Elogio della Debolezza 13


Siamo ossessionati dal superomismo della resistenza alla sofferenza.
La retorica del coraggio e del valore, quella dell’onore e della purezza suonano ridicole a molti di noi oggi, ma l’esaltazione dell resistenza alla sofferenza gode ancora di ottima salute.
“combatte con coraggio da anni contro una brutta malattia”, “affronta con grande dignità il dolore per la morte del figlio”. I messaggi che ci arrivano sono sempre improntati su questa eroica resistenza alla sofferenza come se cedere al dolore, alla malattia o alla privazione sia venire meno a una sorta di codice cavalleresco.
La verità è che ci sono persone che cedono alla sofferenza perché questa è superiore a quanto possono sopportare. È umano. È inevitabile, ma la retorica dell’eroismo lì rende ancora più deboli perché al cedimento si aggiunge l’impressione di non essere all’altezza e la riprovazione sociale per “non aver dato il buon esempio”.
Essere eroi non è un dovere. Ognuno deve far conto con la lunghezza delle proprie braccia e cedere è un diritto che non può essere sottoposto a giudizio. Questo perché non esiste un metro universale della sofferenza e si può veramente valutare solo ciò che si prova in prima persona. Silenzio e rispetto per chi soffre. Senza giudicare. Mai.

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13 commenti su “Elogio della Debolezza

  • Michela

    Grazie anche qui. Ci sono nel mezzo, non sto lottando, ma semplicemente sopravvivo. E non sopporto quelle frasi che sempre più spesso si accompagnano alle nostre storie, sconosciute o famose che siano. Quando verrà il mio momento, e purtroppo arriverà, cercherò le tue parole sperando che anche il mio compagno stia provando quello che provi tu, ma non sia capace di esprimerlo. Non so chi sei ma è prezioso che tu sia passato nella mia vita, anche se solo attraverso un tweet

  • Andrea69

    Hai ragione…e me ne sono reso pienamente conto accompagnando mia madre verso l’ultimo viaggio… Inizialmente spronandola a combattere, talvolta fino ad essere “cattivo” perché non reagiva ed io temevo il peggio… Poi la consapevolezza che non sempre si può combattere o averne la voglia di farlo… Nonostante l’amore verso un figlio… Molte volte il dolore si accanisce così forte che dobbiamo cedere… Un giorno ha detto basta, proprio quando si era riaccesa una speranza, e solo adesso comprendo che forse proprio per quello mamma ha deciso di mollare…per non soffrire più… E soprattutto, tanto è il suo amore per me, per non farmi soffrire più… E niente… Scalci, urli, imprechi, spaccheresti il mondo….ma poi capisci che era giusto così…che abbiamo il diritto di arrenderci…mi manca…avrei voluto restasse ancora con me… Ma sarebbe stato solo egoismo… Un abbraccio comandante

  • Barbara

    “Ognuno deve far conto con la lunghezza delle proprie braccia..”
    Trasmetti serenità
    Grazie

  • Anna

    Sono giorni che leggo il suo blog e giorni che cerco di trovare la forza per scriverle qualcosa, ma sono talmente intimorita dal vostro dolore da preferire il silenzio e rimanere in disparte.
    Non riesco ancora neppure a seguirla su twitter per paura di accedere e ritrovarmi un suo tweet senza essere preparata a leggerlo.
    Sono una vigliacca, Comandante.
    E come una ladra, una brutta ladra, cerco il suo profilo solo quando credo di avere la forza per leggere il suo dolore…e me ne vergogno tantissimo.
    Ma, dopo aver letto il suo ultimo post, eccomi qui adesso almeno a farle sapere che ci sono anche io tra le tante persone che hanno abbracciato la vostra storia e che lei, la sua amata moglie e la vostra principessa siete spesso nei miei pensieri.
    A volte, pensando a voi, quasi vorrei provare fede in un Dio e riuscire a pregare, ma posso solo pensarvi e sperare che i giorni a venire siano per voi meno faticosi.

  • Antonello Puggioni

    Grazie Comandante.
    La rappresentazione del dolore altrui, senza alcun rispetto, è una delle metastasi peggiori di questo nostro mondo.
    E il termine “eroe” uno dei più abusati e manomessi.

    • Michela

      Ciao comandante, smetto di seguirti su twitter perché ieri mi hanno trovato un altro nodulo. E nonostante le tue parole siano sempre bellissime, adesso ho paura e non posso pensare alle sentinelle. Mi mancherai, ti auguro di tornare, prima o poi, a respirare

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