Energia: Rubbia Dice Sciocchezze… Ma Solo Quando Parla in Italiano.
9 giugno, 2008 di Fully
Archiviato in Il Pianeta che Ride, Veri Uomini
Ci sono cose per me misteriose. I premi Nobel sono in genere tenuti in grande considerazione: si accorda loro un ruolo-guida nei campi in cui hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. Sono personaggi ascoltati, un po’ come succede da noi con la Levi-Montalcini e Dario Fo nelle rispettive discipline. Carlo Rubbia è anche lui un premio Nobel, lo vinse nel 1984 per la Fisica. Il suo attuale campo di ricerca riguarda l’energia, uno dei grandi temi del nostro tempo e qui in Italia ormai dramma quotidiano vista la nostra dipendenza pesantissima da un petrolio sempre più caro. Ebbene, nonostante sia un premio Nobel, nonostante operi in un campo strategico, a me pare che le sue tesi, qui in Italia, non vengano tenute in grande considerazione.

La sua storia degli ultimi anni è singolare. Avevo gioito quando, nel 1999 venne nominato presidente dell’ENEA: finalmente l’uomo giusto al posto giusto. Sono rimasto quindi un po’ basito quando, nel 2005, ne venne rimosso su due piedi, a quanto pare per dissidi col governo Berlusconi. Venne poi richiamato come consulente di Pecoraro Scanio all’Ambiente nel governo Prodi, ma anche con questo governo non riuscì a sintonizzarsi, tanto da decidere di abbandonare l’Italia per la Spagna.
Ho raccolto alcune sue interviste dal 2003 ad oggi. C’è tutto quello che occorre sapere sullo stato dell’arte della ricerca nel campo energetico, i pro e contro di ciascuna tecnologia disponibile o allo studio.
anno 2003
anno 2004
anno 2005
anno 2007
anno 2008

L’intervista più recente è un piccolo, chiarissimo manuale condensato di Fisica applicata: il professore spiega, tra l’altro, la “sua” soluzione legata all’energia solare, di durata illimitata, di modesto impatto ambientale e di tecnologia relativamente poco costosa (qualora entrasse in produzione in scala adeguata): si chiama “solare termodinamico a concentrazione“.
Dietro il nome difficile si nasconde un principio che è noto a tutti da quando, da bambini, volevamo far bruciare un pezzetto di carta senza fiammiferi: riflettere i raggi del sole mediante uno specchio e concentrarne il flusso. Esattamente quello che progettò Archimede oltre duemila anni fa per incendiare le navi romane che assediavano la sua Siracusa.
Notevoli sono i lati positivi di questa fonte di energia: non ci sono emissioni inquinanti o di gas-serra, non è necessario il trasporto di combustibili, non si producono – come nel caso del nucleare – scorie difficili da smaltire, la centrale non è pericolosa per gli abitanti nei dintorni e non si presta ad attentati terroristici. Un impianto di questo genere produce energia che può essere stoccata e quindi ha la possibilità di essere trasportata ed anche rivenduta. In tempi relativamente brevi i Paesi che godono di favorevole soleggiamento – come il nostro – potrebbero raggiungere l’autosufficienza energetica grazie ad approvvigionamenti naturali inesauribili. Ed anche – perché no? – arricchirsi come finora hanno fatto gli sceicchi arabi vendendo energia (pulita, però!) al resto del mondo, che ne avrà sempre più bisogno.
Un impianto pilota era stato programmato da ENEL ed ENEA a Priolo, dalle parti di Siracusa, nel 2004 (è nell’intervista dello stesso anno). Un progetto naufragato nel nulla per l’allontanamento di Rubbia dall’ENEA e più recentemente “ripescato” ma – secondo Rubbia – senza troppa convinzione. E questo mentre, invece, da qualche tempo anche i tedeschi lo stanno guardando con grande interesse.
Così Rubbia se n’è andato a sviluppare la sua tecnologia in Spagna, dove gli hanno dato quello che chiedeva (è nell’intervista del 2005). Quindi tra un po’ la Spagna avrà un impianto all’avanguardia, con tecnologia perfezionata da un italiano ma un po’ snobbata dall’Italia.
Insomma, pare proprio che Rubbia, se vuole essere creduto, non debba parlare in italiano: noi italiani le sue “sciocchezze” non ce le beviamo. Lui dice: “Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo anulare di Roma”.

Io gli avrei detto: “Prego, professore: si accomodi, faccia pure!”.
Il governo spagnolo l’ha fatto, i nostri governanti invece sembrano ignorarlo, e tornano a dirigersi decisi verso il nucleare.
Secondo Rubbia quello che manca è solo la volontà politica, legata a precisi interessi, e all’intervistatore che gli domanda: “Se è così semplice, perché allora non si fa?” il professore risponde, col suo sorriso sornione: “Il sole non è soggetto ai monopoli, e non paga la bolletta“.
Per saperne di più sulla tecnologia del solare termodinamico:
dal sito dell’ENEA (file pdf, 1,3 MB)
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un nuovo reality…
http://realityshop.wordpress.com
E’ tutto vero.
Video interessante
D’altronde c’è anche la possibilità geotermica. Che è green e non crea scorie.
Perchè dobbiamo fare questo nucleare, quando un referendum dice che non lo vogliamo e quando abbiamo delle alternative più economiche, più sicuro ed a minore impatto ambientale?
Inoltre il nucleare utilizza l’uranio, che non è rinnovabile, ma è un materiale fossile che subirà la stessa sorte del petrolio.
La francia sta bruciando le sue bombe atomiche per tenre il prezzo dell’uranio giù.
E’ la famosa dimostrazione per autorità: questa affermazione è vera perché lo dice Rubbia che ha vinto un Nobel per la fisica.
Il problema è che con questo sistema puoi dimostrare tutto ed il contrario di tutto. Ad esempio, Fermi ed Amaldi erano per il nucleare, e sull’argomento penso che ne sapessero più di Rubbia. In particolare Amaldi, fondatore dell’INFN e del CERN, di cui fu anche il primo direttore, è colui che ha salvato la fisica italiana dal disastro. Amaldi ha sempre lottato per l’indipendenza energetica dell’Italia, ma le sue idee si sono scontrate con i Pecoraro Scanio ed i Beppe Grillo dell’epoca, quelli contrari a priori ad ogni progresso.
E così dopo mezzo secolo, gli italiani ancora si fanno le pippe mentali sognando di soddisfare le esigenze dell’intera nazione con energia pulita e rinnovabile, e intanto comprano energia prodotta in Francia col nucleare. La verità è che senza l’energia nucleare (quella della Francia, in questo caso), la nostra bella nazione sarebbe paralizzata.
E la storia si ripete con i rifiuti. Noi ci facciamo le pippe mentali su quanto sono brutti e dannosi gli inceneritori, e poi spediamo treni di rifiuti destinati ad essere INCENERITI in Germania (o pensate che in Germania i rifiuti dei napoletani vengano riciclati?).
PS: anche Tullio Regge è per il nucleare. Anche il gruppo Galileo 2001, che raccoglie 200 fra i più importanti scienziati italiani (fra i fisici: Cabibbo, Frova, Bernardini, Pontecorvo, Ragnisco, solo per citarne qualcuno). Ma si sa, loro non hanno vinto il nobel quindi le loro opinioni non contano (mi pare fosse la Carlucci a dire una cosa del genere, vedere dibattito contro Carlucci vs. Maiani).
Cerco Tullio Regge e trovo un’intervista sul Corriere della Sera, in cui il fisico afferma: “«È ora di smetterla di raccontare frottole sul pericolo nucleare. Il più grande disastro energetico internazionale è legato alla diga del Vajont, con 1.900 morti, mentre le vittime riconosciute del più sbandierato incidente della centrale atomica di Chernobyl sono state solo 57»”
L’opinione di chi parla di soli 57 morti per il disastro nucleare di Chernobyl non può essere proprio presa in considerazione. A proposito del Vajont, che Tullio Regge descrive come il più grande disastro energetico della storia, bisognerebbe riportare a Tullio Regge la sicumera con cui gli ingegneri descrivevano l’impianto che veniva costruito nel Vajont, nonostante gli oppositori e nonostante alcuni studi geologici che rivelavano la pericolosità del progetto.
Per quel che ne so il numero esatto di vittime è ignoto. Doxa, se hai fonti più precise (ma fonti vere, non wikipedia insomma) sul numero di vittime, puoi postare il link.
Il numero di morti accertate è di una sessantina, quindi dire che “il numero RICONOSCIUTO di morti è 57″ è all’incirca esatto, ed è l’unico dato ufficiale. In ogni caso, non si può prendere l’eccezione – il disastro di Chernobyl – e farne la regola. A fronte del disastro di Chernobyl ci sono centinaia di altri impianti che non hanno mai dato problemi, dei quali naturalmente non parla nessun giornale.
Vorrei anche sottolineare che Regge è un ex-PCI, quindi dubito che sia manovrato dall’attuale governo.
Per concludere, Doxa sappi che il tuo computer molto probabilmente è alimentato con energia prodotta in Francia in qualche impianto nucleare. Ogni volta che lo accendi favorisci la produzione di scorie radioattive, e contribuisci a rendere un pò più insicuro il mondo. Se vuoi essere credibile, attacca il PC ad un pannello ad energia solare.
Patrick Moore, uno dei fondatori di Greenpeace, è a favore del nucleare (fonte).
Se l’esempio del Vajont non ti piace, eccone un altro: ogni anno muoiono 5000 persone nelle miniere di carbone. Nella sola Cina,
quasi 3000 morti in 8 mesi (fonte).
Qualche numero.
In Giappone hanno 52 centrali nucleari funzionanti, nonostante sia zona sismica.
In Svizzera hanno 5 centrali per 7.5 milioni di abitanti, e ne vogliono costruire ancora (fonte).
In Svezia ne hanno 11 per 9 milioni di abitanti.
Persino la Spagna ne ha 9, nonostante la moratoria di 25 anni fa sull’uso del nucleare.
La Francia ne ha 58 per 65 milioni di abitanti (il 75% dell’energia è prodotta in questo modo).
Ora, vogliamo essere esterofili fino in fondo o solo quando ci fa comodo? (vedere discussioni sui redditi on-line, immigrazione clandestina, etc.)
Ammesso che le tue argomentazioni fin qui fossero tutte ineccepibili, che le centrali si costruissero (fino in fondo) e che si riuscisse a trovare un sito per le scorie, Paolo, a chi le faremmo gestire poi, alla fibe? O nomineremmo supermegaultracommisario per le scorie Bertolaso, coadiuvato dalla de Gennaro?Non è detto che le gestirebbero come la spazzatura, naturalmente; più realisticamente, per quella data, semplicemente, non potrebbero più venire intercettati.