Emmanuel Negro: Ora Vi Sentite più Sicuri?
2 ottobre, 2008 di Sara
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Parma – Emmanuel Bonsu Foster frequenta l’Itis serale, è uscito da scuola, quando viene fermato dai vigili. Lo accerchiano, lo picchiano, un piede sopra la testa, gli mettono le manette, e poi è un vero e proprio pestaggio, anche nella volante con cui lo trascinano in centrale. Sul verbale che lo riguarda al posto del cognome viene scritto “Emmanuel Negro”. Lui ha un occhio pesto, una gamba malmessa, alcune lesioni, e una ferita che non si rimargina.
E ha sporto denuncia. Per fortuna. Dobbiamo ringraziarlo per questo gesto, noi, così rassegnati all’ingiustizia. Si è presentato dai carabinieri con la busta contenente il “verbale” e il referto del pronto soccorso, e si è avviata un’indagine interna. Ma di solito cosa si fa nelle indagini interne? Si indaga un modo per far uscire tutti puliti. E così (Da Repubblica) “Il comandante della polizia municipale Emma Monguidi ipotizza che sia stato lui stesso a fare quella scritta e spiega che l’occhio nero è il frutto di una caduta a terra, rovinosa e fortuita: voleva sottrarsi ai controlli.”
Ovviamente. Infatti i vigili credevano che lui fosse uno spacciatore, e invece no, era uno studente che per giunta stava cominciando a fare il volontario in una comunità per tossicodipendenti. E ammettiamo anche che volesse sottrarsi ai controlli, una volta ammanettato non c’era bisogno di pestarlo ulteriormente.
Sempre da Repubblica, ecco la versione dei vigili:
“Un agente si è avvicinato al giovane mostrando il tesserino di riconoscimento. Il ragazzo è fuggito divincolandosi due volte dagli agenti. Ne è nata una colluttazione, con due agenti feriti, uno dei quali ha riportato una distorsione al ginocchio e un altro al polso. I due sono stati portati al Pronto soccorso e, secondo referto, ne avranno il primo per venti giorni e, il secondo, per tre. Il giovane è stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale”.
Gli agenti hanno sospettato che il giovane facesse ‘da palo’, perché era nel parco dalle 17,30 (l’arresto è avvenuto un’ora più tardi). “Continuava a telefonare e fare gesti in direzione del pusher poi arrestato, e infine di fronte al tesserino si è dato alla fuga, opponendosi poi in maniera violenta all’identificazione”.
Inoltre al Comando ha fornito generalità imprecise – è scritto nella nota – E non è vero nemmeno che sia stato malmenato con manganelli quando questo strumento non è in dotazione alla municipale.
“Circa la busta con all’interno i documenti del giovane ghanese, la Polizia municipale sostiene che al momento della consegna era bianca e non riportava alcuna scritta”.
Quindi a questo punto siccome noi estranei alla faccenda, poniamo che il giovane fosse veramente uno spacciatore. In Italia è ancora un reato quindi la polizia ha l’obbligo di intervenire se ritiene che ci siano comportamenti sospetti. Se il sospettato in questione si dà alla fuga, i poliziotti ovviamente cercheranno di raggiungerlo, poi lo immobilizzeranno, gli metteranno le manette e lo porteranno in centrale. Il fatto che abbiano delle lesioni potrebbe dipendere sia dalla difesa del ragazzo, pestato eccessivamente, che dal fatto che evidentemente non sono molto preparati tecnicamente. Ognuno di loro dovrebbe conoscere le tecniche per immobilizzare una persona.
Sul fatto invece che il verbale fosse bianco, questa è un’informazione falsa, un verbale per antonomasia deve essere compilato. E l’accusa contro il ragazzo che l’avrebbe falsificato scrivendo negro è passibile di denuncia per diffamazione, con l’aggravante che tale “accusa di reato” è stata recata col mezzo della stampa.
Inoltre l’articolo di Repubblica da questo punto di vista è assolutamente contraddittorio, non si capisce se questa scritta riguardi il documento del verbale o la busta che lo contiene, ed è un punto assolutamente fondamentale per capire come si siano svolte le cose.
Sempre per quanto riguarda la presentazione della notizia da parte della stampa, notiamo contraddizioni, infatti prima ci viene detto che il ragazzo viene pestato fuori dalla scuola, poi che la polizia l’ha fermato perché era da un’ora (cioè dalle 17.30 alle 18.30) a telefonare con fare sospettoso al parco. Inoltre notiamo che nessuno rimanda alle leggi in vigore in questione, nessuno spiega le differenti versioni, non c’è nessun tentativo di conciliarle.
A margine dei fatti raccontati -che comunque non possono essere definiti come tali dato che ci mostrano due versioni totalmente contrastanti- invece di chiamare in causa la legislazione, che dovrebbe essere simbolo di oggettività, vengono riportate dichiarazioni di politici, ovviamente di sinistra, che si chiedono come sia potuto succedere. A mio modo di vedere è molto pericoloso lasciare che questi dubbi -che peraltro riguardano la Costituzione italiana e le norme basilari di questo stato- vengano riportati solo da una parte politica.
I giornali così strumentalizzano lo scenario politico (o meglio, si fanno strumentalizzare da una certa parte dello scenario politico) creando ancora una volta una corrispondenza omologata e binaria, cioè alla sinistra si dà il ruolo della difesa del ragazzo senza se e senza ma e alla destra si lascia il silenzio, nell’attesa che trovi qualche parola confortante, nell’attesa che trovi un’alternativa alla frase che ormai non potrà più essere usata, cioè “è un caso isolato”.
I giornali agendo in questo modo inoltre contribuiscono alla “riorganizzazione mentale” dei loro lettori, facendo loro capire che non esistono diritti fondamentali, ma bensì idee di sinistra e idee di destra. Se si è di destra è normalissimo avere idee opposte alla sinistra, quindi la difesa dell’uguaglianza sociale non è più una priorità ma è un’opinione da amministrare a piacimento. E l’uguaglianza sociale non è un diritto fondamentale e un principio fondante della nostra democrazia ma è un’idea di sinistra.
I fatti, presentati in modo assolutamente contraddittorio, diventano occasione per la creazione di opinioni sulla base di preconcetti stereotipati e ormai utilizzati in modo dogmatico, che si basano su una rielaborazione rigida e fittizia della realtà.
E’ questo il cardine di tutta la vicenda, è il fatto che ormai questo paese si sta trasformando in giungla, è il fatto che eliminare certe verità significa rendere tutto più arbitrario, significa impedire la civiltà.
E la cosa ancora più grave è che questo episodio riguarda la polizia, cioè un organo ufficiale che dovrebbe garantire la piena adempienza alle leggi statali, che dovrebbe garantire giustizia e rispetto delle regole.

La polizia ha agito in base alle nuove ordinanze stabilite dal sindaco di Parma Pietro Vignali, che si è attenuto alla nuova legge di Maroni, che tace.
Il Sindaco Vignali che ha dichiarato quanto segue: “Non conosco i fatti da vicino perché sono stato tutto il giorno a Roma. Ho parlato con il mio assessore: il rapporto dei vigili afferma che nella busta c’era scritto solo ‘Emmanuel’ non ‘Emmanuel negro’. La parola ‘negro’ potrebbe essere stata aggiunta successivamente, magari da lui stesso.”
Viene da chiedersi se non conosce i fatti come può parlare, se la premessa è “non conosco i fatti” la conseguenza logica dovrebbe essere “quindi mi documento e poi risponderò meglio alle vostre domande”, non dichiarazioni rilasciate a caso.
E a Parma è già il secondo caso di comportamento scandaloso della polizia, dopo la vicenda della prostituta maltrattata e buttata a terra in cella.
Eppure Parma è la patria di Giuseppe Verdi, con le sue cinque orchestre e i suoi teatri maestosi è la culla della musica classica e della lirica, addirittura è diventata capitale della musica, è la città del prosciutto, della tradizione e dell’innovazione coi suoi centri per la sicurezza alimentare e per il controllo delle acque del Po, è tra le prime città che hanno adottato un sistema di commercio ecosostenibile, insieme a Mantova, Ferrara e Ravenna è tra le città della pianura padana ad aver investito per una città pulita e ecologica.
Evidentemente la barbarie non ha memoria, non ha tempo, esiste e basta. E’ fortunata, le circostanze e le persone le garantiscono imperitura consistenza.
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Brava Sara. Hai colto il segno.
Vogliono organizzare gli schemi di pensiero, in maniera da avere un facile controllo su un pubblico facile da dividere con dei gruppi continui.
Il nostro lavoro deve essere rifiutare e far rifiutare questi schemi. Noi dobbiamo pretendere che i diritti universali vengono rispettati da qualsiasi persona e parte politica.
E rifiutare l’idea sono di Sx quindi penso che..
o
sono di Dx quindi penso che …
Vogliono, vogliono, vogliono…
Ma chi vuole?
Il Ku Klux Klan? La Spectre? L’imperatore Palpatine e Darth Vader?
Sono fatti che riguardano le singole persone, che sono delle merde umane. E come merde vanno trattate.
Se non ci pensa lo stato a farlo dovrebbero essere i cittadini a scendere in piazza e a sputar loro addosso. Tirando poi la catenella.
Il troppo parlare, discutere, argomentare, alla fine crea l’illusione di “aver gia’ fatto quanto era necessario”.
Una volta detto tutto cio’ che c’era da dire, si passa a parlare d’altro…
La classe politica che è presente ora (e che era presente prima) che controlla in maniera oligarchica le persone.
C’è una chiara propaganda in atto che dobbiamo sconfiggere.
“Il sonno della ragione genera mostri” (cit.)
e per ora noi ci troviamo esattamente con troppe coscienze addormentate.
Svegliarle una ad una è faticoso, ma è l’unico modo che sicuro.
Abbiamo un problema di scalabilità qui, dovuto all’inefficienza del metodo. Non lo possiamo risolvere.
Quindi facciamo qualcosa di concreto nella nostra community. Sperando di scovare un sistema automoltiplicativo.
Sono d’accordo mattions, ma che significa “facciamo qualcosa di concreto”?
Scusa Chiara quindi cosa dovremmo fare, stare anche zitti?
ognuno nel suo piccolo fa quel che può, nella fattispecie scrivere un articolo, e scriverlo in modo da far capire che è molto facile schierarsi o dalla parte del ragazzo o dalla parte della polizia, ed è molto facile schierarsi perchè non c’hanno realmente detto com’è andata. Per quanto mi riguarda potrebbe essere una notizia completamente inventata, modificata, o correttissima, ma noi non lo sappiamo, e non potremo saperlo. Nella vita concreta poi ognuno può fare il suo piccolo servizio, io ad esempio sto lavorando con la redazione di bologna di un nuovo format televisivo il cui scopo sarà quello di proporre un’informazione quanto più indipendente possibile.
Ognuno deve conoscere i propri limiti ed essere consapevole che quelle che può portare avanti sono piccole azioni. Per poter agire correttamente però secondo me servono alcune basi, se ieri mi fossi limitata a leggere su oknotizie la notizia come veniva data da un blog avrei detto poveretto e basta, invece poi ho scoperto che la notizia è sicuramente manipolata perchè è contraddittoria, e allora non so fino a che punto arrivi la verità.
Sara, scusa il mio sfogo ma sono schifata da cio’ che accade forse anche piu’ di te.
Solo che se si inizia a trasferire il problema sulle istituzioni, sui complotti e su cio’ che e’ materialmente impossibile da individuare, si fa solo il gioco di queste merde umane che contano proprio sui lunghi tempi perche’ i fatti cadano nell’oblio.
Ok ok, forse questa notizia e’ manipolata, ma ci sono altri fatti di giovani malmenati da chi porta una divisa. Giovani morti massacrati dai manganelli oppure uccisi da uno dei tanti Rambo che spara da un lato all’altro dell’autostrada. Roba che dovrebbe esser viva nella coscienza di ciascuno/a e farci sentire incazzati/e ogni giorno che passa e che invece vede svolgersi i processi in sordina dove tutti escono impuniti.
Invece no, cavolo.
Non esistono complotti, ma solo delle merde umane che vanno trattate come tali. Isolate, ostracizzate, perche’ si sentano addosso il peso di cio’ che sono.
Dunque innanzitutto nessun complotto ma semplice evidenza di quello che hanno scritto sui giornali. La parola complotto non mi piace per le accezioni che ha, e quando di una parola si considerano le accezioni se ne decreta la morte. Secondo me.
Poi un’altra cosa fondamentale: io penso che qui ci sia un fondo di verità se no non avrei proprio scritto, e inoltre se non è emmanuel sono altre persone. E se non è la polizia sono gruppi di pazzi che aggrediscono uno perchè ha rubato dei biscotti.
Per quanto riguarda la nostra rassegnazione, ho scritto ciò “E ha sporto denuncia. Per fortuna. Dobbiamo ringraziarlo per questo gesto, noi, così rassegnati all’ingiustizia.” quindi sembra che da questo punto di vista siamo d’accordo.
Poi, sempre per la questione, credimi, per me sarebbe molto più facile credere che tutto è vero, che i poliziotti sono sempre e comunque razzisti tranne qualche sparuto caso, sarebbe molto più facile per i miei schemi mentali, che in questo caso sono dettati dall’empatia per chi soffre per qualche motivo, credo. Ma sto lavorando per abbatterne qualcuno, il che complica la percezione della realtà però è assolutamente necessario.
Secondo me ponendosi qualche dubbio a partire dai loro articoli che sono assolutamente contraddittori non si fa il loro gioco, ma anzi, si sviluppa la coscienza critica che poi permette proprio di accorgersi di certe dinamiche.
E non lo so se li tratto sufficientemente da merde, ma questo non mi interessa molto, e tu dici che sono cose singole, ma non è vero, perchè se fossero cose singole non avrebbero questa forza, e noi le avremmo già arginate. Se cominciamo a contare i politici, quelli che manipolano i politici, gli editori, i giornalisti, gli opinionisti arriviamo già a un buon numero. Se a questi aggiungiamo i seguaci pronti a dire una cosa e il suo contrario a distanza di poco tempo per dar loro ragione arriviamo a una massa vera e propria.
E ci accorgiamo di essere in minoranza, anche per questo quello che possiamo fare è limitato.
Complimenti, Sara, per le tue argomentazioni
Grazie Fully! Arrossisco un pò, concedimelo
Complimenti anche da me, per l’articolo ma piu’ in generale perche’ tra le righe leggo quello che da qualche tempo penso fortemente anche io: abbiamo bisogno di metainformazione che analizzi, svisceri l’informazione “ufficiale” e ne metta in luce la pochezza, le contraddizioni, le consapevoli omissioni che dirigono le percezioni di ogni persona come il vento fa con barchette a vela in alto mare.
Questo secondo me e’ il cuore della “rivolta”: metainformazione, pulita e apartitica, possibilmente non ideologica. Semplice scomposizione e critica della massa informativa che attraverso giornali e televisioni modifica ogni giorno i nostri pensieri, purtroppo spesso senza che ce ne possiamo accorgere.
Grazie, penso che questo sia il problema, dovremmo stare più attenti, però io l’ho fatto con una notizia, e confesso che mi sarebbe impossibile farlo per tante altre news…
Grazie, si penso proprio che il centro della questione sia quello, insieme al fatto che secondo me ci sono due casi in cui diffidare di una “notizia”:
1) quando tutte le tv o tutti i giornali diffondono lo stesso servizio, con le stesse parole, in pratica comprano un unico servizio che poi viene rimandato in onda
2) quando la “notizia” è eccessivamente contraddittoria
sono di parma e vivo in via trento, vicino alla stazione, almeno una volta alla settimana sono costretta a chiamare la polizia.
6 giorni fà perchè un ragazzo è stato malmenato da un ragazzo di colore che l ha ridotto in sangue poi è scapato. tempo fà accadde anche una rissa in cui si accoltellarono tra di loro in mezzo alla strada.naturalmente non devi far scoprire che stai chiamando la polizia perchè se loro ti vedono per strada poi se la prendono con te. com’è successo alla mia vicina.
urinano sulla porta del palazzo, suonano al campanello alle 4 di notte. due notti fà c’è stata l’ennesima lite per spaccio colta dal panico ho chiamato la polizia, ma è sempre la solita storia si dileguano prima che arrivino, mentre per la strada passano bambini e donne.
ora non bisogna fare di tutta l’erba un fascio ma a parma c’è un problema alla base che non va. è facile parlare quando certe cose non le vivi.
con questo non sto giustificando la polizia, sto solo spiegando una faccia di parma che non è quella che vedrete in tv, che è forse però quella che causa tanto odio.
Cio’ non giustifica che chi debba far rispettar la legge si comporti come il Ku Klux Klan.
Stavolta non ci credo. Non credo al pestaggio.
La vicenda ha un qualcosa di anomalo al limite del ridicolo. Mi sembra di leggere di quando qualcuno ha sdraiato a cazzotti uno scippatore per prendersi poi da questo una denuncia per percosse…E’ un ulteriore “scusa” usabile come ben detto finora sia a destra che a sinistra. E quindi stavolta, in medio stat virtus.
Ci sono cose che a me non convincono. Però non penso che un ragazzo del ghana con tutti i problemi di integrazione che ci sono adesso in italia si metta a fare una denuncia a sette poliziotti per un fatto non accaduto.
Sicuramente come mi diceva qualcuno quando ero alle elementari la verità sta nel mezzo…Non so però dove si collochi questo mezzo…
Qui l’unica a rimetterci davvero su tutti i versanti è la Verità…
Ma la smettiamo di usare belle parole per evitare di dire:«è un negro, quindi dubito»? A Milano hanno fatto fuori uno a sprangate ma la prima cosa che si sentiva era:«eh ma erano esasperati…».
Questo era lì perché andava a scuola e stava aspettando l’inizio delle lezioni, cosa normale mentre si aspetta è anche parlare al telefono.
Che poi se l’avesse scritto lui quello schifo sulla busta magari avrebbe scritto il suo nome correttamente, cioè con due M. In più bisogna considerare anche il fatto che uno dei vigili è sotto processo per una rissa per futili motivi. La vittima ha chiesto la perizia calligrafica ed il p.m. sta verificando se un occhio nero è compatibile con una caduta; invece le contusioni dei due vigili sono compatibili con il pestaggio: l’hanno picchiato con troppa foga e si sono fatti male (polso e ginocchio).
Avessero fatto la stessa cosa davanti ad una scuola ad un bianco staremmo qui a dubitare o diremmo che anche se fosse stato uno spacciatore quel comportamento dei vigili è da delinquenti?
Ma poi davvero pensiamo che gli stessi vigili della prostituta nera buttata per terra non possano fare questo? Lo sappiamo vero che hanno dato competenze delicate di pubblica sicurezza a gente che è qualificata solo per far multe e che spesso non sa fare neanche quello?
Gli stessi poliziotti fecero dichiarazioni velenose sul caso della prostituta, dicendo che chi ha le competenze per gestire certe situazioni sono loro.
Iniquo è assolutamente comprensibile quello che tu dici, ma io non avrei mai e poi mai dubitato se non avessi letto l’articolo di repubblica in cui si dicevano milioni di cose inconciliabili. E continuo a dire che sicuramente qualcosa di grosso è successo dato che non penso che un giovane straniero con tutti i problemi adesso per gli stranieri si metta a fare una denuncia così tanto per. Infatti questo mi sembra chiaro dal titolo dell’articolo e da quello che ho scritto. Però ho scritto anche che la verità non può essere quella che ci presentano i giornali semplicemente perchè ce ne presentano almeno 3!
Non criticavo il tuo articolo, almeno credo.
Questa volta ho scritto uno sfogo proprio arrabbiato, ho cercato le notizie su ANSA, Adn Kronos, Gazzetta di Parma, Repubblica, Corriere e sentivo montare rabbia ed impotenza.
Mi sono sorpreso ad augurare le peggiori cose a questi vigili, forse perché ho perso totalmente fiducia nella giustizia già sapendo che se ci sono dei filmati delle telecamere sul parco probabilmente spariranno misteriosamente, se anche i vigili venissero condannati avrebbero sicura carriera politica nella Lega Nord o Forza Nuova prendendo pacchi di voti.
Spero solo che le comunità di riferimento delle vittime di turno non facciano sciocchezze, perché se dovessero scaldarsi gli animi sarebbe solo peggio per tutti (l’esercito per strada già c’è, ma basterebbero anche i fidi carabinieri).
Mi scuso se lo sfogo sembra essere rivolto a delle persone in particolare.
Stessa cosa vale per me.
Ma tu hai letto gli articoli sui giornali e non hai notato contraddizioni?
Scusa perchè dobbiamo credere ai giornali, perchè abbiamo paura di una rivolta degli stranieri? i preconcetti preconfezionati sono il vero problema.
Il problema sai qual è? Che io -a parte per la questione del razzismo dovuta alla presunta scritta emmanuel negro- ho considerato la vicenda come se questo fosse un ragazzo qualunque (come è di fatto), senza considerare nero-non nero. Se continuiamo a dire che gli stranieri sono tutti buoni e i poliziotti tutti razzisti non andiamo da nessuna parte. Anzi regrediamo, proprio noi che dovremmo essere contro questa strumentalizzazione.
Hai perso completamente fiducia nella giustizia? Quindi credi che tutti i vigili siano cattivi? E se qualcuno ti fa un torto da chi vai? Non vai da nessuno perchè tanto nessuno ti può difendere? Questa sì che è rassegnazione.
Secondo me, poi questi sono fatti così delicati e così complessi che ogni affermazione va un pò ponderata ed è personale.
Sara, dicendo che sarebbe ora che si cessasse di parlare semple riferendosi a “Loro” e che invece si iniziasse ad affrontare questi episodi di persone contro persone, forse secondo me si riuscirebbe se non altro ad isolare chi compie certi atti.
Forse in parte (e non mi riferisco nello specifico al fatto di Parma) c’entra anche il razzismo e la xenofobia, ma alla base di tutto ci sta l’esplosione di violenza incontrollata che e’ rivolta soprattutto contro i “diversi”. Che siano neri, rom, gay, simpatizzanti dell’opposizione o semplicemente di un’altra squadra di calcio, per certe persone e’ la stessa cosa.
Ricordo a questo proposito che in “Arancia Meccanica”, i due teppisti entrano appunto nella polizia per aver modo di poter continuare a manganellare “legalmente”.
“Sara, dicendo che sarebbe ora che si cessasse di parlare semple riferendosi a “Loro” e che invece si iniziasse ad affrontare questi episodi di persone contro persone, forse secondo me si riuscirebbe se non altro ad isolare chi compie certi atti.”
Ma ti riferisci ai poliziotti o al giornalista? Se ti riferisci ai poliziotti non possiamo dire niente perchè non conosciamo quello che è successo.
Se ti riferisci al giornalista di repubblica sono andata a vedere nell’articolo citato e c’è scritto “dalla nostra redazione”. E comunque avrò letto la stessa notizia in altri 10 giornali, la situazione non era migliore, anzi, secondo me a parte l’adnkronos che è un’agenzia stampa gli altri erano proprio peggio. Forse il corriere si avvicinava, ma non mi ricordo alla perfezione.
Comunque sul fatto di partire con piccole azioni sono d’accordo, è il famoso principio della finestra rotta.
Ti faccio notare però che nell’articolo non parto da un assunto generale tipo “la giustizia non è uguale per tutti e l’informazione fa schifo” per poi fare un esempio, ma faccio esattamente il processo opposto, cioè parlo di un fatto e tramite quello scopro determinate cose. Quindi un pò ho fatto come dici tu, e però sono conscia che in realtà ho fatto una cosa piccolissima, che avrà un effetto “reale” indiretto, e che al momento non ha fatto scaturire nessuna azione concreta, se non il ticchettio delle dita sulla tastiera del pc.
Sara ho apprezzato il tuo articolo e come lo hai scritto. La mia non era una critica a te, sia ben chiaro, e neppure a cio’ che esprimi velatamente che io condivido in pieno.
Solo che da piu’ parti vedo ormai iniziare una qualsiasi discussione sulla politica italica e molti dei commentatori si rifanno a “LORO” come un’entita’ malefica che sovrintenderebbe a tutto cio’ che accade e della quale fanno parte i politici, i giornalisti, i magistrati… insomma le cosiddette “caste”.
E questo atteggiamento e’ identico sia da una parte dello schieramento che dall’altra: quelli di sinistra parleranno di “caste governative” e quelli di destra di “caste di toghe rosse”.
Invece in tanti crediamo che il problema si trasversale e cioe’ che si debbano andare a colpire le persone innanzitutto, che’ ce ne sono di malefiche ovunque come ce ne sono di oneste, senza mischiare tutto facendo un processo all’intero sistema.
Altrimenti diamo ragione al berlusca quando dice che giacche’ alcuni giudici lo perseguitano tutta la giustizia deve essere modificata ed adeguata ai suoi voleri con una “bella riforma”.
Una delle sue che ormai tutti conoscono bene.
Anche perche’ fare il processo al sistema prende talmente tanto tempo e mette in campo talmente tante situazioni che alla fine, per prescrizione, i colpevoli se ne escono belli e puliti.
Ok sono d’accordo! Ma quindi come facciamo?
Io comincerei a pretendere che tutti sull’autobus paghino il biglietto, sono salita con 10 persone e l’abbiamo fatto in due. Peraltro a bologna non esiste neanche la scusa “oddio mi sono dimenticata!” perchè si può fare a bordo. Un euro, è facile!
Rimanendo attinenti alla questione invece, se avessi tempo cercherei di capire meglio com’è andata, ma dovrei andare a parma e fare un casino di giri, lo farei eh..Però comunque non otterrei niente, perchè per ottenere giustizia serve l’organo della giustizia. Ma la giustizia forse non funziona, perchè? perchè non siamo tutti uguali di fronte alla legge, perchè c’è l’indulto, perchè i processi durano troppo. Allora cosa possiamo fare? Proporre e indire un referendum…Bene, chi lo sa fare e chi lo può realizzare? Ma a questo punto è troppo difficile e come dici tu è una perdita di tempo e energie, quindi il fatto è che al momento non c’è soluzione per risolvere subito tutti i piccoli problemi. Tranne allenarci a rispettare le piccole regoline e porre le basi per il confronto critico.
Lo so che è stufevole, anche a me a volte prendono gli attacchi di sconforto, ma è come se il muratore che si occupa dei mattoni di una casa pretendesse di fare il suo lavoro prima che altri scavassero il terreno per le fondamenta! E nel nostro caso questi costruttori di fondamenta dovrebbero essere ancora più bravi dei nostri costituenti nel trovare un modo per non far passare l’umido sporco dai muri.
Ho perso fiducia nella giustizia perché essa è tale se uguale per tutti.
E` logico che se subisco un torto vado a sporgere denuncia o dall’avvocato, ma io sono bianco, italiano e non povero.
“ma io sono bianco, italiano e non povero”
non ho capito bene…Cioè? tu sei bianco, italiano e non povero quindi hai dei diritti più di chi è nero, straniero, povero perchè la giustizia non funziona. Questo volevi dire giusto?
Se la giustizia non funziona è perchè si fa di tutto per rendere i diritti fondamentali delle opinioni. Cioè in pratica è quello che ho detto nella seconda parte dell’articolo. E comunque bisogna stare attenti agli stereotipi e alle categorizzazioni eccessive. In un commento a un articolo in cui si toccava il tema sulle differenze nord-sud avevo detto che secondo me se si continuava a ragionare nord-sud si faceva il gioco di chi voleva questo dualismo (ovviamente ai danni del sud). La stessa cosa vale per questo! Se si continua a dire bianco/nero -e non si sta parlando di calcio- si continua a ragionare per compartimenti stagni.
Mi è capitata una cosa qualche giorno fa: ero con mia sorella, stavamo camminando quando abbiamo incrociato un’orda di bambini in gita, saranno stati almeno 50, ovviamente felici e urlanti come si confà al caso. Ho visto due maestre, e ho escalamato (scherzosamente): “poverette, non vorrei essere nei loro panni!”.
Mia sorella mi ha chiesto: “poverette perchè hanno il velo?”
Io dicevo poverette perchè dovevano tenere i bambini urlanti ed erano in poche, forse si avevo visto il velo ma non c’ho proprio badato. Ho realizzato che avevano il velo quando mia sorella me l’ha fatto notare, e comunque ho notato che non ho provato nessun sentimento diverso dal precedente.
Tutto ciò per dire che a me queste differenze non balzano neanche all’occhio, non ci bado e non vedo perchè dovrei badarci.
Non so perchè ma quando vedo una persona io guardo se è felice, se è triste, cerco di carpire tutto ciò che posso dalla sua espressione del viso. Non mi viene da guardare se ha il velo, o se è colorata o bianca. Per me è proprio una cosa naturale…
io avrei dubitato lo stesso.
solo perché uno è nero è credibile per definizione?
non esistono bugiardi neri?
non è anche questa una forma di razzismo?
Certo, però la versione dei vigili puzza anche considerando piccole cose come il nome scritto sbagliato ed i precedenti in quella città.
Ma infatti ho scritto “stavolta” non ci credo.
Un paio di necessarie precisazioni
Non mi piace leggere su queste pagine inviti alla rivolta, all’azione o reazione violenta, alla sollevazione popolare ecc.
Questo perché sono intimamente convinto che la violenza non sia mai la risposta e anche perché alla fine certe affermazioni lasciano il tempo che trovano visto che tirare fuori queste cose serve solo per sfogarsi e non serve.
Invito tutti ad attenersi a questa regola della casa. Grazie.
Aggiungerei che nessun fatto è come viene raccontato. Tutti cercano sempre di darne la versione più favorevole per se stessi. E’ una regola di vita che raramente viene violata.
Questo vuol dire che non bisogna mai giudicare sulla base dei racconti, ma sempre sulla base delle prove che, come dice Grissom, non mentono mai.
Magari la cosa concreta da fare sarebbe presentarsi al presidio di sabato alle 15.30 in Piazza Garibaldi a Parma. Ovviamente per chi è della zona.
Sicuramente tutti potrebbero manifestare il proprio dissenso e disagio mandando email al sindaco (sindaco@comune. parma.it) ed all’assessore Monteverdi (monteverdi@comune. parma.it).
Dato che l’unica a scrivere qualcosa a riguardo sono stata io, forse potevi farmelo direttamente il rimprovero invece che in modo generico ed allusivo.
Io ho scritto:
Scendere in piazza e manifestare il dissenso si puo’ ancora oppure l’unico modo di dissentire sara’ istituzionalizzato solo nei blog?
Come Sara mi faccio un’opinione personale che non e’ preconcetta. E’ ponderata. Ho visto il ragazzo parlare in TV di fronte al ministro Maroni e nel suo occhio pesto non ho letto “manipolazione” o menzogna.
Ciascuno/a di noi si fa un’opinione in base alla propria sensibilita’ e a come interpreta i fatti. Io li ho interpretati propendendo dalla parte di chi, solo, ha subito un pestaggio da parte di 6-7 agenti.
Anche se fosse stato uno spacciatore non si riduce una persona in quello stato, altrimenti un domani si giustifichera’ qualsiasi cosa perche’ chi ha il potere mediatico potra’ dire cio’ che vuole.
La mia famiglia e’ passata in mezzo sia al nazismo che al comunismo e certi fatti quando accadono creano in me un senso d’impotenza e mi chiedo: ma bastera’ solo scriverlo il dissenso per contribuire a rimettere a posto le cose?
Non ho chiuso il blockquote al punto giusto. Spero sia ugualmente comprensibile.
l’osservazione è valida in generale e non si riferisce solo al tuo intervento, ma ad una serie di reazioni che non ho ritenuto utili.
purtroppo non posso intervenire sempre, non ne ho più la possibilità. Stamattina ho depositato un po’ di questi interventi in vari pezzi, tra cui questo.
Non entro nel merito della questione, è ovvio che ognuno si fa le sue idee e non intendo giudicare ne le idee ne il modo in cui si formano.
Credo, però, che se la reazione si concretizzasse nel modo, seppur metaforico, da te auspicato una escalation violenta sarebbe inevitabile.
Se si da al sistema la scusa di usare la violenza, alla fine vince sempre il sistema. Loro hanno i mezzi, loro hanno gli uomini, loro hanno le armi, loro hanno l’organizzazione.
La maggior parte dei guerriglieri a chiacchiere che girano per la rete, scapperebbero a casa alla prima manganellata.
Lasciamo perdere e creiamo consapevolezza. Sarebbe già tanto se ci riuscissimo.
Giusto, CN. A me la violenza non è mai piaciuta in qualsiasi forma essa venga esplicata. Quindi, niente violenza e niente sollevazioni.
Sono convinto, però, che nessuno di noi ami la violenza. E’ solo un modo di dire, perchè sono sicuro come dici tu: “La maggior parte dei guerriglieri a chiacchiere che girano per la rete, scapperebbero a casa alla prima manganellata.”
Ma manifestare il proprio dissenso si anche se, e lo dico con sofferenza, la più grande manifestazione non farebbe recedere di un passo questa maggioranza parlamentare.
L’ho scritto in un altro commento:
La ministra Gelmini in un’intervista alla TV ha detto che per la scuola si può manifestare quanto si vuole, perchè la maggioranza del paese è con lei e vuole le riforme che lei ha preparato. Quella parte che protesta e manifesta è una sparuta minoranza e lei, bontà sua, lascia fare…Testualmente: “Io li lascio fare!”
C’è tanta di quella presupponenza in questa gente che non ti ascoltano neppure!
Se poi Veltroni dice che in Italia c’è il pericolo di un imminente “putinismo” non credo sia lontano dalla realtà.
Dirlo e non fare niente?
Io veramente non saprei cosa: gli italiani accettano anche il punitismo se fatto da Belusconi.
Io credevo che ognuno poteva esprimere le sue opinioni, se in maniera pacata e civile almeno qui.
Non voglio fare sterile polemica, ma stiamo attenti a mettere paletti a quello che si può dire e quello che non si può dire.
se uno dice pacatamente e civilmente che il sistema per risolvere il problema è sparare nelle gambe a qualcuno io non posso intervenire solo perché è stato detto civilmente e pacatamente?
come ho scritto nella risposta a Chiara, non mi sembra utile dire certe cose perché non servono a generare consapevolezza, ma solo a sfogarsi.
MC ha un obiettivo politico, non psicologico.
Pero’ anche tu, nell’articolo “Vacuum”, ammetti che a volte e’ impossibile non sfogarsi.
Comunque io non ho detto di sparare alle gambe a nessuno ma solo far sentire gli autori di certi fatti inadeguati e fuori posto.
L’agente che ha ucciso il ragazzo sparandogli dall’altra parte dell’autostrada ha sempre dichiarato di essere innocente e si e’ sempre avvalso delle coperture di certi colleghi per affermare che lui aveva sparato involontariamente. Solo quando ha capito che il clima intorno a lui era cambiato e che i colleghi sui quali faceva affidamento lo abbandonavano e non poteva neppure uscire per strada che’ la gente lo guardava, allora ha deciso di “chiedere scusa” per l’atto compiuto.
Ecco, dovrebbero essere gli stessi vigili di Parma a far chiarezza sull’episodio. Chi meglio di loro conosce come si sono svolti i fatti e la personalita’ dei loro colleghi coinvolti?
Klara, condivido, ma sono anche sicuro che di colleghi come quelli dell’agente sparatore ce ne siano pochi. A Parma non succederà nulla, purtroppo! Però, anche da questa parte qualche miracolo potrebbe succedere.
Il chiedere scusa è solo una strategia processuale, come ha giustamente fatto notare il fratello della vittima che di mestiere fa l’avvocato.
La complicità dei colleghi omertosi di questi criminali in divisa è inaccettabile, quindi han poco da storcere il naso se spesso ci si lascia andare nella criminalizzazione di tutto il corpo di appartenenza.
E` fondamentale non dare mai a questa gente il pretesto di agire con violenza, quindi ogni manifestazione deve essere pacifica e non accettare provocazioni. Poi, visto che ormai sono diffusissime, sarebbe bene che ognuno portasse dietro la sua macchinetta fotografica o videocamera.
Iniquo, io confido molto nel fatto che ci siano persone per bene fra i colleghi di questi violenti in divisa, perche’ altro non sono: dei violenti.
Io credo che i poliziotti onesti siano piu’ di quelli disonesti. Molti pero’ sono vigliacchi. Conoscono la verita’ ma tacciono per paura di ritorsioni.
E dire che mai come in questo momento l’Italia avrebbe bisogno di autentici eroi.
Concordo, infatti sembra che non ci siano più vie di mezzo, ovvero se uno sbaglia o non gli si fa nulla o deve essere licenziato, rimosso dalla memoria pubblica, ecc.
Il richiamo, la punizione anche severa, ecc. non si usano più.
Non solo non esistono piu’ le “mezze stagioni”, ma addirittura pare che ogni giorno piova:
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_03/razzismo_donna_somala_89686aa8-912b-11dd-9f28-00144f02aabc.shtml
C’è un’altra manifestazione organizzata per oggi alle 17.30 e tra gli aderenti ci sono CGIL, CISL e ARCI.
Vorrei scoprire invece chi ha indetto quello di sabato e quali sono le associazioni che partecipano visto che il rischio di trovarsi in mezzo a dei ragazzini dei centri sociali senza servizio d’ordine è alto.
Io stesso mi sento “razzista”.
Il mio, però, è un razzismo di classe, un classismo appunto.
Bene, ho ragione di pensare di essere superiore a molti elettori di AN e della Lega che appoggiano indirettamente o attivamente questi atti.
Sono migliore anche di molti moderati che taciono.
Sono anche io “razzista” (classista).
Dario
ITALY ITALIA
http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20081002/twl-gb-si-dimette-ian-blair-il-capo-di-s-09e26cd.html
A volte, quando leggo queste notizie mi chiedo: come mai in Italia nessuno si dimette quando sbaglia?
Pare che sia il Paese in cui TUTTI hanno sempre ragione.
Di che ci stupiamo se ancora oggi, quando un crimine è attuato da uno straniero di un paese che, implicitamente, non gode di prestigio pari o superiore all’ Italia, se ne evidenzia il reato seguito immediatamente dalla nazionalità. Ciò accade solo se la vittima è staniera e penso accada solo se il paese non corrisponde ad uno dei paesi del G8 o giù di lì. Non ho mai visto notizie del tipo “Giapponese rapina banca” e dubito fortemente che semmai accadesse evidenzierebbero la nazionalità del giapponese. Ho comunque dei dubbi, visto che più volte è stato evidenziato ad esempio che Amanda Knox è americana, tuttavia (impressione fugace e puramente personale) non vi scorgo lo stesso significato che mi par di vedere in tutti quegli “extracomunitario” o “rumeno” (So che penso male, ma vien quasi spontaneo pensare che il rumeno sia solo “rumeno” visto che ormai come extracomunitario non possano più bollarlo). Oggi due locandine dei giornali recitavano più o meno (le parole esatte non le ricordo) “Rifuta la carità: aggredita dal bulgaro” e “Su dieci carcerati otto sono stranieri”. Ho il dente avvelenato, lo so, e forse sono troppo feroce, ma quel “bulgaro” (è il primo bulgaro che sento abbia commesso qualcosa in Italia da una vita, eppure eccola lì!) sparato così, peraltro “il bulgaro” (di questo sono sicuro) col determinativo, quasi fosse un singolo, potenete personaggio terrifico (tipo “il gatto mammone”) o un truce criminale di tipo coatto o western(stile “er catena” o “lo Svedese”…), magari un cattivo da fumetto. La seconda notizia è più un reportage ma in qualcuno, a vederle assieme, sarà forse passata per la mente una correlazione (peraltro sbagliata, visto che qui non si parla di quelli che delinquono ma di quelli che prendono e l’articolo poi chiarisce che alcuni sono in attesa di giudizio e che per molti c’entra la non ottemperanza all’intimazione di lasciare l’Italia) per cui 8 stranieri su 10 in carcere implichi che 8 reati su 10 sono commessi da stranieri?
Fonti: http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3925606&Data=2008-10-2&Pagina=1
http://mattinopadova.repubblica.it/prima?edizione=EdRegionale
(l’articolo non ha il titolo d’effetto della locandina, che purtroppo non posso riportare)
Bel pezzo Sara, complimenti.
Uau, grazie! Posso arrossire ancora un pò?
Sara, non ho che complimenti da scrivere. Che vuoi? Qui si parla di blog… ti confesso che, per qualche settimana, avevo chiuso il mio. Tutto inutile, mi dicevo, hanno vinto i razzisti, il denaro, l’odio…
Poi però mi sono accorta che avevano bisogno di me, in primis i miei studenti coi quali continuiamo a parlare di questi argomenti e ti assicuro che sono disorientati quanto e più di me. Altra fandonia da non credere: che tutti i “giovani” siano come i manganellatori di Tong o gli pseudo-tifosi verso cui, chissà come mai, nessuno prende mai una risoluzione.
No, la maggior parte dei giovani è alla ricerca dei valori veri, e dobbiamo, assolutamente dobbiamo darglieli.
Per il resto, nulla: ricordo domani la manifestazione nazionale antirazzista http://posizioni-umaniste.blogspot.com/2008/07/manifestazione-nazionale-antirazzista.html , poi un bell’intervento di Vendola di qualche giorno fa, non so, magari lo mando come articolo…
Ci sono molte cose che non mi piacciono nella presentazione delle informazioni e sono contento che Sara si sia posta la domanda se veramente le cose sono andate per come sono state descritte.
Tanto per cominciare non è possibile che l’Unità titoli un articolo con “Razzismo a Parma: la procura chiede i video”, invece di “Sospettato razzismo a Parma: …”; in questo modo loro hanno già emesso la sentenza; un articolo che con una frase come:
(e come doveva essere se stava esercitando al momento dell’arresto ?) sembra voglia avvalorare in anticipo la tesi del razzismo “recidivo” e quindi acuire il divario fra comportamenti di sinistra e quelli di destra (polizia in genere).
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Parentesi sul caso della prostituta nigeriana di Parma:
- se era mezza nuda era perchè stava esercitando,
- se si è voluta stendere per terra invece che sulla panca, è stata una sua precisa scelta;
- non dimentichiamoci che ha opposto una notevolissima resistenza all’identificazione e al trasporto presso il comando locale (certo per le sue ottime ragioni ma che non sempre collimano con quanto ci si aspetta).
Eppure tutti a evidenziare la “foto brutta”, perchè lei si era sporcata per terra, quando fuori aveva un magnaccia pronto a picchiarla ed anche ad accoltellarla per una o due serate di lavoro perse; che schifo, che ipocrisia.
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Ogni giorno muoiono dei bianchi, degli italiani, ecc. però se succede qualcosa a un extracomunitario, soprattutto se nero, succede il finimondo.
Se l’arrestato fosse stato un ragazzo bianco del luogo, avrebbe suscitato tutto questo clamore (a parte la scritta sulla busta) ?
E’ stata analizzata la situazione da parte dei vigili ? Loro hanno sbagliato ? Il ragazzo ha sbagliato ? Se si, le scuse e la riparazione deve essere reciproca.
Invece niente, di questo passo finiremo come negli USA dove formalmente tutti hanno il massimo dei diritti ma poi nella pratica è peggio di una giungla.
Quando una persona non si identifica e NON ha un documento di riconoscimento con se e tenta di scappare e si divincola e magari da un calcio al ginocchio di un vigile, cosa pensate, che anche a loro non girino le scatole e non gli scappi qualche parola inopportuna ?
Di solito gli agenti di pubblica sicurezza non sono laureati ad Oxford e spesso l’educazione familiare unita ad altri aspetti prossimi o remoti, prevalgono sull’addestramento che hanno ricevuto, soprattutto quando le azioni diventano concitate (tanto per citare: Placanica, Spaccarotella, ecc., la squadraccia della scuola Diaz, ecc.).
La causa più profonda dei comportamenti più deprecabili è da ricondursi nel grado di autocontrollo e di resistenza “all’obnubilamento mentale” delle persone; la perdita parziale del controllo è qualcosa di simile al comportamento dello squalo quando sente il sapore del sangue, non ragiona più, agisce d’istinto, giusto o sbagliato che sia.
Tutto questo ovviamente non è assolutamente una scusante, ma quello che mi da fastidio è che gli arrestati non dicono mai parolacce, non insultano, non minacciano, non fanno gesti sconvenienti, non sono violenti, non dicono “sto fermo” e poi tentano di dare un calcio alle parti basse, rispondono alle domande educatamente, ecc.; soprattutto questi comportamenti, quando avvengono, NON sono MAI riportati negli articoli come quello summenzionato, viceversa si batte solo dall’altra parte; spesso non si evidenziano neanche i comportamenti che andrebbero assolutamente corretti, bensì quelli che fanno più sensazione quando sono estrapolati al di fuori del contesto in cui sono avvenuti.
Ora, nel caso in oggetto, penso veramente che tutti gli attori abbiano preso un granchio, i vigili in borghese pensavano che quello fosse veramente uno spacciatore e lo hanno circondato in maniera piuttosto allarmante per evitare la fuga, l’altro forse non ha neanche prestato attenzione al fatto che uno di loro gli mostrava un tesserino identificativo e gli chiedeva di identificarsi e ha tentato di scappare (forse pensava a una rapina e si è spaventato), cosa che nell’immediatezza è parsa confermare l’ipotesi di un suo coinvolgimento nello spaccio della droga.
La spiegazione della “comandante” mi sembra solo parzialmente vera; la “giustificazione dell’occhio tumefatto a causa di una caduta” mi sembra la classica scusa che si usa nei filmi polizieschi “made in USA” per giustificare qualche atto sopra le righe per forzare una confessione: è caduto dalle scale, si è fatto male con la porta, ecc.
Ma quando mai uno cadendo per terra si può far male così se non urtando un’altra persona (es. un braccio, un gomito, una mano, un ginocchio) ?
Macchina della verità a tutto spiano altre che balle.
Ritengo quindi probabile che la tumefazione dell’occhio sia avvenuta durante l’arresto.
Proposta
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Ma perchè gli agenti di pubblica sicurezza non hanno una telecamera audio-video portatile durante queste azioni ?
Sempre li a indovinare cosa ha detto quello, cosa ha detto quell’altro, cosa ha fatto, cosa non ha fatto, ecc.
Filmati criptati e trasparenza nella loro gestione !
Stessa cosa per la consegna della busta, deve essere tutto filmato fino a quando il soggetto non esce dai locali dei vigili, della polizia, ecc.
(Oops mi stavo dimenticando che in Italia queste registrazioni durano poco, l’umidità guasta l’elettronica, non sono affidabili, si guastano i microfoni, ecc.).
Ora attendiamo i fatti (sempre che emerga la verità).
già perché?
forse per lo stesso motivo per il quale non hanno un numero di identificazione sui caschi quando sono in assetto antisommossa?
Ultima aggiunta: la perizia calligrafica sulla scrittura.
Non sono un esperto ma mi sembra al limite delle possibilità con delle lettere così grandi e soprattutto fatte con un pennarello a tratto molto grosso; con quelle grandezze è facile imitare la scrittura altrui.
“…fatte con un pennarello a tratto molto grosso;”
Sei sicuro di aver visto la busta incriminata?
http://1.bp.blogspot.com/_4eNyaWmUlNg/SONQ5cBGO2I/AAAAAAAAAaY/45utT_mTguU/s1600-h/Foto+252.jpg
Eppure ne ho vista una di sfuggita con un tratto che mi pareva sensibilmente più grosso, non vorrei fosse stata una simulazione di busta; grazie per la precisazione, non escludo di aver avuto un’allucinazione.