Eluana e l’Indignazione a Telecomando 60


I giudici della Corte Civile d’Appello di Milano hanno autorizzato il padre di Eluana Englaro ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzata. Sembra abbiano pesato molto le dichiarazioni di Eluana che, davanti ad un suo amico ridotto nella condizione in cui lei stessa si trova da 16 anni, affermò che avrebbe preferito morire piuttosto che “vivere” così.

Parte l’indignazione della Chiesa e di coloro che parlano di eutanasia. Io, che sto da quest’altra parte potrei gioire, potrei salutare questa sentenza come “storica” e sperare in un primo piccolo cambiamento che possa presagire ad un cambio di rotta sulle questioni etiche.

La volta scorsa alla notizia fu dato poco risalto, una manciata di articoli. Oggi sui media fioccano le dichiarazioni. E’ partito il circo mediatico. C’è chi festeggia e chi fischia. L’argomento si basa su convinzioni profonde e contrapposte e scadere nel tifo da stadio è facile e piacevole. Probabilmente per qualcuno anche comodo e utile.

Penso al padre di Eluana e mi chiedo se per lui sia meglio questo bagno di notorietà che ogni tanto si abbatte su di loro o la totale e completa indifferenza dei lunghi periodi intermedi. Quella quotidianità fatta di rituali sempre uguali.  Mi chiedo se tutti questi anni siano sufficienti a lenire un dolore così grande. Mi chiedo quanto possa essere difficile prendere una decisione di questo tipo. Anche se il signor Englaro potrà decidere di esaudire il desiderio della figlia mi chiedo quanto potrà essere intimamente felice per questa sentenza.

“potrebbe succedere a chiunque”

Tante sono le questioni sollevate nei mesi scorsi ed ora messe da parte. Non si parla più di aborto, per esempio. Il che è quantomeno curioso visto che c’è stato perfino chi ha pensato fosse necessario fondare una lista elettorale sull’argomento. Quattro voti, una figura barbina e argomento chiuso.  Tutti preoccupati prima ma ora? Dobbiamo aspettare un altro fattaccio per far ripartire il circo?

Ieri ho visto un adesivo pro Tibet sul lunotto dell’auto ferma davanti a me. La donna che guidava è partita a tutta velocità nonostante stesse fumando e telefonando (senza auricolare o vivavoce). Nessun rispetto per sé o per gli altri. Però massimo sostegno per il popolo oppresso del Tibet. Come no!

Come volevasi dimostrare i banner pro Birmania sono lentamente spariti dai blog così come ogni notizia a riguardo.  E’ finita l’indignazione perché sono finiti i problemi? O forse, visto che oramai c’è Berlusconi e abbiamo il fantoccio contro cui sparare ce ne freghiamo di quello che accade altrove? In Iraq come va? In Palestina che succede? E’ incredibile pensare che situazioni che tengono banco per giorni e giorni improvvisamente spariscano nel nulla.

Non sopporto più l’indignazione a telecomando.

Può essere Mente Critica un luogo dove si affrontano questioni snobbate da tutti per descriverle, conoscere e – possibilmente – risolvere?


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60 commenti su “Eluana e l’Indignazione a Telecomando

  • Comandante Nebbia

    Qualche considerazione, possibilmente distaccata, su un argomento straziante e sul quale è impossibile esprimere giudizi.

    Questa terribile scelta per i congiunti potrebbe essere risparmiato se ciascuno di noi, mentre è ancora cosciente, potesse riempire un formulario con l’indicazione delle proprie volontà. Nella passata legislatura, fra taxi e costo di ricarica sui cellulari non si è affrontato l’argomento. In questa, visto l’andazzo, non credo che ci saranno novità.

    Ho letto delle modalità con le quali avverrà il trapasso e non mi sono piaciute. Lasciare che il corpo muoia per fame e disidratazione è inumano oltre che incivile. La morte dovrebbe essere indotta nella maniera più dolce possibile. Anche se la persona è già altrove, il suo corpo merita rispetto e non andrebbe semplicemente abbandonato. L’eutanasia passiva mi sembra una vera ipocrisia.

    Quando leggo di storie del genere, mi viene voglia di abbracciare i miei cari e di fare una telefonata che non faccio da troppo tempo. Disporre dell’amore degli altri senza grossi sacrifici induce spesso a trascurarlo. Non dovrebbe essere così.

    Spero che su questa storia cali la pace per tutti.

    • Sant Just

      “L’eutanasia passiva mi sembra una vera ipocrisia.”
      Concordo pienamente!

      Spinoza diceva: “quanto più può un corpo tanto più la sua anima si avvicina all’immortalità”.

  • Finazio

    Caro Marco, concordo con te. Paradossalmente internet da una parte consente a tutti di partecipare attivamente a discussioni importanti e decisive per la società civile, dall’altra si sta lentamente “televisionizzando”, macinando e spolpando la notizia di turno finchè non ne subentra un’altra. Ma mentre per la televisione possiamo scaricare le colpe sui responsabili dell’informazione, per internet i responsabili siamo, immancabilmente, noi.

  • Sara

    Può essere Mente Critica un luogo dove si affrontano questioni snobbate da tutti per descriverle, conoscere e – possibilmente – risolvere? Sììììììììììììììììììììì!!!!!!!!!

    Anch’io non sopporto più l’indignazione col telecomando, le polemiche che scoppiano (che se si sta parlando di nucleare è un problema ; D )..
    Per quanto riguarda il caso specifico, la legge che (non) c’è adesso non tutela i genitori, la persona coinvolta, e neanche il giudice e il medico, cioè non tutela i cittadini. La soluzione c’è, e a mio parere non è neanche troppo complessa, è il testamento biologico. I genitori così dovrebbero decidere per il figlio solo se il coma irreversibile o l’impossibilità di esprimere la propria volontà arrivano prima dei 18 o dei 14 anni; se no decide la persona interessata. Il testamento si consegna in comune (non dal notaio se no costa troppo), lo si può cambiare (ad esempio è legittimo che a 18 anni si pensi una cosa e a 30 un’altra) e le decisioni principali sono contenute anche nel nuovo tesserino sanitario che è magnetico.
    Ci sono ovviamente altre questioni pratiche da risolvere, ma se nel nostro paese nessun giurista fosse in grado di sistemarle mi preoccuperei.

  • Francesca

    Diabolico Marco, non so come hai fatto ma hai scritto ciò che mi frulla in testa.
    E’ tutto così ipocrita, siamo davvero drogati irrecuperabili di tv?
    Credo che sia la peggiore invenzione del secolo scorso, forse anche peggio della bomba atomica perchè le vittime sono miliardi e miliardi.

    Comandante, anch’io credo che messa così sia davvero una morte terribile: di stenti. A chi possiamo augurare una morte del genere?
    Nessuno può essere felice di questo. Men che meno il padre che combatte questa situazione da anni.
    Questa non è eutanasia, (anche se il vaticano vuol farla passare così) è molto peggio, purtroppo.
    Non si possono addormentarle i sensi prima?
    Io non capisco perchè non ci si sente davvero liberi nemmeno in questa fase, è terribile.

    • Comandante Nebbia

      Purtroppo è possibile, per legge, cessare il sostegno, ma non applicarsi attivamente perché muoia.

      E’ un’ipocrisia bella e buona, ma è il massimo a cui possiamo aspirare in un paese che fa dell’ipocrisia la sua costituzione reale.

      • Francesca

        Dopo 16 anni di coma non è nemmeno degna di avere una morte decente.
        Chi osa essere felice e stappare champagne per questo? Nessuno.
        Se capisse credo si sarebbe già suicidata…

        Ed anche su questo lo Stato non fa’ nulla per contrastare le ingerenze vaticane..

          • Francesca

            Se ti riferisci all’ipocrisia certamente è qualcosa che va oltre a qualsiasi ingerenza. E noi siamo molto ipocriti nell’uguale misura di quanto siamo smemorati. Oltretutto ci piace sempre rimandare: che decida il prossimo governo, no?
            Tanto che ci ricordiamo solo in certe occasioni come fu’ per Welby.
            Però sulla questione, come quella per i pacs poi diventati dico poi diventati nulla…..di ingerenza ce n’è stata parecchia solo per averlo proposto.
            A mio avviso è una sfiga avere il Vaticano in Italia (grazie ai Romani), per altri certamente no…
            Loro fanno il loro lavoro e lo Stato non fa’ il proprio.
            La Spagna per esempio, pur essendo un paese molto cattolico, le riforme le ha fatte ugualmente…

            Il testamento biologico dovrebbe essere un diritto di ogni persona.

          • Comandante Nebbia

            Infatti. E’ il minimo.
            E con la storia del divorzio che anche se non ci sono figli e i coniugi sono d’accordo richiede comunque tre anni, come la mettiamo?

          • marcoilbuono

            si, trattasi di ingerenza.Imho.
            Anche se non ha fini statistici, ieri spiegavo a 25 colleghi l’ assurda metodologia della morte di questa bellissima ragazza e tutti erano daccordo con il rispetto delle volontà della ragazza, magari con altre metodologie, l’unico a dissentire era il professore, capo del 118 locale, secondo te per avere quel ruolo deve tenersi caro anche i potenti preti locali o ha piena libertà di esprimere i propri credo?
            Sai bene che anche sui dico e sul divorzio veloce la maggior parte degli italiani è favorevole, cattolici compresi, tranne qualche rara eccezione, perchè allora stiamo ancora all’età della pietra?

          • marcoilbuono

            Entrambi, specie se il pastore è potentissimo e le capre hanno bisogno di quel potere.

          • marcoilbuono

            Qualsiasi voto dato dalle capre non cancellera l’ingerenza, i partiti presenti sulla scheda elettorale sono tutti a 90 gradi, non ci sono alternative nel voto.

      • simona_rm

        Significa che il caso Welby/Dott. Riccio non costituisce un precedente?
        Avvilente.

          • simona_rm

            Scusa l’imprecisione, non intendevo precedente giuridico ma comportamentale. Sia per i sanitari coinvolti che per i giudici che poi dovrebbero intervenire.
            Vero che Riccio è stato imputato, ma la cosa si è conclusa con un “non luogo a procedere”, e anche piuttosto in fretta.
            E’ un esempio che potrebbe costituire una linea guida e influenzare la giurisprudenza, evidenziando l’urgenza di una legge più umana.

            Sto sognando. Scusa. E’ che sono in pausa pranzo. Ora vado a farmi un caffè e torno con i piedi per terra. Cattolica apostolica romana terra…..
            ciao

          • Silent Enigma

            in italia non esiste il principio del “binding precedent”, guardate troppi telefilm :mrgreen:

            “subire” un’imputazione non significa nulla. E’ vero che in italia, secondo un vecchio adagio “la vera pena è il processo”, ma il dott. Riccio non ha subito né l’una né l’altro.
            Quello della Procura era un atto dovuto, quello del GUP altrettanto.

            Quello che ancora mi fa vergognare è che un giudice (un giudice!!!!) debba esprimersi su queste questioni. E’ semplicemente incivile

          • simona_rm

            Vero, ho scritto imputato invece di indagato (refuso) e da subito fu specificato “l’atto dovuto”. La faccenda è stata chiusa piuttosto in fretta, perchè il gup ci ha messo del buonsenso, se avessero voluto speculare la storia sarebbe ancora in tribunale.

            Ora, senza entrare nei tecnicismi di Law&Order inapplicabili in questo paese, la mia domanda è: SE si ripresentasse “quella” situazione in un nuovo caso, le figure giuridiche chiamate a valutare gli eventi terrebbero in considerazione il caso precedente, almeno a titolo orientativo, magari solo ufficioso? In questi termini intendo il “precedente”. In casi umanamente complessi come questi, la legge -da sola- non può essere determinante per un giudizio oppure SI?

          • Silent Enigma

            la legge da sola è solo inchiostro su carta, necessita dell’interprete (qui, il giudice).
            se si ripresentasse quell’occasione un giudice potrebbe tenere conto (ma non è tenuto a farlo) della decisione su riccio, ma non potrebbe basare la sua convinzione solo sull’argomentazione di un suo collega. sono casi unici questi, ognuno presenta tematica in fatto ed in diritto del tutto peculiari, impossibile creare “precedenti” in questo campo.
            in parole povere sì, il caso welby tornerà utile, ma non è un caso-scuola perché non si è arrivati nemmeno al processo con riccio

    • diabolicomarco

      Io non guardo la tv. La cosa che mi amareggia di più è vedere che spesso il Web, che ha potenzialità enormi, diventa una specie di rimessaggio per coloro che non riescono a finire in televisione.

      • Francesca

        Come hai scritto tu è l’indignazione a telecomando che sta infettando anche il monitor e la tastiera….a proposito di virus….
        Ma qualche “peste” positiva ogni tanto, no?!

  • missblue

    Qualcuno mi può spiegare come è stato deciso il “modo” in cui farla cessare di vivere..? Secondo quali presupposti? Non ho trovato informazioni al merito.

    E comunque, credo che discutere sul caso umano in sè, come stiamo facendo qui, possa essere un buon contributo per restituire a questa notizia mediatica il suo valore umano.

      • missblue

        Lo chiedevo perchè ieri, su Corriere.it, avevo letto qualcosa anche a proposito di una sorta di “disposizioni accessorie cui attenersi in fase attuativa” scritte dai giudici. E non capivo in che modo le avessero potute definire…dal momento che,ad un certo punto dell’articolo, si dice ” con modalità tali a garantire un adeguato e dignitoso accudimento accompagnatorio della persona “.

      • Silent Enigma

        prevenire, è l’alternativa.
        sono il custode del testamento biologico di un amico carissimo, e anche se non ha valore “legale” di per sé, produrlo davanti ad un giudice dirimerebbe la questione senza appelli.

        io non l’ho ancora compilato, sono in una fase di riflessione, ma lo farò.

    • pacatoegentile

      repubblica ha questo articolo in merito ai motivi di tale decisione:

      http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia/eluana-eutanasia/eluana-eutanasia.html

      ti cito la parte interessante:

      Il decreto con cui si autorizza la sospensione del trattamento segue le indicazioni stabilite dalla Cassazione lo scorso 16 ottobre. La Corte aveva disposto un nuovo processo per il caso di Eluana e stabilito la sospensione dell’alimentazione artificiale soltanto in presenza di due circostanze concorrenti:
      che fosse provata e accertata l’irreversibilità dello stato vegetativo permanente della ragazza
      e dimostrato il convincimento etico di Eluana, quando era “in piena coscienza”.

      E’ comunque orribile che la liberazione per quella persona venga dalla morte per inedia.

  • simona_rm

    Considero l’eutanasia una scelta di vita e non di morte.
    Scegliere -in modo autonomo e consapevole- cosa consideriamo vita e cosa no. Scegliere quali sono le condizioni minime per considerare l’esistenza su questo pianeta accettabile, un corpo che vegeta in un letto per anni che esistenza è?
    Ho fatto testamento morale presso i miei cari. So che rispetteranno le mie volontà……ma a che serve se Lo Stato non le rispetterà?
    L’accettazione della morte dolce è un traguardo democratico più lontano dei matrimoni gay.
    Che paese medievale.

    @diabolicomarco
    ci hai messo troppe cose in questo articolo, troppi spunti per argomentazioni. Però bello. 🙂

    • diabolicomarco

      Ti ringrazio.
      Certamente non si può affrontare tutto e subito.
      Come dicevo già qualche giorno fa in un commento già il fatto di cominciare ad interessarsi ad altro oltre che ai fatti di Berlusconi lo reputo un bel traguardo.

  • pacatoegentile

    diabolicomarco: sono in parte daccordo con te per quanto riguarda l’indignazione a telecomando.

    Innanzitutto questa “indignazione temporanea” esiste da prima della tv, ma non e’ una componente causata dai media bensi’ dal nostro egoismo e anche da un senso minimo di praticita’.

    Spiego meglio il mio pensiero (del tutto personale e del tutto aperto a critiche): I fatti descritti sono terribili tuttavia ci toccano nelle nostre singole vite relativamente perche’ alla fine sono estranei alla nostra vita quotidiana; considera l’estremo opposto ogni secondo muore una persona al mondo, ogni 5 minuti muore una persona per fame.
    Se dovessimo indignarci e ricordare ognuno di loro semplicemente non vivremmo ma passeremmo la vita tra un lutto ed un altro.

    La vita va e deve andare avanti, sia che muoia uno sconosciuto sia che muoia una persona a noi vicina, sta a noi far si che la loro morte abbia un significato e aiuti a migliorare la nostra vita.
    E questo vuol dire non dimenticare, dedicare un piccolo spazio nel nostro cuore a loro o alla loro vicenda nel caso non li conoscessimo direttamente.

    Voglio essere ottimista, voglio pensare che, anche se i media non si occupano piu’ del problema, esistano molte persone che non dimenticano e che anche se non lo danno a vedere ricordano e fanno tesoro di tutto, per cercare di migliorare se e il mondo in cui vivono

    • diabolicomarco

      capisco quello che vuoi dire ma:
      – visto che ogni minuto muore qualcuno nel mondo e noi, giustamente, ce ne freghiamo perché dobbiamo vivere la nostra vita evitiamo, quando capita, di strapparci i capelli quando una di quelle persone viene portata agli onori della cronaca da chi deve semplicemente portare la pagnotta a casa scrivendo un pezzo.
      – io non ho, fortunatamente, il problema che ha il signor Englaro e spero di non averlo.
      Non credo nell’amore incondizionato per il prossimo. Penso però che una forma nobile di egoismo ci porterebbe ad essere molto più attenti ai problemi degli altri. Quello che disse tempo fa (e che ho inserito sotto la foto di Eluana più su) è un po’ l’emblema di questo ragionamento “potrebbe succedere a chiunque”.
      Oggi sono tanti i casi in cui siamo abbandonati a noi stessi davanti alla assurdità di certi meccanismi burocratici o legislativi. Se non sarà il coma irreversibile sarà un aborto o un divorzio o problemi di fertilità o qualcos’altro.

  • rassegna

    10-07-2008 13:41

    “Concordo che sia giusto difendere il diritto a morire ,in casi estremi, ma il caso di Eluana e’ ancora un enigma da vagliare! Ci sono dei risvegli anche dopo venti anni! ”
    “Condivido le dichiarazioni di Monsignor Fisichella sul caso Eluana Englaro e sono straziata dal dolore del padre , ma i medici italiani dovrebbero prendere atto che il coma e’ uno stato di vita ,in una sorta di limbo , di cui le porte di uscita equivalono a quelle per uscire dal labirinto.
    Rafforzare la qualita’ della vita di chi dorme…e stimolare l’attivita’ neuropsichica e’ tutto un capitolo ancora da sperimentare.Trovare il filo di Arianna e’ un imperativo etico taumaturgico su cui rafforzare l’attenzione e la ricerca. Eluana non merita atti di rinuncia della scienza e sentenze dettate dalla solidarieta’ per la pena verso il tutore. Dovrebbero gli Stati mobilitare tutti protocolli e metodiche per la ricerca sul delicatissimo computer del cervello in stato di limbo. Eluana va difesa anche da chi per eccesso d’amore … crede di fare la cosa giusta per lei.”
    Prof Yasmin von Hohenstaufen
    Presidente Cristianesmo Vivente(Europress)

  • luminal

    L’ipocrisia dell'”Intoccabile” ormai non stupisce più, visto che si indigna pesantemente per l’applicazione di un’elementare principio di umanità e Misericordia, per risparmiare ulteriori sofferenze a un’intera famiglia e a una persona che, contro la propria volontà, viene mantenuta in uno stato di pseudovita fisiologica. Ma quando si parla di “sollievo della sofferenza” mi viene in mente San Pio da Pietralcina, Madre Teresa, San Giovanni Bosco, San Giuseppe Moscati, Monsignor Romero, tutte persone, che durante la loro vita, sono state abbandonate, e addirittura in alcuni casi contrastate, dal Vaticano stesso perchè usavano lenire la sofferenza proprio agli ultimi del mondo, una pratica che le alte gerarchie ecclesiastiche non conoscono da tempo. Essi non si indigneranno mai per le mattanze che vengono compiute nel mondo dall’amministrazione Bush e soci, per lo scempio che si sta facendo sull’ambiente, per la mattanza di Palestinesi compiuta dall’esercito israeliano: si indignano piuttosto se in un paese ricco, dove una persona può essere tenuta in uno stato di pseudovita contro la sua volontà, viene compiuto un’atto di Misericordia e di Rispetto della Dignità di questo Essere.

  • missblue

    Io sono per la tutela della Vita. Come tutti, credo. La Chiesa che vorrei è un’istituzione religiosa volta alla formazione di una coscienza, che non generalizzi le circostanze attraverso leggi universali. Non sono genitore, ma conosco il mio modo di amare le persone a cui tengo e quindi so che, di fronte ad una situazione come questa, proverei con ogni mezzo e per un tempo indefinito a risvegliare dalle tenebre la persona che amo. Ma dopo tutti questi tentativi, e forse qualcosa in più, arriva inevitabilmente il momento di fare una scelta. Se davvero la Chiesa, come va dicendo, crede che Dio abbia creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, allora che gli riconosca anche quella libertà di saper operare scelte difficili, alla luce di una consapevolezza che ha acquisito. E si limiti, eventualmente, ad entrare nel merito solo di quest’ultimo aspetto.

  • michelangelo

    Eluana e l’avvocato radiato dall’albo per abuso di difesa.
    ***
    La sconfitta dei radicali che volevano abolire la pena di morte.
    Eluana abbandona la “casa” per la libertà del padre,
    testimone di un paradosso emotivo scambiato per testamento biologico.
    Mi vergogno per i giudici della corte di appello.
    Mi vergogno per come abbiamo iniziato il terzo millennio.
    Mi vergogno per la scienza medica che ancora brancola nel buio cercando
    di conoscere il chimismo della mente ignorandone l’essenza vitale.
    Quasi quasi mi vergogno del mio sciocco orgoglio di uomo che spera
    ancora di considerarsi tale pur non riuscendo a confrontarsi con gli altri.
    ***
    Eluana: invito al mio funerale (qui pubblicato).
    Eluana: processata in contumacia (qui censurato).
    Miei articoli facile da trovare su google

    • diabolicomarco

      Se si fosse trattato di censura avremmo censurato anche l’altro e tutti i tuoi commenti.
      I lettori possono cercare con Google e valutare da soli.

    • Comandante Nebbia

      Non siamo servizio pubblico e non abbiamo finanziamenti statali.
      Riceviamo decine di proposte e pubblichiamo solo quelle in linea con il nostro progetto informativo.
      Nessuno si è mai lamentato. Lei è il primo.

  • strizPolo

    “la rivolta di un popolo in preghiera”

    è una classica storpiatura dei fatti ad opera dei monoteisti occidentali.
    In Tibet si medita, non si prega, non si chiedono le grazie a qualche divinità in ascolto.

    Però fa tanto comodo agli atei devoti e agli editorialisti del quotidiano dei vescovi italiani far passare il messaggio che affidarsi a qualche divinità (non importa quale, non importa se una o più) sia in sé un fatto ammirabile.

    Urge un ripasso sul buddismo.

    • simona_rm

      Sei sicuro che sia una forzatura pro-teismo?
      A me sembra più un “adattamento” alla sensibilità occidentale. Pensa se avessero scritto:
      “Birmania, la rivolta di un popolo in meditazione”…mah! Francamente sarei rimasta perplessa. Rivolta / meditazione non ti sembra una dissonanza?
      Anche popolo/meditazione lo è (secondo la mia formazione), perchè la meditazione buddista è un percorso individuale, mentre il termine “preghiera” può essere inteso -anche- in una accezione collettiva. Bada, non sto sminuendo il concetto di meditazione, semplicemente -per le culture occ.- non è assimilabile all’idea di gruppo.

      Piccola nota storica: più o meno nel 1982 sono iniziati dei rapporti di “scambio culturale”, più esattamente di esperienza interreligiosa da cui è scaturita una collaborazione cristiano-buddista finalizzata alla reciproca comprensione.
      Si sono stabilite delle relazioni di rispondenza tra le “forme spirituali e comportamentali” cristiane e quelle buddiste, tra cui il trapporto tra:
      1) impegno personale / grazia
      2) conversione / illuminazione
      3) preghiera / meditazione (appunto!)

      il tutto con la supervisione di S. San.Giovanni P.II e S.San Dalai Lama

      [Rif.Biblio: “Come folgore nella notte- Aut. Dalai LAma – Ed. SEI]

      No, non mi è sembrata una strumentalizzzaione 🙂 Ciao

  • ugasoft

    il ricordo non può che andare al buon Rino Gaetano, e prima di lui a Fred Buscaglione… ed a tutte le persone che sono morte in ambulanza mentre cercavano invane un letto in un ospedale. Rino se n’è dovuti girare 5, tutti pieni, prima di morire ancora in viaggio sulle ambulanze.

    Se penso che i chiesomani preferiscono il morto che occupa il letto ed il moribondo che muore in ambulanza piuttosto che salvare entrambi da una situazione infelice…

  • Alessandro

    Fa così paura la morte?
    Più leggo le pagine dei giornali su questo caso, più mi tornano alla mente le pagine dei giornali dei casi precedenti, e più la domanda mi rimbalza in testa.
    Non entro nel merito delle dichiarazioni di tanti politici italiani, che si sa seguono il vento cattolico, nel momento questo possa portare un buon ritorno di immagine; non entro nel merito delle dichiarazioni dell’istituzione chiesa cattolica di Roma, troppo spesso chiusa nella sua difesa del suo “decide tutto Dio, se da e se toglie è volontà sua, noi non possiamo fare niente”, da non accorgersi delle contraddizioni insite in questo.
    Ma la gente comune, mi chiedo, ha così tanta paura dell’aldilà, da voler tenere aggrappata a tutti i costi Eluana, il suo involucro a questa vita? Quanto egoismo, mi sembra di leggere tra le righe di molti “difensori della vita ad oltranza”, quanta paura stessa che non esista nulla nel dopo, e che quindi si debba cercare a tutti i costi di protrarre con accanimento, con ostinazione la vita terrena di chiunque sta in quelle condizioni.
    Nasciamo. Viviamo. Moriamo. Ognuno con i suoi tempi, la Fallaci diceva che vivere è come attraversare un palcoscenico, non c’é un modo giusto o sbagliato, ognuno ha il suo modo ed i suoi tempi. Ma lasciamo anche che la vita possa giungere a termine prima di quanto speriamo, che si possa morire anche a 16, 20, 30 anni. E lasciamo che sia un padre, che ha passato tutta la vita a crescere una figlia che ama, a prendere la decisione più grave, solo a lui spetta, e solo lui dovrà portare, dentro di se, il peso della sua scelta.
    E domandiamoci, invece, se Eluana e quelli come lei, non indignano perché ci riportano alla mente la paura della morte, che tutti abbiamo.

    • Comandante Nebbia

      Credo che la morte faccia veramente paura anche e perché il mondo nel quale viviamo si propone come esperienza totipotente.
      Non esistendo alternativa spirituale a quello che conosciamo, la morte, in quanto cessazione della percezione e dell’esperienza è una tragedia assoluta ed inappellabile.

      In passato la spiritualità forniva un viatico che ridimensionava l’entità del trapasso. Oggi, ciascuno di noi deve costruirselo e non è facile.

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