sciacquati la bocca”, ma non offendere chi crede nelle cose che dice, anche se tu le ritieni sbagliate.

          • Oris

            S’impunti!

            🙂

            Sono arringhe, difese, ti affidi al senso di “rispetto” della tua integrità che tanto mi ricorda qualche film d’annata.

            Qui nessuno manca di rispetto a nulla, chi vede mancanze di rispetto d’immedesima in qualcosa che andrebbe rifiutato, non difeso… mi spego:

            Il rispetto va meritato e a te nessuno ne ha mancato, se ti riconosci in quanto esprimo non è colpa mia, dovresti sentirti beffato quanto me, non offeso da quanto denuncio…

            La scuola fa schifo, in quanto essendo LEI la responsabile (mi sbaglio?) della educazione dei cittadini di domani sta fallendo, in tutti gli aspetti, a cominciare dalla qualità dei propri operatori.

            Non ti torna?

            Impuntati pure, appellati al RISPETTO!!! che la cosa migliora da se… 😀

            La scuola non funziona.
            Perchè questo?
            Vogliamo fare il famoso esercizio italiano dello scarica barile?

            Bene facciamolo assieme:

            Colpa degli insegnanti
            (I genitori1: “non fanno il loro lavoro con passione” Igenitori2 :”Trattano male il mio tesoruccio!” )

            Colpa dei dirigenti e del governo e dei genitori e degli alunni
            ( gli insegnanti: “non è certo colpa nostra! per quello che ci pagano!” ” non educano i loro figli” ” governo ladro”)

            Colpa del governo e degli insegnanti dei genitori e degli alunni
            (i dirigenti: ” sti insegnanti comunisti” ” I genitori rompiballe ” “devo far quadrare i bilanci”)

            In qualsiasi altra struttura fornitrice di servizi, come minimo ai genitori sarebbe chiesto scusa, nonostante il tipo genitori2, agli insegnanti sarebbe stata fatta una lavata di capo e licenziamenti e la terza sarebbe praticamente messa sotto accusa, questi sono parametri del privato che DEVONO per forza essere importati nel sociale.

            Per i luoghi comuni: mio padre dopo l’artigiano ha fatto il bidello fino alla pensione, (mi portò i mie primi libri di narrativa, dismessi dalla blioteca scolastica dell’stituto di media inferiore che lessi avidamente , avevo 9 anni circa)
            – faccio parte del comitato genitori da quando mio figlio va alle elementari e un pochini di problemi scolastici li abbiamo risolti in prima persona, perfino raccogliendo fondi per coprire le carenze di questa tua suola… insomma, smetti tu di ragionare impuntandoti e sbattendo i piedi per terra e prova a seguire i tuoi stessi consigli, forse potrai vedere anche le cose che non vanno e la responsabilità, che c’è, di chi opera nell’istruzione, anche come docente.

  • lupoalburnino

    No, caro Oris, non mi sento nè offeso, nè colpito nei miei interessi. Sto solo notando che parli per luoghi comuni. Tutti dicono che la scuola non va bene, ma nessuno che vi sia mai entrato e abbia visto come funziona. I genitori o sono ipocriti o si adeguano alla comune maldicenza. Perchè non lo dicono in faccia ai docenti: ” Ma che scuola schifosa!” Di che hanno paura? Forse che verrebbero trattati male loro e i loro figli? Sei fuori della realtà della scuola, interamente!
    Tu per primo hai citato tuo padre, che saluto e rispetto. Non ho fatto che parlare del mio che credo meritasse, quando era vivo, lo stesso rispetto. E impara a rispettare gli altri. Voglio azzardare un’ipotesi: non è che, essendo un padroncino, pretendi le opinioni degli altri debbano per forza uniformarsi alle tue. Dei padroncini i dipendenti non hanno una buona opinione…

  • Oris

    Può darsi… ma non sono un padroncino: non ho, fortunatamente dipendenti, solo soci 🙂

  • Oris

    E meno male che sono io a parlare per luoghi comuni, hai cercato di catalogarmi in qualcosa di “spregevole” (padroncino) per contestare le mie esperienze (non luoghi comuni, esperienze).

    Qualche genitore lo ha detto ai professori, ma ha ottenuto solo la loro antipatia (o si sono resi di “padroncini”) 😉

  • lupoalburnino

    Con molto ritardo rispondo ad Oris. Se non sei padroncino, parli da padroncino!
    “Qualche genitore lo ha detto ai professori, ma ha ottenuto solo la loro antipatia (o si sono resi di padroncini”.
    Vuol dire che “qualche genitore” si è racato dai professori da padroncino…

  • alessandro murru

    Voglio dirvi solo una cosa.
    Sono un infermiere. Lavoro in Pronto Soccorso e 118. Dopo il diploma professionale (1996) tanto sacrificio e formazione. Nel 2005 Laurea in Infermieristica. Nel 2008 master in Coordinamento. Sono in attesa dell’ “avviso” per concorrere (titoli ed esami) al ruolo di Coordinatore (quello che una volta si chiamava caposala); ben sapendo che, a dispetto di maggiori responsabilità, il mio stipendio rischia di diminuire perchè non farei più i turni.
    Eh si, i turni…
    …forse non tutti sono a conoscenza del fatto che quando fai la notte nella maggior parte dei casi fai anche la mattina (cd “rientro”). Significa concludere il turno, ad esempio, con 6-14+21-6. Vi assicuro che ci si distrugge, 17 ore lavorative in 24 ore. Perchè? perchè siamo sotto organico perennemente (chi più si iscrive alla laurea in infermieristica? Sacrificio+scarsi guadagni tengono alla larga i ragazzi…).
    Malattie? Assenteismo? Non ce li possiamo permettere…
    Qualche giorno fa ho avuto una lombalgia che mi sono procurato durante un’uscita in ambulanza (incidente in autostrada). Sono andato al lavoro 20 minuti prima, mi sono fatto mettere un ago cannula da un collega, mi sono autopreparato una bella flebetta con 2 fl di Ibifen + gastroprotettivo e via! Verso metà pomeriggio i dolori stavano tornando, un bolo di Toradol. Ho lavorato con la cannula nel braccio per tutto il turno
    Altri due Ibifen in tarda serata. Ho avuto solo la precauzione di farmi sostituire da un collega per le uscite in ambulanza e rimanere negli ambulatori.
    La lombalgia l’ho debellata e non ho costretto i colleghi a fare i salti mortali per coprire una malattia.

    • Comandante Nebbia

      Aldilà delle tante cose che ci si ripete per sentito dire, ogni tanto è bello avere una testimonianza diretta delle persone che, in un modo o nell’altro, continuano a fare il loro lavoro fra 1000 difficoltà.

      Penso anche i vigili del fuoco, alle guardie giurate, ai netturbini, insomma a tutto quel popolo della notte che senza fare casino continua a comportarsi come se l’Italia fosse un paese normale.

      Mi piacerebbe che ognuno di noi si fermasse ogni tanto e pensasse al lavoro che lui e tante persone banali fanno per questa nazione. Poi lo paragonasse allo spettacolino messo in scena da gran parte della nostra classe politica e si facesse permeare da un po’ di rabbia costruttiva invece di rassegnarsi e subire.

      Grazie Alessandro. Una stretta di mano da un cittadino riconoscente.
      l.

    • Marco Bastianello

      Non ho idea di quanto grave sia una lombalgia ma sarà anche virtuoso ma un comportamento del genere è deleterio. Per te, mica per chissà quale concetto astratto. La pelle d’altronde è la tua…
      E’ molto triste anche solo che ci sia bisogno di un comportamento del genere

  • Fernando Boccia

    Be mi spiace il sito è pure carino ma la gente che ci posta ha veramente poco della mente critica che servirebbe !!!
    I luoghi comuni imperversano !!! I pubblici dipendenti sono come i dipendenti privati solo che se nel privato non piaci al padroin questo ti caccia (anche senza una ragione e mi è successo a me !!!) mentre nel pubblico impiego per farti cacciare la devi fare grossa (salvo Brunetta che vuole cacciare tutti !!! Allora il parlamento rimane privo di persone dato che la loro percentuale di assenza è quasi del 90%) io sono un impiegato pubblico da 7 anni ormai e ci sono diventato abbastanza tardi (a 32 anni) dopo aver fatto una quantità spropositata di concorsi (a molti dei quali sono arrivato alla selezione finale e poi non si sa per quale motivo non venivo preso booohh) cmq alla fine ho vinto un concorso come informatico nei VVF allora diciamo al caro Brunetta che per gestire una caserma con 150 tra computer e server c’è un informatico solo !!! allora diciamo al signor Brunetta che al PARLAMENTO ci sono 90 informatici !!! e nei vigili del fuoco di tutta italia saremmo 300 seppure !!! che ogni informatico del parlamento prende esattamente il doppio del mio stipednio e fa un quinto del mio lavoro !!!
    PERCHE’ ??? Allora io chiedo a tutti quelli che non sono pubblici dipendenti perchè quando vanno negli uffici pubblici che non funzionano NON LO FANNO PRESENTE !!! Se da noi qualcuno viene e ce qualcosa che non va (lo fa presente riempendo un questionario !!! e da tempo ormai !!!) se uno si lamenta solo con le chiacchiere e poi non fa i fatti allora è un quaqquaraqua !!! Ci sono posti e posti sicuramente ma qui almeno in emilia io vedo che il pubblico servizio (di tutti i tipi) funziona !!! I vari disservizi che ci sono, sono fisiologici !!! E a volte causati proprio dal centro (si perchè in italia non ce mai stata la tanto decantata decentralizzazione ed è sempre ROMA che comanda a volte con modalità a noi imperscrutabili (che magari sono buone nella capitale ma nelle operose città del NORD sembrano cavilli e perdite di tempo !!!) CMQ io prima abitavo al centro e pure apparte qualche cosa la situazione non era disastrosa !!! Poi è logico che se confrontiamo i nostri STANDARD con il resto d’Europa (soprattutto del NORD E.) allora siamo sicuramente appena sufficienti al NORD Italia, insufficienti al Centro e veramente scarsi al SUD !!! Ma la soluzione non è cacciare i dipendenti pubblici ma cacciare i POLITICI che non hanno mai saputo amministrare questo stupendo paese fatto di gente meravigliosa (apparte i politici ovviamente !!!!) che ha un cuore grande.
    Quindi prima di sparare a zero su dipendenti pubblici fatevi un analisi e pensate allo stipendio da fame che prediamo (apparte ovviamente i politici e il loro hinterland!!! e i vari dirigenti !!!) poi mettetevi nei nostri panni e immaginate che per 36 ore alla settimana di sentirvi dire che non fate niente (anche se vi fate un sedere come un macaco giapponese) la voglia di far niente alla fine la fate venire voi !!!!
    Al posto di criticare vedete di stimolare gli impiegati pubblici che pensate non lavorino fate notare ai vari direttori dei posti pubblici dove andate che il servizio non è all’altezza e vedrete che ne guadagneremmo tutti !!!
    Noi per primi perche’ ricordate che se un impiegato pubblico non lavora e perchè ha dei colleghi che la maggior parte delle volte fanno anche il suo di lavoro !!!.
    Un saluto e meditate gente !!!

    • Comandante Nebbia

      I luoghi comuni imperversano !!! I pubblici dipendenti sono come i dipendenti privati solo che se nel privato non piaci al padroin questo ti caccia (anche senza una ragione e mi è successo a me !!!) mentre nel pubblico impiego per farti cacciare la devi fare grossa

      Come hai ragione.

    • Marco Bastianello

      “se nel privato non piaci al padroin questo ti caccia ”

      in che situazione contrattuale? Non credo che il licenziamento senza giusta causa sia ammesso in un lavoro “vecchio stampo” (tempo indeterminato)…

  • l

    La cosa divertente è che io, impiegato pubblico, assisto quotidianamente alla spremitura e frullatura di norme e fondi da parte di questo inviperito popolo anti-fannulloni (pubblici). Quotidianamente ci sentiamo (all’ inps) porre quesiti del tipo “Scusi, ma secondo lei mi conviene lavorare a nero o farmi assumere per finta da mio cognato?”, “Ho fatto un contratto con una finanziaria per la cessione del quinto e loro mi hanno mandato qui perchè voi vi state intascando i miei soldi!”, “Non è giusto che mi trattenete questi soldi sulla pensione solo perchè ho riscosso la pensione di mio marito dopo che è morto!”. Nello specifico malattia: seppure con i nostri pochi mezzi e possibilità di reali controlli, è risaputo che la malattia (come la cassa integrazione, la disoccupazione, i contratti cocopro, la mobilità, etc.) è spessissimo usata come forma di evasione contributiva e/o fiscale. E’ risaputo che moltissime pensioni integrate al minomo sono riscosse non da chi non altri mezzi, ma semplicemente da persone che hanno evaso contributi per una vita. Una signora le cui pingui sostanze sono ben note a tutti (naturalmente ora intestate a parenti) riscuote la pensione integrata al minimo, vivendo in una villa nobiliare, con parco annesso.
    Ieri allo sportello un nostro “utente”, provvisto di anello d’oro e rolex, pietiva il pagamento di una delle tante nostre prebende, pretendendo di parlare con un mio collega. Gli ho detto che in quel momento non era possibile in quanto era impegnato su un particolare problema. Il raffinato signore è esploso in un “Non ci credo neanche se lo vedo!”. Mi si consenta: ho avuto il forte istinto di approfittare del dislivello muscolare e di menarlo. Dopo ho chiamato una sostituzione e sono andato a calmarmi nell’archvio… Ben un quarto d’ora di fannullaggine… visto?
    L’aneddotica potrebbe continuare anche in maniera, per così dire, speculare: quale professionalità, efficienza o gentilezza mi viene riservata da parte di “privati”? La sensazione che ho (e che mi sembra piuttosto diffusa) è quella di avere a che fare con scarsissime professionalità e con una attenzione rivolta esclusivamente al mio portafogli.
    In un paese in cui il senso civico e della collettività (prima ancora che dello stato) è a dir poco una delle tragedie, casca come il cacio sui maccheroni l’espsizione al pubblico ludibrio dell’impiegato pubblico, senza avere neanche il buon gusto di distinguere il puro assistito assunto clientelarmente (da chi oggi strepita) dall’infermiera che aiuta il vecchino a defecare operando con le proprie dita nel di lui sfintere. C’è a questo punto la benedizione politica e morale che si spande qual ubertosa rugiada su tuttta una serie di “comportamenti” di massa (già quindi con la forza della legalità di fatto), dallo scontrino fiscale all’auto in divieto di sosta (beh, i vigili urbani sono impiegati pubblici e se l’Italia soffoca nel traffico la colpa è loro, mica del fatto che l’Italia vanta il record di nazione più motorizzata del mondo e che quasi un terzo delle pubblicità sono di auto), dalle tasse e contributi evasi ed elusi alle cicche di sigaretta in ogni dove (fumo anche io e, pur essendo un impiegato pubblico, non buto le cicche in terra), dalle fatture non fatte agli abusi edilizi.
    Ancor più divertente è che nel corso degli anni ho la netta sensazione (ed anche un qualcosina in più) che la pubblica amministrazione abbia tanto interiorizzato il senso di colpa di esistere e abbia “smollato”: ok, diamo tutto a tutti e non facciamo arrabbiare nessuno, chè sennò poi dicono che siamo cattivi. I problemi per un impiegato pubblicano iniziano non quando da quel che vuole il cittadino, ma quando (districandosi nelle centocinquantamila norme stimate come valide e vigenti nel nostro Belpaese… ma chi le ha volute?) dice “no, spiacente, ma questi soldi non le spettano”: bisogna che si giustifichi più e più volte, all’interno ed all’esterno. Se i fannulloni impiegati pubblici lavorassero (e ci fosse la reale volontà politica di farli lavorare) a pieno e completo regime, divertitevi un po’ a pensare a quante attività si estinguerebbero, dal consulente del lavoro, al patronato, a moltissime aziende che campano alla meno peggio evadendo l’evadibile, in un paese in cui l’onere dei contributi sul lavoro dipendente è fra i più bassi dell’Europa occidentale (come annche i salari). A questo proposito vi invito alla lettura di questo articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/08/cipolletta-italia-paese-modello.shtml?uuid=fab0d072-4a34-11dc-b7a2-00000e251029
    Mi sono dilungato troppo. E troppo avrei ancora da dire… anche se temo che sia davvero inutile.
    Oggi ho preso un giorno di ferie perchè doveva venire un “privato” a farmi dei lavori in casa. Mi ha telefonato un’ ora fa: non viene perchè è malato.
    Specifico: vivo e lavoro in una laboriosa zona del centro-nord.

    • Comandante Nebbia

      Io sono convinto che la PA sia lo specchio fedelissimo del paese aggravato dall’uso clientelare e politico che si è fatto della assunzioni.
      Anche nelle grandi aziende esistono larghe sacche di fannullonaggine e la mancanza di professionalità è diventata la regola e non l’eccezione.

      Lo svantaggio della PA è quello di non aver un buon ufficio stampa e di avere un”amministratore delegato” che invece di modernizzare le cose, si è messo a fare la guerra ai suoi stessi dipendenti a fini politici.

      Se hai ancora qualcosa da scrivere, fallo. Hai un’ottima proprietà di esposizione e mi piacerebbe che ci mandassi un contributo sulla faccenda “vista dall’interno”. Ti ringrazio anticipatamente.

  • l

    Aggiungo su invito del comandante Nebbia:
    – Il ministro Brunetta, in un dibattito ad Otto e mezzo su LA7, con la consueta carica aggressiva da terrier, annuncia che l’inps ha dato in appalto ad una ditta esterna la liquidazione delle pensioni. Ebbene… maaaaaagiaaaaaa: la ditta esterna ha liquidato pensioni con una velocità sei (dicasi sei) volte superiore a quella dell’inps. Giornalisti intervistatori ingoiano, spiaccicati dalla crudele ed impietosa evidenza dei numeri; Brunetta sottolinea con occhiate e amara piega delle labbra. C’è solo un dettaglio: è una balla. L’inps non ha mai affidato all’esterno alcuna liquidazione di alcuna prestazione, pensionistica e non. Si serve di aziende esterne per corsi di formazione (modernissimi: uno effettuato in un agriturismo dove facevano fare l’orientering a dirigenti panciutelli) e software.
    – Un trentennio fa fu dato in appalto… oh, scusate: si dice “esternalizzazione”… dunque, diede in appalto ad una ditta esterna l’acquisizione dei neonati modelli predisposti per l’acquisizione… scusate di nuovo: si dice “digitalizzazione”. Quindi, dicevo… si pensò che, essendo gli impiegati un po’ fessacchiotti, era meglio affidarsi ad una società esterna. Questa “esternalizzazione” finì così: l’azienda inscatolò per benino tutti i modelli e li infilò in un capannone. Finito l’appalto con l’inps la ditta fallì (ma tu guarda a volte il caso e la sfortuna…) e nel capannone sopracitato arrivò un nuovo propietario che, trovati ‘sti scatoloni, pensò civilmente di scaricarli nel primo posto che gli capitò, vicino ad un bel fiume. Una parte fu recuperata dai carabinieri e ridata al legittimo propietario (l’inps, per chi avesse perso il conto) , il quale si accorse ben presto che dagli scatoloni ben poco era trasmigrato nel “cervellone” (come lo chiamava la Carrà). Di questa cosa molti possono rendersi conto: negli estratti contributivi gli anni che mancarono per un lungo periodo erano quelli compresi fra il 1974 ed il 1977 (con un codazzo corposo fino al 1980). Per recuperare questi dati l’inps fu pragmatico, decisionista, moderno: adottò la linea del “chiedete e vi sarà dato”. Inpratica prima fu chiesto alle ditte di aggiungere i dati che mancavano, così senza tanti problemi, con una comoda dichiarazione di responsabilità (anche perchè a quel punto era passato del tempo, ditte chiuse, fallite, trasfugurate, etc.); poi fu chiesto ai lavoratori se, putacaso, mancasse ancora qualcosa e se avessero un qualcosa fatto in cellulosa che potesse in un qualche modo sanare il “buco”: di nuovo dichiarazioni di responsabilità delle aziende, una busta paga (di quelle compilate a regola d’arte, eh…), un librettino di lavoro (va’ bene la fotocopia, non formalizziamoci…). Sì… e i contributi…? Sono stati pagati…? Ah! Che noiosi questi impiegati dell’inps! Ringraziate iddio che avete un bel posticino tranquillo e non fate i burocratici! Questa è la nuova linea manageriale: si chiama “pragmatismo”, capito? No, non “finchè la barca va’”… prag-ma-ti-smo..!
    I dipendenti della ditta esternalizzante percepirono regolare lungo periodo di cassa integrazione.
    Se non altro da allora quei fessacchiotti di impiegati si son messi lì e digitalizzano da soli il tutto. Magari non è mica chiaro se dietro quei foglietti o pixel ci sono contributi verrsati, ma non ci si può accanire.
    – Fannulloni? Personalmente ne conosco un paio nella bassa forza, stessa esatta percentuale di quando ho lavorato in fabbrica. Conosco tanti inutili. Tanta gente che spesso si smazza per lavori che sono arabeschi senza alcuna efficacia, un mettere le carte a posto o controllare che lo siano, che si stendono come eleganti veli sul mistero della realtà, che assorbono foreste di cellulosa, miniere di graffette, fondali di silicio, per produrre un effetto finale vicino allo zero. La Finanza diciara percentuali di recuperi effettivi rispetto all’evasione accertata del due, tre o otto per cento. Cioè: si è lavorato cento per ottenere otto.
    – Ma vuoi mettere la soddisfazione di mandare la gente all’inps? Daaaai! Vai all’inps! Incazzati anche tu! La colpa è la loro! Il tuo datore di lavoro ti ha brutalizzato e poi è scappato con la cassa? Non vorrai mica andare da lui? Fra l’altro: quello mena… Vai anche tu all’inps! Avrai l’immediata solidarietà di tutto il pueblo presente ed in attesa agli sportelli! Un happening di incazzati! Gli affari vanno male perchè ci hai la pizzeria senza parcheggio? Vai all’inps! Ti succhiano soldi! Vampiri! I figli ti hanno fatto fare il contratto con la finanziaria per la cessione del quinto della pensione a tassi inferiori a quello d’usura dello 0,00001 (tante, ragazzi miei, tante)? Vai all’inps! Sono loro che costringono la premurosa finanziaria a ricorrere a qualche mezzuccio! Sportelli stra-affollati? Sei già lì, all’inps? Ma ti vedo poco incazzato, direi stanco… Ah.. tu ci lavori all’inps.

    E potrei continuare…

    Ciao

    P.S.: http://www.marinfaliero.net/2008/07/statali-fannulloni-due-considerazioni-dalla-blogsfera/

  • Oris

    Io credo che la distinzione tra chi lavora ed è utile invece ci sia, e secondo me queste persone dovrebbero essere molto contente che sia fatta pulizia, così che possano tornare a lavorare con passione.

    Giusto avvisare del pericolo di generalizzazione e della caccia alle streghe, ma anche la generalizzazioni al contrario è altrettanto dannosa. Il gioco delle parti deve finire. Chi lavora insorga quanto brunetta contro chi non lo fa, senza aspettare che il cittadino che usufruisce dei servizi si incazzi.

    Su queste stesse “pagine” in relazione al mio mestiere, si è denunciato una certa diffusione di comportamenti poco stimabili, e settantasette (se non sbaglio) a chi difendeva la categoria come si sta facendo oggi qui per li statali, disse che eravamo noi stessi a aver permesso che la cosa accadesse, non autoregolamentandoci e auto controllando la nostra “qualità”.
    Perchè dovrebbe essere diverso adesso?
    Ciò che è giusto allora per alcuni non lo è per altri che sono solo povere vittime?

    • Oris

      Alla prima frase manca qualcosa, doveva essere ”

      Io credo che la distinzione tra chi lavora ed è utile e chi invece non lo fa…

  • Fernando Boccia

    Oris la penso come te solo che farmi dire che non lavoro da uno che prende 200 000 euro l’anno (leggasi brunetta) o farmi dire che rinnovo luoghi comuni (quando se hai ben letto la mia lettera li sfato sti luoghi comuni, perchè per quel che mi riguarda lavoro come un somaro !!!) son cose che fan girare un po’ i didimi è dato che sono stato già operato de volte in quei posti vorrei chiamare un brunetta o un Oris a vedere la tipologia e l’impegno del mio lavoro !!!
    Poi magari io veder i vostri (soprattutto quello di brunetta perchè non penso che oris guadagni 200 000 euro all’anno !!!).
    Poi si mette tutto sul piatto della bilancia !!! E si vede chi ha ragione !!!
    Perchè a volte i luoghi comuni sono realtà ma molte volte non capire di cosa si parla è la prassi e la regola soprattutto quando si parla di pubblico impiego !!! (ne esistono molte varieta’ di pubblico impiego e se un dirigente della protezion civile puo’ essere visto com un impiegato pubblico non si puo’ di certo metterlo alla stregua di un vigile del fuoco che rischia il culo tutti i santi giorni prendendo il 10% del sucitato PARASSITA con tutto che tutti e due fanno un lavoro simile (solo che uno sulla carta e sulle spalle e la pelle degli altri e un altro salvandola la pelle a gli altri !!!)
    PS : io non sono un operativo ma nel mio piccolo il mio culetto me lo faccio lo stesso !!!!
    Fernando Boccia

    • Oris

      Tutti si fanno il culo dalle mie parti, e tutti se lo devono fare per aiutarsi tutti a fare quel che si deve fare.

      Non è una cosa fuori dal comune, è il proprio dovere.

      Ci pagano per questo, sempre troppo poco lo so, ma ci pagano.

      Perchè è la gente che non vi ama, non brunetta, lui al massimo si approfitta di questo sentimento per raccofliere consenso.
      E non è non prendendone atto e facendo le vittime che la gente tornerà ad amarvi e rispettarvi come meritate.

  • Fernando Boccia

    Be Oris forse non hai capito io lavoro nei vigili del fuoco e la gente ci ama anzi ci adora anzi di piu’ !!!
    E quando dico in giro che lavoro nei vigili del fuoco ottengo solo apprezzamento anche se sono solo un informatico dei vigili del fuoco !!!
    Poi sull’idea che tutti si debbano fare il culo sono daccordissimo dato che fino a 8 anni fa lavoravo nel privato !!! E me lo sono sempre fatto !!! E continuo anche oggi a farmelo (magari un abitudine ???). Il problema è un altro sfatiamo questo luogo comune che gli statali non fanno niente !!! Molti statali lavorano tanto quanto e di piu’ di molti loro pari mansioni del settore privato !!!Nella realtà è vero che molti statali non danno il meglio nel loro lavoro ma i motivi sono molteplici uno dei tanti è proprio la mancanza di controllo da parte dei superiori (negligenti a loro volta) ma diciamola tutta a volte non si hanno ne mezzi ne stimoli necessari per dare il meglio !!!
    Nel privato è vero che si lavorava moltissimo ma è pure vero che l’azienda investiva sulle risorse, formandole, motivandole, a volte compiacendole (a livello economico per esempio) nel pubblico tutto questo è un chimera !!!
    Ecco perchè ogni tanto dobbiamo spezzare una lancia per gente che lavora e prende meno del impiegato pari livello e mansione (del settore privato) ecco perchè a volte dobbiamo pensare che magari a stare sempre sotto uno si scoccia (e si sa le reazioni cambiano da persona a persona !!) magari io faccio valere e rimarco il mio lavoro puntano i piedi e usando le unghie ma ci sono persone che dicono : bene tutti pensano che siamo dei fannulloni nullafacenti rubastipendi (dopo aver lavorato una vita seriamente) allora ora lo si fa’ veramente !!! E vediamo di dargli ragione a ste persone !!!
    Ripeto comunque Oris non ho ben capito se lavori nel pubblico impiego, io ci lavoro (e magari sara’ un oasi felice dove si lavora e si produce, ma ne conosco altre simili !!!) e ti posso dire che sono fiero di far parte di questa famiglia (intendo i VVF) un po’ meno di lavorare per lo stato che ci sfrutta !!! Ma in qualsiasi caso tento sempre di dare il meglio di me stesso sia come impegno che come determinazione (e penso che questo valga per molti miei colleghi statali !!! un’altra esempio è mia moglie ) quindi smettiamola di dire che gli statali sono fannulloni e chiediamo invece a BRUNETTA di farci capire cosa vuol fare ma soprattutto LUI COSA HA FATTO COME SI E’ COMPORTATO E SE VERAMENTE MERITA DI STARE DOVE E’ !!!!!?????
    Dato che il Brunetta che conosco io era un assenteista a livello Universitario, un assenteistya a livello politico e un vero profittatore per quanto riguarda le consulenze d’oro elargite manco affallo apposta !!! dall’altro PSICONANO !!!!!
    E mo rispondimi !!!
    Ciao da Fernando Boccia

  • Fernando Boccia

    Bene è passato piu’ di un anno dall’ultimo mio post e vedo pero’ che non c’è ne sono stati molti altri !!! E questo mi dispiace moltissimo perchè se si perde la voglia di confrontarsi c’è sempre il rischio che ci sia qualcuno che ne apporifitti per portare avanti i propri loschi propositi (leggi appunto governo BER..SC.ZZ.), mi sembra che le analisi e le previsioni fatte da tutti noi (ahime !!!!) si sono avverate tutte e in pieno !!!
    Siamo letteralmente nella MERDA piu’ profonda e maleodorante degli ultimi 50 anni (periodo piu’ brutto nella storia moderna è stato solo l’avvento del Fascismo e il suo successivo Ventennio) il fatto brutto e pericoloso e che appunto c’è il rischio reale e tangibile di un Nuovo Ventennio Nazional-Socialista (stavolta chiamato ForzaItalista !!!), non è possibile che ancora si di ascolto a gente come Brunetta, Berlusconi, Fini, Gasparri, Alemanno ma anche Bertinotti o D’Alema e altri sinistroidi del piffero !!!
    La previsione sul Brunetta che feci è stata ampiamente dimostrata a distanza di non molto tempo dall’Espresso e da altre testate !!! E a Brunetta che gli hanno fatto ??? NIENTE !!! Ora vedo il PdC (SilvioMan) che distrugge la libertà di stampa perchè toccato nel privato (la vita privata di un uomo pubblico non è mai del tutto privata (non è farina del mio sacco fate una ricerca e scoprite chi lo ha detto magari in inglese !!!!)).
    Che cosa vogliamo fare AGIRE o continuare a PIANGERCI ADDOSSO ???
    Bhe io nell’ultimo anno tutto quello che era in mio potere da un punto di vista informativo l’ho fatto, ho scritto su blog, su social network, ho parlato al lavoro, pre strada a scuola e in mezzo agli amici !!!!
    Che cosa vogliamo farci se le persone non capiscono che si stanno giocando il futuro della cultura Italiana, fortunati che almeno in America hanno eletto una persona seria che ha la voglia (e la volonta) di cambiare le cose !!!
    Un saluto da Fernando Boccia

    • Comandante Nebbia

      Alle persone le cose stanno bene così caro (ex) collega come gli stavano bene quando c’era il fascismo.

      Basta aspettare che questo periodo passi. Poi vedrei quanti partigiani e contestatori verranno fuori.
      E’ l’Italia, sono gli italini (e non ho sbagliato a scrivere). Insomma, siamo noi.

  • Fernando Boccia

    Ebbene si ti quoto su tutta la linea caro Nebbia (cosa che ormai manca anche a MODENA da anni !!!), per il resto si spera sempre nella providenza divina (ovvero che oltre al povero Mike si prenda in “gloria” anche lo PSICONANO e il suo gnomo da riporto !!!) cmq io continuo a rimanre fiero di essere un componente dei vigili del fuoco (anche se non operativo) perchè facciamo un lavoro che serve e che ci riempe di orgoglio.
    Poi se qualcuno pensa o possa affermare che non siamo dei bravi dipendenti pubblici questi sono solo fatti suoi (Brunetta x esempio) dato che dal mio punto di vista non solo mi pagano pokissimo ma sono solo a fare il mio lavoro da quando mi hanno assunto e in qualsiasi aziwnda che si rispetti per ogni 30 PC c’è un informatico qui’ ne ho circa 250 !!!
    Un saluto VCTI VVF Fernando Boccia

  • francesco zaffuto

    Ma facciamo l’ipotesi che decolli subito l’ipotesi Brunetta: nessuno in pensione prima di 65 anni e possibilità di rimanere in servizio anche fino 70 anni. Con i soldi risparmiati per l’erogazione di pensione un assegno di sopravvivenza ai giovani di 500 euro.
    Vediamo i benefici che ne avrebbero i giovani:
    – la permanenza nel lavoro fino a 65 anni, e oltre, impedisce che si liberano posti di lavoro stabili;
    – globalmente si viene ad avere meno offerta di lavoro, e in particolare nei settori di lavoro impiegatizio (dove difficilmente gli aspiranti pensionati superano i 40 anni di contributi);
    – i giovani continuerebbero ad avere lavori precari che impediscono una reale autonomia;
    – l’assegno di sopravvivenza di 500 euro non è certo sufficiente a creare autonomia per un giovane disoccupato.
    L’uscita dal lavoro degli anziani nei fatti crea una condizione di minimo equilibrio, è un modo di applicare il criterio di “lavorare tutti, lavorare meno”, spalmato sull’intera vita lavorativa. Criterio che dovrebbe essere applicato anche:
    – favorendo i lavoratori anziani verso forme di part-time;
    – scoraggiando il ricorso agli straordinari
    – diminuendo le ore di lavoro giornaliere
    Queste misure legate alla promozione del lavoro autonomo hanno la funzione di incrementare le offerte di lavoro, riducendo gli aspetti assistenziali.
    La stessa assistenza alla disoccupazione dovrebbe essere ben modificata. Va eliminato il concetto stesso di assistenza e va istituita una forma di pagamento della disponibilità al lavoro legata alla iscrizione a liste di collocamento. Pagamento della disponibilità che verrebbe a cessare appena si crea un’occupazione o se si dichiara una indisponibilità alla presa di servizio.
    Al “lavorare tutti, lavorare meno” va aggiunto il criterio del “guadagnare tutti, guadagnare meno”, e per rispondere a questo criterio che riguarda la spesa globale va ripensato lo stipendio del ministro Brunetta.
    francesco zaffuto http://www.lacrisi.com

    • Comandante Nebbia

      nessuno in pensione prima di 65 anni e possibilità di rimanere in servizio anche fino 70 anni

      Confindustria farà salti di gioia. Gli americani dicono “is going to be true”.

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