Analfabeti, Omofobi, Revisionisti e Servi di Dio

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Analfabeti, Omofobi, Revisionisti e Servi di Dio" è stato scritto da Il Gobb

Riuscite a comprendere un semplice testo scritto?
Capite cosa state leggendo in questo momento?
Siete dei privilegiati.
Per 1 italiano su 3 è una difficoltà insormontabile.

Attilio Paparazzo, responsabile nazionale Cgil scuola, riferisce che:

«spesso i bidelli che arrivano in provveditorato per iscriversi nelle graduatorie scolastiche fanno fatica a inserire i propri dati o a leggere il modulo “sono cittadino italiano, dichiaro di aver assolto gli obblighi di leva”».

Silvia Garibotti, magistrato, racconta di innumerevoli casi in cui i testimoni non sono in grado di leggere la formula di rito sul dir la verità.
Parliamo di persone che leggono e scrivono in modo talmente limitato da non riuscire a compiere le funzioni di base per essere cittadini a pieno titolo.
Si tratta dei cosiddetti “analfabeti funzionali“.

Forse è utile una distinzione, per la quale mi aiuta l’illustre linguista Tullio De Mauro.

  • Analfabeta primario strumentale è una persona che non ha mai imparato a leggere e scrivere.
  • Analfabeta di ritorno strumentale è una persona che ha imparato, è andata a scuola almeno per alcuni anni, ma dopo ha vissuto in modo da disimparare completamente, da non sapere usare lo strumento dell’alfabeto.
  • Analfabeta funzionale è la persona che decifra uno scritto, che sa apporre e riconoscere la propria firma, ma non corrisponde al livello di alfabetizzazione funzionale definito già nel 1952 dall’UNESCO come capacità di leggere e di scrivere un testo su problemi e fatti della vita quotidiana di interesse sociale.
    Tutti e tre i tipi di analfabetismo coprono il 35,62% della popolazione italiana.

Lo confermano anche le ricerche Statistic Canada e OCSE, basate sull’effettiva capacità degli “indagati” di rispondere ad alcune semplici domande: quasi il 5% della popolazione italiana adulta non è in grado di affrontare un qualsiasi tipo di questionario scritto. Si tratta di due milioni di persone. Il 33% di quelli che rispondono al questionario si ferma al primo gradino della scala di valutazione.

Questa statistica fa il paio con quella, di qualche tempo fa, che vede i nostri studenti di liceo ignoranti come capre medievali: il 62% di loro non ha la più pallida idea del perché la notte segue il giorno. Non sanno come funziona, ignorano il meccanismo. Quindi NON SANNO CHE LA TERRA RUOTA INTORNO AL SUO ASSE.

Ci tengo a ricordare che questo accade in un Paese in cui un ministro dell’istruzione, ormai non più pubblica, non alza un dito quando il suo governo infila una riforma dell’università nella finanziaria ma anzi, fa di peggio: reintroduce l’insegnante unico alle elementari, per fare in modo che chi non ha i soldi per garantire ai figli il tempo pieno in una scuola privata debba rinunciare ad ogni opportunità di mobilità sociale.

Vi rimando al mio articolo qui su Mentecritica per i dettagli, ma il piano sembra molto, molto chiaro: la riforma Moratti ha reso le lauree una buffonata triennale e, alzando di parecchio le tasse agli studenti più poveri, ha posto ostacoli alla specializzazione, trasformando inoltre i licei in riproduttori di status quo, distinti fra scuole “tecniche” e scuole per le elites (senza parlare dei vergognosi finanziamenti pubblici alle scuole private, in gran parte gestite dalla chiesa cattolica, o del fatto che negli istituti si studi religione [!?!] con insegnanti scelti dalla curia e pagati dallo Stato [!?!?!?!?!?!?!?]).
Lo scopo? Sempre detto: dividere l’Italia in due classi, una dirigente e una di manovali poveri, illetterati, ignoranti, spaventati, poco consapevoli dei loro diritti e quindi facilmente governabili. Esagero? Spero di sì.

Ci tengo a ricordare che questo accade in un Paese in cui un rappresentante politico definisce il GayPride una “oscena carnevalata di insulti” (verso chi, di grazia?), in cui (come del resto in tutta Europa) la paura della globalizzazione portata dal capitalismo crea mostri di razzismo e in cui un ministro della Repubblica italiana elogia la Repubblica di Salò.

Ma di che mi stupisco: la casa editrice di proprietà del suo capo, che è anche il capo del governo italiano, ha iniziato una massiccia politica revisionista per nobilitare le dittature chiamata “Ovopedia“. Non è poi la prima volta che esponenti del PDL dicono di voler riscrivere i libri di storia in uso a scuola, anzi, ne fanno un vanto, un tema da campagna elettorale: sapete com’è, dovessimo ricordarci che i dittatori fanno una brutta fine (attenzione, immagine forte e violenta) , certa gente friggerebbe sulla sua sedia…

Ci tengo a ricordare che questo accade in un Paese in cui Alitalia è stata tenuta in vita con i nostri soldi per favorirne l’acquisizione da parte di gruppi economici con cui sia facile per il nostro premier fare affari, e che in capo a tre anni (fidatevi delle profezie del Gobb, purtroppo ci azzecco spesso…) le Ferrovie dello Stato FALLIRANO CLAMOROSAMENTE.
Notizia non nuova, ma chissà perché nessuno lo dice.

Beh, magari se le compra Silvio, magari coi soldi nostri, e gli esuberi pazienza: li si ficca alle poste o ai beni culturali, così sarete tutti felici. Si finanzia la TAV per dare qualche miliardo di nostri euro alla moglie di Lunardi (ex ministro delle infrastrutture, peraltro) che guarda caso ha vinto l’appalto e io, per andare da Roma in provincia di Modena, ci metto anche 7 ore passando anche coi regionali diesel che, mi racconta mia nonna, un tempo si vedevano in giro. Ci sono ancora, nonni’, sono riservati a noi poveri.

Ci tengo a ricordare che questo succede in un Paese in cui il capo di una autorità religiosa chiamata “chiesa cattolica” chiede che si formi una classe dirigente di cattolici (il che, come ho illustrato sopra, è probabilmente uno degli scopi del progetto di riforma scolastica degli ultimi governi Berlusconi, se ci fate caso… o meglio, se non siete analfabeti :D ) che guidi il Paese nel rispetto dei sacri valori dell’Unica Vera Fede. Insomma, l’Italia dovrebbe diventare una teocrazia. Silvio Berlusconi è perfettamente d’accordo.

Ci tengo a ricordare
che tutto questo ha un senso.
Che non mi piace.
Perché sembra far parte di un preciso progetto.
Questo.

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