Elogio di ottobre 9


Non Ci Siamo Meritati

A ciascuno di noi, o almeno alla maggior parte, viene dato in dotazione un cuore, due polmoni, due reni, dei muscoli e una serie di apparati metabolici. Così che ci si presenta alla vita come macchine operative, pronte a fare di noi stessi una vittima, un eroe, una persona semplice o, nella maggior parte dei casi, un indifferente. La mediocrità non è una colpa. È il regime di condotta usuale nella quale usualmente ci si conduce. Dire no è troppo difficile, quasi come dire sì, ma forse sì è più difficile. Sì, dire sì è più difficile. Però non tocca a me giudicare.

Fosse stato per me avrei scelto di vivere come mio padre, confortato di certezze, comprando il pane dal solito fornaio, passando i pomeriggi guardando canale cinque e convinto che trenta anni di fatica mi autorizzassero a essere quello che ero diventato. Invece, invece, invece, io ho voluto attraversare la soglia. Questo ha fatto di me un viaggiatore, un assassino, un inquieto, un uomo senza speranza che non ha diritto di morire perché il suo fottuto servizio non è ancora finito.

Elogio di ottobre

Ogni giorno inizia nel solito modo. Un posto vuoto accanto a me. Il silenzio. La finestra, sempre aperta, si affaccia sull’ennesima luce che non puoi vedere. Tua figlia non prende più lo sciroppino alla fragola, ma delle fottute compresse. E, oggi, ha buttato nel bidone dell’umido i dentini che le sono caduti da quando tu non ci sei più.

Piove. Lentamente piove. Fa freddo. Arriva silenzioso e rigido l’inverno. Ogni tanto il telefono fa bip, ma se fossi stato un uomo migliore, ora non sarei qui ad elemosinare attenzione e tempo distratto. Ho avuto tutto quello che mi serviva e in gran parte l’ho sprecato. Mi rimane il conforto di esserti stato vicino. Qualcuno avrebbe potuto fare meglio. Forse. Ma non era lì.

Io sì. E questo è.


9 commenti su “Elogio di ottobre

  • RAFFAELLA

    Tu e Y vi siete incontrati, vi siete scelti. Lei ti ha scelto. Quindi sa di aver avuto accanto l’uomo migliore, l’uomo che aveva voluto. Non credo che un altro avrebbe potuto fare meglio. E sono certa che lo pensa anche Y.

  • Carmela

    L’importante, in amore, è esserci!! Essere accanto a chi si ama per confortarlo, coccolarlo, amarlo e dire: io sono qui! Non c’è bisogno di niente altro……e tu ci sei stato!

  • SILVIA ELENA DENTI

    Tutti abbiamo uno zaino pesante, ciò che conta è reggerlo, fino alla fine. Senza buttare via quello che è stato, perché ci consente ancora di vivere. La vita, grandissima puttana, vince sempre. Vivi, perché chi hai perduto lo desidera tanto.

  • Luisa Ferrario

    I tuoi elogi sono struggenti.Pieni di amore, pieni di rabbia o malinconia ?
    Pieni di tutto quello che ora ti dice il cuore.
    Devi far passare il tempo; poi tutto tornerà dolce. E sarai grato alla vita di esserci stato, in quei momenti.

  • Daniela

    Quanto avrei voluto essere amata così… Me lo meriterei anche ora… Ho sempre lottato, amato… Non ho mai preso scorciatoie e…il dolore l’ho sempre impattato con orgoglio… Ma la vita crea incroci e la paura che provo ora è che, nonostante io continui a camminare imperterrita, non ci siano incroci per me sul mio sentiero…
    Ha avuto, il tuo amore, la tua presenza, la tua mente, la tua carne, il tuo seme ed il vostro frutto… Ha avuto tutto… Tutto…
    C’è chi vive tutta una vita…senza avere nulla…
    Sii felice…

  • Davide

    Comandante ogni tua parola mi colpisce nel profondo… Non comprendevo qualche mese fa, leggevo con rispetto ma faticavo a far miei i tuoi pensieri. Il 22 settembre mi è toccata la tua stessa sorte ed ora ogni frase che scrivi mi si veste addosso. Il vuoto rimasto è dolorosissimo, non conosco le parole per descriverlo… Arriva dallo stomaco, sale al cuore ed esce dalla gola. Posso solo piangere e disperarmi. Ma non mi sento mai solo. È paradossale lo so, ma ora mi sento così.
    Grazie per le tue parole, sempre precise, dirette, intense. Mi aiutano davvero un sacco…

  • Antonello Puggioni

    Sì, è vero, l’inverno è in arrivo.
    Lo vedo rotolare giù dai monti, insegue feroce le nuvole e le spinge a valle, e sul suo cammino, col primo vento freddo d’ottobre, cancella l’ultimo sogno di sole.
    L’inverno non è che un vecchio signore che con gli anni finge di aver perduto la pietà, sento affondare le sue mani ossute nei fianchi grigi della terra, e tutti possiamo sentire la sua risata di pioggia, attraverso i vetri appannati e le nostre solitudini.
    Ma i brividi non mi spaventano più.
    Laggiù, oltre le creste spoglie degli alberi, il mare verde diventa una lastra d’ardesia, nero e minaccioso e con la cadenza di una preghiera i flutti segnano il tempo di questo ballo assurdo che ci ostiniamo a ballare, nonostante tutto.
    Ma l’inverno è anche una speranza di giorni caldi racchiusa nei regali sotto l’albero, un coro di voci amiche che si parlano strette attorno al fuoco, un provare a resistere alle intemperie più di ogni ragionevole perchè, una coperta di neve che cade dal cielo per scaldare il cuore di quelli che non hanno più vicino il sorriso di chi hanno amato.

    P.S.
    Comandante, avrai sempre la mia attenzione e tutto il tempo che posso.

  • AntMem

    Non c’è una sola volta che leggo un tuo scritto che non resto letteralmente basito. Scrivi in modo meraviglioso ma soprattutto i contenuti che esprimi mi perforano l’anima e mi lasciano senza parole ma con un senso indescrivibile di disagio, ammirazione, dolce e malinconico malessere esistenziale. Non smetterò mai di ringraziarti per aver creato questa pagina e per dedicare adesso tempo, energie e te stesso.
    Grazie amico mio. Avrei voluto frequentarti di persona mille e mille volte, ma la distanza ci divide.
    I pensieri no.

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