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Le Belle Lettere Italiane: Caro Renato Brunetta

22 luglio, 2008 di finazio  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani



Gentile ministro Brunetta
non ho alcuna simpatia per il governo del quale Lei fa parte ma questo non mi proibisce di scriverLe per cercare un chiarimento circa le iniziative che La stanno rendendo tanto popolare.
Da sempre gli italiani hanno visto i dipendenti pubblici come una categoria di scansafatiche protetta e tutelata da contratti inattaccabili, dirigenze conniventi e sindacati potenti. In quest’ottica, un ministro che promette tempi bui per le mele marce che godono di uno stipendio erogato dallo Stato ottiene il plauso di tutti, anche se le sue iniziative non sono proprio chiarissime. Almeno per me che ho bisogno di un po’ di tempo per capire. Abbia pazienza, sono uno statale anch’io.

Dal giorno del suo insediamento Lei ha promesso, tra le altre cose:

  • licenziamenti in tronco per i dipendenti “fannulloni” o assenteisti
  • verifiche fiscali a tappeto per i lavoratori malati
  • decurtazioni di stipendio per i primi dieci giorni di malattia
  • limitazione ad una sola ora quotidiana di libera uscita nei giorni in cui si è in malattia, oltretutto tra le 13 e le 14, quando cioè la maggior parte dei negozi sono chiusi e quindi chi vive da solo non ha neanche la possibilità di comprarsi qualcosa da mangiare.

La maggior parte di queste misure sono in realtà già previste da leggi preesistenti ma, evidentemente, non sono abbastanza applicate.
La notizia recente è che ci saranno quattrocento milioni di euro in meno per i rinnovi contrattuali e gli adeguamenti retributivi del personale delle amministrazioni statali per il prossimo triennio. Lo prevede il maxiemendamento alla manovra economica presentato dal governo e sul quale nel primo voto previsto alla Camera è stata posta la questione di fiducia. Lei ci tiene a chiarire che in realtà non c’è nessun taglio e che le risorse previste per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego saranno stanziati nella Finanziaria, ma vedersi portar via soldi oggi in cambio di una promessa di restituzione domani qualche inquietudine la desta, anche perché questi provvedimenti non arrivano da un governo filo-lavoratore dipendente, pubblico o privato che esso sia.

Tutti questi provvedimenti non rappresentano sicuramente un accanimento verso i dipendenti pubblici, ma mi perdonerà se ho l’impressione che lo sembrano davvero. Infatti finora le Sue iniziative sono state di tipo unidirezionale, ossia punire, reprimere, controllare. Sacrosanto, non lo nego, per ottenere una disciplina ferrea. Sono il primo a pretendere da me stesso e dai miei colleghi il massimo impegno sul lavoro. Ma per evitare che i malpensanti come me ci ricamino sopra dovrebbe, per lo meno, intervallare il bastone con la carota.

Non so se i dipendenti pubblici italiani siano i più fannulloni d’Europa, sicuramente sono tra i peggio pagati. Una volta la grande attrice Bette Davis rispose grosso modo così ad un produttore che lamentava un suo scarso impegno sul set cinematografico: “Se mi paghi con le noccioline è ovvio che io reciti come una scimmia.” Gli infermieri, gli insegnanti, gli impiegati, i poliziotti italiani guadagnano almeno il 50% in meno dei loro colleghi francesi, olandesi, inglesi. Da noi i contratti di lavoro si rinnovano con ritardi mostruosi e le contrattazioni sindacali sono sempre montagne che partoriscono topolini. Come se non bastasse quest’anno il maxiemendamento alla manovra economica conferma lo slittamento di un anno per la maturazione biennale o della classe dello stipendio per magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, diplomatici, professori e ricercatori universitari, dirigenti delle forze dell’ordine e ufficiali delle forze armate. Non solo. Dal 2010 è prevista anche la riduzione delle spese per il personale della sanità pubblica. Insomma questi ignobili privilegiati statali nostrani devono lavorare di più e guadagnare di meno. Con queste prospettive non so che efficacia abbiano le Sue promesse di gratificare i dipendenti più efficienti con fondi extra che non si sa secondo quali principi dovranno essere erogati.

Non si dovrebbe fare, non è elegante, ma mi permetto di fare un esempio personale. Sono un infermiere. Perdoni l’immodestia ma mi considero anche un ottimo infermiere. Per svolgere la mia professione ho dovuto conseguire una laurea in scienze infermieristiche e successivamente ho dovuto superare un pubblico concorso. Ho avuto esperienze lavorative in giro per l’Italia ed oggi mi onoro di essere un anello della luccicante catena della sanità lombarda. Svolgo la mia professione, di estrema responsabilità e delicatezza, in un reparto psichiatrico. Dall’immancabile empatia verso i casi più delicati fino allo stress nel trattare pazienti che possono essere anche aggressivi e pericolosi, ad ogni fine turno a casa non si porta solo una stanchezza fisica ma anche una vera e propria spossatezza psicologica. E pensi che non ci è corrisposta neanche un’indennità di rischio. Grazie alla mia laurea, alla mia esperienza ed alle responsabilità che ho, ogni mese percepisco uno stipendio che raramente supera i 1500 euro. Sono un privilegiato ad avere uno stipendio fisso ma spesso penso, da livoroso quale sono, che ci sono persone che hanno lavori che comportano molte meno responsabilità e che sono molto più redditizi. Non mi sorprende che ogni anno sempre meno giovani decidano di accedere ai corsi universitari per diventare infermiere.

In questi giorni, oltre ad eseguire il mio lavoro di base, svolgo anche le funzioni di caposala, visto che la caposala titolare è in ferie. Per il surplus di lavoro non percepirò alcun bonus nello stipendio. Non solo. Per coprire i turni lasciati scoperti dai colleghi in ferie ci carichiamo di un numero scandaloso di ore extra, che non ci saranno mai pagate come straordinario ma che andranno in un calderone annuale nel quale, immancabilmente, si disperderanno diluendosi nei mesi successivi, come accade ogni anno. Il pagamento dello straordinario è previsto solo se si è chiamati a coprire eventuali malattie di colleghi, straordinario che non è mai pagato al 100%, al massimo è pagato al 30% ed il residuo va nel calderone di cui sopra.
Non solo. Dal momento che le nostre sole risorse spesso non bastano a coprire carenze croniche di personale, spesso siamo affiancati da colleghi che fanno parte di cooperative indipendenti. L’infermiere di cooperativa, pur avendo gli stessi titoli e la stessa preparazione di base, e pur guadagnando da libero professionista qual’è molto più di noi dipendenti statali, spesso ha un’utilità limitata durante un turno perché lavora ogni volta in un reparto diverso e, tranne rare eccezioni, non gli è possibile acquisire una reale esperienza sul campo da nessuna parte. Questo vuol dire che le responsabilità dell’infermiere di reparto si moltiplicano per due, dovendo ogni volta coprire anche l’inefficacia di un affiancamento incongruo, anche se molto ben prezzolato.

Quindi caro ministro, se può, ogni tanto si metta nei panni di quest’infermiere della ricca sanità lombarda che svolge la sua professione con abnegazione, spesso è costretto a lavorare per due (in questi giorni per tre), si vede portar via continuamente i suoi giorni di riposo da turni extra che non sono neanche pagati in straordinario, che si vede in questo modo azzerare la vita privata e sociale, che guadagna molto meno dei suoi colleghi europei, si vede promettere abbassamenti di stipendio negli anni a venire e, come se non bastasse, legge tutti i giorni sui giornali che bisogna continuare coi giri di vite sui dipendenti pubblici.
Comprenda tutti i motivi per i quali Lei, mi scusi, non può essermi simpatico.

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finazio
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Comments

70 Risposte a “Le Belle Lettere Italiane: Caro Renato Brunetta”
  1. Un bella testimonianza di un connazionale che, come molti, fa quello che deve con passione, partecipazione, professionalità.

    Il nostro è il paese dei luoghi comuni, delle piazzate e dell’ipocrisia. Spesso ci dimentichiamo che se, quando accendiamo la luce, alziamo il telefono o apriamo un cartone di latte, tutto è come dovrebbe essere in un paese normale, non è merito di chi siede a Roma, ma solo di di chi fa il proprio lavoro in un momento nel quale verrebbe voglia di mandare tutto al diavolo e farsi i cazzi propri.

    L’onestà d’animo in tempi come quelli che viviamo è una corazza scintillante. Da una parte protegge, dall’altra obbliga.
    E’ difficile, oggi, essere una persona per bene.

    Brunetta è antipatico anche a me. Troppo populismo, troppe piazzate, nessuna riforma sostanziale. Roba da rete4.

    • Finazio scrive:

      Hai ragione, nessuna riforma sostanziale. Oggi nella mia azienda ospedaliera è arrivata una circolare per portare a conoscenza dei dipendenti tutte le misure previste dal decreto Brunetta sulle malattie: tante chiacchiere ma l’unica novità sostanziale è quella che riguarda le ore nelle quali può arrivare la visita fiscale: dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. Tutto il resto (decurtazione degli stipendi, certificazione medica, etc) era già previsto dalla normativa precedente. Inoltre quell’unica finestra di “libera uscita” è una beffa: chi vive solo e può avere bisogno di uscire (nonostante la malattia) per comprarsi qualcosa da mangiare, quale negozio può trovare aperto tra le 13 e le 14? Malato ed anche morto di fame… E non mi si dica che non è accanimento, questo.

  2. pacatoegentile scrive:

    Ragazzi ci ho pensato questa notte e ho capito che cosa vuole fare brunetta, vuole sbattere via i politici, ecco chi sono i “i dipendenti fannulloni o assenteisti” ai quali si riferisce
    :-)

  3. Josiane scrive:

    Anche io ci ho pensato, e neanche tanto, i primi ad essere licenziati sono i nostri parlamentari, che si prendono la diaria giornaliera, anche se non sono sul posto di “lavoro”, oltre chiaramente allo stipendio mensile, che, un povero cristo qualunque non prende neanche in un anno. I risparmi devono essere iniziati proprio “li” in quella camera dal primo all’ultimo, l’esempio deve partire proprio da li ! Ma come dice il proverbio? Il pesce puzza dalla testa, …….chissà se prima o poi avremo qualche cosa di profumato!!!

  4. ilBuonPeppe scrive:

    Bellissima testimonianza. Purtroppo c’è, ed è molto diffusa, questa idea del dipendente pubblico fannullone, che non sarà facile da estirpare.
    Io ho lavorato in diverse amministrazioni pubbliche e in diverse realtà private, e vi posso assicurare che ovunque c’è il fannullone come ovunque c’è quello che si spacca in quattro. Questa crociata contro i pubblici dipendenti è semplicemente vergognosa.

  5. ilBuonPeppe scrive:

    Una domanda per Finazio.
    Che gli infermieri provenienti dalle cooperative guadagnino più di voi mi sembra strano, in quanto dovrebbero essere equiparati. Mi ricordo invece di un servizio su Report che metteva in evidenza come quegli infermieri fossero sfruttati dalle cooperative e fossero queste (e i loro referenti) ad incassare cifre enormi.
    Com’è la storia?

    • Finazio scrive:

      Gli infermieri delle cooperative sono pagati un tot per ogni ora di lavoro svolto (grosso modo la cifra si aggira attorno ai 20 euro l’ora), e di solito sono pagati per intero, al lordo. Sono loro, successivamente, a pagare le tasse su quello che guadagnano. Guadagnano tanto per due motivi fondamentali:
      1 – non sono vincolati al riposo minimo garantito tra un turno e l’altro, ed in teoria nessuno vieta loro di lavorare 24 ore su 24, alternandosi tra varie strutture turno dopo turno. In un giorno possono arrivare, come vedi, anche a guadagnare intorno ai 400 euro, lordi.
      2 – spesso le cooperative, per non incorrere nell’accusa di sfruttamento, non si fanno fatturare tutto, pagando qualche turno in nero. In questo caso l’infermiere incassa tutto il guadagno senza versare le tasse

      Tirate voi le somme.

      • ilBuonPeppe scrive:

        Beh, per dire se effettivamente guadagnano di più sarebbe il caso di fare un confronto a parità di ore lavorate e di tasse pagate. Altrimenti è un confronto campato per aria.
        Questo ovviamente non per assolvere qualcuno, ma solo per fare chiarezza.

        • Finazio scrive:

          E’ presto detto. A parità di ore lavorate guadagnerebbero 3300 euro mensili lordi, contro i 2200 (lordi) di un infermiere di ruolo.

          • marcoilbuono scrive:

            Si ma c’è anche in questo caso il rovescio della medaglia, agli infermieri delle coop non è garantito il lavoro, il fatto di essere sbattuti da un reparto ad un altro non credo sia bello neanche per loro, manca anche la possibilità di fare carriera, questo solo per dire che la guerra fra poveri è sempre inutile, non che Finazio la volesse fare.
            Comunque complimenti bell’articolo.

            • ilBuonPeppe scrive:

              Al contrario. La guerra tra poveri è utilissima. Non a loro, ovviamente. E’ utile a chi sta sopra, che sia la dirigenza dell’ospedale o della coop, o della regione, o del ministero, o…

              • Finazio scrive:

                Assolutamente non volevo fare la guerra tra poveri, tra colleghi poi… Mi disturba solo il modo in cui i dipendenti sono sfruttati: se sei di ruolo prendi come stipendio quello che passa il convento, se sei libero professionista (e non sempre è una scelta) guadagni qualcosa in più ma non sei garantito in nulla e non puoi neanche assicurare un buon servizio presso il reparto in cui lavori

      • giusy scrive:

        non esagerare, il lavoro dell’infermiere è sicuramente tra i più massacranti,sia a livello fisico che psicologico, sono infermiera anch’io e svolgo questo lavoro da quasi vent’anni e sinceramente non riesco proprio a immaginare come si possa svolgere una tale professione che implica moltleplici responsabilità,per tempi così prolungati….può sicuramente capitare di lavorare per 24 ore continuativamente,è successo anche a me da reperibile in sala operatoria…il giorno dopo però l’ho trascorso per intero a letto,tanto erano gonfie le caviglie….magari fosse un lavoro da svolgere seduti!

        giusy

  6. lupoalburnino scrive:

    Nei commenti al mio posto su Brunetta ho dovuto rispondere, anche in maniera tosta, a tantissime accuse rivolte al P.I. Ho parlato delle mie esperienze scolastiche e ho fatto cenno anche alla sanità. In questi due settori non c’è la possibilità di starsene con le mani in mano come si crede un pò dovunque, perchè c’è un elemento ineliminabile: gli alunni e i pazienti.
    Mi è sembrato di sbattere contro un muro di cemento: ma, come, quando, perchè…
    Lo so, Finazio, qual è la situazione nel P.I. anche se sono pensionato: Brunetta fa solo demagogia, ma gli italiani gli credono, anche gli accersari.
    Non potendo mandare a quel paese Brunetta, mandano a quel paese i cosiddetti “fannulloni” del P. I. quasi fossero tutti scansafatiche: sono quattro. Solo quattro! Ve lo volete mettere in testa?
    La tua è una lettera amara, non rancorosa, legittima!
    Evviva Brunetta o abbasso Brunetta?

  7. Sono un tuo collega, finazio, chi meglio di me può capirti!
    Non dimentichiamo l’ultima carognata, e cioè il straodinario detassato solo per il privato, e non per il pubblico!
    Siamo una categoria di martiri, vaglielo a spiegare ai fannulloni parlamentari, che solo un loro portaborse, guadagna quanto 4 infermieri….

    @ ilbuonpeppe

    gli infermieri di cooperativa o di agenzia interinale guadagnano di più,
    o perchè hanno gli stipendi meno detassati, o perchè siccome vengono pagati all’ora, guadagnano di più, perchè lavorano a prestazioni o con contratti a progetti.

    • Francesca scrive:

      la seconda che hai detto…

    • ilBuonPeppe scrive:

      Al di là del fatto che trovo abbastanza giusto che chi ha contratti precari guadagni di più di chi è stabile, restano comunque persone sfruttate e maltrattate (come pure, anche se in altri modi, i dipendenti pubblici), su cui alcuni si costruiscono posizioni di potere e patrimoni ingenti.

  8. ugasoft scrive:

    Continua così Finazio, l’Italia ha bisogno di persone come te.
    Grazie.

  9. Alessio in Asia scrive:

    Ottima testimonianza. Complimenti.

  10. luminal scrive:

    A proposito: se può interessare a finazio, una mia amica infermiera, di nazionalità romena, è stata assunta a Newcastle a 3000.00 £ (Tremila Pound) al mese (più di 4000 €). Mi dice anche che ci sono molti Italiani, contentissimi di lavorare lì in quanto non solo gli vengon pagati gli straordinari, ma anche assegni familiari, cure mediche, mensa, è riconosciuto il riposo compensativo e i giorni liberi, fra ferie e recuperi, son circa 36 gg. l’anno!!! Non voglio poi parlare dei profe o di chi lavora alla Royal Mail (poste), alle British Rail (ferrovie) o nell’underground, tutti statali, of course! (E certo che l’UK non è un campione in quanto a welfare, anzi brunetta &c. la citano a sproposito…)

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