Elogio di Settembre 21


Venerdì 3 Agosto era una brutta giornata, il FTSE MIB segnava 13426 punti, lo Spread era a 496. Le previsioni di Serpiko viaggiavano di conserva:

 “I giornali parleranno del primo aiuto salvabanche destinato all’Italia entro fine estate, o comunque entro fine settembre”

“Le prime due banche a beneficiarne saranno Intesa SanPaolo e Unicredit.”
“Lo spread entro fine settembre dovrebbe tornare tra 525 e 550 punti.”
“Il Mib di fine settembre dovrebbe aggirarsi tra tra 11500 e 12000 punti.”
“Buone vacanze.”

Ora che è passato possiamo dire che Settembre è stato clemente con noi. Ci ha risparmiato.

Hans Andersen Brendekilde – A Wooded Path In Autumn

“Perché è il mese in cui tutto ricomincia. E perché è quello in cui tutto finisce. Perché è l’anello più debole nella catena del tempo e delle stagioni, il passo zoppicante, il tratto di penna più incerto; e come tutti gli anelli deboli alle catene, è quello che lascia intravvedere l’imprevista possibilità della fuga e del ritorno.”

È l’incipit di un bellissimo pezzo scritto da lo scorfano”, un paio d’anni fa, prima che decidesse di autosospendersi a tempo indeterminato. Era un piacere leggerlo. Pazienza. Consoliamoci con il MIB, che nel frattempo è risalito a 15096 punti e con lo spread che è sceso a 367.

Non ci mancheranno i guai in futuro, illuso chi spera che siano finiti. Ma, perlomeno, quanto a finanza, aveva ragione Monti: non siamo falliti. Per adesso.

Personalmente penso che la cosa sarebbe stata diversa se a palazzo Chigi fosse rimasto Berlusconi. Ma riconosco che manca la controprova.

Il fatto è che più divento vecchio più mi convinco che la differenza la fanno non solo e non tanto i massimi sistemi, le visioni del mondo, anche se riconosco che le visioni talvolta cambiano il mondo (mica sempre in meglio però), quanto la qualità delle persone. È un po’ come per una casa. Per costruirla serve un progetto, poi però bisogna manutenerla. Una cosa non meno importante, che richiede perizia, pazienza, perseveranza e pecunia, qualità che noi possediamo in scarsa misura. Quando non ci mancano del tutto.

Gli ultimi quattro governatori della regione Lazio sono stati nell’ordine: Piero Badaloni, Francesco Storace, Piero Marrazzo, Renata Polverini. Due di centrodestra, due di centrosinistra. Tre giornalisti e una sindacalista sui generis, senza alcuna esperienza di gestione, né d’altro, che la volontà popolare ha catapultato dalla sera alla mattina a capo di un’azienda con un fatturato di 16 miliardi di euri. Con i risultati disastrosi che si potevano facilmente prevedere.

La nostra classe politica, tutta con rare eccezioni, possiede tre tratti distintivi: la mancanza di progetti che non siano personali, la cialtroneria necessaria per profittare lestamente di qualsiasi occasione senza che la coerenza le sia d’impaccio, l’assenza di un bagaglio di conoscenze indispensabile per amministrare realtà economiche che hanno spesso dei budget da grande azienda. Nessun consiglio di amministrazione si sognerebbe mai d’assegnare la carica di amministratore delegato a persone simili.

Abbiamo un disperato bisogno di professionisti onesti in grado di amministrare budget, piccoli e grandi, per un totale complessivo di ottocento miliardi di euro. A tanto assomma, miliardo più miliardo meno, la nostra spesa pubblica. Una somma enorme, che, a monte dell’erogazione, ha bisogno di un lavoro altrettanto enorme per non andare malamente sprecata. Chi ha provato a interagire nella stesura di progetti e di specifiche per gare d’appalto da qualche milione in su, oppure ha provato a leggere tra le pieghe di un bilancio, sa quanto sia difficile.

Non si dice che il progetto, le specifiche e i bilanci debbano redigerli Badaloni-Storace-Marrazzo-Polverini, e neppure Grillo, ma che siano in grado di leggerli e di comprenderli, questo sì. Questo è indispensabile. Per non farsi prendere in braccio ogni volta dai Fiorito e dai Belsito di turno.

Naturalmente l’onore e l’onere di scegliere tra i candidati sta in capo ai cittadini e lì deve restare se non vogliamo mortificare la democrazia. Tuttavia non si può non prendere atto di come, troppo spesso, le scelte del popolo siano assolutamente inadeguate. Paradigmatico il quartetto laziale, frutto non di una ma di quattro tornate elettorali. A dimostrazione di come gli elettori non solo possano sbagliare, ma anche tranquillamente perseverare nell’errore.

Dice: per forza, se gli mettono davanti due ciofeche qualunque delle due scelgano sarà sempre una ciofeca.

Giusto. Ma allora, se li facessero scegliere tra due signori professionisti, comunque scegliessero, sarebbe sempre e comunque un signor professionista.

Sarebbe la soluzione di almeno una parte del nostro problema.

È possibile pensare a un progetto per tenere le volpi fuori dal pollaio, gli elefanti lontani dalla cristalleria?

È possibile selezionare preventivamente la classe dirigente, magari per passaggi successivi, con prove sul campo, obbligandola a passare da incarichi più facili ad altri più difficili, stabilendo per esempio che igienista dentale, ma anche conduttore TV, oppure comico, non può essere da sé solo, senza altra esperienza, titolo sufficiente per concorrere alla posizione di consigliere regionale, o di presidente?

Sarebbe un vulnus alla democrazia?


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21 commenti su “Elogio di Settembre

  • Doxaliber

    Concordo con parte dell’articolo e con quanto scritto da Comandante Nebbia nei commenti. Seguo il tuo stesso ragionamento, ma giungo ad una conclusione diametralmente opposta. Monti è stato e sarà un male, egli infatti consente all’attuale classe politica di nascondere le proprie responsabilità dietro la sua ombra (tra l’altro senza intaccare i poteri che hanno contribuito a portarci a questo), allo stesso modo gli italiani saranno sollevati dalle loro responsabilità perché ci sarà di nuovo il “buon padre di famiglia” che prende le redini della situazione e decide per noi.
    La selezione della classe dirigente non ci sarà mai, non ci sono i presupposti. No caro FMA, così non c’è futuro, a questo punto meglio fallire che lentamente morire. Quando un palazzo non è più restaurabile perché troppo danneggiato non rimane che abbatterlo e ricostruire.

    • fma

      Neppure io mi nutro di grandi aspettative. Tuttavia osservo che una spesa pubblica enorme, 800 miliardi l’anno, produce risultati modestissimi. Di questi risultati è sicuramente responsabile la nostra classe politica, selezionata col metodo democratico.
      E’ lecito pensare che nel metodo ci siano delle pecche che andrebbero emendate? (La casa che deve essere manutentata)
      Una delle lacune più evidenti della nostra classe politica è l’impreparazione, anche se non è la cosa di cui oggi si parla di più.
      Perchè non possiamo applicare un qualche filtro, che escluda per esempio gli impreparati, il filtro più facile, a chi si propone come candidato?

      • Doxaliber

        Sulla selezione della classe dirigente sono più che d’accordo e non ho appunti da fare. Per anni l’antipolitica Berlusconiana ha tuonato contro i politici di professione. Io invece credo che fare politica sia una professione e dovrebbero esserci scuole che ti formano in tal senso. L’impreparazione della classe politica attuale poi è imbarazzante, colpa del tanto rimpianto maggioritario (che una volta sostenevo anch’io), prima che del Berlusconismo.

  • Vittorio Mori

    Dunque, si, il precludere la carriera politica in base alla carriera è un vulnus alla democrazia, a mio parere. Se uno fa il droghiere o l’elettricista non vuol assolutamente dire che non abbia un’intelligenza sufficente a fare il consigliere regionale/provinciale o persino il presidente della Repubblica. La cosa da ripensare, in Italia, secondo me è la valenza della carica. Troppi onori (e soldi) e troppo poche le responsabilità per qualsiasi carica politica oramai. E’ ora di finirla con i commercialisti, gli avvocati e i medici a intasare il parlamento, c’è bisogno di un qualcosa di molto più pratico e collegato con la realtà. Di importanza fondamentale è anche, penso, l’annosa questione morale, anche il più bel progetto tecnico/politico crolla miseramente se tutti rubano a manetta. Qui trovo molto carente Monti: insiste troppo sul tasto del “dalli all’evasore” mentre non proferisce verbo davanti al letamaio di corruzione che si trova davanti. Infine, si, Settembre ci ha graziato, ma Ottobre potrebbe non essere così clemente. Probabilmente Monti con la partita di giro del MES ha trovato il modo di tener buoni tedeschi e francesi per un po’. In questo è stato abile, non c’è che dire.

  • ilBuonPeppe

    Non ho una risposta definitiva alle domande finali. Però la discussione è interessante e magari ci torno sopra.
    Per le previsioni di Serpiko penso che il nostro amico abbia sbagliato solo la tempistica: bisognerà aspettare almeno la metà di novembre.

    • fma

      Siamo al 6 di dicembre, lo spread è a 325 il FTSE MIB è a 15700: che facciamo, rimandiamo tutto all’anno prossimo?

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