Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Energia: Serve una Decisione, e Subito

14 giugno, 2007 - 15:00 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Pianeta che Ride




Condividi Energia: Serve una Decisione, e Subito. babelez ti ringrazia.
7 letture

Ti Piace MenteCritica?

bidone.jpgQuello che segue è un estratto dal dibattito fra l’oncologo Milanese Umberto Veronesi e il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia sul tema ambientale e energetico.




V- “Il governo italiano deve costruire dieci centrali nucleari nei prossimi dieci anni”.
R- “Non è così che troveremo un equilibrio tra la produzione di energia e i mutamenti climatici”.
V- “Credo che sia il momento di mettere da parte le posizioni preconcette, le paure e le emozioni. Dobbiamo aprire gli occhi. È vero, la fonte ottimale di energia in termini di produzione, efficienza, sostenibilità per l’ambiente e per l’uomo, non l’abbiamo ancora trovata, ma oggi il nucleare va considerato concretamente e subito. In Francia ci sono 58 centrali, in Germania 17, in Spagna 9. È una fonte potente per la quale già disponiamo della tecnologia di sfruttamento e che non comporta rischi per la salute e l’ambiente. Purtroppo la parola nucleare spaventa più degli incidenti che potrebbe causare. Fobie popolari, timori irrazionali e retaggi storici fanno ancora di più dell’allarme cancro e i suoi morti causati dai derivati del petrolio. Allora io dico: basta con il panico da primitivi spaventati dal fuoco”.
R- “Il nucleare classico, compreso quello di quarta generazione, non può aspirare a una diffusione su larga scala soprattutto per i problemi legati alle scorie radioattive di lunga vita”.
V- “È vero, ma non dobbiamo assecondare l’idea che qualsiasi strada si prenda si vada sempre e comunque verso la catastrofe.”
R- “Anche se non c’è forma di energia senza pericoli, quelli associati a una diffusione planetaria del nucleare, permettimi di dirlo, non sono da sottovalutare e vanno affrontati di concerto tra politica, scienza e opinione pubblica. Ecco il motivo per cui io sono prudente. Vedo una soluzione soltanto, si chiama ricerca e sviluppo. (…)L’Italia non ha neppure un piano energetico e investe nello studio di nuove fonti di energia una quota irrisoria del Pil”. (fonte Repubblica on Line)

Urge una decisione
Che si sia a favore o contro l’utilizzo dell’attuale energia nucleare, è d’obbligo prendere decisioni serie e immediate. Con la ratificazione del trattato di Kyoto, il Parlamento italiano infatti si impegna a diminuire le emissioni di gas serra del 6,5% entro il 2012. La penale per lo sforamento ammonterebbe a circa 40 miliardi di euro e con le attuali politiche in merito risulta pressoché impossibile raggiungere la soglia limite. Ma ancora più preoccupante del dato finanziario è quello ecologico, soprattutto per un paese come l’Italia che si configura geograficamente come una delle nazioni maggiormente esposte a catastrofi ambientali risultanti dall’effetto serra. Il suo collocamento geografico nell’Europa meridionale e al centro del mediterraneo e la sua conformazione geologica peninsulare preoccupano gli scienziati italiani per gli enormi rischi di desertificazione uniti a quelli dell’innalzamento degli oceani. Rischiamo infatti di ritrovarci fra sessant’anni, poveri in canna, in un Italia con una forma diversa dal consueto stivale e completamente desertica.

nuke.jpg

Qualche dato
Analizzando i dati dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) e dando un occhiata alla dislocazione delle centrali nucleari europee possiamo renderci conto di come ben tredici di queste sono ad una distanza veramente irrisoria dai nostri confini. Questo significa che nel malaugurato caso di un incidente i danni per il nostro Paese sarebbe notevoli. In più, da un punto di vista energetico, i dati mostrano che nazioni come la Francia, che dispone di 59 centrali, riescono a produrre col nucleare ben il 75% del fabbisogno energetico nazionale. Seguono la Francia per dipendenza alla fonte atomica la Lituania (73,11%), il Belgio (57,74%) e la Bulgaria (47,12%).
È bene ricordare che il maggiore problema dell’attuale sistema di sfruttamento atomico, consistente nella fissione nucleare, è quello legato allo smaltimento delle scorie radioattive.

L’immobilismo italiano
Ora io, in seguito alla lettura di questi dati, non riesco a comprendere come mai in Italia non solo non si apra un dibattito serio sulla riapertura delle centrali nucleari, ma che si resti completamente immobili e indifferenti al problema. In questi ultimi mesi, o anni, non sono venuto a conoscenza di una qualsivoglia iniziativa in merito. Nessun progetto a lungo termine è stato presentato all’opinione pubblica e nessun consistente finanziamento è stato concesso al settore della ricerca e dello sviluppo.
Quelli enunciati da Veronesi e Rubbia sono due possibili modi di affrontare la vicenda: l’impiego del nucleare e incentivare investimenti nello studio di nuove fonti di energia. È importante sottolineare, poi, che queste due strade non si escludono a vicenda.

Reazione a catena
L’utilizzo in tempi brevi dell’energia nucleare in Italia potrebbe, a mio avviso, scatenare un’altra reazione a catena parallela a quella atomica. Ed in questo caso sicuramente benefica. I fondi risultanti dal risparmio della spesa energetica potrebbero infatti essere investiti nel sostegno alla ricerca. Questa, una volta alimentata dai nuovi investimenti, potrebbe così venire incontro alle esigenze e ai bisogni dei migliori ricercatori italiani ora costretti ad un esilio più forzato che volontario. Ma questa è, e purtroppo resterà, la “fantascienza” di chi non ha alcuna voce in capitolo, di chi non è altro che un ulteriore tassello del precariato nazionale, e che rischia, fra 60 anni, non solo di non avere una pensione ma neanche una Terra sotto i piedi.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Energia: Serve una Decisione, e Subito è di babelez

Leggi tutti gli articoli di

Comments

13 Risposte a “Energia: Serve una Decisione, e Subito”
  1. doxaliber scrive:

    Sono nettamente contrario all'uso del nucleare. Lo smaltimento delle scorie è un problema notevole, questo senza considerare l'eventuale rischio di incidenti gravissimi (Chernobyl è stato un caso eclatante ma non un caso isolato, gli incidenti nelle centrali nucleari non sono rari).

    Penso che si possano e si debbano tentare strade alternative.

  2. Neottolemo scrive:

    Chernobyl è stato un caso che continua a farmi schifo ogni volta che lo sento. Tutta la situazione è stata usata come pretesto ed è stata gestita in maniera pessima facendo solo quello che oggi chiameremo "terrorismo mediatico". Basti pensare che Chernobyl è stata chiusa sette anni fa. Inoltre ce ne si è fottuti delle altri centrali nucleari in giro per i confini alpini come se quelle non fossero problema nostro. Il provvedimento contro il nucleare non ha salvato nessuna vita. E' invece stato utile per buttare nel cesso i soldi spesi per costruire le nostre quattro centrali nucleari (che ora sono siti di stoccaggio per le scorie nucleari) e per far aumentare i costi dell'energia (senza contare il rimpiazzo del nucleare con produzioni molto più inquinanti). Risultato finale che ora per l'energia dipendiamo da Putin, che non è una gran bella cosa.

  3. freedom scrive:

    i problemi del nucleare sono essenzialmente 2

    1° le scorte di uranio non sono illimitate nelle attuali condizioni (quindi senza costruirne di nuove) le scorie basteranno per circa 50 anni e poi ?

    2° le scorie, si possono riutilizzare in qualche modo, possibilmente in qualche impiego civile e non militare?

    se no diventano un problema, stoccarle all'infinito non è una soluzione, si possono neutralizzare?, è possibile un sistema dove poter indirizzare le ricerche per neutralizzarle?

  4. freedom scrive:

    ehm… prima volevo scrivere:

    le scorte basteranno per circa 50 anni e poi ?

  5. 3eowulf scrive:

    Come fa notare Neottolemo, il caso di Chernobyl è stata una pura strumentalizzazione.

    Sia per quanto riguarda la pericolosità in sè delle centrali nucleari (l'incidente di Chernobyl si è verificato durante dei test, non a causa del funzionamento a regime) sia per quanto riguarda la pericolosità per noi italiani (siamo appunto circondati da centrali nucleari).

    Verissimo che lo smaltimento delle scorie nucleari è un problema serio, ma è anche un dato di fatto la nocività delle emissioni derivanti dal'utilizzo dei combustibili fossili. Senza contare che questi non hanno un'impatto solamente locale ma piuttosto a livello planetario.

    L'obbiettivo per il futuro DEVE essere senza dubbio l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e "biocompatibili" (qui penso che siamo tutti d'accordo), tuttavia non siamo ancora in grado di raggiungere questi obbiettivi.

    Il punto della questione è perchè non sfruttare l'energia nucleare nel passaggio ad una fonte energetica "pulita".

    Siamo passati dal carbone, al petrolio, al petrolio e gas. Cosa ci impedisce una ulteriore transizione prima di approdare (se mai sarà possibile) ad un utilizzo definitivo?

    Forse qualche lobby?

  6. doxaliber scrive:

    Chernobyl una strumentalizzazione? Andate a raccontarlo agli oltre 200.000 evacuati, alle centinaia di persone morte a breve termine alle decine di miglia di persone ammalate a causa dell'esposizione alle radiazioni, alle migliaia di bambini bielorussi ammalati. Senza contare che l'aumento esponenziale di malati di leucemia, anche in altre zone d'Europa, potrebbero essere direttamente attribuibili a quel disastro nucleare.

    Dopo 20 anni ancora paghiamo le conseguenze di Chernobyl, ed il rischio non è stato del tutto scongiurato visto che poco tempo fa si parlava del rischio che la bara di cemento che racchiude il nocciolo di Chernobyl potesse rompersi ed inquinare le falde acquifere.

    Il nucleare, così come è oggi, è pura follia, Il fatto che gli altri Stati confinanti abbiamo scelto di utilizzarlo (ma lo hanno scelto 20 anni fa, non oggi, oggi puntano anche loro su energie alternative) o il fatto che l'Enel sia andata ad acquistare centrali nucleari nei paesi dell'est, non sono condizione succifiente a convincermi che anche noi dobbiamo adottare tale sistema di produzione dell'energia elettrica. Per una volta invece di "inseguire" le scelte altrui, vediamo di trovare una nostra via alla produzione dell'energia, le possibilità ci sono.

  7. doxaliber scrive:

    … inoltre la centrale nucleare non può essere una scelta "nell'immediato", costruire una centrale richiede tempo, molto tempo, quindi chi paventa la soluzione del nucleare come risoluzione immediata dei nostri problemi di approvvigionamento energetico è, imho, proprio fuori strada.

  8. MenteCritica scrive:

    Anche a me la scelta nucleare mi sembra, oggi, fuori tempo massimo.

    Ho sentito che la germania ricava il 40% del suo fabbisogno da fonti rinnovabili quali sole, vento, acqua, rifiuti. Cose che da noi non mancano. Il 40% è una percentuale spaventosa.

    Qui anche le pale delle eliche non piacciono perché deturpano il paesaggio

  9. doxaliber scrive:

    Qui da noi, che tra parentesi siamo circondati da centrali elettriche, dovrebbero costruire un impianto fotovoltaico da 11 megawatt, se sarà realizzato sarà il più grande d'Europa. Ed anche in quanto a pale eoliche siamo discretamente attrezzati, stanno costruendo parchi eolici un pò da tutte le parti, uno è visibile dalla tangenziale vicino a casa mia. Certo le pale non sono un bel vedere, ma sempre meglio di niente. Consideriamo poi che sono state fatte nuove scoperte sui materiali per la produzione di cellule fotovoltaiche, in un breve futuro il costo dovrebbe crollare.

  10. Neottolemo scrive:

    @doxaliber: per come sono stati gestiti gli eventi dell'86 in Italia si può quasi parlare di strumentalizzazione. Oppure di una porcata. Di certo non posso dire che dire stop al nucleare sia stato un qualcosa di necessario o quantomeno utile.

    Sono d'accordo sul fatto che ormai siamo fuori dal nucleare; come dice MC, siamo fuori tempo massimo.

    @MC: ricavare il 40% dal rinnovabile, in Italia vuol dire costruire tutto ex novo. Tenedo conto che la densità del nostro paese è molto bassa questo vuol dire che sarà necessario costruire in zone dove vuoi o non vuoi i residenti protesteranno. Come dici tu, se le pale eoliche non vengono apprezzate in quanto deturpano il paesaggio, figurati cosa vorrà dire mettere su centrali fotovoltaiche (prendi la centrale di Priolo che riesce a servire solo 20.000 abitanti). forse nella nostra situazione sarebbe utile muoversi (ma veramente, non all'italiana) vero il solare a livello domestico. Affrancare le case dalla grande distribuzione sarebbe davvero un grande passo.

  11. Silent Enigma scrive:

    E' incivile che a tutt'oggi si costruisca ancora senza pensare al fotovoltaico. D'accordo con neottolemo

  12. MenteCritica scrive:

    In effetti, caro Neottolemo, sembrerebbe dipendere da una questione di volontà politica, il che vuol dire che siamo inguaiati

  13. Il nucleare non và bene.

    La geotermia su larga scala. Ed Archimede.

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!

Aggiungi Gianalessio ai tuoi amici di Facebook. Facebok ha rimosso il precedente profilo. Aiutaci a seguire quello che accade in rete!