Esse e Ti. L’Eterno Abbraccio
29 febbraio, 2008 di redazione
Archiviato in Accademia DFC
In fisica, generalmente, con S si indica lo spazio e con T il tempo. E quindi? cosa ci sarebbe da sapere?
Incominciamo dicendo che lo spazio ha tre dimensioni, banalmente altezza, larghezza e lunghezza. E a meno che tu non ti chiami Abdulsalami e d’estate non fai a meno dell’abbronzante, a lunghezza stai quasi sicuramente scarsino.

Il tempo ha una dimensione. Nello spazio ci si può muovere in diverse direzioni, nel tempo solo in avanti. Il perché non si possa andare indietro nel tempo, benché la notizia non sia ancora pervenuta a Berlusconi e a tutti i botoxati, è dovuto, fra l’altro, alla seconda legge della termodinamica. In parole povere se prendete un bicchiere d’acqua e lo riscaldate, se non continuate a mantenerla calda applicando energia, siete certi che di li a qualche minuto l’acqua ritornerà alla temperatura ambiente. Se invece prendete un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente, non avete nessun modo di sapere se, prima, l’acqua fosse stata calda.
In pratica non esiste una memoria nell’universo e il calore passa solo dai corpi caldi a quelli freddi. Quindi per andare indietro nel tempo, a meno di non trovarsi di fronte alla fenomenologia quantistica, qualcuno deve prima convincere un bicchiere d’acqua fredda a cedere calore ad un bicchiere d’acqua calda. E quando si tratta di cedere e’ sempre dura. Specialmente se a cedere deve essere una signora.
La relatività vede lo spazio ed il tempo uniti in una struttura quadridimensionale. Nel senso che non si può pensare all’uno senza coinvolgere l’altro. E a, pensarci bene si può anche smetterla di menarla cosi’ per le lunghe. Uno spazio senza il tempo non ha senso perché il fatto stesso di percepirlo induce una successione temporale. Il tempo senza lo spazio sarebbe una cosa che non produce alcun effetto su nulla e una cosa che non produce effetti non esiste, anche se queste pagine ed il loro autore mettono duramente alla prova questa affermazione.
Attualmente, più che pensare a due cose collegate si tende a vedere spazio e tempo come lo stesso fenomeno visto da punti di vista diversi. Un po’ come materia e energia. A tutti sara’ venuto in mente l’effetto temporale della curvatura dello spazio quando ci si avvicina alla velocità della luce, vero?

Questa sorta di unione sostanziale di due concetti cosi’ apparentemente distanti e’ alla base di una delle teorie di cosmologia quantistica più affascinanti. Nella teoria di Hartle-Hawking il tempo sorge progressivamente durante la formazione dello spazio. Questa teoria elimina l’istante iniziale e quindi nella Creazione dell’universo è superflua l’azione di un primo motore. Quindi Dio non sarebbe stato necessario per la nascita dell’universo.
La prima volta che ho letto di questa teoria era notte, stavo di guardia al solito bidone di benzina e avevo il fucile in spalla. Mi misi a piangere come un cazzone perché quando le cose sono belle ed armoniose mi sale sempre la lacrimuccia.
Ma questa teoria sarà argomento di un prossimo pezzo. Attenzione perché userò un titolo ancora più ruffiano di questo e qualche altro disgraziato si potrebbe trovare qui per caso. Uomo avvisato mezzo salvato.
articolo originale e non revisionato del 27 ottobre 2006
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ma forse si è reso necessario per sviluppare questa teoria, il che renderebbe tutto meno armonioso ma molto, molto più intricato.
Negli articoli di fisica proprio ti superi, geniale la correlazione tra termodinamica e tempo! Ho una domanda:
“Nella teoria di Hartle-Hawking il tempo sorge progressivamente durante la formazione dello spazio. Questa teoria elimina l’istante iniziale e quindi nella Creazione dell’universo è superflua l’azione di un primo motore. Quindi Dio non sarebbe stato necessario per la nascita dell’universo.”
Non ho capito una cosa fondamentale: ma perchè se il tempo si è creato man mano non è stato necessario un primo motore? Magari un motore che agisse senza tempo? Potremmo dirlo con cetezza se sapessimo che il mondo precedente alla creazione dell’universo “seguisse” le stesse leggi fisiche, ma non sappiamo se era veramente così! O forse in generale si è certi di questo ma io non lo so…Forse questo non è un ragionamento giusto, però non ho capito il collegamento!
“ma perchè se il tempo si è creato man mano”: basta questo per farmi svenire. Un motore che agisce senza tempo sarebbe valdo almeno quanto un achille per confutare il moto (pessima battuta).
MC, visto che siamo in par condicio, a quando S.Agostino?
bravo neo, io da logico epistemologico mi pongo questo erotema linguistico “il tempo si è creato man mano”….purtroppo man mano è già una locuzione che indica uno scorrere temporale. quindi se il tempo non c’era bisogna che sia nato in un determinato momento e non man mano. diciamo un big bang temporale (non nel senso che piove). poi rimane complesso dire che l’universo è stato creato “prima” del tempo (non in anticipo, prima della dimensione tempo), perchè anche “prima” indica una relazione temporale.
mi spiace per voi ma anche per fare i fisici bisogna prendersi a pugni con significato significante!
@Sara
Grazie.
Perché eliminando il “prima” nel concetto di creazione di universo, non è necessario chiedersi “chi” o “cosa” abbia attivato il processo.
Forse sarà più chiaro con il prossimo pezzo che uscirà domenica. Almeno spero. Altrimenti scrivimi che ti consiglio qualcosa da leggere.
@Neo
S. Agostino aveva lo stesso rovello. Cosa faceva Dio prima di creare l’universo? Ha risolto il problema elegantemente dicendo che che “Dio ha creato l’Universo con il tempo e non nel tempo“. Quindi anche lui era un cosmologo quantistico visto che asseriva che prima della creazione il tempo non esistesse.
In ogni caso, non sono un esperto. Se te la senti provaci tu. Sei in MC anche per questo.
@Cruman
Mi meraviglio che tu, così attento alla lingua scritta, non abbia considerato l’ampio utilizzo del condizionale fatto in alcuni passaggi. Secondo me, eliminare la “necessità” di Dio è il primo passo verso la vera Fede.
Per quanto riguarda i paradossi dell’autoreferenzialità (una volta tanto i blog non c’entrano) in effetti il linguaggio è abbastanza inadeguato per descrivere certi concetti, ma sono certo che un pezzo dove si affrontava un integrale di percorso sarebbe stato leggermente più noioso.
perchè dici che non l’ho considerato? anzi l’ho considerato e ho rilanciato con altre ipotesi che renderebbero tutto più divertente. la mia non era una confutazione, era una articolazione.
p.s.
perchè sarebbe stato noioso? pochi linguaggi sono melodiosi ed espressivi come una successione di fibonacci
Per ora lasciami studiare la “riforma italiana” e poi… dio provvede. Ecco, l’ho detto.
Sono andato a sbirciare l’articolo originale sul diario digitale di dfc (lo confesso, ogni tanto mi manca l’irruenza intelligente e tormentata dei suoi articoli): ho notato un deciso cambio di rotta nella scelta delle immagini a corredo dell’articolo
A me ha lasciato perplesso questa affermazione:
“Il tempo senza lo spazio sarebbe una cosa che non produce alcun effetto su nulla e una cosa che non produce effetti non esiste”
Se la materia non c’e’ piu’, non esiste nemmeno la gravita’? Sarebbe piu’ corretto dire che non si manifesta, in quanto la gravita’ si esprime come un fenomeno conseguente piuttosto che avere le proprieta’ di un oggetto. Ad ogni grande Big Bang la gravita’ comincia ad agire di nuovo, piuttosto che esistere nuovamente.
Platone mi ha fatto un certo effetto
Mi viene un esempio piu’ briccone: nel sistema “bicchiere sul tavolo sulla Terra” la gravita’ non esiste perche’ il bicchiere non cade? Ovviamente non domandiamoci cosa lo tiene sul tavolo, perche’ lui non ne sa niente di altri stati. Un po’ come la forza di gravita’ e la forza magnetica (credo fossero queste 2) che a incredibili temperature – provate in laboratorio – si eguagliano (l’ho letto dalla Hack credo). A quello stato puoi definirle due forze diverse?
Tempo…?
Ma cos’è il tempo?
Il tempo (almeno nella nostra concezione) si divide in tre parti: passato, presente e futuro.
Il passato è passato (scusate la tautologia, ma da quando ho imparato il termine le metto ovunque per far vedere come sono bravo) quindi non esiste più. Il futuro non esiste ancora.
Quindi l’unico tempo che esiste è il presente. Ma quanto dura il presente?
Qualsiasi misurazione prevede un “prima” e un “dopo”, e quale che sia la durata dell’intervallo resta vero il fatto che nè il “prima” nè il “dopo” esistono, e che per avere una misurazione quanto più precisa possibile, occorre restringere progressivamente l’intervallo. Portando questa misurazione all’estremo otterremo un “presente” di lunghezza pari a zero.
Quindi il tempo è una durata nulla, compresa tra due periodi che non esistono.
Ergo: il tempo non esiste.