Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Energia: Rubbia Dice Sciocchezze… Ma Solo Quando Parla in Italiano." è stato scritto da Fully
Ci sono cose per me misteriose. I premi Nobel sono in genere tenuti in grande considerazione: si accorda loro un ruolo-guida nei campi in cui hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. Sono personaggi ascoltati, un po’ come succede da noi con la Levi-Montalcini e Dario Fo nelle rispettive discipline. Carlo Rubbia è anche lui un premio Nobel, lo vinse nel 1984 per la Fisica. Il suo attuale campo di ricerca riguarda l’energia, uno dei grandi temi del nostro tempo e qui in Italia ormai dramma quotidiano vista la nostra dipendenza pesantissima da un petrolio sempre più caro. Ebbene, nonostante sia un premio Nobel, nonostante operi in un campo strategico, a me pare che le sue tesi, qui in Italia, non vengano tenute in grande considerazione.

La sua storia degli ultimi anni è singolare. Avevo gioito quando, nel 1999 venne nominato presidente dell’ENEA: finalmente l’uomo giusto al posto giusto. Sono rimasto quindi un po’ basito quando, nel 2005, ne venne rimosso su due piedi, a quanto pare per dissidi col governo Berlusconi. Venne poi richiamato come consulente di Pecoraro Scanio all’Ambiente nel governo Prodi, ma anche con questo governo non riuscì a sintonizzarsi, tanto da decidere di abbandonare l’Italia per la Spagna.
Ho raccolto alcune sue interviste dal 2003 ad oggi. C’è tutto quello che occorre sapere sullo stato dell’arte della ricerca nel campo energetico, i pro e contro di ciascuna tecnologia disponibile o allo studio.
anno 2003
anno 2004
anno 2005
anno 2007
anno 2008
L’intervista più recente è un piccolo, chiarissimo manuale condensato di Fisica applicata: il professore spiega, tra l’altro, la “sua” soluzione legata all’energia solare, di durata illimitata, di modesto impatto ambientale e di tecnologia relativamente poco costosa (qualora entrasse in produzione in scala adeguata): si chiama “solare termodinamico a concentrazione“.
Dietro il nome difficile si nasconde un principio che è noto a tutti da quando, da bambini, volevamo far bruciare un pezzetto di carta senza fiammiferi: riflettere i raggi del sole mediante uno specchio e concentrarne il flusso. Esattamente quello che progettò Archimede oltre duemila anni fa per incendiare le navi romane che assediavano la sua Siracusa.
Notevoli sono i lati positivi di questa fonte di energia: non ci sono emissioni inquinanti o di gas-serra, non è necessario il trasporto di combustibili, non si producono – come nel caso del nucleare – scorie difficili da smaltire, la centrale non è pericolosa per gli abitanti nei dintorni e non si presta ad attentati terroristici. Un impianto di questo genere produce energia che può essere stoccata e quindi ha la possibilità di essere trasportata ed anche rivenduta. In tempi relativamente brevi i Paesi che godono di favorevole soleggiamento – come il nostro – potrebbero raggiungere l’autosufficienza energetica grazie ad approvvigionamenti naturali inesauribili. Ed anche – perché no? – arricchirsi come finora hanno fatto gli sceicchi arabi vendendo energia (pulita, però!) al resto del mondo, che ne avrà sempre più bisogno.
Un impianto pilota era stato programmato da ENEL ed ENEA a Priolo, dalle parti di Siracusa, nel 2004 (è nell’intervista dello stesso anno). Un progetto naufragato nel nulla per l’allontanamento di Rubbia dall’ENEA e più recentemente “ripescato” ma – secondo Rubbia – senza troppa convinzione. E questo mentre, invece, da qualche tempo anche i tedeschi lo stanno guardando con grande interesse.
Così Rubbia se n’è andato a sviluppare la sua tecnologia in Spagna, dove gli hanno dato quello che chiedeva (è nell’intervista del 2005). Quindi tra un po’ la Spagna avrà un impianto all’avanguardia, con tecnologia perfezionata da un italiano ma un po’ snobbata dall’Italia.
Insomma, pare proprio che Rubbia, se vuole essere creduto, non debba parlare in italiano: noi italiani le sue “sciocchezze” non ce le beviamo. Lui dice: “Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo anulare di Roma”.

Io gli avrei detto: “Prego, professore: si accomodi, faccia pure!”.
Il governo spagnolo l’ha fatto, i nostri governanti invece sembrano ignorarlo, e tornano a dirigersi decisi verso il nucleare.
Secondo Rubbia quello che manca è solo la volontà politica, legata a precisi interessi, e all’intervistatore che gli domanda: “Se è così semplice, perché allora non si fa?” il professore risponde, col suo sorriso sornione: “Il sole non è soggetto ai monopoli, e non paga la bolletta“.
Per saperne di più sulla tecnologia del solare termodinamico:
dal sito dell’ENEA (file pdf, 1,3 MB)

un nuovo reality…
http://realityshop.wordpress.com
E’ tutto vero.
Video interessante
D’altronde c’è anche la possibilità geotermica. Che è green e non crea scorie.
Perchè dobbiamo fare questo nucleare, quando un referendum dice che non lo vogliamo e quando abbiamo delle alternative più economiche, più sicuro ed a minore impatto ambientale?
Inoltre il nucleare utilizza l’uranio, che non è rinnovabile, ma è un materiale fossile che subirà la stessa sorte del petrolio.
La francia sta bruciando le sue bombe atomiche per tenre il prezzo dell’uranio giù.
E’ la famosa dimostrazione per autorità: questa affermazione è vera perché lo dice Rubbia che ha vinto un Nobel per la fisica.
Il problema è che con questo sistema puoi dimostrare tutto ed il contrario di tutto. Ad esempio, Fermi ed Amaldi erano per il nucleare, e sull’argomento penso che ne sapessero più di Rubbia. In particolare Amaldi, fondatore dell’INFN e del CERN, di cui fu anche il primo direttore, è colui che ha salvato la fisica italiana dal disastro. Amaldi ha sempre lottato per l’indipendenza energetica dell’Italia, ma le sue idee si sono scontrate con i Pecoraro Scanio ed i Beppe Grillo dell’epoca, quelli contrari a priori ad ogni progresso.
E così dopo mezzo secolo, gli italiani ancora si fanno le pippe mentali sognando di soddisfare le esigenze dell’intera nazione con energia pulita e rinnovabile, e intanto comprano energia prodotta in Francia col nucleare. La verità è che senza l’energia nucleare (quella della Francia, in questo caso), la nostra bella nazione sarebbe paralizzata.
E la storia si ripete con i rifiuti. Noi ci facciamo le pippe mentali su quanto sono brutti e dannosi gli inceneritori, e poi spediamo treni di rifiuti destinati ad essere INCENERITI in Germania (o pensate che in Germania i rifiuti dei napoletani vengano riciclati?).
PS: anche Tullio Regge è per il nucleare. Anche il gruppo Galileo 2001, che raccoglie 200 fra i più importanti scienziati italiani (fra i fisici: Cabibbo, Frova, Bernardini, Pontecorvo, Ragnisco, solo per citarne qualcuno). Ma si sa, loro non hanno vinto il nobel quindi le loro opinioni non contano (mi pare fosse la Carlucci a dire una cosa del genere, vedere dibattito contro Carlucci vs. Maiani).
Cerco Tullio Regge e trovo un’intervista sul Corriere della Sera, in cui il fisico afferma: “«È ora di smetterla di raccontare frottole sul pericolo nucleare. Il più grande disastro energetico internazionale è legato alla diga del Vajont, con 1.900 morti, mentre le vittime riconosciute del più sbandierato incidente della centrale atomica di Chernobyl sono state solo 57»”
L’opinione di chi parla di soli 57 morti per il disastro nucleare di Chernobyl non può essere proprio presa in considerazione. A proposito del Vajont, che Tullio Regge descrive come il più grande disastro energetico della storia, bisognerebbe riportare a Tullio Regge la sicumera con cui gli ingegneri descrivevano l’impianto che veniva costruito nel Vajont, nonostante gli oppositori e nonostante alcuni studi geologici che rivelavano la pericolosità del progetto.
Per quel che ne so il numero esatto di vittime è ignoto. Doxa, se hai fonti più precise (ma fonti vere, non wikipedia insomma) sul numero di vittime, puoi postare il link.
Il numero di morti accertate è di una sessantina, quindi dire che “il numero RICONOSCIUTO di morti è 57″ è all’incirca esatto, ed è l’unico dato ufficiale. In ogni caso, non si può prendere l’eccezione – il disastro di Chernobyl – e farne la regola. A fronte del disastro di Chernobyl ci sono centinaia di altri impianti che non hanno mai dato problemi, dei quali naturalmente non parla nessun giornale.
Vorrei anche sottolineare che Regge è un ex-PCI, quindi dubito che sia manovrato dall’attuale governo.
Per concludere, Doxa sappi che il tuo computer molto probabilmente è alimentato con energia prodotta in Francia in qualche impianto nucleare. Ogni volta che lo accendi favorisci la produzione di scorie radioattive, e contribuisci a rendere un pò più insicuro il mondo. Se vuoi essere credibile, attacca il PC ad un pannello ad energia solare.
Patrick Moore, uno dei fondatori di Greenpeace, è a favore del nucleare (fonte).
Se l’esempio del Vajont non ti piace, eccone un altro: ogni anno muoiono 5000 persone nelle miniere di carbone. Nella sola Cina,
quasi 3000 morti in 8 mesi (fonte).
Qualche numero.
In Giappone hanno 52 centrali nucleari funzionanti, nonostante sia zona sismica.
In Svizzera hanno 5 centrali per 7.5 milioni di abitanti, e ne vogliono costruire ancora (fonte).
In Svezia ne hanno 11 per 9 milioni di abitanti.
Persino la Spagna ne ha 9, nonostante la moratoria di 25 anni fa sull’uso del nucleare.
La Francia ne ha 58 per 65 milioni di abitanti (il 75% dell’energia è prodotta in questo modo).
Ora, vogliamo essere esterofili fino in fondo o solo quando ci fa comodo? (vedere discussioni sui redditi on-line, immigrazione clandestina, etc.)
Ammesso che le tue argomentazioni fin qui fossero tutte ineccepibili, che le centrali si costruissero (fino in fondo) e che si riuscisse a trovare un sito per le scorie, Paolo, a chi le faremmo gestire poi, alla fibe? O nomineremmo supermegaultracommisario per le scorie Bertolaso, coadiuvato dalla de Gennaro?Non è detto che le gestirebbero come la spazzatura, naturalmente; più realisticamente, per quella data, semplicemente, non potrebbero più venire intercettati.
Che tristezza. Fuga dei cervelli si chiama. Una peste.
La perplessità non è solo sulla tecnologia, ma su chi la gestisce.
perché non vogliamo dirci chiaro e tondo che il nucleare è una forma di energia inadatta agli italiani, non all’Italia.
Richiede una coerenza ed una disciplina che il sistema paese Italia non ha. Punto e basta.
Non tutti possono guidare una macchina sportiva. Secondo me occorre prendere atto che al massimo possiamo metterci al volante di una Grande Punto.
Compriamo l’energia da francesi, tedeschi e inglesi. Loro hanno un altro sistema paese e sanno come fare a non farsi male. Noi nemmeno più la mozzarella possiamo fare. E’ inutile continuare a giocare al settimo paese più industrializzato del mondo. A questa stupidaggine non ci crediamo più nemmeno noi quando la diciamo.
Innanzitutto, quello che contesto sono le argomentazioni portate dall’opinione pubblica contro il nucleare. Le critiche ad esempio su: disastri tipo Chernobyl, smaltimento dei rifiuti, convenienza economica, dimostrazioni per autorità, etc. Sono inoltre profondamente contrario a chi si schiera a priori contro ogni tipo di cambiamento, atteggiamento tipico degli ambientalisti nostrani.
I problemi reali sono: il grave ritardo tecnologico del nostro paese e la nostra incapacità a gestire qualcosa di così delicato.
La domanda fondamentale dunque è: “siamo capaci di gestire delle centrali?” Poiché non siamo tutti napoletani (chiedo venia per la franchezza), io non sarei totalmente pessimista. Le cose si possono (si devono) fare bene anche in Italia. Se siamo convinti del contrario, se gettiamo la spugna prima di cominciare perché tanto in Italia non siamo capaci, allora forse conviene veramente sperare nell’estinzione della nostra disgraziata razza.
Paolo ma tu parli di volere un cambiamento e proponi NUCLEARE???Che consuma acqua da far schifo,che tra 40anni allo stato attuale è finito l’uranio e le scorie prodotte fino a oggi in francia le imboscano tra l’africa e nel nostro mare..IL CAMBIAMENTO DEVE ESSERE PULITO O QUI SI CREPA,e se non crepiamo saremo accusati dalle generazioni future(I nostri figli)di essere stati degli IGNORANTI e SMIDOLLATI! E TARDI PER DORMIRE RAGAZZI..E TARDI! ..e basta fare quelli di destra e di sinistra usando parole e argomentazioni politicane,le tecnologie per RIPULIRCI ci sono da anni:é ora di fare Impianti Fotovoltaici,geotermici,comprare o farsi auto elettriche,raccolte acque piovane,RIMODERNARE LE NOSTRE CASE PRO AMBIENTE..perchè non è ora;E TARDI!
CN, ho postato prima di leggere il tuo commento.
La mia risposta è la stessa: o impariamo ad essere coerenti e disciplininati, oppure per il bene del mondo è meglio se ci estinguiamo! Io sono convinto che con un pò di buona volontà si possono fare grandi cose. Il problema è che è proprio la volontà a mancare a buona parte degli italiani.
Evidentemente Paolo dà i numeri.
Questi qui invece fanno i fatti: http://www.solar-ark.com/english/
Paolo
mi sembra di intuire che tu condividi con me la formazione scientifica.
Allora sai benissimo che un approccio sistemico prevede prima la costituzione dei supporti di sicurezza e poi la messa in esercizio dei fattori di rischio.
Non si può pensare di cancellare decenni di decadenza sociale incominciando a costruire le centrali ed affidando la gestione delle scorie e di eventuali problemi alle stesse persone che hanno contaminato intere regioni di questo paese.
Io credo che lo scotto che dovremo pagare per esserci abbandonati a noi stessi sarà enorme ed il conto energetico è solo l’inizio. Se io fossi presidente della commissione europea proporrei una mozione che impedisca all’Italia l’esercizio della produzione di energia attraverso il nucleare a fronte della provata incapacità sistemica di gestire disciplinatamente i delicatissimi processi che sottendono tale tecnologia.
Nessuno cambierà il suo modo di fare perché invece di diossina si tratterà di radiazioni. Il denaro impone la legge in questo paese e la criminalità organizzata è il suo sacerdote. Nient’altro.
Dimenticavo…
Che ci siano persone a favore del nucleare non significa automaticamente che sia una scelta valida. Come del resto è vero il contrario.
Quindi vale la pena lasciar stare dichiarazioni e numeri e guardare ai fatti:
- l’uranio è raro e costoso
- l’uranio si esaurirà
- costruire una centrale nucleare richiede tempi molto lunghi e somme elevatissime
- una centrale nucleare va smantellata con tempi e costi altissimi
- le scorie nucleari non si sa come e dove smaltirle
x ilBuonPeppe: se ci sono numeri che non ti convincono, sei pregato di essere più chiaro. Non c’è bisogno di arrivare agli insulti.
Il numero di centrali in Giappone è qui fonte.
Per il 2017 ci si aspetta un incremento del 40% nella produzione di energia nucleare (fonte).
Il numero di impianti in Francia è qui: fonte.
Per la Svizzera ho già riportato la fonte. Per Spagna e Svezia se mi date tempo cerco qualcosa di più affidabile di wikipedia, se proprio volete essere scettici fino in fondo.
Condivido con Paolo le argomentazioni pro-nucleare.
Condivido con Doxa, CN ed altri le perplessita sul come gestirlo da parte di noi italiani.
Nessuno però che mi spieghi NEL MERITO perché il progetto di Rubbia (che poi ha perfezionato un sistema americano) non dovrebbe funzionare.
x CN: sono parzialmente d’accordo. Gli ostacoli per una corretta gestione sono enormi, ed il nostro ritardo tecnologico pure. Ma la possibilità di impianti nucleari deve essere perlomeno presa in considerazione. Presa in considerazione non vuol dire naturalmente accettare il nucleare senza riflettere. Ma bisogna andare oltre l’idea che certi argomenti sono tabù. Se ne può e se ne deve parlare.
Un’idea un pò ingenua, ad esempio, può essere di affitare tutto ad una equipe di esperti stranieri (ripeto: è un’idea forse ingenua). Certo, la gestione delle scorie non deve essere lasciata nelle mani di Bassolino, per fare un esempio. Ma non ci si può arrendere ancora prima di iniziare a discuterne. Se si rinuncia in partenza – anche all’idea di cambiare la mentalità del popolo italiani – è impossibile sperare in qualche miglioramento.
Chiaramente volevo dire “affidare” non “affittare”.
Quale dato ufficiale del cavolo! Vallo a dire ai migliaia di bambini ucraini che muoiono negli ospedali, spesso senza cure adeguate! Ci vuole una faccia tosta grande così per negare una così palese evidenza! In realtà nessuno, tranne le persone in malafede, si azzardano a riportare cifre come quelle riportate da te e da Rugge. Si sa che gli effetti delle radiazioni producono morti e malattie per decenni dopo la contaminazione. Il fatto che non si possano stimare realmente i morti causati da Chernobyl è semmai un fatto che dovrebbe destare ulteriore preoccupazione e non un’argomentazione da utilizzare a proprio vantaggio! Il fatto che ci sia stato un solo incidente nucleare (cosa tra l’altra non vera, ce ne sono stati altri) non avvalla la tesi di chi sostiene che il nucleare non è pericoloso. Un incidente ogni 20 anni, in grado però di portare danni per decine di secoli e morti per decenni è più che sufficiente per valutare il nucleare pericoloso. Le immagini della città di Pripyat sono eloquenti a sufficienza.
Paolo, proprio ieri ho letto un’articolo che riguarda la produzione di energia elettrica in Puglia, regione in cui vivo. Sappi che la Puglia esporta l’82% dell’energia che produce in loco, questo vuol dire non solo che è autosufficiente e non importa energia dalle centrali nucleari francesi, ma che produce talmente tanta energia da darne via la grande maggioranza. Siamo anche la prima regione per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Certo, ed ogni anno muoiono migliaia di persone a causa dell’alcool e del fumo! Che razza di argomentazioni sono queste?
Prima di costruire le centrali nucleari che spieghino quanto tempo ci vorrà per costruirle, dove reperiranno l’uranio, quanto costerà (o credi che te lo diano gratis?), e soprattutto dove saranno conservate le scorie radioattive.
Naturalmente non poteva mancare l’insulto velatamente razzista. Tu cosa sei un efficente padano? Mi preme ricordati che il Presidente Napolitano, proprio qualche giorno fa, ha ricordato che molti dei rifiuti tossici presenti in Campania provengono da industrie del nord, totalmente incapaci di smaltire i loro rifiuti. Ora, che una nazione in cui esistono industrie incapaci di smaltire rifiuti tossici meno pericolosi dell’Uranio e rifiuti solidi urbani decida di costruire centrali nucleari a me sembra francamente ridicolo. Abbiamo dimostrato in più di un’occasione di non essere in grado. Devo ricordarti il casino successo a Scanzano Ionico pochi anni fa, dove si volevano stoccare materiale radioattivo risalente alle vecchie centrali nucleari ormai dismesse da 20 anni? Tutti ricordano che volevano metterli a Scanzano Jonico, io mi chiedo: e prima dove diavolo stavano?
Inoltre, molto bla bla bla sul nucleare ma nessuno che spieghi perché non dovremmo investire sulle energie alternative, tanto più quando il progetto in questione è stato realizzato da un nostro fisico, tra l’altro premio nobel.
L’unica cosa certa è che un impianto solare, anche se piccolo, si fa in pochi mesi, una centrale nucleare richiede molti più anni. Noi siamo una nazione piena di sole, se solo si obbligassero i nuovi edifici ad impiantare impianti fotovoltaici nei tetti ed a costruire case termoisolate hai idea di quanta energia potremmo produrre.
Mi chiedo perché invece dobbiamo essere sempre quelli che inseguono. Noi decidiamo per il nucleare 20 anni dopo gli altri, la prima centrale nucleare la avremmo, se tutto va bene, nel 2020, nel frattempo gli altri magari saranno passati a fonti di energia rinnovabili. Noi siamo così, arriviamo dopo, come i mentecatti. Mi chiedo inoltre come sia possibile che città tedesche, zona d’Europa di certo non famosa per il clima tropicale, abbiano già ora raggiunto la quasi totale autonomia energetica grazie al sole, vedi ad esempio la città di Friburgo, mentre noi, che abbiamo sole e vento in abbondanza non produciamo quasi niente con le energie rinnovabili.
Paolo: si, ufficialmente si parla di 60 morti per chernobyl, tuttavia non dimenticare che oltre alle morti ufficiali vi sono tutte le persone ammalate di leucemia e tutti i mutati che quel disastro ha generato.
Diro’ di piu’ la zona attorno a chernobyl e’ ancora abbastanza radioattiva, mentre nel caso del vajont longarone e’ gia’ stata ricostruita “da mo”.
Se vuoi discutiamo anche del vajont e del fatto che il disastro e’ nato non dalla diga in se’ ma dalla situazione ambientale circostante, il che traslato per le centrali nucleari vuol dire che anche se la centrale viene fatta “con tutti i sacri crismi” una bella scossetta di terremoto o un terreno friabile non rilevato potrebbero portare al disastro.
Il problema del nucleare e’ che e’ molto rischioso e personalmente ritengo che i rischi siano maggiori dei vantaggi.
Questo ovviamente non vuol dire che dobbiamo ignorare il problema energetico ma portare avanti soluzioni alternative (che esistono) e che il nucleare – se proprio deve essere – deve essere usato come ultima carta disponibile, non – come invece sta accadendo – come prima carta.
A questo aggiungi che gli investimenti nel settore energetico non ci sono stati per nulla, non e’ che oggi siamo nella situazione in cui siamo perche’ tutte le alternative provate sono risultate fallimentari; oggi stiamo cosi’ perche’ non e’ stato fatto pressoche’ NULLA se non comprare energia dall’estero; anzi l’enel qualche anno fa vendeva pure condizionatori in offerta.
Come al solito si chiudono gli occhi fino a che “l’acqua” non e’ arrivata a livello della bocca e all’improvviso scoppia l’emergenza energia e bisogna correre ai ripari con soluzioni drastiche e senza neanche pensarci tanto e senza neanche sacrifici; citi i verdi/ambientalisti, personalmente a quelle persone andrei a requisire l’automobile il cellulare e il condizionatore, non solo non hanno aiutato l’ambiente ma grazie a loro e al loro pressapochismo, qualsiasi idea innovativa, qualsiasi proposta per l’ambiente, prima ancora di essere analizzata, perde di credibilita’ viene classificata come “vaneggiamenti di pseudo-fricchettoni che vanno in giro ad abbracciare gli alberi”.
Magari Rubbia e’ solo un cog***ne col nobel, pero’ mi piacerebbe vederlo ad un porta a porta o ad un matrix e discutere di numeri e di fatti con i tecnici del governo, sicuramente la trasmissione non farebbe audience ma almeno alla fine avremmo fatti e numeri su cui basare le nostre decisioni piu’ che opinioni “opinabili”.
ineccepibile.
La battuta sui napoletani, Paolo, una brutta caduta di stile. Peccato.
Permettetemi inoltre di uscire un po’ dalla notizia in se e descrivere la situazione del solare in italia.
Anzi lo schifo della situazione in cui siamo.
Parliamo del solare a livello domestico – privato:
Il solare puo’ essere usato in una casa per due cose: riscaldamento dell’acqua (quindi risparmio di riscaldamento ) e elettricita’ .
I due sistemi sono indipendenti, ossia utilizzano pannelli solari termici (nel primo caso) e fotovoltaici (nel secondo).
A causa dei costi del materiale e dell’installazione quando si fa uno e’ consigliabile fare anche l’altro, peccato che questo comporti una serie di problematiche :
Nel caso termico bisogna modificare i tubi del riscaldamento
Nel caso del fotovoltaico bisogna modificare l’impianto enel e possibilmente installare anche degli accumulatori e una centralina differente da quella che enel propone comunemente per impianti fotovoltaici normali, questa centralina ha la possibilita’ di farvi accumulare l’energia in casa e quindi di rendervi autonomi, cosi’ in caso di black out non restate al buio.
Peccato che enel fino a poco tempo fa non permettesse l’installazione di questo tipo di centralina ma solo di recente la permetta (anche se con costi maggiorati per scoraggiare coloro che sono un po’ indecisi).
A questo aggiungiamo il costo dei pannelli, che “stranamente” in italia e’ molto maggiore che in altre parti d’europa; la scusa ufficiale e’ che il mercato non si e’ ancora affermato, la scusa non ufficiale e’ che le ditte di installazione maggiorano il prezzo ben sapendo che c’e’ il contributo del GCRN; guarda caso alla fine se fai un po’ di conti
costo impianto in italia=costo impianto resto d’europa + contributo GCRN
Dov’e’ lo stato ? Perche’ non controlla queste furbate ? Perche’ gli installatori esteri non riescono ad entrare nel mercato italiano e proporre i loro prezzi, ma sono costretti a rivendere a “rivenditori locali” che poi applicano le loro maggiorazioni “a naso” ?
Collaboro da diversi anni con un impresa edile che offre soluzioni quando la casa e’ ancora da costruire: e’ stato nel loro interesse informarsi sulle ultime tecnologie disponibili sia per la costruzione (materiali) sia per l’abitabilita’ (domotica e impianti di cui sopra ad esempio) .
Quante case a basso impatto ambientale sono riusciti a costruire? 3! e lo sapete perche’ ? perche’ la casa a basso impatto ambientale costa 20 – 30 mila euro in piu’ di una normale a causa dei costi spropositati proposti qui in italia.
L’alternativa altrimenti e’ comprare dei pseudo – prefabbricati creati in irlanda da un’azienda che per dare un’idea e’ una specie di ikea versione edile, peccato che all’italiano che vuole la casa che tiene 100 anni non sia proponibile una casa prefabbricata , anche se questa costa un terzo di una normale.
Dov’e’ lo stato ? perche’ permette quest’inflazione sui prezzi quando invece dovrebbe calmierarli ? L’ambiente e’ importante da esso dipende la nostra salute, lo stato controlla e non permette che le farmacie facciano cartello e vendano le aspirine a 100 euro la confezione eppure fa orecchie da mercante per quanto riguarda questo problema come che l’ambiente sia una cosa per i bambini piccoli, i fricchettoni intossicati di mariuana e licia colo’ piu’ impegnata a masticare caramelle alla menta per i suoi orsi che non a documentarsi seriamente.
x Doxaliber: io non ho usato la storia dei 57 morti a mio vantaggio. Nel mio primo commento non ho neppure menzionato Chernobyl.
Sei tu che hai citato quel passo di Regge, io ho solo risposto che quelli in effetti sono i numeri ufficiali.
I morti sono certamente molti di più, ma noi non li sappiamo quantificare. Le stime non ufficiali vanno dalle migliaia ai milioni di morti. Fluttuazioni un pò troppo larghe per essere prese come dato scientifico.
Anche qui, non sono io che ho tirato fuori la storia della gestione dei rifiuti a Napoli. Una delle critiche al nucleare era: se non riusciamo a smaltire rifiuti ordinare (cf. l’emergenza in Campania, ma anche in altre regioni), figurarsi nel caso di rifiuti radioattivi.
Non sono certo io a dire che gli italiani non sono in grado di gestire impianti nucleari. Quindi per favore non dare a me del razzista. Con questo rispondo anche a CN: non sono io che ho tirato in ballo la mondezza.
Per quanto riguarda le industrie che smaltiscono rifiuti tossici a sud: che vengano individuate e punite! Ma non si può certo incolpare tutto il nord. Comunque – per la cronaca – io sono nato Frosinone e cresciuto a Roma, e non voto Lega.
E questo chi l’ha detto? Il progetto Archimede è stato finanziato, segno che c’è un notevole interesse visto che in Italia è difficilissimo smuovere soldi per la ricerca, e fra meno di due anni dovrebbe entrare in funzione. Se poi in Italia il progetto naufraga, ma ha successo in Spagna, potremo sempre comprare da loro energia pulita.
In ogni caso le due cose, nucleare e solare, non si escludono a vicenda. Soprattutto, non è possibile puntare tutto su una sola risorsa, almeno finché non si è sicuri del risultato.
E non ho neanche detto di essere favorevole al nucleare: ho molti dubbi! Ad esempio, visto l’elevato numero di morti bianche è evidente che in materia di sicurezza sul lavoro dobbiamo farne di strada. Ho solo contestato l’atteggiamento di chi è contrario “senza se e senza ma”.
Non sapevo che fossi pugliese: non avrei fatto quel commento. So che la Puglia si sta convertendo alle rinnovabili, e che c’è tensione perché in molti vorrebbero realizzare proprio in Puglia siti di stoccaggio per le scorie radioattive (che è un bell’affronto, visto che la politica energetica pugliese va in direzione completamente opposta).
Questo è vero. Ma si tratta di città non grandissime. Globalmente, in Germania solo il 12-13% dell’energia prodotta viene da fonti rinnovabili (fonte). Ci sono paesi come Svezia o Austria che arrivano a 50%, ma sono paesi con pochi abitanti (rispetto all’Italia), e molto più ricchi. In ogni caso, i dati si riferiscono a tutte le fonti rinnovabili, non conosco i dati riguardanti soltanto il solare.
Anche qui, non sono io che ho tirato fuori la storia della gestione dei rifiuti a Napoli. Una delle critiche al nucleare era: se non riusciamo a smaltire rifiuti ordinare (cf. l’emergenza in Campania, ma anche in altre regioni), figurarsi nel caso di rifiuti radioattivi.
Non sono certo io a dire che gli italiani non sono in grado di gestire impianti nucleari. Quindi per favore non dare a me del razzista.
Per quanto riguarda le industrie che smaltiscono rifiuti tossici a sud: che vengano individuate e punite! Ma non si può certo incolpare tutto il nord. Comunque – per la cronaca – io sono nato Frosinone e cresciuto a Roma.
E questo chi l’ha detto? Il progetto Archimede è stato finanziato, segno che c’è un notevole interesse visto che in Italia è difficilissimo smuovere soldi per la ricerca, e fra meno di due anni dovrebbe entrare in funzione. Se poi in Italia il progetto naufraga, ma ha successo in Spagna, potremo sempre comprare da loro energia pulita.
In ogni caso le due cose, nucleare e solare, non si escludono a vicenda. Soprattutto, non è possibile puntare tutto su una sola risorsa, almeno finché non si è sicuri del risultato.
E non ho neanche detto di essere favorevole al nucleare: ho molti dubbi! Ad esempio, visto l’elevato numero di morti bianche è evidente che in materia di sicurezza sul lavoro dobbiamo farne di strada. Ho solo contestato l’atteggiamento di chi è contrario “senza se e senza ma”.
Non sapevo che fossi pugliese: non avrei fatto quel commento. So che la Puglia si sta convertendo alle rinnovabili, e che c’è tensione perché in molti vorrebbero realizzare proprio in Puglia siti di stoccaggio per le scorie radioattive (che è un bell’affronto, visto che la politica energetica pugliese va in direzione completamente opposta).
Questo è vero. Ma si tratta di città non grandissime. Globalmente, in Germania solo il 12-13% dell’energia prodotta viene da fonti rinnovabili (fonte). Ci sono paesi come Svezia o Austria che arrivano a 50%, ma sono paesi con pochi abitanti (rispetto all’Italia), e molto più ricchi. In ogni caso, i dati si riferiscono a tutte le fonti rinnovabili, non conosco i dati riguardanti soltanto il solare.
x pacatoegentile: scusa non ho fatto in tempo a leggere il tuo commento. Rimedio al più presto.
Scusate, una correzione: volevo dire che Svezia o Austria superano il 50% (le cifre esatte sono nella pagina linkata).
Come di certo non si possono incolpare tutti i napoletani. La storia di Napoli è una storia di inefficenze che partono dall’alto (ovvero dai governi centrali) per finire alle amministrazioni locali, alle industrie del nord ed alla camorra. In parole povere è un problema di “sistema” che non funziona.
Che poi è la realtà della maggior parte delle città di provincia italiane. Friburgo fa oltre 200.000 abitanti, molto più di molti capoluoghi di Provincia italiani. Tu dici che la Germania produce solo il 13% dell’energia dalle rinnovabili, ma che Austria e Svezia arrivano addirittura al 50%, mi sembrano percentuali altissime, che andrebbero verificate. Ma tu hai presente qual è il clima austriaco e soprattutto qual è il clima svedese? Se davvero in quei paesi raggiungono cifre così alte, calcolando la quantità di sole dell’Italia e la sua estensione potremmo raggiungere livelli davvero ragguardevoli.
quoto
Nel caso termico bisogna modificare i tubi del riscaldamento
Nel caso del fotovoltaico bisogna modificare l’impianto enel e
possibilmente installare anche degli accumulatori e una centralina
differente da quella che enel propone comunemente per impianti
fotovoltaici normali, questa centralina ha la possibilita’ di farvi accumulare
l’energia in casa e quindi di rendervi autonomi, così in caso di black out
non restate al buio.
….
Non è proprio così. Per il solare termico basta una valvola termostatica ad Y da collegare alla caldaia e due tubi da collegare ai pannelli. Per il fotovoltaico non è assolutamente conveniente usare sistemi di accumulo (batterie), il “Conto Energia” funziona proprio perché si mette in rete l’energia prodotta che viene remunerata ad un prezzo spropositato rispetto a quello di mercato, ma è l’unico modo per incentivare davvero l’installazione. I prezzi nel resto d’Europa non mi sembra siano molto inferiori a quelli italiani ma potrei sbagliarmi ed anche in Italia sono in calo.
La casa ecologica a basso impatto ambientale costerebbe circa il 5-10 % in più dei costi di costruzione, ma il prezzo di mercato della casa è assolutamente slegato dai costi di produzione e stabilito solo dal lato dell’offerta, quindi ai costruttori non interessa proporre qualcosa di appena più costoso. Il problema si risolve solo con regolamenti edilizi “spinti” in questo senso e con il solito problema italico dei controlli/collaudi seri.
Una volta il sole 24 ha pubblicato un articolo sul confronto tra i costi delle diverse forme di energia, comprensivo del costo ambientale. Lì eolico e solare passano addirittura in testa a tutti
X Doxa
La Puglia sta ancora investendo sull’eolico. La Capitanata ha in progetto decine di altre pale da 1 MW grazie alla la legge regionale di febbraio.
Ciò che serve è indirizzare l’avidità delle persone nella giusta direzione e risolveremmo tutti i nostri problemi.
ps come si fa a quotare con la linea azzurra?
x pacatoegentile: sono d’accordo su tutta la linea.
x Doxaliber:
Questo è più o meno quello che volevo dire io: che non si può generalizzare e accusare di inefficienza tutti gli italiani (e la stessa cosa vale per i napoletani). Anche se mi rendo conto rileggendo la frase che il messaggio sembra tutt’altro.
Mi scuso con tutti i napoletani per il commento inopportuno.
Sulle percentuali, ho linkato la fonte. Dovrebbe essere un comunicato ufficiale da Bruxelles. Su wikipedia parlano di 26%, riferito alla Svezia, ma io tenderei a fidarmi più dei numeri linkati sopra. Comunque ripeto che il dato riguarda le energie rinnovabili in generale, non il solo solare (in Svezia vuol dire soprattutto idroelettrica). Probabilmente il trucco è nella definizione di “fonti rinnovabili”.
Sì, ma bisogna vedere quanti soldi hanno investito a Friburgo (magari hanno avuto sovvenzioni dal governo) e se tali investimenti sono possibili in tutte le città tedesche. Un conto è rifornire di energia 200 mila persone, un conto 80 milioni (mi riferisco sempre alla Germania).
Con il vecchio solare (non il solare termodinamico proposto da Rubbia) si parlava di coprire il 3% del suolo italiano per soddisfare il 70% del fabbisogno energetico (scusate, ma non ritrovo la fonte). Il problema è che la morfologia dell’Italia è varia, ci sono catene montuose, boschi, zone con condizioni climatiche poco favorevoli (la pianura Padana ad esempio). Inoltre ricoprire il 3% del suolo con pannelli vuol dire variare la temperatura del terreno sottostante (che non è più esposto alla luce del sole), con conseguenze sul clima difficili da prevedere.
Il solare deve essere integrato con altre forme di energia rinnovabile. L’eolico in alcune zone d’Italia può essere una grande risorsa, se non fosse che ci sono persone che si oppongono per ragioni estetiche (io non ho mai visto dal vivo una distesa di turbine, quindi non posso giudicare, ma sono certamente più antiestetici i tralicci dell’alta tensione, o le miriadi di ripetitori per la telefonia mobile – anche di questi, tra l’altro, si ignorano gli effetti a lungo termine dovuti alle radiazioni).
Certo, finché i finanziamenti per le rinnovabili finiscono in termovalorizzatori è un bel problema.
Il secondo blockquote doveva essere chiuso, invece l’ho messo aperto. Admin, puoi correggere l’ultimo commento?
Quoto, è proprio questo il nodo gordiano che nessuno sembra voler sciogliere!
Si, lo so, si sta investendo sull’eolico e sul solare un po’ in tutta la Puglia. Si stanno provando anche soluzioni alternative come i Kite Gen, aquiloni che producono elettricità.
[blockquote]Il testo all’interno viene quotato con la linea azzurra[/blockquote]
Solo che devi sostituire le [ ] con <>.
Corretto il blockquote. Concordo sul fatto che i tralicci elettrici non sono certo meno invasivi e brutti da vedere delle pale eoliche. Ne discutevo proprio pochi giorni fa. Confermo che quando parlo di fonti rinnovabili non mi riferisco solo al solare ma a qualsiasi metodo per produrre energia utilizzando fonti inesauribili (sole, vento, energia cinetica).
Mah, dipende. Io ad esempio immagino i pannelli votovoltaici sui tetti dei palazzi e delle case, lì il problema del raffreddamento del suolo non susisterebbe. Semmai un problema legato ai pannelli fotovoltaici potrebbe essere legato alla loro riciclabilità. Una volta esausti il materiale che li compone può essere riutilizzato?
x doxa grazie ci provo
da un punto di vista ambientale l’ideale per le installazioni fotovoltaiche sono i condomini e le enormi superfici sui tetti. Lì ridurrebbero addirittura il riscaldamento delle superfici sottostanti. Ma avete mai provato a far fare qualcosa ad un condominio? Io sto tentando da due anni con il mio.
non ho dati precisi ma visto che per quelli cristallini si tratta di silicio, vetro, un pò di rame e un foglio di materiale plastico facilmente separabile direi di si. In ogni caso parliamo di durate certificate di 20 anni e di durate presumibili di oltre 30.
tritumbani:
la valvola termostatica ad y serve appunto a collegare l’impianto ai pannelli ergo poi ci sono dei tubi che dai pannelli “entrano in casa” e si collegano all’impianto, ergo bisogna modificare i tubi del riscaldamento , cioe’ buttar giu’ muri , non una spesa da poco, comunque ti ringrazio perche’ hai spiegato meglio quello che volevo dire e che invece ho scritto male nella fretta.
per il fotovoltaico, enel ha l’interesse perche’ tu non metta accumulatori, tuttavia la soluzione “indipendente” dalla rete elettrica italiana e’ la migliore, ti permette di continuare a vivere quando casca il prossimo rametto in svizzera
dici:
immagino che il 5/10 % sia perche’ hai gia’ detratto contibuti statali (e.g. GCRN) e locali e europei (contributi per la costruzione di case a basso impatto ambientale, in realta’ il costo e’ maggiore ed e’ questo lo schifo: i produttori di materiali aumentano il prezzo proprio perche’ sanno di questi contributi.
In realta’ un costruttore avrebbe tutto l’interesse a proporre una casa a basso impatto ambientale: e’ un’offerta in piu’ da proporre al cliente, un’immagine di professionalita’ di azienda aggiornata, purtroppo la questione costi e’ ancora quella che ferma il cliente dall’accettarla, specie se il cliente non e’ una persona che conosce l’argomento.
Il mio esempio sul solare era per parlare di qualcosa che conosco per esperienza ma e’ ovvio che vada integrato con altro ad esempio l’eolico
e anche l’IDROELETTRICO, siamo pieni di vecchie centrali mezze chiuse che potrebbero essere ammodernate: l’impatto ambientale c’e’ gia’ perche’ non usarle ? morfologicamente possiamo usare questa risorsa, e non la sfruttiamo intelligentemente, le montagne sono piene di vecchie centrali in disuso che potrebbero essere riattivate.
@doxa:
I vecchi fotovoltaici alla fine erano silicio ergo materiale speciale che puo’ essere riciclato con alcuni accorgimenti, cosi’ come avviene con le schede elettroniche. I nuovi fotovoltaici.. son cosi’ nuovi che non esistono catene di riciclaggio “stabili” ma ci stanno lavorando.
Di sicuro si ricicla di piu’ di una barretta di uranio vetrificata.
28 commenti fino ad ora e la discussione e’ stata piu’ interessante di due ore di matrix o porta a porta, e’ mentecritica che attira persone intelligenti o semplicemente la televisione che e’ un inno alla lobotomizzazione ?
tritumbani:
A questo servirebbe il governo: introdurre una legge che obblighi tutti entro il 2015 (una data a caso) a contribuire energeticamente.
Caro Paolo sei un po’ suscettibile. Dire che “dai i numeri” non è un insulto, ma poco più di una battuta; o perlomeno questa era l’intenzione, comunque chiedo venia.
In ogni caso qui i numeri si sprecano (e non solo da parte tua) ma non portano a niente, perchè ai numeri si può far dire quasi qualsiasi cosa.
Invece vedo ben poco sulle questioni che, secondo me, sono veramente importanti:
- scarsa disponibilità dell’uranio
- elevato costo dell’uranio
- esaurimento dell’uranio
- costi e tempi di costruzione delle centrali nucleari
- problemi di smantellamento delle centrali nucleari
- gestione delle scorie nucleari
Aggiungo che gran parte dell’Italia è ad elevato rischio idrogeologico: giusto la settimana scorsa si è temuto per un deposito di scorie nucleari in Piemonte, solo perchè è piovuto più del solito.
Comunque la si pensi, l’Italia ha perso il treno del nucleare, ed è abbastanza inutile chiedersi se sia stato un bene o un male. Il treno è passato e non tornerà. Pensare di riprenderlo oggi è pura follia.
E chiudo con un’osservazione tutta politica. A quei geni dei nostri politici (sia della maggioranza che della teorica opposizione) che parlano del nucleare come della panacea, non frega assolutamente niente del problema energetico e di tutto ciò che ne deriva: per loro il nucleare è solo un’ottima scusa per mettere in circolazione un mucchio di quattrini da poter manovrare a loro piacimento. Potremmo anche costruire 100 centrali e non metterle mai in funzione: a loro andrebbe bene comunque.
La Spagna ritiene di poter soddisfare fino all’80% del suo fabbisogno energetico con vento e sole entro i prossimi 20 anni, ma si tratta di una nazione privilegiata soprattutto per quanto riguarda il sole.
In Italia l’unica regione realmente appetibile per le centrali eoliche e` la Puglia, mentre per il solare termico le regioni piu’ adatte sono 3: Puglia, Calabria e Sicilia; le altre possono ovviamente giovarsene (ad es. Sardegna, ecc.)
L’Italia necessita’ da 35 a 40 Gigawatt/h con un minimo di 25-30 durante la notte; attualmente e’ necessario importare da 4 a 8 Gigawatt/h.
Per costruire una centrale nucleare da 1 Gigawatt/h bisogna investire almeno 4-5 miliardi di euro e attendere da 10 a 12 anni (se va bene, il che e’ statisticamente improbabile visti i precedenti).
Le grosse centrali solari termiche da 0.1 a 0.5 Gigawatt si potrebbero costruire in 1/5 o 1/10 del tempo necessario per una centrale nucleare, per quelle eoliche basta 1/20 dello stesso tempo.
Sul solare termico si stanno buttando a pesce tutti, inclusi gli svizzeri che con le loro isole solari sono stati gia’ accolti bene dai paesi arabi.
Sull’eolico ci sono molte speranze, in un successivo commento riportero’ dettagli e un collegamento (max. 1 per commento); in ogni caso il vento e’ abbastanza incostante e richiede dei sistemi di immagazzinamento dell’energia per poter risultare affidabile con grandi potenze installate.
Attualmente un palo eolico con eliche a 3 pale di grandi dimensioni fornisce un paio di megawatt ma e’ rumoroso ed e’ efficiente solo con velocita’ del vento sufficientemente alte; ci sono pero’ progetti innovativi con nuovi tipi di turbine ultra-silenziose che permetterebbero potenze di 0.5 – 1 Gigawatt in spazi ridotti, es. in rettangoli di 700 x 500 metri.
Ci sono anche progetti misti, fra cui le torri vento-solari, che consistono in torri verticali alte centinaia di metri, in cui si sfruttano le correnti d’aria ascensionali prodotte dal riscaldamento al suolo e lungo la torre.
Io concordo con Rubbia, CN e altri, ci vuole prudenza e tenacia sulle energie alternative, ma anche fiducia perche’ l’energia disponibile e’ enorme e sono molte piu’ sicure nella gestione e sperimentazione che le centrali nucleari.
Se perfino in Giappone, con la loro precisione maniacale, hanno incidenti di vari tipi e se la loro piu’ grossa centrale e’ stata temporaneamente disattivata perche’ sorge su una faglia e si e’ danneggiata con l’ultimo terremoto, non oso pensare a cosa potrebbe succedere in Italia se la cricca spregiudicata e facilona che ci governa, riuscisse a metterci le mani.
Alla fine si spenderebbero da 40 a 80 miliardi di euro per delle colate di cemento e per impianti che sarebbero affetti da problemi vari e che avrebbero bisogno di infinite manutenzioni, oltre che di “protezione”.
Con 5-6 centrali solari termiche da 300 – 400 Megawatt l’una in Sicilia, un paio in Puglia e un paio in Sardegna si arriverebbe a 2-3 Gigawatt garantiti per almeno 10-11 mesi all’anno, con un costo di 4-5 miliardi di Euro.
Se si risolvesse il problema dell’immagazzinamento dell’energia eolica, con altre 7-8 centrali eoliche di nuova generazione da 0.5 Gigawatt l’una si avrebbero altri 3-4 Gigawatt e l’importazione di energia si potrebbe ridurre a 0 – 3 Gigawatt (nella peggiore delle ipotesi), con un costo di altri 2-3 miliardi di euro.
Rubbia nel filmato ricorda che con il geotermico non sfruttato si potrebbero aggiungere altri 4-5 Gigawatt (ma 2 o 3 sarebbero sufficienti) di energia costante.
Ricordiamoci che il picco di energia si verifica di giorno, con nuove fonti alternative, si potrebbe compensare meglio l’alternanza di sole, pioggia e vento e porre le basi per ulteriori miglioramenti nel settore.
In breve, se si volesse, nell’arco di 3 – 6 anni, si potrebbero ottenere altri 8-9 Gigawatt dal solare, dall’eolico e dal geotermico e questo prima ancora che una sola centrale nucleare giunga al 50% del suo completamento.
Per quanto riguarda le isole solari, vale la pena evidenziare questo video.
Per quanto riguarda l’eolico, non si puo’ non citare la turbina maglev a lievitazione magnetica.
Per ora sono gia’ in vendita dei modelli a bassa potenza, a breve arriveranno modelli sempre piu’ potenti.
Ecco qua un altro articolo sulla turbina maglev (ce ne sono centinaia in rete).
Ci sono poi altri esempi di turbine eoliche simili che sfruttano pero’ anche l’effetto Tesla (moto laminare del vento su dischi a poca distanza fra loro) per aumentare ulteriormente l’efficienza.
In conclusione, piu’ che di inventare qualcosa di nuovo, si tratta di combinare fra loro principi e tecnologie gia’ conosciute per creare impianti ottimizzati; in parole povere, teniamoci i cervelli invece di farli emigrare.
La cosa interessante e’ che in questi ambiti c’e’ spazio per tutti, tutte le figure professionali coinvolte, dalla progettazione alla costruzione possono contribuire con le loro piccole-grandi idee al risultato finale.
Riassumendo: qualche centrale solare termica, bellissimo il filmato delle solar Islands) che mi permette anche di sopperire alla incostanza di vento e sole, ottimizzazione dei consumi nazionali con fasce orarie (bellissimo il filmato su report con la casalinga tedesca che avviava gli elettrodomestici in base al prezzo istantaneo della corrente) per ridurre i picchi di assorbimento (che costringono ad avere più centrali del necessario)
Un altro pò di eolico con nuove tecnologie da kite gen a maglev alle torri a vento australiane, fotovoltaico su tutti i tetti, con generatori di idrogeno in garage (Rifkin) et voilà problema risolto con rischio italico zero.
SI PUO’ FARE! …. o no?
Lo ammetto io votai per conservarlo il nucleare, ma ormai è un treno perso con costi e rischio ambientale (leggi anche concussione, corruzione, mafia) altissimi e pericolo di forte militarizzazione del territorio
X CN
si potrebbe fare uno speciale energia con un pò di numeri da far girare? se riesco a ritrovare dei dati proverò a postare qualcosa
Considerazione semplice e ingenua: ogni sistema che consumi risorse e/o produca scarti in esso non reintegrabili è un sistema fallimentare.
Sostituire il petrolio con l’uranio significa semplicemente spostare il problema su altra risorsa finita, quindi esauribile…oltre che molto più pericolosa.
Altra considerazione semplice e ingenua: a parte i dati che trovo nei commenti qui sopra e altri brandelli di informazioni qua e là per la rete, in generale posso affermare con assoluta certezza che io mi sento profondamente ignorante sulla problematica energetica del mio paese…e credo di essere uno di quelli che si sbatte abbastanza per tenersi al corrente su certi temi cruciali. Immaginiamoci quale possa essere la situazione a livello nazionale…quanti italiani sono sensibili al problema? Quanti informati? La sensazione generale, per citare ilBuonPeppe, è proprio che si stia dando i numeri. Si potrebbe fare un paio di centrali eoliche lì, 3/4 solari là…ripristinare qualche vecchia centrale geotermica, sfruttare meglio le potenzialità dell’idroelettrico…etc…etc…etc…ma in Italia abbiamo realmente idea di quanta energia ci serva e di quali siano le reali potenzialità del territorio alla luce delle tecnologie disponibili, affidabili e consolidate? Sarei ben felice di una immediata e sonora smentita, ma non credo (o almeno non ne sono a conoscenza) vi sia in Italia un progetto in questa direzione, ovvero non mi risulta che si stiano facendo valutazioni di questo tipo…questo presuppone da un lato una conoscenza capillare del territorio, delle sue caratteristiche geofisiche e climatiche…dall’altro una serie di accurate e complesse simulazioni che collochino impianti di produzione diversi nei luoghi più adatti ad accoglierli, relative integrazioni per minimizzare i rischi di calo produttivo e la previsione nel medio termine che tenga conto degli sviluppi tecnologici in corso e dell’andamento dei consumi per arrivare ad una copertura totale e definitiva del fabbisogno energetico nazionale.
@tritumbani
@cambiamo pianeta
In effetti basterebbe avere qualcuno al governo che – occupandosi solo di energia e possibilmente senza essere troppo sensibile alle pressioni delle lobbies si occupi di come riuscire a rendere indipendente il nostro Paese e possibilmente farlo con energie inesauribili (ancorché intermittenti) e prive di controindicazioni sul piano ambientale.
All’attualità il fabbisogno energetico italiano è dell’ordine di 45 GW. Si tenga presente che la ex centrale nucleare di Caorso (la più grande in Italia ed in via di smantellamento) aveva una potenzialità di 840 MW = 0,84 GW.
Coprire il fabbisogno italiano solo col nucleare sarebbe folle (occorrerebbe costruire 60 centrali come Caorso) oltre che – probabilmente – impossibile.
Questo ci fornisce la risposta: un giusto mix di varie tecnologie, senza escluderne alcuna pregiudizialmente, ma stando attenti ai pregi e difetti di ciascuna di esse (impatto, costi, tempi, residui e loro smaltimento).
Il solare termodinamico a concentrazione è solo una delle possibili fonti. L’unico neo è rappresentato dall’estensione di territorio che saremmo disposti a destinare a questo tipo di impianti. Lo stesso Rubbia, peraltro, non ne fa una questione di fondo: gli impianti potrebbero essere costruiti nel deserto e l’energia potrebbe essere trasportata altrove con un costo di trasferimento (perdite di carico) dello stesso ordine di grandezza di quello necessario per il gas russo o algerino.
Approfitto per ringraziare tutti per l’interessante dibattito che siete stati capaci di sviluppare.
Ho proposto io stesso a MC di fare uno speciale sull’argomento. Lo metteremo in cantiere appena possibile. Nel frattempo ogni contributo sarà ben accetto.
Fino agli anni ’60 l’Italia era completamente autonoma e soddisfava il 95% del suo fabbisogno energetico solo con le centrali idroelettriche.
Ora la richiesta di energia e’ piu’ che quadruplicata e la differenza e’ stata in parte coperta con le centrali termiche (carbone, gas, ecc.).
In linea di massima non sarei contrario al nucleare sicuro, ma visto che fra 10-12 anni arrivera’ quello di quarta generazione e poi ci sara’ probabilmente la fusione fredda (fra 25 – 40 anni), sarei cauto sulla costruzione diffusa di tante centrali di terza generazione che richiedono parecchio impegno per essere mantenute in efficienza (senza contare poi la questione delle scorie, che, se le gestiscono come i rifiuti urbani o quelli speciali, allora siamo veramente a posto).
Stabilito che per eliminare l’importazione continua di energia dall’estero e coprire l’aumento della domanda nei prossimi 5 anni, ci servono altri 10 Gw, piu’ altri 20 Gw, nei prossimi 15-20 anni, per ridurre al massimo l’utilizzo delle centrali a combustibile, credo che la soluzione piu’ veloce sia quella di usare e sperimentare piu’ tecnologie, tenendo presente che fra quelle alternative, quella piu’ economica e’, per ora, quella eolica fatta con le nuove turbine da centinaia di MegaWatt (centrali che si realizzano in 6-12 mesi).
Se proprio va male e bisogna tamponare la scarsita’ di energia, in un paio d’anni, con soli 300-400 milioni di euro si fa una centrale a gas da 1 GigaWatt, quindi con i soldi di una centrale nucleare da 1 Gw si fanno 10-12 centrali termiche a metano per complessivi 10-12 Gw (certo ora anche il metano costa, quindi anche questa non sarebbe la migliore soluzione).
Il discorso che stanno facendo adesso di costruire nuove centrali nucleari poteva essere fatto 10 anni fa, stabilendo fin da subito che erano comunque soluzioni temporanee in attesa di un maggiore sviluppo delle fonti alternative; farlo adesso, quando la credibilita’ dello stato e’ prossima allo zero e quando si sa che ci sono altre interessanti soluzioni, non ha molto senso.
Certo, volete mettere la sicurezza dissuasiva di una centrale nucleare, nei confronti di potenziali vandali, rispetto a un’inoffensiva centrale solare o eolica ?
@Adetrax (ed altri)
Sono interessato a sviluppare una mappatura delle principali tecnologie capaci di produrre energia ai migliori costi e con i maggiori benefici, tenuto conto dell’impatto ambientale.
Sarei felici se lei (ed anche altri) che mi paiono particolarmente interessati alla materia volessero contribuire con le loro conoscenze a formare un quadro aggiornato della situazione italiana.
Dando per dato di partenza l’attuale fabbisogno nazionale (a me risulta circa 45 GW) cercherei di definire all’attualità e nel medio-lungo periodo:
a) Copertura del fabbisogno in percentuale
b) Costo attuale per unità di energia prodotta
c) Impatto ambientale (pro-contro)
Internet è piena di fonti (non tutte disinteressate, ovviamente) e sto cercando di formarmi (anche per i lettori di MC) un’idea la più precisa possibile.
Vorrei invitare chi può e vuole a scrivere brevi articoli o segnalare siti che possano contribuire a questa indagine.
Intanto, girando qui e là mi sono imbattuto in questa “invenzione” che – ove verificata – sembrerebbe rivoluzionaria anche se ignota al grande pubblico:
http://redhero.splinder.com/post/17182366/Fabio+Cardone+e+il+nucleare+pu
Qualcuno ne sa qualcosa?
Grazie a chi vorrà contribuire.
@Fully
Grazie per l’invito, cerchero’ di contribuire in qualche modo, pur con la cronica scarsita’ di tempo che da parecchi mesi mi affligge.
Circa un mese fa (dopo una pausa di parecchi mesi) ho comunque ripreso la raccolta di informazioni sul tema delle fonti alternative e devo dire che la parte piu’ impegnativa (in termini di tempo) e’ quella relativa alla ricerca e alla valutazione delle poche relazioni tecniche con dati oggettivi presenti in rete.
L’ideale sarebbe che allo speciale partecipassero persone esperte nel ramo produzione energia, ma come per l’invito nel caso dei rifiuti, sospetto che siano tutti o all’estero o attentamente sorvegliati affinche’ non divulghino dati oggettivi di prima mano.
In ogni caso concordo che sarebbe un buon obiettivo quello di riuscire a fornire una panoramica delle varie soluzioni attualmente disponibili in modo che siano comparabili, con i loro vantaggi e svantaggi, le loro potenzialita’, ecc., senza scadere ne’ nelle descrizioni prolisse prive di dati, ne’ negli ipertecnicismi con troppe formule matematiche, di solito poco comprensibili e/o utili per la maggioranza dei lettori.
La scoperta segnalata nel sito indicato mi pare estremamente interessante e meritoria di una seria ricerca applicata orientata all’utilizzo reale dei dati rilevati durante gli esperimenti.
Quando si verificano eventi di questo tipo mi commuovo; leggere che il professore C. spera solo di non essere perseguitato per il suo contributo (chiesto e non spontaneo) e’ un classico delle saghe italiche, mi ricorda altri casi del passato; “viva l’Italia che non muore” (F. De Gregori).
Quando si parla di tempismo …
piccola perdita di acqua radioattiva da deposito giapponese.
Per ora nessun problema.
[...] altri stati non sono preoccupati a morte che un paese arretrato come il nostro, perché i cervelli fuggono o vengono considerati tutti comunisti, si metta a fare centrali nucleari alla faccia del [...]
[...] Articolo interessante con collegamenti: Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica, una delle voci che gridano nell'italico deserto Men… __________________ Tutti muoiono, non tutti per vivono veramente. Sono quei colori magici che ci [...]
vorrei sapere se un forno a microonde non potrebbe riscaldare l’acqua è una volta riscaldata con degli specchi farla evaporizare per produrre energia a basso costo ?
La ttua domanda è un po’ confusa. Perché riscaldare l’acqua con un forno a microonde? L’energia per far funzionare il forno da dove arriverebbe?
In quanto all’uso di specchi per la produzione di vapore, mi sembra che Rubbia stia facendo già esperimenti in questo senso in Spagna, se non erro.