Caodaismo, Religione per Tutti i Gusti
27 ottobre, 2008 - 13:00 di Alessio in Asia
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La si definisce:
una fede universale fondata sul principio che tutte le religioni hanno la stessa origine divina, che è Dio, o Allah, o il Tao, o il Niente, tutte hanno la stessa etica basata su Amore e Giustizia, e tutte sono solo diverse manifestazioni della Verità.
E afferma che:
Dio e gli esseri umani sono un uno.
Gli esseri umani dovranno osservare Amore e Giustizia allo scopo di essere uniti a Dio.
Storia
Il , o Cao Đài (nome ufficiale: “Chiesa della Terza Rivelazione“), è una religione fondata ufficialmente nel 1926 presso la citta’ di Tay Ninh, nel meridionale, a poca distanza dal confine con la Cambogia e a un centinaio di chilometri da quella che allora era Saigon e oggi è la città di Ho Chi Minh. Il fondatore fu Ngo Van Chieu, spiritista e uomo colto in filosofie e religioni occidentali e orientali che lavorava per l’amministrazione coloniale francese.
In pochi anni la nuova chiesa attrasse un numero impressionante di fedeli ed iniziò ad amministrare la provincia di Tay Ninh quasi in modo indipendente, come un vero e proprio stato feudale. Negli anni cinquanta quasi un vietnamita su 8 era di religione Cao Dai.
Durante la i caodaisti non appoggiarono né i né la stato fantoccio washingtoniano del Vietnam del sud. Per questo dopo la vittoria comunista e la riunificazione tutti i beni della chiesa Cao Dai vennero sequestrati, per essere però poi restituiti un decennio dopo.
La religione Cao Dai
E’ una religione monoteista, cioe’ i caodaisti credono in un unico Dio, il quale avrebbe fondato le principali religioni del mondo: , , , , e . Nonostante il monoteismo, la religione Caodaista incorpora il principio dualista dello .
I fondatori del culto Cao Dai sostenevano di avere ricevuto, nel corso di una seduta spiritica, una rivelazione da Dio, il quale ordinò loro di creare una nuova religione sincretica mescolando vari elementi di dottrine religiose e filosofiche sia orientali che occidentali. Il Caodaismo è perciò un tentativo di creare la religione ideale attraverso la fusione delle filosofie religiose e secolari di Occidente e Oriente, tra le quali anche l’, che forse è sempre rimasta l’unica vera religione vietnamita, e l’.
La dottrina religiosa deriva in gran parte dal Buddhismo Mahayana (o Grande Carro, maggioritario in Cina e Vietnam) e in parte minore da elementi Taoisti e Confuciani. Se l’obiettivo immediato della dottrina Caodaista è quello di fare degli uomini dei buoni cittadini (Amore e Giustizia), il fine ultimo, come nel Buddismo, è quello di liberarsi dal ciclo delle reincarnazioni e di confluire definitivamente in Dio. La ‘liberazione’ può essere ottenuta solo astenendosi da determinati comportamenti. Le principali regole da seguire sono:
- non uccidere;
- non mentire;
- non rubare;
- non abbandonarsi al lusso;
- non abbandonarsi ai piaceri carnali.
La pratica religiosa caodaista si fonda inoltre su:
- Vegetarianesimo (per accumulare un buon );
- preghiere (per onorare Dio);
- culto degli antenati (fenomeno religioso di grandissima importanza per I vietnamiti di qualunque credenza religiosa);
- non-violenza (anche se in passato la chiesa Cao Dai aveva delle proprie milizie armate private che hanno svolto un ruolo nelle varie guerre civili indocinesi);
- meditazione (per coltivare il proprio Se);
- celibato per i monaci.
Nel caodaismo sono presenti vari ‘santi’ o ‘spiriti guida’, o manifestazioni del divino. I medium possono entrare in contatto con i loro spiriti durante sedute spiritiche. I più importanti spiriti guida sono , Mosè, Bhudda, Confucio, Gesù, , Maometto, Sant’Antonio, Giovanna d’Arco, Victor Hugo, Shakespeare, Lenin, Napoleone, Cartesio, Li Tai Pe, e il poeta vietnamita Nguyen Binh Khiem.
Lo spirito contattato più frequentemente è il francese Victor Hugo. Shakespeare non chiama più dal 1935 e anche Lenin non si fa sentire da un po’ di tempo.
Dio è rappresentato da un occhio divino molto simile all’, a quello massonico o a quello . Più precisamente, Dio è l’occhio sinistro, perché lo Yang è il lato sinistro e Dio è Signore dello Yang.

Origine di Dio e dell’Universo
Prima ancora dell’esistenza di Dio c’era il Tao (il Principio), una Fonte eterna, immutabile e informe, ripresa dal , un testo classico cinese. Poi c’è stato un Big Bang, dal quale è nato Dio. Questi forma poi lo Yin (il principio negativo, femminile) e lo Yang (il principio positivo, maschile). Dio prende il controllo dello Yang e forma una Divinità che prende il possesso dello Yin. Questa Divinità diventa letteralmente la madre di una miriade di cose nell’Universo. Per questo i caodaisti non venerano solo il Dio Padre, ma anche questa Divinità Madre, chiamata spesso Madre Buddha. Attenzione però, questa Divinità, chiamata Madre Buddha, è considerata anch’essa una divinità maschile (!), e, anche se presidia lo Yin, appartiene allo Yang.
Inoltre, ci sono 36 livelli di cieli e 72 pianeti che ospitano vita intelligente. Il pianeta numero uno è il più vicino al Paradiso, mentre il numero settantadue è il più lontano. Purtroppo, la nostra Terra è solo sessantottesima. Piena zona retrocessione. Vicinissima all’Inferno.
Organizzazione della Chiesa Caodaista
Il caodaismo presenta un’organizzazione sacerdotale simile a quella della Chiesa Cattolica, con un papa, cardinali, vescovi, preti e, caso questo più unico che raro tra le fedi che hanno in qualche modo un legame con la Bibbia, i . Alle donne è permesso di raggiungere la carica di cardinale. Meglio di molte altre religioni, si accontentino. I seguaci credono che la dottrina, il simbolismo e l’organizzazione del caodaismo siano stati comunicati direttamente da Dio. Attualmente i seguaci del caodaismo in Vietnam, stanziati in grande maggioranza nel sud e nel centro del paese, sono almeno tre milioni, forse addirittura più del doppio, visto che non è facile citare le statistiche in un paese in cui molte persone sono capaci di frequentare un giorno la pagoda, un giorno la chiesa e un giorno il tempio Cao Dai con la stessa disinvoltura con cui un occidentale cambierebbe la pizzeria ogni sabato sera.

Il Tempio Cao Dai di Tay Ninh
La città di Tay Ninh è la Roma della religione Cao Dai, e il Tempio dell’Occhio Sacro è la sua San Pietro. Il tempio da lontano sembra una cattedrale cattolica, con due campanili altissimi e un gigantesco Occhio Divino in mezzo. Avvicinandosi si inizia ad essere quasi disturbati dai colori, un misto di rosa e giallo risplendenti al sole, che uniti allo cozzano in un kitsch tipicamente asiatico, e si inizia ad avere l’impressione di trovarsi piuttosto di fronte a una pagoda cinese. L’interno non delude, con profeti, colonne, ori, draghi, fiori e altre bizzarrie.
Non c’è bisogno di una laurea in architettura per pensare che questo miscuglio unico di stili, colori e icone provenienti da Europa e Medio ed Estremo Oriente, se va apprezzato per il coraggioso sforzo ‘ecumenista’, non può che partorire uno stile forse più adatto ad un parco giochi che a un luogo di culto. E forse questa religione poteva nascere solo qui, in Vietnam, dove da sempre ogni nuova credenza, filosofia, religione o ideologia è stata accolta senza veramente rinnegare quelle precedenti.
Curiosità
Il carattere militante della chiesa, sottolineato in passato dalla presenza di una milizia privata, insieme all’atmosfera di mistero dovuta alla presenza dell’elemento spiritico, ha ispirato anche alcune opere di fantasia, quali la novella di fantascienza degli anni ‘60 Le navi di Pavlov di ed il celeberrimo romanzo di Graham Greene, da cui fu tratto il celebre film con Giorgia Moll, oggetto di un recente remake. Nel romanzo di Greene, che a dire la verità per un periodo aveva pensato di convertirsi a questa religione, il giornalista inglese che si reca a Tay Ninh per intervistare il capo delle milizie caodaiste rischia di fare una brutta fine. Nella novella di Pohl invece la Chiesa Caodai è identificata come il nemico con cui si deve confrontare la civiltà occidentale dopo la caduta del comunismo e lo scontro è causato da un complotto di alieni. Insomma, in entrambi i racconti la Chiesa Cao Dai non ha un ruolo troppo positivo.
Caodaismo, Religione per Tutti i Gusti è di


Solo perchè sono un po’ famosi si montano la testa. Ma chi si credono di essere? A volte basterebbe anche solo una cartolina…
Assomiglia un po’ alla “prima chiesa riunita” di Futurama
(della serie, quando la cultura chiama … )
Interessante.
E che tu sappia il caodaismo partecipa anch’esso alla distribuzione dell’otto per mille, s’insegna nelle scuole, il suo papa ha voce in capitolo nell’attività legislativa del parlamento del Vietnam?
Perché ormai la distinzione tra le religioni va fatta più sulla pratica che sulla teoria.
alla faccia del sincretismo!
Questo è puro patchwork
Grazie Alessio
Grande articolo, interessantissimo!
Grazie!
Maria, no non penso proprio che oggi in Vietnam i caodaisti abbiano voce in capitolo per le questioni pubbliche. Non ha voce in capitolo nessuna religione e nessuna associazione.
Beppe, hai ragione, non è modo.
Ragazzi, grazie di che? Grazie a voi
Sembra un cocktail da coma etilico non una religione!
Fonzie tra i principali profeti apocrifi c’è l’hanno messo?
Interessante…Interessante scoprire come possa esserci stato qualcuno che ha tentato di riuniore in un unico cretinismo…pardon, sincretismo, tutti i fumatori d’oppio, ari-pardon, del mondo…
La cosa più esilarante poi è stata leggere di come siano accomunati come “spiriti guida” personaggi come Napoleone insieme a Cartesio, Lenin insieme a Shakespeare e via così di transizione in transizione…
La notte dell’anima
Cammino vicina a te Signore
Dentro le nuvole
Inghiottita dal cielo
Cieca nell’anima
Aspetto la tua luce
La tua pioggia.
Il mio è un canto disperato
Di una notte oscura
Senza stelle.
L’olmo felice
Non vorrei essere
Per te “o uomo”quell’edera
che si posa sull’olmo felice
Ma dimora
e sosta
di quest’ albero di pensieri
all’ombra secolare,
aspettando
il momento dell’amore.
L’ermo colle
Sull’ermo colle
È come tornare a casa
Dove silente
Si squarcia un arcobaleno
E ti fa sorridere
Con un aquilone in mano.
Qui dimora
io nostro io fanciullino
che ci porta lontano
vicino a te Signore.
Il solco della terra nel firmamento
Mai solco fu cosi duro
Nella terra bagnata dal sudore,
Falciata dal raziocinio
Come il solco dello Spirito
Nel firmamento o donna;
La tua anima creata da Dio
Diventerà Primavera nell’’uomo
con il seme della fede.
Tu creatura in compassione
dono della vita..
-Nella vita nuova
sarai Rinascita Eterna!
Il glicine d’autunno
Il Glicine d’autunno
è ritornato e come un viado
nel viale si è cambiato;
povera Primavera
del suo profumo tutta
si è privata!
..e aspetta l’Inverno
che lo spogli
del suo denaro.
Il cielo di Babele
Il cielo di Babele
È illuminato
E il mio io fanciullino
È ritornato
Aspetta mare in tempesta
La lotta è appena cominciata
E l’uomo da me è ritornato
Ma ancora non sa
Che l’Ego caduto nel diluvio
Viene salvato
È diventa
Il Se di una sola unità.
Radici al vento
Radici al vento
hanno coperto di foglie
la mia identità
O uomo primordiale,
nel sepolcro del Cristo
e io come “donna”
piango la mia nascita
in ascesa dalle stelle
al Sole…
povere le mie radici al vento
seccate come rose al gelo
che ritornano con l’Inverno.
La favola del serpente
China sotto la luna
il mio cuore si è piegato
Le emozioni lontane da me
si sono frammentate
Nuotano come biscia
unite al serpente
“dall’essenza
in una goccia
sempre insieme”.
Quando guardi per strada
due cuori innamorati
Sei come loro
con l’emozione
che ti serra la gola.
Quando guardi un bimbo
che chiama la sua mamma
Sei come loro
Quando chiami tua madre..
Tutto tace :
Sei come due metà di un cuore
Abbagliata dal sole pieno dell’amore di Dio.
Il riverbero della nascita incarnata
Tutto diventa fuoco
Come riverbero
Di rinascita incarnata
Tutto diventa sole
E i crepuscoli non ti abbagliano,
“Non ti fanno più paura”
Perché non sei frammento
Della luce:
Sei solo “Uno”..
-Sei luce nella luce con Dio.
Cerco i rami frondosi d’essenza vicino al cielo
Inseguo la tua scia
La tua essenza
Tra i rami frondosi
Vicino al cielo
E non ci sono
Più pensieri ad inseguire
Il ritmo dell’anima
“Siamo un’anima sola”
Racchiusi in crepuscoli di fuoco
Oltre l’Infinito
Vicino a te Signore .
Tursi
Assopita
Da lunghe distese di calanchi
Sono il sole
Che si eclissa con la luna
l’Universo che diventa spettatore
Di lontani rumori
Di anime che tornano
Al lavoro dei campi
E rapita dai momenti
Nostalgici
Diventa un eco
Il rumore della trebbia
Assordante
Che batte sull’albero di melo
Dei ricordi.
Passeggiata a Tursi
Passo passo
Un abbaglio di sole
Mi risveglia l’anima.
E vedo Pierro
che riposa
nella memoria illustre
Della gente.
Qui c’è solamente
una melodia di passeri
che accompagna
la mia salita in Rabatana
“e mia madre” che diventa
mulattiera del mio pianto.
Noi astronavi dell’anima
Noi creati per vivere nel cosmo
Come Alfa e Omega
Liberati dalla pesante materia
Nella creatività
Geniali astronavi dell’anima
In esplorazione di nuove Galassie.
Nell’Albero Genealogico l’Apostolo Pietro
Come pescatore di anime sbarcasti
In italia…a San Pietro di Bevagna .
Cercavi la mia anima antica
Su pergamene strappate;
Dipingesti quel sole
Che un tempo in oscurità
Vendesti ai mercanti
delle Gaite medievali.
Nessuno poteva comprendere
che il Verbo Divino
è una Verga che sale al cielo
con quattro gradini:
Esse sono parole che diventano fiore
che rifioriscono nel nuovo Testamento
con la Vergine Maria.
Il canto delle Sirene
Fui per te “Tristano”
Un amore irraggiungibile,
Il silenzio di una Sirena,
Una lacrima tra le onde,
e non seppi mai
se tu fosti amore vero
o un viaggio verso l’Age.
Paradiso per una stella
Attesi “Ulisse”
Nella mia Storia
Per lungo tempo.
Fermai la mia stella
Ad ogni tramonto
Alla Porta del Paradiso:
“Per essere per te “Penelope”!
Firma
Penelope…
Qui in posa sostò mio nonno
Libro aperto della Storia
Poi passò tante volte mio Padre…
Senza mai pregare
Ma il silenzio dei suoi occhi neri
Per me erano già una Preghiera.
Vidi tante volte anche mia madre
Sostare qui davanti alla Madonna
E la sua ansia mi diceva
quanto era solo il suo cuore.
Molte volte ho sostato anch’io
E la mia Preghiera “sono i miei figli “
Ora vedo soltanto le loro ombre
E la mia speranza
Diventa una nenia di attesa
di ritrovarli ancora in Paradiso.
L Universo è un illusione
L’Universo è la mia vita
L’illusione la nega
L’Universo è stato
“il mio ergo sunt”…
La realtà la mia coscienza
Allora la mia coscienza
Cos’è un nemico dell’Ego?
Scriverò versi su un petalo di rosa
Scriverò versi
Come un angelo
All’uomo della mia vita
Su petali di rosa
Di Passione.
Sfoglierò rose :
Appassiranno come petali di seta
Sulla nostra anima..
E scacceranno via le delusioni.
L’albero rosa del canneto
L’albero rosa del canneto
Reggeva nel tempo la neve
E Isotta e Tristano
Amavano
L’albero del tempo
Con Gesù che tornava sempre
Come lo Sposo
Della Vita Eterna:
Essenza Terrena
A valle del Castello.
Non ho sonno
Ho paura
I miei figli nella via
Vanno tristi e sconsolati
Un amico più non c’è
“Perché cane
Resti un Re”.
Ho paura sono mamma
E sono amica
Hai miei figli
Chi ci pensa?
Senza pane torno a casa
Perché il lavoro è del Re
No non voglio Monarchia
Al potente gli rispondo con potenza
“Pane almeno voglio mangiare!.
Ai miei figli verso sera
Porto sempre la luce dell’amore
E il riposo è soltanto del Re
“La famiglia dov’è”
Ho paura!!!!
Etere adamantina
Ho puntato nel cielo
l’etere adamantina
nei tuoi occhi
al cielo rosa
dei tuoi crepuscoli di fuoco
lasciandomi andare
oltre l’infinito
per vivere con te
l’Amore Eterno…
La festa dell’essenza
Torna al Padre Celeste
La festa dell’Essenza..
Ha Dolce Umus di colori;
Danza tra le anime a te care
Nei luoghi del tuo vissuto.
Sono fiocchi di neve giganti
E ti avvolgono felice
Come batuffolo di bambina.
E tutto è magico e presente
Nel tuo paese!
Come il fiore di primavera ritorni
Se fossi Primavera
Vera
Vorrei essere;
Soltanto per te uomo sarò
Cielo, Sole, Luna e Stelle;
Per Dio …Fiore .
Ma qui in questo tempo timorato da Dio,
Per te uomo:
Sono sempre Inverno.
Dal cielo padre Pio
Dal cielo
angeli librano
nella mia Essenza;
come neve
E mi ristora
La tua sofferta Preghiera.
“Tu ..ci sei
Sempre, mio caro Padre Pio”
Come mia madre
che dal cielo veglia su di me
Nel nome di DIO.
Dell’Essenza l’attimo angelico
Toni accesi di natura
Colgono dell’essenza
L’attimo angelico
E presto dal cielo
Tornano nell’immaginario
Attimi vibranti
Da Dio…
Non tornano sulla terra
Le essenze patriarcali;
Tornano i momenti
E loro diventano alberi ,pastori
Campi di mandorli in fiore,
Anime fiammanti
Del nostro tempo vissuto.
È tempo di Rinascita
È il giorno delle Palme:
Il Cristo si annuncia
nel nome di una Colomba;
Nel nome di Maria Maddalena
Diventa Umanità.
Nel nome del Battesimo
Davanti ad una statua di Zeus
Rimprovera Pietro.
Nel nome del Battista
Fu battezzato.
Poi prese la sua Croce.
Per Annunciare
Che verrà il tempo
Della Rinascita!
Fenomeno d’apparizione
Giorni di fuoco
Tremano negli occhi stanchi…
Giorni di fenomeni d’apparizione
Sono” i miei giorni “che volano
Fuori dal tempo Signore..
Come luce al cospetto di Dio.
Mendicante dei miei ricordi
Sono rapita dai monti
Dove la nostalgia
Ha illuminato la nebbia dei ricordi
Ed io mendicante assaporo
Il frutto del tempo passato.
Sono pugno nello stomaco..
Stormo felice di rondini:
Fuori dalla mia casa
“Mio padre che si allontana”..
Nel cielo della luna
Siamo plesso di Sole
Nel cielo della Luna
O Madre mia
Ombelico profumato
In equilibrio all’Asse Terrestre
Energia che si rinnova
E mai scompare all’Infinito
Siamo grido di giovinezza
Per i nostro figli
E nuovo Paradiso sulla Terra.
Nel cielo sfumato amare solitudini
Come una Maddalena
Vengo a te Signore
Donandoti
nella mia giara
amare solitudini.
Nello Spirito rinnovato
Innalzo i miei occhi
Al tuo amato cuore
E chiedo amore
Nella formula
della Vita Eterna.
+
Gesù Coronato di Spine
Quando incontro te Gesù
Forme celestiali avanzano
Tu sai riconoscere
La Compassione
E accetti il Calice Amaro
Tu sai resistere al dolore
Con lacrime terse
Profumi le nostre anime
Tu Gesù..Vivi la tua Passione,
E aspetti di entrare
Dalla Porta del Cielo,
Aspetti con amore
Dal tuo Principio alla tua Fine
“Sei l’Alfa e l’Omega”:-
“Io invece stento ancora…
A riconoscere la tua Essenza,
Ma Tu.. già sai che ti amerò e sarò
Vaso di Spine sotto la tua Croce
Nel nome del TAU..
GIUSI PONTILLO –POLICORO
184\2009
Noi siamo come foglie
Noi siamo come foglie
Che presto ci staccheremo dal picciolo
Siamo materia
Che presto si decompone
Verso il sole
Punta di un aisberg
Perciò confidiamo nei sogni
Perchè in essa
Si cela la porta dell’Eternità.
Questo Inverno
Spoglia e infreddolita
Sono giunta a te Signore
Rapita da un cielo terso
E cumuli di nuvole
Non è ancora Primavera…
Si accende di luce brillante
Il sole che spazza le nuvole
Cariche di fiocchi di neve:
“Sono dentro ad un fiocco”
Rapita dal mio cuore bambino
E aspetto felice
la Tua Resurrezione.
Questo Tau di Primavera
Felice si risveglia
Questo Tau di Primavera
Ridesta un antico suono
Di campane a festa:-
“E’ Paolo e Francesca “
Nel girone dell’Inferno,
E’ la lussuria che risale
Come Araba Fenice.
O Dante l’amore che ritorna
E’ Passione in Compassione.
Oggi sul loro capo
Con il tuo Amore Divino
Hai riconosciuto in loro
Il Sigillo Tau dell’Amore Eterno.
Il Sacro Cuore di Gesù
Nel cielo respiro
Il tuo Sacro Cuore Gesù
Con te mi adagio sull’Infinito…
A piazza vecchia
Nel cerchio di “Praga”
Nel mare scopro
Il tuo vestito lucido
pieno di piume;
“e’ di Carlo IV
Che voleva
La sua Immortalità;
O Sangue Regale
Del Terzo Millennio
Nel femminino della sua Maddalena.
Heraclea e i fiori di vetro
Sui viali fioriti
Heraclea si estende
E noi donne come
Tanti fiori di vetro
Passeggiamo per le vie
In festa.
Peccato che dell’uomo
poco ci resta:-
Siamo rimasti
come tanti “robot “
dentro la Creazione di Dio.
Palcoscenico della vita
Sto tornando a Casa
Dentro questo viale;
Come bolle di sapone
tutti i miei giorni andati.
Non sono più attrice
di una mera illusione..
“Ho scoperto
che sono solo istante “
Solo presente
Soltanto nuvole
mare ,cielo e terra
Questo è l unico regalo avuto:
“ E’ una Stella Cometa”
che mi porterà
sulla tua strada Signore!
Poesia del ricordo
Nel granaio vedo mio padre
Prendere il grano per pagare i debiti,
Nella cesta
Vedo mia madre vendere i frutti
Raccolti dalla campagna
E li ricordo sempre
Con tanta
Tanta nostalgia.
Nei miei pensieri
Vedo i miei fratelli
E cerco almeno uno di loro
Per ricordarmi
Della famiglia che eravamo.
Ora vedo
La donna che sono :
Disperata
E senza una meta..
Quale ricordo
Posso lasciare io in questa vita?
Credo soltanto parole
E tanto amore per la poesia ,
Come marchio indelebile del mio Essere.
Si accende la luna nel cielo
Si accende la luna nel cielo
E le stelle irradiano amore
Tanti petali fioriti
Sfogliano
L’onda suggestiva
È diventa mare
la Passione..
E’ il cielo
il tuo arco di Cupido..
La fontana
Bevevo l’acqua
Alla fontana
Bevevo anche
La felicità che mi dava
Bevevo .. toccando le pietre pulite
Antiche e belle
Bevevo di un istante
L’attimo
E del mio tempo
L’Arco passato..
-Alla mia nascita.
Ho voluto vederla quell’immagine di Dio
Ho voluto vederla
Quell’immagine di Dio
Arcaica come veliero
Nel firmamento
Senza volto
“Ho voluto essere
Freccia del suo arco;
Nipote del “nonno”
Che non c’era
Ma ora c’è.”
Una scia come vento di Primavera
Una scia come vento di Primavera
Accende le emozioni
E mi trasformo :
Divento energia del tuo Essere .
I passi scavati sulle nubi sono ombre di iride fiammanti
I passi scavati dalle nuvole
Sono fiori
“Hanno pochi fazzoletti”:
Diventano lacrime.
Sono emozioni
Senza pensieri
Vivono di vento
E ti gonfiano il cuore,
quando il cielo spazza
I dolori roventi
sulle iridi fiammanti.
Il glicine d’autunno
Il Glicine d’autunno
è ritornato e come un viado
nel viale si è cambiato;
povera Primavera
del suo profumo tutta si è
privata!
..e aspetta l’Inverno
che lo spogli
del suo denaro.
Con l’Essenza rapita…
Passo passo
Scendo questa scala
Dove una luce mi guida e di ristora
Dove l’Arcangelo Michele
Mi guarisce…
Cosé la vita..
E Proprio quando sono salita
sul patibolo della Vita
che ho visto nascere l’Essenza
nella nudità dell’anima;
Le stelle cadere dal cielo
E coprire con un manto
la continuità del Io Pensante
E proprio quando sono stata
il vagare di una meta
che ho messo a nudo la mia vera esistenza.
E proprio quando sono caduta
da un paracadute primordiale
Che volevo essere terra fiorita
Che insegue il filo
Srotolato di Arianna.
DAL CIELO COME PETALI DI ROSE.
(
Dal cielo come petali di rosa
Attendi il mio ritorno o madre mia
Nel sogno avide cascate fluiscono
Indicano il tracciato cammino del ritorno
Qui madre sono come una lanterna spenta.
Il Gelsomino dell’Io
La Primavera
Si è inoltrata
Ha spalancato
Le sue porte all’Estate
All’aperto..
Si aprono le stelle
E tanti
Gelsomini dell’Io;
Il sentiero è la valle
Di monte Coppola
Ora il Sinni mormora
Una poesia ricca di metafore
Isabella affascina..
e continua a scrivere versi
Di donna atemporale
Forse saranno anche le stelle
A declamare per lei..
Forse sarà soltanto la stella delle “Pleridi “
Amica del suo sentire.
Giusi Pontillo
197\2009 VALSINNI
Il vento sopra i ciclamini
Il vento sopra i cilamini
ha liberato l’essenza nel bosco
ha accarezzato
le lucide foglie di clorofilla
e il Dio Indra ha illuminato
l’arco temporale del cielo;
ed io sono rimasta fiore
sono diventata vettore
dentro la porta d’0r0
per lungo tempo
senza desiderio
di ritorno a casa…
stella semantica
Sono fili d’erba
Che cadono dal cielo
E tu madre
Stella semantica
Diventi petali di luna.
Questo presente
Mi accompagna
E mi dono a te culla
della mia anima,
a nido universale.
Il mio pensiero è per te madre..
Voltaico arcobaleno che trema
foglia : Nuova Rinascita
E afferro qui questo nudo miraggio
“il senso della vita.!”
Neve d’Estate
Ho ammirato questo cielo
Come neve d’estate
Ho nascosto il sole
Nel mio cuore
Per raccogliere
Tante briciole d’amore.
Ho seppellito il pane
Sotto questo gelo
E delle spighe
Ne porto la ghirlanda
Al Redentore.
Romantica sentinella
Aspetterò
romantica sentinella
il mutare di una nuvola,
aspetterò col rosso vestito
di un tramonto
barattando
le mie deformità terrene
al cielo che mi aspetta
come un angelo
che ritorna a Dio.
La fontana
Bevevo l’acqua alla fontana
Bevevo anche la felicità che mi dava
Bevevo anche toccando le pietre pulite
Antiche e belle
Bevevo in quell’attimo
Il mio tempo andato
Arco passato..
-Alla mia nascita.
Concerto di rose
Suonerò per te
Un concerto di rose
Margherita di campo;
Accosterò bellezza
Ai fiori di maggio
Spuntati nel mio giardino
Reciderò gambi
Di steli curvati
Rubati all’essenza
Di un momento sublimale
e non sarò più
Giardino di Primavera
Della tua vita.