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Emmanuel Negro: Ora Vi Sentite più Sicuri?

2 ottobre, 2008 - 10:30 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti




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Parma – Emmanuel Bonsu Foster frequenta l’Itis serale, è uscito da scuola, quando viene fermato dai vigili. Lo accerchiano, lo picchiano, un piede sopra la testa, gli mettono le manette, e poi è un vero e proprio pestaggio, anche nella volante con cui lo trascinano in centrale. Sul verbale che lo riguarda al posto del cognome viene scritto “Emmanuel Negro”. Lui ha un occhio pesto, una gamba malmessa, alcune lesioni, e una ferita che non si rimargina.

E ha sporto denuncia. Per fortuna. Dobbiamo ringraziarlo per questo gesto, noi, così rassegnati all’ingiustizia. Si è presentato dai carabinieri con la busta contenente il “verbale” e il referto del pronto soccorso, e si è avviata un’indagine interna. Ma di solito cosa si fa nelle indagini interne? Si indaga un modo per far uscire tutti puliti. E così (Da Repubblica) “Il comandante della polizia municipale Emma Monguidi ipotizza che sia stato lui stesso a fare quella scritta e spiega che l’occhio nero è il frutto di una caduta a terra, rovinosa e fortuita: voleva sottrarsi ai controlli.”
Ovviamente. Infatti i vigili credevano che lui fosse uno spacciatore, e invece no, era uno studente che per giunta stava cominciando a fare il volontario in una comunità per tossicodipendenti. E ammettiamo anche che volesse sottrarsi ai controlli, una volta ammanettato non c’era bisogno di pestarlo ulteriormente.

Sempre da Repubblica, ecco la versione dei vigili:
“Un agente si è avvicinato al giovane mostrando il tesserino di riconoscimento. Il ragazzo è fuggito divincolandosi due volte dagli agenti. Ne è nata una colluttazione, con due agenti feriti, uno dei quali ha riportato una distorsione al ginocchio e un altro al polso. I due sono stati portati al Pronto soccorso e, secondo referto, ne avranno il primo per venti giorni e, il secondo, per tre. Il giovane è stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale”.

Gli agenti hanno sospettato che il giovane facesse ‘da palo’, perché era nel parco dalle 17,30 (l’arresto è avvenuto un’ora più tardi). “Continuava a telefonare e fare gesti in direzione del pusher poi arrestato, e infine di fronte al tesserino si è dato alla fuga, opponendosi poi in maniera violenta all’identificazione”.
Inoltre al Comando ha fornito generalità imprecise – è scritto nella nota – E non è vero nemmeno che sia stato malmenato con manganelli quando questo strumento non è in dotazione alla municipale.
“Circa la busta con all’interno i documenti del giovane ghanese, la Polizia municipale sostiene che al momento della consegna era bianca e non riportava alcuna scritta”.

Quindi a questo punto siccome noi estranei alla faccenda, poniamo che il giovane fosse veramente uno spacciatore. In Italia è ancora un reato quindi la polizia ha l’obbligo di intervenire se ritiene che ci siano comportamenti sospetti. Se il sospettato in questione si dà alla fuga, i poliziotti ovviamente cercheranno di raggiungerlo, poi lo immobilizzeranno, gli metteranno le manette e lo porteranno in centrale. Il fatto che abbiano delle lesioni potrebbe dipendere sia dalla difesa del ragazzo, pestato eccessivamente, che dal fatto che evidentemente non sono molto preparati tecnicamente. Ognuno di loro dovrebbe conoscere le tecniche per immobilizzare una persona.
Sul fatto invece che il verbale fosse bianco, questa è un’informazione falsa, un verbale per antonomasia deve essere compilato. E l’accusa contro il ragazzo che l’avrebbe falsificato scrivendo negro è passibile di denuncia per diffamazione, con l’aggravante che tale “accusa di reato” è stata recata col mezzo della stampa.

Inoltre l’articolo di Repubblica da questo punto di vista è assolutamente contraddittorio, non si capisce se questa scritta riguardi il documento del verbale o la busta che lo contiene, ed è un punto assolutamente fondamentale per capire come si siano svolte le cose.
Sempre per quanto riguarda la presentazione della notizia da parte della stampa, notiamo contraddizioni, infatti prima ci viene detto che il ragazzo viene pestato fuori dalla scuola, poi che la polizia l’ha fermato perché era da un’ora (cioè dalle 17.30 alle 18.30) a telefonare con fare sospettoso al parco. Inoltre notiamo che nessuno rimanda alle leggi in vigore in questione, nessuno spiega le differenti versioni, non c’è nessun tentativo di conciliarle.

A margine dei fatti raccontati -che comunque non possono essere definiti come tali dato che ci mostrano due versioni totalmente contrastanti- invece di chiamare in causa la legislazione, che dovrebbe essere simbolo di oggettività, vengono riportate dichiarazioni di politici, ovviamente di sinistra, che si chiedono come sia potuto succedere. A mio modo di vedere è molto pericoloso lasciare che questi dubbi -che peraltro riguardano la Costituzione italiana e le norme basilari di questo stato- vengano riportati solo da una parte politica.

I giornali così strumentalizzano lo scenario politico (o meglio, si fanno strumentalizzare da una certa parte dello scenario politico) creando ancora una volta una corrispondenza omologata e binaria, cioè alla sinistra si dà il ruolo della difesa del ragazzo senza se e senza ma e alla destra si lascia il silenzio, nell’attesa che trovi qualche parola confortante, nell’attesa che trovi un’alternativa alla frase che ormai non potrà più essere usata, cioè “è un caso isolato”.
I giornali agendo in questo modo inoltre contribuiscono alla “riorganizzazione mentale” dei loro lettori, facendo loro capire che non esistono diritti fondamentali, ma bensì idee di sinistra e idee di destra. Se si è di destra è normalissimo avere idee opposte alla sinistra, quindi la difesa dell’uguaglianza sociale non è più una priorità ma è un’opinione da amministrare a piacimento. E l’uguaglianza sociale non è un diritto fondamentale e un principio fondante della nostra democrazia ma è un’idea di sinistra.

I fatti, presentati in modo assolutamente contraddittorio, diventano occasione per la creazione di opinioni sulla base di preconcetti stereotipati e ormai utilizzati in modo dogmatico, che si basano su una rielaborazione rigida e fittizia della realtà.
E’ questo il cardine di tutta la vicenda, è il fatto che ormai questo paese si sta trasformando in giungla, è il fatto che eliminare certe verità significa rendere tutto più arbitrario, significa impedire la civiltà.

E la cosa ancora più grave è che questo episodio riguarda la polizia, cioè un organo ufficiale che dovrebbe garantire la piena adempienza alle leggi statali, che dovrebbe garantire giustizia e rispetto delle regole.

La polizia ha agito in base alle nuove ordinanze stabilite dal sindaco di Parma Pietro Vignali, che si è attenuto alla nuova legge di Maroni, che tace.
Il Sindaco Vignali che ha dichiarato quanto segue: “Non conosco i fatti da vicino perché sono stato tutto il giorno a Roma. Ho parlato con il mio assessore: il rapporto dei vigili afferma che nella busta c’era scritto solo ‘Emmanuel’ non ‘Emmanuel negro’. La parola ‘negro’ potrebbe essere stata aggiunta successivamente, magari da lui stesso.”
Viene da chiedersi se non conosce i fatti come può parlare, se la premessa è “non conosco i fatti” la conseguenza logica dovrebbe essere “quindi mi documento e poi risponderò meglio alle vostre domande”, non dichiarazioni rilasciate a caso.

E a Parma è già il secondo caso di comportamento scandaloso della polizia, dopo la vicenda della prostituta maltrattata e buttata a terra in cella.
Eppure Parma è la patria di Giuseppe Verdi, con le sue cinque orchestre e i suoi teatri maestosi è la culla della musica classica e della lirica, addirittura è diventata capitale della musica, è la città del prosciutto, della tradizione e dell’innovazione coi suoi centri per la sicurezza alimentare e per il controllo delle acque del Po, è tra le prime città che hanno adottato un sistema di commercio ecosostenibile, insieme a Mantova, Ferrara e Ravenna è tra le città della pianura padana ad aver investito per una città pulita e ecologica.
Evidentemente la barbarie non ha memoria, non ha tempo, esiste e basta. E’ fortunata, le circostanze e le persone le garantiscono imperitura consistenza.

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Comments

88 Risposte a “Emmanuel Negro: Ora Vi Sentite più Sicuri?”
  1. mattions scrive:

    Brava Sara. Hai colto il segno.

    I giornali così strumentalizzano lo scenario politico (o meglio, si fanno strumentalizzare da una certa parte dello scenario politico) creando ancora una volta una corrispondenza omologata e binaria, cioè alla sinistra si dà il ruolo della difesa del ragazzo senza se e senza ma e alla destra si lascia il silenzio, nell’attesa che trovi qualche parola confortante, nell’attesa che trovi un’alternativa alla frase che ormai non potrà più essere usata, cioè “è un caso isolato”.
    I giornali agendo in questo modo inoltre contribuiscono alla “riorganizzazione mentale” dei loro lettori, facendo loro capire che non esistono diritti fondamentali, ma bensì idee di sinistra e idee di destra. Se si è di destra è normalissimo avere idee opposte alla sinistra, quindi la difesa dell’uguaglianza sociale non è più una priorità ma è un’opinione da amministrare a piacimento. E l’uguaglianza sociale non è un diritto fondamentale e un principio fondante della nostra democrazia ma è un’idea di sinistra.

    I fatti, presentati in modo assolutamente contraddittorio, diventano occasione per la creazione di opinioni sulla base di preconcetti stereotipati e ormai utilizzati in modo dogmatico, che si basano su una rielaborazione rigida e fittizia della realtà.
    E’ questo il cardine di tutta la vicenda, è il fatto che ormai questo paese si sta trasformando in giungla, è il fatto che eliminare certe verità significa rendere tutto più arbitrario, significa impedire la civiltà.

    Vogliono organizzare gli schemi di pensiero, in maniera da avere un facile controllo su un pubblico facile da dividere con dei gruppi continui.

    Il nostro lavoro deve essere rifiutare e far rifiutare questi schemi. Noi dobbiamo pretendere che i diritti universali vengono rispettati da qualsiasi persona e parte politica.

    E rifiutare l’idea sono di Sx quindi penso che..
    o
    sono di Dx quindi penso che …

    • Vogliono, vogliono, vogliono…

      Ma chi vuole?

      Il Ku Klux Klan? La Spectre? L’imperatore Palpatine e Darth Vader?

      Sono fatti che riguardano le singole persone, che sono delle merde umane. E come merde vanno trattate.

      Se non ci pensa lo stato a farlo dovrebbero essere i cittadini a scendere in piazza e a sputar loro addosso. Tirando poi la catenella.

      Il troppo parlare, discutere, argomentare, alla fine crea l’illusione di “aver gia’ fatto quanto era necessario”.

      Una volta detto tutto cio’ che c’era da dire, si passa a parlare d’altro…

      • mattions scrive:

        La classe politica che è presente ora (e che era presente prima) che controlla in maniera oligarchica le persone.

        C’è una chiara propaganda in atto che dobbiamo sconfiggere.

        “Il sonno della ragione genera mostri” (cit.)
        e per ora noi ci troviamo esattamente con troppe coscienze addormentate.

        Svegliarle una ad una è faticoso, ma è l’unico modo che sicuro.

        Abbiamo un problema di scalabilità qui, dovuto all’inefficienza del metodo. Non lo possiamo risolvere.

        Quindi facciamo qualcosa di concreto nella nostra community. Sperando di scovare un sistema automoltiplicativo.

      • Sara scrive:

        Scusa Chiara quindi cosa dovremmo fare, stare anche zitti?
        ognuno nel suo piccolo fa quel che può, nella fattispecie scrivere un articolo, e scriverlo in modo da far capire che è molto facile schierarsi o dalla parte del ragazzo o dalla parte della polizia, ed è molto facile schierarsi perchè non c’hanno realmente detto com’è andata. Per quanto mi riguarda potrebbe essere una notizia completamente inventata, modificata, o correttissima, ma noi non lo sappiamo, e non potremo saperlo. Nella vita concreta poi ognuno può fare il suo piccolo servizio, io ad esempio sto lavorando con la redazione di bologna di un nuovo format televisivo il cui scopo sarà quello di proporre un’informazione quanto più indipendente possibile.
        Ognuno deve conoscere i propri limiti ed essere consapevole che quelle che può portare avanti sono piccole azioni. Per poter agire correttamente però secondo me servono alcune basi, se ieri mi fossi limitata a leggere su oknotizie la notizia come veniva data da un blog avrei detto poveretto e basta, invece poi ho scoperto che la notizia è sicuramente manipolata perchè è contraddittoria, e allora non so fino a che punto arrivi la verità.

        • Sara, scusa il mio sfogo ma sono schifata da cio’ che accade forse anche piu’ di te.

          Solo che se si inizia a trasferire il problema sulle istituzioni, sui complotti e su cio’ che e’ materialmente impossibile da individuare, si fa solo il gioco di queste merde umane che contano proprio sui lunghi tempi perche’ i fatti cadano nell’oblio.

          Ok ok, forse questa notizia e’ manipolata, ma ci sono altri fatti di giovani malmenati da chi porta una divisa. Giovani morti massacrati dai manganelli oppure uccisi da uno dei tanti Rambo che spara da un lato all’altro dell’autostrada. Roba che dovrebbe esser viva nella coscienza di ciascuno/a e farci sentire incazzati/e ogni giorno che passa e che invece vede svolgersi i processi in sordina dove tutti escono impuniti.

          Invece no, cavolo.

          Non esistono complotti, ma solo delle merde umane che vanno trattate come tali. Isolate, ostracizzate, perche’ si sentano addosso il peso di cio’ che sono.

          • Sara scrive:

            Dunque innanzitutto nessun complotto ma semplice evidenza di quello che hanno scritto sui giornali. La parola complotto non mi piace per le accezioni che ha, e quando di una parola si considerano le accezioni se ne decreta la morte. Secondo me.
            Poi un’altra cosa fondamentale: io penso che qui ci sia un fondo di verità se no non avrei proprio scritto, e inoltre se non è emmanuel sono altre persone. E se non è la polizia sono gruppi di pazzi che aggrediscono uno perchè ha rubato dei biscotti.
            Per quanto riguarda la nostra rassegnazione, ho scritto ciò “E ha sporto denuncia. Per fortuna. Dobbiamo ringraziarlo per questo gesto, noi, così rassegnati all’ingiustizia.” quindi sembra che da questo punto di vista siamo d’accordo.
            Poi, sempre per la questione, credimi, per me sarebbe molto più facile credere che tutto è vero, che i poliziotti sono sempre e comunque razzisti tranne qualche sparuto caso, sarebbe molto più facile per i miei schemi mentali, che in questo caso sono dettati dall’empatia per chi soffre per qualche motivo, credo. Ma sto lavorando per abbatterne qualcuno, il che complica la percezione della realtà però è assolutamente necessario.
            Secondo me ponendosi qualche dubbio a partire dai loro articoli che sono assolutamente contraddittori non si fa il loro gioco, ma anzi, si sviluppa la coscienza critica che poi permette proprio di accorgersi di certe dinamiche.
            E non lo so se li tratto sufficientemente da merde, ma questo non mi interessa molto, e tu dici che sono cose singole, ma non è vero, perchè se fossero cose singole non avrebbero questa forza, e noi le avremmo già arginate. Se cominciamo a contare i politici, quelli che manipolano i politici, gli editori, i giornalisti, gli opinionisti arriviamo già a un buon numero. Se a questi aggiungiamo i seguaci pronti a dire una cosa e il suo contrario a distanza di poco tempo per dar loro ragione arriviamo a una massa vera e propria.
            E ci accorgiamo di essere in minoranza, anche per questo quello che possiamo fare è limitato.

            • Fully scrive:

              Complimenti, Sara, per le tue argomentazioni

              • Sara scrive:

                Grazie Fully! Arrossisco un pò, concedimelo :oops:

                • koteko scrive:

                  Complimenti anche da me, per l’articolo ma piu’ in generale perche’ tra le righe leggo quello che da qualche tempo penso fortemente anche io: abbiamo bisogno di metainformazione che analizzi, svisceri l’informazione “ufficiale” e ne metta in luce la pochezza, le contraddizioni, le consapevoli omissioni che dirigono le percezioni di ogni persona come il vento fa con barchette a vela in alto mare.

                  Questo secondo me e’ il cuore della “rivolta”: metainformazione, pulita e apartitica, possibilmente non ideologica. Semplice scomposizione e critica della massa informativa che attraverso giornali e televisioni modifica ogni giorno i nostri pensieri, purtroppo spesso senza che ce ne possiamo accorgere.

                  • Sara scrive:

                    Grazie, penso che questo sia il problema, dovremmo stare più attenti, però io l’ho fatto con una notizia, e confesso che mi sarebbe impossibile farlo per tante altre news…

    • Sara scrive:

      Grazie, si penso proprio che il centro della questione sia quello, insieme al fatto che secondo me ci sono due casi in cui diffidare di una “notizia”:
      1) quando tutte le tv o tutti i giornali diffondono lo stesso servizio, con le stesse parole, in pratica comprano un unico servizio che poi viene rimandato in onda
      2) quando la “notizia” è eccessivamente contraddittoria

    • maria scrive:

      sono di parma e vivo in via trento, vicino alla stazione, almeno una volta alla settimana sono costretta a chiamare la polizia.
      6 giorni fà perchè un ragazzo è stato malmenato da un ragazzo di colore che l ha ridotto in sangue poi è scapato. tempo fà accadde anche una rissa in cui si accoltellarono tra di loro in mezzo alla strada.naturalmente non devi far scoprire che stai chiamando la polizia perchè se loro ti vedono per strada poi se la prendono con te. com’è successo alla mia vicina.
      urinano sulla porta del palazzo, suonano al campanello alle 4 di notte. due notti fà c’è stata l’ennesima lite per spaccio colta dal panico ho chiamato la polizia, ma è sempre la solita storia si dileguano prima che arrivino, mentre per la strada passano bambini e donne.
      ora non bisogna fare di tutta l’erba un fascio ma a parma c’è un problema alla base che non va. è facile parlare quando certe cose non le vivi.
      con questo non sto giustificando la polizia, sto solo spiegando una faccia di parma che non è quella che vedrete in tv, che è forse però quella che causa tanto odio.

  2. Giacomo scrive:

    Stavolta non ci credo. Non credo al pestaggio.
    La vicenda ha un qualcosa di anomalo al limite del ridicolo. Mi sembra di leggere di quando qualcuno ha sdraiato a cazzotti uno scippatore per prendersi poi da questo una denuncia per percosse…E’ un ulteriore “scusa” usabile come ben detto finora sia a destra che a sinistra. E quindi stavolta, in medio stat virtus.

    • Sara scrive:

      Ci sono cose che a me non convincono. Però non penso che un ragazzo del ghana con tutti i problemi di integrazione che ci sono adesso in italia si metta a fare una denuncia a sette poliziotti per un fatto non accaduto.
      Sicuramente come mi diceva qualcuno quando ero alle elementari la verità sta nel mezzo…Non so però dove si collochi questo mezzo…

    • Lara scrive:

      Qui l’unica a rimetterci davvero su tutti i versanti è la Verità…

    • Iniquo scrive:

      Ma la smettiamo di usare belle parole per evitare di dire:«è un negro, quindi dubito»? A Milano hanno fatto fuori uno a sprangate ma la prima cosa che si sentiva era:«eh ma erano esasperati…».
      Questo era lì perché andava a scuola e stava aspettando l’inizio delle lezioni, cosa normale mentre si aspetta è anche parlare al telefono.
      Che poi se l’avesse scritto lui quello schifo sulla busta magari avrebbe scritto il suo nome correttamente, cioè con due M. In più bisogna considerare anche il fatto che uno dei vigili è sotto processo per una rissa per futili motivi. La vittima ha chiesto la perizia calligrafica ed il p.m. sta verificando se un occhio nero è compatibile con una caduta; invece le contusioni dei due vigili sono compatibili con il pestaggio: l’hanno picchiato con troppa foga e si sono fatti male (polso e ginocchio).
      Avessero fatto la stessa cosa davanti ad una scuola ad un bianco staremmo qui a dubitare o diremmo che anche se fosse stato uno spacciatore quel comportamento dei vigili è da delinquenti?
      Ma poi davvero pensiamo che gli stessi vigili della prostituta nera buttata per terra non possano fare questo? Lo sappiamo vero che hanno dato competenze delicate di pubblica sicurezza a gente che è qualificata solo per far multe e che spesso non sa fare neanche quello?
      Gli stessi poliziotti fecero dichiarazioni velenose sul caso della prostituta, dicendo che chi ha le competenze per gestire certe situazioni sono loro.

      • Sara scrive:

        Iniquo è assolutamente comprensibile quello che tu dici, ma io non avrei mai e poi mai dubitato se non avessi letto l’articolo di repubblica in cui si dicevano milioni di cose inconciliabili. E continuo a dire che sicuramente qualcosa di grosso è successo dato che non penso che un giovane straniero con tutti i problemi adesso per gli stranieri si metta a fare una denuncia così tanto per. Infatti questo mi sembra chiaro dal titolo dell’articolo e da quello che ho scritto. Però ho scritto anche che la verità non può essere quella che ci presentano i giornali semplicemente perchè ce ne presentano almeno 3!

        • Iniquo scrive:

          Non criticavo il tuo articolo, almeno credo.
          Questa volta ho scritto uno sfogo proprio arrabbiato, ho cercato le notizie su ANSA, Adn Kronos, Gazzetta di Parma, Repubblica, Corriere e sentivo montare rabbia ed impotenza.
          Mi sono sorpreso ad augurare le peggiori cose a questi vigili, forse perché ho perso totalmente fiducia nella giustizia già sapendo che se ci sono dei filmati delle telecamere sul parco probabilmente spariranno misteriosamente, se anche i vigili venissero condannati avrebbero sicura carriera politica nella Lega Nord o Forza Nuova prendendo pacchi di voti.
          Spero solo che le comunità di riferimento delle vittime di turno non facciano sciocchezze, perché se dovessero scaldarsi gli animi sarebbe solo peggio per tutti (l’esercito per strada già c’è, ma basterebbero anche i fidi carabinieri).
          Mi scuso se lo sfogo sembra essere rivolto a delle persone in particolare.

          • Non criticavo il tuo articolo, almeno credo.
            Questa volta ho scritto uno sfogo proprio arrabbiato,

            Stessa cosa vale per me.

          • Sara scrive:

            Ma tu hai letto gli articoli sui giornali e non hai notato contraddizioni?
            Scusa perchè dobbiamo credere ai giornali, perchè abbiamo paura di una rivolta degli stranieri? i preconcetti preconfezionati sono il vero problema.
            Il problema sai qual è? Che io -a parte per la questione del razzismo dovuta alla presunta scritta emmanuel negro- ho considerato la vicenda come se questo fosse un ragazzo qualunque (come è di fatto), senza considerare nero-non nero. Se continuiamo a dire che gli stranieri sono tutti buoni e i poliziotti tutti razzisti non andiamo da nessuna parte. Anzi regrediamo, proprio noi che dovremmo essere contro questa strumentalizzazione.
            Hai perso completamente fiducia nella giustizia? Quindi credi che tutti i vigili siano cattivi? E se qualcuno ti fa un torto da chi vai? Non vai da nessuno perchè tanto nessuno ti può difendere? Questa sì che è rassegnazione.
            Secondo me, poi questi sono fatti così delicati e così complessi che ogni affermazione va un pò ponderata ed è personale.

            • Sara, dicendo che sarebbe ora che si cessasse di parlare semple riferendosi a “Loro” e che invece si iniziasse ad affrontare questi episodi di persone contro persone, forse secondo me si riuscirebbe se non altro ad isolare chi compie certi atti.

              Forse in parte (e non mi riferisco nello specifico al fatto di Parma) c’entra anche il razzismo e la xenofobia, ma alla base di tutto ci sta l’esplosione di violenza incontrollata che e’ rivolta soprattutto contro i “diversi”. Che siano neri, rom, gay, simpatizzanti dell’opposizione o semplicemente di un’altra squadra di calcio, per certe persone e’ la stessa cosa.

              Ricordo a questo proposito che in “Arancia Meccanica”, i due teppisti entrano appunto nella polizia per aver modo di poter continuare a manganellare “legalmente”.

              • Sara scrive:

                “Sara, dicendo che sarebbe ora che si cessasse di parlare semple riferendosi a “Loro” e che invece si iniziasse ad affrontare questi episodi di persone contro persone, forse secondo me si riuscirebbe se non altro ad isolare chi compie certi atti.”
                Ma ti riferisci ai poliziotti o al giornalista? Se ti riferisci ai poliziotti non possiamo dire niente perchè non conosciamo quello che è successo.
                Se ti riferisci al giornalista di repubblica sono andata a vedere nell’articolo citato e c’è scritto “dalla nostra redazione”. E comunque avrò letto la stessa notizia in altri 10 giornali, la situazione non era migliore, anzi, secondo me a parte l’adnkronos che è un’agenzia stampa gli altri erano proprio peggio. Forse il corriere si avvicinava, ma non mi ricordo alla perfezione.
                Comunque sul fatto di partire con piccole azioni sono d’accordo, è il famoso principio della finestra rotta.
                Ti faccio notare però che nell’articolo non parto da un assunto generale tipo “la giustizia non è uguale per tutti e l’informazione fa schifo” per poi fare un esempio, ma faccio esattamente il processo opposto, cioè parlo di un fatto e tramite quello scopro determinate cose. Quindi un pò ho fatto come dici tu, e però sono conscia che in realtà ho fatto una cosa piccolissima, che avrà un effetto “reale” indiretto, e che al momento non ha fatto scaturire nessuna azione concreta, se non il ticchettio delle dita sulla tastiera del pc.

                • Sara ho apprezzato il tuo articolo e come lo hai scritto. La mia non era una critica a te, sia ben chiaro, e neppure a cio’ che esprimi velatamente che io condivido in pieno.

                  Solo che da piu’ parti vedo ormai iniziare una qualsiasi discussione sulla politica italica e molti dei commentatori si rifanno a “LORO” come un’entita’ malefica che sovrintenderebbe a tutto cio’ che accade e della quale fanno parte i politici, i giornalisti, i magistrati… insomma le cosiddette “caste”.

                  E questo atteggiamento e’ identico sia da una parte dello schieramento che dall’altra: quelli di sinistra parleranno di “caste governative” e quelli di destra di “caste di toghe rosse”.

                  Invece in tanti crediamo che il problema si trasversale e cioe’ che si debbano andare a colpire le persone innanzitutto, che’ ce ne sono di malefiche ovunque come ce ne sono di oneste, senza mischiare tutto facendo un processo all’intero sistema.

                  Altrimenti diamo ragione al berlusca quando dice che giacche’ alcuni giudici lo perseguitano tutta la giustizia deve essere modificata ed adeguata ai suoi voleri con una “bella riforma”.

                  Una delle sue che ormai tutti conoscono bene.

                  Anche perche’ fare il processo al sistema prende talmente tanto tempo e mette in campo talmente tante situazioni che alla fine, per prescrizione, i colpevoli se ne escono belli e puliti.

                  • Sara scrive:

                    Ok sono d’accordo! Ma quindi come facciamo?
                    Io comincerei a pretendere che tutti sull’autobus paghino il biglietto, sono salita con 10 persone e l’abbiamo fatto in due. Peraltro a bologna non esiste neanche la scusa “oddio mi sono dimenticata!” perchè si può fare a bordo. Un euro, è facile!
                    Rimanendo attinenti alla questione invece, se avessi tempo cercherei di capire meglio com’è andata, ma dovrei andare a parma e fare un casino di giri, lo farei eh..Però comunque non otterrei niente, perchè per ottenere giustizia serve l’organo della giustizia. Ma la giustizia forse non funziona, perchè? perchè non siamo tutti uguali di fronte alla legge, perchè c’è l’indulto, perchè i processi durano troppo. Allora cosa possiamo fare? Proporre e indire un referendum…Bene, chi lo sa fare e chi lo può realizzare? Ma a questo punto è troppo difficile e come dici tu è una perdita di tempo e energie, quindi il fatto è che al momento non c’è soluzione per risolvere subito tutti i piccoli problemi. Tranne allenarci a rispettare le piccole regoline e porre le basi per il confronto critico.
                    Lo so che è stufevole, anche a me a volte prendono gli attacchi di sconforto, ma è come se il muratore che si occupa dei mattoni di una casa pretendesse di fare il suo lavoro prima che altri scavassero il terreno per le fondamenta! E nel nostro caso questi costruttori di fondamenta dovrebbero essere ancora più bravi dei nostri costituenti nel trovare un modo per non far passare l’umido sporco dai muri.

            • Iniquo scrive:

              Ho perso fiducia nella giustizia perché essa è tale se uguale per tutti.
              E` logico che se subisco un torto vado a sporgere denuncia o dall’avvocato, ma io sono bianco, italiano e non povero.

              • Sara scrive:

                “ma io sono bianco, italiano e non povero”
                non ho capito bene…Cioè? tu sei bianco, italiano e non povero quindi hai dei diritti più di chi è nero, straniero, povero perchè la giustizia non funziona. Questo volevi dire giusto?
                Se la giustizia non funziona è perchè si fa di tutto per rendere i diritti fondamentali delle opinioni. Cioè in pratica è quello che ho detto nella seconda parte dell’articolo. E comunque bisogna stare attenti agli stereotipi e alle categorizzazioni eccessive. In un commento a un articolo in cui si toccava il tema sulle differenze nord-sud avevo detto che secondo me se si continuava a ragionare nord-sud si faceva il gioco di chi voleva questo dualismo (ovviamente ai danni del sud). La stessa cosa vale per questo! Se si continua a dire bianco/nero -e non si sta parlando di calcio- si continua a ragionare per compartimenti stagni.
                Mi è capitata una cosa qualche giorno fa: ero con mia sorella, stavamo camminando quando abbiamo incrociato un’orda di bambini in gita, saranno stati almeno 50, ovviamente felici e urlanti come si confà al caso. Ho visto due maestre, e ho escalamato (scherzosamente): “poverette, non vorrei essere nei loro panni!”.
                Mia sorella mi ha chiesto: “poverette perchè hanno il velo?”
                Io dicevo poverette perchè dovevano tenere i bambini urlanti ed erano in poche, forse si avevo visto il velo ma non c’ho proprio badato. Ho realizzato che avevano il velo quando mia sorella me l’ha fatto notare, e comunque ho notato che non ho provato nessun sentimento diverso dal precedente.
                Tutto ciò per dire che a me queste differenze non balzano neanche all’occhio, non ci bado e non vedo perchè dovrei badarci.
                Non so perchè ma quando vedo una persona io guardo se è felice, se è triste, cerco di carpire tutto ciò che posso dalla sua espressione del viso. Non mi viene da guardare se ha il velo, o se è colorata o bianca. Per me è proprio una cosa naturale…

      • io avrei dubitato lo stesso.
        solo perché uno è nero è credibile per definizione?
        non esistono bugiardi neri?
        non è anche questa una forma di razzismo?

        • Iniquo scrive:

          Certo, però la versione dei vigili puzza anche considerando piccole cose come il nome scritto sbagliato ed i precedenti in quella città.

      • Giacomo scrive:

        Ma infatti ho scritto “stavolta” non ci credo.

  3. Un paio di necessarie precisazioni

    Non mi piace leggere su queste pagine inviti alla rivolta, all’azione o reazione violenta, alla sollevazione popolare ecc.
    Questo perché sono intimamente convinto che la violenza non sia mai la risposta e anche perché alla fine certe affermazioni lasciano il tempo che trovano visto che tirare fuori queste cose serve solo per sfogarsi e non serve.
    Invito tutti ad attenersi a questa regola della casa. Grazie.

    Aggiungerei che nessun fatto è come viene raccontato. Tutti cercano sempre di darne la versione più favorevole per se stessi. E’ una regola di vita che raramente viene violata.
    Questo vuol dire che non bisogna mai giudicare sulla base dei racconti, ma sempre sulla base delle prove che, come dice Grissom, non mentono mai.

    • Iniquo scrive:

      Magari la cosa concreta da fare sarebbe presentarsi al presidio di sabato alle 15.30 in Piazza Garibaldi a Parma. Ovviamente per chi è della zona.
      Sicuramente tutti potrebbero manifestare il proprio dissenso e disagio mandando email al sindaco (sindaco@comune. parma.it) ed all’assessore Monteverdi (monteverdi@comune. parma.it).

    • Dato che l’unica a scrivere qualcosa a riguardo sono stata io, forse potevi farmelo direttamente il rimprovero invece che in modo generico ed allusivo.
      Io ho scritto:

      Se non ci pensa lo stato a farlo dovrebbero essere i cittadini a scendere in piazza e a sputar loro addosso. Tirando poi la catenella.

      Scendere in piazza e manifestare il dissenso si puo’ ancora oppure l’unico modo di dissentire sara’ istituzionalizzato solo nei blog?

      Come Sara mi faccio un’opinione personale che non e’ preconcetta. E’ ponderata. Ho visto il ragazzo parlare in TV di fronte al ministro Maroni e nel suo occhio pesto non ho letto “manipolazione” o menzogna.

      Ciascuno/a di noi si fa un’opinione in base alla propria sensibilita’ e a come interpreta i fatti. Io li ho interpretati propendendo dalla parte di chi, solo, ha subito un pestaggio da parte di 6-7 agenti.

      Anche se fosse stato uno spacciatore non si riduce una persona in quello stato, altrimenti un domani si giustifichera’ qualsiasi cosa perche’ chi ha il potere mediatico potra’ dire cio’ che vuole.

      La mia famiglia e’ passata in mezzo sia al nazismo che al comunismo e certi fatti quando accadono creano in me un senso d’impotenza e mi chiedo: ma bastera’ solo scriverlo il dissenso per contribuire a rimettere a posto le cose?

      • Non ho chiuso il blockquote al punto giusto. Spero sia ugualmente comprensibile.

      • l’osservazione è valida in generale e non si riferisce solo al tuo intervento, ma ad una serie di reazioni che non ho ritenuto utili.
        purtroppo non posso intervenire sempre, non ne ho più la possibilità. Stamattina ho depositato un po’ di questi interventi in vari pezzi, tra cui questo.

        Non entro nel merito della questione, è ovvio che ognuno si fa le sue idee e non intendo giudicare ne le idee ne il modo in cui si formano.
        Credo, però, che se la reazione si concretizzasse nel modo, seppur metaforico, da te auspicato una escalation violenta sarebbe inevitabile.

        Se si da al sistema la scusa di usare la violenza, alla fine vince sempre il sistema. Loro hanno i mezzi, loro hanno gli uomini, loro hanno le armi, loro hanno l’organizzazione.
        La maggior parte dei guerriglieri a chiacchiere che girano per la rete, scapperebbero a casa alla prima manganellata.
        Lasciamo perdere e creiamo consapevolezza. Sarebbe già tanto se ci riuscissimo.

        • lupoalburnino scrive:

          Giusto, CN. A me la violenza non è mai piaciuta in qualsiasi forma essa venga esplicata. Quindi, niente violenza e niente sollevazioni.
          Sono convinto, però, che nessuno di noi ami la violenza. E’ solo un modo di dire, perchè sono sicuro come dici tu: “La maggior parte dei guerriglieri a chiacchiere che girano per la rete, scapperebbero a casa alla prima manganellata.”
          Ma manifestare il proprio dissenso si anche se, e lo dico con sofferenza, la più grande manifestazione non farebbe recedere di un passo questa maggioranza parlamentare.
          L’ho scritto in un altro commento:
          La ministra Gelmini in un’intervista alla TV ha detto che per la scuola si può manifestare quanto si vuole, perchè la maggioranza del paese è con lei e vuole le riforme che lei ha preparato. Quella parte che protesta e manifesta è una sparuta minoranza e lei, bontà sua, lascia fare…Testualmente: “Io li lascio fare!”
          C’è tanta di quella presupponenza in questa gente che non ti ascoltano neppure!
          Se poi Veltroni dice che in Italia c’è il pericolo di un imminente “putinismo” non credo sia lontano dalla realtà.
          Dirlo e non fare niente?
          Io veramente non saprei cosa: gli italiani accettano anche il punitismo se fatto da Belusconi.

    • mattions scrive:

      Io credevo che ognuno poteva esprimere le sue opinioni, se in maniera pacata e civile almeno qui.

      Non voglio fare sterile polemica, ma stiamo attenti a mettere paletti a quello che si può dire e quello che non si può dire.

      • se uno dice pacatamente e civilmente che il sistema per risolvere il problema è sparare nelle gambe a qualcuno io non posso intervenire solo perché è stato detto civilmente e pacatamente?

        come ho scritto nella risposta a Chiara, non mi sembra utile dire certe cose perché non servono a generare consapevolezza, ma solo a sfogarsi.
        MC ha un obiettivo politico, non psicologico.

        • Pero’ anche tu, nell’articolo “Vacuum”, ammetti che a volte e’ impossibile non sfogarsi.

          Comunque io non ho detto di sparare alle gambe a nessuno ma solo far sentire gli autori di certi fatti inadeguati e fuori posto.

          L’agente che ha ucciso il ragazzo sparandogli dall’altra parte dell’autostrada ha sempre dichiarato di essere innocente e si e’ sempre avvalso delle coperture di certi colleghi per affermare che lui aveva sparato involontariamente. Solo quando ha capito che il clima intorno a lui era cambiato e che i colleghi sui quali faceva affidamento lo abbandonavano e non poteva neppure uscire per strada che’ la gente lo guardava, allora ha deciso di “chiedere scusa” per l’atto compiuto.

          Ecco, dovrebbero essere gli stessi vigili di Parma a far chiarezza sull’episodio. Chi meglio di loro conosce come si sono svolti i fatti e la personalita’ dei loro colleghi coinvolti?

          • lupoalburnino scrive:

            Klara, condivido, ma sono anche sicuro che di colleghi come quelli dell’agente sparatore ce ne siano pochi. A Parma non succederà nulla, purtroppo! Però, anche da questa parte qualche miracolo potrebbe succedere.

          • Iniquo scrive:

            Il chiedere scusa è solo una strategia processuale, come ha giustamente fatto notare il fratello della vittima che di mestiere fa l’avvocato.
            La complicità dei colleghi omertosi di questi criminali in divisa è inaccettabile, quindi han poco da storcere il naso se spesso ci si lascia andare nella criminalizzazione di tutto il corpo di appartenenza.
            E` fondamentale non dare mai a questa gente il pretesto di agire con violenza, quindi ogni manifestazione deve essere pacifica e non accettare provocazioni. Poi, visto che ormai sono diffusissime, sarebbe bene che ognuno portasse dietro la sua macchinetta fotografica o videocamera.

            • Iniquo, io confido molto nel fatto che ci siano persone per bene fra i colleghi di questi violenti in divisa, perche’ altro non sono: dei violenti.

              Io credo che i poliziotti onesti siano piu’ di quelli disonesti. Molti pero’ sono vigliacchi. Conoscono la verita’ ma tacciono per paura di ritorsioni.

              E dire che mai come in questo momento l’Italia avrebbe bisogno di autentici eroi.

          • Adetrax scrive:

            Concordo, infatti sembra che non ci siano più vie di mezzo, ovvero se uno sbaglia o non gli si fa nulla o deve essere licenziato, rimosso dalla memoria pubblica, ecc.

            Il richiamo, la punizione anche severa, ecc. non si usano più.

    • Iniquo scrive:

      C’è un’altra manifestazione organizzata per oggi alle 17.30 e tra gli aderenti ci sono CGIL, CISL e ARCI.
      Vorrei scoprire invece chi ha indetto quello di sabato e quali sono le associazioni che partecipano visto che il rischio di trovarsi in mezzo a dei ragazzini dei centri sociali senza servizio d’ordine è alto.

  4. Io stesso mi sento “razzista”.
    Il mio, però, è un razzismo di classe, un classismo appunto.
    Bene, ho ragione di pensare di essere superiore a molti elettori di AN e della Lega che appoggiano indirettamente o attivamente questi atti.
    Sono migliore anche di molti moderati che taciono.
    Sono anche io “razzista” (classista).
    Dario
    ITALY ITALIA

  5. http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20081002/twl-gb-si-dimette-ian-blair-il-capo-di-s-09e26cd.html

    A volte, quando leggo queste notizie mi chiedo: come mai in Italia nessuno si dimette quando sbaglia?

    Pare che sia il Paese in cui TUTTI hanno sempre ragione.

  6. Di che ci stupiamo se ancora oggi, quando un crimine è attuato da uno straniero di un paese che, implicitamente, non gode di prestigio pari o superiore all’ Italia, se ne evidenzia il reato seguito immediatamente dalla nazionalità. Ciò accade solo se la vittima è staniera e penso accada solo se il paese non corrisponde ad uno dei paesi del G8 o giù di lì. Non ho mai visto notizie del tipo “Giapponese rapina banca” e dubito fortemente che semmai accadesse evidenzierebbero la nazionalità del giapponese. Ho comunque dei dubbi, visto che più volte è stato evidenziato ad esempio che Amanda Knox è americana, tuttavia (impressione fugace e puramente personale) non vi scorgo lo stesso significato che mi par di vedere in tutti quegli “extracomunitario” o “rumeno” (So che penso male, ma vien quasi spontaneo pensare che il rumeno sia solo “rumeno” visto che ormai come extracomunitario non possano più bollarlo). Oggi due locandine dei giornali recitavano più o meno (le parole esatte non le ricordo) “Rifuta la carità: aggredita dal bulgaro” e “Su dieci carcerati otto sono stranieri”. Ho il dente avvelenato, lo so, e forse sono troppo feroce, ma quel “bulgaro” (è il primo bulgaro che sento abbia commesso qualcosa in Italia da una vita, eppure eccola lì!) sparato così, peraltro “il bulgaro” (di questo sono sicuro) col determinativo, quasi fosse un singolo, potenete personaggio terrifico (tipo “il gatto mammone”) o un truce criminale di tipo coatto o western(stile “er catena” o “lo Svedese”…), magari un cattivo da fumetto. La seconda notizia è più un reportage ma in qualcuno, a vederle assieme, sarà forse passata per la mente una correlazione (peraltro sbagliata, visto che qui non si parla di quelli che delinquono ma di quelli che prendono e l’articolo poi chiarisce che alcuni sono in attesa di giudizio e che per molti c’entra la non ottemperanza all’intimazione di lasciare l’Italia) per cui 8 stranieri su 10 in carcere implichi che 8 reati su 10 sono commessi da stranieri?

    Fonti: http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3925606&Data=2008-10-2&Pagina=1

    http://mattinopadova.repubblica.it/prima?edizione=EdRegionale

    (l’articolo non ha il titolo d’effetto della locandina, che purtroppo non posso riportare)

  7. Doxaliber scrive:

    Bel pezzo Sara, complimenti.

  8. daniela tuscano scrive:

    Sara, non ho che complimenti da scrivere. Che vuoi? Qui si parla di blog… ti confesso che, per qualche settimana, avevo chiuso il mio. Tutto inutile, mi dicevo, hanno vinto i razzisti, il denaro, l’odio…

    Poi però mi sono accorta che avevano bisogno di me, in primis i miei studenti coi quali continuiamo a parlare di questi argomenti e ti assicuro che sono disorientati quanto e più di me. Altra fandonia da non credere: che tutti i “giovani” siano come i manganellatori di Tong o gli pseudo-tifosi verso cui, chissà come mai, nessuno prende mai una risoluzione.

    No, la maggior parte dei giovani è alla ricerca dei valori veri, e dobbiamo, assolutamente dobbiamo darglieli.

    Per il resto, nulla: ricordo domani la manifestazione nazionale antirazzista http://posizioni-umaniste.blogspot.com/2008/07/manifestazione-nazionale-antirazzista.html , poi un bell’intervento di Vendola di qualche giorno fa, non so, magari lo mando come articolo…

  9. Adetrax scrive:

    Ci sono molte cose che non mi piacciono nella presentazione delle informazioni e sono contento che Sara si sia posta la domanda se veramente le cose sono andate per come sono state descritte.

    Tanto per cominciare non è possibile che l’Unità titoli un articolo con “Razzismo a Parma: la procura chiede i video”, invece di “Sospettato razzismo a Parma: …”; in questo modo loro hanno già emesso la sentenza; un articolo che con una frase come:

    Gli stessi noti alle cronache per aver lasciato una prostituta in una cella mezza nuda

    (e come doveva essere se stava esercitando al momento dell’arresto ?) sembra voglia avvalorare in anticipo la tesi del razzismo “recidivo” e quindi acuire il divario fra comportamenti di sinistra e quelli di destra (polizia in genere).

    ————–
    Parentesi sul caso della prostituta nigeriana di Parma:
    - se era mezza nuda era perchè stava esercitando,
    - se si è voluta stendere per terra invece che sulla panca, è stata una sua precisa scelta;
    - non dimentichiamoci che ha opposto una notevolissima resistenza all’identificazione e al trasporto presso il comando locale (certo per le sue ottime ragioni ma che non sempre collimano con quanto ci si aspetta).

    Eppure tutti a evidenziare la “foto brutta”, perchè lei si era sporcata per terra, quando fuori aveva un magnaccia pronto a picchiarla ed anche ad accoltellarla per una o due serate di lavoro perse; che schifo, che ipocrisia.
    ————–

    Ogni giorno muoiono dei bianchi, degli italiani, ecc. però se succede qualcosa a un extracomunitario, soprattutto se nero, succede il finimondo.

    Se l’arrestato fosse stato un ragazzo bianco del luogo, avrebbe suscitato tutto questo clamore (a parte la scritta sulla busta) ?

    E’ stata analizzata la situazione da parte dei vigili ? Loro hanno sbagliato ? Il ragazzo ha sbagliato ? Se si, le scuse e la riparazione deve essere reciproca.

    Invece niente, di questo passo finiremo come negli USA dove formalmente tutti hanno il massimo dei diritti ma poi nella pratica è peggio di una giungla.

    Quando una persona non si identifica e NON ha un documento di riconoscimento con se e tenta di scappare e si divincola e magari da un calcio al ginocchio di un vigile, cosa pensate, che anche a loro non girino le scatole e non gli scappi qualche parola inopportuna ?

    Di solito gli agenti di pubblica sicurezza non sono laureati ad Oxford e spesso l’educazione familiare unita ad altri aspetti prossimi o remoti, prevalgono sull’addestramento che hanno ricevuto, soprattutto quando le azioni diventano concitate (tanto per citare: Placanica, Spaccarotella, ecc., la squadraccia della scuola Diaz, ecc.).

    La causa più profonda dei comportamenti più deprecabili è da ricondursi nel grado di autocontrollo e di resistenza “all’obnubilamento mentale” delle persone; la perdita parziale del controllo è qualcosa di simile al comportamento dello squalo quando sente il sapore del sangue, non ragiona più, agisce d’istinto, giusto o sbagliato che sia.

    Tutto questo ovviamente non è assolutamente una scusante, ma quello che mi da fastidio è che gli arrestati non dicono mai parolacce, non insultano, non minacciano, non fanno gesti sconvenienti, non sono violenti, non dicono “sto fermo” e poi tentano di dare un calcio alle parti basse, rispondono alle domande educatamente, ecc.; soprattutto questi comportamenti, quando avvengono, NON sono MAI riportati negli articoli come quello summenzionato, viceversa si batte solo dall’altra parte; spesso non si evidenziano neanche i comportamenti che andrebbero assolutamente corretti, bensì quelli che fanno più sensazione quando sono estrapolati al di fuori del contesto in cui sono avvenuti.

    Ora, nel caso in oggetto, penso veramente che tutti gli attori abbiano preso un granchio, i vigili in borghese pensavano che quello fosse veramente uno spacciatore e lo hanno circondato in maniera piuttosto allarmante per evitare la fuga, l’altro forse non ha neanche prestato attenzione al fatto che uno di loro gli mostrava un tesserino identificativo e gli chiedeva di identificarsi e ha tentato di scappare (forse pensava a una rapina e si è spaventato), cosa che nell’immediatezza è parsa confermare l’ipotesi di un suo coinvolgimento nello spaccio della droga.

    La spiegazione della “comandante” mi sembra solo parzialmente vera; la “giustificazione dell’occhio tumefatto a causa di una caduta” mi sembra la classica scusa che si usa nei filmi polizieschi “made in USA” per giustificare qualche atto sopra le righe per forzare una confessione: è caduto dalle scale, si è fatto male con la porta, ecc.

    Ma quando mai uno cadendo per terra si può far male così se non urtando un’altra persona (es. un braccio, un gomito, una mano, un ginocchio) ?

    Macchina della verità a tutto spiano altre che balle.

    Ritengo quindi probabile che la tumefazione dell’occhio sia avvenuta durante l’arresto.

    Proposta
    ———–
    Ma perchè gli agenti di pubblica sicurezza non hanno una telecamera audio-video portatile durante queste azioni ?

    Sempre li a indovinare cosa ha detto quello, cosa ha detto quell’altro, cosa ha fatto, cosa non ha fatto, ecc.

    Filmati criptati e trasparenza nella loro gestione !

    Stessa cosa per la consegna della busta, deve essere tutto filmato fino a quando il soggetto non esce dai locali dei vigili, della polizia, ecc.

    (Oops mi stavo dimenticando che in Italia queste registrazioni durano poco, l’umidità guasta l’elettronica, non sono affidabili, si guastano i microfoni, ecc.).

    Ora attendiamo i fatti (sempre che emerga la verità).

    • Ma perchè gli agenti di pubblica sicurezza non hanno una telecamera audio-video portatile durante queste azioni ?

      già perché?
      forse per lo stesso motivo per il quale non hanno un numero di identificazione sui caschi quando sono in assetto antisommossa?

  10. Adetrax scrive:

    Ultima aggiunta: la perizia calligrafica sulla scrittura.

    Non sono un esperto ma mi sembra al limite delle possibilità con delle lettere così grandi e soprattutto fatte con un pennarello a tratto molto grosso; con quelle grandezze è facile imitare la scrittura altrui.

  11. Iniquo scrive:

    Ogni giorno muoiono italiani bianchi, ma non sono uccisi per motivi razziali.
    Mettere sullo stesso piano tutte le aggressioni serve solo a sminuire quelle con matrice razzista.

    Il ragazzo aveva i suoi documenti in aula ed in tasca solo il tesserino del bus, ma a quanto pare nessuno glieli ha chiesti visto che – stando alla sua versione – gli hanno subito bloccato le mani per poi pestarlo ed addirittura puntargli una pistola alla testa.
    La scritta sulla busta sembra fatta con una penna, sicuramente non con un pennarello grosso; comunque difficilmente il ragazzo avrebbe scritto il suo nome con una M in meno se fosse stato lui l’autore. Vedremo.
    In questo caso ci troviamo di fronte a vigili urbani privi dell’adeguato addestramento (l’hanno ribadito i poliziotti dopo il caso della prostituta) che in più si sono lasciati andare pensando di avere a che fare con il solito pusher senza diritti. Questa volta hanno sbagliato obiettivo e la vittima ha sporto denuncia perché non ha nulla da temere, in più è saltato fuori che uno di quei sei o sette simpaticoni è già sotto processo per rissa per futili motivi.
    Oltre alla perizia calligrafica ed alla visione dei filmati (vista la notoria omertà di quell’ambiente dubito che potrà venir fuori qualcosa in favore del ragazzo) verranno anche analizzati i tabulati del suo telefonino, controllando quindi se stava comunicando con il pusher che è stato arrestato.
    Anche se venisse fuori che il ragazzo è in realtà un pluriomicida non è assolutamente giustificato il pestaggio e tanto meno la scritta razzista.

    Chi lavora nelle forze dell’ordine e nella polizia municipale deve mettere in conto insulti e colluttazioni, ma deve sempre comportarsi rispettando la legge; se questa gente cerca risse per sfogare l’aggressività repressa e per poi restare impunita dovrebbe farsi vedere da uno bravo.

    • Adetrax scrive:

      Ho visto adesso la puntata del 02/10/2008 di Anno Zero, forse siamo in presenza di qualche altro Spaccarotella.

    • dovrebbe farsi vedere da uno bravo

      Ma infatti ogni tanto “si vedono” con Gentilini, Maroni e Borghezio.

      • Adetrax scrive:

        Si certamente, ma bisogna capire che se uno non ragiona bene si comporterà male comunque, che indossi o meno una divisa; inoltre si nota che stranamente certe persone riescono ad aggregarsi ed è questo il punto cruciale, perchè se su 7 vigili almeno 5 o 6 fossero stati a posto, avrebbero sicuramente fermato e controllato quello che non si comportava correttamente.

        Nel caso in oggetto, per ora, sono dell’opinione che al 99% quell’arresto sia stato fatto in maniera contraria alle procedure e se così è allora non c’è soluzione migliore che siano tutti puniti e sospesi dal servizio, mentre la comandante deve essere sicuramente rimossa, anche solo per la scusa offensiva che ha fornito per l’occhio del ragazzo (senza contare il fatto che potrebbe aver appositamente mentito sapendo di farlo).

        In ogni caso è utile sottolineare anche altri due aspetti.

        1) l’insistenza quasi molesta dei giornalisti nel chiedere ai danneggiati (padre e figlio) se quello che è successo è dovuto al razzismo, quando invece va gestito e represso a prescindere dal fatto che si tratti o meno di razzismo, cosa che fra l’altro può essere valutata e sanzionata come aggravante solo in fase processuale.

        2) l’insistenza nel voler ricollegare questo episodio con quello precedente della prostituta nigeriana e fare quindi di tutta l’erba un fascio, quando magari gli agenti coinvolti erano totalmente diversi.

        Dico questo senza nulla togliere all’evidenza dei fatti che paiono confermare che ci sono parecchi episodi riconducibili a determinati elementi che si comportano male e che colpevolmente non sono stati ripresi, puniti e a questo punto rimossi dalle loro funzioni; eh si, l’acqua sporca, la “sporca dozzina”, fa comodo finchè qualcuno non fa notare che con quell’acqua, con quelle persone, non si possono davvero pulire le cose ma solo sporcarle.

        Come da me ipotizzato, si sospetta che nel caso precedente ci sia stata una sottile quanto ricercata manipolazione mediatica per enfatizzare il caso e questo senza nulla togliere al fatto che, in certe condizioni e per certe persone, un arresto possa essere un trauma e che non tutti reagiscono allo stesso modo.

        Ovviamente nessuno ha ricordato che forse quella persona non era tanto “in sesto” in quel momento o che forse era terrorizzata da qualche rito magico o comunque minaccia fisica che tipicamente i magnaccia o le tenutarie nigeriane fanno alle loro connazionali.

        Questo tanto per ricordare che anche certi giornalisti non si fanno scrupoli nel gettarsi sulla “preda” come piranha quando sentono l’odore dello “scoop” vero o falso che sia.

  12. simona_rm scrive:

    l’ottima Sara. Bella analisi. :)

    Su questo episodio ha scritto un pezzo Curzio Maltese, per fortuna lui non è un cronista e quello che voleva dire, l’ha detto chiaro. Vale la pena leggerlo.

    http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/prostituta-reazioni/commento-maltese/commento-maltese.html

    Schifani e Maroni, oggi hanno negato l’esistenza di un’emergenza razzismo in Italia! Che roba! Hanno chiamato “emergenza” qualunque cosa, mentre questi fatti li hanno definiti “episodici” ed isolati.
    Provo schifo.

    • Il giorno che le prenderanno a loro, le impronte digitali, allora sara’ la vera emergenza :mrgreen:

      • simona_rm scrive:

        Ciao Chiara
        Ma quando? Ora si stanno “immunizzando” tutti, stanno apparecchiando un “lodone” omni-parlamentare!
        Che tristezza!

    • Iniquo scrive:

      Detto da uno che scodinzola contento perché il padrone gli ha intitolato un pezzo di parco e da un pregiudicato (resistenza a pubblico ufficiale) che fomenta l’odio verso la minoranza di turno non mi stupisce affatto.
      Piuttosto mi disgustano le persone che continuano a sostenere un tale pattume e nel frattempo continuano a dirsi cristiane e non razziste, che abbiano almeno la coerenza di ammettere ciò che sono.
      L’Italia è un Paese composto da una schiacciante maggioranza di razzisti ignoranti e frustrati che, pur di non ammettere la propria inadeguatezza, se la prende addirittura con i bambini di qualche minoranza. Ho riletto recentemente le parole del commissario speciale per l’etnia Rom di Roma che suggeriva di usarli come lustrascarpe (dei pari età ariani, aggiungo io) e poi correggendo la gaffe si arrampicava dicendo che si sa che quei ragazzi hanno un grande abilità manuale… Certo come no, e i neri hanno il ritmo nel sangue, gli Ebrei ci san fare con i soldi ed i Tedeschi son tutti alcolizzati…

      • Certo come no, e i neri hanno il ritmo nel sangue, gli Ebrei ci san fare con i soldi ed i Tedeschi son tutti alcolizzati…

        Beh, da ora in poi ci sara’ un nuovo stereotipo: gli italiani sono razzisti.

        Perche’ gli stereotipi devono valere solo per negri ed ebrei?

      • simona_rm scrive:

        “L’Italia è un Paese composto da una schiacciante maggioranza di razzisti ignoranti e frustrati ”

        Sono costretta a condividere. Non avrei mai voluto, ma è così.
        Vivo in una città in cui gente di altri colori, culture e religioni, c’è sempre stata. L’integrazione era un processo perennemente in corso. Lento a volte, ma in corso, sempre. Anche discorsi razzisti si sono sempre fatti, sempre con la solita premessa: “io no sono razzista, però “questi qui” sono così, fanno colà..” ecc. ma erano 1 su 10! Ora sono 1 su 2!
        Ora si è tutto bloccato!
        E la stampa ci mette tutto l’impegno più becero per alimentare questo odio inutile: ogni volta che uno straniero commette un crimine, viene dato più risalto alla sua provenienza geografica che al delitto! Così essere stranieri è diventato implicitamente “criminale” e se sei uno studente di 20anni, può succederti di venire picchiato DA UN VIGILE, solo perchè sei negro! E nel micro-cranio di quel vigile l’assioma è negro=spacciatore!
        Chissà se nella versione che renderà al giudice, farà anche lui la famosa premessa: “io non sono razzista, però….”

        • Ora sono 1 su 2!

          L’Italia e’ ormai un paese diviso. L’unita’ sta andando a farsi fottere insieme alla Costituzione. C’e’ chi lo vuole diviso e chi accetta (senza far niente) che lo sia.

          Diviso in tre: gli ignoranti cronici, le persone piu’ egoiste, coloro che hanno il cervello marcio ed il cuore di pietra da una parte, e gli ignavi, chi lascia che tutto cio’ accada nonostante le belle ed illuminate parole, i discorsi intellettualoidi, le utopie…

          In mezzo ci sono i poveri cristi, gli emarginati, quasi sempre extracomunitari. A volte rassegnati, a volte incazzati, ma SEMPRE usati.

          Qualcuno dira’ che il mondo e’ si’ diviso, ma diviso fra persone per bene e delinquenti. Ma a dirlo ahime’ sono coloro che hanno l’espressione e la faccia di Emilio Fede che si sa da quale parte si pone e quali interessi abbia a dire cosi’.

          • simona_rm scrive:

            Vero, anche la definizione “persone per bene” non ha più senso quando se ne appropriano persone che fomentano l’odio, in nome dell’ordine e del “decoro urbano”.

            Ogni tanto -per lavoro- bazzico il sito del comune di Roma, oggi c’era in evidenza questa notizia

            una notizia così “secca” non l’avevo mai letta!
            Tutto svolto nottetempo, di nascosto!
            Cacciati senza trovargli un’altra collocazione! (Almeno quando c’era veltroni, i campi nomadi venivano “ragionati”, le persone non venivano cacciate, ma spostate!)
            Adesso con Alemanno…..PUFF! Le persone spariscono! (dove saranno? ….ai forni?)

            - Però mica siamo razzisti! NOOOOO, per carità signora mia! Non siamo razzisti noi, è che loro sono negri e rumeni e cinesi e puzzano e rubano…-

        • Adetrax scrive:

          Quanto accaduto è molto grave a prescindere dalle conseguenze che ci sono state e che ci saranno.

          Siamo sicuri che dei vigili urbani potessero partecipare a operazioni del genere e con quelle modalità (non in divisa, aggredendo, ecc.) ?

          Chissà che video hanno a casa loro, immagino tutte le serie di film polizieschi americani degli anni ’70 e ’80, senza dimenticare i classici in stile “Roma violenta”, ecc.

          Ho qualche ipotesi in proposito, non vorrei vederle confermate.

          ma erano 1 su 10! Ora sono 1 su 2!

          Non ci credo per niente a queste statistiche che sono tutti razzisti, ecc., è un’altra montatura della stampa; se ci fate caso non fanno altro che ripetere la parola razzismo:
          - lei crede che sia stato un episodio razzista ?
          - gli italiani sono razzisti ?
          - pensa che ci sia più razzismo qui piuttosto che la ?
          - si sente discriminato per il colore della sua pelle ?

          Ho l’impressione che si voglia circondare qualsiasi episodio del genere con la parola razzismo proprio per evitare analisi più approfondite e sicuramente più destabilizzanti per molte persone.

          • simona_rm scrive:

            “1 su 2″, non è un dato statistico, è il mio personale sentire e partecipare alle vicende urbane. Anni fa, i ragionamenti a carattere razzistico che ti poteva capitare di fare con il tuo vicino, o collega o anche avventore occasionale, erano davvero sporadici. E qui a Roma, di immigrati ce ne sono stati sempre, avremmo dovuto essere “abituati” alla presenza di stranieri. Oggi invece, questo tipo di discorsi è frequentissimo e sempre in toni dispregiativi, anche senza motivo.
            Esempio:
            nell’appartamento sopra il mio è venuta ad abitare una famiglia filippina. Questa mattina uscendo di casa incontro un vicino (un caro amico, giovane anche), mi fermo a scambiare 2 parole e mi chiede:
            - hanno affittato eh?
            - si da questo mese
            - ai cinesi
            - no, sono filippini
            - (sorride, perchè non avevo capito la “battuta”) vabbe’ è uguale
            - :(
            - fanno caciara eh?
            - per niente, sembrano di piuma, non li vedo e non li sento
            - eh però i filippini quando cucinano fanno una puzza..
            - allora mi sa che non cucinano, perchè non sento puzze.

            Ecco, questo è il mio vicino medio…..il romano medio….un mio amico :(

            • Adetrax scrive:

              Si, ho capito cosa intendevi, però sarebbe meglio fare una distinzione fra un atteggiamento sospettoso o comunque non amichevole e il razzismo; credo infatti che questi due comportamenti debbano essere tenuti ben distinti anche perchè ci si appella al razzismo per comportamenti xenofobi che più che basarsi sul colore della pelle o della razza, si basano su altri segni che siglano l’appartenenza e quindi l’accettazione o meno di una persona in un determinato ambiente.

              I rapporti fra vicini sono materia di studio da sempre; ci si può lamentare per 1000 motivi, di cui molti possono essere fondati e motivo di richiamo, ad es.: parlano a voce troppo alta o addirittura urlano, ascoltano musica a volume troppo alto o fino a notte fonda, sporcano gli spazi comuni, cucinano o fanno il barbecue dove non si potrebbe, buttano la polvere raccolta in casa giù dal terrazzo (in modo che finisca nei piani sottostanti), hanno frequentazoni equivoche, ecc.

  13. Iniquo scrive:

    C’è una testimone oculare che conferma la versione del ragazzo, sarà intervistata stasera a “Chi l’ha visto?”.
    Gazzetta di Parma Corriere della Sera (audio) la Repubblica

    • Adetrax scrive:

      Dai filmati delle telecamere del parco non si ricava granchè perchè “ruotano” (meno male che servono per la sicurezza).

      Quanto mi danno fastidio queste cose …

  14. Iniquo scrive:

    Vedendo pezzi di “Chi l’ha visto?” ho sentito che ci sono tre testimoni oculari che forniscono versioni concordanti, una delle quali ha visto il ragazzo salire senza contusioni sull’auto (infatti lo stesso riferisce che il tizio seduto vicino a lui lo ha picchiato con rabbia per un braccialetto rotto durante il precedente pestaggio). Pare che il sindaco di Parma avrebbe dovuto telefonare, ma per ora (22.13) nessuna chiamata; che si vergogni?
    Non dubito che presto si possa trovare il filmato della parte di trasmissione su Youtube.
    Intanto risulta dalla verità storica (attenzione, non giudiziale) che sette vigili urbani si sono macchiati di arresto arbitrario e percosse con l’aggravante del razzismo e che poi si sono coperti l’un l’altro godendo del generale clima omertoso che è peculiarità delle forze dell’ordine italiane.

  15. Iniquo scrive:

    Articolo di la Repubblica (edizione di Parma) sulle testimonianze di ieri, il video non lo trovo. Intanto un agente continua a sostenere la solita versione, magari le tre testimoni e la vittima sono dei criminali che si sono messi d’accordo… Senza pudore.

    A questo punto bisogna scegliere se credere ad una vittima incensurata e tre testimoni oculari che descrivono concordemente gli avvenimenti ed un gruppo di vigili urbani (uno dei quali con un processo pendente per un episodio analogo) sicuramente mendaci (smentiti dalle testimonianze e dall’entità delle ferite del ragazzo).
    Sembra strano ma ci saranno comunque persone ancora restie ad ammettere che quegli agenti sono dei criminali che questa volta hanno sbagliato vittima.

    • Iniquo ma tu durante il periodo del “Terrore” saresti stato davvero temibile. :-)
      Comunque non si puo’ accusare nessuno senza prove… al limite si potrebbe prendere le impronte digitali a quei vigili, cosi’… per profilassi… e poi anche ai loro figli. ;-)

      • Iniquo scrive:

        La prova fisica è la lesione all’occhio del giovane, poi ci sono quelle testimoniali univoche e concordi. Si aggiungono le menzogne dei vigili contraddette dai fatti e dalle testimonianze.
        Comunque ho parlato di realtà storica che non necessariamente coincide sempre con quella giudiziaria.

        • Iniquo… a te Robespierre fa una…. :mrgreen:

          Lo so che pare una cosa improbabile ma d’altronde tu sai bene che a volte avvengono i miracoli. Se qualcuno riacquista la vista puo’ esserci anche chi la puo’ perdere.
          Se uno correndo inciampa, fa un triplo salto mortale, rimbalza di culo e cade sbattendo l’occhio nello spigolo del marciapiede, rompendosi l’occhio ma non il naso, mica e’ colpa del vigile che in quel momento stava li’ col suo tessrino alzato a qualificarsi. :mrgreen:

        • simona_rm scrive:

          ha subito un intervento di maxillo, per quella che inizialmente sembrava una contusione. Ma non conosco la diagnosi.

  16. Iniquo scrive:

    Apprendo da un articolo di Daniele Sensi (paziente osservatore dell’ambiente nazista padano) per il segretario provinciale di Parma della Lega Nord i vigili hanno solo sbagliato obiettivo, per lui i “metodi duri” (da noi in democrazia li chiamiamo abusi e tortura) sono da utilizzare contro i clandestini che hanno un comportamento «quando va bene ai limiti della legalità». Secondo questo illuminato pensatore quindi sarebbe lecito massacrare di botte anche chi non compie alcun reato.
    Da notare i soliti reati di istigazione all’odio razziale e di istigazione a delinquere di quella teppaglia (non solo di isolati esagitati), verrebbe quasi da pensare che – viste le dichiarazioni del leghista – accetterebbero di buon grado di essere pestati a sangue da dei vigili visto che stanno commettendo dei crimini.
    Con la Lega Nord non può esserci dialogo, solo condanna e scioglimento per essere di fatto un partito nazista; ma il PD questa feccia la invita e la applaude ed il PDL ci si allea per poter vincere.

  17. Adetrax scrive:

    Un’altra precisazione: qui nessuno è iscritto al Ku Klux Klan.

    Lo sappiamo, è solo che certe aggressioni sono istintive, automatiche, talmente scontate che non ci si accorge nemmeno di farle.

  18. Carlo Fronteddu scrive:

    Ciao Sarina! Ho appena finito di leggere il tuo post(e relativi commenti), è ottimo, ottimo. complimenti :-D

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