Intervista ad una Lavoratrice Ex Eutelia 2


dM: Leggo sul comunicato del 15 febbraio scorso pubblicato su http://www.eulav.net/ che la situazione di AGILE è gravissima. Da quanto tempo lavori senza essere pagata?

F: Da tre mesi… Ci hanno pagato l’ultimo stipendio (novembre) a tranche del 50% a gennaio.

Ieri è stato messo in pagamento il 30% della tredicesima, circa 300 euro. Immagini che l’erogazione dello stipendio diluito e parcellizzato in questo modo non permettono di pianificare neanche la spesa di un mese. In più si va a lavorare con sempre meno entusiasmo, venendo meno il piacere nel fare il proprio lavoro. La comunicazione a livello aziendale è minima, direi inesistente. In alcuni gruppi viene addirittura impedito di andare in ferie, per produrre e non pesare sui bilanci aziendali. Purtroppo in queste situazioni la mente umana gioca brutti scherzi e qualcuno si sente “padrone” delle vite degli altri.

dM: Già la vita… Parliamo della romantica mazzata tra i denti che hai preso: hai conosciuto l’amore, tuo marito, sul lavoro. Il risultato è che adesso siete in due nella stessa situazione di merda. Come fate ad andare avanti?

È decisamente difficile. Finora abbiamo attinto ai nostri risparmi. Siamo stati lo scorso anno, da ottobre ad aprile senza stipendio per colpa della cessione del ramo it da eutelia ad agile. Quando gli stipendi, a seguito del commissariamento, sono ripartiti abbiamo sanato i debiti e cercato di rimetterci in carreggiata. Ma la corresponsione non è stata mai puntuale. Ad agosto quando tutta Italia andava in vacanza noi denunciavamo questo stato di cose. Comunque possiamo ritenerci fortunati. Sicuramente avere dei genitori alle spalle aiuta. Ma quando sei adulto, hai una famiglia e sei abituato a gestirti da solo non è bello dover chiedere.

Molti mi dicono di cambiare lavoro, di separarsi per ridurre i rischi ma c’è solo un piccolo problema: in Italia il lavoro non c’è. Non c’è per i neolaureati, figurati per professionisti con molti anni alle spalle. Noi due poi non siamo giovanissimi ma a livello contributivo sì… Quindi dobbiamo lavorare ma non siamo più appetibili. Complicato anche in presenza di tanto amore.

dM: Per un breve periodo di Ex-Eutelia si è parlato e qualche politico o giornalista si era interessato alla questione. E adesso c’è qualcuno che vi sostiene?

Il sindacato, la FIOM, sicuramente non ci ha mai abbandonato. A livello politico molti si sono affacciati. Qualcuno di più, qualcuno meno. Il 24 febbraio ci sarà una conferenza nazionale dei lavoratori di Agile ex Eutelia presso la sede della CGIL Nazionale in corso Italia a Roma. Dovrebbero partecipare esponenti dei partiti di opposizione. Purtroppo il Governo è completamente assente nonostante le promesse, ci ha affossato in tutti i modi: dal comune di Roma alla Regione, passando per Sviluppo Economico e Palazzo Chigi.

dM: Il 20 aprile 2010 su queste pagine si salutava con gioia l’annuncio del commissariamento di Agile. E’ cambiato qualcosa? Sembrava che la soluzione fosse vicina…

Abbiamo tolto l’azienda a dei prenditori come amiamo chiamarli ma la situazione non è stata risolta totalmente. Nonostante il tribunale abbia dimostrato la antisindacabilità della cessione di ramo d’azienda da parte di Eutelia e ci siano tre processi aperti su tutti i responsabili di questo massacro aziendale nessuno si è ancora preso la briga di riunire le due aziende. Si sta facendo di tutto per portare Agile al fallimento e mantenere pulita e salva Eutelia, unica responsabile del nostro destino.

dM: Potendo tornare indietro cambieresti qualcosa?

A parte il posto di lavoro…? Cambierei il metodo e la risposta sindacale, evitando i tempi morti di reazione anche dei lavoratori. Quando siamo stati comprati da Eutelia sapevamo dentro di noi che voleva speculare ma molti volevano credere in un futuro migliore nonostante i deliri dell’AD (tra controlli maniacali ai dipendenti e gite punitive ad Arezzo). Quando poi a giugno 2009 siamo stati ceduti ad Agile ci abbiamo messo tre mesi e due stipendi non pagati prima di organizzarci.

Abbiamo perso tante occasioni… per colpa soprattutto della mancata coesione tra colleghi.

dM: A proposito di coesione tra colleghi, ho potuto assaporare i frutti della vostra vera “discesa in campo”. Raccontaci come e perché è nato l’EutOrto.

Questa è la parte bella di tanta lotta. Eravamo a palazzo Chigi in presidio permanente (55 giorni dal 15 giugno al 4 agosto) quello che ci ha visti mettere in campo uno sciopero della fame , dapprima di un collega e poi a staffetta tra lavoratori e parlamentari del PD. Nostro unico rammarico averlo abbandonato dopo l’incontro con Letta credendo ancora una volta alle sue parole di intervento.

Dicevo, eravamo in presidio e una collega legge degli orti urbani della Garbatella (quartiere di Roma n.d.R.) . Gloria la nostra portavoce, si mette in contatto con Gianluca Peciola di SEL, assessore ambiente della provincia di Roma, che ci viene a trovare. Troviamo un appoggio all’Istituto agrario Giuseppe Garibaldi.

Viene creato il nome Eutorto: eu dal greco buono, ma anche eut come eutelia, la t fa da ponte al torto che si trasforma in qualcosa di buono: un orto appunto.  Ricordo quando Sergio dal presidio mi ha telefonato al lavoro per condividere il nome e chiedermi di disegnare il logo.

Aderiamo in 23. Tutti cassaintegrati tranne due. Io sono di questi. Perché ho aderito? Dopo un anno di lotta puoi sentirti unito solo ai tuoi compagni, e questo è un modo per rimanere uniti e continuare a far parlare della nostra vertenza. Per lottare insieme.

Il progetto non è stato visto di buon occhio da molti. Io trovo che sia terapeutico e socialmente sostenibile. Un modo per mantenere la socialità del lavoro ma anche per cambiare modo di vivere in una società abituata a consumare senza fermarsi a pensare. Hai provato a diradare delle carote? È una attività che ti costringe a rimanere fermo per ore concentrato sulla stessa aiuola. Intanto pensi, e magari ti viene in mente che potresti organizzare un presidio in piazza Barberini per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Ho aderito al progetto con la testa e il cuore. Oltre ad essere delle braccia in campo sono anche il cosiddetto “marketing operativo” mi occupo del sito e della grafica, dai volantini alle etichette per i prodotti trasformati passando per lo striscione che ci accompagna in tutti nostri mercati.

In ogni piazza portiamo insieme agli ortaggi la nostra storia di matematici, informatici, esperti marketing e controllo di gestione, lavoratori Agile ex Eutelia.

Il nostro motto: zolla dopo zolla cambieremo il mondo.


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2 commenti su “Intervista ad una Lavoratrice Ex Eutelia

  • marechiaro

    un bel finale alternativo. certo sarebbe meglio un finale con coppie felici che sanno come arrivare a fine mese, ma un bel cesto di prodotti naturali è già qualcosa. Personalmente ho seguito un pò da vicino la vicenda di Tributi Italia, perchè me ne ha parlato uno con un familiare direttamente coinvolto. Mi dispiace per il lato umano dei lavoratori, ma quanto mi son detta brava da sola, togliendo le insegne ed ogni forma di pubblicità non foraggiando così una ditta che pensa solo a portare via i soldi senza pagare nessuno. Resta da chiedersi perchè, come in tante altre cose, nonostante le dununce, questi continuano imperterriti a rimanere al loro posto, con altri alias, come i peggiori dei delinquenti comuni.
    Chiaro che c’è un appoggio anche da parte delle istituzioni.

  • Comandante Nebbia

    Stiamo sempre a parlare dei massimi sistemi, poi ogni tanto ci accorgiamo che per qualcuno il freddo è già arrivato ed è rimasto senza cappotto.

    La cosa che fa più specie è che, anche a fronte di sentenze favorevoli, le cose purtroppo non cambiano o cambiano non per tutti e con estrema lentezza.
    Magari le regole attuali non sono giuste, ma allora andrebbero cambiate. La mancanza di chiarezza giova solo a chi pesca nel torbido.

    Per quel che può valere, un sincero in bocca al lupo da chi sa cosa vuol dire rimanere con le ruote a terra (Dm sa perché).

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