Epidemia Meningite? Quando il Vaccino fa più Male che Bene (seconda parte)
3 gennaio, 2008 di Lameduck
Archiviato in Consumo CriticaMente
Il presidente americano Gerald Ford si fa vaccinare contro l’influenza suina durante la campagna di vaccinazione di massa del 1976, voluta dal governo americano per fronteggiare il rischio di una pandemia paventata simile a quella catastrofica del 1918, passata alla storia come la “Spagnola”.
Tutto era cominciato con la morte di un soldato a Fort Dix, una base militare nel New Jersey, per una polmonite fulminante attribuita ad un virus simile a quello dell’influenza suina.

La pandemia del 1918 aveva avuto principio proprio dall’infezione di un gruppo di militari che stazionavano nei pressi di un allevamento di suini.
Quella pandemia, estesasi dagli Stati Uniti a tutto il mondo, provocò la morte di 50 milioni di persone, 500.000 solo negli Stati Uniti e 650.000 in Italia. Era una malattia che colpiva e uccideva soprattutto i giovani con impressionante rapidità. Non era infrequente che chi cominciava a tossire la mattina, a sera tardi fosse già morto. Vi furono casi in cui furono decimate intere platee di spettatori teatrali e cinematografici.
Le ipotesi più recenti sull’origine dell’infezione fanno supporre che i maiali dell’allevamento famoso fossero stati infettati da un ceppo di influenza aviaria portato da uccelli migratori. Il virus si sarebbe ricombinato nei suini e, in seguito all’incendio dell’allevamento, una nube tossica avrebbe portato sull’accampamento militare il virus mortale. Tutto sommato una concatenazione di eventi sfortunati piuttosto difficile da riprodurre.
Ad ogni modo, memori della tragedia del 1918, le autorità sanitarie americane, appena sentono parlare di soldati morti per un qualcosa che assomiglia all’influenza premono sull’amministrazione Ford affinché venga avviata una campagna di vaccinazione di massa.
Il Congresso approva quindi lo stanziamento di 135 milioni di dollari per vaccinare 200 milioni di americani, quasi il 95% della popolazione.
Preparare il vaccino non è però cosa facile e tanto meno rapida. Da un lato, prendendo tempo, si rischierebbe di arrivare alla somministrazione a pandemia già iniziata. Dall’altro, affrettando la preparazione di un vaccino si correrebbe il rischio di sottovalutare eventuali effetti collaterali.
Si propende per mettere a punto il vaccino il più presto possibile, anche contro il parere di diversi ricercatori. Gerald Ford è in campagna elettorale e se riuscisse a diventare il candidato che ha salvato un popolo da una pandemia la rielezione sarebbe sicura.
Iniziano le somministrazioni del vaccino, compreso il presidente cavia consapevole, ma iniziano anche i guai.
E’ noto che tra le reazioni avverse a molti vaccini vi sono sindromi neurologiche anche gravi, provocate pare da uno scompenso del sistema immunitario.
Nel 1976, a seguito della campagna di vaccinazione contro la paventata pandemia di influenza suina, negli Stati Uniti si ebbero almeno 535 casi di Sindrome di Guillain-Barre, una grave forma di paralisi periferica, 23 dei quali mortali. Un bilancio ben più pesante di quello della malattia che doveva combattere.
Le autorità furono accusate di aver nascosto il rischio di insorgenza della sindrome di Guillain-Barre nonostante pervenissero le notizie di sempre nuovi casi intervenuti dopo la vaccinazione. Il programma fu annullato, mentre iniziavano ad arrivare le richieste di risarcimento.
La pandemia, per fortuna, non si verificò. Altri casi di infezione riscontrati nel paese ed erroneamente attribuiti al virus dell’influenza risultarono dovuti invece a legionella, un batterio.
Questo episodio è passato alla storia come il grande fisco della vaccinazione di massa del 1976.
Si disse che, a causa di questo disastro, il presidente Ford perse le elezioni.
Ho ricordato questo precedente perché abbiamo in Italia alcuni casi di meningite da meningococco e le autorità di Treviso stanno predisponendo una vaccinazione di massa della popolazione. Qualche giorno è stato intervistato in TV il ricercatore che ha messo a punto il vaccino, il quale ha gridato “vaccinatevi, vaccinatevi!”. Va bene, ma ricordiamo che i vaccini possono provocare sindromi neurologiche anche gravi, come dimostra il caso americano sopra esposto e la relazione ipotizzata tra vaccinazione contro l’epatite B e l’aumento di relapses di sclerosi multipla.
Gli interessi che gravitano attorno ai vaccini sono enormi per Big Pharma. La vaccinazione antinfluenzale, somministrata a tappeto a milioni di anziani, la vaccinazione contro il papilloma virus alle ragazzine e ora questa profilassi antimeningite. Tutte cose buone (io personalmente sono contraria ai vaccini ma è una posizione che non pretendo sia condivisa) ma pretendiamo informazione anche sui possibili effetti collaterali.
Si parlava prima di risarcimento alle vittime di neuropatie iatrogene. Cito da una puntata di “Report” del 2006 dedicata all’argomento pandemie :
Nel 1976, quando il governo decise di somministrare il vaccino a tutti (donne, uomini, bambini) le assicurazioni si rifiutarono di stipulare polizze a coloro che avevano preso i vaccini, non vollero quindi prendersi nessuna responsabilità in merito e le case produttrici minacciarono di non produrre più il vaccino. Allora il governo si prese la responsabilità.
Furono quattro mila i danneggiati che chiesero al Governo risarcimenti astronomici.
Il 50% di chi fece causa al governo ottenne un risarcimento.
Oggi, con il provvedimento firmato lo scorso dicembre [2005] nessuno potrebbe più pretendere nulla e l’amministrazione Bush non ha destinato un dollaro per coprire i danni per ora sono le industrie farmaceutiche a beneficiare di una pandemia che forse mai ci sarà. Questo, grazie soprattutto alla compattezza della maggioranza repubblicana… e grazie al leader repubblicano al senato Bill Frist.
Ci si riferisce ad una legge dell’amministrazione Bush che libera le multinazionali del farmaco dalla responsabilità di dover risarcire le vittime di eventuali effetti collaterali di farmaci e vaccini. Un bel regalone per Big Pharma e tanta sicurezza in meno per noi consumatori.
La meningite è una malattia molto grave ma se un medico è in grado di riconoscerla dai sintomi inequivocabili e non la liquida come la solita “influenza” dimettendovi e consigliando solo un Efferalgan come capitò a me (e per fortuna la mia era di tipo virale), è curabilissima con gli antibiotici.
Speriamo che le autorità che ordinano la puntura generalizzata perché alcuni casi si sono concentrati in un bar siano a conoscenza degli eventuali rischi vaccinali e, a differenza degli Stati Uniti, siano in grado di risarcirci in caso di danni collaterali.
leggi anche il contributo di DiabolicoMarco
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Da questa istruttiva narrazione si deduce che anche i vaccinini non si devono gestire alla maniera di C.C. Pravettoni.
Onesta` intellettuale e molta prudenza non devono mai mancare a chi ha responsabilita` verso altre persone; il caso di Nixon e` da manuale, anche se bisogna considerare che quando si prospettano delle emergenze tipo la “spagnola” del 1918, e` difficile andare per il sottile.
Per quanto riguarda la meningite, siamo d’accordo che si puo` curare, pero` non bisogna mai dimenticare che comunque si rischia la vita; infatti occorrono almeno 3 condizioni per salvarsi: 1) che la malattia sia riconosciuta in tempo come meningite; 2) che si abbia rapido accesso alle appropriate cure mediche; 3) che NON SIA FULMINANTE (nel qual caso ci si addormenta la sera e la mattina non ci si sveglia piu`).
Andatelo poi a dire ai genitori o ai parenti di un bambino o di un adolescente morto per meningite che si e` trattato di sfiga, a chi tocca tocca, ecc., come minimo si incazzeranno a morte sapendo che si sono fatte campagne di vaccininazione per influenze o malesseri di stagione e non per qualcosa di cui si puo` morire.
Per concludere, bell’articolo, sottoscrivo il richiamo alla prudenza e alle precauzioni da prendere sia da parte di chi sviluppa il vaccino, sia da parte di chi lo propone e lo riceve.
Per i destinatari del vaccino questo significa anche che non si deve essere stressati, debilitati o ammalati di qualcos’altro al momento della vaccinazione, e che non e` opportuno fare due o piu` vaccinazioni a distanza di tempo troppo ravvicinata; a questo aggiungerei, in un futuro remoto, l’opportunita` di fare delle pre-indagini di compatibilita` sul proprio sistema immunitario, ma qui siamo nella fantascienza (purtroppo).
ottimo post.
quanto al fatto che la meningite sia curabilissima ci andrei cauto, i sintomi eniquivocabili di cui parli spesso si manifestano ad infezione avanzata, ed infatti la diagnosi non è così facile come si potrebbe credere.
Esistono poi tutta una serie di elementi anatomici e farmacologici che influenzano l’efficacia della terapia.
Scusate intendevo scrivere Ford non Nixon (brown paper bag).
@ roberto
Esattamente, inoltre non dobbiamo assumere che una persona sia sempre circondata da amorevoli cure 24 ore su 24, basti pensare a quanti fanno viaggi all’estero, escursioni in zone isolate o anche che vivono in zone relativamente isolate.
Banalizzando la questione si dice “vaccino per la meningite”. Invece di tipi di meningite ce ne sono diversi. Di vaccini, per quanto ne so, solo per 2 tipi.
)
Uno è inserito nell’esavalente ed è quindi obbligatorio per tutti i nuovi nati (non in tutta Italia perché, e a me sembra proprio assurdo, le regole cambiano da regione a regione
Credere di essere protetti al 100% è molto pericoloso. Di fatto una diagnosi precoce è fondamentale, no? Se sei tranquillo perchè sei vaccinato contro la meningite (invece sei vaccinato solo per alcuni tipi di meningite) potresti interpretare i sintomi come una banale influenza o infezione.
Altra cosa che sarebbe interessante sapere è: il vaccino può causare dei problemi? Se sì, quali? Con quale incidenza?
Certo non andrei a chiederlo a Novartis…
Tralasciando l’infezione virale che è normalmente benigna ed autolimitante,
nell’adulto i maggiori responsabili di meningite sono:
il Pneumococco, la Neisseria Meningitis e l’Haemophilus Influenzae.
Nei bambini:
Soprattutto la Neisseria.
Nei neonati:
Soprattutto l’Escherichia Coli.
In Italia colpisce prevalentemente al nord (Veneto, Lombardia, Emilia, provincia di Bolzano) e soprattutto i bambini sotto i 4 anni; ma mentre al nord il maggior responsabile è il meningococco, al sud, ed in particolare in Sardegna, è l’Haemophilus a comandare la classifica.
Tuttavia nel corso degli anni l’eziologia ha avuto notevoli variazioni in seguito all’aumento delle procedure neurochirurgiche con conseguenti infezioni postoperatorie sostenute soprattutto dallo Stafilococco Aureus, ma anche in seguito all’aumento della popolazione immmunocompromessa che ha fatto crescere il numero di casi imputabili a Listeria.
La meningite pneumococcica è la forma più tipica nell’adulto, è estremamente letale (5-30%) o comunque invalidante(30% dei sopravvissuti).
Grazie al vaccino vs Haemophilus, i casi di meningite sostenuta da questo patogeno sono in diminuzione; nel 98% dei casi sostenuta dal tipo B e in Italia con un’incidenza maggiore che nel resto d’Europa.
La forma meningococcica è sostenuta da diversi sierogruppi; il B è il più diffuso in occidente, A è diffuso nei paesi poveri, C è ubiquitario.
A e C sono i maggiori responsabili di epidemie interessando soprattutto bambini minori di 1 anno e ragazzi tra i 16-22 anni.
Esistono vaccini contro i sierogruppi A e C ma non per B, in dose singola nell’adulto, con richiamo dopo 3-5 anni per anziani defedati; dose singola per bambini maggiori di 2 anni mentre per quelli inferiori ai 2 anni è necessario il richiamo.
Gli effetti collaterali sono:
eritema locale, febbre, rarissimamente reazione anafilattica.
I soggetti maggiormente a rischio sono i bambini piccoli e gli anziani e benchè le probabilità di sviluppare questa patologia siano relativamente basse, le probabilità che si verifichino reazioni avverse post vaccinazione sono estremamente minori; è opportuno ricordare inoltre che in molti casi non è necessario che l’intera popolazione si sottoponga alla vaccinazione poichè per limitare il patogeno è sufficiente che un certo numero di persone si vaccinino (immunità di gregge).
Riassumendo: la meningite è un’infezione “bastarda”, che fortunatamente è difficile sviluppare. E’ questo il punto da valutare nella scelta alla vaccinazione tenendo comunque presente quali sono le categorie a maggior rischio e che le vaccinazioni esistenti coprono nei confronti degli agenti più probabili d’infezione.
DM pensare che non vaccinarsi sia un modo per consentire una diagnosi più rapida perchè il paziente arriva prima all’osservazione del medico è sbagliato.
Come da mio primo post, di meningite si muore anche in Italia:
http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_05/meningite_milano_fa0b042e-bb6f-11dc-b478-0003ba99c667.shtml
ora qualcuno lo spieghera` ai parenti di quel ragazzo.
Quello che vorrei sapere e` se c’e’ un registro nazionale elettronico di tutte le vaccinazioni effettuate da una persona da quando e` nata ad ora (incluse le vaccinazioni fatte durante il servizio di leva e/o di obiezione di coscienza).
Grazie Roberto per le informazioni. Comunque non intendevo certo dire che non bisogna vaccinarsi per consentire una diagnosi più rapida. Dico solo che molte persone (vox populi) dicono “ho il vaccino per la meningite” e ignorano di essere scoperte per alcuni ceppi.
Quello che dice Adetrax è interessante: esiste un registro nazionale? (elettronico? sicuramente no… ma almeno cartaceo?)
Certo che di meningite si muore. Chi lo mette in dubbio?
ho recuperato dei dati relativi alle reazioni anafilattiche post vaccinazioni (di qualunque tipo), non è aggiornatissima, ma credo possa essere utile:
incidenza stimata tra 1-3 casi ogni milione di dosi somministrate
(Protocole d’immunisation du Quebec. 1999).
Esiste un’anagrafe vaccinale; chi è interessato si deve rivolgere all’ASL di riferimento.