Meccanica dell’Inciucione 31


Esattamente un anno fa scrivevamo quello che oggi trova pieno compimento.

Man mano che ieri sera si formavano i risultati, mentre tutti proclamavano confusione e ingovernabilità a me il finale del film sembrava già chiarissimo e scontato. Per fare una previsione attendibile non ci vuole la palla di vetro, basta mettersi dalla parte di Berlusconi, Bersani e Monti e farsi una sola semplice domanda: Cosa posso fare per salvaguardare l’integrità del mio stanco, illustre ed onorevole deretano?

La risposta a questa domanda cruciale è una sola. Ci sono molte definizioni tecniche: Grande Coalizione, Governo di Solidarietà Nazionale, Governissimo, Governo di Scopo. La sostanza, però, è sempre la stessa: Inciucione.

 

L’unica strada che rimane alla partitocrazia è creare un’alleanza trasversale di sopravvivenza e di reciproco sostegno. Giocando sull’indubbia pressione che il sistema finanziario internazionale inizierà a fare da subito sul “ventre molle dell’Europa”, sarà quasi automatico proclamare la necessità di un governo di scopo con l’obiettivo ufficiale di realizzare tre o quattro provvedimenti fondamentali (legge elettorale, leggi di spesa e un po’ di cortina fumogena sulla riduzione delle spese per la classe politica), ma con l’obiettivo reale di mantenere in piedi questa situazione per un paio d’anni allo scopo di reclutare il maggior numero di parlamentari del M5S attraverso la blandizie del danaro, delle riconferme in seggi sicuri, dei posti di lavoro per mogli, mariti, fidanzate, figli e amanti. Operazione il cui scopo principale quello di dimostrare che, in fondo, quelli del M5S sono anche loro dei ladroni, solo più sfigati e con la zazzerona lunga. In pratica, un’istituzionalizzazione iterativa del “Metodo Favia”.

Alla luce di questa considerazione, mai come oggi il destino di questo paese è nelle mani dei suoi cittadini. Non di tutti, ovviamente. L’elettorato ha già dato ampia prova di sé nell’imbarazzante performance che ha riportato Berlusconi al centro del dibattito nonostante i vari la “crisi non esiste”, “i ristoranti sono pieni”, “il vero problema di questo paese è la magistratura”, “La Minetti è una ragazza molto preparata”, “Ne avevo otto davanti alla porta a fare la fila per venire a letto con me” e “Pensavo che Ruby fosse la nipote di Mubarak”.

I cittadini di cui parlo sono di due tipi. Da una parte le opposizioni interne ai potentati partitocratici, là dove queste opposizioni esistono. Credo di poter semplificare dicendo che solo nel partito democratico è possibile reperire personaggi con la caratteristica di fare politica professionalmente e non condividere pedissequamente l’impostazione politica del ras. Loro avrebbero il compito di rinnovare internamente la struttura e di offrire, finalmente, un volto nuovo e più accettabile a quello che è diventato lo spettro di un grande partito di opposizione contaminandosi intimamente con interessi finanziari, economici ed industriali. Ne saranno capaci? Ne dubito.

Dall’altra ci sono i parlamentari e senatori del M5S. “la ggente“, quelli che si sono ritrovati deputati e senatori grazie al carisma eccezionale di Beppe Grillo, allo stato di subornazione di una parte dell’elettorato e senza escludere gli effetti salvifici di un grandissimo colpo di culo. Quanti di loro riusciranno a mantenere il punto senza darsi alla “dichiarazione a telecamera spenta”? Quanti resisteranno al fascino del talk show? Della diaria incassata per intero? Dell’incarico in commissione? Della telefonata fatta di persona da Silvione o Pierluigi? Della lusinga di un altro paio di mandati? Del posto sicuro per il figlio laureato con ottimi voti e che ora risponde al call center di Tre?

Io non so fare previsioni. Anzi, diciamo che un’idea ce l’ho. Professionisti della politica all’opposizione e grillini ammessi al paradiso stanno per raccontarci quanto valiamo come nazione, come popolo e come cultura. Siete proprio sicuri di voler conoscere la risposta?

data pubblicazione originale 26 febbraio 2013 @ 09:42


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