Essere Umano o Non Essere Umano? Qualcuno può Veramente Affermare con Certezza Quando si Forma un Essere Umano?

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Essere Umano o Non Essere Umano? Qualcuno può Veramente Affermare con Certezza Quando si Forma un Essere Umano?" è stato scritto da Luna

Solo dopo la nascita dobbiamo parlare di vita!“(commento a questo articolo)
L’embrione non è un essere umano!” (In dubiis melius est tacere quam dicere)

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embrione umano tra la quinta e la sesta settimana dal concepimento (fonte)

Persino quanto è scritto sul frontespizio della Dichiarazione universale dei diritti umani

“TUTTI GLI ESSERI NASCONO LIBERI ED EGUALI IN DIGNITA’ E DIRITTI”

sembrerebbe convalidare la tesi secondo cui si deve attendere di nascere prima di dirsi umani!

L’approfondimento è d’obbligo. Premesso che non sarei poi così certa dell’umanità di certi “esseri” anche dopo nati (e da lungo tempo), quando un essere può definirsi umano?
Cuore e ragione, all’unisono, mi suggeriscono che “l’individuo umano è tale a pieno titolo sin dalla fecondazione dell’ovulo“, il riferimento alla tesi sostenuta dal pensiero cristiano è puramente casuale.
Per completezza riporto la tesi sostenuta dal pensiero laico, secondo il quale lo statuto della “persona” deve essere riconosciuto all’embrione propriamente detto (prodotto del concepimento da 14° giorno alla 8° settimana) e non al pre-embrione (dalla fecondazione al 14° giorno). Persona?
Introduco una breve digressione per chiarire il significato del termine “persona“.
“Il termine persona è un termine tecnico della filosofia e non è affatto sinonimo di “essere umano”, “soggetto umano”, “vita umana”. Per persona si intende un individuo umano con capacità razionali.
Il concetto di individuo presuppone due peculiarità: Unicità-Unitarietà. L’unicità si identifica con la unicità genetica (alcuni asseriscono che si acquisisce al momento della singamia, per altri solo al 14°giorno, quando il pre-embrione non può più scindersi o fondersi). L’unitarietà (cioè la inscindibilità) si identifica con la unitarietà biologica e si acquisisce ugualmente al 14° giorno (quando non si può avere la scissione in due né la fusione di due embrioni in uno).

La comparsa della stria-primitiva (al 14° giorno) è il segno dell’acquisita inscindibilità, per tanto solo al 14° giorno l’evoluzione porterebbe alla “Formazione di un individuo (unitarietà) e di quell’individuo (unicità)“.
Secondo requisito della definizione di persona è la razionalità. Questa non può prescindere dal sistema nervoso o da un suo abbozzo (stria-primitiva) che rappresenti l’equivalente di un cervello complesso e adeguatamente organizzato tanto da consentire quei processi mentali cui ha senso attribuire la qualifica di razionale.

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embrione umano alla settima settimana dal concepimento (fonte)

La tesi sostenuta dal pensiero laico è stata oggetto della “dichiarazione sull’embrione” (documento risultato irreperibile in rete, si prega di segnalare link se disponibile n.d.r.), promossa e firmata da eminenti scienziati, tra questi Rita Levi Montalcini

“Il problema dello statuto dell’embrione umano e del rispetto ad esso dovuto, è uno dei problemi centrali e più controversi della bioetica contemporanea. Per evitare alcune delle ricorrenti confusioni in materia, noi sottoscritti riteniamo di dover affermare che quello relativo all’inizio di una “persona” come quello della sua fine, sia un problema filosofico e concettuale, che dev’essere risolto tenendo opportunamente conto delle migliori conoscenze scientifiche disponibili ed adeguandosi ad esse. In questo senso, in quanto scienziati ed operatori del settore, noi affermiamo che le recenti conoscenze relative alla totipotenzialità dello zigote e dell’evoluzione, unita ad altre considerazioni, portano a dire che “prima” del 14° giorno dalla fecondazione è da escludersi che l’embrione abbia “vita personale” o sia “persona”. Non è nostro compito stabilire con precisione quando ciò avvenga, ma certamente non avviene al momento della fecondazione, bensì in un momento successivo ad essa. Da questo, tuttavia, non consegue che allo “embrione” non sia dovuto alcun rispetto, prima del 14° giorno, ma ribadiamo che questo è un problema di ordine diverso dal precedente, che dev’essere risolto in base al senso di responsabilità dei ricercatori e in base ad opportuni indirizzi legislativi.”

Che ribadisce il concetto:” Lo zigote (ovocita fecondato) allo stadio di morula o di blastula (i primi stadi di moltiplicazione delle cellule dopo la fecondazione) non sono una persona. Ogni cellula di questi elementi aggregati può infatti generare a sua volta una persona completa. In altre parole prima dell’inizio della differenziazione cellule totipotenti non possono essere considerate individuo (persona). Prima del 14° giorno”.

E’ lecito chiedersi: e dopo?

In Dubiis libertas” suggerirebbe S.Agostino. “Nel dubbio esso (l’embrione) va trattato come persona”, afferma il Comitato Nazionale per la bioetica. Allora, forse non è vero che “soltanto dopo la nascita possiamo parlare di vita“?
E se per qualcuno “l’embrione non è un essere umano”, per una moltitudine è “persona”!

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